Musei

Archeologica 2008 - Quattro incontri al museo del Castello di San Giorgio (La Spezia)

La Spezia -  Venerdì 28 e sabato 29 marzo e il 4 e 5 aprile 2008, al Museo del Castello di San Giorgio, Collezioni Civiche Archeologiche U. Formentini (via XXVII Marzo), si svolgerà Archeologica 2008, ciclo di quattro appuntamenti con l’archeologia a cura di Donatella Alessi e Raffaella Fontana.

Il ciclo di incontri di Archeologica, giunto alla settima edizione, percorre un itinerario attraverso studi significativi e recenti che interessano la storia più antica, in un rapporto di lettura che vuol legare il passato con l’attualità. Quest’anno verranno affrontati diversi temi del seducente mondo dell’egittologia, dalle novità di scavo in importanti siti archeologici ad approfondimenti di temi affascinanti quali la storia dell’impero ramesside, periodo di massimo splendore dell’Egitto faraonico, la musica ed il canto e l’egittomania.

Programma dettagliato della rassegna:

Venerdì 28 marzo, ore 17.00
Ramesse e il suo Impero: archeologia e mito dell’Egitto faraonico (relatore: Giacomo Cavillier, Università di Genova)

Sabato 29 marzo, ore 17.00
Il naso di Cleopatra. L’egittomania nell’Antica Roma (relatore: Angiolo Menchetti, Università di Pisa)

Venerdì 4 aprile, ore 17.00
Nuove scoperte archeologiche dell’Università di Pisa nella Necropoli dell’Antica Tebe (relatore: Marilina Betrò, Università di Pisa)

Sabato 5 aprile, ore 17.00
Canzoni: parole in-canto dell’Egitto Antico (relatore: Valerio Simini / performance musicale, Il Centro del Suono; voce recitante Emilio Simini)

Alla fine dei vari incontri, vengono effettuate degustazioni guidate di prodotti tipici e di presidio delle provincia della Spezia e di Massa Carrara.

L’ingresso a tutti gli incontri è libero e gratuito.Per informazioni: 0187 751142

Fonte:
www.mentelocale.it

Un mare da toccare - Archeologia subacquea con la Soprintendenza del Mare - Regione Sicilia

Segnaliamo i numerosi incontri inseriti nel progetto “Un mare da toccare” della Soprintendenza del Mare - Regione Sicilia.

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Progetto didattico
UN MARE DA TOCCARE

Il 12 marzo alle ore 10,00 è stata inaugurata l’edizione 2008 del progetto didattico Scuola - Museo Un mare da toccare presso la sede del Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” - viale Teocrito, 66 Siracusa - con una lectio magistralis di Giuseppe Voza.

Il 14 marzo alle ore 15.30 prenderà invece il via l’edizione palermitana presso la Soprintendenza del Mare - via Lungarini, 9 - con la presentazione di Sebastiano Tusa.

Le attività proseguiranno nelle due sedi secondo il seguente programma/calendario:

VENERDI’ 14 MARZO 2008 h. 15.30 PALERMO
Presentazione del progetto scuola-museo “Un mare da toccare”a cura di tutti i responsabili del progetto e delle istituzioni interessate
SEDE: Soprintendenza del Mare, Palazzetto Mirto, PALERMO

GIOVEDI’ 27 2008 h. 15.30 Lezione agli insegnanti, SIRACUSA
Massimo RAPISARDA, Fisico, ENEA – Centro Ricerche di Frascati, Tecniche di classificazione e datazione dell’ossidiana per la ricostruzione della sua diffusione nel Mediterraneo occidentale.
SEDE: Provincia Regionale , via Roma, SIRACUSA

MARTEDI’ 1 APRILE h. 15.30 Lezione agli insegnanti, PALERMO
Antonio ULZEGA, Geologo, Università di Sassari, Indagini sui porti fluviali del nord Sardegna,
SEDE: PALERMO, Palazzetto Mirto, PALERMO

MARTEDI’ 8 APRILE h. 15.30 Lezione agli insegnanti, PALERMO
Gianfranco ADORNATO, Scuola Normale Superiore di Pisa, Disegni e didascalie di pesci ed altre creature marine sul Papiro di Artemidoro.
SEDE: PALERMO, Palazzetto Mirto, PALERMO

MARTEDI’ 15 APRILE h. 15.30 Lezione agli insegnanti, PALERMO
Rubens D’ORIANO, Archeologo, Soprintendenza Archeologica della Sardegna, Sezione della Gallura, I relitti del porto romano di Olbia.
SEDE: PALERMO, Palazzetto Mirto, PALERMO

MARTEDI’ 22 APRILE 2008 h. 15.30 Lezione agli insegnanti, SIRACUSA
Paolo MILITELLO,Storico, Università di Catania, Cartografia dei porti della Sicilia,
SEDE: Provincia Regionale , via Roma, SIRACUSA

