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	<title>ArcheoBlog &#187; Preistoria</title>
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	<description>News di Archeologia</description>
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		<title>Trento, 1 maggio 2010: &#8220;Antichi popoli delle Alpi&#8221; convegno internazionale</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 06:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 1 maggio a Sanzeno (Trento) una giornata di studi internazionale ANTICHI POPOLI DELLE ALPI Le Alpi, nonostante le notevoli altitudini raggiunte dalle vette che le caratterizzano, non hanno mai costituito una barriera per gli spostamenti dell’uomo. Lo testimoniano le numerose evidenze archeologiche che risalgono già alle epoche preistoriche più antiche. E’ questo, assieme ad alt﻿ri inediti aspetti, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Sabato 1 maggio a Sanzeno (Trento)  una giornata di studi internazionale<br />
ANTICHI POPOLI DELLE ALPI</h3>
<p>Le <strong>Alpi</strong>, nonostante le notevoli altitudini raggiunte dalle vette che le caratterizzano, non hanno mai costituito una barriera per gli spostamenti dell’uomo. Lo testimoniano le<strong> numerose evidenze archeologiche</strong> che risalgono già alle epoche preistoriche più antiche.</p>
<p>E’ questo, assieme ad alt﻿ri inediti aspetti, il filo conduttore della giornata internazionale di studi “<strong><em>Antichi popoli delle Alpi. Sviluppi culturali durante l’età del Ferro nei territori alpini centro-orientali</em></strong>.”, che si terrà il <strong>1 maggio a Sanzeno (Trento)</strong>, presso Casa de Gentili. L’iniziativa, che rientra nelle attività del Museo Retico &#8211; Centro per l&#8217;archeologia e la storia antica della Val di Non, è curata dalla Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento con il patrocinio di Bibracte &#8211; Centre archéologique européen du Mont Beuvray, delle Università di Bologna e di Trento, dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e con il contributo del Comune di Sanzeno e dell’Azienda per il Turismo della Val di Non.</p>
<p>Il convegno si svolge nell’ambito dell’<strong>incontro annuale dei ricercatori associati di Bibracte (Borgogna)</strong> uno dei siti archeologici dell’età del Ferro più importanti di Francia. I 35 ricercatori provenienti da diversi paesi europei (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Inghilterra, Germania, Ungheria, Italia e Polonia) saranno dal 29 aprile al 3 maggio in Val di Non. La scelta è stata determinata dall’interesse per il Museo Retico e per le testimonianze archeologiche che esso contiene, in particolare le evidenze del popolo dei Reti, note nel panorama archeologico internazionale e particolarmente significative per la storia<br />
dell’archeologia alpina.</p>
<p>La giornata di studi del 1 maggio vedrà la presenza di alcuni fra i<strong> maggiori esperti europei dell’età del Ferro (IX &#8211; I sec. a.C.) </strong>che avranno così modo di illustrare lo stato delle ultime ricerche archeologiche nelle Alpi centro-orientali relative al periodo precedente la romanizzazione.</p>
<p>L’<strong>arco alpino centro-orientale</strong>, infatti, grazie alla sua particolare conformazione geo-morfologica articolata in ampie vallate, costituisce fin dall’antichità un passaggio naturale che collega il <strong>mondo mediterraneo all’Europa transalpina.</strong> Durante l’età del Ferro le popolazioni che occuparono questa zona delle Alpi condivisero <strong>saperi, mode e credenze religiose</strong> percepibili nei reperti rinvenuti e nei siti archeologici indagati. Questo territorio fu dunque in questo periodo sede di scambi commerciali a media e lunga distanza, luogo di condivisione di aspetti<br />
della vita quotidiana e religiosa e percorso per singole persone o gruppi di genti. Gli studi e le ricerche recenti evidenziano sempre più la grande mobilità delle popolazioni locali e l’esistenza di intensi contatti culturali che esse instaurarono con i popoli stanziati nei territori limitrofi. Ne deriva così un <strong>quadro dinamico ed estremamente variegato</strong> che risulta essere al contempo in continua evoluzione grazie a nuove ed entusiasmanti scoperte archeologiche.</p>
