Incisioni rupestri su roccia, tipiche dell'arte rupestre della Valcamonica, oggetto del ciclo di conferenze.

Ciclo di conferenze sull’arte rupestre in Valcamonica

23 Luglio, 2015
Categorie:  Conferenze Eventi Preistoria Visite

Diffondiamo un comunicato stampa appena ricevuto: Nell’ambito del Recording Rock Art Fieldwork organizzato dal Centro Camuno di Studi Preistorici - Dipartimento Valcamonica per il 2015, si segnalano le conferenze serali aperte al pubblico, che si terranno presso il Museo della Riserva a Nadro di Ceto: – Venerdì 24 Luglio h. 18.30: “Le peculiarità tematiche nell’arte rupestre camuna” - Umberto Sansoni – Martedì 28 Luglio h. 20.30: “Art rupestre de l’Armenie: étude du cas de l’ Oughtassar” - Ani Danielyan

Moai dell'Isola di Pasqua: a sinistra uno scavo che ne rivela il corpo sepolto, a destra alcuni esemplari nella piana di Rano Raraku.

Oh, BTW, le teste giganti Moai dell’isola di Pasqua hanno un corpo… non lo sapevi?!?

14 Luglio, 2015
Categorie:  Curiosità Estero Nuovi Ritrovamenti Scavi

"‹Le teste giganti della remotissima Isola di Pasqua sono ben piu’ imponenti di quello che possono sembrare. Nascosti dalla vista, interi corpi mastodontici di queste statue sono sepolti metri e metri sotto terra. Uno scavo a Rano Raraku, la cava dove venivano estratte le statue dell’Isola di Pasqua, sta gettando nuova luce su una scoperta che proprio scoperta non è. E’ infatti dal 1919 che gli archeologi sanno che di sole teste non si tratta, immagini d’epoca mostrano come fin nella prima campagna di scavi di inizio Novecento i corpi interi di queste statue sono stati portati alla luce, documentati e fotografati.

L'ingresso del riparo Dalmeri, in Trentino, con le strutture di protezione dell'area di scavo.

Cibo per la mente. Apre la stagione al riparo Dalmeri

7 Luglio, 2015
Categorie:  Eventi Evoluzione Preistoria Visite

"C'erano una volta 265 pietre dipinte con l'ocra rossa. Una di esse recava l'effigie di una misteriosa figura, forse umana, forse sciamanica. Tredicimila anni fa il luogo ove le pietre svolgevano qualche funzione rituale, era un preistorico riparo che entrava per trenta metri sottoroccia, immerso negli ombrosi boschi a milleduecento metri di altitudine, al confine fra gli odierni Veneto e Trentino, sull'Altopiano della Marcesina. Ai tempi nostri il cosiddetto Riparo Dalmeri è divenuto un sito archeologico di rilevante importanza per la storia locale, alpina ed europea.

Locandina del ciclo di conferenze «L'ultimo Neandertal in Friuli», con un'illustrazione del volto di un uomo di Neanderthal.

L’ultimo Neanderthal in Friuli. Ciclo di conferenze

30 Giugno, 2015
Categorie:  Campi Scavo Comunicati stampa Conferenze Eventi Evoluzione Nuovi Ritrovamenti Preistoria Scavi Visite

Ciclo di conferenze, nell’ambito del progetto “L’ultimo Neanderthal in Friuli”, dell’équipe dell’Università degli Studi di Ferrara che sta scavando, sotto la direzione del Prof. Marco Peresani e del Dott. Matteo Romandini, dal 2010 nella**Grotta del Rio Secco (Altopiano di Pradis, Prealpi Carniche, Pn),** uno dei rari siti del Paleolitico Medio italiano ed europeo ad aver restituito tracce certe dell’uccisione e del consumo dell’orso da parte dell’uomo di Neanderthal. L’altopiano di Pradis si sta rivelando sempre più ricco di sorprese e i risultati che ha dato fino a questo momento sull’ultima frequentazione neandertaliana è a livelli internazionali.

Una storica fotografia in bianco e nero dei primi scavi nella Grotta Romanelli, con gli studiosi ritratti all'interno della cavità.

Riprendono gli scavi a Grotta Romanelli

29 Giugno, 2015
Categorie:  Campi Scavo Preistoria Scavi

Dopo oltre 40 anni riprendono gli scavi nella grotta preistorica “Romanelli”, una delle più importanti testimonianze della presenza dell’uomo paleolitico in Italia. Alla cavità naturale, il cui ingresso è ostruito da una grata in ferro, si può accedere solo per via mare ed è ubicata nel cuore del parco costiero “Otranto, Santa Maria di Leuca e bosco di Tricase” al confine con il territorio di Santa Cesarea Terme. La grotta rappresenta un sito di importanza mondiale per lo studio della preistoria, dell’evoluzione umana e dei cambiamenti climatici avvenuti nel corso degli ultimi 100 mila anni.

