Protostoria

XLIV Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria dal 23 al 28 novembre 2009

XLIV Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria

“La preistoria e la protostoria della Sardegna”

23-28 novembre 2009 – Cagliari, Barumini, Sassari

La Sardegna protagonista del prossimo convegno dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria

Domus Roccia Elefante-Castelsardo

Gli studi più recenti sul patrimonio delle antichità nell’isola, i dati emersi dagli ultimi scavi archeologici, le riflessioni sulle conoscenze già note alla luce delle più evolute tecniche di analisi partendo dal Paleolitico per arrivare fino all’età del Ferro: grande attesa per la prossima riunione scientifica dell’IIPP, l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, che quest’anno sarà ospitata tra Cagliari, Barumini e Sassari e avrà come tema la Sardegna.

La Riunione Scientifica, giunta alla sua 44°edizione, è promossa annualmente dall’IIPP, il più autorevole organo di studi sulla preistoria e sulla protostoria italiana con sede a Firenze.

statua-menhir Laconi 1

Sei le giornate di studio, da lunedì 23 fino a sabato 28 novembre, ospitate a Cagliari, nella Cittadella dei Musei, con una trasferta a Barumini e una a Sassari. A organizzare la riunione sarà il CIPPM dell’Università di Cagliari (Centro Interdipartimentale per la Preistoria e Protostoria del Mediterraneo), diretto dalla prof. Giuseppa Tanda.

Tutte le attività saranno seguite da un comitato d’onore, costituito dagli studiosi Giovanni Lilliu, Ercole Contu, Enrico Atzeni e Raffaele De Marinis, oltre al comitato scientifico (Paola Basoli, Anna Depalmas, Maria Ausilia Fadda, Giovanni Floris, Fulvia Lo Schiavo, Carlo Luglié, Maria Grazia Melis, Alberto Moravetti, Vincenzo Santoni, Giuseppa Tanda, Giovanni Ugas).

Dieci le sessioni nel programma della Riunione: Paleolitico, Mesolitico e Neolitico, Eneolitico, Età del Bronzo, Età del Ferro, Arte, Uomo e Ambiente, Tecnologie e Risorse, Contatti e Scambi, Metodologie, con interventi a cura di studiosi sardi e in arrivo da Italia, Francia, Spagna, Inghilterra.

Statua Monti Prama

Gli interventi saranno pubblicati nel volume “Atti delle Riunioni Scientifiche”, la pubblicazione annuale dell’IIPP.

Spazio anche agli studiosi più giovani: il CIPPM selezionerà alcuni studenti universitari di Atenei italiani ed europei, a cui saranno destinate delle borse di studio per partecipare al convegno.
Info:

http://www.iipp.it/

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Stage in Archeologia all’Ufficio Cultura di Porto Sant’Elpidio

L’Ufficio Cultura del comune di Porto Sant’Elpidio offre ai giovani la possibilità di effettuare uno stage presso i suoi uffici. In particolare, coloro che stanno effettuando o hanno già concluso gli studi in Archeologia e Conservazione e Tutela dei Beni Culturali avranno l’opportunità di effettuare lo stage presso la mostra archeologica “Origini, vita e morte nell’età del ferro”.

Gli studenti che effettueranno stage curriculari potranno acquisire crediti formativi per il loro corso di studi, mentre coloro che li hanno già conclusi avranno l’opportunità di arricchire il loro curriculum con un’esperienza professionale altamente qualificata.

“Lo stage- ha spiegato il sindaco Mario Andrenacci- è un importante periodo di formazione e di orientamento, che permette di approfondire gli studi e di inserirsi con maggiore facilità mondo del lavoro. E’ proprio per tale motivo che il nostro ente promuove ormai da tempo stage rivolti sia a studenti che a laureati.

L’assessore alla cultura Pasquali ha aggiunto : “Le attività correlate alla mostra archeologica che verranno poste in essere nel periodo autunnale saranno un’opportunità formativa per laureandi e neo-laureati, oltre che per la popolazione scolastica locale. Con la mostra “Origini” intendiamo avviare un percorso integrato tra bisogni formativi, offerta culturale e opportunità occupazionali”.