<p>PROGRAMMA &#8220;ANTICHI POPOLI DELLE ALPI&#8221;</p>
<p><strong>Sviluppi culturali durante l’età del Ferro nei territori alpini<br />
centro-orientali</strong></p>
<p>1 maggio 2010<br />
Sanzeno (Trento), Casa de Gentili</p>
<p>ore 8.30 Registrazione partecipanti</p>
<p>ore 9.15 Saluto delle Autorità</p>
<p>ore 9.30 &#8211; 9.50<br />
<strong> Dall&#8217;Italia centrale al Tirolo: merci e uomini<br />
</strong> Alessandro Naso, Institut für Archäologien, Leopold-Franzens-Universität,<br />
Innsbruck</p>
<p>ore 9.50 &#8211; 10.10<strong><br />
Late Hallstatt- and Early La Tène Contacts of Eastern Alpine Peoples and their possible economic background</strong><br />
Thomas Stöllner, Institut für Archäologische Wissenschaften, Ur- und<br />
Frühgeschichte, Ruhr Universität, Bochum; Deutsches Bergbau-Museum, Bochum</p>
<p>ore 10.10 &#8211; 10.30<br />
<strong> Strutture abitative nel Tirolo settentrionale<br />
</strong> Gerhard Tomedi, Institut für Archäologien, Leopold-Franzens-Universität,<br />
Innsbruck</p>
<p>ore 10.30 &#8211; 10.50<strong><br />
La &#8220;casa delle botti&#8221; di Rosslauf (Bressanone): Studi archeologici e tecnologici su un edificio del V sec. a.C.</strong><br />
Umberto Tecchiati, Gianni Rizzi, Ufficio Beni Archeologici della<br />
Soprintendenza per i Beni Culturali Provincia Autonoma di Bolzano</p>
<p>Pausa caffè</p>
<p>ore 11.10 &#8211; 11.30<strong><br />
Laives Reif: approccio multidisciplinare allo studio di un abitato della seconda età del Ferro in Val d&#8217;Adige</strong><br />
Lorenzo Dal Ri, Bernadette Leitner, Umberto Tecchiati, Ufficio Beni<br />
Archeologici della Soprintendenza per i Beni Culturali Provincia Autonoma<br />
di Bolzano</p>
<p>ore 11.30 &#8211; 11.50<br />
<strong> Novità sul celtismo sul Magdalensberg (Carinzia)<br />
</strong> Paul Gleirscher, Landesmuseum Kärnten</p>
<p>ore 11.50 &#8211; 12.10<br />
<strong> Il karnyx di Sanzeno: progetto di ricerca e considerazioni preliminari<br />
</strong> Rosa Roncador, Paolo Bellintani, Soprintendenza per i Beni librari<br />
archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento; Roberto<br />
Melini, Università di Trento; Paolo Piccardo, Università di Genova;<br />
Alessandro Ervas, Artistica Ferro</p>
<p>ore 12.10 &#8211; 12.30<strong><br />
Una stele funeraria paleoveneta di tipo patavino da Levico Terme (Valsugana)</strong><br />
Gianni Ciurletti, già dirigente della Soprintendenza per i Beni<br />
archeologici della Provincia autonoma di Trento</p>
<p>ore 12.30 &#8211; 13.00 Discussione</p>
<p>Pausa pranzo</p>
<p>ore 14.30 &#8211; 14.50<br />
<strong> L’età del Ferro nell’area centroalpina. Aspetti e problemi<br />
</strong> Franco Marzatico, Museo Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni<br />
provinciali</p>
<p>ore 14.50 &#8211; 15.10<br />
<strong> Aggiornamenti sulla protostoria dell&#8217;area alpina lombarda<br />
</strong> Raffaella Poggiani Keller, Direttore Soprintendenza per i Beni Archeologici<br />
Regione Lombardia</p>
<p>ore 15.10 &#8211; 15.30<br />
<strong> Contatti di lingue e di scritture in area veneto-alpina<br />
</strong> Anna Marinetti, Università Cà Foscari, Venezia</p>
<p>ore 15.30 &#8211; 15.50<br />
<strong> La necropoli tardo-lateniana di Povegliano veronese<br />
</strong> Nicola Bianca Fàbry, Daniele Vitali, Università di Bologna; Daniel Szabò,<br />
Miklos Szabò, ELTE &#8211; Régészettudományi Intézet</p>
<p>ore 15.50 &#8211; 16.10<br />
<strong> Gli uomini della necropoli di Povegliano veronese<br />
</strong> Wolf-Rüdiger Teegen, Institut für Vor- und Frühgeschichtliche Archäologie<br />
und Provinzialrömische Archäologie, Ludwig-Maximilians-Universität München</p>
<p>Pausa caffè</p>
<p>ore 16.30 &#8211; 16.50<br />
<strong> Novità sulle necropoli celtiche della città di Verona e del suo territorio<br />
</strong> Giuliana Cavalieri Manasse, Luciano Salzani, Soprintendenza per i Beni<br />
