| Utente | Messaggio |
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11:37 am luglio 8, 2008
| Solange
Ospite
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Ciao,
mi trovo in Irlanda per un master in filosofia antica e ho spesso occasione di frequentare la School of Classics della mia universita'. E' un dipartimento modesto ma dalle grandi ambizioni: ha laboratori condivisi con la facolta' di archeologia, giovani brillanti grecisti e persino un museo di antichita'. visitando le teche ben curate - ma desolate - del museo, mi sono chiesta se la gran mole di reperti dimenticata nei magazzini dei nostri musei italiani non fosse “felice”, per dirla con Bergson, di essere esposta in luoghi piu' dignitosi. Mi rendo conto di stuzzicare un vespaio, ma la mia e' semplice curiosita'. Cosa trattiene la soprintendenza italiana dal concedere in prestito i nostri reperti per esposizioni all'estero? Forse il problema e' garantire la sicurezza dei trasferimenti dei reperti? Io credo che piu' di un museo soprattutto nei paesi nordici sarebbe disposto a farsi carico dell'onere finanziario. In piu' immagino che qualcosa ci guadagnerebbe anche l'istituto italiano donante. Grazie a chiunque abbia la pazienza di spiegarmi questo delicato tema.
Solange Daini
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12:32 pm luglio 8, 2008
| arjuna
Amministratore
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| messaggi72 |
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da quello che mi ricordo i reperti archeologici possono essere solo prestati (con un prestito di scambio) ai vari musei, il tuo ragionamento è sensato pero' mi viene da chiederti che cosa il museo di cui parli potrebbe prestare agli Uffizi o ai Vaticani.
diverso sarebbe se si potessero “affittare” i reperti (e qui i puristi storceranno sicuramente il naso, per loro è meglio lasciare un pezzo ad ammuffire in cantina piuttosto che cercare di farlo fruttare). è mia personale opinione che il mondo dell'archeologia per diventare veramente autosufficiente (da quei sempre meno sostanziosi fondi pubblici) debba inevitabilmente acquisire competenze manageriali e di business planning (una mostra non puo' andare in perdita, deve necessariamente produrre introiti!!).
passando ad altro: ero a dublino il mese scorso, hai visto le mummie al museo archeologico? un allestimento veramente d'impatto così come la nave vichinga (anche se un po' troppo sola e abbandonata) nel piazzale delle collins barracks. Tu che vivi lì sai darci qualche indicazione su come sia la situazione da quelle parti? Ci sono opportunità di lavoro oppure è come in Italia? Comunque ti faccio un in bocca al lupo per i tuoi studi.
ciao arjuna
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3:39 pm luglio 8, 2008
| Solange
Ospite
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La prospettiva del prestito di scambio mi sembra un'ardua strada per museo irlandese di antichistica non celtica. Invece, come funziona il “noleggio” internazionale dei reperti? Sembra impossibile, ma negli ultimi anni il ministero dei beni culturali irlandese non ha saputo come spendere i soldi. E qui veniamo al secondo punto del tuo intervento, arjuna. Non ho ben presente la condizione degli specializzandi italiani in archeologia; ho purtroppo molto presente quella dei dottorati in materie filosofiche e mi permetto di ragionare per analogia. Viste - sottolineo - da fuori, le prospettive lavorative per un archeologo in Irlanda dovrebbero risultare relativamente allettanti. La notevole concentrazione di fondi europei (che ha fatto dell'Irlanda un centro finanziario di rilievo negli ultimi anni) ha portato benefici anche al versante accademico e, finalmente, persino degli studi classici. In piu' l'Irlanda vanta una piu' che dignitosa tradizione di studi di antichistica. Suppongo che questi siano due indizi di rilievo per calibrare la possibile offerta di lavoro. Per quello che mi riguarda, ho trovato una discreta differenza tra la condizione dei dottorandi in filosofia italiani e i colleghi irlandesi: questi ultimi riescono a sbarcare il lunario! Una borsa di studio erogata dall'rish Research Council for the Humanities and Social Sciences (IRCHSS) per dottorandi ammonta a 16.000 euro, quella post-dottorato ammonta a 32.000 euro, e viene di solito accompagnata da una docenza o assitenza di ricerca, pagata intorno agli 8.000 euro all'anno. Se vuoi qualche info sul mondo del lavoro, invece, forse ti puo' risultare utile questo link: http://www.heritagecouncil.ie/archaeology/index.html. Ad ogni modo, negli ultimissimi mesi si e' avviato l'inevitabile processo di recessione del paese.
P.s. Ho visto la permanente al National Museum diverse volte, effettivamente hanno da insegnare. Grazie per l'in bocca al lupo, sempre gradito, crepi!
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6:05 pm luglio 28, 2008
| marco
Ospite
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Salve a tutti,
scusate l'intromissione nel vostro discorso ma avete toccato un argomento che mi interessa molto ma del quale sono completamente ignorante : la possibilità di affittare opere/reperti dai magazzini polverosi dei musei ed esporli in musei di minor prestigio ma dislocati su aree dove desterebbero enorme interesse.
Mi chiamo Marco, mi sono laureato da circa 6 mesi in ingegneria gestionale e sto collaborando per il momento con una società che lavora a stretto contatto con il mondo dello sport dilettantistico e che tra le altre cose organizza eventi sportivi…da qui e dalla mia passione per la storia il sogno di poter organizzare un giorno una mostra nel paese in cui vivo, Lovere per coniugare cultura, ambiente (quello del lago d'Iseo che bagna Lovere, che ospita il Museo Tadini ) e business ( i miei studi in ingegneria gestionale).
E' un progetto assolutamente vasto e denso di sfide ma al tempo stesso affascinante, per questo volevo sapere quali nozioni potete gentilmente darmi a proposito del tema sopracitato
Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.
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