Nuove Tecnologie

Archeologia e Open Source: parte il 27 aprile il Quarto Workshop Italiano al CNR di Roma

Il Quarto Workshop Italiano “Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica” si terra’ a Roma, presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche il 27 e 28 aprile 2009, e sara’ organizzato dall’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC), in collaborazione con l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione (ISTI), con il patrocinio del Dipartimento Patrimonio Culturale del CNR e della Filas.

IV convegno open source - RomaIl Workshop sara’ articolato in 4 sessioni di mezza giornata ciascuna. Il tema dell’Open Source verra’ sviluppato in tutti i suoi aspetti, tecnici e metodologici, con una specifica sessione didattica prevista per i neofiti e gli studenti, e tre sessioni dedicate agli interventi di studiosi, selezionati dal comitato scientifico su 4 tematiche generali: Open Data, Open Learning, Open Software e Open Processes.

Una delle novita’ dell’edizione 2009 sara’ l’OpenLab. Accanto al tradizionale svolgimento del workshop verra’ allestito anche un ‘laboratorio’. Si trattera’ di uno spazio dedicato all’incontro diretto con i progetti e gli strumenti open source presentati durante il convegno. Qui i relatori potranno, dopo le presentazioni, fare delle dimostrazioni piu’ informali delle proprie applicazioni, consentendo ai partecipanti di testarle, installarle ed utilizzarle. L’obiettivo e’ quello di diffondere gli strumenti aperti nel campo umanistico, superando anche la barriera ‘dell’interfaccia’.

Inoltre gli atti del convegno verranno pubblicati nel II numero speciale della rivistaArcheologia e Calcolatori“.

Programma provvisorio:

27 Aprile, lunedì:

- Invited Talk: Markus Neteler, leader of the GRASS GIS project;

- Sessione: Open Process (Trasparenza nella filiera dei dati e nei processi di elaborazione e trasmissione delle informazioni culturali; licenze libere nel campo archeologico, diritto d’autore nel campo dei Beni Culturali, aspetti teorici e metodologici, aspetti normativi);

- Sessione: Open Data (Progetti di utilizzo di applicazioni open su siti archeologici, peculiarita’ culturali dei contesti, condivisione e protezione dei risultati e dei dati raccolti per mezzo di schemi di licensing aperto);

28 Aprile, martedì:

- Sessione: Open Software (Strumenti software ed applicazioni Open Source nel campo archeologico);

- Sessione: Open Learning (Divulgazione ed e-learning per l’Open Source in archeologia);

- Sessione: OpenLab (postazioni di prova delle applicazioni).

Programma completo ed iscrizione:

http://www.archeo-foss.org/

Paestum, 19 – 22 novembre 2009: XII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

XII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico - PaestumDal 19 al 22 novembre 2009 a Paestum (Salerno) avrà luogo la XII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, promossa e coordinata dalla Provincia di Salerno e dall’Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, dell’ICCROM, Centro Internazionale di Studi per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e dell’OMT, Organizzazione Mondiale del Turismo.

Unico Salone espositivo al mondo del patrimonio archeologico e prima mostra internazionale di tecnologie interattive e virtuali, l’evento, ideato e organizzato dalla Leader sas, è luogo di approfondimento e divulgazione di temi inerenti la tutela, la fruizione, la valorizzazione dei beni culturali, il dialogo interculturale e la cooperazione culturale.

Oltre alle Conferenze e agli ArcheoIncontri con la partecipazione di rappresentanti delle Organizzazioni Governative Internazionali e di Categoria, delle Istituzioni, delle Associazioni Professionali e di Operatori Turistici, Soprintendenti, Archeologi, Direttori di Musei, Docenti Universitari, Giornalisti.

