Nuove Tecnologie

Aperte le iscrizioni al corso di Archeologia Preventiva di Grumento Nova (PZ) – Dal 26 al 31 luglio 2010

Archeologia Preventiva:
Prospezioni geofisiche, rilievo e strumenti per la diagnostica

Grumento Nova (PZ) 26-31 Luglio 2010

Nel campo dell’indagine archeologica la prospezione del sottosuolo e le altre metodologie, che precedono e condizionano lo scavo, si rivelano sempre più importanti quanto più si affinano le competenze in materia. Infatti ormai difficilmente si intraprendono scavi archeologici senza avere realizzato prospezioni del sottosuolo e studi su tutti i documenti che permettono una pre-cognizione di quanto potrebbe emergere dall’attività di scavo.

La tutela del patrimonio archeologico è ancora oggi un’esigenza scarsamente sentita, perché si scontra con le necessità dell’edilizia pubblica e privata. La recente legge in materia di valutazione dell’impatto archeologico l’ha però riproposta all’attenzione di chi si occupa di beni culturali, quale strumento essenziale di salvaguardia, funzionale ad una più attenta valutazione dei progetti sul territorio.

Il carattere multidisciplinare della scuola prevede una strutturazione didattica suddivisa in lezioni teoriche e pratiche ed è rivolta a tutti gli studenti di archeologia, di architettura e di ingegneria edile, ai laureati che intendano approfondire tematiche relative alle prospezioni del sottosuolo e al rilievo, a specializzandi e dottorandi, ad operatori dei beni culturali e, in generale, a tutte le figure professionali direttamente e indirettamente coinvolte nell’ambito dell’archeologia preventiva.

Il corso avrà una durata di 6 giorni per un totale di 50 ore di teoria e applicazione pratica, tenute da docenti universitari e professionisti del settore, tra cui:

Ermanno Finzi dell’Università degli Studi di Padova
Salvatore Piro dell’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali, del CNR
Antonio Priore, Geologo libero professionista
Antonio Capano, Direttore Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri
Cristina Bassi, Ispettrice della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Provincia Autonoma di Trento
Attilio Mastrocinque dell’Università degli Studi di Verona
Federica Candelato dell’Università degli Studi di Verona
Micol Pillon dell’Università IUAV di Venezia
Fabio Saggioro dell’Università degli Studi di Verona

Le lezioni verteranno su:
Archeologia preventiva
Tecniche di prospezione (magnetometria, utilizzo del geo-radar e resistività)
Tecniche di remote sensing
Creazione e gestione di cartografia archeologica in ambiente GIS
Storia e archeologia della Basilicata

Alla Scuola verranno ammessi 30 allievi, scelti sulla base della valutazione del curriculum vitae et studiorum, da presentare assieme alla domanda di partecipazione entro e non oltre il 30 aprile 2010.

Il modulo per la pre-iscrizione è richiedibile all’indirizzo di posta elettronica grumentumschool@gmail.com

Gli ammessi riceveranno comunicazione tramite e-mail entro il 31 maggio, a cui saranno allegate le informazioni per il perfezionamento dell’iscrizione e i versamenti, da effettuare entro il 20 giugno 2010.

Il costo del corso è di 300 euro comprensivi di materiale didattico, esercitazioni, visite esterne e alloggio presso una struttura messa a disposizione dal Comune di Grumento Nova. I partecipanti dovranno inoltre versare, su bollettino fornito al momento dell’ammissione, 3,50 euro per l’assicurazione personale.
Sono escluse le spese di viaggio e di vitto.

Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione da parte dell’Università degli Studi di Verona per un totale di 50 ore di attività didattica.

Coordinatore della Summer School:
Prof. Attilio Mastrocinque

Per informazioni rivolgersi a:
Dott.ssa Elisa Lerco
all’indirizzo di posta grumentumschool@gmail.com
http://profs.lettere.univr.it/progettogrumentum/sez/summer.html

ARCHEOMED II Workshop internazionale di archeologia subacquea: Le nuove tecnologie – Il Mediterraneo incontra l’Oriente

Evento patrocinato da

UNESCO-MIBAC-MIUR-REGIONE CAMPANIA-PROVINCIA DI NAPOLI-COMUNE DI CASTELLAMMARE DI STABIA


PREMESSA

L’archeologia subacquea rappresenta da sempre un filone di ricerca importantissimo all’interno degli studi sulle civiltà mediterranee, dato che il mare custodisce gran parte delle testimonianze della grandezza di tali civiltà. L’ubicazione e il raggiungimento delle bellezze sottomarine ha sempre rappresentato un vincolo alla fruizione da parte delle persone non avvezze alle pratiche di immersione. Per lungo tempo quindi, il godimento dei beni sommersi era appannaggio dei pochi “esperti” subacquei.

L’avvento delle nuove tecnologie ha permesso al grande pubblico di conoscere e apprezzare la vastità e l’importanza del patrimonio sommerso, grazie a nuove soluzioni volte a consentire al grande pubblico il godimento di questi tesori nascosti, dando vita a numerose iniziative culturali ed educative. In particolare, il mar Mediterraneo, con la sua elevata complessità geologica, offre certamente un’occasione di grande sviluppo economico atteso se si saprà coniugare correttamente il patrimonio archeologico con quello geo-ambientale, attraverso una completa fruizione turistica.

