Nuove Tecnologie
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Scienziati delle università di Manchester ed Edimburgo hanno sviluppato un nuovo metodo per datare i reperti ceramici, basato sull’uso di calore ed acqua.
La ricerca, pubblicata su Proceedings of the Royal Society, aiuterà gli archeologici a datare importanti reperti archeologici che sono notoriamente difficili da datare. Il radiocarbonio, che viene usato per stabilire l’età dei resti ossei e lignei, non funziona infatti con gli oggetti in ceramica che non contengono carbone, e le tecniche finora utilizzate in questo settore, quali la termoluminescenza, sono estremamente complesse e costose.

La tecnica della reidrossidazione si basa sulla scoperta che l’argilla scaldata ad altissime temperature, non appena tolta dalla fornace comincia a reagire chimicamente con l’ambiente circostante. Questa reazione lentissima, dipendente dall’anzianità della ceramica, può essere misurata con strumenti di precisione e dare così un’accurata datazione all’oggetto studiato.
Nel particolare, usando la tecnica della reidrossidazione, il team guidato dalla ricercatrice inglese Moira Wilson ha riscontrato che scaldando un pezzo ceramico a temperature elevatissime, si ottiene il rilascio di tutte le sostanze da questo assorbite nel corso del tempo, dal momento cioè in cui è stato cotto per la prima volta.
Maggiore è la quantità di peso che l’oggetto perde, più antica è la sua data di realizzazione. Le ceramiche hanno infatti la capacità di assorbire parte delle sostanze con cui vengono a contatto e di aumentare di conseguenza il proprio volume nel corso del tempo. Dopo il surriscaldamento, Wilson e colleghi hanno utilizzato un apparecchio di misurazione estremamente preciso, capace di monitorare l’oggetto nel suo ricominciare a combinarsi con le sostanze contenute nell’atmosfera e nell’acqua.
Questo periodo di osservazione ha permesso loro di quantificare in termini temporali quanto impiega mediamente ogni reperto per assorbire le sostanze esterne, e quindi di risalire alla sua vera età.

Per mettere alla prova la loro tecnica gli scienziati hanno chiesto la collaborazione del Museum of London, sperimentandola su oggetti di età conosciuta. Il risultato è stato sorprendente: il sistema del surriscaldamento ha infatti permesso di datare con esattezza pezzi risalenti all’impero romano, al medioevo e ai tempi moderni, e anzi, nella sua semplicità, si è dimostrato più preciso di tanti altri metodi usati finora.
ESTRATTO DELL’ARTICOLO ORIGINALE:
A new method of archaeological dating by rehydroxylation.
The majority of ceramics are found in archaeological deposits and are extremely difficult to date. The typical method of using radiocarbon dating used for bone or wood cannot be used for ceramic material because it does not contain carbon, and luminescence dating is far too complex. Scientists from the Universities of Edinburgh and Manchester have discovered a new method of ceramic dating which is published in Proceedings of the Royal Society A..
Their new ‘rehydroxylation dating’ method stems utilises the fact that fired clay ceramics start to react chemically with atmospheric moisture as soon as it is removed from the kiln. The ultra-slow recombination of moisture appears to be generic in fired-clay ceramics and obeys a precise power law, which acts as an ‘internal clock’. Rehydroxylation dating enables scientists to date brick samples from Roman, medieval and modern periods.
PER LEGGERE IL PAPER ORIGINALE (INGLESE):
http://rspa.royalsocietypublishing.org/site/misc/rehydroxylation.xhtml

La ceramica romana costituisce una delle classi di materiali più diffuse nella documentazione archeologica dell’antichità. Essa rappresenta un elemento indispensabile per la datazione, per la caratterizzazione culturale ed economica di un sito o di una sua fase, oltre che un patrimonio della storia dell’arte antica.
Il corso intende fornire le basi per l’identificazione e la classificazione di alcune importanti classi della ceramica romana. I docenti del corso hanno alle spalle una vasta esperienza lavorativa, soprattutto in Italia centro-meridionale, e si serviranno della documentazione presente al Museo archeologico dell’alta Val d’Agri per fornire un supporto didattico diretto, sia analizzando reperti integri, sia attraverso i frammenti.
Attualmente la catalogazione dei beni culturali italiani tende ad essere progressivamente trasferita agli enti locali e il corso permette di apprendere le norme che si stanno affermando nell’acquisizione del patrimonio archeologico per quanto riguarda la ceramica romana e le sue iscrizioni.