MERCOLEDI’ 14 MAGGIO 2008 h. 17.00 Conferenza, SIRACUSA
Enzo Incontro, Direttore Area marina protetta del Plemmirio Siracusa
SEDE: Provincia Regionale , via Roma, SIRACUSA

ATTIVITA’ STUDENTI
PALERMO 5-9 MAGGIO, attività di laboratorio in acqua con supervisione ed assistenza di personale specializzato con simulazione di cantiere archeologico subacqueo presso la Soprintendenza del Mare – Istituto Roosevelt, Addaura
PALERMO 5-9 MAGGIO, MOSTRA “UN MARE DA TOCCARE”: itinerario tattile di materiali di provenienza subacquea, presso la Soprintendenza del Mare, Palazzetto Mirto

ATTIVITA’ STUDENTI
SIRACUSA 12-16 MAGGIO, attività di laboratorio in acqua con supervisione ed assistenza di personale specializzato con simulazione di cantiere archeologico subacqueo presso la Riserva del Plemmirio
SIRACUSA 12-16 MAGGIO, MOSTRA “UN MARE DA TOCCARE”: itinerario tattile di materiali di provenienza subacquea, presso la Provincia Regionale di via Roma

L’edizione 2008 del progetto didattico della Soprintendenza del Mare, denominato quest’anno Un mare da toccare in quanto prevede il coinvolgimento degli alunni ipovedenti, è il frutto della collaborazione tra Servizio Beni Archeologici diretto da Caterina Greco e l’Unità Operativa VII diretta da Angela Accardi, con la collaborazione di Francesca Oliveri, di Antonella Testa e di Floriana Agneto.

Con il supporto dell’Istituto dei Ciechi di Palermo e la Stamperia Braille di Catania si è progettato un percorso didattico che possa coinvolgere allievi e docenti vedenti e non vedenti nell’approccio con l’archeologia subacquea, riservando a ciascuno l’esperienza insolita di una conoscenza tattile, secondo un calendario di attività che verrà pubblicato a breve. E’ previsto, come nelle precedenti edizioni, il tradizionale corso di formazione in archeologia subacquea tenuto da illustri docenti per insegnanti delle scuole medie e superiori delle province di Palermo, Trapani, Catania e Siracusa - che avrà luogo nei mesi di marzo ed aprile nelle sedi di Palermo e Siracusa - successivamente nel mese di maggio saranno organizzate le giornate di laboratorio didattico a mare per gli alunni delle scuole che avranno aderito.

Come nelle scorse edizioni, le scolaresche saranno suddivise in gruppi di 30 ragazzi al giorno, e potranno assistere alla simulazione di un cantiere archeologico subacqueo, che sarà montato nello specchio d’acqua prospiciente l’Istituto Roosevelt – Addaura (Palermo, sede a mare di questa Soprintendenza). Frammenti di reperti archeologici posizionati sul fondo del mare con apposita quadrettatura, saranno rilevati e documentati fotograficamente con una simulazione che spiegherà le fasi di cantiere. Una parte degli alunni sarà assistita dal personale specializzato della Soprintendenza e seguirà dal gommone le fasi dei lavori subacquei guardando attraverso batiscopio, mentre una parte degli alunni scenderà in mare guidata da esperti subacquei e - opportunamente protetta con muta, maschera e pinne - assisterà ai lavori direttamente dalla superficie del mare.

Parallelamente saranno avviate le attività riservate agli alunni ipovedenti e/o non vedenti, che si svolgeranno a Palermo ed a Siracusa: una mostra aperta a tutti permetterà di seguire un percorso tattile che illustra con suoni, odori ed il contatto diretto con oggetti opportunamente scelti quali siano le peculiarità dell’archeologia; i laboratori didattici prevedono che gli alunni ipovedenti e/o non vedenti scendano in mare per effettuare un’esperienza tattile di forte impatto emotivo e didattico con
l’assistenza di operatori subacquei specializzati in collaborazione con l’area protetta del Plemmirio, già esperti in materia di immersioni assistite per non vedenti.

“I Goti dall’oriente alle Alpi”, mostra al Castello di Udine

Fino al 1 maggio 2008 sarà visitabile in Castello, Museo Archeologico, la mostra archeologica dal titolo “I Goti dall’Oriente alle Alpi”.

La mostra, che presenta reperti scavati di recente in Slovenia, Austria e Friuli, ha luogo nel paese presso cui da una decina di anni si svolgono indagini archeologiche da parte della Società friulana di archeologia e dei Musei Civici di Udine.

Gli scavi hanno interessato il sito del Castello Superiore, documentato come esistente nel XII sec. ma probabilmente sorto su un sito già abitato nell’alto medioevo, ed il colle di S. Giorgio, ove nella prima metà del VI sec. vi fu un insediamento che si ha motivo di ritenere abitato da Goti.

Ad essi portano, monete, armi, la scelta del luogo impervio e fortificato ed il fatto che l’insediamento venne abbandonato verso la metà del VI sec., presumibilmente in seguito alle vicende della guerra greco-gotica.