La prima edizione del workshop int.le  Archeomed si è conclusa con la firma di un Protocollo di Intesa tra tutte le Nazioni partecipanti ( USA, Italia, Grecia, Spagna, Egitto, Malta, G. Bretagna, Australia, Romania, Bulgaria, Slovenia) che ha contribuito, a seguito, alla ratifica del trattato internazionale sulla protezione del patrimonio storico e culturale subacqueo mondiale dell’UNESCO, da parte di alcune nazioni partecipanti.

Attraverso questo importante strumento si regola giuridicamente una materia finora confusamente trattata e  si colma un vuoto normativo che ha permesso gli indiscriminati saccheggi degli ultimi anni. Pertanto l’accordo per la ricerca archeologica nel canale di Sicilia tra Italia e Tunisia è certamente più vicino e potrà offrire a questi due paesi l’opportunità di operare con rigoroso metodo scientifico in quello spazio di mare al fine di recuperare le importantissime testimonianze storiche ed archeologiche necessarie alla definizione sempre più dettagliata della storia di questa parte fondamentale del Mediterraneo e scongiurare il rischio di depredazione purtroppo già avvenute in passato.

OBIETTIVI

L’insieme delle metodologie di studio che si intendono proporre possono concorrere ad individuare un Protocollo di indagini utile all’identificazione e poi allo scavo di beni archeologici sommersi (reperti, relitti, insediamenti abitativi, ecc).

La ricerca in alto fondale apre nuovi orizzonti  nella ricerca archeologica subacquea, essendo tali scoperte importantissime sia dal punto di vista strettamente archeologico (le più basse temperature delle acque permettono una migliore conservazione dei beni) e sia per quanto concerne l’aspetto storico relativa all’individuazione delle antiche vie dei commerci.

L’obiettivo finale è quello di rendere quanto più fruibile possibile il sistema archeologico nel suo complesso, anche turistico e, nel contempo, senza trascurare l’obiettivo di conservarlo quale bene da trasmettere alle future generazioni. La novità e l’importanza di nuove scoperte attraverso la ricerca in alto fondale, costituiscono il valore aggiunto, in un mondo in cui si vuole affermare la cultura della conoscenza. Pertanto è  fondamentale l’acquisizione, attraverso la  metodologia scientifica di un sistema di informazioni in grado di offrire al turista, sempre più colto ed esigente, un’ immersione totale nel contesto territoriale in cui si colloca il sito archeologico, facendo uso delle più moderne tecnologie.

L’iniziativa toccherà anche l’importante tema degli sforzi congiunti finalizzati al rinvenimento, alla fruizione  ed al recupero dei beni sommersi, che, oltre a costituire un’attività di rilevante valore culturale e scientifico, rappresenta un prezioso momento di sviluppo turistico, nonchè di ricongiungimento e cooperazione tra i popoli del mediterraneo, che attraverso il recupero del patrimonio sommerso riscoprono le loro radici e tradizioni comuni.

La presenza di una delegazione Giapponese risulta momento di particolare interesse, non solo scientifico e culturale, ma anche quale primo passo verso una nuova cooperazione internazionale con l’Oriente nell’ambito di questa disciplina. In tali aree, infatti, si sta sviluppando una forte attenzione verso l’archeologia subacquea e a tale scopo risulta necessario il know-how dell’esperienza mediterranea maturata nel suddetto settore.

TARGET

  • Esperti del settore (studiosi e ricercatori)
  • Scuole di ogni ordine e grado
  • Università italiane e straniere
  • Appassionati del settore
  • Accreditati (giornalisti di settore, opinion makers)
  • Operatori turistici

SOGGETTO PROPONENTE

FONDAZIONE RESTORING ANCIENT STABIAE

O.N.L.U.S.

Dipartimento Mare ed Archeologia Subacquea

L’EVENTO

L’attività di ricerca che il Programma intende sviluppare è stata individuata al fine di rendere omogenee le varie tematiche scientifiche che possono essere affrontate nello studio di realtà territoriali complesse così come quelle in cui insiste l’area del Mediterraneo. Pertanto il presente programma teso a formulare, con ricerche coordinate, le linee guida di un protocollo comune per l’esecuzione degli scavi archeologici a mare, non può prescindere da una fase preliminare di analisi territoriale integrata.

Un’idea programmatica di tale rilevanza per gran parte dell’intero territorio mediterraneo necessita, dunque, di una grande attenzione da parte della comunità scientifica internazionale nonché dagli Enti preposti allo sviluppo sostenibile per aree così complesse e ricche di storia archeologica.

L’evento sarà completato da una mostra che attraverso immagini e testimonianze pregne di emozioni creerà una giusta atmosfera tale da trasportare il visitatore verso la storia dei popoli e dell’uomo.

