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	<title>ArcheoBlog &#187; Periodo Greco</title>
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	<description>News di Archeologia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 16 Mar 2010 06:14:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>&#8220;Le ore della donna&#8221;, in mostra a Vicenza lo sguardo maschile sulla donna greca</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 17:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LE ORE DELLA DONNA
Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo
Vicenza, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari
12 dicembre 2009 &#8211; 11 aprile 2010
E&#8217; un viaggio nel tempo quello che le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari avviano con questa mostra. Un viaggio che avviene attraverso le immagini dipinte sulle splendide ceramiche greche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">LE ORE DELLA DONNA<br />
Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo</h3>
<address style="text-align: center;">Vicenza, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari<br />
12 dicembre 2009 &#8211; 11 aprile 2010</address>
<p style="text-align: left;">E&#8217; un viaggio nel tempo quello che le<strong> Gallerie di Palazzo Leoni Montanari</strong> avviano con questa mostra. Un viaggio che avviene attraverso le immagini dipinte sulle splendide <strong>ceramiche greche e della Magna Grecia</strong> patrimonio di <strong>Intesa Sanpaolo</strong>. Una collezione tra le più importanti al mondo, ricca di ben<strong> 522 ceramiche</strong> che il progetto &#8220;<strong>Il tempo dell&#8217;antico. Pagine di archeologia in Palazzo Leoni Montanari</strong>&#8221; gradualmente svelerà attraverso percorsi tematici di cui questa mostra è il primo appuntamento.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;<em><strong>Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di  Intesa Sanpaolo</strong></em>&#8220;, aperta a <strong>Vicenza alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari</strong> dal<strong> 12 dicembre 2009 all&#8217;11 aprile 2010</strong>, propone una selezione di immagini tutta al femminile, un ritratto della donna greca filtrato dallo sguardo dell&#8217;uomo, committente e decoratore.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1832" title="Le ore delle donne" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/12/ore-delle-donne.jpg" alt="Le ore delle donne" width="443" height="347" /></p>
<p style="text-align: left;">Questa prima esposizione presenta una attenta selezione di opere dell&#8217;intera raccolta, proveniente da Ruvo di Puglia, importante centro dell&#8217;antica Apulia,e racconta lo <strong>spazio e i tempi che scandivano la vita femminile ad Atene</strong> e nei territori della Magna Grecia: la donna regina, o prigioniera, dell&#8217;oikos, la casa, da cui si allontana solamente in occasioni particolari come le feste religiose; la donna al lavoro tra le mura domestiche, imprenditrice nell&#8217;organizzare in casa l&#8217;intera filiera nella produzione dei tessuti; la donna che vive in appartamenti separati dal marito, e si ricongiunge a lui nel thalamos, la camera nuziale.</p>
<p style="text-align: left;">Due i momenti della vita in cui la donna acquista, anche nella rappresentazione delle immagini vascolari,  la stessa dignità dell&#8217;uomo: il <strong>matrimonio</strong>, status sociale degno di rispetto cui la donna greca tende, e la <strong>morte</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Di grande efficacia rappresentativa risulta la raffigurazione dell<strong>&#8216;abbraccio degli sposi</strong> nel thalamos nuziale, corredato da particolari che rappresentano la bellezza femminile. La donna è ritratta abbigliata con sfarzose vesti decorate da preziosi accessori e circondate da raffinati oggetti, specchi, ghirlande, ventagli.</p>
<p style="text-align: left;">Nei vasi in mostra ammiriamo anche le donne &#8220;altre&#8221;, libere di uscire: sono le etére,<strong> colte &#8220;cortigiane&#8221; </strong>chiamate a dar piacere col corpo e con le arti, rappresentate nude, intente a lavarsi nel leuterion, la vasca delle abluzioni. Sono figure dai tratti androgini, riconoscibili nella loro femminilità dai gesti e dal laccio stretto sulla gamba, forse amuleto contraccettivo della ragazza intenta a pettinarsi.</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;esposizione si chiude con una <strong>sezione dedicata alle donne del mito</strong>: le Amazzoni, donne guerriere, e le Menadi, seguaci di Dioniso, dio del vino.</p>
<p style="text-align: left;">Fondamentale è la consapevolezza che quello che noi vediamo dipinto è <strong>lo sguardo dell&#8217;uomo sulla donna</strong>: è l&#8217;uomo a commissionare i vasi, a forgiarli, a decorarli rappresentandovi la sua visione della donna.</p>
<p style="text-align: left;">Misteriosa è la presenza di una figura femminile al lavoro all&#8217;interno di uno degli esemplari più preziosi dell&#8217;intera collezione, la kalpis attica del Pittore di Leningrado. La decorazione rappresenta il laboratorio di un vasaio. La scena mostra in un angolo una piccola donna intenta a decorare un vaso: una figura di <strong>donna artigiano</strong> che rimane qualcosa di unico, dall&#8217; interpretazione tuttora non univoca.</p>
<p style="text-align: left;">Il progetto espositivo &#8220;Il tempo dell&#8217;antico &#8211; Le ore della donna&#8221; è curato da <strong>Federica Giacobello</strong> con la supervisione della professoressa <strong>Gemma Sena Chiesa </strong>dell&#8217;Università degli Studi di Milano, già curatrice del Catalogo sistematico della collezione vascolare edito da Electa nel 2006. Ideatrice del percorso di conoscenza e valorizzazione della collezione vascolare è stata<strong> Fatima Terzo</strong>, responsabile dei Beni Culturali di Intesa Sanpaolo, scomparsa nel maggio del 2009, a cui viene dedicata oggi la rassegna espositiva.</p>
<p style="text-align: left;">Saranno previste inoltre attività legate all&#8217;esposizione, quali la <strong>lettura di brani</strong> classici nel salone di Apollo di Palazzo Leoni Montanari, ambientazione ideale con scene di miti legati alla figura del dio delle arti.<br />
Saranno attivati <strong>laboratori didattici </strong>rivolti alle scuole, aperti alle famiglie.</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;<em>Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo</em>&#8221; è aperta al pubblico dal 12 dicembre 2009 all&#8217;11 aprile 2010, da martedì a domenica (lunedì chiuso) dalle 10 alle 18.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Info:</em></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.palazzomontanari.com/" target="_blank">http://www.palazzomontanari.com/</a></p>
<span class="sfforumlink"><a href="http://archeoblog.net/forum/archeoblog-news/le-ore-della-donna-in-mostra-a-vicenza-lo-sguardo-maschile-sulla-donna-greca/"><p><img src="http://archeoblog.net/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/default/bloglink.png" alt="" /> Commenta la notizia e partecipa alla discussione</p>
</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Forse scoperto cenotafio di Aiace sull&#8217;Isola di Salamina</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/forse-scoperto-cenotafio-di-aiace-sullisola-di-salamina/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 18:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Periodo Greco]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi]]></category>
		<category><![CDATA[aiace]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia greca]]></category>
		<category><![CDATA[guerra di troia]]></category>
		<category><![CDATA[salamina]]></category>
		<category><![CDATA[scoperte]]></category>

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		<description><![CDATA[Trovato da archeologi greci sull&#8216;isola di Salamina un monumento funebre dedicato a Aiace.

