Domani 20 novembre 2012, alle 11 a.m. al Museo Whitaker di Mozia, inaugurazione dell'esposizione "I Rostri della Battaglia delle Egadi" Da domani e fino al 20 February 2013, 3 Rostri (uno punico e due romani) ritrovati dalla Soprintendenza del Mare in collaboration con la statunitense RPM Nautical Foundation, saranno esposti nei fondali delle Egadi. Sarà inoltre esposto un Elmo del tipo Montefortino (IV sec. a.C. – I sec. d.C.) ritrovato sempre durante la stessa campagna di ricerca in altofondale. Si tratta di un elmo di bronze della tradizione etrusco-italica o celtica, conosciuto come Montefortino (dal nome della necropoli marchigiana che restituì alcuni esemplari). Divenuta l'elmo più comune in uso nelle legioni romane, si distingue per la semplicità della forma emisferico-conica del bordo conformato orizzontalmente, paranuca appena accennato, e pomello (apex) in cima al coppo a volte forato per l'inserzione di piume rosse o nere (crista), di oca o cigno. L'esposizione sarà aperta tutti i giorni compresi sabato e Sunday dalle 9 a.m. 15. L'esposizione sarà aperta fino al 20 February 2013.
Domani 20 novembre 2012, alle 11 a.m. al Museo Whitaker di Mozia, inaugurazione dell'esposizione "I Rostri della Battaglia delle Egadi" Da domani e fino al 20 February 2013, 3 Rostri (uno punico e due romani) ritrovati dalla Soprintendenza del Mare in collaboration con la statunitense RPM Nautical Foundation, saranno esposti nei fondali delle Egadi. Sarà inoltre esposto un Elmo del tipo Montefortino (IV sec. a.C. – I sec. d.C.) ritrovato sempre durante la stessa campagna di ricerca in altofondale. Si tratta di un elmo di bronze della tradizione etrusco-italica o celtica, conosciuto come Montefortino (dal nome della necropoli marchigiana che restituì alcuni esemplari). Divenuta l'elmo più comune in uso nelle legioni romane, si distingue per la semplicità della forma emisferico-conica del bordo conformato orizzontalmente, paranuca appena accennato, e pomello (apex) in cima al coppo a volte forato per l'inserzione di piume rosse o nere (crista), di oca o cigno. L'esposizione sarà aperta tutti i giorni compresi sabato e Sunday dalle 9 a.m. 15. L'esposizione sarà aperta fino al 20 February 2013.

“I Rostri della Battaglia delle Egadi” in mostra al Museo Whitaker di Mozia

19 Novembre, 2012
Categorie:  Comunicati stampa Epoca Romana Mostre
Tags:  egadi soprintendenza del mare   mozia   punici   rostri  

Domani 20 novembre 2012, alle ore 11 presso il Museo Whitaker di Mozia, inaugurazione dell’esposizione ** “I Rostri della Battaglia delle Egadi”** Da domani e fino al 20 febbraio 2013, saranno esposti 3 Rostri (uno punico e due romani) ritrovati dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con la statunitense RPM Nautical Foundation, nei fondali delle Egadi. Sarà inoltre esposto un Elmo del tipo Montefortino (IV sec. a.C. – I sec. d.

