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	<title>ArcheoBlog &#187; Periodo Greco</title>
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	<description>News di Archeologia</description>
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		<title>&#8220;L’ingegno umano nella Magna Graecia&#8221; a Cirò per la settimana della cultura 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 06:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Settimana della Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Mostra “L’ingegno umano nella Magna Graecia: la lingua, la medicina, la filosofia, il cielo”. Cirò. Palazzo dei Musei: 17 aprile- 16 maggio 2009. In occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla nascita di Luigi Lilio la Biblioteca Nazionale di Cosenza propone una riflessione sul Rinascimento italiano attraverso la nascita e l’evoluzione del “genus” magno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Mostra “L’ingegno umano nella Magna Graecia: la lingua, la medicina, la filosofia, il cielo”.</h3>
<address style="text-align: center;">Cirò. Palazzo dei Musei: 17 aprile- 16 maggio 2009.</address>
<p>In occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla nascita di <strong>Luigi Lilio</strong> la <strong>Biblioteca Nazionale di Cosenza</strong> propone una riflessione sul Rinascimento italiano attraverso la<strong> nascita e l’evoluzione del “genus” magno greco</strong>, plasma inequivocabile dell’uomo occidentale.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/04/ingegno-magnagrecia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2040" title="ingegno-magnagrecia" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/04/ingegno-magnagrecia.jpg" alt="" width="272" height="400" /></a></p>
<p>La mostra bibliografica e documentaria prenderà l’avvio nell’ambito della<strong><a href="http://archeoblog.net/2010/xii-settimana-della-cultura-16-25-aprile-2010/" target="_blank"> XII Settimana della Cultura 2010</a></strong><a href="http://archeoblog.net/2010/xii-settimana-della-cultura-16-25-aprile-2010/" target="_blank"> promossa dal Ministero per i Beni e le attività Culturali</a>, e si terrà presso il Palazzo dei Musei a Cirò (KR) dal <strong>17 aprile al 16 maggio 2010.</strong></p>
<p><strong></strong>Saranno esposti documenti originali sulle <strong>prime campagne di scavo nella Sibaritide.</strong> Una mostra fotografica sui più significativi siti archeologici calabresi illustrerà la nascita dell’arte “plastica” e la fantastica progettualità degli artisti del tempo.</p>
<p>Inoltre la lettura di<strong> laminette orfiche</strong> accompagnerà il visitatore alla riscoperta della storia e dell’evoluzione della scuola medica pitagorica, ispirata ai misteri eleusini. Frammenti di Stesicoro, Ibico e Nosside faranno da filo conduttore tra le tante correnti poetiche che hanno segnato, nei secoli, la storia letteraria europea. Dall’intrinseco rapporto tra l’uomo, la natura e il cielo nacquero infatti le arti salutari ed astrologiche: ambedue indirizzate al benessere dell’uomo e al suo inarrestabile progresso.</p>
<p>Con il medico Alcmeone di Crotone, sarà possibile apprendere inedite osservazioni sulla nascita dell’<strong>indagine autoptica in medicina legale</strong>, finalizzata alla conoscenza scientifica del corpo umano. E se dalle viscere di giovani animali si vaticinava il futuro, la volta celeste rappresentava il nucleo del mondo, la postazione preferita per la lettura dei destini dell’umanità.</p>
<p>Da questa scuola presero l’avvio gli studi di <strong>Luigi Lilio (Aloysius Lilius) astronomo, medico, filosofo, redattore del calendario gregoriano</strong>, le cui celebrazioni nazionali per il cinquecentenario dalla nascita ricorrono quest’anno.</p>
<p>La mostra dà l’avvio alle importanti<strong> iniziative che nel corso del 2010</strong> vedranno a Cirò ed in tutta Italia la realizzazione di n<strong>umerosi eventi</strong> condotti da autorevoli scienziati di fama mondiale , tra cui il Prof. Antonino Zichichi.</p>
<p>La mostra è a cura della Biblioteca Nazionale di Cosenza.</p>
<p><em>Da un’idea di:</em><br />
Elvira Graziani- Maria Concetta Cassata- Gabriella Cetorelli Schivo<br />
Ministero per i Beni e le Attività Culturali<br />
in collaborazione con il Comune di Cirò.</p>
<p><em>Info:</em></p>
<p>Comune di Cirò<br />
Corso Luigi Lilio &#8211; 88813 &#8211; Cirò (KR) –<br />
Tel. 0962/32023 &#8211; Fax 0962/32948</p>