Se fosse vero,confermebbe la storicita&#8217; della Guerra di Troia cantata da Omero. Per ora e&#8217; solo un&#8217;ipotesi di lavoro degli archeologi greci, ma se al termine degli scavi venisse riconosciuto come cenotafio di Aiace, cio&#8217; avra&#8217; conseguenze enormi.
Il fatto che gli abitanti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovato da archeologi greci sull<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salamina" target="_blank">&#8216;isola di Salamina</a> un monumento funebre dedicato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aiace_Telamonio" target="_blank">Aiace</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1614" title="Aiace - scavi di Salamina" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/07/aiace-salamina.jpg" alt="Aiace - scavi di Salamina" width="256" height="194" /></p>
<p>Se fosse vero,confermebbe la<strong> storicita&#8217; della Guerra di Troia</strong> cantata da Omero. Per ora e&#8217; solo un&#8217;ipotesi di lavoro degli archeologi greci, ma se al termine degli scavi venisse riconosciuto come cenotafio di Aiace, cio&#8217; avra&#8217; conseguenze enormi.</p>
<p>Il fatto che gli abitanti di Salamina gli avessero dedicato un<strong> monumento funebre vuoto </strong>dimostrerebbe che quanto tramandato nell&#8217;Iliade e&#8217; vero: Aiace lotto&#8217; e mori&#8217; a Troia, dove fu sepolto.</p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2009-07-24_124365913.html" target="_blank">http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2009-07-24_124365913.html</a></p>
<span class="sfforumlink"><a href="http://archeoblog.net/forum/archeoblog-news/forse-scoperto-cenotafio-di-aiace-sullisola-di-salamina/"><p><img src="http://archeoblog.net/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/default/bloglink.png" alt="" /> Commenta la notizia e partecipa alla discussione</p>
</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Inaugurato il Nuovo Museo dell&#8217;Acropoli di Atene &#8211; 14.000 mq di spazio espositivo</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 06:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Periodo Greco]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli storici capolavori del nuovo Museo dell&#8217;Acropoli, compresi i resti archeologici dell&#8217;antica Atene, lasciati in vista sotto l&#8217;edificio, e parti del glorioso Fregio del Partenone installato nella parte superiore, saranno ora completamente visibili dopo l&#8217;inaugurazione ufficiale del nuovo Museo.

Progettato dallo Studio di Bernard Tschumi, con sedi a New York e Parigi, insieme all&#8217;architetto locale Michael [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli storici capolavori del <a href="http://www.theacropolismuseum.gr/" target="_blank"><strong>nuovo Museo dell&#8217;Acropoli</strong></a>, compresi i <strong>resti archeologici dell&#8217;antica Atene</strong>, lasciati in vista <strong>sotto l&#8217;edificio</strong>, e parti del glorioso <strong>Fregio del Partenone</strong> installato nella parte superiore, saranno ora completamente visibili dopo l&#8217;inaugurazione ufficiale del nuovo Museo.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1485" title="Nuovo museo dell'acropoli" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/acropolis1.jpg" alt="Nuovo museo dell'acropoli" width="300" height="218" /></p>
<p>Progettato dallo<a href="http://www.tschumi.com/" target="_blank"><strong> Studio di Bernard Tschumi</strong>,</a> con sedi a New York e Parigi, insieme all&#8217;<strong>architetto locale Michael Photiadis </strong>di Atene, il museo ha già presentato una serie di mostre temporanee sulle epoche passate nella galleria al piano inferiore.</p>
<p>Con oltre <strong>14.000 metri quadri di spazi espositivi</strong>, dieci volte di più rispetto al vecchio museo, il nuovo Museo metterà in mostra gli antichi reperti provenienti dall&#8217;Acropoli e si propone di funzionare come <strong>punto di riferimento internazionale </strong>per chi è interessato al mondo classico.</p>
<p>Per esporre questa collezione di opere d&#8217;arte unica al mondo l&#8217;architetto Bernard Tschumi, ideatore del progetto, ha creato una <strong>struttura volutamente non-monumentale </strong>progettata secondo idee lineari e precise che si richiamano alla <strong>chiarezza concettuale</strong> e matematica <strong>dell&#8217;architettura dell&#8217;antica Grecia</strong>. &#8220;<em>La forma dell&#8217;edificio si presenta come una risposta alla sfida di creare una struttura che sia degna di ospitare le più suggestive sculture dell&#8217;antica Grecia e di farlo in un ambiente storico e monumentale</em>&#8220;, spiega Tschumi. &#8220;<em>La <strong>posizione ai piedi dell&#8217;Acropoli </strong>si confronta direttamente con il Partenone, uno degli edifici più importanti della civiltà occidentale. Allo stesso tempo, abbiamo dovuto considerare l&#8217;estrema delicatezza degli scavi archeologici la presenza della città contemporanea e della sua griglia di strade, il clima caldo di Atene ed il rischio sismico di questa regione</em>.&#8221;</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1486" title="Nuovo museo dell'acropoli - interno" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/acropolis3.jpg" alt="Nuovo museo dell'acropoli - interno" width="222" height="300" /></p>
<p>Nel corso degli <strong>scavi di preparazione ai lavori </strong>gli archeologi hanno <strong>scoperto alcuni resti</strong> dell&#8217;antica Atene, oltre 4.000 metri quadri di scavi. Questi resti sono stati conservati, integrati nella costruzione del Museo, e adesso<strong> </strong><strong>rappresentano una parte importante del Museo.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;</strong><strong>edificio si articola su tre livelli,</strong> uno di base, uno centrale ed uno superiore. La base &#8220;galleggia&#8221; sugli scavi archeologici e appoggia su oltre 100 esili pilastri di cemento armato, che sono stati posizionati uno per uno, in accordo con gli archeologi, in maniera da non arrecare danni ai delicati reperti.</p>
<p>Le<strong> pareti in vetro </strong>consentono ai visitatori un <strong>panorama di 360° sugli antichi templi</strong> e sulla città circostante. Il nucleo di calcestruzzo al centro della Galleria del Partenone, di forma rettangolare, serve come supporto per<strong> esibire il Fregio del Partenone</strong>, esposto con la stessa posizione ed orientamento che aveva quando adornava il monumento.</p>
<p><em>Sito del Museo:</em></p>
<p><a href="http://www.theacropolismuseum.gr/" target="_blank">http://www.theacropolismuseum.gr/</a></p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.architectour.net/main/page.php?id=120" target="_blank">http://www.architectour.net/main/page.php?id=120</a></p>
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		<title>Principi ed Eroi della Basilicata Antica. Grande mostra sulle élite lucane al Museo Archeologico di Potenza</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/principi-ed-eroi-della-basilicata-antica-grande-mostra-sulle-elite-lucane-al-museo-archeologico-di-potenza/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 11:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Italici]]></category>
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		<description><![CDATA[Si inaugura giovedì 18 giugno al Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu di Potenza
Principi ed Eroi della Basilicata Antica. Immagini e segni del potere tra VII e V secolo a.C.

 Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu via Serao, 11 &#8211; 85100 Potenza
La mostra scaturisce da alcuni recentissimi rinvenimenti archeologici di eccezionale rilievo effettuati a Torre di Satriano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si inaugura giovedì 18 giugno al <a href="http://www.archeobasi.it/index.php?id=47" target="_blank">Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu </a>di Potenza</p>
<h3 style="text-align: center;">Principi ed Eroi della Basilicata Antica. Immagini e segni del potere tra VII e V secolo a.C.</h3>
<p style="text-align: center;">
<address style="text-align: center;"> Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu via Serao, 11 &#8211; 85100 Potenza</address>
<p>La mostra scaturisce da alcuni <strong>recentissimi rinvenimenti archeologici</strong> di eccezionale rilievo effettuati a <a href="http://www.aptbasilicata.it/Sito-di-Torre-di-Satriano.472.0.html" target="_blank"><strong>Torre di Satriano (PZ)</strong></a> nell’ambito di una ricerca programmata e condotta dalla stessa Scuola di Specializzazione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1474" title="Principi ed eroi della Basilicata antica - locandina" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/principe-eroi.jpg" alt="Principi ed eroi della Basilicata antica - locandina" width="550" height="190" /></p>
<p>L’esposizione, prendendo spunto dalla straordinaria scoperta di una <strong>residenza monumentale del VI secolo a.C.</strong>, rarissima nel panorama della Magna Grecia, vuole portare l’attenzione sulle<strong> manifestazioni del potere e i rituali</strong> che caratterizzano le élites locali in un’epoca di grandi trasformazioni nell’entroterra indigeno dell’Italia meridionale, segnata dalla fondazione di colonie greche e dal complesso sistema di relazioni, anche culturali, con le comunità indigene.</p>
<p>Di particolare rilievo è la <strong>complessa decorazione architettonica</strong>, contraddistinta da un fregio figurato che sintetizza in modo emblematico il mondo ideale delle élites insediate nell’Appennino lucano.  Gli <strong>straordinari corredi funerari</strong> pressoché coevi, rinvenuti nei centri dello stesso comparto territoriale (in particolare Serra di Vaglio, Baragiano e Ruvo del Monte) e caratterizzati da <strong>armature da parata tipiche degli opliti</strong> greci, definiscono un quadro d’insieme unitario sotto il profilo ideologico.</p>
<p>Tema centrale dell’esposizione è l’<strong>ideologia del potere delle aristocrazie italiche della Basilicata antica tra VII e VI secolo a.C</strong>. In particolare, per la prima volta sono in esposizione preziosi oggetti di straordinaria valenza evocativa provenienti dalle antiche “metropoli” delle genti nord-lucane (Vaglio, Baragiano, Torre di Satriano). Si tratta di simboli che rimandano alla<strong> forza e alle virtù guerriere</strong> e all’importanza della <strong>competizione tra guerrieri armati</strong> alla maniera degli eroi celebrati nei poemi omerici: una spada con l’immanicatura in avorio, un elmo con alto cimiero, un<strong> emblema di scudo con la Chimera</strong>, essere mostruoso a tre teste, di leone, capro e serpente, per spaventare il nemico in battaglia. Eroi del mito greco quali<strong> Eracle e Teseo</strong> sono rappresentati anche su splendidi vasi a figure nere da Baragiano, ad evocare un mondo leggendario che diventa un riferimento ideale.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1475" title="Principi ed eroi della basilicata antica - corredo" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/principe-eroi-2.jpg" alt="Principi ed eroi della basilicata antica - corredo" width="160" height="160" /></p>
<p>Segni del <strong>cerimoniale e del lusso femminile</strong> sono un <strong>eccezionale fuso in ambra</strong>, vari pendenti in ambra raffiguranti figure del corteggio dionisiaco (satiro e menade), una parure in ambra e oro e uno splendido diadema in oro: elementi di vesti cerimoniali, indossate per accompagnare rituali, come il matrimonio, che scandiscono il ciclo esistenziale della donna. <strong>Pesi da telaio </strong>con decorazioni rituali rimandano all’attività femminile per eccellenza, la tessitura, cui si dedicava Penelope in attesa del ritorno di Ulisse.</p>
<p>Le sezioni successive approfondiscono il tema del processo di s<strong>trutturazione degli insediamenti e delle élites italiche</strong>, con l’elaborazione di tratti culturali ben riconoscibili che identificano l’area nord-lucana. I centri più importanti, nel corso del <strong>VI secolo a.C., sono Serra di Vaglio, Torre di Satriano, Baragiano, Ruvo del Monte, Ripacandida in Basilicata, Buccino ed Atena Lucana</strong> in territorio campano posti su alture a controllo delle vallate fluviali.</p>
<p>Accanto al <strong>rito funebre, caratterizzato dal rannichiamento,</strong> un tratto culturale che definisce queste popolazioni è la <strong>produzione di ceramica a decorazione geometrica</strong> di VII-VI secolo a.C., definita Ruvo-Satriano Class dai due maggiori centri produttori.</p>
