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Oggi prende il via MaratonArte:
Maratonarte è una Onlus, un’organizzazione di utilità sociale non a scopo di lucro, nata con lo scopo di valorizzare il patrimonio storico-artistico del nostro paese.
Gli esperti di Maratonarte hanno selezionato sette siti, sette sfide, sette luoghi storicamente, artisticamente e paesaggisticamente incredibili ma dimenticati che meritano di essere rivitalizzati e restituiti a chi è giusto che le viva fino in fondo: tutti noi.
E noi tutti avremo un ruolo determinante nella riuscita del progetto Maratonarte.Nel corso di una maratona televisiva di raccolta fondi – che si svolgerà il 5, 6 e 7 ottobre sulle tre reti Rai – tutti i cittadini avranno la possibilità di contribuire al progetto attraverso una donazione, anche minima.
Per due giorni si alterneranno alla normale programmazione servizi e filmati, interviste con ospiti ed approfondimenti sul patrimonio artistico italiano e in particolare sui sette siti artistici che verranno riportati a nuova vita grazie a Maratonarte.
Si può contribuire alla raccolta fondi in numerosi modi:
SMS:
SMS al numero 48545 per donare 2€ da tutti i cellulari.
SMS al numero 48558 per donare 5€ (solo per clienti Vodafone).
UniCredit Banca:
Donazione on-line con qualsiasi carta di credito.
Bonifico bancario al cc n° 10888810 Abi: 02008 Cab: 03272 presso tutte le Agenzie UniCredit Banca.
Donazione mediante i Bancomat di UniCredit Banca accendendo nella sezione Altre funzioni.
Per i clienti UniCredit Banca con una donazione gratuita attraverso la banca via Internet.
Call Center:
Chiama il numero verde 800.199.949 messo a disposizione da American Express, per dare il tuo contributo mediante qualsiasi carta di credito.
Gift Card:
Acquista una Gift Card da 3€ in vendita presso gli Autogrill, i pubblici esercizi FIPE e i punti vendita Agip aderenti all’iniziativa.
Ed ecco i sette gioielli del patrimonio scelti per il recupero:
Approfondimenti:
Leggi l’articolo di cattivamaestra.
Visita il sito ufficiale: maratonarte.it
22/07/2007 – 12.56
Friuli Venezia Giulia – Cerimonia di presentazione del recupero del Castello di Cergneu
Presente il presidente Illy e le autorità locali.
La riscoperta di un importante reperto della storia medievale friulana che verrà inserito tra le attrazioni turistiche della regione e diventerà anche sito suggestivo per concerti e spettacoli teatrali all’aperto. È quanto si è proposto il progetto di recupero del sito archeologico del castello di Cergneu, in comune di Nimis, i cui lavori di recupero sono stati illustrati oggi dall’amministrazione comunale alla presenza del presidente della Regione, Riccardo Illy. I resti, ancora imponenti con la torre, il mastio e parte della cortina, si raggiungono percorrendo l’antica stradina castellana attraverso il bosco, oltre la quale si trova anche la chiesetta dei Santi Pietro e Paolo, fondata nel 1323. Il recupero conservativo e la valorizzazione storico culturale del castello, di cui esiste un’unica raffigurazione redatta da Vincenzo Joppi sulla base di una copia tratta da un originale della seconda metà del XVI secolo e conservata al museo Correr di Venezia, assume un significato importante non solo per l’identità del luogo, in quanto rappresenta un interessante esempio di opera munita secondo lo schema dei piú antichi fortilizi friulani, ma anche dal punto di vista turistico e della valorizzazione del territorio.Il sito diventerà, infatti, sede per concerti e spettacoli teatrali e verrà inserito all’interno dell’itinerario previsto dal Consorzio Dolce Nord Est, che raggruppa dieci comuni, la Comunità montana, la Provincia di Udine per sviluppare l’attrattività turistica della zona.”Esprimo il mio apprezzamento per questo progetto di recupero – ha commentato Illy – che restituisce memoria di una parte della storia friulana, il medioevo, di cui ci restano in regione numerosi siti che è importante valorizzare. Ancora piú apprezzabile è il fatto che questo progetto si sia svolto con la collaborazione di soggetti privati e pubblici e grazie al coordinamento dell’amministrazione comunale. Infine – ha concluso Illy – è importante l’uso futuro che è stato scelto per il sito di Cergneu, ovvero per iniziative di cui beneficeranno i cittadini del Friuli Venezia Giulia e i turisti che auspichiamo siano sempre piú attratti dal nostro patrimonio paesaggistico e storico”. Sorto forse su una precedente difesa romana, nel 1170 il castello fu donato al patriarca d’Aquileia da Voldarico, marchese di Toscana. Nel secolo successivo, la giurisdizione passó ai signori di Savorgnano: i figli di Corrado, Detalmo e Pietro, acquisirono il predicato dal nuovo feudo cui si uniranno, nel Quattrocento, quelli di Brazzà inferiore e superiore.I resti del castello appartengono tuttora ai discendenti ed è stata proprio Rossella di Brazzà l’architetto che ha dato il primo impulso ai lavori di scavo. “La campagna di scavi – ha ricordato di Brazzà – era iniziata nel1999 ed è proseguita fino a quella del 2006 che, grazie ad un finanziamento Obiettivo 2 di 250 mila euro, ha permesso di mettere in luce l’intera struttura planimetrica del castello. Il secondo obiettivo del progetto era consolidare la struttura muraria con piccole integrazioni: il perimetro della città è stato innalzato di circa un metro per rendere piú comprensibile l’area interessata dall’impianto castellano. Il terzo obiettivo – ha concluso – sarà quello di consolidare i lacerti murari rinvenuti durante gli scavi archeologici”.Presenti alla cerimonia, introdotta dal sindaco di Nimis, Renato Picogna, l’assessore regionale alle Autonomie locali, Franco Iacop, il presidente della Provincia, Marzio Strassoldo, il consigliere regionale Roberto Molinaro, il presidente della Comunità Torre Natisone Collio, Adriano Corsi (red).
Fonte:
http://www.asgmedia.it/asg/page.asp?….Spettacolo%20e%20Cultura
[Napoli] – L’edificio, una bella palazzina in stile liberty situata in via Quattro Orologi a Ercolano, realizzata a cavallo tra l’800 e il ‘900, sarà recuperato in tutte le sue parti. Per il restauro della costruzione, in origine di proprietà della famiglia Ravona, si spenderanno tre milioni di euro.
Nella struttura, oltre a sale per conferenze e biblioteca, saranno ricavati ambienti-laboratori dove reperti provenienti dagli scavi saranno ospitati sia per interventi di restauro sia con finalità didattiche. Tra gli obiettivi del Centro sono previsti anche l’unificazione di tutti gli Enti interessati a valorizzare Ercolano, l’identificazione del materiale storico: foto, filmati e documenti relativi al sito. Quindi, la digitalizzazione e la pubblicazione di quanto raccolto in una biblioteca virtuale o in una banca dati stabilendo collaborazioni con archivi per la raccolta di materiale sulle città vesuviane.