Archeologici per il Veneto, Nucleo operativo di Verona</p>
<p>ore 16.50 &#8211; 17.10<br />
<strong> L’area alpina friulana nell’età del Ferro: lo stato delle conoscenze<br />
</strong> Serena Vitri, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia<br />
Giulia; Susi Corazza, Università degli Studi di Udine; Giuliano Righi, già<br />
Musei Civici di Storia ed Arte, Trieste</p>
<p>ore 17.10 &#8211; 17.30<strong><br />
The Posočje type Late La Tène fibulae reconsidered. Typology, chronology<br />
and production</strong><br />
Dragan Božič, Znanstvenoraziskovalni center SAZU, Inštitut za arheologijo,<br />
Ljubljana</p>
<p>ore 17.30 &#8211; 17.50<br />
<strong> I bronzi di Sanzeno nella koinè alpina orientale dell’età del Ferro<br />
</strong> Alessandra Giumlia-Maier, AGM Archeoanalisi, Merano</p>
<p>ore 17.50 &#8211; 18.30<br />
Discussione</p>
<p><strong>Seguirà visita guidata al Museo Retico</strong></p>
<p>Segreteria del convegno:<br />
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e<br />
archeologici della Provincia autonoma di Trento, Via Aosta 1, 381220<br />
Trento – Monica Dorigatti tel. 0461 492182 &#8211; 0461 492161, fax 0461 492160,<br />
monica.dorigatti@provincia.tn.it, www.trentinocultura.net/archeologia.asp</p>
<p><em>Con il patrocinio di:</em><br />
BIBRACTE &#8211; Centre archéologique européen du Mont Beuvray, Università degli<br />
Studi di Bologna, Università degli Studi di Trento, Istituto Italiano di<br />
Preistoria e Protostoria</p>
<p>Con il contributo di:<br />
Comune di Sanzeno, Azienda per il Turismo Val di Non</p>
<p><em>Informazioni</em><br />
Provincia Autonoma di Trento<br />
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici<br />
Via Aosta, 1 &#8211; 38100 Trento<br />
Tel. 0461 492161 Fax 0461 492160<br />
E-mail: <a href="mailto:sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it">sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it</a><br />
<a href="http://www.trentinocultura.net/archeologia.asp" target="_blank"> www.trentinocultura.net/archeologia.asp</a></p>
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		<title>Uomini e cose. Il &#8220;saper fare&#8221; dalla preistoria al medioevo</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 06:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si rinnova al Museo Civico di Diano Marina l&#8217;annuale appuntamento col Ciclo di Incontri &#8220;Liguri e Liguria antica&#8221; giunto alla sua IV edizione. Quest&#8217;anno il tema prescelto è &#8220;Uomini e cose. Il &#8220;saper fare&#8221; dalla preistoria al medioevo&#8220;: un percorso articolato in 3 conferenze che abbracciano un arco temporale che va dalla preistoria al medioevo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si rinnova al Museo Civico di Diano Marina l&#8217;annuale appuntamento col Ciclo di Incontri &#8220;<strong>Liguri e Liguria antica</strong>&#8221; giunto alla sua IV edizione. Quest&#8217;anno il tema prescelto è &#8220;<em><strong>Uomini e cose. Il &#8220;saper fare&#8221; dalla preistoria al medioevo</strong></em>&#8220;: un percorso articolato in 3 conferenze che abbracciano un arco temporale che va dalla preistoria al medioevo.</p>
<p>Ecco il calendario degli incontri, che si svolgeranno a Diano Marina (IM) a Palazzo del Parco presso la Sala Conferenze Margherita Drago:</p>
<p>Giovedì 8 aprile 2010 &#8211; ore 16.00<br />
LE MATERIE PRIME NELLA PREISTORIA DELLA LIGURIA:<br />
PRODUZIONE, CONTATTI E SCAMBI<br />
Andrea De Pascale (IISL &#8211; Museo Archeologico del Finale)</p>
<p>Giovedì 15 aprile 2010 &#8211; ore 16.00<br />
PRODUZIONE E SCAMBI NEL MEDIOEVO<br />
Paolo De Vingo (Università degli Studi di Torino)</p>
<p>Giovedì 29 aprile 2010 &#8211; ore 16.00<br />
UN ANTICO “SAPER FARE”: LA FUSIONE DELLE CAMPANE<br />
Daniela Gandolfi (IISL &#8211; Museo Civico Diano Marina)</p>
<p><em>Per info </em><a href="http://www.iisl.it">www.iisl.it</a></p>
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		<title>Archeologia metropolitana a Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Preistoria]]></category>