<p>Gli insediamenti dell’area nord-lucana sono organizzati per <strong>nuclei sparsi di capanne</strong>, affiancati dalle relative sepolture e da spazi coltivati. Un altro importante rinvenimento effettuato sempre a <strong>Torre di Satriano</strong> è rappresentato da una <strong>grande dimora absidata di VII secolo a.C. </strong>che non doveva essere molto diversa dalle regiae degli eroi omerici. L’ingresso principale era caratterizzato da un cortile che immetteva in un’ampia sala ove si svolgevano le attività quotidiane. In prossimità di un ingresso laterale era collocato un<strong> soppalco ligneo destinato alle attività femminili</strong> della filatura e la tessitura della lana. In posizione centrale era il <strong>grande focolare</strong>, ove dovevano svolgersi banchetti con l’uso di bevande, tra cui senza dubbio il vino greco. Lo spazio più remoto della casa fungeva da magazzino per le derrate alimentari e per la conservazione di beni preziosi quali le eleganti ceramiche, sia greche che locali a decorazione geometrica utilizzate durante i banchetti.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1476" title="Principi ed eroi della basilicata antica - ceramica" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/principi-eroi-1.jpg" alt="Principi ed eroi della basilicata antica - ceramica" width="160" height="160" /></p>
<p>Il <strong>nucleo principale</strong> dell’esposizione è dedicato al <strong>“palazzo” di Torre di Satriano</strong> costruito intorno alla metà del VI secolo a.C. da artigiani greci provenienti dalla costa ionica, che hanno lasciato sulle terracotte architettoniche la traccia della loro attività artigianale, apponendo iscrizioni in dialetto laconico, funzionali alla messa in opera del tetto.</p>
<p>La <strong>straordinaria decorazione architettonica</strong> che ornava la monumentale dimora doveva renderla <strong>simile ad un tempio greco</strong>: sime, gocciolatoi a tubo (sostituiti in una seconda fase da gocciolatoi a protome leonina), una rarissima statua acroteriale rappresentante una sfinge e soprattutto una serie di lastre figurate in terracotta originariamente dipinta dovevano impressionare chiunque si avvicinasse alla residenza, segnalando la potenza della famiglia che lì risiedeva.</p>
<p>Fonte:</p>
<p><a href="http://www.mileneventi.com/articolo.php?id=494" target="_blank">http://www.mileneventi.com/articolo.php?id=494</a></p>
<span class="sfforumlink"><a href="http://archeoblog.net/forum/archeoblog-news/principi-ed-eroi-della-basilicata-antica-grande-mostra-sulle-elite-lucane-al-museo-archeologico-di-potenza/"><p><img src="http://archeoblog.net/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/default/bloglink.png" alt="" /> Commenta la notizia e partecipa alla discussione</p>
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		<title>I Bronzi per Riace… Parole e paroloni !</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 18:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucapagni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La proloco &#8220;I Bronzi per Riace&#8221;, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace il 16 maggio 2009 a Riace Marina presso l&#8217;hotel Federica, in collaborazione con l&#8217;Università della Calabria  e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e della Regione Calabria.
Ho chiesto al Prof. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>proloco &#8220;I Bronzi per Riace&#8221;</strong>, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una<strong> giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace il 16 maggio 2009 </strong>a Riace Marina presso l&#8217;hotel Federica, in collaborazione con l&#8217;Università della Calabria  e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e della Regione Calabria.</p>
<p>Ho chiesto al <strong>Prof. Giuseppe Braghò</strong> di commentarci quanto emerso in questa prestigiosa sede, dopo la pubblicazione della sua ricerca-inchiesta con sui ha evidenziato e documentato molte criticità circa il possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace, per i quali gli ultimi Ministri per i Beni Culturali Rutelli e Bondi hanno enunciato l’impegno a verificare il da farsi per ridare integrità a questi beni culturali che sono anche patrimonio dell’umanità.</p>
<p>Caro Pagni, ho letto &#8211; tra il &#8220;materiale&#8221; partorito dal convegno di Riace &#8211; un esilarante articolo (Gazzetta del Sud) in cui tale Prof. Giuseppe Roma (o qualcosa di simile) ha pubblicamente dichiarato che i Bronzi sicuramente rappresentano Castore e Polluce e che gli stessi, ancora sicuramente, nella mano destra reggevano originariamente delle redini,  alle quali erano attaccati due cavalli.</p>
<p>Non intendo soffermarmi sulla bizzarria della seconda affermazione: al contrario, lancio un invito agli studenti (che frequentano il corso del docente UNICAL) di cambiarlo, se possibile.  Prendano loro &#8211; in seconda ipotesi &#8211; delle redini in mano: soltanto per trascinare altrove un asino come il saccente Prof.  Basterà d&#8217;altronde scorrere la pomposità del Curriculum Vitae dell&#8217;esimio relatore (specialmente soffermandosi sulla voce &#8220;Pubblicazioni&#8221;, le quali altre non sono che articoli ed articoletti ospitati su riviste e rivistine più o meno orfane di stima accreditata) per raccoglierne grandeur e preparazione specifica.</p>
<p>Si conosce, nel regesto ufficiale intorno alle due Statue, un solo altro esempio di pedanteria ilare, vezzosamente propinatoci dalla Brunilde Sismondo Ridgway, secondo la quale le magnifiche espressioni del periodo severo greco sono, nella squallida realtà, delle opere romane (!). L&#8217;archeologa nunziante, da allora, è universalmente riconosciuta come fantasiosa, e la gentilezza del termine è unicamente dovuta alla galanteria degli altri seri ricercatori. In tanti, e soltanto dopo la mia documentale inchiesta, si occupano ora dei Bronzi: ciò è positivo. Negativa è la maniera con la quale si disquisisce intorno ad essi.</p>
