Musei

La Forza del Bello. L’arte greca conquista l’Italia…e i visitatori!

Nella splendida cornice di Palazzo Te a Mantova è allestita fino al 6 luglio 2008 la mostra “La forza del Bello“, che vede tra i curatori Salvatore Settis. Scenario migliore non poteva essere trovato: le sale di Palazzo Te sono tutte affrescate con rappresentazioni di miti (alcune sono addirittura citazioni dell’antico, delle “Grottesche”, le decorazioni parietali che Raffaello a suo tempo aveva veduto dipinte sui soffitti della Domus Aurea a Roma). In questa cornice, quindi, sullo sfondo di ambienti che già evocano un passato classico, la presentazione di opere dell’arte greca - scultura in marmo e in bronzo, pittura vascolare - e romana - copie in marmo di opere greche, dipinti parietali - si inserisce benissimo: contenuto e contenitore sono fusi in un insieme omogeneo e il risultato è, per così dire, “naturale”.

Tre le sezioni in cui si articola la mostra, mirate a vedere la ricezione dell’arte greca già nell’Italia antica, in Roma e infine nel Rinascimento. La prima sezione infatti, “Un’Italia greca”, si apre con alcuni kouroi, statue maschili di età arcaica (VI sec. a.C.) tra cui l’Apollo Milani, alcuni esempi di pittura vascolare come il Cratere di Talos da Ruvo di Puglia, il Cratere di Vix e la piccola statua bronzea di Zeus. L’arte greca è presente su suolo italico fin dal VII secolo a.C., apprezzata da sempre per la sua capacità di narrare il mito e di mostrare il Bello, l’umano e il divino. Proprio questi caratteri faranno la fortuna dell’arte greca nei secoli a venire.

E’ a Roma infatti che l’arte greca viene maggiormente apprezzata: in Italia giungono originali greci, ma le opere più famose e belle vengono copiate e vanno ad adornare case e giardini. A volte alcuni modelli vengono riadattati per una funzione precisa: è il caso dell’Efebo portalampada da Pompei; a volte artisti greci giungono per realizzare le loro opere: è il caso dei tre scultori (Athenadoros, Agesandros e Polydoros) che da Rodi vengono in Italia a realizzare l’apparato scultoreo della Grotta di Sperlonga, villa dell’imperatore Tiberio (in mostra la testa di Ulisse).

La fortuna dell’arte greca, tramandata dagli scrittori latini fa sì che nel Rinascimento rinasca il collezionismo di scultura antica, con l’importazione anche di opere dalla Grecia. Lo Spinario e l’Idolino di Firenze sono due esempi di come l’arte antica fosse tenuta in gran conto: l’Idolino addirittura, che in età romana era stato realizzato con funzione di portalampada, mero oggetto d’arredo seppur di valore, nel 1530, quando viene scoperto a Pesaro, viene posto nel centro della Corte del palazzo del suo proprietario, come opera d’arte eccezionale e meritevole di essere esposta.

Infine, arrivando alle epoche più recenti, la testa Weber-Laborde (testa femminile dal frontone Ovest del Partenone) testimonia lo spoglio del Partenone cominciato dopo che nel 1687 il generale veneziano Morosini lo fece bombardare, e il Cratere di Euphronios, appena rientrato in Italia (v. qui), e significativamente posto come opera conclusiva della mostra, sotto sotto ci vuole dire come questa “Nostalgia della Grecia” sia ben viva ancora oggi e si serva di mezzi poco leciti per essere soddisfatta.

Mostra riuscita, i pezzi esposti sono notevoli, e soprattutto è notevole poter ammirare opere greche originali (la Niobide, il Cratere di Euphronios) e così importanti per la storia dell’arte greca (anche se alcuni esemplari, come il Cratere di Vix, la lastra dal Mausoleo di Alicarnasso e la testa Weber-Laborde sono calchi dagli originali): rimane la sensazione i essere davanti a qualcosa di unico e irripetibile, di cui si subisce irrimediabilmente il fascino: e il titolo della mostra, la forza del bello, è veramente azzeccato.

Marina Lo Blundo

Comunicare l’archeologia

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Palermo - Con “La notte dei Musei” la cultura non va a dormire (elenco dei luoghi visitabili)

Palermo - Al via sabato 17 maggio 2008 la quarta edizione della “Notte dei Musei“, nel corso della quale si potranno visitare gratuitamente quattordici siti di grande interesse dalle 19 fino alle 24 (ultimo ingresso alle ore 23).

Promossa dall’Amministrazione comunale e organizzata dalla Civica Galleria d’arte moderna, in collaborazione con l’associazione Amici dei Musei siciliani, la manifestazione e’ posta sotto l’Alto Patronato del Consiglio d’Europa e si realizza parallelamente alla Giornata internazionale dei Musei. In molti dei siti aperti i visitatori potranno anche usufruire di visite guidate e degustazioni, e assistere a concerti, spettacoli e proiezioni.

Di seguito il programma delle iniziative promosse da altre istituzioni culturali cittadine, con ingresso gratuito delle 19,00 a mezzanotte (ultimo ingresso ore 23,00):

Museo del Mare
Via Cristoforo Colombo, 134/142
Tel. 091.361309 www.arsenaledipalermo.it
Visite guidate - costo: 2 euro a persona

Società Siciliana di Storia Patria
Piazza San Domenico, 1
Tel. 091.582774 www.storiapatria.it
Apertura delle sale e del chiostro trecentesco; esposizione di cimeli garibaldini; concerto dell’ensemble “Antonio Il Verso” ore 21,30 e 22,30

Fondazione Banco di Sicilia - Museo d’Arte e Archeologia I. Mormino
Villa Zito - Via Libertà, 52
Tel. 091.6085977 - 091.6085974 www.museomormino.it
Quartetto d’archi ore 20,30: brani di musica classica e contemporeanea (da Mozart a Ravel, da Rossini a Rota)

Museo internazionale delle marionette Piazzetta Niscemi, 5
Tel. 091.328060 www.museomarionettepalermo.it
Proiezioni video:

  • ore 20.00 e 23.00 “Nasce un paladino”
  • ore 21.00 e ore 23.30 “Per filo e per segno” di R. Andò
  • ore 22.00 Spettacolo di ombre “Fuga per due con cane e altre storie” di C. Di Vita

Museo Diocesano
via M. Bonello, 2 Tel. 091.6077215

Museo della Specola
Ingresso da Piazza del Parlamento, 1
Tel. 091.233247 www.astropa.unipa.it
Osservazioni al telescopio e visite guidate gratuite solo su prenotazione telefonica (dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 12.30)

Archivio storico Comunale
via Maqueda, 157
Tel. 091.7405069; 091.7405070
Visite guidate alle 21,30 e alle 22,30 su prenotazione telefonica (entro il 16 maggio, max 30 persone per guida)