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		<title>Prorogata fino al 9 maggio 2010 la mostra &#8220;Le ore della donna&#8221; a Vicenza</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 11:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Epoca Romana]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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		<description><![CDATA[A Vicenza, alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sarà possibile ammirare fino al 9 maggio 2010 i preziosi vasi della collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo. Articolo su &#8220;Le ore della Donna&#8221;: http://archeoblog.net/2009/le-ore-della-donna-in-mostra-a-vicenza-lo-sguardo-maschile-sulla-donna-greca/ La mostra Le Ore della Donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A <strong>Vicenza</strong>, alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari, sarà possibile ammirare <strong>fino al 9 maggio 2010</strong> i preziosi vasi della collezione di <strong>ceramiche attiche e magnogreche</strong> di Intesa Sanpaolo.</p>
<p><em>Articolo su &#8220;Le ore della Donna&#8221;</em>: <a href="http://archeoblog.net/2009/le-ore-della-donna-in-mostra-a-vicenza-lo-sguardo-maschile-sulla-donna-greca/" target="_blank">http://archeoblog.net/2009/le-ore-della-donna-in-mostra-a-vicenza-lo-sguardo-maschile-sulla-donna-greca/</a></p>
<p>La mostra <em><strong>Le Ore della Donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo</strong></em> sarà prorogata di un mese oltre la prevista scadenza dell&#8217;11 aprile per consentire al <strong>numeroso pubblico</strong>, e alle scuole che non hanno potuto inserirsi nel calendario, la visita autonoma o guidata e i laboratori didattici gratuiti collegati.</p>
<p>Le trenta opere in mostra fanno parte di una delle <strong>maggiori raccolte esistenti di vasi</strong> provenienti dalla Grecia, e dalla Magna Grecia, presentati per la prima volta al pubblico in modo sistematico con un<strong> itinerario dedicato alle rappresentazioni delle figure femminili in epoca classica</strong>. A questa prima esposizione tematica, curata da Federica Giacobello dell&#8217;Università di Milano, seguiranno altri percorsi alla scoperta della civiltà classica con approfondimenti dedicati in particolare all&#8217;uomo, al mito, all&#8217;eros, al sacro.</p>
<p>L&#8217;itinerario espositivo complessivo, denominato<strong> Il Tempo dell&#8217;antico</strong>, è stato ideato da <strong>Fatima Terzo</strong>, responsabile dei Beni Culturali di Intesa Sanpaolo scomparsa lo scorso anno, con la curatela scientifica della professoressa <strong>Gemma Sena Chiesa</strong> dell&#8217;Università di Milano, a cui si deve la realizzazione dell&#8217;intero catalogo ragionato delle 522 opere della Collezione di ceramiche attiche e magnogreche a cura di Electa.</p>
<p>La mostra <em>Le Ore della Donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo</em> è risultata molto apprezzata dai visitatori di ogni età che hanno trovato ad accompagnarli nel percorso espositivo, video e pannelli esplicativi arricchiti con parole chiave e approfondimenti dedicati alle diverse sezioni espositive: la prima dedicata alla<strong> donna regina, o &#8220;prigioniera&#8221;</strong>, <strong>della casa</strong>, da dove usciva solo in occasioni particolari quali le feste religiose; la seconda sezione dedicata alla donne fuori della casa fra cui le etère, colte accompagnatrici, uniche figure femminili presenti nei simposi maschili; infine, l&#8217;ultima sezione dedicata alle <strong>donne oltre gli schemi</strong>, a cavallo fra realtà e mito, come le amazzoni e le menadi.</p>
<p>Fra tutte le opere in mostra e le figure femminili rappresentate ha catalizzato l&#8217;attenzione del pubblico il <strong>mistero della kalpis</strong>, un vaso di foggia e decorazioni straordinarie, attribuito al <strong>pittore di Leningrado</strong>, in cui spicca una piccola figura femminile al lavoro nel laboratorio di un vasaio. Una figura, anche questa, fuori dagli schemi tradizionali, dalla bellezza e dal mistero che non finiscono di stupire.</p>
<p>La mostra è visitabile<strong> tutti i giorni, escluso il lunedì</strong>, dalle 10 alle 18 fino al 9 maggio 2010.  Per prenotazioni e visite guidate <strong>numero verde 800.578875</strong>.<br />
Ingresso intero 4 euro, ridotto 3 euro.</p>
<p>Le scuole possono inoltre partecipare a laboratori didattici gratuiti, comprensivi di visita guidata alla mostra, promossi dalla sezione didattica delle Gallerie.</p>