<p>Su Calabria Ora di ieri, domenica 24 maggio, si potrà leggere altra disquisizione di tale Danilo Franco, firmatosi senza qualifica professionale: potrebbe dunque essere fabbro, rigattiere, farmacista, botanico forse. Sono portato a ritenere il soggetto molto vicino all&#8217;ultima figura citata, trattando l&#8217;accaduto con ironia, che non fa male anche quando si toccano argomentazioni serie. Lo immagino dunque botanico poiché il noioso articolo può avelo scritto chi, con gramigne e carciofi, possiede familiarità.</p>
<p>La ricerca storiografica non è argomento da chiosco domenicale. Nessuno dei timorati convegnisti &#8211; oltre che il Danilo Franco &#8211; sostiene la via più consona per sciogliere i dubbi su origine e provenienza degli sventurati A e B: l&#8217;indagine della Magistratura e un futuro, approfondito scavo nell&#8217;area ri Agranci-Riace, misure da me più volte chieste al MIBAC. Spiego perché. Mariottini dice di aver visto per primo le statue. Crediamogli. Ancora, afferma che si trattava di &#8220;un gruppo&#8221;. Crediamogli. Continua, il sub capitolino, a narrare che al braccio sinistro di una di esse ha visto uno scudo. Crediamogli. Scrive nella denuncia, il fortunato pescatore, che le stesse sono differenti (e vistosamente) per postura, mostrandosi (una delle due)  con braccia aperte e gamba sopravanzante,espressione contrastante con la realtà espositiva presente presso il Museo di Reggio Calabria,mentre la seconda corrisponde alla descrizione. Crediamogli.</p>
<p>A questo punto, il passo che Magistratura e Carabinieri della Tutela dovrebbero fare è banale soltanto: costringere il &#8220;papà dei Bronzi&#8221; a dire la verità. Lo stesso, in note interviste, afferma di voler parlare &#8220;soltanto col Giudice o con i Carabinieri&#8221;. Evidentemente, sussisterà qualcosa di riservato, da non svelare ai giornalisti e al popolo, sovrano (sulla carta).</p>
<p>Cos&#8217;ha fatto il Magistrato inquirente di Locri? A quali risultati sono pervenuti i Carabinieri? Tre anni dopo la personale, meritoria (parole di Ministro peri Beni Culturali, e non di botanico o convegnista griffato) inchiesta giornalistica, evolutasi nel volume &#8220;Facce di Bronzo&#8221;, nulla è dato sapere. Troppo facile. Strano e improprio, inoltre, che i convegnisti di Riace o il Danilo Franco ignorino di supportare la necessità primaria di stringere la morsa attorno a un falso eroe, per sapere. Probabilmente non amano o non vogliono, farlo.</p>
<p>Mariottini, se fosse quell&#8217;onesto &#8220;volontario servitore del bene pubblico&#8221; che dice di essere, dovrebbe toglierli, i drappi oscuri della menzogna. Certo, svelare le infamie di chi lo ha protetto fino ad oggi è pesante, e tanto. Meno pesante, tuttavia, dell&#8217;ombra che il cittadino Giuseppe Braghò, con &#8220;carte alla mano&#8221;, ha per sempre proiettato su Stefano &amp; Co., lì dove Stefano sta per Mariottini e Co. sta per i noti personaggi istituzionali coinvolti nell&#8217;affaire Bronzi di Riace. Leggere, per credere. Dopo, e soltanto dopo, scrivere. O contestare, se possibile. Povera, poverissima Italia!</p>
<p>Cordialmente.</p>
<p>Prof. Giuseppe Braghò</p>
<p>P.S.: Ne autorizzo pubblicazione e divulgazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Traffici, commerci e vie di distribuzione nel Mediterraneo tra protostoria e V secolo a.C &#8211; Convegno internazionale a Gela dal 27 al 29 maggio 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 10:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’antico tesoro di Gela torna al centro dell’attenzione degli studiosi internazionali di archeologia. L’occasione sarà il convegno “Traffici, commerci e vie di distribuzione nel Mediterraneo tra protostoria e V secolo a.C&#8220;, che dal 27 al 29 maggio &#8211; presso l’Aula Magna dell’Istituto magistrale “Dante Alighieri” di viale Europa &#8211; farà da sfondo a un importante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’antico tesoro di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gela#Archeologia" target="_blank">Gela</a> torna al centro dell’attenzione degli studiosi internazionali di archeologia. L’occasione sarà il convegno “<em><strong>Traffici, commerci e vie di distribuzione nel Mediterraneo tra protostoria e V secolo a.C</strong></em>&#8220;, che dal 27 al 29 maggio &#8211; presso l’<strong>Aula Magna dell’Istituto magistrale “Dante Alighieri</strong>” di viale Europa &#8211; farà da sfondo a un importante dibattito, rappresentando un altro passo avanti per la promozione e la rivalutazione delle risorse culturali e ambientali della città.<img class="alignright size-full wp-image-1421" title="Traffici e commerci nel mediterraneo - convegno 2009" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/05/traffici-convegno.jpg" alt="Traffici e commerci nel mediterraneo - convegno 2009" width="261" height="460" /></p>
<p>Nel corso delle tre giornate di studio, verranno inaugurate le opere di valorizzazione dei due siti di <strong>Capo Soprano </strong>e dell’emporio greco, a <strong>Bosco Littorio</strong>, recentemente restituiti alla friuizione pubblica.</p>
<p>Il convegno è realizzato grazie anche alla collaborazione della <strong>Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania</strong> e il<strong> Corsorzio Asi di Gela</strong>.</p>
<p><em>PROGRAMMA DEL CONVEGNO:</em></p>
<p><strong>Mercoledì 27 maggio</strong></p>
<p>Ore 9.00 Saluti delle autorità</p>