Dieci sezioni compongono il ricco programma:

- ArcheoFilm, dedicata alla proiezione di filmati e documentari, volti a svelare i misteri dell’antichità e le sue storie;

- ArcheoLavoro, nell’ambito della quale le Università presentano i Corsi di Laurea e i Master in Archeologia, Beni Culturali e Turismo Culturale, mentre agli esperti del settore è affidata la presentazione delle figure professionali e delle competenze emergenti;

- ArcheoToons, rassegna di film di animazione a tema archeologico realizzati dagli studenti delle regioni italiane e mediterranee;

- ArcheoVirtual, la mostra, focalizzata sulle più recenti sperimentazioni di realtà virtuale e computer grafica applicate all’archeologia;

- Incontri con i Protagonisti, che permettono al pubblico di conoscere gli archeologi protagonisti delle scoperte dell’anno e i conduttori dei programmi televisivi più noti;

- Laboratori di Archeologia Sperimentale, attraverso i quali viene ricostruita la cultura antropologica e materiale dell’antichità;

- Premio Paestum Archeologia, assegnato a quanti contribuiscono con il loro impegno nella promozione del patrimonio culturale e alla cooperazione mediterranea.

Strategici per la commercializzazione del prodotto turistico culturale sono il Workshop che vede l’incontro tra domanda e offerta con la partecipazione di 80 buyers esteri selezionati dall’Enit provenienti da 15 Paesi e il Workshop con la domanda del Turismo Associato rappresentata da 20 responsabili decisori dei CRAL e gli operatori turistici dell’offerta designati dagli espositori.

Al Salone Espositivo, dislocato su un’area di circa 17.000 mq, partecipano Istituzioni e Paesi Esteri oltre a Regioni, Province, Comuni, Camere di Commercio, Aziende di Promozione Turistica, Soprintendenze, Parchi Archeologici, Organizzazioni di Categoria, Associazioni Professionali e Culturali, Consorzi Turistici, Società di Servizi, Case Editrici per promuovere il patrimonio culturale, le destinazioni turistico archeologiche e i servizi connessi.

Per ulteriori informazioni: www.borsaturismo.com

“Le zone umide: archivi del paesaggio culturale tra ricerca e gestione”: un workshop internazionale a Genova

Si svolgerà a Genova nei giorni 29 e 30 gennaio 2009 il workshop internazionale Le zone umide: archivi del paesaggio culturale tra ricerca e gestione – Wetlands as archives of the landscapers: from research to management“, seminario sul tema dell’archeologia delle zone umide (laghi e specchi d’acqua) della Liguria.

Temi del workshop, che si terrà presso l’Archivio di stato di Genova, nel complesso monumentale di S. Ignazio, via S. Chiara, 28r, saranno:

  • politiche di valorizzazione di siti di interesse storico-ambientale;
  • le fonti sedimentarie, osservazionali e documentarie per lo studio di siti di interesse storico-ambientale;
  • le fonti sedimentarie, osservazionali e documentarie per lo studio di siti di interesse storico-ambientale: politiche di valorizzazione.

L’obiettivo del workshop è quello di creare un’occasione di scambio di esperienze tra ricercatori sul tema dell’identificazione dei valori culturali e della valorizzazione non solo delle zone umide, ma anche di altri siti di interesse storico-ambientale. A tale  proposito, tra i risultati che si attendono figura la creazione di un Gruppo di Ricerca che possa lavorare sull’archeologia delle zone umide (e di altri siti di interesse per l’ecologia storica) come archivi dei paesaggi culturali nell’area del Mediterraneo Nord-occidentale.

Scopo del workshop è anche quello di valutare i risultati ottenuti nei progetti di ricerca condotti dal LASA (Laboratorio di Archeologia e Storia Ambientale – Università degli Studi di Genova) in collaborazione con la Direzione Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Liguria e di confrontarli con altre esperienze italiane ed europee.

Altro risultato atteso è la condivisione, a livello europeo, di esperienze riguardanti la valorizzazione di itinerari escursionistici attraverso l’inserimento di siti ed aree che possano fare meglio apprezzare i caratteri attuali dei paesaggi culturali sulla base della loro storia.

L’evento, organizzato dall’Università degli Studi di Genova, la Direzione regionale per i beni Culturali e Paesaggistici della liguria e la Regione Liguria, è collegato alla politica di valorizzazione di siti ed aree di interesse storico-ambientale che si vuole sviluppare lungo l’itinerario escursionistico dell’Alta via dei Monti Liguri: province di Genova e La Spezia, coordinato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria.