Per informazioni sulla possibilità di svolgere stage presso l’Ufficio Cultura è possibile chiamare il numero 0734. 9047121

Fonte:

http://www.picusonline.it/scheda.php?id=19822

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Udine, scoperti i resti del castelliere protostorico durante i lavori alla sede della Filologica Friulana

Alla storia di Udine si aggiunge un nuovo importante tassello. Durante i lavori di ristrutturazione di palazzo Mantica, storica sede della società Filologica friulana, in via Manin, sono venuti alla luce rinvenimenti archeologici di età protostorica. Si tratta più precisamente di alcuni resti del castelliere di Udine – cioè del terrapieno difensivo dell’abitato -, databili all’età del bronzo recente (1400 a.C.), ma sono emersi anche elementi che attestano la frequentazione dell’area già all’età del bronzo medio e cioè al 1700 avanti Cristo.

Una scoperta eccezionale per la città, anche perché grazie a questi nuovi elementi si potrà stabilire con più esattezza pure il perimetro del castelliere e la sua superficie. È noto, infatti, che si tratta del nucleo primigenio della città di Udine e gli studiosi ritengono che la sua area fosse almeno di 30 ettari.

I lavori di restauro del palazzo erano cominciati per le nuove esigenze della Filologica. L’istituzione, infatti, nell’ultimo periodo aveva notevolmente aumentato l’afflusso di visitatori alla sua biblioteca e si era così reso necessario un intervento di adeguamento della struttura. Ma scavando sotto l’ex segreteria è avvenuto il rinvenimento e i lavori – effettuati grazie al contributo della Regione – sono stati immediatamente bloccati. Ora le opere e i progetti devono subìre modifiche e a tale scopo è intervenuta anche la Soprintendenza regionale per i Beni archeologici.

Ieri, in una conferenza stampa-sopralluogo, è stata mostrata l’area del rinvenimento. Il presidente della Filologica friulana, Lorenzo Pelizzo, ha precisato che «si tratta di un’occasione unica per la città», ma ha anche espresso il suo rammarico, perché «in questa importante circostanza non è presente alcun rappresentante del Comune, che dovrebbe partecipare attivamente al notevole intervento archeologico». Presente invece l’assessore regionale alla cultura, Roberto Molinaro, il quale ha sottolineato che «questo scavo archeologico è un esempio di collaborazione tra la Soprintendenza e la Regione e rappresenta un significativo tassello per conoscere in modo più approfondito la storia della città».

E se per il soprintendente ai beni archeologici della regione, Luigi Fozzati, «tutti i friulani devono conoscere la nuova pagina di storia e per raggiungere tale obiettivo ci impegneremo seriamente in questo sito archeologico», secondo la direttrice del Museo archeologico di Cividale, Serena Vitri, «questa è la prima volta che un tratto del terrapieno difensivo di Udine vede la luce mentre alcune ceramiche rinvenute fanno arretrare l’età del castelliere al 1700 a. C.».

Fonte:

http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2009/07/14/udine-via-manin-trovati-i-resti-del-castelliere/

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Tra rocce e cielo, sulle tracce degli antichi Liguri

In ricordo dello studioso inglese Clarence Bicknell (Londra 1842 – Casterino 1918), fondatore della Biblioteca Internazionale di Studi Liguri (Bordighera, IM), l’Istituto Internazionale di Studi Liguri organizza anche quest’anno un’escursione nella suggestiva valle di Fontanalba, nel parco del Mercantour, dove panorami e incisioni rupestri si combinano in un paesaggio di singolare bellezza e significato.

L’escursione, volta a far conoscere ad un pubblico sempre più vasto lo splendido repertorio delle incisioni rupestri del Monte Bego, che Clarence Bicknell per primo studiò e delle quali realizzò una serie di calchi (molti dei quali visibili presso il Museo-Biblioteca “Clarence Bicknell” di Bordighera) e il territorio nelle quali esse furono realizzate dagli antichi abitatori di questa regione, si svolgerà domenica 6 settembre 2009 e sarà curata dai dott. Nico Vatteone e Neva Chiarenza. Con l’occasione si potrà svolgere un percorso insieme naturalistico e archeologico di rara bellezza e importanza.