Anche in in campo tecnologico lo studio della ceramica si sta evolvendo rapidamente e in tale ambito si intende presentare alcune metodologie utili per conoscere quelli che erano i materiali contenuti nella ceramica, le vernici e gli impasti argillosi usati. Solo conoscendo le potenzialità documentarie l’archeologo può decidere se e come procedere alla pulizia dei reperti oppure alla loro analisi preliminare.
Nell’ambito della rappresentazione l’uso del laserscanner si sta rivelando prezioso, sia per la sua precisione, sia per la resa tridimensionale dei reperti. Ai fini della completezza e dell’affidabilità della documentazione le nuove tecnologie lentamente stanno affiancandosi o sostituendosi al lavoro manuale, permettendo una veloce e non ingombrante documentazione di elevatissima qualità.
PROGRAMMA DELLA SCUOLA:
27 Luglio
08,30-10,30 Massimo Osanna: Linee per lo studio della ceramica romana
10,30-12,30 Helga Di Giuseppe: Metodologie nello studio della ceramica romana
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-16,00 Helga Di Giuseppe: La ceramica romana a vernice nera
16,00-18,00 Barbara Lepri: La ceramica a pareti sottili
28 Luglio
08,30-10,30 Elisa Tomasella: La ceramica africana
10,30-12,30 Teresa Perretti: La terra sigillata italica: tipologia e bolli
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-18,00 Esercitazione pratica al Museo
29 Luglio
08,30-10,30 Helga Di Giuseppe e Ilaria De Luca: La ceramica tardo antica
10,30-12,30 Antonio Capano: La ceramica medievale
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-18,00 Esercitazione pratica al Museo
30 Luglio
08,30-10,30 Elisa Tomasella: Le anfore romane
10,30-12,30 Giorgio Trojsi: Archeometria applicata alla ceramica
13,00-14,00 Pausa Pranzo
14,00-15,30 Giorgio Trojsi: Archeometria applicata alla ceramica
16,00-18,00 Visita alla Chiesa Rupestre di Santa Maria La Preta (VIII sec. d.C.)
e al Ponte Romano di Sarconi
31 Luglio
08,30-10,30 Alfredo Buonopane: Le iscrizioni su ceramica: dalla schedatura alla
pubblicazione
10,30-12,30 Rappresentazione della ceramica: norme e tecniche
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-18,00 Visita all’area Archeologica di Grumentum
01 Agosto
08,30-13,00 Francesco Guerra, Micol Pillon e Mariangela Tocci: Disegno e immagini 3D da laserscanner
L’attività è rivolta a: laureandi, laureati, dottorandi di ricerca, specializzandi in archeologia, studiosi nel campo dei Beni Culturali e in particolare dei Beni Archeologici.
Alla Scuola verranno ammessi 30 allievi, scelti sulla base della valutazione del curriculum vitae et studiorum, da presentare assieme alla domanda di partecipazione entro e non oltre il 15 giugno 2009.
La domanda, da inviare unitamente al curriculum all’indirizzo di posta elettronica grumentumschool@gmail.com, è scaricabile dal sito:
http://profs.lettere.univr.it/progettogrumentum/summerschool09/index.html
Gli ammessi riceveranno comunicazione tramite e-mail entro il 22 giugno 2009.
Il costo del corso è di 250 euro comprensivi di assicurazione, materiale
didattico, esercitazioni, visite esterne e alloggio presso una struttura messa a disposizione dal Comune di Grumento Nova. Sono escluse le spese di viaggio e di vitto.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione da parte dell’Università degli studi di Verona per un totale di 50 ore (pari a 2 crediti formativi universitari).
Coordinatore della summer school: Prof. Attilio Mastrocinque
PER INFORMAZIONI:
Arch. Micol Pillon, Dott.ssa Federica Candelato
grumentumschool@gmail.com
0 comments elisa | Comunicati stampa, Epoca Romana, Nuove Tecnologie
E’ ricca e varia l’attivita’ archeologica svolta dal Dipartimento di Archeologia dell’Universita’ di Bologna. Numerose iniziative archeologiche in Italia e all’estero. Scavi nell’area padano adriatica come anche nel versante tirrenico, da Marzabotto a Pompei a Classe.
Attivita’ che verra’ illustrata in una serie di conferenze ed incontri che avranno luogo a Bologna, dal 4 maggio al 3 giugno.