<p><em> Per informazioni:</em><br />
n. verde 800.578875<br />
<a href="maito:informazioni@palazzomontanari.com ">informazioni@palazzomontanari.com </a><br />
<a href="http://www.palazzomontanari.com"> www.palazzomontanari.com</a></p>
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		<title>&#8220;Le ore della donna&#8221;, in mostra a Vicenza lo sguardo maschile sulla donna greca</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/le-ore-della-donna-in-mostra-a-vicenza-lo-sguardo-maschile-sulla-donna-greca/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 17:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LE ORE DELLA DONNA Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo Vicenza, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari 12 dicembre 2009 &#8211; 11 aprile 2010 E&#8217; un viaggio nel tempo quello che le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari avviano con questa mostra. Un viaggio che avviene attraverso le immagini dipinte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">LE ORE DELLA DONNA<br />
Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo</h3>
<address style="text-align: center;">Vicenza, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari<br />
12 dicembre 2009 &#8211; 11 aprile 2010</address>
<p style="text-align: left;">E&#8217; un viaggio nel tempo quello che le<strong> Gallerie di Palazzo Leoni Montanari</strong> avviano con questa mostra. Un viaggio che avviene attraverso le immagini dipinte sulle splendide <strong>ceramiche greche e della Magna Grecia</strong> patrimonio di <strong>Intesa Sanpaolo</strong>. Una collezione tra le più importanti al mondo, ricca di ben<strong> 522 ceramiche</strong> che il progetto &#8220;<strong>Il tempo dell&#8217;antico. Pagine di archeologia in Palazzo Leoni Montanari</strong>&#8221; gradualmente svelerà attraverso percorsi tematici di cui questa mostra è il primo appuntamento.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;<em><strong>Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di  Intesa Sanpaolo</strong></em>&#8220;, aperta a <strong>Vicenza alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari</strong> dal<strong> 12 dicembre 2009 all&#8217;11 aprile 2010</strong>, propone una selezione di immagini tutta al femminile, un ritratto della donna greca filtrato dallo sguardo dell&#8217;uomo, committente e decoratore.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1832" title="Le ore delle donne" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/12/ore-delle-donne.jpg" alt="Le ore delle donne" width="443" height="347" /></p>
<p style="text-align: left;">Questa prima esposizione presenta una attenta selezione di opere dell&#8217;intera raccolta, proveniente da Ruvo di Puglia, importante centro dell&#8217;antica Apulia,e racconta lo <strong>spazio e i tempi che scandivano la vita femminile ad Atene</strong> e nei territori della Magna Grecia: la donna regina, o prigioniera, dell&#8217;oikos, la casa, da cui si allontana solamente in occasioni particolari come le feste religiose; la donna al lavoro tra le mura domestiche, imprenditrice nell&#8217;organizzare in casa l&#8217;intera filiera nella produzione dei tessuti; la donna che vive in appartamenti separati dal marito, e si ricongiunge a lui nel thalamos, la camera nuziale.</p>
<p style="text-align: left;">Due i momenti della vita in cui la donna acquista, anche nella rappresentazione delle immagini vascolari,  la stessa dignità dell&#8217;uomo: il <strong>matrimonio</strong>, status sociale degno di rispetto cui la donna greca tende, e la <strong>morte</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Di grande efficacia rappresentativa risulta la raffigurazione dell<strong>&#8216;abbraccio degli sposi</strong> nel thalamos nuziale, corredato da particolari che rappresentano la bellezza femminile. La donna è ritratta abbigliata con sfarzose vesti decorate da preziosi accessori e circondate da raffinati oggetti, specchi, ghirlande, ventagli.</p>
<p style="text-align: left;">Nei vasi in mostra ammiriamo anche le donne &#8220;altre&#8221;, libere di uscire: sono le etére,<strong> colte &#8220;cortigiane&#8221; </strong>chiamate a dar piacere col corpo e con le arti, rappresentate nude, intente a lavarsi nel leuterion, la vasca delle abluzioni. Sono figure dai tratti androgini, riconoscibili nella loro femminilità dai gesti e dal laccio stretto sulla gamba, forse amuleto contraccettivo della ragazza intenta a pettinarsi.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;esposizione si chiude con una <strong>sezione dedicata alle donne del mito</strong>: le Amazzoni, donne guerriere, e le Menadi, seguaci di Dioniso, dio del vino.</p>
