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	<title>ArcheoBlog &#187; Storia Cristiana</title>
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	<description>News di Archeologia</description>
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		<title>Eccezionali rinvenimenti musivi ad Aquileia (Ud)</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 06:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Epoca Romana]]></category>
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		<category><![CDATA[Scavi]]></category>
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		<description><![CDATA[L’antica Aquileia non smette di regalare emozionanti scoperte di superfici musive splendidamente conservate. È quanto ha rivelato la prosecuzione delle indagini nell’area demaniale ex-Violin, collocata all’ombra della millenaria torre campanaria tra i fondi Cossar e Piazza Capitolo. Già nell’autunno scorso gli scavi, finanziati dalla Fondazione Aquileia, con la Direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’antica <strong>Aquileia</strong> non smette di regalare <strong>emozionanti scoperte di superfici musive</strong> splendidamente conservate. È quanto ha rivelato la prosecuzione delle indagini nell’<strong>area demaniale ex-Violin</strong>, collocata all’ombra della millenaria torre campanaria tra i fondi Cossar e Piazza Capitolo.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/aquileia-violin.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2117" title="aquileia-violin" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/aquileia-violin.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Già nell’autunno scorso gli<strong> scavi, finanziati dalla Fondazione Aquileia</strong>, con la Direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, ed eseguiti dalla<strong> ditta Arxe di Trieste</strong>, nell’ambito dei lavori di riqualificazione della piazza, avevano portato parzialmente alla luce una stupenda pavimentazione musiva, quasi intatta, con motivi figurativi che richiamano quelli presenti nel <strong>mosaico teodoriano della basilica</strong> (secondo decennio del IV secolo).</p>
<p>Ora le nuove indagini consentono di calcolare le dimensioni, veramente ragguardevoli, della <strong>sala rettangolare</strong> di cui il mosaico faceva parte: il lato corto misura poco più di <strong>8 metri</strong>, mentre quello lungo<strong> supera di molto i 4,5 metri</strong> finora messi in luce. Ma le sorprese per gli archeologi non sono terminate con la scoperta di questo bellissimo tappeto musivo: sul lato breve occidentale, infatti, si è scoperta un<strong>’abside semicircolare con un raggio di 3,33 metri</strong>, sopraelevata di una ventina di centimetri rispetto alla sala.</p>
<p>Nel panorama dell’archeologia aquileiese degli ultimi decenni, è un fatto straordinario che dell’ambiente si conservi sia il<strong> pavimento musivo, in stato quasi perfetto</strong>, sia la <strong>decorazione affrescata delle pareti</strong>, rinvenuta sopra la superficie del pavimento in<strong> posizione di crollo</strong>.<br />
Il mosaico dell’abside presenta un motivo di grande originalità, racchiuso entro un <strong>tradizionale bordo a rami d’edera</strong>. Una serie di <strong>fasce parallele</strong> rese in toni delicatamente sfumati sulle tonalità dei rossi e del grigio/blu occupa l’intera superficie dell’abside, sviluppandosi da un bordo ondulato che si ripiega al centro in modo da evocare la <strong>testa, estremamente stilizzata, di un uccellino</strong>. Si tratta di un motivo che troverà fortuna nei secoli successivi in<strong> ambito cristiano</strong>, ma di cui bisogna ancora approfondire l’origine e il significato in un contesto di cui rimane ancora da chiarire la destinazione. Ad una prima analisi, la datazione del mosaico absidale non si discosta da quella già avanzata per la pavimentazione della sala antistante, inquadrabile nella <strong>prima metà del IV secolo d.C</strong>.</p>
<p>All’originalissima decorazione musiva faceva da pendant, sulle pareti, un<strong> rivestimento pittorico a fondo rosso</strong> ornato da <strong>rami di vite e da volatili</strong>. I lacerti pittorici sono stati trasferiti nei laboratori della Soprintendenza per le prime operazioni di pulizia e consolidamento, in attesa del loro restauro definitivo.<br />