La vocazione mediterranea della ricerca storico archeologica dell’Ateneo bolognese e’ testimoniata, in ambito internazionale, da numerose iniziative su siti di grande importanza in Francia, Albania, Grecia, Turchia, Siria ed Egitto, in un arco cronologico compreso tra l’Eta’ del Bronzo e le fasi bizantina e antico islamica.In Oman e Asia centrale, inoltre, vari progetti studiano la successione delle fasi culturali in aree cruciali per le relazioni tra Oriente e Occidente.
Scopo di questo ciclo di conferenze e’, pertanto, quello di comunicare i risultati raggiunti dal Dipartimento di Archeologia e, attraverso di essi, fare luce sulle vicende del passato e comprendere meglio le relazioni storiche e culturali del presente.
PROGRAMMA:
Lunedì 4 maggio (ore 17.15, Sala Stabat Mater dell’Archiginnasio, Piazza Galvani 1 – Bologna)
- La città etrusca di Marzabotto, relatore Giuseppe Sassatelli;
- Il porto e la città di Classe, relatore Andrea Augenti;
- S. Maria Maggiore e l’archeologia urbana a Trento, relatrice Maria Teresa Guaitoli.
Lunedì 11 maggio, (ore 17.15, Sala Stabat Mater dell’Archiginnasio, Piazza Galvani 1, Bologna)
- “Vesuviana”: Pompei ed Ercolano, relatrici Daniela Scagliarini e Antonella Coralini;
- I Celti a Monte Bibele, relatore Daniele Vitali;
- La città romana di Suasa, relatore Giuseppe Lepore.
Lunedì 18 maggio, (ore 17.15, Biblioteca d’Arte e di Storia di S. Giorgio in Poggiale, Via N. Sauro 22 – Bologna)
- Tilmen, una capitale dell’Età del Bronzo in Turchia, relatore Nicolò Marchetti;
- Phoinike, città greco-romana in Albania, relatore Sandro De Maria;
- Basiliche bizantine a Creta e a Kos in Grecia, relatrici Raffaella Farioli e Isabella Baldini.
Lunedì 25 maggio (ore 17.15, Biblioteca d’Arte e di Storia di S. Giorgio in Poggiale, Via N. Sauro 22 – Bologna)
- Bakchias, centro tolemaico in Egitto, relatore Sergio Pernigotti;
- Ras el-Hadd, villaggio calcolitico di pescatori e navigatori in Oman, relatore Maurizio Cattani;
- Lothal, porto della civiltà dell’Indo, relatore Maurizio Tosi.
Mercoledì 3 giugno (ore 17.15, Biblioteca d’Arte e di Storia di S. Giorgio in Poggiale, Via N. Sauro 22 – Bologna)
- Città e nomadi in Asia Centrale (Uzbekistan, Turkmenistan, Kazakhstan), relatori Maurizio Tosi e collaboratori.
Fonti:
http://www.archeologia.unibo.it/Archeologia/Attivita+didattica/archbo_conf.htm
0 comments elisa | Conferenze, Nuove Tecnologie, Scavi, eventi
Il Quarto Workshop Italiano “Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica” si terra’ a Roma, presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche il 27 e 28 aprile 2009, e sara’ organizzato dall’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC), in collaborazione con l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione (ISTI), con il patrocinio del Dipartimento Patrimonio Culturale del CNR e della Filas.
Il Workshop sara’ articolato in 4 sessioni di mezza giornata ciascuna. Il tema dell’Open Source verra’ sviluppato in tutti i suoi aspetti, tecnici e metodologici, con una specifica sessione didattica prevista per i neofiti e gli studenti, e tre sessioni dedicate agli interventi di studiosi, selezionati dal comitato scientifico su 4 tematiche generali: Open Data, Open Learning, Open Software e Open Processes.
Una delle novita’ dell’edizione 2009 sara’ l’OpenLab. Accanto al tradizionale svolgimento del workshop verra’ allestito anche un ‘laboratorio’. Si trattera’ di uno spazio dedicato all’incontro diretto con i progetti e gli strumenti open source presentati durante il convegno. Qui i relatori potranno, dopo le presentazioni, fare delle dimostrazioni piu’ informali delle proprie applicazioni, consentendo ai partecipanti di testarle, installarle ed utilizzarle. L’obiettivo e’ quello di diffondere gli strumenti aperti nel campo umanistico, superando anche la barriera ‘dell’interfaccia’.