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Quarto Workshop Italiano “Free software, Open source e Open formats nei processi di ricerca archeologica a Roma”

Da alcuni anni, un gruppo di archeologi italiani particolarmente sensibile ai temi etici legati alla trasparenza dei dati e a quelli delle nuove tecnologie, con tutte le implicazioni che queste comportano, si riunisce in un convegno annuale che e’ ormai giunto alla sua quarta edizione.
I primi tre convegni sono stati:

  • nel 2006, presso l’Universita’ di Siena, Polo Universitario Grossetano;
  • nel 2007, presso l’Universita’ di Genova, a cura del Grupporicerche e dell’Istituto di Studi Liguri;
  • nel 2008, presso l’Universita’ di Padova (di cui abbiamo dato conto in un articolo lo scorso anno).

Il IV Workshop:

Quarto Workshop Italiano Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica

Il Quarto Workshop Italiano Free software, Open source e Open formats nei processi di ricerca archeologica si terra’ a Roma, presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche il 27 e 28 aprile 2009.

Il Workshop sara’ articolato in 4 sessioni di mezza giornata ciascuna. Il tema dell’Open Source verra’ sviluppato in tutti i suoi aspetti, tecnici e metodologici, con una specifica sessione didattica prevista per i neofiti e gli studenti, e tre sessioni dedicate agli interventi di studiosi, selezionati dal comitato scientifico su 4 tematiche generali:

  1. Open Data
  2. Open Learning
  3. Open Software
  4. Open Processes.

Programma provvisorio:

27 Aprile, mattina:
Saluti introduttivi
Sessione: Open Learning (Divulgazione ed e-learning per l’Open Source in archeologia);

27 Aprile, pomeriggio:
Sessione: Open Data (Progetti di utilizzo di applicazioni open su siti archeologici, peculiarita’ culturali dei contesti, condivisione e protezione dei risultati e dei dati raccolti per mezzo di schemi di licensing aperto);

28 Aprile, mattina:
Sessione: Open Software (Strumenti software ed applicazioni Open Source nel campo archeologico);

28 Aprile, pomeriggio:
Sessione: Open Process (Trasparenza nella filiera dei dati e nei processi di elaborazione e trasmissione delle informazioni culturali; licenze libere nel campo archeologico, diritto d’autore nel campo dei Beni Culturali, aspetti teorici e metodologici, aspetti normativi);

Novità dell’edizione 2009:

Una delle novita’ dell’edizione 2009 sara’ l’OpenLab. Accanto al tradizionale svolgimento del workshop verra’ allestito anche un ‘laboratorio‘. Si trattera’ di uno spazio dedicato all’incontro diretto con i progetti e gli strumenti open source presentati durante il convegno. Qui i relatori potranno, dopo le presentazioni, fare delle dimostrazioni piu’ informali delle proprie applicazioni, consentendo ai partecipanti di testarle, installarle ed utilizzarle. L’obiettivo e’ quello di diffondere quanto piu’ possibile gli strumenti aperti nel campo umanistico, superando anche la barriera ‘dell’interfaccia’.

Inoltre gli atti del convegno verranno pubblicati nel II numero speciale della rivista “Archeologia e Calcolatori“.

Comunicato Stampa:
http://www.archeo-foss.org/

Organizza facilmente via internet il tuo viaggio al IV Workshop “Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica”.
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I Musei della Provincia di Reggio Emilia vanno in rete. Un nuovo portale, con qualche pecca, per 19 musei.

(ANSA) Reggio Emilia – Diciannove musei descritti nel dettaglio per tipo di collezione, pezzi di prestigio ospitati, mostre in programma, uniti in uno stesso portale.

Il sito Internet http://musei.provincia.re.it, attivo da qualche giorno, racchiude informazioni e immagini sui principali musei della provincia di Reggio Emilia gestiti da enti pubblici. Ultimo arrivato, nel giugno del 2007, il Museo Archeologico di Brescello.