Le notizie sugli scavi e sul sito si possono leggere negli ultimi numeri dei “Quaderni friulani di archeologia” e nel volume “I Goti nell’arco alpino orientale”, edito dalla Società friulana di archeologia.

Nell’occasione si presentano reperti provenienti da più siti della Slovenia, tra l’altro anche dalla nota necropoli di Dravlje presso Lubiana, e dall’importante necropoli austriaca di Globasnitz, ai piedi dell’Hemmaberg, ove nel VI sec. sorgeva un insieme di chiese (forse cattoliche ed ariane, proprie dei Goti) probabilmente a formare un centro di pellegrinaggio.

Sono visibili anche alcuni resti umani con la caratteristica deformazione dei crani, tipica di molte popolazioni orientali, fatta propria anche dai Goti prima della loro completa acculturazione.

La mostra: L’esposizione presenterà al pubblico, per la prima volta, i reperti rinvenuti nei recenti scavi presso la chiesa di S. Giorgio ad Attimis, attualmente l’unico sito in regione che ha restituito testimonianze di epoca gota, riferibili ad una postazione fortemente militarizzata. Oltre a questi vi si potranno ammirare importantissimi reperti provenienti dalla Slovenia e dalla Carinzia, zone con cui il sito locale trova significativi riscontri per la tipologia insediativa.

Fonte:

http://www.archeofriuli.it/agenda.asp?id=332#top

Potere e Splendore. Gli antichi Piceni a Matelica

Il 22 febbraio a Milano all’interno della Borsa Internazionale del Turismo, sarà presentata la mostra “Potere e Splendore. Gli antichi Piceni a Matelica“, che si terrà dal 19 aprile 2008 sino al 31 ottobre a Matelica (MC), nei suggestivi ambienti di Palazzo Ottoni. Un evento di grande rilievo che vede la partecipazione del Comune di Matelica, della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, della Regione Marche, della Provincia di Macerata, della Comunità Montana Alte Valli del Potenza e dell’Esino e della Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata.

Matelica - Museo Archeologico

La mostra si pone a coronamento di un’attività ultradecennale, portata avanti senza soluzione di continuità dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, con il sostegno dell’Amministrazione Comunale matelicese e di alcuni soggetti privati. Attività fatta di campagne di scavo, di iniziative volte alla conservazione e alla valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico e dell’apertura, nel 2004, del Museo Civico Archeologico, tappa fondamentale del percorso. Il risultato di questa esperienza è una mole impressionante di materiali archeologici e di dati fondamentali nella conoscenza dell’archeologia italica e pre-romana nazionale tanto che, il loro studio sta cambiando la storia di questo territorio, e non solo di esso, nelle fasi più antiche dell’epoca preromana.

Si tratta di uno dei rarissimi esempi archeologici in cui, relativamente ad alcuni momenti storici, si possiedono testimonianze e resti di tutti gli aspetti della vita delle comunità antiche: quelli funerari, abitativi, rituali e sociali soprattutto in un quadro diacronico completo. Il valore di questo patrimonio trascende i confini territoriali della stessa Matelica per rappresentarla, soprattutto in età pre-romana, come un’area cardine nella comprensione dei processi culturali che legano e/o distinguono l’Adriatico e il Tirreno e da cui emerge, un carattere culturale proprio, specifico ed originale, rispetto ad altre culture contemporanee finora meglio conosciute.

La mostra “Potere e Splendore. Gli antichi Piceni a Matelica”, supportata da un ampio apparato didattico ed esplicativo, si propone di far conoscere questo fenomeno, presentando in particolar modo i risultati delle ultime ricerche sulle necropoli di Matelica a partire dagli eccezionali contesti principeschi della Tomba 182 di Crocifisso e la Tomba 1 di Passo Gabella, che formano la sezione principale dell’esposizione.

Gli argomenti riguarderanno anche gli antefatti dell’età del ferro e del periodo così detto orientalizzante (fase nella quale si diffondono oggetti e stili di vita provenienti dal vicino oriente), la cui visione permette di ripercorrere le tappe che hanno caratterizzato questo comprensorio tra il IX e il VII secolo a.C. La mostra inoltre amplierà lo sguardo su altri contesti coevi del territorio marchigiano, quali Fabriano e Pitino di San Severino Marche.

La mostra e il suo catalogo si propongono, infine, di far comprendere tutti gli aspetti socio-economici e di cultura materiale di queste antiche comunità dell’alta valle dell’Esino, che dovevano trarre il loro benessere e la loro ricchezza dallo sfruttamento delle ampie risorse agricole e pastorali del territorio, nonché dal controllo delle direttrici viarie transappenniniche dall’Adriatico al Tirreno. Comunità che vedono, generazione per generazione, personaggi emergenti di sesso maschile e femminile, esibire i connotati del ruolo e segni del rango (armi da parata come elmi e spade impreziosite da inserti di avorio e ambra, carri e calessi, oggetti preziosi in oro argento e avorio, nonché sontuosi apparati da mensa) attraverso simboli, rituali e pratiche religiose evolute e articolate, di cui la straordinaria complessità e ricchezza dei corredi funerari ne rappresentano la più alta testimonianza.