PROGRAMMA:

ore 8: raduno dei partecipanti presso l’Hotel Les Melezes a Casterino

ore 12: visita guidata alle incisioni rupestri e pranzo al sacco

ore 16: ritorno alla Diga delle Mesce (arrivo per le 19 circa) e fine dell’escursione

Quota di iscrizione: 15 euro a persona; 10 euro per gruppi di più di due persone

Numero partecipanti: massimo 20 persone

Orario appuntamento: h 8:00

Equipaggiamento: si consigliano scarponcini, abiti caldi, impermeabile/giacca a vento

Difficoltà: percorso impegnativo, dislivello 600 m

PER ISCRIVERSI:

Restituire il modulo compilato oppure contattare le dott. Bruna de Paoli o Neva Chiarenza presso: Istituto Internazionale di Studi Liguri, via Romana 39, 18012 Borighera – Tel. 0184/263601

Archeologos 2009: l’autunno trentino ricco di musica, teatro, mostre, escursioni comprende anche il prestigioso Meeting Annuale degli Archeologi Europei

L’ARCHEOLOGIA PER TUTTI

Musica e teatro, laboratori didattici, mostre e convegni specialistici per ‘estate-autunno 2009

ArcheoLogos 2009

Dai concerti sull’antica strada della Tridentum romana ai laboratori per tutta la famiglia al Museo Retico di Sanzeno, dall’archeologia sperimentale all’area di Acqua Fredda al Passo del Redebus alla caccia al tesoro per i più piccoli presso il sito delle palafitte di Fiavè, sono numerose le iniziative curate nel corso dell’estate dal Settore archeologia della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento. Tutti gli appuntamenti sono ora raccolti nella pubblicazione “ArcheoLogos – parole sull’antico”.

Grazie al supporto e alla collaborazione di Comuni, Aziende per il Turismo, Enti e Associazioni che operano sul territorio, le iniziative costituiscono un’opportunità per approfondire, divertendosi, la conoscenza del ricco e variegato patrimonio archeologico del Trentino. Ecco allora che le tracce del passato si intrecciano con il presente e diventano luoghi di incontro e svago che in un’ambientazione di particolare fascino accolgono mostre, attività didattiche, concerti, spettacoli teatrali, conferenze.

TRIDENTUM

Di grande atmosfera per il contesto che li ospita e per la bravura degli esecutori sono i tradizionali concerti di musica classica in programma al S.A.S.S. il 10 e il 18 luglio nell’ambito dell’8° Festival Risonanze Armoniche.

Tridentum farà anche da sfondo alla trasposizione teatrale della vita di Federico Halbherr che il 25 settembre sarà protagonista di “Kyrios Frederikos. Un archeologo trentino nei labirinti di Creta”, letture itineranti con il gruppo Emit Flesti al S.A.S.S. e all’area archeologica di Palazzo Lodron.

Nel corso dell’autunno verrà inoltre riproposto, in collaborazione con il Museo Diocesano Tridentino, “Alla scoperta di Tridentum. La città sotterranea”, l’itinerario archeologico nel centro di Trento, dal S.A.S.S. a Porta Veronensis e alla Basilica Paleocristiana.

MUSEO RETICO

Il Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non, a Sanzeno, oltre all’interessante percorso espositivo che si snoda nel “pozzo del tempo” e alle visite guidate tematiche, offre interessanti laboratori per famiglie.

Il 28, 29 e 30 luglio “Piccoli e grandi archeologi al lavoro” vedrà i partecipanti impegnati nella lavorazione della ceramica con il tornio, del ferro e del vetro sotto la guida dell’archeotecnico Pino Pulitani, mentre il laboratorio di tessitura del 22 agosto “Storia di trame. Pratiche tessili nell’età del Ferro” sarà tenuto da Tiziana Aste.
Prendono invece spunto dalle favole di Esopo “Animali da favola. “Se un capretto, un lupo e un leone…” divertenti spettacoli teatrali per bambini e ragazzi con il gruppo Emit Flesti in scena al museo il 25 luglio e il 4 settembre.

Per gli appassionati di musica l’appuntamento è il 4 agosto con “Suonatori Erranti” melodie mediterranee, balcaniche, yiddish eseguite dal Gruppo Caronte con jazz voice, violino, clarinetto, arpa, tastiera. Serata archeologica il 19 agosto con “Squilli di guerra: il karnyx celtico di Sanzeno” a cura di Paolo Bellintani e Rosa Roncador che presenteranno una rara scoperta avvenuta proprio a Sanzeno.

15° MEETING DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI ARCHEOLOGI

E sempre a Riva del Garda si terrà, dal 15 al 20 settembre, il 15° Meeting annuale dell’EAA (European Association of Archaeologists), l’Associazione Europea degli Archeologi. Il prestigioso convegno, che porterà in Trentino alcune centinaia di archeologi (sono già quasi 500 gli iscritti) provenienti da numerosi paesi europei, ma anche da oltreoceano, è organizzato in collaborazione con il Comune di Riva del Garda, attraverso il Museo di Riva.