Realizzato grazie a un contributo della Regione Emilia-Romagna e con fondi della Provincia di Reggio, il portale e’ curato per la parte informatica dalla societa’ Aicod di Parma, i testi dal servizio cultura della Provincia.

In primo piano nella homepage spicca una sorta di calendario delle novita’ e manifestazioni in corso, legate appunto ai 19 musei. Per ogni struttura c’e’ poi una scheda dettagliata con i recapiti telefonici, l’eventuale link al sito e gli orari di visita. Citate anche le iniziative promosse dalle istituzioni pubbliche e le attivita’ didattiche per le famiglie e le scuole.

Il sito inoltre offre ai navigatori la possibilita’ di visualizzare itinerari tematici lungo il territorio reggiano richiamando, in alcuni casi, percorsi che toccano collezioni private. Tre in particolare quelli presenti per ora nel sito: l’itinerario archeologico, l’itinerario delle genti padane e quello etnografico, ma altri se ne aggiungeranno a breve. (ANSA)

Noi di archeoblog abbiamo visitato il sito con un occhio critico, non solo dal punto di vista dei contenuti, che verranno sicuramente ampliati nel corso degli anni, ma anche da un punto di vista più tecnologico/informatico e ci sentiamo di dare due consigli agli sviluppatori del portale:

  1. per rendere facilmente ricercabile in Google le pagine dei vari musei sarebbe opportuno utilizzare delle tecniche di URL rewriting in modo da avere indirizzi web più espressivi (ad esempio, la pagina del museo archeologico di Brescello è a questo indirizzo: http://musei.provincia.re.it/page.asp?IDCategoria=1820&IDSezione=11480 mentre sarebbe meglio fosse simile a questa http://musei.provincia.re.it/musei/brescello più facile da ricordare e più efficace per il SEO);
  2. il modulo di ricerca disponibile sul portale andrebbe migliorato (cercando il termine “itinerari” non vengono trovati risultati).

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Grosseto – Nasce il “Parco tematico degli Etruschi” dove l’archeologia reale incontra il mondo virtuale per un’offerta turistica all’avanguardia

Nello scorso mese di Novembre 2007 avevamo segnalato l’avviamento del progetto di creazione di un parco tematico dedicato agli Etruschi. Oggi riportiamo la notizia dell’inaugurazione ufficiale dell’ambizioso progetto.

Grosseto – Il Parco tematico degli Etruschi da oggi è realtà. Con l’inaugurazione delle due “Porte di accesso” di Massa Marittima e Sorano, nasce ufficialmente una struttura per la conoscenza della civiltà degli Etruschi, unica nel suo genere, fortemente voluta dalla Provincia, per valorizzare il patrimonio culturale e differenziare l’offerta turistica.

Con l’ausilio delle più moderne tecnologie informatiche, infatti, quello che viene definito “Parco” non è, come comunemente saremmo portati a ritenere, uno spazio circoscritto e delimitato, ma un sistema misto – virtuale e reale – che comprende tutti i siti etruschi – musei ed aree archeologiche – della Maremma, in 11 comuni (Scarlino, Castiglione della Pescaia, Grosseto, Orbetello, Follonica, Scansano, Magliano, Manciano, Pitigliano, Sorano e Massa Marittima).

Doganella (Kalousion), Abitato rurale etrusco (Orbetello)
Doganella (Kalousion), Abitato rurale etrusco (Orbetello)
(copyright Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana)

Il Parco Tematico degli Etruschi, infatti, è costituito da uno snodo centrale, un sito web (www.parcodeglietruschi.it) con oltre un migliaio di schede informative, circa 200 immagini e 170 file multimediali, giochi interattivi e servizi per i visitatori; ci sono poi 17 “tappe”, dislocate tra musei, biblioteche e uffici dei Comuni coinvolti, in ciascuna delle quali si trova un totem interattivo per la consultazione di testi, di video ad alta risoluzione, giochi e la connessione al Portale del Parco.