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		<category><![CDATA[Genova]]></category>
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		<description><![CDATA[Ancora pochi giorni per poter visitare la mostra &#8220;Archeologia Metropolitana&#8221; a Genova. Fino al 14 febbraio 2010, infatti, sarà allestita presso il Museo di Archeologia Ligure di Genova Pegli una piccola mostra dedicata ai risultati delle recenti indagini di archeologia urbana svoltesi a Genova in concomitanza con i lavori per le nuove stazioni della Metropolitana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora pochi giorni per poter visitare la mostra &#8220;<strong>Archeologia Metropolitana</strong>&#8221; a Genova. Fino al <strong>14 febbraio 2010</strong>, infatti, sarà allestita presso il <strong>Museo di Archeologia Ligure di Genova Pegli</strong> una piccola mostra dedicata ai risultati delle recenti indagini di archeologia urbana svoltesi a Genova in concomitanza con i lavori per le nuove stazioni della Metropolitana, Brignole e Acquasola, sotto la direzione di Piera Melli e di Angiolo Del Lucchese della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria.</p>
<p>Già la realizzazione delle altre stazioni della metropolitana genovese erano state occasione, negli scorsi anni, di importanti scoperte archeologiche relative a tutte le epoche storiche della città, dalla Preistoria e dalla presenza Ligure nel territorio fino al tardo Medioevo. E già negli anni passati alcune delle scoperte più importanti erano state rese pubbliche: si ricorda ad esempio l&#8217;allestimento permanente, dal nome eloquente di ArcheoMetro, all&#8217;interno di una delle stazioni, quella di Darsena.</p>
<p>La mostra, nonostante sia di modeste dimensioni, ha però avuto l&#8217;opportuno risalto che merita grazie ad una recensione apparsa sul numero di gennaio 2010 della rivista Archeo: le scoperte effettuate sono infatti da ritenersi decisamente importanti, e gettano nuova luce sulla storia della frequentazione più antica della città, ma anche sulla sua storia un bel po&#8217; più recente, in età postmedievale.</p>
<p>Partendo dalla Preistoria, e in particolare dal <strong>Neolitico</strong>, importanti sono le <strong>indagini paleobotaniche</strong> condotte dagli esperti della Soprintendenza su rametti di frassino che hanno rivelato tracce di &#8220;<strong>scalvatura</strong>&#8220;, un&#8217;antica pratica che serviva per procurare foraggio agli ovini e ai caprini, gli animali maggiormente allevati in Liguria. Il rinvenimento di un muro di argine in pietre a secco, datato sulla base del contesto all&#8217;età del <strong>Bronzo Antico</strong> (un calco del quale è esposto in mostra) nella zona di Brignole testimonia, insieme ad altri reperti rinvenuti nell&#8217;area, la presenza di un insediamento a protezione del quale il muro stesso era posto. Quanto all&#8217;<strong>età del Ferro</strong>, epoca in cui Genova diviene un emporio commerciale (ancora si dibatte se si tratti di un emporio ligure oppure etrusco), è notevole, e importantissimo, il rinvenimento, nella zona dell&#8217;Acquasola, di un <strong>tumulo sepolcrale datato al VII-VI secolo a.C.</strong> La tomba, che non ha niente a che fare con i costumi sepolcrali dei Liguri, è da ritenersi l&#8217;estrema dimora di una fanciulla di probabile origine etrusca.</p>
<p>Dall&#8217;età preistorica e preromana il visitatore  deve fare un brusco salto temporale: al <strong>XVI secolo</strong> risale il Convento delle Brignoline, venuto alla luce nel corso degli scavi per la Stazione di Brignole, insieme a numerosi reperti in ceramica medievale e postmedievale, esposti in mostra. Lo scavo all&#8217;Acquasola è stato invece l&#8217;occasione per confermare l&#8217;origine del quartiere in età moderna, conosciuta finora solo attraverso le fonti archivistiche.</p>
<p><em>Info:</em></p>
<p><em><strong>Archeologia Metropolitana</strong></em></p>
<p><em>fino al 14 febbraio 2010</em></p>
<p><em>Museo di Archeologia Ligure, Genova Pegli</em></p>