LOCATION E DATE

Vesuvian Institute

Date: 26-27/02/2010

www.vesuvianinstitute.org

Aula magna

LE INIZIATIVE

Workshop:
ricerca, protezione e gestione del patrimonio culturale subacqueo

I&CT applicate alla ricerca archeologica subacquea
I nuovi metodi di fruizione e musealizzazione dell’archeologia subacquea quale mezzo per favorire lo sviluppo turistico

Le Mostre:
“La storia della subacquea attraverso la testimonianza delle attrezzature”
La mostra è stata gentilmente concessa da Claudio Ripa

“Il relitto sommerso della Baia di Scauri a Pantelleria”

PROGRAMMA

Venerdì 26 febbraio

LA RICERCA ARCHEOLOGICA SUBACQUEA E LE NUOVE TECNOLOGIE
Prima sessione
Moderatore: Sebastiano Tusa (Soprintendente Mare Regione Sicilia)

Ore 09:00 saluti
O. Forlenza (Assessore ai Beni Culturali – Regione Campania)
F. Spagnuolo (Consigliere Delegato Fondazione RAS)

Ore 09:30 T. Gambin (Università di Malta, Msida – Fondazione Aurora Trust)

Ore 09:50 S. Hermon (Cyprus Institute)

Ore 10:10 S. Mazzola (Dir. I.A.M.C. CNR)

Ore 10:30 P. Mauriello (Università del Molise)

Ore 10:50 V. Morra (Università Federico II, Napoli)

Ore 11:10 Coffee break

Ore 11:30 G. Conte (Università Ancona)

Ore 11:50 F. Giordano (Università Parthenope, Napoli)

Ore 12:10 V. Saggiomo (Stazione zoologica A. Dohrn)

Ore 12:30 G. Russo (Università Parthenope, Napoli)

Ore 12:50 Discussione

Ore 13:10 Conclusioni – L.Ubertini (Università Sapienza Roma – Presidente IHP UNESCO)

Ore 13:30 Pausa Colazione Lavoro

PRESENTE E FUTURO DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA SUBACQUEA

Seconda sessione

Moderatore: Piero Pruneti (Dir. Archeologia Viva)

Ore 15:30 S. Tusa (Soprintendente Mare Regione Sicilia)

Ore 15:50 P. Caputo (Resp. Archeologia Sub. – S. S. B. A. Napoli e Pompei)

Ore 16:10 M. Marazzi (Università Suor Orsola Benincasa, Napoli)

Ore 16:30 C. Mocchegiani Carpano (Università Suor Orsola Benincasa, Napoli)

Ore 16:50 Coffee Break

Ore 17:10 R. Auriemma (Università del Salento)

Ore 17:30 M. Mazzoli (Pres. A.S.S.O.)

Ore 17:50 F. Enei (Dir. Museo S. Severa)

Ore 18:10 F. Giordano (Università Parthenope, Napoli) – A. Carola (Centro Studi Subacquei, Napoli)

Ore 18:30 Discussione

Ore 19:00 Proiezione documentari di Archeologia Subacquea:

- Progetto Liburna (Massimo D’Alessandro – Studio Blu Production)

- Storia dell’archeologia subacquea campana (Claudio Ripa)

Sabato 27 febbraio

Aula magna

PRESENTE E FUTURO DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA SUBACQUEA

Terza sessione

Moderatore: Sebastiano Tusa (Soprintendente Mare Regione Sicilia)

Ore 09:00 P. Gambogi (S.S.B.A. Toscana – presente nel Prog. Venus con Vs. servizio)

Ore 09:20 A. Zarattini (S.S.B.A. Lazio – presenta 5 nuovi relitti profondi in Ventotene)

Ore 09:40 C. Mullen (Dir. Aurora Trust Foundation U.S.A.)

Ore 10:00 S. Zangara (Sopr. Mare Sicilia)

Ore 10:20 A. Laronde (Università Sorbona, Parigi – scavi sottomarini della missione francese in Libia)

Ore 10:40 H. Ozdas (Università di Izmir)

Ore 11:00 Coffee break

Ore 11:20 C. Marabea (University of Ioannina, Greece)

Ore 11:40 Y. Lolos (Hellenic Institute of Marine Archeology, Grecia)

Ore 12:00 D. Petrella (Archeologiattiva – Dir. A.N.A.)

Ore 12:20 K. Hayashida- A.R.I.U.A. (Pres. Asian Research Institute for Underwater Archaeology)

Ore 12:40 G. Cataldi (ProRettore Università “L’Orientale”, Napoli)

Ore 13:00 Discussione

Ore 13:15 Conclusioni – B.Banedetti (Scuola Normale Superiore di Pisa)

Ore 13:30 Pausa colazione lavoro

I NUOVI METODI DI FRUIZIONE E MUSEALIZZAZIONE DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA

QUALE MEZZO PER FAVORIRE LO SVILUPPO TURISTICO

Tavola rotonda

Quarta sessione

Moderatore: Valeria Li Vigni (Dir. Museo Pal. D’Aumale – Terrasini)

Ore 15:30 Introduzione – V. Casizzone (Assessore al turismo, Provincia di Napoli)

Partecipano:

M. Gamboz (Dir. Museo del Mare “Serjei Masera” di Piran, Slovenia)

C. Chera (Dir. Museo di Costanza, Romania)

X. Nieto (Dir. Director del Centre d’Arqueologia Subaquàtica de Catalunya – Museu d’Arqueologia de Catalunya, Catalogna, Catalogna)