Archivio di Stato - Sede Gancia
Cortile Gancia, 2
Tel. 091.6163093 (info da lun. a ven. dalle ore 12.00 alle 13.00) www.archiviopa.it
Visite al cortile, alla sala barocca e all’ex oratorio dell’Ordine dei Terziari. Proiezioni di immagini relative all’Archivio e ai suoi documenti

Museo di Mineralogia
via Archirafi, 36
Tel. 091.6161516 - 091.6168122
Proiezioni e visite guidate gratuite

Museo Gemmellaro
Corso Tukory, 131
Tel. 091.2539477 www.unipa.it/museogemmellaro
Concerto del “Duo Mediterraneo” ore 21,30; visite guidate e proiezione di un documentario sulla “Storia geologica della Sicilia”

Museo Collezionarea
Piazzetta Monteleone, 3
091.6112785 - 347.1411596 www.collezionarea.it
Mostra di Maioliche d’arte; degustazione di vini delle cantine Principe di Corleone

Palazzo Chiaramonte - Steri
Piazza Marina
Tel. 091.6075306 www.federicosecondosrl.it

Museo del vino e della Civiltà Contadina
Palazzo Palagonia, via del IV Aprile
Tel. 091.6162288 www.enotecasicilia.eu

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Trento - Due mostre al Castello del Buonconsiglio per l’estate 2008 (Andrea Riccio e Rembrandt)

Il Castello del Buonconsiglio (Trento), dopo l’eccellente mostra “Ori dei cavalieri delle steppe: collezioni dai musei dell’Ucraina“, raddoppia l’offerta con due esposizioni estive, programmate in contemporanea:

RINASCIMENTO E PASSIONE PER L’ANTICO
Andrea Riccio e il suo tempo

Trento, Castello del Buonconsiglio 5 luglio - 2 novembre 2008

e

REMBRANDT E I CAPOLAVORI DELLA GRAFICA EUROPEA
NELLE COLLEZIONI DEL CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

Trento, Castello del Buonconsiglio 5 luglio - 2 novembre 2008

Due esposizioni dedicate alla scultura e alla pittura rinascimentale e alla grafica di Rembrandt e dei suoi contemporanei.

Opera di Andrea RiccioLa grande mostra “Rinascimento e passione per l’ antico: Andrea Riccio e il suo tempo” che avrà una sede anche al Museo Diocesano Tridentino metterà in luce quella straordinaria congiuntura artistica venutasi a creare fra Padova e Venezia intorno all’ anno 1500, nel momento in cui i modelli elaborati da personalità come Donatello, Mantegna e Bellini cedono gradualmente il passo alle novità che si vanno affermando con il giovane Tiziano. Non solo sculture ma anche dipinti, disegni, incisioni, marmi, bronzi, terrrecotte, cristalli, oreficerie realizzati da geniali artisti faranno così rivivere, nelle sale del Buonconsiglio, uno dei momenti più emozionanti del Rinascimento italiano. Questa mostra presenterà per la prima volta al pubblico una ricchissima selezione di opere dello scultore Andrea Briosco, detto Riccio, uno degli scultori rinascimentali più affascinanti ma oggi meno conosciuti, almeno dal grande pubblico. La mostra, per al prima volta, presenterà la sua produzione in bronzo e in terracotta, con pezzi provenienti dall’Italia e dalle più prestigiose istituzioni straniere: dalla Ca’ d’ Oro di Venezia al Museo del Bargello di Firenze, dalla National Gallery di Washington al Louvre di Parigi.

La mostra è articolata in 4 sezioni:

  1. La prima sezione sarà dedicata allo studio della Civiltà del Rinascimento a Padova da Donatello a Riccio.
  2. Nella seconda sezione si studieranno i particolari rapporti istituitisi tra Umanesimo cristiano e cultura classica.
  3. Nella terza sezione dedicata alla Devozione privata e al collezionismo antiquario.
  4. Nella quarta sezione infine dedicata a Padova tra il 1515-1530: Da Riccio ai Grandi: erudizione e classicismo.

Orari
Da martedì a domenica: 10.00 - 18.00
Chiuso il lunedì.

Tariffe
Intera € 7,00
Ridotta € 4,00
Promozionale 3 sedi € 8,00
Didattica per famiglie (laboratori) € 7,00
Servizio didattico per scolaresche €2,00
Servizio visite guidate per gruppi organizzati in orario €50,00
Servizio visite guidate per gruppi organizzati fuori orario €60,00
Visite guidate a orario fisso € 2,00
Ingresso a torre aquila € 1,00 (su prenotazione)

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RembrandtLa mostra “Rembrandt e i capolavori della grafica europea nelle collezioni del Castello del Buonconsiglio” mira invece a valorizzare le collezioni del Castello del Buonconsiglio. Partendo dalla presentazione del celebre autoritratto di Rembrandt proveniente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, la mostra presenterà le più note acqueforti del maestro realizzate su particolari carte e con tirature freschissime. Il Castello del Buonconsiglio conserva un importante nucleo di incisioni all’acquaforte raccolte sotto il nome di Rembrandt, provenienti dalla collezione Lazzari Turco Menz, donata nel 1924 al Municipio di Trento. Composta complessivamente da circa un migliaio di fogli, prevalentemente inediti e di cui è in corso una completa schedatura scientifica, essa abbraccia un arco cronologico assai ampio, dalla fine del XV secolo alla metà del XIX, comprendendo opere di scuola italiana, francese, fiammingo-olandese, tedesca, spagnola e inglese.

Orari
Da martedì a domenica: 10.00 - 18.00
Chiuso il lunedì.

Tariffe
Intera € 7,00
Ridotta € 4,00
Promozionale 3 sedi € 8,00
Didattica per famiglie (laboratori) € 7,00
Servizio didattico per scolaresche €2,00
Servizio visite guidate per gruppi organizzati in orario €50,00
Servizio visite guidate per gruppi organizzati fuori orario €60,00
Visite guidate a orario fisso € 2,00
Ingresso a torre aquila € 1,00 (su prenotazione)

Oltre alle due rassegne il visitatore potrà ammirare le nuove sezioni del Museo, dedicate alla scultura lignea con pregevoli opere che vanno dal periodo romanico al barocco, e alla scultura lapidea nello scenografico allestimento realizzato alla base di Castelvecchio.

Noi di Archeoblog ci permettiamo di consigliare i visitatori di includere nel programma di visita anche il Ciclo dei Mesi di Torre aquila (1€ su prenotazione, prenotazione effettuabile anche sul posto salvo disponibilità).

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La Spezia - “Paleofestival III”, vivere la preistoria in prima persona (sabato 17 maggio 2008)

Castello di San Giorgio (La Spezia)
Castello di San Giorgio (La Spezia)
(Immagine da wikipedia)

La Spezia - Dopo il successo delle edizioni precedenti che hanno visto la partecipazione di quasi seicento persone, sabato 17 maggio 2008, dalle 10.30 alle 18.00, al Castello di San Giorgio (via XXVII Marzo) torna il Paleofestival. Evento ad ingresso gratuito giunto ormai alla terza edizione.