Si tratta di un evento di eccezione che offre una opportunità unica di incontro per lo scambio di idee e opinioni sulla pratica e la teoria della disciplina archeologica. Maggiori informazioni sul sito www.eaaitaly2009.com

ACQUA FREDDA

Spostandoci in un’altra zona del Trentino, tra l’Altopiano di Pinè e la Valle dei Mocheni, al Passo del Redebus, si trova il sito di Acqua Fredda, una delle aree archeologiche musealizzate più alte d’Europa. Gli archeologi hanno riportato alla luce una delle più importanti fonderie preistoriche della tarda età del Bronzo (XIII-XI sec.a.C.) dell’intero arco alpino.

Nel corso dell’estate, proprio nel luogo dove i minerali di rame erano lavorati fin dai tempi più remoti, si potranno conoscere i segreti della lavorazione dei metalli e vedere gli archeotecnici realizzare dal vivo uno strumento in metallo (il 31 luglio, 21 e 23 agosto, 27 settembre).

E ancora cimentarsi in prima persona nei laboratori a cura dei Servizi Educativi della Soprintendenza (3 luglio e 11 settembre), partecipare all’ archeotrekking sulle tracce della metallurgia preistorica (il 18 luglio e il 22 agosto) e assistere a “Incontro con il mito. Piè zoppi, man’ di fata. Le meraviglie di Vulcano”, un originale spettacolo teatrale interattivo dedicato al mito di Vulcano (il 17 luglio, 7 agosto e 4 settembre).

Infine due appuntamenti serali per chi desidera approfondire: il 4 agosto a Palù del Fersina, presso l’Istituto Culturale Mocheno, Franco Marzatico terrà un incontro dal titolo “Dal minatore al metallurgo: i forni preistorici al passo del Redebus”, mentre il 20 agosto al Centro Congressi Pinè, Paolo Bellintani presenterà “Le vie dei metalli nella preistoria”.

PALAFITTE DI FIAVE’

Bambini e famiglie saranno protagonisti anche a Fiavè, dove presso il famoso sito delle palafitte torna “Ma come facevano a fare? Cerca e Ricerca, Trova e Sperimenta”. Tre gli appuntamenti, il 14 luglio, 4 agosto e 1 settembre, per conoscere, partecipando ad un’avvincente caccia al tesoro sulle tracce degli antichi palafitticoli di Fiavè, come vivevano, come si procacciavano il cibo e quali attività svolgevano i nostri antenati nella preistoria.

DOSS CASTEL
Dedicato alle famiglie è anche il percorso della “Scuola del Bosco” a Fai della Paganella. Grazie alla collaborazione degli alunni della scuola primaria di Fai, il sentiero che dalla località Ori porta al sito archeologico sulla sommità del Doss Castel è stato corredato da originali e colorati pannelli. Pannello dopo pannello, la passeggiata si trasforma in racconto per vivere un’insolita avventura, conoscere i segreti del bosco e scoprire chi erano e come vivevano i Reti, gli antichi e “misteriosi” abitanti di Doss Castel.

MOSTRE
Non mancano suggerimenti per saperne di più sulla storia più antica del territorio trentino con le visite al Centro Documentazione di Luserna dove la Soprintendenza ha curato gli aspetti archeologici della mostra “Il cacciatore delle Alpi – Da predatore a gestore” e al Museo di Riva del Garda dove è in corso la mostra “Sulle antiche sponde. Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda”.

MONTE SAN MARTINO

Riprendono nel mese di luglio le indagini archeologiche sul monte di san Martino a Lundo, sulle creste che separano l’Altogarda dalle Giudicarie e il Lomaso, dove si celano i ruderi di un antico castello, predisposto al tramonto dell’impero romano e dimenticato dalla storia.

L’attività di ricerca, sostenuta e coordinata della Soprintendenza e dal Comune di Lomaso, è riuscita a riportarne alla luce i tratti più significativi, voci di un tempo lontano e segni di passati poteri, civili e religiosi.