<p style="text-align: left;">Fondamentale è la consapevolezza che quello che noi vediamo dipinto è <strong>lo sguardo dell&#8217;uomo sulla donna</strong>: è l&#8217;uomo a commissionare i vasi, a forgiarli, a decorarli rappresentandovi la sua visione della donna.</p>
<p style="text-align: left;">Misteriosa è la presenza di una figura femminile al lavoro all&#8217;interno di uno degli esemplari più preziosi dell&#8217;intera collezione, la kalpis attica del Pittore di Leningrado. La decorazione rappresenta il laboratorio di un vasaio. La scena mostra in un angolo una piccola donna intenta a decorare un vaso: una figura di <strong>donna artigiano</strong> che rimane qualcosa di unico, dall&#8217; interpretazione tuttora non univoca.</p>
<p style="text-align: left;">Il progetto espositivo &#8220;Il tempo dell&#8217;antico &#8211; Le ore della donna&#8221; è curato da <strong>Federica Giacobello</strong> con la supervisione della professoressa <strong>Gemma Sena Chiesa </strong>dell&#8217;Università degli Studi di Milano, già curatrice del Catalogo sistematico della collezione vascolare edito da Electa nel 2006. Ideatrice del percorso di conoscenza e valorizzazione della collezione vascolare è stata<strong> Fatima Terzo</strong>, responsabile dei Beni Culturali di Intesa Sanpaolo, scomparsa nel maggio del 2009, a cui viene dedicata oggi la rassegna espositiva.</p>
<p style="text-align: left;">Saranno previste inoltre attività legate all&#8217;esposizione, quali la <strong>lettura di brani</strong> classici nel salone di Apollo di Palazzo Leoni Montanari, ambientazione ideale con scene di miti legati alla figura del dio delle arti.<br />
Saranno attivati <strong>laboratori didattici </strong>rivolti alle scuole, aperti alle famiglie.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;<em>Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo</em>&#8221; è aperta al pubblico dal 12 dicembre 2009 all&#8217;11 aprile 2010, da martedì a domenica (lunedì chiuso) dalle 10 alle 18.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Info:</em></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.palazzomontanari.com/" target="_blank">http://www.palazzomontanari.com/</a></p>
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		<title>Forse scoperto cenotafio di Aiace sull&#8217;Isola di Salamina</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/forse-scoperto-cenotafio-di-aiace-sullisola-di-salamina/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 18:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[archeologia greca]]></category>
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		<description><![CDATA[Trovato da archeologi greci sull&#8216;isola di Salamina un monumento funebre dedicato a Aiace. Se fosse vero,confermebbe la storicita&#8217; della Guerra di Troia cantata da Omero. Per ora e&#8217; solo un&#8217;ipotesi di lavoro degli archeologi greci, ma se al termine degli scavi venisse riconosciuto come cenotafio di Aiace, cio&#8217; avra&#8217; conseguenze enormi. Il fatto che gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovato da archeologi greci sull<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salamina" target="_blank">&#8216;isola di Salamina</a> un monumento funebre dedicato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aiace_Telamonio" target="_blank">Aiace</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1614" title="Aiace - scavi di Salamina" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/07/aiace-salamina.jpg" alt="Aiace - scavi di Salamina" width="256" height="194" /></p>
<p>Se fosse vero,confermebbe la<strong> storicita&#8217; della Guerra di Troia</strong> cantata da Omero. Per ora e&#8217; solo un&#8217;ipotesi di lavoro degli archeologi greci, ma se al termine degli scavi venisse riconosciuto come cenotafio di Aiace, cio&#8217; avra&#8217; conseguenze enormi.</p>
<p>Il fatto che gli abitanti di Salamina gli avessero dedicato un<strong> monumento funebre vuoto </strong>dimostrerebbe che quanto tramandato nell&#8217;Iliade e&#8217; vero: Aiace lotto&#8217; e mori&#8217; a Troia, dove fu sepolto.</p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2009-07-24_124365913.html" target="_blank">http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2009-07-24_124365913.html</a></p>