Il programma per la giornata di sabato 17 prevede la dislocazione, in diversi punti del giardino del Castello, delle terrazze e delle sale interne, di vari punti interattivi: il giovane pubblico che parteciperà alla giornata sarà accolto da archeologi sperimentalisti e archeotecnici, accompagnati da personale didattico dei musei della Liguria e della Toscana e da sperimentatori di tutta Italia che da anni svolgono la missione di divulgare la preistoria.

Per i visitatori sarà possibile partecipare interattivamente a laboratori programmati riguardanti temi come l’accensione del fuoco, la realizzazione della ceramica, la levigatura della pietra, l’utilizzo delle armi da getto per la caccia, i dinosauri, le pitture rupestri, la storia evolutiva dell’uomo attraverso calchi di crani dei nostri antenati.

Saranno, inoltre, proiettati filmati e esposti pannelli che illustreranno alcune sperimentazioni particolarmente impegnative e risorse archeologiche a noi vicine. Sarà possibile per tutti i partecipanti scegliere e prenotarsi per le attività programmate per la giornata. Verranno attivati stands in cui acquistare pubblicazioni sul tema e riproduzioni di oggetti preistorici realizzati adoperando le stesse tecniche e le stesse materie prime dei nostri antenati.

La formula proposta quest’anno dedicherà attenzione particolare ai giovani e ai bambini, aggiungendo la proposta di una mattina di approfondimento che anticiperà la giornata al Castello. Venerdì 16 maggio, infatti, dalle ore 9.30, nelle sale del Museo della struttura fortilizia spezzina è in programma un convegno sull’archeologia sperimentale a cui parteciperanno antropologi, direttori di parchi archeologici e docenti di archeometallurgia.

L’evento è organizzato dall’Istituzione per i Servizi Culturali della Spezia in collaborazione con Regione Liguria, Banca Carige e Contship Italia Group e rientra nella rassegna “Spezia TVB“.

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Fonte:
http://www.mentelocale.it/fes … tenuti_varint_20792

La nuit des musées - Musei aperti di notte in Francia

Il ministero della Cultura e della Comunicazione francese, insieme alla Direction des Musées de France ha indetto per sabato 17 maggio 2008 la quarta edizione de “La nuit des musées“, cui aderiscono centinaia di musei di tutta la Francia.

L’iniziativa consiste nell’aprire i musei di notte lasciando l’ingresso gratuito ai visitatori. Il pubblico potrà così visitare le esposizioni in un’insolita e suggestiva atmosfera notturna, resa ancora più viva dalla realizzazione di performances musicali, teatrali e letterarie perfettamente calate nelle sale espositive.

L’iniziativa costituisce senz’altro un modo efficace di avvicinare il pubblico ai musei, per far vedere come i luoghi di cultura possano essere vissuti non solo come luoghi di studio, ma anche sotto un’altra prospettiva, quella della curiosità, del fascino e dell’immaginazione.

La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Consiglio d’Europa ed è in partnership con la Giornata Mondiale dei Musei dell’ ICOM.

info: www.nuitdesmusees.culture.fr

Marina Lo Blundo
Comunicare l’archeologia

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La ricerca archeologica come strumento di riabilitazione per disabili psichici lievi

Si svolgerà a Lubiana dal 13 al 18 maggio il primo workshop di archeologia condivisa in collaborazione tra il gruppo di ragazze e ragazzi del Centro di Riabilitazione Tangram di Roma e un gruppo di giovani sloveni. Dopo due anni di lavoro, con un pomeriggio dedicato a settimana, e già tre iniziative, tra mostre e visite guidate, i sette giovanissimi disabili psichici lievi partiranno da Roma in treno lunedì prossimo invitati a presentare presso il Museo Civico di Lubiana la loro esperienza di laboratorio archeologico.L’iniziativa prevede veri e propri sopralluoghi sul sito archeologico di Emona dove i ragazzi di entrambe le nazionalità guidati dal gruppo di Roma effettueranno veri e propri scavi, raccoglieranno, puliranno e catalogheranno i reperti. Saranno realizzati un mosaico, un plastico ed un erbario. I giovani, inoltre, andranno a fare la spesa per riprodurre e organizzare una cena ed il mercato. Nella settimana di lavoro sarà allestita una mostra con i prodotti del lavoro di questi anni: dal profumo all’essenza di arancio, ai saponi per le terme, ad ingredienti e piante che i romani utilizzavano per scopo alimentare, pietanze anche adattate al gusto dei ragazzi. E’ già pronto un mosaico, che sarà lasciato in dono al Museo, che riproduce proprio il pavimento dell’area archeologica di Lubiana. Inoltre, tra i plastici che saranno trasportati per allestire la mostra il primo raffigura le Terme di Via Diego Fabbri sulla Nomentana, e altri due rappresentano la villa romana di Cottanello in provincia di Rieti, tutti utilizzati nelle iniziative svolte dal gruppo tra il 2006 e il 2008. Nel corso delle giornate sarà proiettato il video con la conferenza di presentazione del lavoro realizzato in due anni di attività a Roma e nel Lazio.

“Con l’archeologia i ragazzi diventano scienziati in nuce e si sentono protagonisti del racconto che faranno - spiega Dario Scarpati, archeologo responsabile scientifico del progetto e direttore del Museo Civico di Poggio Mirteto “Ercole Nardi” di provincia di Rieti - Nelle attività di preparazione imparano, infatti, ad esternare, esprimere, narrare ciò che precedentemente hanno dovuto apprendere, studiare, cercare, manipolare, sperimentare. Avevano iniziato coi guanti bianchi ora sono i ragazzi a trainare l’attività. Questa trasferta all’estero per presentare il loro lavoro li vede sempre più protagonisti ed è davvero molto importante. Infatti, l’archeologia si presenta come una scienza che riprende i bisogni primari delle persone, che nella grande maggioranza oggi sono rimasti uguali a quelli dell’antichità: mangiare, lavarsi, dormire. Le cose con cui lavoriamo nelle attività del laboratorio appartengono alla cultura materiale: piatti, vasi, mattoni, brocche. Oggetti con cui i ragazzi possono ricostruire situazioni, raccontare storie, cucinare pietanze, ricreare momenti di divertimento attraverso il canto il ballo. Tutto questo attraverso l’inserimento del loro vissuto nella narrazione che viene creata di volta in volta e non riprodotta attraverso la memorizzazione di un copione. Il tipo di mostra che ne viene fuori valorizza i cinque sensi di cui è composta la nostra vita. Il visitatore entra in un igloo e vede il mosaico dove, con diverse tesserine accanto, i ragazzi cercano di aiutare l’ospite a costruirne un altro. Poi viene ricostruito l’ambiente delle terme dove sono utilizzati i saponi e i profumi che hanno creato. Poi anche altre situazioni di vita quotidiana e di condivisione dove i ragazzi mettono molto del loro vissuto adattando i contesti con storie e danze”.