INFORMAZIONI:
Provincia Autonoma di Trento
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici
Settore Beni archeologici
Via Aosta, 1 – 38100 Trento
Tel. 0461 492161 Fax 0461 492160
e-mail sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it
www.trentinocultura.net/archeologia.asp

“Echi dall’età del Ferro” Il 13 giugno a Castelletto Sopra Ticino la riscoperta dell’arpa celtica nel rapporto con la tradizione e l’archeologia cisalpina

Nell’ambito delle manifestazioni collegate alla mostra archeologica L’alba della città (www.albadellacitta.it), il Comune di Castelletto Sopra Ticino – Assessorato alla Cultura e il Gruppo Storico Archeologico Castellettese organizzano, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie, una serata dal titolo:

Echi dall’età del Ferro: i ritmi del banchetto e della festa
La riscoperta dell’arpa celtica nel rapporto con la tradizione e l’archeologia cisalpina

Sabato 13 giugno 2009 – ore 21
Sala Polivalente “Albino Calletti”,Parco Comunale “Giovanni Sibilia”
Castelletto Sopra Ticino (NO)

Arpa Celtica

Introduce il dott. Filippo Maria Gambari, con un intervento intitolato: Protostoria dell’arpa celtica: le musiche da banchetto nell’età del Ferro in Cisalpina ed in Gallia.

A seguire, Concerto di arpe celtiche, con Agnese Picco e Claudia Brosio, che eseguiranno arrangiamenti per arpa celtica di musica tradizionale irlandese, bretone e piemontese.

L’arpa celtica è, sul piano tecnico e morfologico, all’origine delle arpe da concerto attualmente in uso nella musica da camera e nell’orchestra. L’improvvisa “esplosione” dell’arpa celtica dall’Irlanda e dalla Scozia durante il Medioevo ne ha finora messo in ombra le più lontane origini.

Non sono frequenti le raffigurazioni di arpa nell’età del Ferro in Gallia Cisalpina e Transalpina, anche se alcuni esempi sulle incisioni rupestri della Valcamonica, sulle situle di produzione bolognese e nelle statue in pietra dell’età di La Tène in Gallia permettono di ipotizzare l’evoluzione di uno strumento introdotto in età orientalizzante nei centri dell’Etruria Padana a partire da Bologna e da qui trasmesso alle popolazioni celtiche, che ne cureranno i successivi sviluppi.

Per comprendere tale linea evolutiva bisogna rapportarsi con il progressivo prevalere di cetra e lira nella musica greco-romana, in cui l’arpa tende occupare un ruolo di secondo piano. Le melodie tradizionali europee rese per arpa mostrano alcuni elementi di base comuni, dal Piemonte alle Isole Britanniche, e riecheggiano reminiscenze di un passato lontano.

In occasione della serata sarà possibile visitare la mostra archeologica L’alba della città – Le prime necropoli del centro protourbano di Castelletto Ticino, che rimarrà aperta fino al 29 novembre 2009 con i seguenti orari:

Mercoledì e domenica ore 15.00 – 18.00

Sabato ore 10.00 – 12.00 e 15.00 – 18.00

Aperture straordinarie su richiesta

L’evento di sabato 13 giugno a Castelletto Sopra Ticino anticipa la “Festa Europea della Musica” del 21 giugno, in occasione della quale Agnese Picco e Claudia Brosio presenteranno un programma analogo presso Museo di Antichità di Torino.

Per maggiori informazioni:

Anna Maria Locarno

ODT & Associati

Tel: 335.7603449

Email: info@odt-associati.it

“L’alba della città”, in mostra a Castelletto Ticino nuovi reperti dalle necropoli golasecchiane

L’alba della città – Le prime necropoli del centro protourbano di Castelletto Ticino

Sala Polivalente “Albino Calletti”,  Castelletto Sopra Ticino (No)
Dal 26 aprile al 29 novembre 2009

Stele della BriccolaLa mostra, curata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie in collaborazione con il Gruppo Storico Archeologico Castellettese, fortemente voluta dall’Amministrazione comunale e realizzata grazie al contributo di Regione Piemonte, Provincia di Novara, Fondazione della Comunità del Novarese e Distretto Turistico dei Laghi, ha sede nella Sala Polivalente “Albino Calletti”, presso il Parco Comunale “Giovanni Sibilia”, e resterà aperta dal 26 aprile al 29 novembre 2009.