POTERE E SPLENDORE. GLI ANTICHI PICENI A MATELICA
19 aprile / 31 ottobre 2008
Matelica / Palazzo Ottoni

ORARI
aprile – giugno:
da lunedì a venerdì 10.00/13.00 – 15.00/19.00
sabato, domenica e festivi 10.00 /19.00
luglio – ottobre:
da lunedì a venerdì 10.00/13.00 15.00/19.00
sabato, domenica e festivi 10.00/21.00

BIGLIETTI
Biglietto intero euro 7.00
Ridotto e gruppi euro 5.00
I biglietti danno diritto ad uno sconto presso gli esercizi convenzionati

VISITE GUIDATE
Mostra e Città su prenotazione

INFO
Museo Civico Archeologico
Telefono e fax 0737 787244
museoarcheo@comune.matelica.mc.it

Fonte:
http://www.viverejesi.it/

Roma e i Barbari - Mostra a Palazzo Grassi (Venezia) - Le prime impressioni

Ritorniamo con questo post sulla mostra “Roma e i Barbari” in corso di svolgimento a Palazzo Grassi a Venezia, inaugurata il 26 gennaio e aperta fino al 20 luglio prossimo, di cui avevamo già dato nota in questo articolo, per segnalare un bellissimo articolo pubblicato sulla Gazzetta di Sondrio con le prime impressioni sull’esposizione

I beni esposti sono considerati dei tesori nazionali; è il caso per esempio del tesoro di Beja in Portogallo, del reliquiario esagonale di Conques, o del tesoro di Childerico, conservato alla Biblioteca Nazionale Francese a Parigi, dell’evangeliario di Notger in Belgio, del ritratto presunto di Amalasunta custodito al Museo del Bargello a Firenze. Tanti sono gli oggetti presentati, che per la prima volta , lasciano i loro musei, per Palazzo Grassi.

Inoltre, il piede monumentale in bronzo di Clermont-Ferrand o il tesoro della tomba della dama di Grez-Doiceau di Namur, o ancora la lancia da parata di Cutry (Moselle, Francia), sono reperti recenti. Pregevole è anche la presenza degli Scettri del Palatino (Roma), ultimamente ritrovati. Sono esposti anche rarissimi documenti manoscritti tra i quali il Book of Mulling, gli evangeliari di Saint-Vaast e di Marmoutier, nonché il manoscritto di un Vangelo secondo San Giovanni in miniatura copiato in Italia tra il V ed il VI secolo.

Da parte degli organizzatori c’è voluta una determinazione incredibile per mostrare, sebbene in alcuni punti non perfettamente riusciti, mille anni della storia europea con l’avvicendarsi di tanti popoli così diversi tra loro per cultura, religione che pur combattendosi, sono riusciti ad amalgamarsi, ad accogliersi, a convivere, innestando i loro saperi in modo più sopportabile e civile di quanto non si faccia oggi con i tanti “migranti” visti ancora più di allora, come “nemici”.

“Roma e i Barbari” si concentra sui fenomeni che toccano più direttamente i territori dell’Europa occidentale, senza tralasciare i processi che, partendo dall’Oriente, hanno interessato anche l’Occidente. Non va sottovalutato il ruolo svolto dal Mediterraneo, fino all’avvento del mondo arabo musulmano, di ‘bacino’ naturale per un continuo scambio di uomini, merci e idee da Est a Ovest. [...]

Ci si può stupire nel vedere che c’è in mostra tutto ciò che diede vita alle moderne nazioni europee, la “nascita di un nuovo mondo” come dice il titolo. Con “scopo precipuo” di “mettere in evidenza l’ibridazione tra le radici greco-romane e le radici germaniche da cui ha origine la cultura europea” afferma il curatore Jean-Jacques Aillagon, il curatore di questo straordinario insieme che affascinerà non solamente i piccoli. Ben lontano dall’idea radicata di popoli “barbari”, solo invasori, predoni, distruttori (”vandali”). Per Roma (e prima per la Grecia) “barbari” sono coloro di cui non si comprendeva la lingua e che non avevano sistemi urbani stabili. [...]