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		<title>Inaugurato il Nuovo Museo dell&#8217;Acropoli di Atene &#8211; 14.000 mq di spazio espositivo</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/inaugurato-il-nuovo-museo-dellacropoli-di-atene-14-000-mq-di-spazio-espositivo/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 06:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Periodo Greco]]></category>
		<category><![CDATA[Visite]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli storici capolavori del nuovo Museo dell&#8217;Acropoli, compresi i resti archeologici dell&#8217;antica Atene, lasciati in vista sotto l&#8217;edificio, e parti del glorioso Fregio del Partenone installato nella parte superiore, saranno ora completamente visibili dopo l&#8217;inaugurazione ufficiale del nuovo Museo. Progettato dallo Studio di Bernard Tschumi, con sedi a New York e Parigi, insieme all&#8217;architetto locale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli storici capolavori del <a href="http://www.theacropolismuseum.gr/" target="_blank"><strong>nuovo Museo dell&#8217;Acropoli</strong></a>, compresi i <strong>resti archeologici dell&#8217;antica Atene</strong>, lasciati in vista <strong>sotto l&#8217;edificio</strong>, e parti del glorioso <strong>Fregio del Partenone</strong> installato nella parte superiore, saranno ora completamente visibili dopo l&#8217;inaugurazione ufficiale del nuovo Museo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1485" title="Nuovo museo dell'acropoli" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/acropolis1.jpg" alt="Nuovo museo dell'acropoli" width="300" height="218" /></p>
<p>Progettato dallo<a href="http://www.tschumi.com/" target="_blank"><strong> Studio di Bernard Tschumi</strong>,</a> con sedi a New York e Parigi, insieme all&#8217;<strong>architetto locale Michael Photiadis </strong>di Atene, il museo ha già presentato una serie di mostre temporanee sulle epoche passate nella galleria al piano inferiore.</p>
<p>Con oltre <strong>14.000 metri quadri di spazi espositivi</strong>, dieci volte di più rispetto al vecchio museo, il nuovo Museo metterà in mostra gli antichi reperti provenienti dall&#8217;Acropoli e si propone di funzionare come <strong>punto di riferimento internazionale </strong>per chi è interessato al mondo classico.</p>
<p>Per esporre questa collezione di opere d&#8217;arte unica al mondo l&#8217;architetto Bernard Tschumi, ideatore del progetto, ha creato una <strong>struttura volutamente non-monumentale </strong>progettata secondo idee lineari e precise che si richiamano alla <strong>chiarezza concettuale</strong> e matematica <strong>dell&#8217;architettura dell&#8217;antica Grecia</strong>. &#8220;<em>La forma dell&#8217;edificio si presenta come una risposta alla sfida di creare una struttura che sia degna di ospitare le più suggestive sculture dell&#8217;antica Grecia e di farlo in un ambiente storico e monumentale</em>&#8220;, spiega Tschumi. &#8220;<em>La <strong>posizione ai piedi dell&#8217;Acropoli </strong>si confronta direttamente con il Partenone, uno degli edifici più importanti della civiltà occidentale. Allo stesso tempo, abbiamo dovuto considerare l&#8217;estrema delicatezza degli scavi archeologici la presenza della città contemporanea e della sua griglia di strade, il clima caldo di Atene ed il rischio sismico di questa regione</em>.&#8221;</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1486" title="Nuovo museo dell'acropoli - interno" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/acropolis3.jpg" alt="Nuovo museo dell'acropoli - interno" width="222" height="300" /></p>
<p>Nel corso degli <strong>scavi di preparazione ai lavori </strong>gli archeologi hanno <strong>scoperto alcuni resti</strong> dell&#8217;antica Atene, oltre 4.000 metri quadri di scavi. Questi resti sono stati conservati, integrati nella costruzione del Museo, e adesso<strong> </strong><strong>rappresentano una parte importante del Museo.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;</strong><strong>edificio si articola su tre livelli,</strong> uno di base, uno centrale ed uno superiore. La base &#8220;galleggia&#8221; sugli scavi archeologici e appoggia su oltre 100 esili pilastri di cemento armato, che sono stati posizionati uno per uno, in accordo con gli archeologi, in maniera da non arrecare danni ai delicati reperti.</p>