La manifestazione “Le pietre dei signori del fiume“, tenutasi dal settembre al dicembre 2007, aveva rappresentato il primo passo di un progetto espositivo che culmina ora nella Mostra “L’alba della città – Le prime necropoli del centro protourbano di Castelletto Ticino“, dedicata ad illustrare il momento di avvio del primo centro protourbano dell’Italia nord-occidentale.

Oggetto dell’esposizione sono i reperti provenienti dagli scavi condotti dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte a Castelletto Ticinolocalità Croce Pietra (Via del Maneggio, Via Aronco, Via Repubblica), dove tra la fine del IX ed il VII secolo a.C. sorgeva una delle più arcaiche necropoli del Basso Verbano, caratterizzata da un’organizzazione monumentale con strutture a recinto e marginata da grandi stele in pietra, quale la stele della Briccola, protagonista dell’evento.

A Castelletto Ticino tra il 750 ed il 680 a.C. l’elite guerriera dominante riorganizza la stessa urbanistica dei villaggi golasecchiani cresciuti sul controllo della via fluviale del Ticino e celebra la propria legittimazione dinastica attraverso un’unica necropoli monumentale a circoli. Mentre la necropoli risulta marginata con grandi stele in pietra, forse ma non necessariamente corrispondenti a sepolture particolari, si consolida il potere su un ampio territorio che costituisce il fondamentale presupposto economico ed alimentare di una rapida e consistente crescita demografica del nuovo centro, che raggiungerà nel VI secolo diverse migliaia di abitanti.

Orari della mostra:
Mercoledì e domenica ore 15.00 – 18.00
Sabato ore 10.00 – 12.00 e 15.00 – 18.00
Aperture straordinarie su richiesta

Sito ufficiale:
www.albadellacitta.it

L’età del ferro tra Veneto orientale e Friuli occidentale. Ciclo di conferenze alla Società Friulana di Archeologia

Società Friulana di ArcheologiaLa Società Friulana di Archeologia – ONLUS, sezione coordinata della Destra Tagliamento, organizza per il mese di maggio 2009, in collaborazione con il Museo Civico Federico De Rocco di San Vito al Tagliamento, un ciclo di tre conferenze sull’età del ferro tra Veneto orientale e Friuli occidentale, alla luce delle scoperte e delle ricerche recenti.

Gli incontri si terranno nei giorni 8, 15 e 22 maggio, con inizio alle ore 20,45, nel salone di lettura della Biblioteca Civica di San Vito al Tagliamento (via Amalteo, 41).

Programma delle conferenze:

- 8 maggio: Angela Ruta Serafini (Soprintendenza Archeologica del Veneto), Vita morte e miracoli dei Veneti antichi;

- 15 maggio: Giovanna Gambacurta (Soprintendenza Archeologica del Veneto), Tra Piave e Tagliamento: ‘commercio’ e ‘piccola impresa’ nell’età del ferro;

- 22 maggio: Silvia Pettarin (Studiosa di protostoria friulana), Tra Isonzo e Livenza: il Friuli dell’età del ferro tra Veneti e Celti.

Cani addestrati al ritrovamento di “siti archeologici”

Studiosi milanesi stanno addestrando unità cinofile specializzate nell’individuazione e nel recupero di resti umani del passato e reperti archeologici. Nove gli animali coinvolti, due le razze - Labrador e Golden Retriever – entrambe caratterizzate da un fiuto eccezionale e da grandi capacità di apprendimento.

Finora, grazie al loro aiuto, sono state fatte due importanti scoperte archeologiche: una in bergamasca, l’altra in Svizzera.

In bergamasca, nei pressi di Martinengo, è venuta alla luce una necropoli romana: i cani sono stati fondamentali per l’individuazione di almeno 27 aree di scavo, da cui è stato possibile riportare in luce tombe e urne cinerarie.

In Svizzera, invece, a ridosso del ghiacciaio Schnidejoch, sono stati scoperti – sempre grazie al fiuto dei quattrozampe – ossa e frammenti di cuoio appartenuti, probabilmente, a un individuo contemporaneo alla famosa mummia del Simulaun, rinvenuta in Val Senales nel 1991.

Prossima missione dei cani soprannominati non a caso “dogtective” – impiegati anche dalla medicina legale tradizionale – ancora il ghiacciaio svizzero, nel quale potrebbero nascondersi molti altri resti risalenti all’Età del Rame (5mila anni fa).

Le Unità Cinofile R.R.U. di Milano sono le uniche ad operare in Italia in questo settore e collaborano con i Carabinieri, la Polizia di Stato e l’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Milano (LABANOF).