Risale a 71.000 anni fa una serie di piccole pietre scheggiate, o microliti, prodotte in modo da poter essere usate come armi da getto, ossia come punte di lance. La scoperta - avvenuta al sito di Pinnacle Point vicino a Mossel Bay, in Sudafrica, e descritta in un articolo a prima firma Kyle S. Brown - retrodata notably l'emergere di questa significativa tecnologia litica, mostrando che fin dall'inizio l'Homo sapiens era dotato di superiori capacità di ideazione, e non vi sarebbe stato - come ipotizzato da alcuni antropologi - un periodo in cui H. sapiens era fisicamente ma non mentalmente moderno. I microliti portati alla luce a Pinnacle Point, insieme ad altri reperti, testimoniano la possesso di una tecnologia avanzata e dimostrano l'esistenza di un pensiero simbolico. In effetti, gli antichi abitanti del sito padroneggiavano una tecnologia per la produzione di lunghe sottili lama di pietra, poi spuntate da un lato in modo da poterle inserire in fessure intagliate in aste di legno o di osso e quindi creare armi leggeri da getto, come frecce o più probabilmente lance, che fornivano un significativo vantaggio rispetto a una lancia a mano aumentando la portata e riducendo il rischio di lesioni.
Risale a 71.000 anni fa una serie di piccole pietre scheggiate, o microliti, prodotte in modo da poter essere usate come armi da getto, ossia come punte di lance. La scoperta - avvenuta al sito di Pinnacle Point vicino a Mossel Bay, in Sudafrica, e descritta in un articolo a prima firma Kyle S. Brown - retrodata notably l'emergere di questa significativa tecnologia litica, mostrando che fin dall'inizio l'Homo sapiens era dotato di superiori capacità di ideazione, e non vi sarebbe stato - come ipotizzato da alcuni antropologi - un periodo in cui H. sapiens era fisicamente ma non mentalmente moderno. I microliti portati alla luce a Pinnacle Point, insieme ad altri reperti, testimoniano la possesso di una tecnologia avanzata e dimostrano l'esistenza di un pensiero simbolico. In effetti, gli antichi abitanti del sito padroneggiavano una tecnologia per la produzione di lunghe sottili lama di pietra, poi spuntate da un lato in modo da poterle inserire in fessure intagliate in aste di legno o di osso e quindi creare armi leggeri da getto, come frecce o più probabilmente lance, che fornivano un significativo vantaggio rispetto a una lancia a mano aumentando la portata e riducendo il rischio di lesioni.

Homo Sapiens e il pensiero simbolico: dal Sudafrica tecnologie litiche innovative

12 Novembre, 2012
Categorie:  Comunicati stampa Nuovi Ritrovamenti Preistoria Scavi
Tags:  homo sapiens   industria litica   microliti   nuovi ritrovamenti   Sudafrica  

Risale a 71.000 anni fa una serie di piccole pietre scheggiate, o microliti, prodotte in modo da poter essere usate come armi da getto, ossia come punte di lance. La scoperta – avvenuta nel sito di Pinnacle Point vicino a Mossel Bay, in Sudafrica, e descritta su “Nature” in un articolo a prima firma Kyle S. Brown – retrodata notevolmente l’emergere di questa significativa tecnologia litica, mostrando che fin dall’inizio l’Homo sapiens era dotato di capacità ideative superiori, e non vi sarebbe stato – come ipotizzato da alcuni antropologi – un periodo in cui H.

7o CONVEGNO NAZIONALE DI ARCHEOZOOLOGIA Ferrara 22 e 23 novembre 2012 Rovigo 24 novembre 2012 Il Convegno si occuperà nei giorni 22 e 23 novembre 2012 presso l'Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Ferrara, Via Corso Ercole I d'Este, 37 "" 44121 FERRARA Il giorno 24 novembre il Convegno si occuperà presso il Museo dei Grandi Fiumi a Rovigo, Piazzale S.Bartolomeo, 18 – 45100 ROVIGO Le Iscrizioni al Convegno chiuderanno il giorno 15/11/2012. Programma degli interventi: Giovedì 22 novembre Prof. Benedetto Sala Il Mestiere del Paleontologo: 50 anni di ricerche sui mammiferi quaternari italiano. 11.30 – 12.00 – Sessions: metodologia Crezzini J., Boschin F. La microscopia digitale 3D applicata alle indagini tafonomiche: l'esempio di Grotta dei Santi (GR). Zedda M., Balzano F., Mura E., Lepore G., Farina V. Variabilità della sequenza genica della citocromo b ossidasi: un confronto tra pecore sarde antiche e pecore e mufloni attuali. 12.00 – 12.
7o CONVEGNO NAZIONALE DI ARCHEOZOOLOGIA Ferrara 22 e 23 novembre 2012 Rovigo 24 novembre 2012 Il Convegno si occuperà nei giorni 22 e 23 novembre 2012 presso l'Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Ferrara, Via Corso Ercole I d'Este, 37 "" 44121 FERRARA Il giorno 24 novembre il Convegno si occuperà presso il Museo dei Grandi Fiumi a Rovigo, Piazzale S.Bartolomeo, 18 – 45100 ROVIGO Le Iscrizioni al Convegno chiuderanno il giorno 15/11/2012. Programma degli interventi: Giovedì 22 novembre Prof. Benedetto Sala Il Mestiere del Paleontologo: 50 anni di ricerche sui mammiferi quaternari italiano. 11.30 – 12.00 – Sessions: metodologia Crezzini J., Boschin F. La microscopia digitale 3D applicata alle indagini tafonomiche: l'esempio di Grotta dei Santi (GR). Zedda M., Balzano F., Mura E., Lepore G., Farina V. Variabilità della sequenza genica della citocromo b ossidasi: un confronto tra pecore sarde antiche e pecore e mufloni attuali. 12.00 – 12.