H. O. Tsukahara (Dir. Ojika Board of Education – History and Folk Museum)

A. Mussari (Dir. Museo del Mare, Napoli)

P. Caputo (Resp. Archeologia Sub. – S. S. B. A. Napoli e Pompei)

W. Kovacic (Museo Parenzo, Croazia)

Ore 17:30 Coffee Break

Ore 18:00 Conclusioni L.A. Savoia (Commissione Nazionale Italiana UNESCO)

CONTATTI

DR PASQUALE GUERRIERI

TEL 081 871 71 14

FAX 081 871 52 60

CELL 3331633751

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“Luoghi dell’archeologia e usi contemporanei” convegno a Venezia sulla valorizzazione delle “rovine”

Convegno internazionale

Luoghi dell’archeologia e usi contemporanei

19 – 20 novembre 2009
auditorium del cotonificio veneziano
Santa Marta, Dorsoduro, Venezia

L’area di ricerca “Architettura e Archeologie” dell’Università Iuav di Venezia presenta il convegno internazionaleLuoghi dell’archeologia e usi contemporanei” e una mostra che espone i progetti selezionati nell’ambito dell’omonima call for proposals.

Le due manifestazioni correlate si propongono come luogo di riflessione, discussione e confronto tra i ricercatori dell’area con rappresentanti di enti, portatori di interesse, progettisti e studiosi di chiara fama.

Concordemente all’approccio che contraddistingue l’area, l’obiettivo è quello di far dialogare diverse archeologie con i molteplici saperi che convergono intorno ad esse, nella comune ricerca di strategie adeguate alla riattivazione e risignificazione delle “rovine”, tanto in relazione alle esigenze di sviluppo del territorio, quanto per la valorizzazione di resti e contesti archeologici in rapporto alla identità dei luoghi, della città e dei paesaggi contemporanei.

La riflessione del convegno sarà articolata intorno a:

> questioni teoriche e progettuali che ruotano intorno al rapporto tra architettura e archeologie;

> luoghi dove le preesistenze archeologiche determinano problematiche specifiche; grandi siti monumentali, aree di scavo scarsamente toccate dai flussi turistici, paesaggi definiti da antichi confini e tracciati, contesti connotati da manufatti di archeologia industriale etc., saranno presi in esame per la loro capacità di diventare risorse attive nella valorizzazione del territorio;

> temi architettonici che richiedono approfondimenti su specifiche tipologie d’intervento, quali recinti di siti archeologici, coperture delle aree di scavo, riusi di antichi manufatti industriali, etc.

> architettura e archeologie, sessione tematica che conclude la prima e la seconda giornata del convegno e costituisce il momento in cui questioni teoriche, luoghi e temi architettonici si intrecciano al fare architettura.

Programma completo:

http://www.iuav.it/Ricerca1/ATTIVITA-/aree-temat/architettu/convegno/index.htm

On-line su Anthroponet.it tutto il patrimonio paleoantropologico sardo

L’intero patrimonio scheletrico della Sardegna, dalla preistoria alla caduta dell’impero romano, e’ a disposizione on line. Il materiale archeologico e’ stato censito grazie a Anthroponet, un progetto portato avanti dall’antropologo Marco Lodde, dottore di ricerca del dipartimento di Biologia sperimentale dell‘Universita’ di Cagliari, sotto la guida della prof.ssa Elisabetta Marini.

anthroponetAnthroponet e’ uno dei primi esperimenti sul territorio nazionale e internazionale di censimento e diffusione on line di materiale archeologico, un prodotto innovativo che permette di accedere via internet, attraverso l’indirizzo web www.anthroponet.it, al patrimonio scheletrico della Sardegna di epoca preistorica, protostorica e storica; dal paleolitico alla caduta dell’impero romano. A tutt’oggi sono stati censiti 300 siti archeologici e il sito web e’ stato visitato da navigatori di oltre 30 paesi del mondo.

Anthroponet e’ molto di piu’ di un museo virtuale, consente di reperire facilmente informazioni sulle caratteristiche dei singoli siti della Sardegna, di realizzare analisi statistiche su base geografica o storica, di ricercare informazioni bibliografiche e di interagire direttamente con alcuni reperti di particolare interesse attraverso le loro ricostruzioni in 3D.

Grazie a quest’ultima applicazione un reperto di interesse puo’ essere reso disponibile ad un numero illimitato di persone, in qualsiasi regione del mondo, senza rischio di danni dovuti alla manipolazione.

Fonte:

http://www.agi.it/cagliari/notizie/200910271006-cro-rt11016-archeologia_progetto_anthroponet_on_line_patrimonio_sardo

Il 22 e 23 ottobre 2009 a Lucca “Lu.Be.C. 2009″, tra beni culturali, tecnologia e turismo

Lu.Be.C. 2009

Beni culturali, tecnologia e turismo tra diffusione della conoscenza e sviluppo economico.

Lucca, Real Collegio, 22 e 23 ottobre 2009

Beni culturali e indotto turistico, ma non solo: la valorizzazione del patrimonio culturale è volano per lo sviluppo, fattore di attrattività e crescita per le aziende dell’ICT, agente fondamentale per la qualità della vita.