Inoltre gli atti del convegno verranno pubblicati nel II numero speciale della rivista “Archeologia e Calcolatori“.
Programma provvisorio:
27 Aprile, lunedì:
- Invited Talk: Markus Neteler, leader of the GRASS GIS project;
- Sessione: Open Process (Trasparenza nella filiera dei dati e nei processi di elaborazione e trasmissione delle informazioni culturali; licenze libere nel campo archeologico, diritto d’autore nel campo dei Beni Culturali, aspetti teorici e metodologici, aspetti normativi);
- Sessione: Open Data (Progetti di utilizzo di applicazioni open su siti archeologici, peculiarita’ culturali dei contesti, condivisione e protezione dei risultati e dei dati raccolti per mezzo di schemi di licensing aperto);
28 Aprile, martedì:
- Sessione: Open Software (Strumenti software ed applicazioni Open Source nel campo archeologico);
- Sessione: Open Learning (Divulgazione ed e-learning per l’Open Source in archeologia);
- Sessione: OpenLab (postazioni di prova delle applicazioni).
Programma completo ed iscrizione:
Dal 19 al 22 novembre 2009 a Paestum (Salerno) avrà luogo la XII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, promossa e coordinata dalla Provincia di Salerno e dall’Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Affari Esteri, dell’ICCROM, Centro Internazionale di Studi per la Conservazione ed il Restauro dei Beni Culturali e dell’OMT, Organizzazione Mondiale del Turismo.
Unico Salone espositivo al mondo del patrimonio archeologico e prima mostra internazionale di tecnologie interattive e virtuali, l’evento, ideato e organizzato dalla Leader sas, è luogo di approfondimento e divulgazione di temi inerenti la tutela, la fruizione, la valorizzazione dei beni culturali, il dialogo interculturale e la cooperazione culturale.
Oltre alle Conferenze e agli ArcheoIncontri con la partecipazione di rappresentanti delle Organizzazioni Governative Internazionali e di Categoria, delle Istituzioni, delle Associazioni Professionali e di Operatori Turistici, Soprintendenti, Archeologi, Direttori di Musei, Docenti Universitari, Giornalisti.
Dieci sezioni compongono il ricco programma:
- ArcheoFilm, dedicata alla proiezione di filmati e documentari, volti a svelare i misteri dell’antichità e le sue storie;
- ArcheoLavoro, nell’ambito della quale le Università presentano i Corsi di Laurea e i Master in Archeologia, Beni Culturali e Turismo Culturale, mentre agli esperti del settore è affidata la presentazione delle figure professionali e delle competenze emergenti;
- ArcheoToons, rassegna di film di animazione a tema archeologico realizzati dagli studenti delle regioni italiane e mediterranee;
- ArcheoVirtual, la mostra, focalizzata sulle più recenti sperimentazioni di realtà virtuale e computer grafica applicate all’archeologia;
- Incontri con i Protagonisti, che permettono al pubblico di conoscere gli archeologi protagonisti delle scoperte dell’anno e i conduttori dei programmi televisivi più noti;
- Laboratori di Archeologia Sperimentale, attraverso i quali viene ricostruita la cultura antropologica e materiale dell’antichità;
- Premio Paestum Archeologia, assegnato a quanti contribuiscono con il loro impegno nella promozione del patrimonio culturale e alla cooperazione mediterranea.
Strategici per la commercializzazione del prodotto turistico culturale sono il Workshop che vede l’incontro tra domanda e offerta con la partecipazione di 80 buyers esteri selezionati dall’Enit provenienti da 15 Paesi e il Workshop con la domanda del Turismo Associato rappresentata da 20 responsabili decisori dei CRAL e gli operatori turistici dell’offerta designati dagli espositori.
Al Salone Espositivo, dislocato su un’area di circa 17.000 mq, partecipano Istituzioni e Paesi Esteri oltre a Regioni, Province, Comuni, Camere di Commercio, Aziende di Promozione Turistica, Soprintendenze, Parchi Archeologici, Organizzazioni di Categoria, Associazioni Professionali e Culturali, Consorzi Turistici, Società di Servizi, Case Editrici per promuovere il patrimonio culturale, le destinazioni turistico archeologiche e i servizi connessi.
