Preistoria

Archeologia metropolitana a Genova

Ancora pochi giorni per poter visitare la mostra “Archeologia Metropolitana” a Genova. Fino al 14 febbraio 2010, infatti, sarà allestita presso il Museo di Archeologia Ligure di Genova Pegli una piccola mostra dedicata ai risultati delle recenti indagini di archeologia urbana svoltesi a Genova in concomitanza con i lavori per le nuove stazioni della Metropolitana, Brignole e Acquasola, sotto la direzione di Piera Melli e di Angiolo Del Lucchese della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria.

Già la realizzazione delle altre stazioni della metropolitana genovese erano state occasione, negli scorsi anni, di importanti scoperte archeologiche relative a tutte le epoche storiche della città, dalla Preistoria e dalla presenza Ligure nel territorio fino al tardo Medioevo. E già negli anni passati alcune delle scoperte più importanti erano state rese pubbliche: si ricorda ad esempio l’allestimento permanente, dal nome eloquente di ArcheoMetro, all’interno di una delle stazioni, quella di Darsena.

La mostra, nonostante sia di modeste dimensioni, ha però avuto l’opportuno risalto che merita grazie ad una recensione apparsa sul numero di gennaio 2010 della rivista Archeo: le scoperte effettuate sono infatti da ritenersi decisamente importanti, e gettano nuova luce sulla storia della frequentazione più antica della città, ma anche sulla sua storia un bel po’ più recente, in età postmedievale.

Partendo dalla Preistoria, e in particolare dal Neolitico, importanti sono le indagini paleobotaniche condotte dagli esperti della Soprintendenza su rametti di frassino che hanno rivelato tracce di “scalvatura“, un’antica pratica che serviva per procurare foraggio agli ovini e ai caprini, gli animali maggiormente allevati in Liguria. Il rinvenimento di un muro di argine in pietre a secco, datato sulla base del contesto all’età del Bronzo Antico (un calco del quale è esposto in mostra) nella zona di Brignole testimonia, insieme ad altri reperti rinvenuti nell’area, la presenza di un insediamento a protezione del quale il muro stesso era posto. Quanto all’età del Ferro, epoca in cui Genova diviene un emporio commerciale (ancora si dibatte se si tratti di un emporio ligure oppure etrusco), è notevole, e importantissimo, il rinvenimento, nella zona dell’Acquasola, di un tumulo sepolcrale datato al VII-VI secolo a.C. La tomba, che non ha niente a che fare con i costumi sepolcrali dei Liguri, è da ritenersi l’estrema dimora di una fanciulla di probabile origine etrusca.

Dall’età preistorica e preromana il visitatore  deve fare un brusco salto temporale: al XVI secolo risale il Convento delle Brignoline, venuto alla luce nel corso degli scavi per la Stazione di Brignole, insieme a numerosi reperti in ceramica medievale e postmedievale, esposti in mostra. Lo scavo all’Acquasola è stato invece l’occasione per confermare l’origine del quartiere in età moderna, conosciuta finora solo attraverso le fonti archivistiche.

Info:

Archeologia Metropolitana

fino al 14 febbraio 2010

Museo di Archeologia Ligure, Genova Pegli

www.archeologico.museidigenova.it

orario: martedì-venerdì 9.00 – 19.00

sabato-domenica 10.00 -19.00

biglietto compreso nell’ingresso al Museo.

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XLIV Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria dal 23 al 28 novembre 2009

XLIV Riunione Scientifica dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria

“La preistoria e la protostoria della Sardegna”

23-28 novembre 2009 – Cagliari, Barumini, Sassari

La Sardegna protagonista del prossimo convegno dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria

Domus Roccia Elefante-Castelsardo

Gli studi più recenti sul patrimonio delle antichità nell’isola, i dati emersi dagli ultimi scavi archeologici, le riflessioni sulle conoscenze già note alla luce delle più evolute tecniche di analisi partendo dal Paleolitico per arrivare fino all’età del Ferro: grande attesa per la prossima riunione scientifica dell’IIPP, l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, che quest’anno sarà ospitata tra Cagliari, Barumini e Sassari e avrà come tema la Sardegna.