Un archeologo osserva la sezione stratigrafica di uno scavo, durante il rilievo delle fasi di deposito.

Cambiamento climatico: interi archivi preistorici artici in grave deterioramento

24 Giugno, 2015
Categorie:  Curiosità Estero Metodologie archeologiche Preistoria

Reperti archeologici dei nativi artici stanno velocemente deteriorando a causa del cambiamento climatico che influenza la conservazione dei pezzi organici nel permafrost. Interi archivi archeologici depositati al Museo del Nord in Alaska mostrano come negli ultimi anni i nuovi reperti abbiano un grado di deterioramento in continua, preoccupante crescita. “Josh Reuther opens the heavy door to the artifact repository at the University of Alaska Fairbanks’s Museum of the North. Reuther is a professor of archeology and a curator at the museum, he says over the past few years the museum has been getting more artifacts that are more deteriorated than those excavated decades ago.

Le pitture rupestri preistoriche scoperte in Colombia, con figure di animali e simboli tracciati in ocra rossa.

Incredibile arte rupestre preistorica fotografata in Colombia per la prima volta

22 Giugno, 2015
Categorie:  Nuovi Ritrovamenti Preistoria

Incredibili pitture rupestri preistoriche scoperte e filmate in Colombia grazie ad una troupe in elicottero. L’aera della Colombia in cui sono state trovate è estremamente remota e questa è la prima volta che queste pitture vengono riprese o fotografate. Centinaia di animali e cacciatori sono stati dipinti in ocra rossa in un riparo all’interno del Chiribiquete national park. La mano di un artista sconosciuto del passato è riuscito a ricreare immagini di giaguari, coccodrilli e cacciatori danzanti di estrema naturalezza.

Le ricostruzioni di capanne preistoriche e i percorsi didattici dell'ArcheoParc, dedicato al mondo di Ötzi in Val Senales.

Ma Ötzi, che lingua parlava? "‹Una mostra sulla storia della lingua all'archeoParc della Val Senales

19 Giugno, 2015
Categorie:  Comunicati stampa Eventi Evoluzione Mostre Musei Preistoria Visite

Domenica 21 giugno alle ore 10:00 all’archeoParc ha luogo l’inaugurazione della mostra “Ma Ötzi, che lingua parlava?”. La mostra racconta la storia del linguaggio e delle lingue, iniziando dalle origini fino ai giorni nostri. Da quand"è che parliamo? Quale lingua usava Ötzi? E perché abbiamo iniziato a scrivere? Queste e altre domande stanno alla base della mostra che verrà inaugurata domenica 21 giugno alle ore 10:00 all’archeoParc della Val Senales. “Ma Ötzi, che lingua parlava?

Una ricercatrice esamina al microscopio campioni prelevati da fossili di dinosauro, in laboratorio.

Scoperta accidentale di sangue e collagene in fossili di dinosauro

15 Giugno, 2015
Categorie:  Curiosità Genetica Metodologie archeologiche Nuove Tecnologie Nuovi Ritrovamenti Paleontologia

An amazing discovery could rewrite textbooks, after a paleontologist accidentally found blood and soft tissue preserved in tattered dinosaur fossils. If proven, science expects answers to age-old questions, including: "Can we resurrect dinosaurs?" The red blood cells and collagen fibers were discovered by chance when Imperial College London’s Sergio Bertazzo and Susannah Maidment were examining the buildup of calcium in human blood vessels. Bertazzo wanted to perform a few tests using electronic microscopes and ended up asking the Natural History Museum for some fossils to test his findings, according to the IB Times.

Le arcate in laterizio dell'acquedotto romano Anio Novus, nella campagna laziale.

Dall’Aniene a Roma, calcolata la portata dell’acquedotto Anio Novus

14 Giugno, 2015
Categorie:  Curiosità Epoca Romana Metodologie archeologiche

87 km di acquedotto dal fiume Aniene a Roma, l’Anio Novus è stato costruito tra il 38 ed il 52 dC. Grazie allo studio del travertino di cui è composto, e del calcare accumulato su di esso, è stato possibile calcolare la portata di questo maestoso acquedotto imperiale! “For hundreds of years, the Anio Novus aqueduct carried water 87 km (54 miles) from the Aniene River of the Apennine Mountains down into Rome.


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