Lubec 2009

Governare e rendere compatibili fra di loro questi processi è compito degli amministratori, dei funzionari del settore, dei professionisti e delle imprese.
Per tutti Lu.Be.C. si conferma luogo di incontro, di dibattito, di confronto e di nuove proposte.

In linea con l’internazionalizzazione dell’iniziativa da quest’anno, in accordo con MISE e MAE, Lu.Be.C ospiterà tra i relatori e tra gli espositori, un paese straniero ospite, identificato con la Cina. In particolare, grazie al programma di scambio della Regione Toscana Italia – Cina, sarà la florida Provincia dello Zhen Jian, a presentare il suo punto di vista sul nostro Paese ed avrà contemporaneamente modo di conoscere il mondo delle PMI che ruotano intorno alla filiera analizzata.

LE SESSIONI PLENARIE

I temi affrontati nelle sessioni plenarie ruoteranno intorno al tema della ricaduta economica e culturale sull’indotto, a seguito dell’investimento nei beni culturali.
• Il patrimonio culturale tra investimenti e ricaduta economica sull’indotto: quali i modelli gestionali ed i benefici sulla comunità.
• La valorizzazione del patrimonio culturale come fondamento per il benessere dei cittadini e l’implementazione dell’indotto turistico.
Multiculturalità e valorizzazione del patrimonio culturale: opportunità e criticità.
• La valorizzazione dei beni culturali tra conservazione dell’identità dei luoghi, promozione della qualità dei servizi, investimenti e rilancio del made in Italy.

Tecnologie made in Italy e valorizzazione dei beni culturali: una strategia da promuovere per lo sviluppo del Paese.

I DIBATTITI POMERIDIANI
I 5 workshop pomeridiani proporranno, attraverso la presentazione di casi di successo, approfondimenti tematici rispetto alle linee trattate nelle mattine:

1. L‘investimento nei beni culturali tra sostenibilità gestionale e effetti sull’indotto: programmazione e best practices.
2. Cantieri aperti. Una via italiana al museo?
3. Il volontariato dei beni culturali: lo stato dell’arte in Toscana.
4. Comunicazione digitale: strategie e casi di successo per la promozione turistica del patrimonio culturale.
5. La valorizzazione dei grandi complessi monumentali tra eventi, programmazione e didattica.

Sito ufficiale:
http://www.lubec.it/

Nasce ARCHEOLOGIAVIVA.TV

L’annuncio in anteprima era già stato dato al pubblico del VII Incontro Nazionale di Archeologia Viva lo scorso 1 marzo 2009. Ora Archeologiaviva.tv, il primo canale web interamente dedicato all’archeologia apre i battenti.

La rivista Archeologia viva ha fatto il salto, andando ad aggiudicarsi un posto importante nel panorama dei media: internet.

La nuova TV-on line inaugurerà il 20 ottobre 2009 alle ore 11.30 presso GIUNTI Editore (Firenze, via Bolognese 165): per la prima volta il passato dell’uomo, dalla preistoria al medioevo, potrà essere rivissuto “in diretta” in casa propria grazie ai migliori documentari, ai servizi sulle ultime scoperte, a news su mostre e convegni, e ad interviste a tema.

Archeologiaviva.tv è una realizzazione di Archeologia Viva (Giunti Editore) e Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico (Museo Civico di Rovereto).

All’evento interverranno:
Sergio Giunti – editore
Guglielmo Valduga – sindaco di Rovereto
Piero Pruneti – direttore Archeologia Viva
Franco Finotti – direttore Museo Civico Rovereto
Dario Di Blasi – direttore Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico.

Archeologiaviva.tv è già on line: http://www.archeologiaviva.tv/

Nuove scoperte per la Soprintendenza del Mare: veliero da carico rinvenuto nelle acque di Castellammare del Golfo

Un veliero da carico del ‘500 è stato rinvenuto nelle acque di Castellammare del Golfo. Evidentemente le mareggiate invernali hanno rimosso grandi quantità di sabbia facendo emergere i resti del probabile veliero. Su segnalazione di collaboratore esterno, Vito Sottile, è stata effettuata prontamente una ricognizione guidata da Gaetano Lino della Soprintendenza del Mare, coadiuvato da Franco Balistreri.

LE RICERCHE

Era da tempo che la Soprintendenza del Mare era sulle tracce di questa imbarcazione segnalata da gente del luogo. Ma ogni tentativo di individuarla era stato vano, per la non identificazione dell’esatto luogo di giacitura o per la presenza di forte insabbiamento. Tutte le segnalazioni convergevano nell’affermare la presenza di una nave naufragata presso la costa sabbiosa tra Castellammare del Golfo e la foce del San Bartolomeo, di fronte alla località oggi definita “Plaja”.

Soprintendenza del Mare - Cannone di poppa c

Vi era anche un documento datato alla fine del 1400 che concorreva ad animare la ricerca. Si tratta di un documento d’archivio che menziona un vascello che, dopo aver caricato grano al caricatore del Vallone sito ad est della località Magazinazzi, si era spostato al caricatore di Castellammare e aveva caricato un’altra partita di grano. Per il sopravvenire di condizioni meteorologiche avverse la nave non riuscì a prendere il largo e naufragò. Il documento non è sufficientemente preciso né sulle circostanze del naufragio né sulle caratteristiche dell’imbarcazione (nome, armatore etc:), tuttavia pone degli interrogativi, a cui forse il rinvenimento odierno potrebbe parzialmente rispondere.