Ma il vero cuore della struttura sono i due Centri di accoglienza, le cosiddette “Porte del Parco”, a Massa Marittima (Convento delle Clarisse) e a Sorano (Fortezza Orsini), inaugurate, appunto, nella giornata di oggi. “Dotate di strumenti multimediali di ultima generazione – spiega l’assessore al Turismo e alla Cultura della Provincia di Grosseto, Cinzia Tacconi – sono destinati a diventare punti di accoglienza e di servizio per i turisti, non solo per archeologia, arte, ma anche enogastronomia, folklore, accoglienza. Saranno infatti una vera e propria agenzia di informazioni per tutto quanto riguarda la vacanza in Maremma (cultura, ambiente, accessibilità, eventi, itinerari enogastronomici, sportivi, ecc) e direttamente dalle ‘Porte’ i turisti potranno organizzare e prenotare interi soggiorni, itinerari di visita, percorsi culturali, una vacanza personalizzata in Maremma”.

Una curiosità: le “Porte” hanno sostituito i vecchi cartelloni dei musei con un pannello informativo multimediale che proietta le informazioni su plexiglass, grazie al quale il visitatore potrà navigare tra i contenuti con un semplice gesto della mano. Altra novità è il tappeto Magico che permette al visitatore di camminare su uno sfondo generato al computer che “reagisce” ai movimenti, creando una proiezione dall’alto che cambia a seconda del movimento. “Con l’inaugurazione di oggi – conclude l’assessore –– si chiude un lungo percorso di formazione e messa a punto di un progetto complesso e, a suo modo, ambizioso, fortemente voluto dalla Provincia. Da oggi il nostro territorio ha uno strumento in più, assolutamente nuovo e all’avanguardia, per renderlo ancora più appetibile”.

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Fonte:
http://www.maremmanews.tv/it1 … 528&Itemid=1

Altair4 – Le nuove tecnologie per far rivivere il passato

EgittoIn questi ultimi anni lo sviluppo delle tecnologie informatiche per la ricostruzione tridimensionale di ambienti hanno preso sempre più piede, anche nel campo archeologico. Recentemente lo staff di Archeoblog ha avuto modo di osservare i lavori prodotti da Altair4 Multimedia. Gli argomenti trattati contengono prevalentemente tematiche inerenti la divulgazione e valorizzazione del patrimonio artistico culturale, ed in questo ambito è da segnalare l’ampia produzione di ricostruzioni archeologiche tridimensionali realizzate dall’atelier per musei, produzioni televisive Web, DVD-VIDEO/ROM interattivi, I-pod e VideoMobile.

Pompei 3DSi passa dall’antico Egitto dei faraoni, all’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei, fino ad un viaggio a volo d’uccello sopra la Roma imperiale, con una capatina alla domus Neroniana; il tutto comodamente seduti in poltrona.

Le potenzialità delle nuove tecnologie non devono però far dimenticare che una ricostruzione storicamente corretta non può prescindere dallo studio delle fonti disponibili. Fa piacere, per chi come gli archeologi passa la vita a cercare di comprendere al meglio le vestigia di antichi popoli giunte fino a noi, scoprire con quanta cura ogni ricostruzione è progettata e studiata:

Una meticolosa ricerca di tutti gli elementi utili storici ed artistici, l’accurata lettura ed interpretazione dei rilievi, rappresentano sicuramente un aspetto imprescindibile in un’opera di ricostruzione archeologica, ma non sono ancora sufficienti se non vengono presi in esame i cosiddetti parametri di somiglianza. È infatti la somiglianza che ci permette di riconoscere in un dato elemento la sua appartenenza ad un particolare ambiente storico sociale. Roma 3DÈ la somiglianza che ci fa percepire più vero un paesaggio, interpretato e dipinto da un vedutista, da quello originale catturato da uno scatto fotografico. Sarà la somiglianza del ricostruito, con elementi appartenenti allo stesso gruppo culturale pervenuti fino ai nostri giorni, che al fine ci permetterà di riconoscere in una ricostruzione “UNA POSSIBILE RICOSTRUZIONE” La somiglianza o la non somiglianza, sono a livello inconscio fattori decisivi nell’accettare la realtà virtuale della ricostruzione come plausibile, rendendola fruibile ad un largo gruppo d’utenti; solo grazie allo stabilirsi di quest’equilibrio emozionale è possibile vedere la ricostruzione come parte di quel tessuto più ampio e complesso qual è stato l’ambiente storico culturale al quale l’opera ricostruita apparteneva. (fonte www.altair4.it)