La Riunione Scientifica, giunta alla sua 44°edizione, è promossa annualmente dall’IIPP, il più autorevole organo di studi sulla preistoria e sulla protostoria italiana con sede a Firenze.

statua-menhir Laconi 1

Sei le giornate di studio, da lunedì 23 fino a sabato 28 novembre, ospitate a Cagliari, nella Cittadella dei Musei, con una trasferta a Barumini e una a Sassari. A organizzare la riunione sarà il CIPPM dell’Università di Cagliari (Centro Interdipartimentale per la Preistoria e Protostoria del Mediterraneo), diretto dalla prof. Giuseppa Tanda.

Tutte le attività saranno seguite da un comitato d’onore, costituito dagli studiosi Giovanni Lilliu, Ercole Contu, Enrico Atzeni e Raffaele De Marinis, oltre al comitato scientifico (Paola Basoli, Anna Depalmas, Maria Ausilia Fadda, Giovanni Floris, Fulvia Lo Schiavo, Carlo Luglié, Maria Grazia Melis, Alberto Moravetti, Vincenzo Santoni, Giuseppa Tanda, Giovanni Ugas).

Dieci le sessioni nel programma della Riunione: Paleolitico, Mesolitico e Neolitico, Eneolitico, Età del Bronzo, Età del Ferro, Arte, Uomo e Ambiente, Tecnologie e Risorse, Contatti e Scambi, Metodologie, con interventi a cura di studiosi sardi e in arrivo da Italia, Francia, Spagna, Inghilterra.

Statua Monti Prama

Gli interventi saranno pubblicati nel volume “Atti delle Riunioni Scientifiche”, la pubblicazione annuale dell’IIPP.

Spazio anche agli studiosi più giovani: il CIPPM selezionerà alcuni studenti universitari di Atenei italiani ed europei, a cui saranno destinate delle borse di studio per partecipare al convegno.
Info:

http://www.iipp.it/

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“Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys”: in mostra gli scambi commerciali in terra catalana di 6000 anni fa

Per chi dovesse recarsi a Sabadell, in Catalunya, fino al 15 novembre può visitare la mostra “Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys” che tradotto significa: “Reti: i primi scambi commerciali 6000 anni fa”.

Raccogliendo reperti da una ventina di musei catalani, la mostra riunisce per la prima volta un insieme importante di materiali di epoca neolitica selezionati nell’ottica degli scambi commerciali.

Materie prime provenienti dalla Provenza, ornamenti realizzati con conchiglie e coralli, l’ossidiana delle isole del Mediterraneo centrale, certi linguaggi formali della ceramica si vanno a diffondere, grazie agli scambi, su estesi territori. Seguire la circolazioni di prodotti e tecnologie, dai loro luoghi di origine fino ai siti dove si sono rinvenuti o identificati, offre un quadro approssimativo delle relazioni sociali stabilitesi tra le differenti comunità neolitiche.

Come completamento a questa visione del passato, la mostra si chiude con una riflessione su come sono e come si articolano le “reti” nella nostra società.

La mostra “Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys” è un’esposizione temporanea promossa dal Museo di Gavà, dal Museo d’Història di Sabadell e dall’Area de Cultura della Diputaciò de Barcelona, con il supporto della Generalitat de Catalunya. Con la combinazione di rigore scientifico e carattere divulgativo, la mostra vuole fare arrivare al pubblico i risultati delle ricerche portate avanti negli anni dagli archeologi, illustrata con un’accurata selezione dei materiali forniti dai principali siti archeologici del Paese.

Info:
Museu d’Història de Sabadell
Carrer de Sant Antoni, 13
www.sabadell.cat

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“A l’aube des écritures”: incisioni e pitture rupestri al Musée des Merveilles di Tende (Francia)

Il “Musée des merveilles” è un’istituzione museale che ospita, raccoglie ed espone le famose incisioni rupestri del monte Bego nella Valle delle Meraviglie, un territorio sul confine tra Francia e Italia nelle Alpi Marittime. Il museo ospita fino al 31 marzo 2010 la mostra “A l’aube des écritures“, incentrata sulle incisioni e sulle pitture rupestri dell’età del Rame e del Bronzo in Eurasia.