Fonte:
http://www.milanoweb.com/

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POTERE E SPLENDORE. Gli antichi Piceni in mostra a Matelica.

Si chiuderà il 31 ottobre 2008 la mostra “Potere e splendore. Gli antichi Piceni in mostra a Matelica” (di cui avevamo segnalato l’apertura qui), allestita a Matelica (MC), Palazzo Ottoni.

La mostra si pone come il coronamento degli ultimi anni di ricerche archeologiche nella città marchigiana ed è quindi il regalo che la Soprintendenza Archeologica delle Marche vuole fare agli abitanti di Matelica, per renderli partecipi dei grandi ritrovamenti nel loro territorio e per renderli consapevoli della propria storia. Quest’evento si pone come un utile strumento di comunicazione delle scoperte archeologiche ai diretti interessati, gli abitanti nel cui territorio sono avvenute le ricerche.

L’ingresso alla mostra è accattivante: due plastici ricostruttivi illustrano la deposizione del defunto nella sepoltura sotto il tumulo e la realizzazione del tumulo stesso, mentre sulle pareti disegni ricostruttivi ci mostrano l’abitato, la necropoli con i tumuli, il funerale del principe deceduto. La mostra infatti espone oggetti provenienti da ricche tombe “principesche” per risalire dal correso di ogni singolo inumato, uomo o donna che sia, alla società di cui esso faceva parte. Il popolo dei Piceni, di cui gli inumati erano rappresentanti, si distinguono dagli altri popoli preromani coevi per alcune specificità della cultura materiale, che vengono qui prontamente messe in mostra.

Il periodo preso in esame è quello dell’età del Ferro e del successivo orientalizzante – quando giungono oggetti e stili di vita dal Vicino Oriente – quindi i secoli IX-VII.

L’esposizione si sviluppa in sei sale. Nelle prime due attraverso l’esposizione di due corredi, uno maschile e uno femminile, si illustra Matelica e la valle dell’Esino nell’età del ferro, quando cominciano a formarsi le aristocrazie. La sala 3 espone alcuni corredi rinvenuti a Fabriano e a San Severino Marche risalenti all’età Orientalizzante. Grazie a questi corredi gli archeologi non hanno avuto difficoltà a collocare le tombe scavate a Matelica, che vengono presentate nelle successive sezioni della mostra.

Il primo corredo di Matelica è quello appartenuto ad una principessa, all’interno del quale spicca per la sua bellezza e per la sua rarità un’oinochoe, ovvero un vaso per versare il vino, con il corpo costituito da un uovo di struzzo interamente graffito con scene del mito e del banchetto, probabilmente giunte tra i Piceni per il tramite degli Etruschi, presso i quali la pratica del banchetto era diffusa. Vengono presentati nelle sale successive altri corredi provenienti da contesti di Matelica, tra cui spicca la sepoltura di un principe accanto al quale erano sepolto un cane sacrificato ritualmente, e corredi di armi con le else impreziosite da appliques in avorio. Infine chiude la mostra la ricostruzione di un currus, il carro da guerra del principe che veniva deposto insieme a lui.

La mostra è tutto sommato breve ma essenziale: in poche sale illustra il passaggio dall’età del Ferro, con semplici tombe scavate in terra, all’Orientalizzante, quando il principe è seppellito al di sotto di un tumulo ma è tenuto separato dal corredo che viene deposto in una camera sotterranea. Corredi maschili e femminili si distinguono per la presenza delle armi nelle tombe maschili cui corrisponde nelle tombe femminili una grande abbondanza di vasi in ceramica e in metallo. Alcuni oggetti sono importati dall’Etruria o dalla Magna Grecia, altri sono stati realizzati localmente ad imitazione di produzioni “straniere”, a dimostrazione dell’intensità dei contatti tra popoli del Centro Italia a diversi gradi di “civilizzazione”: i Piceni per esempio non vivono in città, mentre i contemporanei Etruschi sì.

La mostra dà tutti gli strumenti di comprensione utili al visitatore per sapere qualcosa sul popolo che per primo abitò Matelica. Per chi poi vuole approfondire l’argomento, è in vendita presso il Bookshop il catalogo della mostra al prezzo decisamente promozionale e scontatissimo di 30 euro. Perché la cultura è un bene prezioso, e a tutti deve essere data la possibilità di poterla accrescere.

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