La Mostra in cifre:

  • 182 giorni di apertura della mostra (quasi sette mesi).
  • Circa 2000 pezzi esposti provenienti da 23 paesi , prestati da circa 200 musei ed istituzioni.
  • 3000mq di esposizione.
  • Circa 40 tesori completi esposti.
  • 1.590g.di oro22 carati.
  • 14 raffigurazioni storiche , principalmente del XIX secolo, illustrano le conquiste romane e le invasioni barbariche.
  • 7097 Km percorsi dal quadro di Jan Paul Laurens , raffigurante Onorio, prestato dal Crysler Museum of Art di Norfolk.
  • Circa due Km è la distanza tra palazzo Grassi e il Museo archeologico di Venezia, l’ente più vicino tra quelli che hanno prestato opere a Roma e i Barbari.
  • 248×66x97 cm sono le dimensioni del sarcofago Ludovisi, il reperto più grande della mostra, proveniente dalle collezioni di palazzo Altemps a Roma.
  • 1,6×1,1cm sono le dimensioni dei preziosi bottoni rinvenuti nella tomba di Childerico e prestati dalla Bibliotheque Nationale de France.
  • 126 autori, sotto la direzione di Jean - Jacques Allaigon, curatore della Mostra, hanno contribuito al catalogo che pesa ben 4 Kg ed ha oltre 720 pagine.
  • 1,8 tonnellate per l’Autel de la Victoire proveniente da Augsburg.
  • 10,150kg d’argento per il Missorium o Piatto d’Achille, proveniente dalla Bibliotheque Nazionale de France, Paris.

Organizza facilmente via internet il tuo viaggio alla mostra “Roma e i Barbari”
Preferisco viaggiare in treno, automobile, aereo.
Ho necessità di prenotare l’hotel per la mia permanenza a Venezia.

(Leggi l’articolo completo sulla Gazzetta di Sondrio)

Museo Nazionale Romano, in mostra le “teste” degli Attalidi

E’ aperta a Roma la mostra archeologica “I sovrani di Pergamo”, fino al 16 marzo negli spazi del Museo Nazionale Romano, a Palazzo Massimo. Frutto della decennale collaborazione tra Italia e Germania, l’esposizione vede protagonisti i due importanti reperti che provengono dal Pergamonmuseum e dell’Altes Museum di Berlino: le due teste marmoree di Attalo I e di Attalo III – mentre il Museo Nazionale Romano ricambia il prestito con una serie di reperti in mostra a Berlino in questo stesso periodo, cioè gli affreschi, le quattro lunette della Tomba di Morlupo e la scultura in bronzo del Pugilatore della sua collezione.

Attalo I
Attalo I (fonte http://commons.wikimedia.org)

Pergamo, alleata di Roma già dal 200 a. C., diventando lo Stato che aveva i maggiori rapporti con Roma, e sul quale forse molte caratteristiche si sono modellate, simboleggiò l’apertura di Roma verso il mondo. E la presentazione di questi due ritratti del, rispettivamente, primo ed ultimo imperatore di Pergamo getta nuova luce su di un piccolo ma modernissimo principato, quello degli Attalidi (III secolo a. C.), eretto sulla sommità della collina di Pergamo, ora in territorio turco, della cui storia finora sono state scarse le informazioni a riguardo.
Eppure, la storia di Pergamo si apre e si chiude proprio con questi due regnanti: e le loro fattezze sono state consacrate attraverso la scultura, arrivando così a noi, secondo il culto dell’epoca.

Le due opere sono un chiaro esempio di “classicismo tardo ellenistico al servizio dei romani. L’autore dell’opera che ritrae Attalo I potrebbe essere Filomacos perché è il più grande artista greco di origine ateniese che lavora a Pergamo alla metà del III secolo a. C., autore tra l’altro della statua di Asclepio ritratto in piedi. E’ quello più accreditato almeno sul piano simbolico, mentre non abbiamo alcuna informazione circa possibili autori del ritratto di Attalo III” – spiega l’archeologo Filippo Coarelli.

Le due teste, tra l’altro, ricoprono una grande importanza anche storica. L’archeologo, infatti, prosegue e racconta ancora: “ritrarre il primo e l’ultimo degli Attalidi, Attalo I, che fondò il regno di Pergamo, e Attalo III, che lasciò ai Romani il regno che divenne poi provincia d’Asia, rappresenta la sintesi della storia di uno dei più importanti regni ellenistici, un regno solo inizialmente minore, ma che in seguito ha avuto una funzione notevole sia all’interno del mondo ellenistico, perché rappresentava la nuova Alessandria, con la seconda biblioteca dell’epoca, sia perché diventa una provincia d’Asia passando ai Romani”. (Fonte: http://www.abitarearoma.net/index.p … articolo=7186)

Museo Nazionale Romano – Palazzo Massimo

  • Indirizzo: Largo di Villa Peretti 1
  • Orario di apertura: Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19.45 . Chiuso lunedì (eccetto lunedì in Albis e durante la settimana della cultura), 1 gennaio, 25 dicembre. La biglietteria chiude un’ora prima.
  • Biglietti: MUSEO NAZIONALE ROMANO biglietto unico valido 3 giorni per 4 siti (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Crypta Balbi, Terme di Diocleziano) INTERO € 7,00 + 3,00 per supplemento mostre RIDOTTO € 3,50 + 3,00 per supplemento mostre per i cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 24 anni e per i docenti dell’Unione Europea GRATUITO per i cittadini della Unione Europea sotto i 18 e sopra i 65 anni
  • Informazioni e prenotazioni: +39.06.39967700 (lunedì-sabato 9-13.30 e 14.30-17)

Standard nazionali di qualità per le professioni nei musei

Il 18 febbraio si terrà a Padova un convegno dal titolo “Standard nazionali di qualità per le professioni nei musei. Istituzioni, agenzie formative e mercato del lavoro nell’attuale ordinamento della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale“. Il convegno, organizzato dalla Regione Veneto in collaborazione con l’Università di Padova si terrà nell’aula magna del Palazzo del Bo, Via VIII Febbraio; l’accesso è libero a tutti.

