La più grande città del Medioevo – Angkor Wat

Roma, 14 ago. (Apcom) – Angkor Wat, la capitale dell’impero Khmer, fu la città più grande del Medioevo: lo sostiene – secondo quanto riporta l’agenzia Misna – uno studio archeologico condotto da studiosi australiani, cambogiani e francesi che hanno utilizzato strumentazione satellitare per ridefinire il sito su cui sorge il famoso complesso di templi nel nord della Cambogia.

Dai dati si ricava che intorno agli edifici sacri, sulla lista del Patrimonio culturale e naturale dell’umanità dell’Unesco, si estendeva un insediamento urbano di 1000 chilometri quadrati, poco meno della grandezza dell’attuale Los Angeles, con un intricato e complesso sistema di canali. Nel suo momento di maggior sviluppo, Angkor Wat, fondata nell’ 802 e abbandonata nel XVI secolo, avrebbe potuto avere una popolazione tra i 500.000 e il milione di abitanti, secondo i nuovi calcoli.

Una dimensione eccezionale, soprattutto per una delle pochissime città sorte nella giungla tropicale, un ambiente davvero “estremo” per mantenere popolazione ed edifici. L’unico esempio paragonabile di insediamento umano nella giungla è la città maya di Tilka in Guatemala (200-800 d.C.), la cui estensione è calcolata tra i 60 e i 100 chilometri quadrati.

Il ‘Greater Angkor Project’, ovvero il gruppo di esperti che ha pubblicato il suo studio sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’ (Pnas), si è avvalso sia di fotografie scattate da un satellite Nasa sia di verifiche sul campo. Nella nuova mappatura, una lettura sui diversi livelli di crescita della giungla circostante ha permesso di individuare i siti dove sorgevano altri 74 templi e oltre 1000 bacini d’acqua artificiali.

Uno degli aspetti più interessanti della scoperta è il sistema di canali che alimentava la vita e la produzione agricola, finora ritenuto un’ opera a scopi soltanto decorativi. Gli archeologi hanno invece constatato che si tratta di canali tutt’altro che rudimentali e con strutture in pietra nei punti di raccordo per gestire il flusso dell’acqua, compreso quello proveniente dal fiume Siem Reap che era stato deviato verso il centro di Angkor Wat. L’irrigazione era tale da permettere di avere raccolti di riso anche fuori della stagione delle piogge. Ma si trattava di un sistema estremamente impegnativo da mantenere in funzione, che comportava un enorme mole di lavoro. Sembra infatti che sia stata proprio l’ipertrofica grandezza di Angkor Wat, capitale di un impero che comprendeva oltre la Cambogia anche Vietnam, Laos e Thailandia, a determinare il declino della città. Secondo gli esperti, la sovrapopolazione aveva spinto ad estendere il centro urbano disboscando la giungla, ma la gestione idrica e del territorio era divenuta insostenibile, arrivando al collasso.

Fonte:

http://notizie.alice.it/noti … el_medioevo,12999385.html


Ultima modifica 2007/08/16