LA DESCRIZIONE

Ciò che emerge è una sequenza di quattro spezzoni di imbarcazione poste su un asse parallelo alla costa per una lunghezza totale di 22 metri che dovrebbe essere all’incirca la lunghezza totale della nave. La larghezza non è determinabile poiché la nave si fracassò con l’urto sulla sabbia durante il naufragio e il tempo trascorso ha fatto il resto deteriorando parti consistenti dello scafo. Si notano ordinate, madieri e fasciame assemblati in porzioni emergenti dalla sabbia. La prua è all’estremità orientale dello scafo. All’altra estremità, verso la poppa, si è localizzato un piccolo cannone parzialmente affiorante dal fondo sabbioso della lunghezza di poco superiore al metro, con la bocca del diametro di circa 15 centimetri esterno e 7 interno. La presenza di armi da fuoco in navi mercantili non deve meravigliare poiché esse erano sempre armate per fronteggiare eventuali aggressioni piratesche.

A circa metà della lunghezza totale, tra prua e poppa, si notano delle barre metalliche sporgenti dalla sabbia, che potrebbero essere identificate come sartie di murata. Interessante è notare che il fasciame e, quindi, lo scafo, era rivestito all’esterno da una lastra di metallo verosimilmente in bronzo.

Dalla giacitura delle varie parti del relitto emergenti dalla sabbia si evince che la nave si adagiò sul fianco destro sospinta dalle onde a circa 2,20 metri di profondità e 70/80 metri dalla spiaggia.

Soprintendenza del Mare - Sartie di murata

IL CARICO

Del carico non si intravede alcunché. Del resto, se era effettivamente grano, esso andò completamente perso, mentre una gran massa di materiale ferroso non identificabile è sparso nell’area del relitto e nelle sue immediate vicinanze. Tra questo si notano alcuni probabili cerchi di botticelle, appartenenti ai contenitori d’acqua per l’equipaggio, e tubi che potrebbero essere parti di fucili. Vi è anche della ceramica frammentaria tra cui frammenti di giare invetriate in verde scuro con collo distinto attraversato da solcature di un tipo in uso sin dal XV secolo.

GLI INTERVENTI

Al momento, i tecnici della Soprintendenza del Mare, coordinati dal Soprintendente Sebastiano Tusa, hanno soltanto operato per la documentazione e localizzazione del relitto al fine di approntare immediatamente i dispositivi di tutela affinché non venga sottoposto a danneggiamenti o razzie. Hanno anche avanzato le prime deduzioni sottolineando l’importanza del relitto per la storia dei commerci marittimi siciliani datando il relitto probabilmente ai secoli XV – XVII. Ci vorranno altre immersioni e altre osservazioni per valutare con precisione la datazione della nave ed, eventualmente, sciogliere l’enigma della probabile identificazione con il veliero mercantile citato nel documento cinquecentesco.

LE DICHIARAZIONI
L’assessore Armao:La provincia di Trapani è fortemente legata alla storia della Sicilia
Il soprintendente Tusa:Nessuna casualità, queste scoperte sono il risultato di un lavoro costante”.

Scoperta a Manchester la tecnica che rivoluziona il metodo di datazione dei reperti ceramici: basta una fornace e dell’acqua

Scienziati delle università di Manchester ed Edimburgo hanno sviluppato un nuovo metodo per datare i reperti ceramici, basato sull’uso di calore ed acqua.

La ricerca, pubblicata su Proceedings of the Royal Society, aiuterà gli archeologici a datare importanti reperti archeologici che sono notoriamente difficili da datare. Il radiocarbonio, che viene usato per stabilire l’età dei resti ossei e lignei, non funziona infatti con gli oggetti in ceramica che non contengono carbone, e le tecniche finora utilizzate in questo settore, quali la termoluminescenza, sono estremamente complesse e costose.

Ceramica antica

La tecnica della reidrossidazione si basa sulla scoperta che l’argilla scaldata ad altissime temperature, non appena tolta dalla fornace comincia a reagire chimicamente con l’ambiente circostante. Questa reazione lentissima, dipendente dall’anzianità della ceramica, può essere misurata con strumenti di precisione e dare così un’accurata datazione all’oggetto studiato.

Nel particolare, usando la tecnica della reidrossidazione, il team guidato dalla ricercatrice inglese Moira Wilson ha riscontrato che scaldando un pezzo ceramico a temperature elevatissime, si ottiene il rilascio di tutte le sostanze da questo assorbite nel corso del tempo, dal momento cioè in cui è stato cotto per la prima volta.

Maggiore è la quantità di peso che l’oggetto perde, più antica è la sua data di realizzazione. Le ceramiche hanno infatti la capacità di assorbire parte delle sostanze con cui vengono a contatto e di aumentare di conseguenza il proprio volume nel corso del tempo. Dopo il surriscaldamento, Wilson e colleghi hanno utilizzato un apparecchio di misurazione estremamente preciso, capace di monitorare l’oggetto nel suo ricominciare a combinarsi con le sostanze contenute nell’atmosfera e nell’acqua.