Se la realtà virtuale vi incuriosisce, il consiglio è quello di visitare il sito web www.altair4.it e dare un’occhiata alle numerose ricostruzioni prodotte dal gruppo in questi anni.

Archeologia&Informatica – III Workshop Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica

Workshop open source a Padova Presso l’Università degli Studi di PadovaDipartimento di Archeologia si terrà il 3° Workshop Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica. In continuità con le edizioni precedenti (Grosseto 2006 , Genova 2007), l’evento di portata nazionale si svolgerà nelle due giornate dell’8 e 9 maggio 2008 a Padova. La natura e le finalità del workshop – più ampiamente descritte nel documento di presentazione – possono sintetizzarsi nei seguenti punti:

  1. confronto tra diverse esperienze pratiche circa l’utilizzo del software open source nella disciplina archeologica e riflessione sull’opportunità e sui vantaggi dell’uso di tali applicativi in archeologia;

  2. necessità dell’utilizzo di linguaggi e formati aperti per la comunicazione e lo scambio del dato archeologico;

  3. problematiche legislative e culturali relative alla libera circolazione dei dati;

  4. vantaggi del software e della filosofia open source nell’ambito della didattica e della ricerca universitaria.

Al fine di organizzare nella maniera più opportuna l’evento, si richiede a tutte le persone interessate a partecipare come relatore, come pubblico o con un poster, una preiscrizione informale e non vincolante. A tale scopo è sufficiente inviare, entro il mese di febbraio, una semplice e-mail all’indirizzo: workshop.archeologiaos@unipd.it.
A quanti avranno comunicato la propria iscrizione sarà consegnato un attestato di partecipazione al workshop. E’ disponibile un “Documento di presentazione (PDF)” sul sito web ufficiale del workshop.

Per chi non conoscesse l’open source e il free software può visitare la pagina Cos’è il software libero? sul sito dell’Associazione per Software Libero e la pagina sull’argomento della wikipedia.

Conoscere, visitare, vivere il passato – La via Flaminia antica in 3D

Archeoblog, per sua natura, ha un occhio di riguardo per i progetti che tentano di avvicinare le nuove tecnologie al mondo dell’archeologia. Segnaliamo quindi con piacere questa recente notizia:

Si è inaugurato il museo virtuale della Flaminia antica allestito in modo permanente presso le Terme Diocleziano di Roma. Un progetto, a cura del Virtual Heritage Lab del CNR e della Sovrintendenza dei Beni Culturali, che prende vita dopo due anni di lavoro al fine di promuovere nuovi strumenti per un tipo di apprendimento basato sulla condivisione di esperienze multisensoriali.

La Flaminia antica, da Ponte Milvio, passando per la Villa di Livia a Prima Porta, dall’area archeologica di Grottarossa fino al sito di Malborghetto: una frazione dell’antica via consolare che portava a Rimini e della quale sono stati sviluppati modelli digitali di 1.800.000 ettari di terreno nei quali sono stati ricostruiti in 3D i siti archeologici, presi in considerazioni, e realizzato un universo virtuale dove lo spettatore si può muovere a piacere e al contempo apprendere la storia dei siti e degli avvenimenti più importanti che sono accaduti in quei luoghi.

La via Flaminia Virtuale ovvero una “Second Life Flaminia antica” oltre ad un sostegno didattico visivo nella scoperta dei luoghi offre la possibilità per lo spettatore di muoversi all’interno dell’immagine virtuale grazie a degli avatar (personaggi virtuali). Grazie a diverse applicazioni si potrà altresì esplorare virtualmente gli ambienti ma anche attivare le ricostruzioni con personaggi dell’epoca che narrano le loro vicende.