<p><a href="http://www.archeologico.museidigenova.it"><em>www.archeologico.museidigenova.it</em></a><em> </em></p>
<p><em>orario: martedì-venerdì 9.00 &#8211; 19.00</em></p>
<p><em>sabato-domenica 10.00 -19.00</em></p>
<p><em>biglietto compreso nell&#8217;ingresso al Museo.</em></p>
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		<title>XLIV Riunione Scientifica dell&#8217;Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria dal 23 al 28 novembre 2009</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/xliv-riunione-scientifica-dellistituto-italiano-di-preistoria-e-protostoria-dal-23-al-28-novembre-2009/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2009/xliv-riunione-scientifica-dellistituto-italiano-di-preistoria-e-protostoria-dal-23-al-28-novembre-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 17:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Preistoria]]></category>
		<category><![CDATA[Protostoria]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
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		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[XLIV Riunione Scientifica dell&#8217;Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria “La preistoria e la protostoria della Sardegna” 23-28 novembre 2009 &#8211; Cagliari, Barumini, Sassari La Sardegna protagonista del prossimo convegno dell&#8217;Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria Gli studi più recenti sul patrimonio delle antichità nell&#8217;isola, i dati emersi dagli ultimi scavi archeologici, le riflessioni sulle conoscenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">XLIV Riunione Scientifica dell&#8217;Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria</h3>
<h3 style="text-align: center;">“La preistoria e la protostoria della Sardegna”</h3>
<address style="text-align: center;"> 23-28 novembre 2009 &#8211; Cagliari, Barumini, Sassari </address>
<p><strong>La Sardegna protagonista del prossimo convegno dell&#8217;Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria</strong></p>
<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-1767" title="Domus Roccia Elefante-Castelsardo" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/10/Domus-Roccia-Elefante-Castelsardo.jpg" alt="Domus Roccia Elefante-Castelsardo" width="500" height="444" /><br />
</strong></p>
<p>Gli studi più recenti sul patrimonio delle antichità nell&#8217;isola, i dati emersi dagli ultimi scavi archeologici, le riflessioni sulle conoscenze già note alla luce delle più evolute tecniche di analisi partendo <strong>dal Paleolitico per arrivare fino all&#8217;età del Ferro</strong>: grande attesa per la prossima riunione scientifica dell&#8217;<strong>IIPP, l&#8217;Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria</strong>, che quest&#8217;anno sarà ospitata tra Cagliari, Barumini e Sassari e avrà come tema la Sardegna.</p>
<p>La Riunione Scientifica, giunta alla sua <strong>44°edizione</strong>, è promossa annualmente dall&#8217;IIPP, il più autorevole organo di studi sulla preistoria e sulla protostoria italiana con sede a Firenze.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1768" title="statua-menhir Laconi 1" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/10/statua-menhir-Laconi-1.jpg" alt="statua-menhir Laconi 1" width="358" height="500" /></p>
<p>Sei le giornate di studio, da <strong>lunedì 23 fino a sabato 28 novembre</strong>, ospitate a <strong>Cagliari, nella Cittadella dei Musei,</strong> con una trasferta a <strong>Barumini</strong> e una a <strong>Sassari</strong>. A organizzare la riunione sarà il CIPPM dell’Università di Cagliari (Centro Interdipartimentale per la Preistoria e Protostoria del Mediterraneo), diretto dalla <strong>prof. Giuseppa Tanda</strong>.</p>
<p>Tutte le attività saranno seguite da un <strong>comitato d&#8217;onore</strong>, costituito dagli studiosi Giovanni Lilliu, Ercole Contu, Enrico Atzeni e Raffaele De Marinis, oltre al comitato scientifico (Paola Basoli, Anna Depalmas, Maria Ausilia Fadda, Giovanni Floris, Fulvia Lo Schiavo, Carlo Luglié, Maria Grazia Melis, Alberto Moravetti, Vincenzo Santoni, Giuseppa Tanda, Giovanni Ugas).</p>