Il convegno ha come obiettivo di far conoscere i primi risultati dei lavori della Commissione incaricata nel dicembre 2006 dal MiBAC di elaborare per le attività di valorizzazione una proposta per la definizione dei livelli minimi uniformi della qualità previsti all’art.114 del Codice per i Beni e le Attività culturali (D. Lgs. n.42/2004). Tra i temi affrontati dalla Commissione, importante è stato quello delle competenze, dei percorsi formativi e delle modalità di accreditamento del personale impegnato a diverso titolo nei musei.

In considerazione della dimensione di servizio pubblico o di pubblica utilità che il Codice prevede per i musei, diventa dunque necessario procedere ad un riordino delle professioni su scala nazionale, varando precise disposizioni per definire profili di competenza, percorsi e sedi di formazione e aggiornamento, modalità di accreditamento e di reclutamento.

Programma
09:30 - 10:45 RELAZIONI INTRODUTTIVE
Presiede e introduce: VINCENZO MILANESI, Magnifico Rettore - Università degli Studi di Padova: Relazione introduttiva.
- MASSIMO MONTELLA - Presidente della Commissione ministeriale: Definizione di livelli minimi uniformi di qualità della attività di valorizzazione. Il lavoro della Commissione ministeriale sull’art. 114 del Codice.
- PIETRO PETRAROIA - Regione Lombardia: Professionalità degli addetti ai musei: una leva per la qualificazione dei servizi di valorizzazione e tutela nell’attuale assetto normativo.

11:00 - 13:45 RELAZIONI
Presiede e introduce: ANGELO TABARO - Segretario Regionale Cultura, Regione del Veneto
- ANDREA COLASIO - Commissione Cultura, Camera dei Deputati: Le professioni intellettuali: l’iter di riconosci-mento parlamentare e gli sviluppi
- RUGGERO MARTINES - Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Puglia, Ministero per i Beni e le Attività Culturali: Professioni e Beni culturali: quali standard di qualità per assicurare una tutela compatibile con la valorizzazione?
- UGO SORAGNI - Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto, Ministero per i Beni e le Attività Culturali: Valorizzazione dei beni culturali. Esperienze recenti di modelli giuridici ed organizzativi
- AURORA DI MAURO - Direzione Beni Culturali, Regione del Veneto: Per una valorizzazione delle professioni nei musei italiani: il ruolo strategico delle Regioni
- FRANCESCO VIRGILIO - Dirigente del Settore Beni Culturali, Regione Puglia: I Beni culturali ed i Musei: quale sinergia fra istituzioni per una risorsa di qualità?
- CORRADO PETROCELLI - Magnifico Rettore, Università degli Studi di Bari / CRUI: Il ruolo dell’Università nella formazione dei profili professionali

15:00 - 18:00 COMUNICAZIONI E DISCUSSIONE
Presiede e introduce: FRANCESCA GHEDINI - Università degli Studi di Padova
- PAOLA MARINI - Direzione Musei d’Arte e Monumenti, Verona / ANCI: Per una ottimale definizione degli organici dei musei
- ALBERTO GARLANDINI - ICOM Italia / Regione Lombardia: Profili professionali del personale dei musei: quali esperienze in Italia e in Europa per la definizione di standard di qualità
- NINFA CANNADA-BARTOLI - Regione Lombardia: Il progetto interregionale sulle professioni e i mestieri per il patrimonio culturale
- CARLA BARBATI - Università di Lecce: Aspetti giuridici e prospettive dell’applicazione di standard in materia di qualificazione e gestione del personale dei musei pubblici e privati in Italia
- ANNA MARIA VISSER / FABIO DONATO - Università di Ferrara: Alta formazione per i professionisti dei musei e del patrimonio culturale
- GIANMARIO MOLIN - Centro di Ateneo dei Musei, Università di Padova / AugustoGaruccio - Delegato per i Musei Scientifici, Università di Bari: Figure professionali dei musei scientifici delle università e loro inquadramento giuridico
- ROSANNA CAPPELLI - Electa: Contratti di servizio e qualificazione professionale degli addetti per la gestione imprenditoriale di funzioni e attività museali

Fonte: Aurora Di Mauro, Ufficio Musei Regione Veneto

Monza - Campagna di restauri del ciclo degli Zavattari nella cappella di Teodolinda