<p>Le<strong> pareti in vetro </strong>consentono ai visitatori un <strong>panorama di 360° sugli antichi templi</strong> e sulla città circostante. Il nucleo di calcestruzzo al centro della Galleria del Partenone, di forma rettangolare, serve come supporto per<strong> esibire il Fregio del Partenone</strong>, esposto con la stessa posizione ed orientamento che aveva quando adornava il monumento.</p>
<p><em>Sito del Museo:</em></p>
<p><a href="http://www.theacropolismuseum.gr/" target="_blank">http://www.theacropolismuseum.gr/</a></p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.architectour.net/main/page.php?id=120" target="_blank">http://www.architectour.net/main/page.php?id=120</a></p>
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		<title>Principi ed Eroi della Basilicata Antica. Grande mostra sulle élite lucane al Museo Archeologico di Potenza</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 11:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Italici]]></category>
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		<category><![CDATA[Periodo Greco]]></category>
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		<description><![CDATA[Si inaugura giovedì 18 giugno al Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu di Potenza Principi ed Eroi della Basilicata Antica. Immagini e segni del potere tra VII e V secolo a.C. Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu via Serao, 11 &#8211; 85100 Potenza La mostra scaturisce da alcuni recentissimi rinvenimenti archeologici di eccezionale rilievo effettuati a Torre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si inaugura giovedì 18 giugno al <a href="http://www.archeobasi.it/index.php?id=47" target="_blank">Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu </a>di Potenza</p>
<h3 style="text-align: center;">Principi ed Eroi della Basilicata Antica. Immagini e segni del potere tra VII e V secolo a.C.</h3>
<p style="text-align: center;">
<address style="text-align: center;"> Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu via Serao, 11 &#8211; 85100 Potenza</address>
<p>La mostra scaturisce da alcuni <strong>recentissimi rinvenimenti archeologici</strong> di eccezionale rilievo effettuati a <a href="http://www.aptbasilicata.it/Sito-di-Torre-di-Satriano.472.0.html" target="_blank"><strong>Torre di Satriano (PZ)</strong></a> nell’ambito di una ricerca programmata e condotta dalla stessa Scuola di Specializzazione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1474" title="Principi ed eroi della Basilicata antica - locandina" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/principe-eroi.jpg" alt="Principi ed eroi della Basilicata antica - locandina" width="550" height="190" /></p>
<p>L’esposizione, prendendo spunto dalla straordinaria scoperta di una <strong>residenza monumentale del VI secolo a.C.</strong>, rarissima nel panorama della Magna Grecia, vuole portare l’attenzione sulle<strong> manifestazioni del potere e i rituali</strong> che caratterizzano le élites locali in un’epoca di grandi trasformazioni nell’entroterra indigeno dell’Italia meridionale, segnata dalla fondazione di colonie greche e dal complesso sistema di relazioni, anche culturali, con le comunità indigene.</p>
<p>Di particolare rilievo è la <strong>complessa decorazione architettonica</strong>, contraddistinta da un fregio figurato che sintetizza in modo emblematico il mondo ideale delle élites insediate nell’Appennino lucano.  Gli <strong>straordinari corredi funerari</strong> pressoché coevi, rinvenuti nei centri dello stesso comparto territoriale (in particolare Serra di Vaglio, Baragiano e Ruvo del Monte) e caratterizzati da <strong>armature da parata tipiche degli opliti</strong> greci, definiscono un quadro d’insieme unitario sotto il profilo ideologico.</p>
<p>Tema centrale dell’esposizione è l’<strong>ideologia del potere delle aristocrazie italiche della Basilicata antica tra VII e VI secolo a.C</strong>. In particolare, per la prima volta sono in esposizione preziosi oggetti di straordinaria valenza evocativa provenienti dalle antiche “metropoli” delle genti nord-lucane (Vaglio, Baragiano, Torre di Satriano). Si tratta di simboli che rimandano alla<strong> forza e alle virtù guerriere</strong> e all’importanza della <strong>competizione tra guerrieri armati</strong> alla maniera degli eroi celebrati nei poemi omerici: una spada con l’immanicatura in avorio, un elmo con alto cimiero, un<strong> emblema di scudo con la Chimera</strong>, essere mostruoso a tre teste, di leone, capro e serpente, per spaventare il nemico in battaglia. Eroi del mito greco quali<strong> Eracle e Teseo</strong> sono rappresentati anche su splendidi vasi a figure nere da Baragiano, ad evocare un mondo leggendario che diventa un riferimento ideale.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1475" title="Principi ed eroi della basilicata antica - corredo" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/principe-eroi-2.jpg" alt="Principi ed eroi della basilicata antica - corredo" width="160" height="160" /></p>