In tutta l’Eurasia, all’alba della metallurgia, avvengono grandi cambiamenti nell’organizzazione delle società e nei loro modi di espressione. Le comunità dell’età del Bronzo cominciano a modificare il loro sistema economico e sociale, da un lato strutturando le attività di produzione e gli scambi commerciali a grande distanza, dall’altro mettendo in atto una gerarchia basata sulla lavorazione del metallo. Parallelamente, nei gruppi umani sorgono idee, simboli che vengono espressi in modo omogeneo per mezzo di pitture, ma soprattutto di migliaia di incisioni su roccia poste in siti a cielo aperto.

Questo fenomeno non avviene negli stessi luoghi negli stessi tempi. Quali che siano le regioni, i siti di arte rupestre sembrano essere stati scelti sempre per la loro natura selvaggia e nascosta: rive di grandi laghi e di fiumi impetuosi, scoscesi e desertici pendii di montagne,foreste dense e quasi impenetrabili, che hanno certamente colpito l’immaginazione degli uomini della Preistoria in cerca del Sacro.

Per rendere immortale il loro messaggio, gli uomini hanno usato su tutto il continente, gli stessi utensili e la stessa tecnica: una pietra che percuote una parete rocciosa, intendendo lastre, blocchi isolati, affioramenti rocciosi in natura…
Scene di vita quotidiana, ricchi bestiarii che variano a seconda del luogo, figure geometriche semplici o complesse costituiscono le associazioni di segni il cui significato, raramente narrativo, è altamente simbolico. In questi insiemi di incisioni le rappresentazioni di personaggi sono numerose: uomini o dei? Questa identica domanda si pone anche per le statue-stele scolpite, tracce monumentali e spettacolari di una cultura megalitica legata alla nozione di territorio.

La mostra “A l’aube des écritures” esplora, attraversando le regioni che vanno dall’Atlantico al Pacifico, l’espressione rupestre di popoli allo stesso stadio di sviluppo economico, sociale e culturale. Partendo proprio dal magnifico sito delle incisioni del Monte Bego, nel cuore dell’arco alpino, che raccoglie non meno di 40 mila incisioni rupestri, questo viaggio archeologico trasporta il visitatore dal Portogallo alla Corea e dalla Siberia all’India, alla scoperta di un patrimonio millenario ma fragile, che dev’essere protetto dal degrado.

A l’aube des écritures
Musée des Merveilles
Av. du 16 sptembre 1947 – 06430 Tende
www.museedesmerveilles.com
entrata gratuita

“I Dinosauri Italiani e altri vertebrati fossili del nostro paese” in mostra a Bologna

I Dinosauri Italiani e altri vertebrati fossili del nostro paese

Bologna, Museo Geologico Giovanni Capellini
5 Settembre 2009 – 11 Gennaio 2010
I dinosauri italiani

Per festeggiare il centenario della prima esibizione dello scheletro completo di Diplodocus carnegiei il Museo Geologico Giovanni Capellini dell’Università di Bologna ospiterà presso le sue rinnovate sale la mostra “I dinosauri italiani”. Una grande esposizione che si pone l’obiettivo di riunire i più importanti e spettacolari fossili di vertebrati rinvenuti nel nostro paese e di far conoscere ai visitatori di tutte le età l’importanza e la storia dei giacimenti italiani e delle persone che li studiano.

Realizzata in collaborazione con i musei e le università di Milano, Modena, Napoli e Trieste, la mostra, unita ai reperti in esposizione permanente presso il Museo, si estende in 15 sale, molte delle quali interamente rinnovate per l’occasione. Una collezione quella del Museo Capellini che vanta oltre un milione di reperti e che con i fossili esposti offre una panoramica che rappresenta un intervallo di tempo di centinaia di milioni di anni di evoluzione e trasformazioni delle forme di vita
sul nostro pianeta. I magnifici reperti che per questa occasione speciale sono arrivati a Bologna da diverse parti d’Italia hanno ulteriormente ampliato le tipologie di forme fossili in esposizione.