La scoperta è davvero eccezionale, sia per la posizione dell’area a breve distanza dalla basilica, sia per lo stato di conservazione, la ricchezza e l’originalità dell’apparato decorativo dei due ambienti, che ne suggeriscono una<strong> committenza di alto rango</strong>, in grado di rivolgersi forse alle stesse maestranze impegnate nella decorazione della vicina basilica cristiana.<br />
E proprio la lettura dei raffinati motivi decorativi sviluppati nello spazio absidato potrà fornire qualche<strong> indizio sull’utilizzo di un edificio</strong> costruito in una zona nevralgica della città, al momento del primo sviluppo del complesso basilicale, poco dopo il 313 d.C.<br />
Una delle ipotesi più affascinanti è che possa trattarsi di un<strong> fabbricato collegato alla residenza del vescovo Teodoro</strong>.</p>
<p>Ora, dopo secoli di oblio, i pavimenti musivi ritorneranno a splendere nel cuore di Aquileia: grazie al progetto di valorizzazione, finanziato e promosso dalla<strong> Fondazione Aquileia</strong> e messo a punto dallo<strong> Studio Tortelli Frassoni</strong>, saranno fruibili dal pubblico, trasformandosi in un ulteriore polo di attrazione per gli studiosi e le migliaia di visitatori di Aquileia.<br />
La politica di valorizzazione si inquadra nella nuova filosofia della Soprintendenza, che intende mantenere in vista con appropriati programmi di manutenzione tutto quanto si sia conservato nel tempo della millenaria storia di Aquileia.</p>
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		<title>Un privato cittadino dona al Museo di Colleferro un prezioso sigillo del Papa Innocenzo III</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 06:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
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		<description><![CDATA[Diamo spazio ad una notizia inviataci dal MUSEO ARCHEOLOGICO DEL TERRITORIO TOLERIENSE, Colleferro, nella speranza tali atti di onestà e senso civico siano sempre più frequenti. UN PRIVATO CITTADINO DONA AL MUSEO DI COLLEFERRO UN SIGILLO DEL PAPA INNOCENZO III Il progetto del Museo Archeologico del Territorio“Toleriense” di Colleferro, sin dalla sua nascita, è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diamo spazio ad una notizia inviataci dal MUSEO ARCHEOLOGICO DEL TERRITORIO TOLERIENSE, Colleferro, nella speranza tali atti di onestà e senso civico siano sempre più frequenti.</p>
<h3 style="text-align: center;">UN PRIVATO CITTADINO DONA AL MUSEO DI COLLEFERRO UN SIGILLO DEL PAPA INNOCENZO III</h3>
<p>Il progetto del <strong>Museo Archeologico del Territorio“Toleriense” di Colleferro</strong>, sin dalla sua nascita, è stato indirizzato verso una<strong> sensibilizzazione ed educazione dei giovani</strong>, cosi come della popolazione adulta al rispetto e valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico; ad una concezione del “bene culturale” come proprietà di tutti e non di persone e di classi.</p>
<p>Questa politica culturale del Museo <strong>ha dato nel tempo i suoi frutti</strong>, permettendo all’istituzione di attingere ad una importante risorsa quale la<strong> donazioni da parte di privati cittadini di oggetti</strong> che hanno, in alcuni casi, dato<strong> notevole impulso alle ricerche</strong> sul territorio, esposti e messi a disposizione di tutti.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/sigillo-Innocenzo_III.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1978" title="sigillo-Innocenzo_III" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/sigillo-Innocenzo_III.jpg" alt="" width="500" height="367" /></a></p>
<p>In quest’ottica che va inquadrata un’altra <strong>donazione fatta al Museo</strong> dal Sig. Silvano Tummolo, noto giornalista e pubblicista locale.<br />
Si tratta di un oggetto di notevole valore storico: “<strong>un sigillo del papa Innocenzo III</strong>”, figura di spicco del medioevo italiano e personaggio che ha un profondo legame con la nostra terra, se non altro per la sua nascita nel Castello di Gavignano e la discendenza dalla famiglia del Conti che caratterizzò in maniera sensibile la storia di questo territorio dal XII al XV secolo.</p>
<p>Il <strong>sigillo, <em>bulla</em></strong>, era un elemento metallico ma anche di altro materiale che veniva applicato a documento scritto. Il termine bolla è poi passato ad indicare l&#8217;intero documento. Il sigillo veniva applicato al documento o mediante cordicelle di canapa (nel caso si trattasse di lettere di giustizia ed esecutorie) oppure seta rossa e gialla (nel caso di lettere di grazia) annodate attraverso piccole aperture nel documento stesso.</p>