Per ulteriori informazioni: www.borsaturismo.com
0 comments elisa | Comunicati stampa, Nuove Tecnologie, eventi
Si svolgerà a Genova nei giorni 29 e 30 gennaio 2009 il workshop internazionale “Le zone umide: archivi del paesaggio culturale tra ricerca e gestione – Wetlands as archives of the landscapers: from research to management“, seminario sul tema dell’archeologia delle zone umide (laghi e specchi d’acqua) della Liguria.
Temi del workshop, che si terrà presso l’Archivio di stato di Genova, nel complesso monumentale di S. Ignazio, via S. Chiara, 28r, saranno:
L’obiettivo del workshop è quello di creare un’occasione di scambio di esperienze tra ricercatori sul tema dell’identificazione dei valori culturali e della valorizzazione non solo delle zone umide, ma anche di altri siti di interesse storico-ambientale. A tale proposito, tra i risultati che si attendono figura la creazione di un Gruppo di Ricerca che possa lavorare sull’archeologia delle zone umide (e di altri siti di interesse per l’ecologia storica) come archivi dei paesaggi culturali nell’area del Mediterraneo Nord-occidentale.
Scopo del workshop è anche quello di valutare i risultati ottenuti nei progetti di ricerca condotti dal LASA (Laboratorio di Archeologia e Storia Ambientale – Università degli Studi di Genova) in collaborazione con la Direzione Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Liguria e di confrontarli con altre esperienze italiane ed europee.
Altro risultato atteso è la condivisione, a livello europeo, di esperienze riguardanti la valorizzazione di itinerari escursionistici attraverso l’inserimento di siti ed aree che possano fare meglio apprezzare i caratteri attuali dei paesaggi culturali sulla base della loro storia.
L’evento, organizzato dall’Università degli Studi di Genova, la Direzione regionale per i beni Culturali e Paesaggistici della liguria e la Regione Liguria, è collegato alla politica di valorizzazione di siti ed aree di interesse storico-ambientale che si vuole sviluppare lungo l’itinerario escursionistico dell’Alta via dei Monti Liguri: province di Genova e La Spezia, coordinato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria.
0 comments marina lo blundo | Comunicati stampa, Conferenze, Nuove Tecnologie
Da alcuni anni, un gruppo di archeologi italiani particolarmente sensibile ai temi etici legati alla trasparenza dei dati e a quelli delle nuove tecnologie, con tutte le implicazioni che queste comportano, si riunisce in un convegno annuale che e’ ormai giunto alla sua quarta edizione.
I primi tre convegni sono stati:

Il Quarto Workshop Italiano Free software, Open source e Open formats nei processi di ricerca archeologica si terra’ a Roma, presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche il 27 e 28 aprile 2009.
Il Workshop sara’ articolato in 4 sessioni di mezza giornata ciascuna. Il tema dell’Open Source verra’ sviluppato in tutti i suoi aspetti, tecnici e metodologici, con una specifica sessione didattica prevista per i neofiti e gli studenti, e tre sessioni dedicate agli interventi di studiosi, selezionati dal comitato scientifico su 4 tematiche generali:
27 Aprile, mattina:
Saluti introduttivi
Sessione: Open Learning (Divulgazione ed e-learning per l’Open Source in archeologia);
27 Aprile, pomeriggio:
Sessione: Open Data (Progetti di utilizzo di applicazioni open su siti archeologici, peculiarita’ culturali dei contesti, condivisione e protezione dei risultati e dei dati raccolti per mezzo di schemi di licensing aperto);
28 Aprile, mattina:
Sessione: Open Software (Strumenti software ed applicazioni Open Source nel campo archeologico);
28 Aprile, pomeriggio:
Sessione: Open Process (Trasparenza nella filiera dei dati e nei processi di elaborazione e trasmissione delle informazioni culturali; licenze libere nel campo archeologico, diritto d’autore nel campo dei Beni Culturali, aspetti teorici e metodologici, aspetti normativi);
Una delle novita’ dell’edizione 2009 sara’ l’OpenLab. Accanto al tradizionale svolgimento del workshop verra’ allestito anche un ‘laboratorio‘. Si trattera’ di uno spazio dedicato all’incontro diretto con i progetti e gli strumenti open source presentati durante il convegno. Qui i relatori potranno, dopo le presentazioni, fare delle dimostrazioni piu’ informali delle proprie applicazioni, consentendo ai partecipanti di testarle, installarle ed utilizzarle. L’obiettivo e’ quello di diffondere quanto piu’ possibile gli strumenti aperti nel campo umanistico, superando anche la barriera ‘dell’interfaccia’.