Duomo di Monza, Cappella di Teodolinda
MUSEO E TESORO DEL DUOMO DI MONZA

Giovedì 24 gennaio 2008, ore 11.00

Affreschi Cappella Tedolinda - Monza

Conferenza Stampa di presentazione della campagna di restauri del ciclo degli Zavattari nella cappella di Teodolinda

Interverranno:

  • Bertrand du Vignaud (Presidente - World Monuments Fund Europe)
  • Massimo Zanello (Assessore alle Culture, Identità e Autonomie - Regione Lombardia)
  • Giuseppe Guzzetti (Presidente - Fondazione Cariplo)
  • Nello Piredda (Direttore commerciale e Project Business - Osram Italia)
  • Carla Di Francesco (Direttore generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee - Ministero per i Beni e le Attività Culturali)

Giovedì 24 gennaio 2008 alle ore 11.00, la Fondazione Gaiani - ente di gestione del nuovo Museo e Tesoro del Duomo di Monza - presenta in Duomo un nuovo e straordinario progetto: la campagna di restauri che interesserà il celebre ciclo di affreschi della Cappella di Teodolinda, realizzato tra il 1441 e il 1446 dalla famiglia degli Zavattari, artisti lombardi attivi già dalla fine del XIV secolo nel Duomo di Milano. La Cappella è anche celebre perché in essa è conservata la mitica Corona Ferrea oltre che al sarcofago dove riposa la grande regina longobarda.

Il restauro, la cui necessità venne già dimostrata dall’attenta analisi conoscitiva sullo stato di salute dell’opera realizzata nel 1991, oltre a riportare i dipinti al loro antico splendore, sarà una straordinaria occasione di ricerca e di studio sia sull’opera di una delle maggiori botteghe meneghine del XV secolo sia sulle numerose tecniche artistiche in voga in Lombardia alle soglie del Rinascimento.

Gli affreschi sono composti da ben 45 scene divise in cinque fasce sovrapposte, che raffigurano oltre 800 personaggi per un totale di circa 500 mq di superficie dipinta. Considerato uno dei migliori esempi di pittura gotico-internazionale in Italia, il ciclo venne realizzato per celebrare proprio Teodolinda, mitica fondatrice del Duomo di Monza, e raccontare così la sua storia ai posteri.

Ben 28 tappe del racconto sono dedicate a scene nuziali — i due matrimoni della regina, vedova del re Autari e quindi sposa di Agilulfo - circostanza che ha più volte portato gli studiosi a ritenere i dipinti un omaggio a Bianca Maria Visconti - grazie all’affascinante analogia che naturalmente si crea tra la regina longobarda e la principessa lombarda - e quindi alle sue nozze con Francesco Sforza, avvenute proprio nel 1441.

L’opera è considerata dagli storici uno dei momenti conclusivi della riedificazione gotica della Basilica di San Giovanni, cominciata per volontà dei Visconti con una solenne cerimonia il 31 maggio 1300 e pressoché conclusa attorno il 23 maggio 1396, data della morte di Matteo da Campione, l’architetto e scultore al quale si deve anche la magnifica facciata che ancor oggi possiamo ammirare.

Il restauro si pone come il primo momento, dopo l’inaugurazione del nuovo Museo e Tesoro del Duomo di Monza aperto al pubblico dal 11 novembre 2007 e ad oggi visitato e apprezzato da oltre cinquemila visitatori, che Museo e Duomo dedicheranno a Tedolinda per celebrare i settecento anni dalla traslazione delle sue spoglie che proprio dal 1308 riposano nel sarcofago protetto dall’altare della Cappella.

L’incontro, coordinato da Dario Cimorelli, consigliere della Fondazione Gaiani, vedrà gli interventi dei rappresentanti degli enti finanziatori e sostenitori della straordinaria iniziativa: Bertrand du Vignaud, Presidente del World Monuments Fund Europe; Massimo Zanello, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia; Giuseppe Guzzetti, Presidente della Fondazione Cariplo; Nello Piredda, Direttore commerciale e Project Business di Osram Italia; Gino Famiglietti, Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombradia del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Carla Di Francesco, Direttore generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Mons. Silvano Provasi, Arciprete del Duomo di Monza; Franco Gaiani, Presidente della Fondazione Gaiani.

Per informazioni:
Fondazione Gaiani, Via Canonica 4, 20052 Monza;
tel. 039 326383
info@museoduomomonza.it
www.museoduomomonza.it

200 nuovi papiri a Siracusa

Siracusa, 13 gen. - (Adnkronos) - Una collezione di oltre 200 papiri inediti è stata acquisita dal Museo del Papiro di Siracusa. Si tratta di papiri greci e demotici che risalgono alla seconda metà del III secolo a.C., recuperati dal restauro di alcune maschere e pettorali di mummie. Il restauro ha permesso di recuperare i fogli scritti che si sono rivelati essere documenti di almeno tre archivi dove spesso una stessa persona si rivolgeva a pubblici ufficiali.