<p>Dieci le<strong> sessioni nel programma</strong> della Riunione: <strong>Paleolitico, Mesolitico e Neolitico, Eneolitico, Età del Bronzo, Età del Ferro, Arte, Uomo e Ambiente, Tecnologie e Risorse, Contatti e Scambi, Metodologie</strong>, con interventi a cura di studiosi sardi e  in arrivo da Italia, Francia, Spagna, Inghilterra.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1769" title="Statua Monti Prama" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/10/Statua-Monti-Prama.jpg" alt="Statua Monti Prama" width="363" height="500" /></p>
<p>Gli interventi saranno pubblicati nel volume “<strong>Atti delle Riunioni Scientifiche</strong>”, la pubblicazione annuale dell&#8217;IIPP.</p>
<p>Spazio anche agli studiosi più giovani: il CIPPM selezionerà alcuni studenti universitari di Atenei italiani ed europei, a cui saranno destinate delle <strong>borse di studio</strong> per partecipare al convegno.<br />
<em>Info:</em></p>
<p><a href="http://www.iipp.it/?p=1127" target="_blank">http://www.iipp.it/</a></p>
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		<title>&#8220;Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys&#8221;: in mostra gli scambi commerciali in terra catalana di 6000 anni fa</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 17:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi dovesse recarsi a Sabadell, in Catalunya, fino al 15 novembre può visitare la mostra &#8220;Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys&#8221; che tradotto significa: &#8220;Reti: i primi scambi commerciali 6000 anni fa&#8221;. Raccogliendo reperti da una ventina di musei catalani, la mostra riunisce per la prima volta un insieme importante di materiali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi dovesse recarsi a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabadell" target="_blank">Sabadell, in Catalunya</a>, fino al <strong>15 novembre</strong> può visitare la mostra &#8220;<em><strong>Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys</strong></em>&#8221; che tradotto significa: &#8220;Reti: i primi scambi commerciali 6000 anni fa&#8221;.</p>
<p>Raccogliendo reperti da una ventina di musei catalani, la mostra riunisce per la prima volta un insieme importante di <strong>materiali di epoca neolitica</strong> selezionati nell&#8217;<strong>ottica degli scambi commerciali</strong>.</p>
<p>Materie prime provenienti dalla Provenza, ornamenti realizzati con <strong>conchiglie e coralli</strong>, l&#8217;<strong>ossidiana</strong> delle isole del Mediterraneo centrale, certi linguaggi formali della ceramica si vanno a diffondere, grazie agli scambi, su estesi territori. Seguire la circolazioni di <strong>prodotti e tecnologie</strong>, dai loro luoghi di origine fino ai siti dove si sono rinvenuti o identificati, offre un quadro approssimativo delle<strong> relazioni sociali</strong> stabilitesi <strong>tra le differenti comunità neolitiche</strong>.</p>
<p>Come completamento a questa visione del passato, la mostra si chiude con una riflessione su come sono e come si articolano <strong>le &#8220;reti&#8221; nella nostra società</strong>.</p>
<p>La mostra &#8220;<em>Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys</em>&#8221; è un&#8217;esposizione temporanea promossa dal Museo di Gavà, dal Museo d&#8217;Història di Sabadell e dall&#8217;Area de Cultura della Diputaciò de Barcelona, con il supporto della Generalitat de Catalunya. Con la combinazione di rigore scientifico e carattere divulgativo, la mostra vuole fare arrivare al pubblico i <strong>risultati delle ricerche</strong> portate avanti negli anni dagli archeologi, illustrata con un&#8217;<strong>accurata selezione dei materiali </strong>forniti dai principali siti archeologici del Paese.</p>
<p><em>Info:</em><br />
<strong>Museu d&#8217;Història de Sabadell</strong><br />
Carrer de Sant Antoni, 13<br />
<a href="http://www.sabadell.cat/Home/" target="_blank">www.sabadell.cat</a></p>