Sito archeologico di Emona
Città romana che sorse dopo l’anno 14 d.C nella zona dell’attuale Ljubljana (Lubiana). Una gran parte dei resti della città romana è liberamente accessibile: le mura romane meridionali, il percorso delle mura romane lungo la via Vegova aulica, le pietre dell’ipocausto ai margini della piazza Plečnikov trg, una parte delle mura occidentali all’entrata al Cankarjev dom, la tomba di Emonec (abitante di Emona) con sarcofago e la copia della scultura scoperta sulla colonna ai margini del parco Zvezda nonché la parzialmente restaurata entrata settentrionale della città un po’ più a sud. I sarcofagi trovati si trovano nel cortile del Museo nazionale. Il turista attento troverà lapidi romane murate nelle facciate dei diversi edifici, dalla Cattedrale al Castello.

Centro Tangram
Il Centro Tangram (via Ida Baccini 80 – Roma) è una struttura per la riabilitazione di persone portatrici di handicap, convenzionato con la ASL RMA. Eroga varie tipologie di prestazioni (centro diurno, trattamenti ambulatoriali di piccolo gruppo, trattamenti ambulatoriali individuali) ed è in grado di ospitare settanta utenti. Le attività interne sono di tipo prettamente terapeutico e cognitivo-espressive, finalizzate all’autonomia personale e sociale.

Oltre alle prestazioni di fisioterapia, logopedia e psicoterapia, sono attivi laboratori di teatro, giardinaggio, lavorazione del cuoio, arte naturista, pittura, segretariato, orientamento, percezione tattile, globalità dei linguaggi, linguaggio gestuale oltre alla musicoterapia ed alla psicomotricità. Il Centro offre anche un servizio di sostegno psicologico alle famiglie dei propri utenti. In questi anni sono stati attivati diversi progetti in collaborazione con scuole (I.P.S. “Gobetti”, I.T.I.S. “Fermi”, S.M.S. “Villari” per un progetto sperimentale di educazione ambientale, I.P.S. “Sibilla Aleramo”, I.P.S.S.S. “Vittoria Colonna”) e associazioni ambientaliste (con il WWF Italia, con l’Oasi WWF di Macchiagrande, con Legambiente). Dal 1996 il Centro Tangram organizza mostre di lavori prodotti dai suoi utenti nell’ambito della Settimana della Cultura Scientifica in collaborazione con MUSIS, promossa dal Ministero della Ricerca Scientifica e Tecnologica.

Fonti e approfondimenti:
http://www.superabile.it/CA … 8282.html

http://www.casalepodererosa.org/ambiente/ortobio/progetto.htm

http://www.slovenia.info/it/kul- … sti=2760&lng=4

3 e 4 maggio: Cagliari Monumenti Aperti 2008

Sabato 3 e domenica 4 maggio ritorna Cagliari Monumenti Aperti. L’appuntamento che dal 1997 richiama oltre 120.000 visitatori, è un evento organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari e dalle associazioni Ipogeo e Imago Mundi e sostenuto dalla Provincia di Cagliari e dagli Assessorati del Turismo e dei Beni Culturali della Regione Autonoma della Sardegna.

Anche quest’anno, in occasione della XXII edizione, saranno circa cento i monumenti aperti, molti dei quali visitabili gratuitamente solo in questa occasione.
A fare da guida, anche in numerose lingue straniere, circa 2.500 volontari provenienti da associazioni, enti e soprattutto scuole elementari, medie inferiori e superiori, che accoglieranno i visitatori guidandoli alla scoperta dei beni archeologici, storico-artistici e ambientali di una delle più affascinanti città del Mediterraneo.

Tra i siti aperti, si segnalano il Palazzo Regio, la Casa della Massoneria, le bellissime torri pisane di San Pancrazio e dell’Elefante risalenti agli inizi del 1300, il Museo Archeologico Nazionale con le sue collezioni di inestimabile bellezza di bronzi nuragici e il Palazzo Civico.

La novità dell’edizione 2008 sarà rappresentata dalla riapertura al pubblico della Galleria Umberto I, la storica passeggiata coperta dell’ottocentesco Bastione di Saint Remy.

Tutte le informazioni sulla manifestazione sono consultabili all’indirizzo new.monumentiaperti.com.

Fonte:
http://www.masterviaggi.it/detail.php?IdArt=24642

Un successo il corso per guide a Palazzo Traversa a Bra (Cuneo)

(Bra, Cuneo) - Bilancio più che positivo, alla conclusione del corso per guide tenutosi a Palazzo Traversa a Bra. Gli incontri, organizzati in collaborazione con l’ufficio Turismo e Manifestazioni comunale, hanno riscontrato la partecipazione di un consistente numero di interessati, non solo fra le guide professioniste od aspiranti tali, ma anche fra cittadini interessati alla storia ed all’arte locali, facendo registrare un’assidua presenza ed un tangibile coinvolgimento.

Palazzo Traversa - Bra
Palazzo Traversa

Nel corso delle serate sono stati relazionati da Giovanna Cravero, direttrice del Museo, la storia di Palazzo Traversa e della formazione delle collezioni, le vicende dell’archeologia di Pollenzo con le delucidazioni in merito ai reperti esposti nelle sale. Ad intervenire agli appuntamenti in qualità di esperti una guida professionista, che ha sinteticamente introdotto le problematiche legate all’attività svolta, oltre che l’architetto Pino Carità che ha illustrato gli aspetti salienti dell’architettura carloalbertina.

A completamento delle lezioni si sono effettuati due sopralluoghi su siti archeologici. In specifico, Maria Cristina Preacco della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte ha illustrato il percorso archeologico di Pollenzo, sulla scorta dei pannelli collocati, dal giugno dell’anno scorso, a segnalare i diversi monumenti.

Per ampliare l’orizzonte alle realtà archeologiche vicine a Pollenzo, è stata organizzata una “gita” di un giorno ad Alba ed a Bene Vagienna. Ad Alba, Luisa Albanese, responsabile delle attività didattiche del Museo Civico Eusebio, ha commentato la sezione romana del Museo ed i resti, recentemente messi in luce, del teatro e del tempio. Nel pomeriggio, Luisa Ferrero della Soprintendenza ha guidato il gruppo sul sito archeologico della Roncaglia dove, oltre al teatro ed all’adiacente tempio già visitabili da tempo, ha aggiornato i presenti sulle attività in corso nell’area del foro e dell’anfiteatro, oggetto di scavo alcuni anni or sono. In appendice al corso sull’archeologia, su richiesta dei partecipanti, si è tenuta una lezione su Palazzo Mathis, recentemente restaurato.

La professoressa Lidia Botto è stata invitata ad illustrare la storia dell’edificio ed i pregevoli affreschi seicenteschi che decorano il piano nobile, in particolare il salone dell’angolo nord-ovest.