7º Convegno Internazionale di Archeozoologia 2012 – Ferrara, Rovigo 22-24 novembre

10 Novembre, 2012
Categorie:  Archeozoologia Conferenze Eventi Metodologie archeologiche Preistoria Protostoria
Tags:  aiaz   archeozoologia   convegno   ferrara  

Ferrara 22 e 23 Novembre 2012 Rovigo 24 Novembre 2012 Il Convegno si terrà nei giorni 22 e 23 Novembre 2012 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Ferrara, Via Corso Ercole I d’Este, 37 ““ 44121 FERRARA Il giorno 24 Novembre il Convegno si terrà presso il Museo dei Grandi Fiumi a Rovigo, Piazzale S.Bartolomeo, 18 – 45100 ROVIGO Le Iscrizioni al Convegno chiuderanno il giorno 15/11/2012.

Monterotondo: due appuntamenti con la storia e l’archeologia del territorio a cura dell’Archeoclub Mentana-Monterotondo

4 Novembre, 2012
Categorie:  Eventi Generale Visite

L’Archeoclub d’Italia sede Mentana-Monterotondo, la Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche dell’Agricoltura, Dip. V, Serv. I Ambiente Aree Protette – Parchi Regionali e l’Istituzione Culturale di Monterotondo hanno il piacere di invitare tutti gli interessati a due importanti appuntamenti con la storia e l’archeologia del nostro territorio che si svolgeranno in occasione dei festeggiamenti per i 15 anni della R.N. Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco: Domenica 11 Novembre 2012

POZZO DELLA CAVA – Ad Orvieto il cuore del quartiere medievale racconta 28 secoli di vita vissuta

4 Novembre, 2012
Categorie:  Generale

La rupe su cui è stata costruita Orvieto ospita un fitto dedalo di oltre mille cavità sotterranee, scavate e riadattate nel corso dei ventisette secoli di storia del centro abitato. Uno dei luoghi in cui meglio di tutti si può percepire questo accavallarsi di epoche è senza dubbio il complesso ipogeo del Pozzo della Cava, nel cuore del quartiere medievale: la singolarità dell’intera struttura, che la rende unica nel panorama nazionale, è quella di accogliere al suo interno un grande numero di ritrovamenti archeologici etru-schi, medievali e rinascimentali gli uni accanto agli altri, quasi stipati nelle grotte che costruiscono il percorso di visita al pozzo.

III GIORNATA DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO DELLA VALLE DI SUSA

12 Settembre, 2012
Categorie:  Generale

Il piano di valorizzazione “Valle di Susa. Tesori di Arte e Cultura Alpina”, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo di Antichità Egizie, organizza la Terza Giornata del Patrimonio Archeologico della Valle di Susa, che quest’anno propone un doppio appuntamento: domenica 30 settembre e venerdì 5 ottobre 2012. Tredici siti archeologici su tutto il territorio della Valle e uno nella vicina Savoia saranno aperti e accessibili, con la possibilità di visite guidate gratuite.