Nel grande Atrio del piano terra sono esposti i fossili provenienti dalle collezioni dei Musei di Storia Naturale di Trieste, Milano, Modena e Napoli. Oltre quaranta magnifici esemplari che rappresentano diverse regioni d’Italia offrono una chiara idea di come l’area mediterranea sia drasticamente e ciclicamente cambiata nel corso di milioni di anni. Dai grandi rettili marini vissuti 200 milioni di anni fa ai dinosauri rinvenuti vicino a Trieste fino agli antenati delle moderne foche e iene. Sempre al piano terra, lo spazio destinato al Sancta Sanctorum del Museo sarà interamente dedicato all’esposizione di opere di paleo-artisti: ricostruzioni, disegni, modelli e documentari realizzati dai migliori illustratori scientifici italiani.

Dall’Atrio principale, si accede al primo piano del Museo dove la visita prosegue attraverso le ricche sale storiche. Le collezioni permanenti comprendono numerosi animali terrestri e marini: balene, elefanti, ippopotami, squali, pesci, coccodrilli, tartarughe, uccelli. Inoltre, il Museo vanta una ricchissima collezione di piante fossili, preservate sia nella loro tipica veste bidimensionale (una impronta scura su una lastra di roccia), sia in forme perfettamente tridimensionali.

Nel grande e rinnovato salone del Diplodocus si ammirano oltre al maestoso dinosauro e al cranio del dinosauro carnivoro Torvosaurus, i più grandi dinosauri rinvenuti ad oggi in Italia. Il celebre “Antonio” ritrovato presso il Villaggio del Pescatore (Trieste) ed il carnivoro Saltriosauro (Varese).

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Presentato il “Guerriero di Torre Astura” una straordinaria sepoltura del III millennio a.C.

Presso la caserma La Marmora di Roma si è tenuta una conferenza stampa nel corso della quale sono state illustrate, con immagini e fotografie, le fasi di una delicata attività condotta dal personale del Reparto Operativo nel litorale del basso Lazio, all’altezza della località denominata Osservatorio Cortese, che ha consentito l’eccezionale scoperta di un’antica tomba, risalente al III millennio a.C., appartenuta ad un guerriero di epoca preistorica, e l’individuazione di un sito dove sorgeva una necropoli inedita al mondo scientifico.

tomba III millennio - conferenza stampa

Lo scheletro presentava nel costato una punta di freccia ed era circondato da vasellame di varia natura, probabilmente il corredo funerario deposto nel feretro all’atto della sepoltura. Marina Sapelli Ragni, sovrintendente per i Beni archeologici del Lazio, ha poi aggiunto: ‘Il corredo e’ composto da sei vasetti in ceramica, molto ben conservati e attribuibili all’eneolitico, ovvero l’eta’ del rame, che copre il terzo millennio a.C. Nei prossimi mesi analizzeremo questi reperti nel nostro laboratorio di antropologia di Tivoli, e li confronteremo con gli altri rinvenimenti del periodo eneolitico’.

Lo scheletro, sepolto per molti secoli sotto un banco naturale di argilla, presenta integre quasi tutte le ossa. Il corredo funerario, peraltro, rappresenta un unicum sotto l’aspetto scientifico, poiché erano inedite, sino ad ora, sepolture a ridosso della zona litoranea di Torre Astura, ascrivibili al periodo preistorico dell’eneolitico (età del rame}, già note in altre aree del Lazio meridionale, a sud del Tevere.

La scoperta ha, quindi, un notevole valore in quanto attesta, per la prima volta, la presenza di una probabile necropoli eneolitica lungo la costa di Nettuno. L’intervento è stato eseguito con la massima urgenza per consentire il recupero dei rari materiali archeologici prima della loro definitiva perdita. Infatti, la sepoltura, situata sulla battigia, poteva essere danneggiata o perduta a causa della marea.