<p>Ore 10.20 <strong> Carmine Ampolo </strong>– Scuola Normale Superiore di Pisa, <em>Ripensando gli empori mediterranei: documentazione e studi recenti</em></p>
<p>Ore 10.40    <strong>Juliette De La Geniére </strong>– Academié des Inscriptions et Belles-Lettres, Paris Poseidonia e il vallo di Diano: un esempio di commercio acquisitivo,</p>
<p>Ore 11.30       <strong>Costanza Gialanella</strong> – Soprintendenza Archeologica di Ischia, <em>La realtà pithecusana a vent’anni dalle prime scoperte</em></p>
<p>ore 16.00 <strong>Giovanna Greco</strong> – Università degli Studi “Federico II” di Napoli, <em>Pithecusa e Cuma: dinamiche commerciali tra il VII e VI secolo a. C.</em></p>
<p>ore 16.30   <strong>Rosalba Panvini</strong> &#8211; Soprintendente dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta ,<em>Dall’emporio di Gela all’entroterra: committenza e materiali di importazione tra il VII e il V secolo a. C.</em></p>
<p>ore 16.50     <strong>Filippo Giudice – Elvia Giudice – Giada Giudice </strong>– Università degli Studi di Catania, <em>Il relitto arcaico di Gela e la rotta di distribuzione della ceramica attica dalla madrepatria alla colonia</em></p>
<p>ore 17.10     <strong>Edoardo Tortorici </strong>- Università degli Studi di Catania; <strong>Alessandra Benini </strong>– archeologa, <em>I relitti di Gela: considerazioni ed ipotesi</em></p>
<p><strong>Giovedì 28 maggio</strong></p>
<p>Ore 9.00 <strong>Adolfo Domìnguez Monedero </strong>– Universidad Autonáma de Madrid, Emporia: <em>mecanismos de distribución comercial en el Mediterráneo</em></p>
<p>ore 9.30    <strong>Xavier Nieto</strong> – Centre d’Arquelogia Subaquatica de Catalunya; <strong>Marta Santos Retolaza </strong>– Museo d’Arquelogia de Catalunya – Empúries (Spagna), <em>El barco griego de Cala Sant Vicenç: un testimonio del comercio foceo arcaico</em></p>
<p>Ore 9.50      <strong>Marta Santos Retolaza </strong>– Museo d’Arquelogia de Catalunya – Empúries (Spagna), <em>Emporion y el comercio foceo en el lìmite occidental del Mediterráneo</em></p>
<p>ore 10.10<strong> Flavio Enei </strong>– Museo del mare e della navigazione antica, Santa Severa (Roma), <em>Pyrgi sommersa: il porto dell’antica Caere e le sue origini alla luce delle ultime scoperte</em></p>
<p>ore 10.50       <strong>Elisa Pellegrini </strong>– Università degli studi di Perugia, <em>La ricezione di ceramiche antiche a Volsinii</em></p>
<p>ore 11.10       <strong>Luca Peyronel </strong>– Università IULM – Milano, <em>Il commercio marittimo nel Mediterraneo orientale: procedure di scambio tra evidenze archeologiche e modelli di rappresentazione</em></p>
<p>ore 16.00 <strong>Giovanni Di Stefano</strong> – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Ragusa, <em>Camarina. Scali, emporìa e la rotta meridionale</em></p>
<p>ore 16.30     <strong>Massimo Cultraro </strong>– CNR-IBAM,  <em>Catania, Prima di Cartagine. Forme di contatto tra Sicilia, Nord Africa e Mediterraneo orientale nella protostoria recente</em></p>
<p>ore 16.50      <strong>Enrico Procelli </strong>– Università degli Studi di Catania, <em>Considerazioni su contatti trans marini nel Mediterraneo durante la protostoria</em></p>
<p>ore 17.10 <strong> Silvana Verga</strong> – Soprintendenza per i Beni culturali e Ambientali di Palermo, <em>Rotte, traffici e commerci tra l’Egitto e la Grecia nel Mediterraneo dalla protostoria all’età arcaica</em></p>
<p>ore 17.30   <strong>Dario Palermo</strong> – Presidente Corso di Laurea in Formazione Operatori Turistici; <strong>Eleonora Pappalardo</strong> – archeologa, <em>Creta e il nare: il ruolo di Creta nel Mediterraneo tra il X e VIII secolo a. C. </em></p>
<p>ore 17.50       <strong>Nicholas Stampolidis</strong> – Museum of Cycladis Art Athens (Grecia), <em>Sea routes in the Early Iron Age: from Eastern to Western Mediterranean</em></p>
<p><strong>Venerdì 29 maggio</strong></p>
<p>Ore 9.00 <strong>Rosa Maria Albanese Procelli</strong> – Università degli studi di Catania, <em>La metallurgia del bronzo nella Sicilia protostorica e arcaica: circolazione di tecniche, modelli e prodotti</em></p>
<p>ore 9.30<strong> Lavinia Sole</strong> – archeologa, <em>La via dei metalli in Sicilia: un contributo dai ripostigli per lo studio delle fonti di approvvigionamento</em></p>
<p>ore 9.50     <strong>Antonella Pautasso</strong> – CNR- IBAM – Catania; <strong>Marina Albertocchi </strong>– Università degli studi di Milano, <em>Nothing to do with the trade? Vasi configurati, statuette e merci dimenticate tra Oriente e Occidente</em></p>
<p>ore 10.30 <strong> Rosario  P.A. Patanè</strong> – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Enna, <em>Μετά δε τάύτά, διελτων τό λεοντιον πεδιον,… Storia di incontri tra Greci e Siculi</em></p>
<p>ore 10.50       <strong>Fabrizio Nicoletti</strong> – archeologo, <em>Mursia. Un emporio nel canale di Sicilia alle soglie della protostoria</em></p>
<p>ore 11.10     <strong>Stefano Vassallo</strong> – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, <em>La colonia di Himera lungo le rotte dei commerci mediterranei. Il contributo delle anfore da trasporto</em></p>
<p>ore 16.00 <strong>Marina Congiu </strong>– archeologa, <em>Ipotesi ricostruttive dei percorsi viari tra Gela e l’entroterra. Analisi territoriale</em></p>
<p>ore 16.30     <strong>Elena Flavia Castagnino Berlinghieri</strong> – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa; <strong>Carmelo Monaco</strong> – Università degli Studi di Catania, <em>Gli spazi marittimi di Catania aracica: trasformazioni geologiche e processi urbani</em></p>