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		<title>&#8220;A l&#8217;aube des écritures&#8221;: incisioni e pitture rupestri al Musée des Merveilles di Tende (Francia)</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 12:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Preistoria]]></category>
		<category><![CDATA[incisioni rupestri]]></category>
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		<description><![CDATA[Il &#8220;Musée des merveilles&#8221; è un&#8217;istituzione museale che ospita, raccoglie ed espone le famose incisioni rupestri del monte Bego nella Valle delle Meraviglie, un territorio sul confine tra Francia e Italia nelle Alpi Marittime. Il museo ospita fino al 31 marzo 2010 la mostra &#8220;A l&#8217;aube des écritures&#8220;, incentrata sulle incisioni e sulle pitture rupestri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;<strong>Musée des merveilles</strong>&#8221; è un&#8217;istituzione museale che ospita, raccoglie ed espone le famose incisioni rupestri del monte Bego nella Valle delle Meraviglie, un territorio sul confine tra Francia e Italia nelle Alpi Marittime. Il museo ospita fino al 31 marzo 2010 la mostra &#8220;<strong>A l&#8217;aube des écritures</strong>&#8220;, incentrata sulle <strong>incisioni</strong> e sulle <strong>pitture rupestri </strong>dell&#8217;età del Rame e del Bronzo in Eurasia.</p>
<p>In tutta l&#8217;Eurasia, all&#8217;alba della metallurgia, avvengono grandi cambiamenti nell&#8217;organizzazione delle società e nei loro modi di espressione. Le comunità dell&#8217;età del Bronzo cominciano a modificare il loro sistema economico e sociale, da un lato strutturando le attività di produzione e gli scambi commerciali a grande distanza, dall&#8217;altro mettendo in atto una gerarchia basata sulla lavorazione del metallo. Parallelamente, nei gruppi umani sorgono idee, simboli che vengono espressi in modo omogeneo per mezzo di pitture, ma soprattutto di migliaia di incisioni su roccia poste in siti a cielo aperto.</p>
<p>Questo fenomeno non avviene negli stessi luoghi negli stessi tempi. Quali che siano le regioni, i siti di arte rupestre sembrano essere stati scelti sempre per la loro natura selvaggia e nascosta: rive di grandi laghi e di fiumi impetuosi, scoscesi e desertici pendii di montagne,foreste dense e quasi impenetrabili, che hanno certamente colpito l&#8217;immaginazione degli <strong>uomini della Preistoria in cerca del Sacro</strong>.</p>
<p>Per rendere immortale il loro messaggio, gli uomini hanno usato su tutto il continente, gli stessi utensili e la stessa tecnica: una pietra che percuote una parete rocciosa, intendendo lastre, blocchi isolati, affioramenti rocciosi in natura&#8230;<br />
Scene di vita quotidiana, ricchi bestiarii che variano a seconda del luogo, figure geometriche semplici o complesse costituiscono le associazioni di segni il cui significato, raramente narrativo, è altamente simbolico. In questi insiemi di incisioni le rappresentazioni di personaggi sono numerose: uomini o dei? Questa identica domanda si pone anche per le statue-stele scolpite, tracce monumentali e spettacolari di una cultura megalitica legata alla nozione di territorio.</p>
<p>La mostra &#8220;<strong>A l&#8217;aube des écritures</strong>&#8221; esplora, attraversando le regioni che vanno dall&#8217;Atlantico al Pacifico, l&#8217;espressione rupestre di popoli allo stesso stadio di sviluppo economico, sociale e culturale. Partendo proprio dal magnifico sito delle incisioni del <strong>Monte Bego</strong>, nel cuore dell&#8217;arco alpino, che raccoglie non meno di 40 mila incisioni rupestri, questo viaggio archeologico trasporta il visitatore dal Portogallo alla Corea e dalla Siberia all&#8217;India, alla scoperta di un patrimonio millenario ma fragile, che dev&#8217;essere protetto dal degrado.</p>
<p><em>A l&#8217;aube des écritures</em><br />
Musée des Merveilles<br />
Av. du 16 sptembre 1947 &#8211; 06430 Tende<br />
<a href="http://www.museedesmerveilles.com">www.museedesmerveilles.com</a><br />
entrata gratuita</p>
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