Fonte:

http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=14786

Riprendono gli scavi all’Isolino Virginia, uno dei siti piu’ importanti della preistoria europea

Sono ripresi da pochi giorni, all’Isolino Virginia che si trova a poche decine di metri dalla riva di Biandronno, i lavori per riscoprire le tracce del più antico passato.

A condurre gli scavi, come avviene ormai da tempo, è l’equipe guidata da Daria Banchieri, conservatrice archeologica del Museo Civico di Villa Mirabello a Varese. L’esperta è tornata sulla minuscola isola, uno dei siti più famosi della preistoria europea, per continuare il lavoro di studio e di ricerca che, in passato, ha permesso di portare alla luce preziosi reperti.

isolino virginia

Le ultime scoperte sono infatti sorprendenti: resti di piattaforme in legno sulle quali gli antenati palafitticoli dei varesini costruivano le loro abitazioni, strumenti in pietra e in ceramica colorata, ossa di animali che raccontano di cosa si cibavano i nostri avi. Oggetti, che vanno ad aggiungere un tassello fondamentale alla storia del Varesotto. Grazie a queste scoperte gli studiosi non hanno più dubbi: gli antenati palafitticoli erano abilissimi pescatori e cacciatori, eccezionali carpentieri e costruttori.

Tanto resta ancora da scoprire di questo “giacimento” archeologico, l’unico dell’Italia settentrionale, dove vengono ritrovate monumentali strutture lignee che risalgono addirittura al periodo Neolitico, ancora ben conservate grazie alle particolari condizioni del deposito archeologico: l’umidità e la presenza dell’acqua. L’attività di scavo continuerà fino a settembre. Intanto, i reperti venuti alla luce negli anni passati hanno già fatto bella mostra di sé al convegno internazionale di Lisbona lasciando il segno tra i presenti. “I nostri oggetti – conclude l’esperta Daria Banchieri – non si trovano solo nel museo archeologico di Varese, ma anche a Torino, all’università di Pisa e in altre località oltre confine. Un patrimonio di cui esserne davvero fieri”.

Fonte:

http://www.sateliosnews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1180:si-torna-a-scavare-nel-cuore-della-preistoria&catid=1:cronaca&Itemid=4

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Tra rocce e cielo, sulle tracce degli antichi Liguri

In ricordo dello studioso inglese Clarence Bicknell (Londra 1842 – Casterino 1918), fondatore della Biblioteca Internazionale di Studi Liguri (Bordighera, IM), l’Istituto Internazionale di Studi Liguri organizza anche quest’anno un’escursione nella suggestiva valle di Fontanalba, nel parco del Mercantour, dove panorami e incisioni rupestri si combinano in un paesaggio di singolare bellezza e significato.

L’escursione, volta a far conoscere ad un pubblico sempre più vasto lo splendido repertorio delle incisioni rupestri del Monte Bego, che Clarence Bicknell per primo studiò e delle quali realizzò una serie di calchi (molti dei quali visibili presso il Museo-Biblioteca “Clarence Bicknell” di Bordighera) e il territorio nelle quali esse furono realizzate dagli antichi abitatori di questa regione, si svolgerà domenica 6 settembre 2009 e sarà curata dai dott. Nico Vatteone e Neva Chiarenza. Con l’occasione si potrà svolgere un percorso insieme naturalistico e archeologico di rara bellezza e importanza.

PROGRAMMA:

ore 8: raduno dei partecipanti presso l’Hotel Les Melezes a Casterino

ore 12: visita guidata alle incisioni rupestri e pranzo al sacco

ore 16: ritorno alla Diga delle Mesce (arrivo per le 19 circa) e fine dell’escursione

Quota di iscrizione: 15 euro a persona; 10 euro per gruppi di più di due persone

Numero partecipanti: massimo 20 persone

Orario appuntamento: h 8:00

Equipaggiamento: si consigliano scarponcini, abiti caldi, impermeabile/giacca a vento

Difficoltà: percorso impegnativo, dislivello 600 m

PER ISCRIVERSI:

Restituire il modulo compilato oppure contattare le dott. Bruna de Paoli o Neva Chiarenza presso: Istituto Internazionale di Studi Liguri, via Romana 39, 18012 Borighera – Tel. 0184/263601

Sulle Antiche Sponde. Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
SOPRINTENDENZA PER I BENI LIBRARI ARCHIVISTICI E ARCHEOLOGICI SETTORE BENI ARCHEOLOGICI

SULLE ANTICHE SPONDE
Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda

Riva del Garda, Museo, 8 maggio – 1 novembre 2009
orario: 10.00 – 12.30 / 13.30 – 18.00, chiuso il lunedì;
luglio, agosto e settembre aperto tutti i giorni.

Il lago di Garda, 6.000 anni fa, era all’incirca tre metri più alto di oggi e si spingeva molto più a nord nella piana glaciale del Sarca. Questa e altre interessanti novità sono al centro della mostra “SULLE ANTICHE SPONDE. Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda” allestita fino al 1° novembre al Museo di Riva del Garda, e realizzata dalla Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento con la collaborazione del Dipartimento Storico Archeologico del Progetto MAG.

Sulle antiche sponde - Riva del Garda

La mostra documenta il ritrovamento di un abitato neolitico risalente alla metà del quinto millennio a.C. scoperto nel 2007 alle pendici del monte Brione. Ben 20 specie arboree e arbustive già riconosciute, testimonianza della presenza – oltre 6.500 anni fa – di una flora mediterranea nella quale si distinguono il leccio, il cerro, le filliree. Ma anche la quercia a foglia caduca, il pino silvestre, l’ontano e le pomoidee. Testimonianza – soprattutto – di caratteristiche ambientali già allora particolarmente favorevoli rispetto al restante territorio trentino.

La mostra, inaugurata lo scorso 8 maggio, restituisce i primi risultati scientifici relativi ad una delle più importanti scoperte archeologiche avvenute nel territorio del Basso Sarca: il rinvenimento a Riva del Garda nel corso del 2007 e della primavera del 2008, in un’area destinata alla costruzione di un albergo-garnì, di un vasto insediamento neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata risalente alla metà del quinto millennio a.C. L’abitato preistorico si trovava nei pressi di un canale del fiume Sarca, non lontano dall’antica sponda del lago di Garda, in un’area già nota per la presenza di sepolture riferibili alla Cultura dei vasi a bocca quadrata e per il ritrovamento di numerose testimonianze di epoca romana.

Il percorso espositivo presenta i primi risultati degli studi interdisciplinari in corso e una selezione dei reperti più significativi, con lo scopo di offrire al visitatore un quadro della preistoria rivana attraverso la ricostruzione del paesaggio antico, della cultura materiale, delle attività economiche e tecnologiche della comunità neolitica che era insediata alle falde del monte Brione.

Le evidenze archeologiche messe in luce in via Brione sono di straordinaria importanza scientifica perché hanno consentito per la prima volta di documentare stratigraficamente la presenza di un deposito neolitico nel territorio dell’Alto Garda. La posizione strategica del sito, nei pressi di antiche vie d’acqua, e il rinvenimento di materie prime e manufatti provenienti da lontano, suggeriscono che l’insediamento alle falde del monte Brione si trovasse all’interno di un’ampia rete di contatti culturali e di circolazione di prodotti su lunga distanza, sia con i territori a nord delle Alpi, sia con quelli dell’area padana e peninsulare.

INFORMAZIONI:

Provincia Autonoma di Trento
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici
Via Aosta, 1 – 38100 Trento
Tel. 0461 492161 Fax 0461 492160
E-mail: sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it
www.trentinocultura.net/archeologia.asp

Museo di Riva del Garda
piazza Cesare Battisti, 3/a
telefono 0464 573869 – fax 0464 573868
museo@comune.rivadelgarda.tn.it

Archeologos 2009: l’autunno trentino ricco di musica, teatro, mostre, escursioni comprende anche il prestigioso Meeting Annuale degli Archeologi Europei