<p>Il <strong>sigillo papale, dall’anno 1099</strong>, rappresentava, sul lato anteriore, le<strong> teste degli apostoli Pietro e Paolo </strong>mentre il nome del papa che emanava la bolla veniva scritto nel retro. Fin dal tardo XVIII secolo il sigillo di piombo è stato sostituito da un timbro di inchiostro rosso dei Santi Pietro e Paolo con il nome del papa regnante circondante l’immagine.</p>
<p>Il nostro sigillo, di <strong>forma circolare, di 3,5 centimetri di diametro</strong>,  è in cera mescolata ad argilla che gli conferisce un colore bruno in superficie. Sul dritto compaiono le teste degli apostoli Pietro e Paolo, il primo a destra ed il secondo a sinistra, nel rispetto di uno schema canonico, identificate dalle lettere SPA e SPE abbreviazioni di Sanctus PAulus e Sanctus PEtrus. Paolo ha la barba lunga ed è calvo, Pietro barba e capelli ricciuti resi con delle perline a rilievo, le stesse perline circondano sia le facce che l’intero campo. Tra i due volti vi è una croce. Sul rovescio, circondata da perline la scritta INNOCENTIUS PP III. Nella parte superiore del sigillo rimane ancora la cordicella di attacco.</p>
<p>Mancando il documento di riferimento è<strong> impossibile dare una datazione precisa</strong> alla bulla, che però si inquadra sicuramente entro il pontificato di Innocenzo III (1198-1216).<br />
Il <strong>pezzo si trova già esposto</strong> all’interno del percorso espositivo con tutte le spiegazioni pertinenti in modo da consentire agli utenti la sua più precisa e comprensibile fruizione.</p>
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		<title>Servizio della BBC sulla chiesa di 1.500 anni fa scoperta a Palmyra (Siria)</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/servizio-della-bbc-sulla-chiesa-di-1500-anni-fa-scoperta-a-palmyra-siria/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Jan 2009 13:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arjuna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso novembre abbiamo appreso della scoperta di una chiesa cristiana risalente a 1.500 anni fa nella famosa citta&#8217; di Palmyra, nel deserto siriano. Un gruppo di archeologi polacchi e siriani l&#8217;hanno trovato scavando a circa 220 chilometri dalla capitale siriana Damasco. &#8221;Il cristianesimo arrivò a Palmyra nell&#8217;anno 312 e questa è la chiesa cristiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso novembre abbiamo appreso della scoperta di una<strong> chiesa cristiana risalente a 1.500 anni fa</strong> nella famosa citta&#8217; di <a title="Link Esterno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Palmira" target="_blank">Palmyra</a>, nel deserto siriano. Un gruppo di archeologi polacchi e siriani l&#8217;hanno trovato scavando a circa 220 chilometri dalla capitale siriana Damasco.</p>
<p>&#8221;Il cristianesimo arrivò a Palmyra nell&#8217;anno 312 e questa è la chiesa cristiana più grande mai ritrovata da queste parti&#8221;, ha detto il direttore del museo cittadino, <em>Walid Assaad</em>.  &#8221;La sua realizzazione dovrebbe risalire al <strong>quarto o quinto secolo dopo Cristo</strong>&#8221;. L&#8217;edificio, di forma rettangolare, <strong>misura 12 metri per 24</strong> ed ha delle <strong>colonne alte sei metri</strong>. Gli archeologi hanno ritrovato a fianco alla costruzione anche due stanze che venivano probabilmente usate per cerimonie particolari, come i battesimi.</p>
<p>In questi giorni ne ha parlato anche la <em>BBC</em> con un servizio (in inglese) direttamente da Palmyra. Nel servizio ci sono anche interviste agli archeologi del team di lavoro ed immagini dello scavo di una domus romana di recente scoperta. Per vedere il filmato cliccate il link seguente:</p>
<p><strong><a title="Link Esterno" href="http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/middle_east/7849698.stm" target="_blank">http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/middle_east/7849698.stm</a></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<div id="attachment_1071" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1071" title="Palmyra" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/01/palmyra.jpg" alt="Palmyra (Foto: David W. Bender)" width="400" height="266" /><p class="wp-caption-text">Palmyra (Foto: David W. Bender)</p></div>
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		<title>Un asteroide distrusse Sodoma e Gomorra?</title>