<p>ore 16.50<strong> Nicolò Bruno</strong> – Soprintendenza del Mare, <em>Indagini strumentali nel litorale gelese</em></p>
<p>ore 17.10         <strong>Maria Teresa di Blasi</strong> – Soprintendenza  per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, <em>Traffici, commerci e vie di distribuzione nel Mediterraneo tra protostoria ed età arcaica nel territorio siracusano e ragusano: prospettive per una definizione dell’approccio didattico</em></p>
<p>Ore 17.30     CONCLUSIONI: <strong>Piera Anello – Dario Palermo</strong></p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Ministero/UfficioStampa/News/visualizza_asset.html_1188029669.html" target="_blank">http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Ministero/UfficioStampa/News/visualizza_asset.html_1188029669.html</a><strong><br />
</strong></p>
<span class="sfforumlink"><a href="http://archeoblog.net/forum/archeoblog-news/traffici-commerci-e-vie-di-distribuzione-nel-mediterraneo-tra-protostoria-e-v-secolo-ac-convegno-internazionale-a-gela-dal-27-al-29-maggio-2009/"><p><img src="http://archeoblog.net/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/default/bloglink.png" alt="" /> Commenta la notizia e partecipa alla discussione</p>
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		<title>&#8220;Riflessioni sui Bronzi di Riace&#8221;. Il 16 maggio giornata di studi a Riace Marina</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 17:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bronzi di riace]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La proloco “I Bronzi per Riace”,  presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace che si terrà il prossimo 16 maggio 2009 a Riace Marina presso l’hotel Federica in collaborazione con l’Università della Calabria e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali, della Regione Calabria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1348 alignleft" title="Riflessioni sui Bronzi di Riace" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/05/riace-giornatastudi.gif" alt="Riflessioni sui Bronzi di Riace" width="150" height="200" />La <strong>proloco “<em>I Bronzi per Riace</em>”</strong>,  presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una <strong>giornata studio</strong> dedicata ai <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bronzi_di_Riace" target="_blank"><strong>Bronzi di Riace</strong></a> che si terrà il prossimo <strong>16 maggio 2009 </strong>a <strong>Riace Marina </strong>presso l’hotel Federica in collaborazione con l’<strong>Università della Calabria</strong> e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali, della Regione Calabria, della Provincia di Reggio Calabria.</p>
<p>L’evento,  fortemente voluto dalla proloco per fare in modo che <strong>Riace possa finalmente avere qualcosa dalle superbe opere bronzee</strong> ritrovate nelle acque del suo mare nell’agosto del 1972 vedrà la presenza di <strong>prestigiosi relatori</strong> ed esponenti istituzionali.</p>
<p><strong>Giovanni La Torre</strong>, Magnifico Rettore – UNICAL;</p>
<p><strong>R. Perrelli</strong>, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia – UNICAL;</p>
<p><strong>C. Greco</strong>, Soprintendente per i Beni Archeologici della Calabria;</p>
<p><strong>G. Roma</strong>, Prof. Ordinario di Archeologia Cristiana e Medievale &#8211; Direttore del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti – UNICAL;</p>
<p><strong>M. Torelli</strong>, Prof. Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana – Università di Perugia;</p>
<p><strong>M. Paoletti</strong>, Prof. Associato di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Roma – UNICAL;</p>
<p><strong>P. Carafa</strong>, Prof. Associato di Archeologia della Magna Grecia – UNICAL;</p>
<p><strong>M. Caltabiano</strong>, Prof. Ordinario di Numismatica – Università di Messina;</p>
<p><strong>D. Marino</strong>, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Crotone &#8211; Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria;</p>
<p><strong>D. Bartoli</strong>, Direttore per l’Italia delle attività di ricerca archeologica subacquea. Fondazione ProMare (USA).</p>
<p>Parteciperanno, tra gli altri, gli assessori regionali Naccari Carlizzi, Guagliardi e Cersosimo e l’assessore  provinciale Tucci.</p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.ilfattoonline.com/cultura-e-spettacolo/6602-sabato-prossimo-qriflessioni-sui-bronzi-di-riaceq" target="_blank">http://www.ilfattoonline.com/cultura-e-spettacolo/6602-sabato-prossimo-qriflessioni-sui-bronzi-di-riaceq</a></p>
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		<title>Domani si concluderà il &#8220;XLVIII Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia&#8221;</title>
		<link>http://archeoblog.net/2008/domani-si-concludera-il-xlviii-convegno-internazionale-di-studi-sulla-magna-grecia/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2008/domani-si-concludera-il-xlviii-convegno-internazionale-di-studi-sulla-magna-grecia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2008 14:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arjuna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Periodo Greco]]></category>
		<category><![CDATA[Cuma]]></category>
		<category><![CDATA[Magna Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani, mercoledì 1° ottobre, si concluderà il XLVIII Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia a Taranto. Il convegno, organizzato dall&#8217;Istituto per la  				Storia e l&#8217;archeologia della Magna Grecia di Taranto, ha come tema generale la città di Cuma.