Inoltre gli atti del convegno verranno pubblicati nel II numero speciale della rivista “Archeologia e Calcolatori“.
Comunicato Stampa:
http://www.archeo-foss.org/
Organizza facilmente via internet il tuo viaggio al IV Workshop “Open Source, Free Software e Open Format nei processi di ricerca archeologica”.
Preferisci viaggiare in: treno, automobile o aereo.
Prenota l’hotel per la tua permanenza a Roma.
0 comments arjuna | Comunicati stampa, Conferenze, Nuove Tecnologie
(ANSA) Reggio Emilia – Diciannove musei descritti nel dettaglio per tipo di collezione, pezzi di prestigio ospitati, mostre in programma, uniti in uno stesso portale.
Il sito Internet http://musei.provincia.re.it, attivo da qualche giorno, racchiude informazioni e immagini sui principali musei della provincia di Reggio Emilia gestiti da enti pubblici. Ultimo arrivato, nel giugno del 2007, il Museo Archeologico di Brescello.
Realizzato grazie a un contributo della Regione Emilia-Romagna e con fondi della Provincia di Reggio, il portale e’ curato per la parte informatica dalla societa’ Aicod di Parma, i testi dal servizio cultura della Provincia.
In primo piano nella homepage spicca una sorta di calendario delle novita’ e manifestazioni in corso, legate appunto ai 19 musei. Per ogni struttura c’e’ poi una scheda dettagliata con i recapiti telefonici, l’eventuale link al sito e gli orari di visita. Citate anche le iniziative promosse dalle istituzioni pubbliche e le attivita’ didattiche per le famiglie e le scuole.
Il sito inoltre offre ai navigatori la possibilita’ di visualizzare itinerari tematici lungo il territorio reggiano richiamando, in alcuni casi, percorsi che toccano collezioni private. Tre in particolare quelli presenti per ora nel sito: l’itinerario archeologico, l’itinerario delle genti padane e quello etnografico, ma altri se ne aggiungeranno a breve. (ANSA)
Noi di archeoblog abbiamo visitato il sito con un occhio critico, non solo dal punto di vista dei contenuti, che verranno sicuramente ampliati nel corso degli anni, ma anche da un punto di vista più tecnologico/informatico e ci sentiamo di dare due consigli agli sviluppatori del portale:
Nello scorso mese di Novembre 2007 avevamo segnalato l’avviamento del progetto di creazione di un parco tematico dedicato agli Etruschi. Oggi riportiamo la notizia dell’inaugurazione ufficiale dell’ambizioso progetto.
Grosseto – Il Parco tematico degli Etruschi da oggi è realtà. Con l’inaugurazione delle due “Porte di accesso” di Massa Marittima e Sorano, nasce ufficialmente una struttura per la conoscenza della civiltà degli Etruschi, unica nel suo genere, fortemente voluta dalla Provincia, per valorizzare il patrimonio culturale e differenziare l’offerta turistica.
Con l’ausilio delle più moderne tecnologie informatiche, infatti, quello che viene definito “Parco” non è, come comunemente saremmo portati a ritenere, uno spazio circoscritto e delimitato, ma un sistema misto – virtuale e reale – che comprende tutti i siti etruschi – musei ed aree archeologiche – della Maremma, in 11 comuni (Scarlino, Castiglione della Pescaia, Grosseto, Orbetello, Follonica, Scansano, Magliano, Manciano, Pitigliano, Sorano e Massa Marittima).

Doganella (Kalousion), Abitato rurale etrusco (Orbetello)
(copyright Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana)
Il Parco Tematico degli Etruschi, infatti, è costituito da uno snodo centrale, un sito web (www.parcodeglietruschi.it) con oltre un migliaio di schede informative, circa 200 immagini e 170 file multimediali, giochi interattivi e servizi per i visitatori; ci sono poi 17 “tappe”, dislocate tra musei, biblioteche e uffici dei Comuni coinvolti, in ciascuna delle quali si trova un totem interattivo per la consultazione di testi, di video ad alta risoluzione, giochi e la connessione al Portale del Parco.