		<link>http://archeoblog.net/2008/un-asteroide-distrusse-sodoma-e-gomorra/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 11:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia Cristiana]]></category>
		<category><![CDATA[Gomorra]]></category>
		<category><![CDATA[Sodoma]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla decifrazione di un misterioso reperto, che sarà esposto prossimamente al British Museum di Londra, forse si è capito che le città bibliche di Sodoma e Gomorra furono distrutte da un asteroide: http://notizie.alice.it:80/notizie &#8230; 832.html http://www.lastampa.it/_we &#8230; p;ID_sezione=243&#38;sezione=News S.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla decifrazione di un misterioso reperto, che sarà esposto prossimamente al British Museum di Londra, forse si è capito che le città bibliche di Sodoma e Gomorra furono distrutte da un asteroide:</p>
<p><a href="http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2008/03_marzo/31/archeologia_tavoletta_sumera_svela_sodoma_distrutta_da_asteroide,14426832.html" title="Link Esterno" target="_blank">http://notizie.alice.it:80/notizie &#8230; 832.html</a></p>
<p><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&amp;ID_articolo=664&amp;ID_sezione=243&amp;sezione=News" title="Link Esterno" target="_blank">http://www.lastampa.it/_we &#8230; p;ID_sezione=243&amp;sezione=News</a></p>
<p>S.</p>
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		<title>Scoperti affreschi paleocristiani a Vercelli (VC)</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Aug 2007 06:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epoca Romana]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Storia Cristiana]]></category>

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		<description><![CDATA[VERCELLI &#8211; Tracce di affreschi risalenti all&#8217;epoca paleocristiana sono affiorate nella cantina di un&#8217;abitazione privata di Vercelli, scoperte da due fratelli appassionati di archeologia. A comparire, su uno sfondo bianco, un vaso di fiori, una piantina e una legenda incompleta che gli esperti hanno definito come &#8221;decorazione pittorica appartenente al terzo stile, di epoca tardo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2007/08/affresco1.jpg" title="affresco1.jpg"><img src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2007/08/affresco1.thumbnail.jpg" alt="affresco1.jpg" /></a></p>
<p>VERCELLI &#8211; Tracce di <strong>affreschi risalenti all&#8217;epoca paleocristiana</strong> sono affiorate nella cantina di un&#8217;abitazione privata di Vercelli, scoperte da due fratelli appassionati di archeologia. A comparire, su uno sfondo bianco, un vaso di fiori, una piantina e una legenda incompleta che gli esperti hanno definito come &#8221;<strong>decorazione pittorica appartenente al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pittura_pompeiana#Il_terzo_stile_pompeiano" title="Terzo stile pompeiano" target="_blank">terzo stile</a>, di epoca tardo romana, con forti influenze paleocristiane</strong>&#8221;. Affreschi simili sono presenti a Pompei e, a Roma, nelle catacombe di Domitilla e nella Domus aurea di Nerone. Al momento e&#8217; l<strong>a piu&#8217; antica testimonianza pittorica</strong> di una forte presenza cristiana<strong> a Vercelli.</strong> (Agr)</p>
<p><strong><em>Fonte:</em></strong><br />
<a href="http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id=%7B34B17B92-C8DE-445C-B849-A946B7CDFBCD%7D" title="Link Esterno" target="_blank">http://www.corriere.it/ulti &#8230; 46B7CDFBCD%7D</a></p>
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		<title>Centro di Antichità Altoadriatiche</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2007 12:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Storia Cristiana]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad Aquileia, dal 3 al 5 maggio 2007, si svolgerà la XXXVIII Settimana di studi aquileiesi dal titolo &#8220;La cristianizzazione dell&#8217;Adriatico&#8221; http://www.aaadaquileia.it/aaadaquileia.htm S.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ad Aquileia, dal 3 al 5 maggio 2007, si svolgerà la XXXVIII Settimana di studi aquileiesi dal titolo &#8220;La cristianizzazione dell&#8217;Adriatico&#8221;</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.aaadaquileia.it/aaadaquileia.htm">http://www.aaadaquileia.it/aaadaquileia.htm</a></p>
<p>S.</p>
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