Sono testimonianze di prim’ordine in quanto costituite in gran parte da petizioni e lettere indirizzate alle autorità per ottenere giustizia. Accanto a questi documenti si hanno anche frammenti di libri: un frammento di codice con resti di una orazione di Libanio, famoso retore della tarda antichità, e l’unico frammento del ”De coelo” di Aristotele che ci è arrivato su papiro. Basterebbero già queste due sole testimonianze per rendere importante una collezione, e quindi assolutamente giustificato è l’orgoglio dei responsabili del Museo del Papiro per essere riusciti nell’impresa di acquisire per Siracusa, la Sicilia e soprattutto la comunità scientifica tutto questo materiale così prezioso ed unico.

L’Istituto Internazionale del Papiro - Museo del Papiro chiude così il secondo decennio di attività, raggiungendo in questi anni obiettivi e risultati di grande interesse scientifico-culturale e celebrando nel migliore dei modi il suo ventennale, mediante l’acquisizione della ricca collezione di papiri che si aggiunge a quella già conservata nel Museo. I papiri saranno studiati da una equipe internazionale diretta da Rosario Pintaudi.

Torna il Cratere di Eufronio

Cratere di EufronioLa stampa americana annuncia oggi che domenica prossima sarà l’ultimo giorno per i newyorkesi per potere ammirare il Cratere di Eufronio al Metropolitan Museum. Il vaso greco rientrerà la prossima settimana a Roma, a seguito dell’accordo siglato nel 2006 tra il museo di New York e il Ministero dei Beni Culturali. In cambio del cratere, scrive oggi il New York Times, saranno esposti per 4 anni nella galleria dedicata all’arte greca e romana del Met, una coppa di terracotta firmata dal vasaio Euxitheos, una altro vaso con le fattezze di una testa femminile attribuito a Charinos e un cratere del Sud Italia, decorato dalla scena dell’enigma della Sfinge a Edipo.

Il capolavoro di Eufronio fu acquistato nel 1972 dal Metropolitan che lo pagò 1 milione di dollari da Robert Hecht, un mercante d’arte oggi sotto processo a Roma. Come annunciato dal Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli in occasione della apertura della mostra dei Nostoi, una volta in Italia il vaso di Eufronio verra’ incluso tra le opere d’arte esposte al Quirinale, tutte recuperate da musei internazionali come il Fine Arts di Boston e il Getty di Los Angeles.

Il New York Sun titola il suo articolo “Il Met fa un cambio”, mentre il New York Times saluta il cratere con un italianissimo “Ciao” al “trofeo del Met che torna in Italia”. Intervistato dal quotidiano newyorkese, il direttore del Metropolitan Philippe de Montebello, che nei giorni scorsi ha annunciato che lascerà il suo incarico quest’anno, sottolinea come il prestito ricevuto dall’Italia in cambio del pregiato vaso dimostri su quale “solido terreno saranno le future collaborazioni con l’Italia”. In un recente articolo scritto dal direttore del Met per la rivista della American Academy di Berlino, de Montebello ha definito il ritorno del cratere di Eufronio in Italia come l’annuncio di “una nuova era nel modo in cui le opere antiche sono conservate e presentate”.

Descrizione del cratere:

Il cratere di Eufronio, o anche cratere di Sarpedonte, è un vaso greco antico a forma di cratere a calice, che fu creato intorno al 515 a.C. dal ceramista Euxiteo e dipinto dal ceramografo Eufronio nello stile della ceramica a figure rosse.

Sono presenti due scene: un lato presenta un episodio della Guerra di Troia con la morte di Sarpedonte, figlio di Zeus e di Laodamia; il dio Hermes e le personificazioni del Sonno e della Morte ne riportano l’anima in patria; sebbene si tratti di figure allegoriche, sono rappresentate in pose naturalistiche e con anatomie schematiche, ma precise. Sul lato opposto giovani ateniesi contemporanei, ma identificati con nomi antichi dalle iscrizioni che accompagnano ciascuna figura, sono raffigurati nell’atto di indossare le armi prima della battaglia. Anche in questo lato le pose e l’anatomia dei personaggi sono rese in modo naturalistico.

La tecnica a figure rosse comprende figure risparmiate su sfondo dipinto con vernice nera, alle quali sono aggiunti particolari sovradipinti con vernice nera più diluita. Lo stile naturalistico delle rappresentazioni, scorci e spazio illusionistico, è una delle caratteristiche proprie dei ceramografi del Gruppo Pioneer, dell’epoca tardo-arcaica, di cui Eufronio fu il massimo rappresentante. La scelta di unire scene storiche a vicende mitologiche, sullo stesso vaso e con lo stesso stile, crea un legame tra l’attualità e il mito. (da wikipedia)

Fonte:
http://www.repubblica.it/ne … ml?ref=hpsbdx1

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