Ma il vero cuore della struttura sono i due Centri di accoglienza, le cosiddette “Porte del Parco”, a Massa Marittima (Convento delle Clarisse) e a Sorano (Fortezza Orsini), inaugurate, appunto, nella giornata di oggi. “Dotate di strumenti multimediali di ultima generazione – spiega l’assessore al Turismo e alla Cultura della Provincia di Grosseto, Cinzia Tacconi – sono destinati a diventare punti di accoglienza e di servizio per i turisti, non solo per archeologia, arte, ma anche enogastronomia, folklore, accoglienza. Saranno infatti una vera e propria agenzia di informazioni per tutto quanto riguarda la vacanza in Maremma (cultura, ambiente, accessibilità, eventi, itinerari enogastronomici, sportivi, ecc) e direttamente dalle ‘Porte’ i turisti potranno organizzare e prenotare interi soggiorni, itinerari di visita, percorsi culturali, una vacanza personalizzata in Maremma”.
Una curiosità: le “Porte” hanno sostituito i vecchi cartelloni dei musei con un pannello informativo multimediale che proietta le informazioni su plexiglass, grazie al quale il visitatore potrà navigare tra i contenuti con un semplice gesto della mano. Altra novità è il tappeto Magico che permette al visitatore di camminare su uno sfondo generato al computer che “reagisce” ai movimenti, creando una proiezione dall’alto che cambia a seconda del movimento. “Con l’inaugurazione di oggi – conclude l’assessore –– si chiude un lungo percorso di formazione e messa a punto di un progetto complesso e, a suo modo, ambizioso, fortemente voluto dalla Provincia. Da oggi il nostro territorio ha uno strumento in più, assolutamente nuovo e all’avanguardia, per renderlo ancora più appetibile”.
Organizza facilmente via internet il tuo viaggio al Parco
Preferisco viaggiare in treno, automobile, aereo.
Ho necessità di prenotare l’hotel per la mia permanenza in maremma.
In questi ultimi anni lo sviluppo delle tecnologie informatiche per la ricostruzione tridimensionale di ambienti hanno preso sempre più piede, anche nel campo archeologico. Recentemente lo staff di Archeoblog ha avuto modo di osservare i lavori prodotti da Altair4 Multimedia. Gli argomenti trattati contengono prevalentemente tematiche inerenti la divulgazione e valorizzazione del patrimonio artistico culturale, ed in questo ambito è da segnalare l’ampia produzione di ricostruzioni archeologiche tridimensionali realizzate dall’atelier per musei, produzioni televisive Web, DVD-VIDEO/ROM interattivi, I-pod e VideoMobile.
Si passa dall’antico Egitto dei faraoni, all’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei, fino ad un viaggio a volo d’uccello sopra la Roma imperiale, con una capatina alla domus Neroniana; il tutto comodamente seduti in poltrona.
Le potenzialità delle nuove tecnologie non devono però far dimenticare che una ricostruzione storicamente corretta non può prescindere dallo studio delle fonti disponibili. Fa piacere, per chi come gli archeologi passa la vita a cercare di comprendere al meglio le vestigia di antichi popoli giunte fino a noi, scoprire con quanta cura ogni ricostruzione è progettata e studiata:
Una meticolosa ricerca di tutti gli elementi utili storici ed artistici, l’accurata lettura ed interpretazione dei rilievi, rappresentano sicuramente un aspetto imprescindibile in un’opera di ricostruzione archeologica, ma non sono ancora sufficienti se non vengono presi in esame i cosiddetti parametri di somiglianza. È infatti la somiglianza che ci permette di riconoscere in un dato elemento la sua appartenenza ad un particolare ambiente storico sociale.
È la somiglianza che ci fa percepire più vero un paesaggio, interpretato e dipinto da un vedutista, da quello originale catturato da uno scatto fotografico. Sarà la somiglianza del ricostruito, con elementi appartenenti allo stesso gruppo culturale pervenuti fino ai nostri giorni, che al fine ci permetterà di riconoscere in una ricostruzione “UNA POSSIBILE RICOSTRUZIONE” La somiglianza o la non somiglianza, sono a livello inconscio fattori decisivi nell’accettare la realtà virtuale della ricostruzione come plausibile, rendendola fruibile ad un largo gruppo d’utenti; solo grazie allo stabilirsi di quest’equilibrio emozionale è possibile vedere la ricostruzione come parte di quel tessuto più ampio e complesso qual è stato l’ambiente storico culturale al quale l’opera ricostruita apparteneva. (fonte www.altair4.it)
Se la realtà virtuale vi incuriosisce, il consiglio è quello di visitare il sito web www.altair4.it e dare un’occhiata alle numerose ricostruzioni prodotte dal gruppo in questi anni.