RADUNO REGIONALE DEI GRUPPI ARCHEOLOGICI DELLA CAMPANIA

12 Settembre, 2012
Categorie:  Generale
Tags:  annibale   archeologia Megalitica   Cammino di Annibale   domenico caiazza   gai   Gruppi Archeologici d'Italia   gruppo archeologico trebula balliensis   luigi sorrentino   Nunziante di Maio   Pontelatone   Sanniti   trebula balleinsis   Treglia   valerio caiazza   valorizzazione beni culturali   volontariato   volontariato archeologico  

Domenica 30 settembre alle ore 9 nel Centro Studi sull’Insediamento Campano Sannitico sito nel Parco Archeologico della città sannitica di Trebula balliensis , oggi Treglia di Pontelatone avrà inizio il Raduno regionale dei Gruppi Archeologici della Campania, organizzato dal Gruppo Archeologico Trebula Balliensis , diretto da Valerio Caiazza e dal Direttore Regionale Luigi Sorrentino. Aderiscono all’associazione fondata da Ludovico Magrini estesa in tutta Italia che dedica energie ed attenzione al patrimonio archeologico in Campania ben 17 gruppi archeologici i cui direttori e soci saranno guidati nella visita alla città antica dai giovani del Gruppo Trebula Balliensis da anni attivi nello studio e valorizzazione del sito.

Apertura straordinaria dell’area archeologica della Via Nomentum-Eretum in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2012

12 Settembre, 2012
Categorie:  Generale

L’Archeoclub d’Italia sede Mentana-Monterotondo ha il piacere di comunicare che sabato 29 settembre 2012 l’area archeologica della via Nomentum-Eretum in località Tor Mancina, all’interno della R. N. Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco sarà straordinariamente aperta in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2012. Per tutti gli intervenuti è prevista una visita guidata gratuita alle ore 17.00 seguita da una degustazione di ricette tratte dalla cucina dell’Antica Roma. La prenotazione è obbligatoria.

Pubblichiamo questo articolo inviato a noi dal Prof. Francesco Mallegni, Ordinario di Antropologia all'Università di Pisa. La fanciulla di Vagli? Un maschio al 50% Sfortunatamente, for some time, come specialisti della disciplina paleoantropologica, i personaggi che definiscono pittoreschi è puro eufemismo. Si pensa a chi ha creato il caso della donna "vampira", alla quale, per impedire di morire, sarebbe stato filato in bocca (per poter far entrare la bocca doveva essere grande come un forno da pizza). Affascina anche il caso lucchese/garfagnino della cosiddetta "Fanciulla di Vagli": esiste la probabilità (50%) che sia un maschio, un ragazzo anziché una "puella". Problem del resto attuale. Vediamo le singole risvolti. In September 2011 a mostra su una tomba ligure del 200 circa a.C. scoperta alla Murata di Vagli di Sopra. Ne è responsabile Giulio Ciampoltrini, funzionario della soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, mentre come curatrice è scelta una studentessa universitaria stretta collaboratrice dello stesso Ciampoltrini, immagino con grande gioia di laureati e specialisti supertitolati regolarmente disoccupati.
Pubblichiamo questo articolo inviato a noi dal Prof. Francesco Mallegni, Ordinario di Antropologia all'Università di Pisa. La fanciulla di Vagli? Un maschio al 50% Sfortunatamente, for some time, come specialisti della disciplina paleoantropologica, i personaggi che definiscono pittoreschi è puro eufemismo. Si pensa a chi ha creato il caso della donna "vampira", alla quale, per impedire di morire, sarebbe stato filato in bocca (per poter far entrare la bocca doveva essere grande come un forno da pizza). Affascina anche il caso lucchese/garfagnino della cosiddetta "Fanciulla di Vagli": esiste la probabilità (50%) che sia un maschio, un ragazzo anziché una "puella". Problem del resto attuale. Vediamo le singole risvolti. In September 2011 a mostra su una tomba ligure del 200 circa a.C. scoperta alla Murata di Vagli di Sopra. Ne è responsabile Giulio Ciampoltrini, funzionario della soprintendenza per i beni archeologici della Toscana, mentre come curatrice è scelta una studentessa universitaria stretta collaboratrice dello stesso Ciampoltrini, immagino con grande gioia di laureati e specialisti supertitolati regolarmente disoccupati.