<p>Segni del <strong>cerimoniale e del lusso femminile</strong> sono un <strong>eccezionale fuso in ambra</strong>, vari pendenti in ambra raffiguranti figure del corteggio dionisiaco (satiro e menade), una parure in ambra e oro e uno splendido diadema in oro: elementi di vesti cerimoniali, indossate per accompagnare rituali, come il matrimonio, che scandiscono il ciclo esistenziale della donna. <strong>Pesi da telaio </strong>con decorazioni rituali rimandano all’attività femminile per eccellenza, la tessitura, cui si dedicava Penelope in attesa del ritorno di Ulisse.</p>
<p>Le sezioni successive approfondiscono il tema del processo di s<strong>trutturazione degli insediamenti e delle élites italiche</strong>, con l’elaborazione di tratti culturali ben riconoscibili che identificano l’area nord-lucana. I centri più importanti, nel corso del <strong>VI secolo a.C., sono Serra di Vaglio, Torre di Satriano, Baragiano, Ruvo del Monte, Ripacandida in Basilicata, Buccino ed Atena Lucana</strong> in territorio campano posti su alture a controllo delle vallate fluviali.</p>
<p>Accanto al <strong>rito funebre, caratterizzato dal rannichiamento,</strong> un tratto culturale che definisce queste popolazioni è la <strong>produzione di ceramica a decorazione geometrica</strong> di VII-VI secolo a.C., definita Ruvo-Satriano Class dai due maggiori centri produttori.</p>
<p>Gli insediamenti dell’area nord-lucana sono organizzati per <strong>nuclei sparsi di capanne</strong>, affiancati dalle relative sepolture e da spazi coltivati. Un altro importante rinvenimento effettuato sempre a <strong>Torre di Satriano</strong> è rappresentato da una <strong>grande dimora absidata di VII secolo a.C. </strong>che non doveva essere molto diversa dalle regiae degli eroi omerici. L’ingresso principale era caratterizzato da un cortile che immetteva in un’ampia sala ove si svolgevano le attività quotidiane. In prossimità di un ingresso laterale era collocato un<strong> soppalco ligneo destinato alle attività femminili</strong> della filatura e la tessitura della lana. In posizione centrale era il <strong>grande focolare</strong>, ove dovevano svolgersi banchetti con l’uso di bevande, tra cui senza dubbio il vino greco. Lo spazio più remoto della casa fungeva da magazzino per le derrate alimentari e per la conservazione di beni preziosi quali le eleganti ceramiche, sia greche che locali a decorazione geometrica utilizzate durante i banchetti.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1476" title="Principi ed eroi della basilicata antica - ceramica" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/principi-eroi-1.jpg" alt="Principi ed eroi della basilicata antica - ceramica" width="160" height="160" /></p>
<p>Il <strong>nucleo principale</strong> dell’esposizione è dedicato al <strong>“palazzo” di Torre di Satriano</strong> costruito intorno alla metà del VI secolo a.C. da artigiani greci provenienti dalla costa ionica, che hanno lasciato sulle terracotte architettoniche la traccia della loro attività artigianale, apponendo iscrizioni in dialetto laconico, funzionali alla messa in opera del tetto.</p>
<p>La <strong>straordinaria decorazione architettonica</strong> che ornava la monumentale dimora doveva renderla <strong>simile ad un tempio greco</strong>: sime, gocciolatoi a tubo (sostituiti in una seconda fase da gocciolatoi a protome leonina), una rarissima statua acroteriale rappresentante una sfinge e soprattutto una serie di lastre figurate in terracotta originariamente dipinta dovevano impressionare chiunque si avvicinasse alla residenza, segnalando la potenza della famiglia che lì risiedeva.</p>
<p>Fonte:</p>
<p><a href="http://www.mileneventi.com/articolo.php?id=494" target="_blank">http://www.mileneventi.com/articolo.php?id=494</a></p>
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