Fonte:
http://news.comune.bra.cn.it/mo … id=3048

Mantova - A Palazzo Te la mostra “La Forza del Bello. L’arte greca conquista l’Italia”

MANTOVA - Potenza del bello. Potenza della Grecia antica. Ma anche potenza di Salvatore Settis. Soltanto una autorità come la sua che supera quella di studioso del mondo antico o di direttore dell’istituto di istruzione più agognato d’Italia, la Normale di Pisa, poteva mettere insieme pezzi incredibili di archeologia, a volte pezzi unici, che sono l’opera o fra le opere che identificano molti musei. Una mostra non altrimenti possibile (anche per il costo che supera i tre milioni di euro), che è anche un diretto richiamo ai nostri comportamenti quotidiani, trattando il senso del bello al livello più alto, di bellezza “classica”, in una epoca che fa di tutto contro il senso del bello.

E’ la grande mostra di Mantova “La forza del Bello. L’arte greca conquista l’Italia“, dal 29 marzo al 6 luglio a Palazzo Te, per la prima volta nelle sale affrescate da Giulio Romano e nelle tradizionali Fruttiere. Per concretizzare quell’idea che da sempre è nell’aria, cioè delle radici che l’arte prodotta in Grecia, in Magna Grecia e in Sicilia ha esteso in Italia nell’arte dei romani, del popolo dominatore della penisola, del Mediterraneo (della stessa Grecia dal II secolo avanti Cristo), quasi del mondo conosciuto. E queste radici greche si sono consolidate dal Medioevo all’Ottocento, attraverso il collezionismo del Rinascimento, la ricerca archeologica del Settecento. Superando, al disfacimento dell’impero romano, la crisi del Medioevo “quando il valore del nudo metallo”, delle statue più preziose, “era ormai maggiore di quello delle opere d’arte”. Perché serviva alla vita quotidiana, a fare monete, armi, coltelli, utensili. A Roma le statue in bronzo erano “molte migliaia”. Quanto alle statue di marmo, i forni per farne calcina fumarono a lungo a Roma.

L’esposizione, che si avvale dell’allestimento di Andrea Mandara, si propone di illustrare narrativamente, con una scelta di oltre cento opere di straordinario impatto visivo, provenienti da tutto il mondo ed esposte per la prima volta contemporaneamente nelle Sale di Palazzo Te e nelle Fruttiere, la storia della presenza dell’arte greca sul territorio italiano, di centrale importanza nella millenaria vicenda di contatti e scambi che forma la trama delle culture artistiche del Mediterraneo. Pur non essendo questa una vicenda lineare, si sono individuate tre fasi successive e ben caratterizzate, corrispondenti, ciascuna, a una sezione della mostra. Si propone così un racconto storico attraverso opere di altissima qualità estetica.

Nella prima fase (VII-II sec. a.C.) l’arte prodotta nelle città greche dell’Italia meridionale e della Sicilia s’intreccia con quella prodotta in Grecia e importata non solo dai Greci d’Italia, ma anche da altri popoli della Penisola, specialmente gli Etruschi, che ne sono conquistati e prendono a imitarla. Fra le culture durevolmente sedotte dall’arte greca spicca quella di Roma, cui è dedicata la seconda parte dell’esposizione (III sec. a.C. - IV sec. d.C.). I Romani non solo saccheggiano e raccolgono opere d’arte greca, ma attraggono artisti greci a lavorare per loro in Italia, e delle opere più celebrate vogliono copie “in serie”, a ornare case, palestre e giardini. Questa “moltiplicazione” dell’arte greca e l’eco duratura che essa lascia nelle opere degli scrittori romani, ne ha assicurato la fama e ha costruito le premesse per la sua ricerca e riscoperta dal Medio Evo all’Ottocento, tema della terza parte della mostra. A un’idea quasi favolistica dell’arte greca perduta si affianca, dal Quattrocento in poi, l’importazione di sculture dalla Grecia; rinasce il collezionismo di scultura antica e, nell’assiduo tentativo di ricostruire l’antica narrazione storica dell’arte, si impara a distinguere gli originali dalle copie, mentre dal suolo italiano spuntano nuovi originali greci.

Questa sequenza narrativa vuole far emergere alcuni tratti costanti del gusto che ha radicato l’arte greca nelle culture d’Italia: dall’una all’altra sezione si inseguono dunque, con la forza potente del richiamo visivo, i grandi temi che segnano i meccanismi della ricezione. E’ infatti su questa base che nasce, dal Settecento in poi, lo studio “scientifico” dell’arte greca, partito con l’antiquaria italiana e culminato nell’archeologia tedesca. La presenza dell’arte greca in Italia diviene così la matrice e il lievito di un processo di riscoperta e conoscenza storica ancora in corso.

I SEZIONE
La presenza di opere d’arte greca sul suolo italiano comincia almeno dal VII secolo a.C. A volte sono le opere di artisti greci ad essere importate in Italia, a volte gli stessi artisti si trasferiscono in Italia. Ma buona parte dell’Italia è allora interamente greca: colonie greche - come Taranto, Sibari, Crotone, Reggio, Siracusa, Agrigento - popolano infatti le coste dell’Italia meridionale - la Magna Grecia - e della Sicilia. Le opere d’arte prodotte in queste città sono ovviamente del tutto greche, anche se talvolta hanno caratteri stilistici peculiari. Ma anche altri popoli non greci dell’Italia antica importano in massa oggetti di prestigio prodotti in Grecia e se ne fanno profondamente influenzare: emergono fra questi gli Etruschi e, più tardi, i Romani. Ceramiche e sculture non vengono importate per il loro valore d’arte, bensì per la loro funzione, ad esempio per comporre corredi funebri o gli arredi dei santuari; tuttavia, la fortuna dei criteri di analisi del visibile e di rappresentazione elaborati dall’arte greca è dovuta soprattutto alle sue alte qualità formali, alla sua capacità di narrare il mito (e più tardi la storia), ma anche di “mostrare” al meglio il bello, l’umano e il divino. E’ proprio in questi secoli che l’arte greca sviluppa infatti i suoi tratti caratteristici più marcati e più duraturi, cioè:

  • un’accentuata attenzione al corpo umano nei suoi valori di energia e di eleganza;
  • la contrapposizione e l’equilibrio fra le norme del controllo sui movimenti del corpo e la sfrenatezza consentita in condizioni estreme (la guerra, le danze bacchiche);
  • il contrasto fra la sensualità dei corpi, specialmente femminili, e l’intensità ideale dei volti, specialmente maschili;
  • infine, le modalità di narrazione del mito e la rappresentazione degli dèi.

Questi stessi caratteri formeranno, nel tempo, le categorie estetiche della ricezione dell’arte greca. Saranno le ragioni della sua fortuna, e perciò ci permettono di articolare e intendere storicamente la forza del bello.