La fanciulla di Vagli? Un maschio al 50%

3 Maggio, 2012
Categorie:  Comunicati stampa Metodologie archeologiche Nuovi Ritrovamenti
Tags:  antropologia   determinazione sesso   fanciulla di vagli  

Pubblichiamo questo articolo inviatoci dal Prof. Francesco Mallegni, Ordinario di Antropologia all’Università di Pisa. La fanciulla di Vagli? Un maschio al 50% Purtroppo da qualche tempo girano come esperti della disciplina paleoantropologica personaggi che definire pittoreschi è puro eufemismo. Si pensi a chi ha creato il caso della donna “vampira”, alla quale, per impedirle di mordere, sarebbe stato infilato un mattone in bocca (per potercelo far entrare la bocca doveva essere grande come un forno da pizza).

Termini Imerese. Graffiti preistorici di 13.000 anni fa nell'incuria e nell'abbandono. La denuncia di SiciliAntica Graffiti preistorici di 13.000 anni fa nell'incuria e nell'abbandono. La denuncia è l'Associazione SiciliAntica con una lettera inviata al Sindaco del Comune di Termini Imerese e alla Soprintendenza ai Culturali e Environmentali di Palermo. Le incisioni si trovano nell'interessante riparo di Borgo Scuro, un sito scoperto nel 1985, dove sono state rinvenuti frammenti di selce e quarzite con punte a dorso abbattute, utensili tipici del Paleolitico finale Siciliano. In the rocciosa parete un po' aggettante all'altezza del piano di calpestio su una parete molto levigata sono state rinvenuti, dal studioso di preistoria Siciliana Giovanni Mannino, delle incisioni lineari risalenti a circa 13.000 anni fa: tra le prime scoperte in Europa. Un'invenzione di grande intereresse a cui va aggiustato, come scrive ancora lo stesso ricercatore, l'ipotesi che uno scavo possa rilevare anche altri graffiti lineari o figurati.
Termini Imerese. Graffiti preistorici di 13.000 anni fa nell'incuria e nell'abbandono. La denuncia di SiciliAntica Graffiti preistorici di 13.000 anni fa nell'incuria e nell'abbandono. La denuncia è l'Associazione SiciliAntica con una lettera inviata al Sindaco del Comune di Termini Imerese e alla Soprintendenza ai Culturali e Environmentali di Palermo. Le incisioni si trovano nell'interessante riparo di Borgo Scuro, un sito scoperto nel 1985, dove sono state rinvenuti frammenti di selce e quarzite con punte a dorso abbattute, utensili tipici del Paleolitico finale Siciliano. In the rocciosa parete un po' aggettante all'altezza del piano di calpestio su una parete molto levigata sono state rinvenuti, dal studioso di preistoria Siciliana Giovanni Mannino, delle incisioni lineari risalenti a circa 13.000 anni fa: tra le prime scoperte in Europa. Un'invenzione di grande intereresse a cui va aggiustato, come scrive ancora lo stesso ricercatore, l'ipotesi che uno scavo possa rilevare anche altri graffiti lineari o figurati.

Termini Imerese. Graffiti preistorici di 13.000 anni fa nell'incuria e nell'abbandono

1 Maggio, 2012
Categorie:  Comunicati stampa Mala Archeologia Preistoria
Tags:  incisioni   inscrizioni rupestri   mala archeologia   paleolitico   riparo   termini imerese  

Termini Imerese. Graffiti preistorici di 13.000 anni fa nell’incuria e nell’abbandono. La denuncia di SiciliAntica Graffiti preistorici di 13.000 anni fa nell’incuria e nell’abbandono. A denunciarlo è l’Associazione SiciliAntica con una lettera inviata al Sindaco del Comune di Termini Imerese e alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo. Le incisioni si trovano nell’interessante riparo di Borgo Scuro, un sito scoperto nel 1985, dove sono stati rinvenuti frammenti di selce e quarzite con punte a dorso abbattuto, utensili tipici del Paleolitico finale siciliano.


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