Il programma di quest&#8217;ultima giornata prevede alle ore 9.00 una visita guidata agli scavi di Cuma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani, mercoledì 1° ottobre, si concluderà il <strong>XLVIII Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia </strong>a Taranto. Il convegno, organizzato dall&#8217;<a title="Link Esterno" href="http://www.isamg.it/" target="_blank"><em>Istituto per la  				Storia e l&#8217;archeologia della Magna Grecia di Taranto</em></a>, ha come tema generale la città di <em>Cuma</em>.</p>
<p>Il programma di quest&#8217;ultima giornata prevede alle ore 9.00 una <strong>visita guidata agli scavi di Cuma</strong> (visita della città bassa con il Foro, le fortificazioni e la necropoli; la visita della gallerie, dell&#8217;acropoli e dell&#8217;anfiteatro). Alle ore 16.30 Fausto Zevi e Paola Miniero presenteranno il <strong>Museo Archeologico dei Campi Flegrei</strong>.</p>
<p>Durante il lavori del convegno <span class="testointerno">si sono avvicendati relatori italiani e stranieri per mettere in luce gli aspetti storici di Cuma, quelli religiosi e cultuali, lo sviluppo della scrittura e della sua complessa monetazione. Di particolare interesse è stata la seduta dedicata ai risultati delle campagne di scavo realizzatesi dal 1993 ad oggi attraverso il <em><strong>Progetto Kyme</strong></em>, articolato in tre fasi, con il coordinamento della Soprintendenza archeologica di Napoli e le varie missioni dirette rispettivamente del Centro Jean Bèrard, dall&#8217;Università Federico II e dell&#8217;Orientale di Napoli. Rovesciata la tesi del<em> Paget</em> che ipotizzava l&#8217;ubicazione di uno dei due porti di Cuma nella fascia costiera a sud ovest dell&#8217;acropoli e ritoccata la data di fondazione della stessa Cuma che si attesterebbe non più nell&#8217;ultimo quarto dell&#8217;VIII sec. a. C., a distanza di una generazione dalla nascita dell&#8217;impianto di Pitecusa (Ischia), bensì alla metà dello stesso secolo, e pertanto risulterebbe quasi contemporanea alla nascita dell&#8217;abitato isolano.</span></p>
<p><em>Per informazioni:<br />
tel. <span class="testointerno">3939.885599<br />
e-mail: <a href="mailto:mariateresa.mocciadifraia@gmail.com ">mariateresa.mocciadifraia@gmail.com </a></span></em></p>
<span class="sfforumlink"><a href="http://archeoblog.net/forum/archeoblog-news/domani-si-concludera-il-xlviii-convegno-internazionale-di-studi-sulla-magna-grecia/"><p><img src="http://archeoblog.net/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/default/bloglink.png" alt="" /> Commenta la notizia e partecipa alla discussione</p>
</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Scoperta tomba greca (VII-IV a.C.) a Vibo Valentia</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 06:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Periodo Greco]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi]]></category>
		<category><![CDATA[tomba]]></category>
		<category><![CDATA[Vibo Valentia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vibo Valentia &#8211; Una tomba del periodo greco che va dal VII al IV secolo, e’ stata rinvenuta nel centro abitato di Vibo Valentia nel corso di alcuni scavi eseguiti da una impresa per conto della Telecom, esattamente in Via Pellicano’, proprio dinnanzi all’entrata della caserma del comando provinciale dei carabinieri.
Sul luogo e’ arrivato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vibo_Valentia" target="_blank"><strong>Vibo Valentia</strong></a> &#8211; Una <strong>tomba del periodo greco</strong> che va dal <strong>VII al IV secolo</strong>, e’ stata rinvenuta nel centro abitato di Vibo Valentia nel corso di alcuni scavi eseguiti da una impresa per conto della Telecom, esattamente in <strong>Via Pellicano</strong>’, proprio dinnanzi all’entrata della caserma del comando provinciale dei carabinieri.</p>
<p>Sul luogo e’ arrivato il personale della sovrintendenza che sta provvedendo a circoscrive la tomba disegnata in mattoni, i piedi rivolti verso Oriente, la testa verso ponente, caratteristica appunto delle tombe di quel periodo. I lavori sono stati sospesi e riprenderanno domattina. A pochi passi del luogo dove e’ venuta alla luce la tomba, nel 1962, durante i lavori per la costruzione dell’attuale sede dell’Asp, e’ stata rinvenuta una <strong>laminetta aurea con inciso un messaggio orfico</strong>, unica del genere in tutto il mondo e che viene conservata nel <a href="http://www.archeologia.beniculturali.it/pages/atlante/S99.html" target="_blank">locale museo</a> della citta’. Grande attesa per questa nuova scoperta che, a detta della archeologa Teresa Iannelli, direttore dello stesso museo, potrebbe rivelare delle sorprese.</p>
<p><em>Fonte:</em><br />
<a href="http://www.design-oggi.it/archives/0003020.html" target="_blank">http://www.design-oggi.it/archives/0003020.html</a></p>
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		<title>Scoperto in Grecia presunto Tempio di Kronos</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 09:23:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Periodo Greco]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la prima volta nella storia dell&#8217;archeologia vengono alla luce i resti di un tempio dedicato a Kronos, il Tempo padre di Zeus, da questi spodestato all&#8217;inizio della mitologia olimpica. Si tratta con ogni probabilita&#8217; del tempio piu&#8217; antico di tutta l&#8217;Ellade. Risale al 3.000 avanti Cristo. Il rinvenimento ha avuto luogo sul Monte Lukaios, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta nella storia dell&#8217;archeologia vengono alla luce i resti di un <strong>tempio dedicato a Kronos</strong>, il Tempo padre di Zeus, da questi spodestato all&#8217;inizio della mitologia olimpica. Si tratta con ogni probabilita&#8217; del tempio piu&#8217; antico di tutta l&#8217;Ellade. Risale al <strong>3.000 avanti Cristo</strong>. Il rinvenimento ha avuto luogo sul <strong>Monte Lukaios, in Arcadia</strong>, 35 chilometri da Olimpia. Esattamente il luogo in cui, secondo la &#8220;Teogonia&#8221; di Esiodo, nacque Zeus.</p>
<p>Come spesso accade in archeologia, si cercava una cosa e se n&#8217;e&#8217; trovata un&#8217;altra: la squadra di ricercatori della <strong>University of Pennsylvania</strong> stava studiando il sito di un santuario dedicato proprio a Zeus, quando al di sotto delle fondamenta ha incontrato uno strato ancora piu&#8217; antico, in cui alcuni resti in muratura racchiudevano quello che rimane di sacrifici e libagioni sacre: ossa bruciate di animali, vasellami senza decorazioni. La datazione dei reperti fa risalire l&#8217;epoca del culto all&#8217;inizio del terzo millennio avanti Cristo. &#8220;Una tradizione che precede l&#8217;introduzione dello stesso Zeus nella mitologia greca&#8221;, commenta David Gilman Romano, direttore degli scavi. &#8220;Il luogo non e&#8217; quello di in insediamento urbano, il vasellame era sicuramente destinato a scopi rituali&#8221;, assicurano gli archeologi. Tra i reperti rinvenuti diverse pietre d&#8217;altare, manufatti in bronzo ed un sigillo a forma di toro. Particolare, questo, che rimanda ad un&#8217;altra figura antropofaga del mito: il minotauro minoico.</p>
<p><em>Fonte:<br />
<a href="http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2898798.html?ref=hpsbdx1" target="_blank">http://www.repubblica.it/new &#8230; 98798.html?ref=hpsbdx1</a></em></p>
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