Torso di kouros (cosiddetto Apollino Milani)
Torso di kouros (cosiddetto Apollino Milani)

La sezione si apre con uno straordinario capolavoro: il Kouros Milani B in marmo bianco, dal Museo Archeologico di Firenze, ricongiunto alla Testa da Osimo in marmo, in collezione privata; eccezionalmente vengono assemblati come in origine. Tra i pezzi di grande bellezza e importanza, la copia in bronzo del monumentale Cratere di Vix, da Châtillon-sur-Seine, appaiato al grande Vaso con fregio fittile di guerrieri da Metaponto; la splendida Testa femminile in marmo da Francoforte e due sculture monumentali di provenienza siciliana: l’Auriga di Mozia, in marmo, e il Satiro di Mazara, in bronzo. Queste sculture fanno parte di un gruppo di nove opere tutte provenienti dalla Sicilia, richieste dai curatori per esemplificare la massiccia presenza dell’arte greca nelle greche Italia Meridionale e Sicilia. Altre opere sono il Satiro di Armentum, in bronzo, proveniente da Monaco e lo Zeus bronzeo di Ugento col suo capitello da Taranto. La pluralità dei media di trasmissione di forme e valori della cultura greca è esemplificata, nella mostra, anche attraverso esemplari di pittura vascolare di altissima qualità pittorica.

II SEZIONE
Statua di Mozia “Una volta conquistata, la Grecia conquistò i suoi selvaggi vincitori, e portò le arti fra i contadini del Lazio”: queste parole, citatissime, di Orazio descrivono molto bene l’attitudine dei Romani verso la cultura greca. La Grecia già nel II secolo a.C. è completamente assoggettata a Roma sul piano politico e militare: le città greche di Sicilia e Magna Grecia lo erano state anche prima, altre aree di cultura greca, da Pergamo ad Alessandria, vengono sottomesse dai Romani fra il II e il I secolo a.C. Ma per i Romani delle classi elevate, la cultura greca costituisce per secoli un costante punto di riferimento. Attratti irresistibilmente dall’arte greca, non solo per la funzione che gli oggetti d’arte potevano avere in templi, luoghi pubblici e dimore, ma specialmente nei suoi valori di bellezza e di eleganza, i Romani cercano di appropriarsene in varie forme.

Importazione e collezionismo
Prima di tutto, moltissime opere d’arte greca vengono violentemente strappate alle città sconfitte, ad esempio Siracusa nel 212 a.C. e Corinto nel 146 a.C. e portate come bottino di guerra a Roma, dove sfilano nelle processioni trionfali e sono poi esposte nei templi. Molti Romani delle classi più alte fanno inoltre a gara nel raccogliere nelle loro ville opere d’arte greca, dando vita a un collezionismo assai competitivo.

Artisti greci in Italia
Un altro modo di assicurarsi la presenza dell’arte greca in Italia, specialmente a Roma, è di offrire lavoro e commissioni ad artisti greci, che in gran numero si trasferiscono a Roma e vi impiantano le loro botteghe. Il mercato della capitale dell’impero è ormai assai più vivace di quello delle città greche e, in qualche caso, ad esempio a Rodi, crisi economiche e politiche di grande portata hanno addirittura quasi estinto la richiesta di opere d’arte. Gli scultori del Laocoonte, ad esempio, sono tre maestri di Rodi, che si trasferiscono a Roma dopo il crollo economico della madrepatria, e perciò della domanda d’arte, verso il 40 a.C. A volte, poi, le botteghe degli artisti greci si specializzano nella produzione di opere “all’antica”, che si sforzano di riprodurre gli stili arcaici del VI secolo a.C. o quelli “classici” del V e del IV: una prima forma di canonizzazione dell’arte del passato, alla quale artisti e committenti cominciano a guardare con spirito retrospettivo e nostalgico.

L’industria delle copie
La spoliazione delle opere d’arte dalle città greche non può essere totale e, nonostante i numerosi approdi di originali greci a Roma e in Italia, la domanda di opere d’arte greca supera largamente l’offerta di originali. Le richiedono avidamente i singoli “collezionisti”, ma anche i cittadini che desiderano per le loro case pochi pezzi da esibire come prova della loro cultura alla greca; molto richieste sono anche per l’arredo di edifici pubblici come terme e ginnasi, dove è prescritta una fitta decorazione di livello culturale alto, cioè necessariamente greco. Nasce così l’industria delle copie. I grandi capolavori del passato, riconosciuti come tali anche perché citati con frequenza nei libri specializzati di “storia dell’arte” (che in Grecia si cominciano a scrivere già dal III secolo a.C.), vengono più o meno accuratamente copiati, spesso sulla base di calchi in gesso fatti sugli originali. Queste copie sono per noi preziosissime, perché spesso ci restituiscono l’aspetto generale di originali andati quasi tutti irrimediabilmente perduti.

Nella scelta delle opere d’arte greca che arredavano le loro città e le loro case, i Romani tendono a privilegiare valori, non solo formali ma etici, come l’energia e l’eleganza, la bellezza del corpo, la raffinatezza delle forme, la gioia di vivere; la maestà del divino e i caratteri e le espressioni del volto umano. L’arte greca nella quale la cultura romana ama rispecchiarsi assume in tal modo il significato di un deposito inesauribile di modalità narrative e rappresentative e, insieme, di un organico serbatoio di memoria culturale. Il mito greco viene non solo raccontato incessantemente, nella letteratura e sulla scena teatrale come nella decorazione domestica, ma diventa anche uno specchio in cui identificarsi: perciò i Romani amano sempre più farsi rappresentare nelle vesti di figure mitiche dell’antica Grecia, ma anche raccogliere in biblioteche pubbliche e private, in case e ville, gallerie di ritratti dei poeti e dei filosofi greci. La ricezione dell’arte greca finisce così col tradursi in un lento ma radicale cambiamento di funzione: statue e dipinti sono ormai primariamente ricercati per la loro bellezza e qualità, sono “oggetti d’arte” e come tali formano una parte essenziale della cultura romana. La Graecia capta - “Grecia conquistata” - ha davvero conquistato Roma e, attraverso la vastità del suo impero, è pronta a invadere l’Europa.

Tra le opere più importanti esposte in questa seconda sezione della mostra segnaliamo: la Testa colossale di Atena in marmo, dai Musei Vaticani, il Volto da Cesano in avorio, da Palazzo Massimo a Roma, i due Efebo tipo Westmacott in marmo, dall’Antiquarium della Villa Papale di Castel Gandolfo e dai Musei Capitolini, l’Efebo porta-lampada in bronzo, dal Museo Archeologico di Napoli, l’Antonia minore come Venere genitrice in marmo, da Baia, e lo splendido Apollo di Piombino in bronzo, dal Louvre. E alcuni notevoli affreschi, come quelli con Paesaggi con scene dall’Odissea dai Musei Vaticani.

III SEZIONE
La memoria dell’arte greca rimane ben viva anche nel Medio Evo: ma si tratta di una memoria più letteraria che monumentale. Nel grande naufragio della cultura e dell’arte antica dopo la fine dell’impero romano, vengono distrutte quasi tutte le sculture in marmo e in bronzo, le pitture, le decorazioni dei templi e degli edifici civili; e quello che si salva deve quasi sempre attendere molti secoli prima di tornare alla luce, per caso o dopo uno scavo. Scomparsi tutti i dipinti, sono soprattutto le sculture a tramandare l’arte antica: ma in quel poco che resta visibile nessuno riesce più a distinguere il greco dal romano. Cade invece in totale oblio la “grecità interna” dell’Italia, quella di Sicilia e Magna Grecia: persino i templi imponenti di Paestum e di Agrigento vengono dimenticati fino al Settecento.