Questo periodo di osservazione ha permesso loro di quantificare in termini temporali quanto impiega mediamente ogni reperto per assorbire le sostanze esterne, e quindi di risalire alla sua vera età.

Ceramica antica - mattoni

Per mettere alla prova la loro tecnica gli scienziati hanno chiesto la collaborazione del Museum of London, sperimentandola su oggetti di età conosciuta. Il risultato è stato sorprendente: il sistema del surriscaldamento ha infatti permesso di datare con esattezza pezzi risalenti all’impero romano, al medioevo e ai tempi moderni, e anzi, nella sua semplicità, si è dimostrato più preciso di tanti altri metodi usati finora.

ESTRATTO DELL’ARTICOLO ORIGINALE:

A new method of archaeological dating by rehydroxylation.

The majority of ceramics are found in archaeological deposits and are extremely difficult to date. The typical method of using radiocarbon dating used for bone or wood cannot be used for ceramic material because it does not contain carbon, and luminescence dating is far too complex. Scientists from the Universities of Edinburgh and Manchester have discovered a new method of ceramic dating which is published in Proceedings of the Royal Society A..

Their new ‘rehydroxylation dating’ method stems utilises the fact that fired clay ceramics start to react chemically with atmospheric moisture as soon as it is removed from the kiln. The ultra-slow recombination of moisture appears to be generic in fired-clay ceramics and obeys a precise power law, which acts as an ‘internal clock’. Rehydroxylation dating enables scientists to date brick samples from Roman, medieval and modern periods.

PER LEGGERE IL PAPER ORIGINALE (INGLESE):

http://rspa.royalsocietypublishing.org/site/misc/rehydroxylation.xhtml

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Per gli appassionati di ceramica romana, sono ora aperte le iscrizioni alla II Summer School di Grumento Nova

II SUMMER SCHOOL
“Metodologie di Indagine della Ceramica Romana”

27 luglio al 1 agosto 2009
Salone del Castello di San Severino, Grumento Nova (Pz)
II summer school ceramica romana - 2009

La ceramica romana costituisce una delle classi di materiali più diffuse nella documentazione archeologica dell’antichità. Essa rappresenta un elemento indispensabile per la datazione, per la caratterizzazione culturale ed economica di un sito o di una sua fase, oltre che un patrimonio della storia dell’arte antica.

Il corso intende fornire le basi per l’identificazione e la classificazione di alcune importanti classi della ceramica romana. I docenti del corso hanno alle spalle una vasta esperienza lavorativa, soprattutto in Italia centro-meridionale, e si serviranno della documentazione presente al Museo archeologico dell’alta Val d’Agri per fornire un supporto didattico diretto, sia analizzando reperti integri, sia attraverso i frammenti.

II summer school ceramica 2009Attualmente la catalogazione dei beni culturali italiani tende ad essere progressivamente trasferita agli enti locali e il corso permette di apprendere le norme che si stanno affermando nell’acquisizione del patrimonio archeologico per quanto riguarda la ceramica romana e le sue iscrizioni.

Anche in in campo tecnologico lo studio della ceramica si sta evolvendo rapidamente e in tale ambito si intende presentare alcune metodologie utili per conoscere quelli che erano i materiali contenuti nella ceramica, le vernici e gli impasti argillosi usati. Solo conoscendo le potenzialità documentarie l’archeologo può decidere se e come procedere alla pulizia dei reperti oppure alla loro analisi preliminare.

Nell’ambito della rappresentazione l’uso del laserscanner si sta rivelando prezioso, sia per la sua precisione, sia per la resa tridimensionale dei reperti. Ai fini della completezza e dell’affidabilità della documentazione le nuove tecnologie lentamente stanno affiancandosi o sostituendosi al lavoro manuale, permettendo una veloce e non ingombrante documentazione di elevatissima qualità.

PROGRAMMA DELLA SCUOLA:

27 Luglio
08,30-10,30 Massimo Osanna: Linee per lo studio della ceramica romana
10,30-12,30 Helga Di Giuseppe: Metodologie nello studio della ceramica romana
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-16,00 Helga Di Giuseppe: La ceramica romana a vernice nera
16,00-18,00 Barbara Lepri: La ceramica a pareti sottili

28 Luglio
08,30-10,30 Elisa Tomasella: La ceramica africana
10,30-12,30 Teresa Perretti: La terra sigillata italica: tipologia e bolli
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-18,00 Esercitazione pratica al Museo
29 Luglio
08,30-10,30 Helga Di Giuseppe e Ilaria De Luca: La ceramica tardo antica
10,30-12,30 Antonio Capano: La ceramica medievale
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-18,00 Esercitazione pratica al Museo

30 Luglio
08,30-10,30 Elisa Tomasella: Le anfore romane
10,30-12,30 Giorgio Trojsi: Archeometria applicata alla ceramica
13,00-14,00 Pausa Pranzo
14,00-15,30 Giorgio Trojsi: Archeometria applicata alla ceramica
16,00-18,00 Visita alla Chiesa Rupestre di Santa Maria La Preta (VIII sec. d.C.)
e al Ponte Romano di Sarconi

31 Luglio
08,30-10,30 Alfredo Buonopane: Le iscrizioni su ceramica: dalla schedatura alla
pubblicazione

10,30-12,30 Rappresentazione della ceramica: norme e tecniche
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-18,00 Visita all’area Archeologica di Grumentum
01 Agosto
08,30-13,00 Francesco Guerra, Micol Pillon e Mariangela Tocci: Disegno e immagini 3D da laserscanner

L’attività è rivolta a: laureandi, laureati, dottorandi di ricerca, specializzandi in archeologia, studiosi nel campo dei Beni Culturali e in particolare dei Beni Archeologici.