L’ARCHEOLOGIA PER TUTTI

Musica e teatro, laboratori didattici, mostre e convegni specialistici per ‘estate-autunno 2009

ArcheoLogos 2009

Dai concerti sull’antica strada della Tridentum romana ai laboratori per tutta la famiglia al Museo Retico di Sanzeno, dall’archeologia sperimentale all’area di Acqua Fredda al Passo del Redebus alla caccia al tesoro per i più piccoli presso il sito delle palafitte di Fiavè, sono numerose le iniziative curate nel corso dell’estate dal Settore archeologia della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento. Tutti gli appuntamenti sono ora raccolti nella pubblicazione “ArcheoLogos – parole sull’antico”.

Grazie al supporto e alla collaborazione di Comuni, Aziende per il Turismo, Enti e Associazioni che operano sul territorio, le iniziative costituiscono un’opportunità per approfondire, divertendosi, la conoscenza del ricco e variegato patrimonio archeologico del Trentino. Ecco allora che le tracce del passato si intrecciano con il presente e diventano luoghi di incontro e svago che in un’ambientazione di particolare fascino accolgono mostre, attività didattiche, concerti, spettacoli teatrali, conferenze.

TRIDENTUM

Di grande atmosfera per il contesto che li ospita e per la bravura degli esecutori sono i tradizionali concerti di musica classica in programma al S.A.S.S. il 10 e il 18 luglio nell’ambito dell’8° Festival Risonanze Armoniche.

Tridentum farà anche da sfondo alla trasposizione teatrale della vita di Federico Halbherr che il 25 settembre sarà protagonista di “Kyrios Frederikos. Un archeologo trentino nei labirinti di Creta”, letture itineranti con il gruppo Emit Flesti al S.A.S.S. e all’area archeologica di Palazzo Lodron.

Nel corso dell’autunno verrà inoltre riproposto, in collaborazione con il Museo Diocesano Tridentino, “Alla scoperta di Tridentum. La città sotterranea”, l’itinerario archeologico nel centro di Trento, dal S.A.S.S. a Porta Veronensis e alla Basilica Paleocristiana.

MUSEO RETICO

Il Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non, a Sanzeno, oltre all’interessante percorso espositivo che si snoda nel “pozzo del tempo” e alle visite guidate tematiche, offre interessanti laboratori per famiglie.

Il 28, 29 e 30 luglio “Piccoli e grandi archeologi al lavoro” vedrà i partecipanti impegnati nella lavorazione della ceramica con il tornio, del ferro e del vetro sotto la guida dell’archeotecnico Pino Pulitani, mentre il laboratorio di tessitura del 22 agosto “Storia di trame. Pratiche tessili nell’età del Ferro” sarà tenuto da Tiziana Aste.
Prendono invece spunto dalle favole di Esopo “Animali da favola. “Se un capretto, un lupo e un leone…” divertenti spettacoli teatrali per bambini e ragazzi con il gruppo Emit Flesti in scena al museo il 25 luglio e il 4 settembre.

Per gli appassionati di musica l’appuntamento è il 4 agosto con “Suonatori Erranti” melodie mediterranee, balcaniche, yiddish eseguite dal Gruppo Caronte con jazz voice, violino, clarinetto, arpa, tastiera. Serata archeologica il 19 agosto con “Squilli di guerra: il karnyx celtico di Sanzeno” a cura di Paolo Bellintani e Rosa Roncador che presenteranno una rara scoperta avvenuta proprio a Sanzeno.

15° MEETING DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI ARCHEOLOGI

E sempre a Riva del Garda si terrà, dal 15 al 20 settembre, il 15° Meeting annuale dell’EAA (European Association of Archaeologists), l’Associazione Europea degli Archeologi. Il prestigioso convegno, che porterà in Trentino alcune centinaia di archeologi (sono già quasi 500 gli iscritti) provenienti da numerosi paesi europei, ma anche da oltreoceano, è organizzato in collaborazione con il Comune di Riva del Garda, attraverso il Museo di Riva.