Rilievo funerario con cavaliere
Rilievo funerario con cavaliere

Quasi nessuno legge più il greco nell’Occidente europeo, ma gli autori latini, specialmente Plinio il Vecchio, rendono chiaro il primato dell’arte greca e l’alta considerazione in cui la tengono imperatori, senatori, intellettuali della Roma antica. Roma è per secoli fonte primaria, se non unica, di ogni scultura antica, e anzi nulla può nobilitare una statua quanto la sua provenienza da Roma: le “statue di Roma” divengono nel Cinquecento modello e misura del gusto per tutta Europa; alcune corti e alcuni luoghi, come il Cortile di Belvedere in Vaticano e la Tribuna degli Uffizi a Firenze, sono ammirati e imitati da tutti i sovrani, dalla Germania alla Spagna. Le prime collezioni di antichità contengono anche qualche opera greca, di solito importata attraverso l’Adriatico e Venezia: già nel Quattrocento un italiano, Ciriaco d’Ancona, è il primo a viaggiare in Grecia con intento archeologico. Dell’arte greca si ha allora un’idea assai vaga: e accade ancora, come nel Medio Evo, che opere d’impronta greca siano intese come romane, per assimilarle all’aura dell’impero defunto, o che opere romane di particolare bellezza vengano senza ragione presentate come greche. Ma sulla scia delle fonti antiche, che si moltiplicano per la scoperta di nuovi manoscritti e per la crescente conoscenza del greco, si impara ad attribuire all’arte classica alcune qualità essenziali, degne di ammirazione e di imitazione: l’attenzione al corpo umano, la rappresentazione del nudo e l’eleganza dei panneggi, il senso dell’equilibrio e la misura delle proporzioni, la peculiare caratterizzazione dei ritratti, le raffinate modalità narrative e compositive dei rilievi.

Molte delle statue “greche” che emergono a Roma e altrove sono copie da originali perduti, ma lo si comprende molto tardi: “greche” si ritengono piuttosto, in mancanza di altri criteri, solo statue e rilievi con iscrizioni in greco o che rappresentino personaggi della storia e della cultura greca o miti greci. Si tratta invece, per la gran parte, di opere romane; ma la nostalgia dell’arte greca perduta, la cui eco riverbera dagli scritti di Plinio, di Cicerone, di Vitruvio, vale come uno stimolo potentissimo alla sua riscoperta. E’ così che antiquari e archeologi italiani ed europei finiscono col comprendere che molte delle “statue di Roma” sono sì copie, ma vanno rivalutate introducendo nuovi metodi per “ricostruire”, almeno mentalmente, gli originali perduti.

In questo contesto ricco e variato, importanti originali greci che approdano in Italia, ad esempio alcune sculture del Partenone, non hanno inizialmente dal Cinque al Settecento uno status speciale, ma si affiancano alle sculture di provenienza italiana. Solo coi grandi viaggi esplorativi fra Sette e Ottocento, con le campagne di acquisti di vasti cicli scultorei - trasferiti da Egina a Monaco, da Atene a Londra e, più tardi, da Pergamo a Berlino - e con il consolidarsi dell’archeologia “scientifica” nelle università, si impara a distinguere l’arte greca dalla romana e a ricostruirne lo sviluppo storico. La prima guida su questa strada è l’opera del tedesco J.J. Winckelmann, che in Grecia non mette mai piede e che per intendere l’”essenza dell’arte greca” si fonda sulle fonti antiche e su una secolare cultura antiquaria tutta incentrata sulle “statue di Roma”: ma in esse, con prodigioso intuito, riesce a cogliere lo spirito di quelle di Atene, la forza e le ragioni del Bello.

La grazia, l’equilibrio, la misura, la naturalezza della rappresentazione e l’intensità dell’espressione divengono così criteri distintivi dell’arte greca, ma anche modello per quella neoclassica di un Thorvaldsen o di un Canova. La forza del bello anima le categorie estetiche della ricezione dell’arte classica, ma anche ne impone e guida la riscoperta, l’indicazione a modello per gli artisti, la ricostruzione e comprensione storica.

Cratere a calice a figure rosse (cosiddetto vaso di Euphronios)
Cratere a calice a figure rosse (cosiddetto “vaso di Euphronios”)

Tra le opere esposte nella terza sezione della mostra, tutte nelle Fruttiere di Palazzo Te, ricordiamo la Kore Grimani e il Busto di Dioniso entrambi in marmo, dal Museo Archeologico di Venezia, l’Idolino in bronzo con la sua base rinascimentale, dal Museo Archeologico di Firenze, l’Erinni Ludovisi in marmo pentelico, dal Museo Nazionale Romano, reintegrata col suo Cuscino rinascimentale in marmo, conservato a Roma nella Curia Generalizia dell’Ordine di S. Agostino. Esposte inoltre alcune teste in diversi materiali: “Efestione” in bronzo, dal Museo del Prado a Madrid, un altro “Efestione” in basalto, da Venezia, la Testa di Atleta in bronzo, da Forth Worth, Texas e rilievi, come il Rilievo con Cavaliere in marmo, da Pompei, ora ai Musei Vaticani. Tra i pezzi di grande suggestione il Torso di Belvedere in marmo, dai Musei Vaticani e lo Spinario in bronzo, dai Musei Capitolini di Roma, per la prima volta posto a confronto con lo Spinario in marmo della Galleria Estense di Modena.

In mostra anche alcune opere fondamentali, recentemente restituite all’Italia da due grandi musei americani grazie all’azione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: due marmi dipinti dal J. Paul Getty Museum di Los Angeles - Sostegno di mensa con grifoni che sbranano una cerva e Bacino marmoreo con Nereidi, che per la prima volta verranno esposti con altri pezzi dalla stessa tomba di Ascoli Satriano, e il celeberrimo Vaso di Eufronio restituito dal Metropolitan Museum di New York.

CATALOGO
Il catalogo della mostra è curato da Maria Luisa Catoni ed edito da Skira (65€, 24 x 28 cm, 368 pagine 218 colori e 126 b/n, cartonato, acquistabile on-line da webster.it): contiene l’introduzione e un saggio di Salvatore Settis e altri scritti di Maria Luisa Catoni, Francesco De Angelis, Stefano De Caro, Franco Ferrari, Valerio Neri, Cecilia Parra, Giuseppe Pucci, Anna Maria Reggiani e Paul Zanker. La realizzazione delle schede è stata curata da Lucia Franchi.