Alla Scuola verranno ammessi 30 allievi, scelti sulla base della valutazione del curriculum vitae et studiorum, da presentare assieme alla domanda di partecipazione entro e non oltre il 15 giugno 2009.

La domanda, da inviare unitamente al curriculum all’indirizzo di posta elettronica grumentumschool@gmail.com, è scaricabile dal sito:
http://profs.lettere.univr.it/progettogrumentum/summerschool09/index.html

Gli ammessi riceveranno comunicazione tramite e-mail entro il 22 giugno 2009.

Il costo del corso è di 250 euro comprensivi di assicurazione, materiale
didattico, esercitazioni, visite esterne e alloggio presso una struttura messa a disposizione dal Comune di Grumento Nova. Sono escluse le spese di viaggio e di vitto.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione da parte dell’Università degli studi di Verona per un totale di 50 ore (pari a 2 crediti formativi universitari).


Coordinatore della summer school:
Prof. Attilio Mastrocinque

PER INFORMAZIONI:
Arch. Micol Pillon, Dott.ssa Federica Candelato
grumentumschool@gmail.com

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Bologna – Conferenze sugli scavi del Dipartimento di Archeologia

E’ ricca e varia l’attivita’ archeologica svolta dal Dipartimento di Archeologia dell’Universita’ di Bologna. Numerose iniziative archeologiche in Italia e all’estero. Scavi nell’area padano adriatica come anche nel versante tirrenico, da Marzabotto a Pompei a Classe.

Bologna, ciclo di conferenzeAttivita’ che verra’ illustrata in una serie di conferenze ed incontri che avranno luogo a Bologna, dal 4 maggio al 3 giugno.

La vocazione mediterranea della ricerca storico archeologica dell’Ateneo bolognese e’ testimoniata, in ambito internazionale, da numerose iniziative su siti di grande importanza in Francia, Albania, Grecia, Turchia, Siria ed Egitto, in un arco cronologico compreso tra l’Eta’ del Bronzo e le fasi bizantina e antico islamica.In Oman e Asia centrale, inoltre, vari progetti studiano la successione delle fasi culturali in aree cruciali per le relazioni tra Oriente e Occidente.

Scopo di questo ciclo di conferenze e’, pertanto, quello di comunicare i risultati raggiunti dal Dipartimento di Archeologia e, attraverso di essi, fare luce sulle vicende del passato e comprendere meglio le relazioni storiche e culturali del presente.

PROGRAMMA:

Lunedì 4 maggio (ore 17.15, Sala Stabat Mater dell’Archiginnasio, Piazza Galvani 1 – Bologna)

- La città etrusca di Marzabotto, relatore Giuseppe Sassatelli;

- Il porto e la città di Classe, relatore Andrea Augenti;

- S. Maria Maggiore e l’archeologia urbana a Trento, relatrice Maria Teresa Guaitoli.

Lunedì 11 maggio, (ore 17.15, Sala Stabat Mater dell’Archiginnasio, Piazza Galvani 1, Bologna)

- “Vesuviana”: Pompei ed Ercolano, relatrici Daniela Scagliarini e Antonella Coralini;

- I Celti a Monte Bibele, relatore Daniele Vitali;

- La città romana di Suasa, relatore Giuseppe Lepore.

Lunedì 18 maggio, (ore 17.15, Biblioteca d’Arte e di Storia di S. Giorgio in Poggiale, Via N. Sauro 22 – Bologna)

- Tilmen, una capitale dell’Età del Bronzo in Turchia, relatore Nicolò Marchetti;

- Phoinike, città greco-romana in Albania, relatore Sandro De Maria;

- Basiliche bizantine a Creta e a Kos in Grecia, relatrici Raffaella Farioli e Isabella Baldini.

Lunedì 25 maggio (ore 17.15, Biblioteca d’Arte e di Storia di S. Giorgio in Poggiale, Via N. Sauro 22 – Bologna)

- Bakchias, centro tolemaico in Egitto, relatore Sergio Pernigotti;

- Ras el-Hadd, villaggio calcolitico di pescatori e navigatori in Oman, relatore Maurizio Cattani;

- Lothal, porto della civiltà dell’Indo, relatore Maurizio Tosi.

Mercoledì 3 giugno (ore 17.15, Biblioteca d’Arte e di Storia di S. Giorgio in Poggiale, Via N. Sauro 22 – Bologna)

- Città e nomadi in Asia Centrale (Uzbekistan, Turkmenistan, Kazakhstan), relatori Maurizio Tosi e collaboratori.

Fonti:

http://www.archeologia.unibo.it/Archeologia/Attivita+didattica/archbo_conf.htm

http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=3.0.3257403242

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