Si tratta di un evento di eccezione che offre una opportunità unica di incontro per lo scambio di idee e opinioni sulla pratica e la teoria della disciplina archeologica. Maggiori informazioni sul sito www.eaaitaly2009.com

ACQUA FREDDA

Spostandoci in un’altra zona del Trentino, tra l’Altopiano di Pinè e la Valle dei Mocheni, al Passo del Redebus, si trova il sito di Acqua Fredda, una delle aree archeologiche musealizzate più alte d’Europa. Gli archeologi hanno riportato alla luce una delle più importanti fonderie preistoriche della tarda età del Bronzo (XIII-XI sec.a.C.) dell’intero arco alpino.

Nel corso dell’estate, proprio nel luogo dove i minerali di rame erano lavorati fin dai tempi più remoti, si potranno conoscere i segreti della lavorazione dei metalli e vedere gli archeotecnici realizzare dal vivo uno strumento in metallo (il 31 luglio, 21 e 23 agosto, 27 settembre).

E ancora cimentarsi in prima persona nei laboratori a cura dei Servizi Educativi della Soprintendenza (3 luglio e 11 settembre), partecipare all’ archeotrekking sulle tracce della metallurgia preistorica (il 18 luglio e il 22 agosto) e assistere a “Incontro con il mito. Piè zoppi, man’ di fata. Le meraviglie di Vulcano”, un originale spettacolo teatrale interattivo dedicato al mito di Vulcano (il 17 luglio, 7 agosto e 4 settembre).

Infine due appuntamenti serali per chi desidera approfondire: il 4 agosto a Palù del Fersina, presso l’Istituto Culturale Mocheno, Franco Marzatico terrà un incontro dal titolo “Dal minatore al metallurgo: i forni preistorici al passo del Redebus”, mentre il 20 agosto al Centro Congressi Pinè, Paolo Bellintani presenterà “Le vie dei metalli nella preistoria”.

PALAFITTE DI FIAVE’

Bambini e famiglie saranno protagonisti anche a Fiavè, dove presso il famoso sito delle palafitte torna “Ma come facevano a fare? Cerca e Ricerca, Trova e Sperimenta”. Tre gli appuntamenti, il 14 luglio, 4 agosto e 1 settembre, per conoscere, partecipando ad un’avvincente caccia al tesoro sulle tracce degli antichi palafitticoli di Fiavè, come vivevano, come si procacciavano il cibo e quali attività svolgevano i nostri antenati nella preistoria.

DOSS CASTEL
Dedicato alle famiglie è anche il percorso della “Scuola del Bosco” a Fai della Paganella. Grazie alla collaborazione degli alunni della scuola primaria di Fai, il sentiero che dalla località Ori porta al sito archeologico sulla sommità del Doss Castel è stato corredato da originali e colorati pannelli. Pannello dopo pannello, la passeggiata si trasforma in racconto per vivere un’insolita avventura, conoscere i segreti del bosco e scoprire chi erano e come vivevano i Reti, gli antichi e “misteriosi” abitanti di Doss Castel.

MOSTRE
Non mancano suggerimenti per saperne di più sulla storia più antica del territorio trentino con le visite al Centro Documentazione di Luserna dove la Soprintendenza ha curato gli aspetti archeologici della mostra “Il cacciatore delle Alpi – Da predatore a gestore” e al Museo di Riva del Garda dove è in corso la mostra “Sulle antiche sponde. Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda”.

MONTE SAN MARTINO

Riprendono nel mese di luglio le indagini archeologiche sul monte di san Martino a Lundo, sulle creste che separano l’Altogarda dalle Giudicarie e il Lomaso, dove si celano i ruderi di un antico castello, predisposto al tramonto dell’impero romano e dimenticato dalla storia.

L’attività di ricerca, sostenuta e coordinata della Soprintendenza e dal Comune di Lomaso, è riuscita a riportarne alla luce i tratti più significativi, voci di un tempo lontano e segni di passati poteri, civili e religiosi.

INFORMAZIONI:
Provincia Autonoma di Trento
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici
Settore Beni archeologici
Via Aosta, 1 – 38100 Trento
Tel. 0461 492161 Fax 0461 492160
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