Leggi l’interessante articolo, completo di immagini, su www.fondazioneitaliani.it

Visita il sito del progetto a www.vhlab.itabc.cnr.it/flaminia/

STARS – Uno sguardo sott’acqua per la Tutela dell’Archeologia Subacquea

Riportiamo il seguente comunicato stampa della Soprintendenza del Mare – Regione Sicilia in merito all’interessante progetto di tutela dei beni archeologici subacquei:

PROGETTO STARS
Sistema Integrato per la Tutela dell’Archeologia Subacquea

Palermo – Nell’ambito del progetto STARS – Sistema Integrato per la Tutela dell’Archeologia Subacquea, è stata attivata la seconda telecamera subacquea che invia le immagini in diretta dal sito archeologico subacqueo di Cala Gadir, nell’isola di Pantelleria.
Collegandosi al sito web della Soprintendenza del Mare www.regione.sicilia.it/beniculturali/sopmare e seguendo il link che porta al sistema di telecontrollo, si ha la possibilità di osservare in diretta le immagini provenienti dal sito subacqueo che si trova a – 30 metri, dove sono posizionati alcuni reperti archeologici.

Grazie ad un sistema di illuminazione, il sito può essere visto anche nelle ore notturne. Dalla stessa pagina web che riceve le immagini, seguendo il link che porta alla versione interattiva si ha inoltre la possibilità di controllare direttamente le telecamere con la possibilità di gestire lo scorrimento su un binario orizzontale, la possibilità di usare uno zoom e girare la stessa telecamera su 360° nonché catturare immagini da salvare direttamente sul proprio computer.
Per approfondimenti tecnici sul progetto STARS è possibile visitare il sito internet www.progettostars.it

SINTESI DEL PROGETTO STARS
(Sistema Integrato per la Tutela dell’Archeologia Subacquea)

STARS è un progetto di ricerca e di sviluppo pre-competitivo teso alla realizzazione di un sistema integrato dedicato alla tutela dei beni archeologici subacquei e alla diffusione di immagini ed informazioni dei siti più interessanti con la finalità di protezione dei siti subacquei e attrazione turistica.

Intorno ai siti prescelti vengono installate e fissate al fondo alcune apparecchiature:

  • Telecamere con sistema Motion Detection
  • Ricetrasmettitori ad ultrasuoni
  • Sensori di dati ambientali

In aggiunta viene installata in superficie una telecamera. Tutti i segnali sono codificati ed inviati via radio ad una Centrale di Controllo. Il sistema è pertanto in grado di segnalare, combinando i segnali della Motion Detection e dei sensori ad ultrasuoni, le eventuali intrusioni nell’area del sito.

Alla Centrale di Controllo giungono sia i segnali di allarme che le immagini, nonchè i dati ambientali. In caso di allarme viene automaticamente inviata ai terminali mobili delle forze dell’ordine (o a chi di competenza) un’informazione comprendente:

  • segnale di allarme
  • immagine proveniente dalla telecamera in allerta
  • identificativo del sito
  • identificativo della telecamera.

Dai terminali è possibile selezionare le altre telecamere del sito violato per una più accurata valutazione a distanza, in modo da poter decidere un eventuale intervento.
Dalla Centrale di Controllo vengono inviate le immagini da utilizzare sul portale web, dal quale è possibile collegarsi ai vari siti a alle relative telecamere. I dati ambientali possono essere resi fruibili al grande pubblico attrverso interfacce intuitive per il controllo delle telecamere subacquee con un semplice collegamento a internet.

STARS è la prima iniziativa in Europa tesa alla tutela integrata dei beni subacquei, garantendo allo stesso tempo una piena fruizione dei beni da parte di soggetti lontani mediante la distribuzione di riprese real-time via web. Inoltre prevede l’elaborazione di un algoritmo specifico per l’analisi della Motion Detection (MD) in ambiente subacqueo, nonché la messa a punto di un sistema integrato antintrusione in ambiente immerso con utilizzo di tecnologie ad ultrasuoni.

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