L’esposizione avrà un importante seguito nella mostra che si terrà in Sicilia nell’estate del 2009, in cui si metteranno a confronto le opere realizzate dagli artisti delle colonie greche in Italia con quelle coeve realizzate dagli artisti della Grecia e dell’Anatolia. Per dimostrare l’affascinante ipotesi di un modello policentrico di sviluppo dell’arte greca, in cui le opere prodotte in Grecia e in Italia non siano contrapposte in termini di “centro” e “periferia”, ma confrontate come esperienze parallele, intrecciate, suscettibili di mutua influenza.

La mostra di Palazzo Te rappresenta dunque un appassionante viaggio a ritroso, alle radici della nostra cultura. I capolavori selezionati da Settis e Catoni e richiesti con tenacia da Palazzo Te, ci consentono di ammirare opere straordinarie, cariche di quella bellezza insieme etica ed estetica, guardata, cercata e fissata durevolmente nel marmo o in pittura dagli artigiani greci, che hanno segnato in modo determinante molta dell’arte e numerose poetiche artistiche successive.

INFORMAZIONI
Sede della mostra
Palazzo Te
Viale Te, 13 – 46100 Mantova
Durata della mostra
29 marzo – 6 luglio 2008
Prenotazioni
199 199 111
dall’estero +39 02 43353522
dal lunedì al venerdì ore 9 – 18
Diritto di prenotazione
Tariffa ordinaria: 1,5 €
Tariffa per studenti: 0,5 €
Orari
9.00 – 19.00
(chiusura biglietteria 18.00)
Modalità di visita
La visita della mostra è regolamentata da un sistema di fasce orarie con ingressi programmati.
La prenotazione è obbligatoria per i gruppi e consigliata per i singoli.
Il biglietto di ingresso consente la visita gratuita anche del Museo della Città di Palazzo San Sebastiano (Largo XXIV Maggio, 12).
Biglietti
intero: 10 €
ridotto: 8 €
gruppi superiori alle 15 unità, maggiori di 60 anni, possessori del biglietto di ingresso al Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, possessori MantovaCard, possessori di CardBresciaMusei, soci Touring Club, soci FAI, altre categorie convenzionate: ridotto 4 €
visitatori tra i 12 e i 18 anni, studenti universitari e disabili: gratuito
minori di 11 anni, un accompagnatore per gruppo, due accompagnatori per scolaresca, accompagnatori di disabili che presentino necessità
Visite guidate alla mostra incluso Palazzo Te
Gruppi (minimo 15 – massimo 25 persone)
in lingua italiana: 160,00 €
in lingua straniera: 180,00 €
La tariffa della visita guidata comprende l’utilizzo delle radioguide.
Per i gruppi con guida propria il noleggio delle radioguide è obbligatorio al costo di euro 30,00 per gruppo.
Scuole (massimo 25 studenti)
in lingua italiana: 100,00 €
in lingua straniera: 180,00 €
Per le scuole non sono disponibili le radioguide.

Organizza facilmente via internet il tuo viaggio alla mostra “La forza del bello”
Preferisco viaggiare in treno, automobile, aereo.
Ho necessità di prenotare l’hotel per la mia permanenza a Mantova.

Fonti e approfondimenti:
http://www.laforzadelbello.it/

http://www.centropalazzote.it/
http://www.repubblica.it/200 … ello/forza-bello.html

X Settimana della Cultura

X Settimana della Cultura

Anche quest’anno il Ministero per i Beni Culturali organizza la “Settimana della Cultura”, giunta ormai alla decima edizione. L’edizione dello scorso anno, tenutasi dal 12 al 20 maggio 2007, ha riscosso un notevole successo di pubblico che si spera di eguagliare, se non superare, con l’edizione di quest’anno.

Nel corso della settimana della cultura, in programma dal 25 al 31 marzo 2008, musei, monumenti e siti archeologici statali saranno accessibili gratuitamente e sarà possibile fruire di una grande varietà di iniziative: aperture straordinarie e nuove aperture di siti, visite guidate, restauri in corso o appena terminati, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, recitazioni, mostre, convegni, conferenze, iniziative didattiche per i giovani.

 “La Settimana della Cultura: una festa per tutti“: lo slogan scelto per questa edizione sottolinea la volontà del Ministero per i Beni e le Attività Culturali di stimolare il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i cittadini ad un evento nazionale che, per sette giorni, metterà “in vetrina” la cultura italiana, con eventi, mostre, convegni, laboratori, visite guidate, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, aperture straordinarie.

Una grande festa diffusa sul territorio, in cui tutti i luoghi d’arte statali (monumenti, musei, aree archeologiche) saranno aperti gratuitamente.

Alla manifestazione aderiscono altre Istituzioni pubbliche e private, Enti locali, nonché gli Istituti Italiani di Cultura all’estero.

L’obiettivo è quello di rafforzare una coscienza condivisa che metta al centro la cultura, come volano d’identità collettiva, risorsa per la crescita sociale ed economica, strumento per la formazione delle nuove generazioni. E’ significativo che la “Settimana”, raccogliendo ripetute sollecitazioni, sia anticipata da circa due mesi rispetto alle date tradizionali: è indizio della crescita del turismo culturale in periodi dell’anno che fino a poco tempo fa venivano qualificati come “bassa stagione”.

In questi sette giorni i cittadini potranno riappropriarsi dell’arte, della cultura, del patrimonio, seguendo le tracce della nostra storia e appassionandosi alle nuove espressioni di una cultura italiana quanto mai viva e vitale.

Con soddisfazione, dobbiamo registrare come la Settimana della Cultura, che vanta ormai una storia trentennale, registri anno dopo anno un successo crescente di eventi e di partecipazione di pubblico. Questo testimonia  del gradimento della manifestazione e della forte voglia di cultura che esiste nel Paese, ed è anche una risposta all’aspettativa di apertura dei luoghi dell’arte e dello spettacolo per tutte le persone e tutte le famiglie.

Sottolineo particolarmente l’originale e importante iniziativa che avrà luogo nella serata di giovedì 27 marzo con l’obiettivo di sensibilizzare il Paese e tutte le istituzioni sull’esigenza di presentare e promuovere “più cultura in televisione”.

Ringrazio tutti coloro che nell’Amministrazione dei Beni e le Attività culturali, con impegno e dedizione, hanno reso possibile questo evento ormai consueto, eppure sempre unico.

Francesco Rutelli - Ministro per i Beni e le Attività Culturali

Il ministero mette a disposizione un motore di ricerca per gli eventi in programma:
a questa pagina “elenco eventi” potete vedere tutti gli oltre 1700 eventi mentre, a questa pagina “ricerca per regione” potete ricercare gli eventi per regione.

Di seguito trovate i documenti pdf con la lista eventi suddivisa per regione:
Abruzzo
- Basilicata - Calabria - Campania - Emilia Romagna - Friuli Venezia Giulia - Lazio - Liguria - Lombardia - Marche - Molise - Piemonte - Puglia - Sardegna - Sicilia - Toscana - Trentino Alto Adige - Umbria - Valle d’Aosta - Veneto

Mentre queste pagine vi portano ai risultati suddivisi per tipologia dell’evento:
Aperture straordinarie - Concerti di musica - Conferenze - Convegni - Seminari - Didattica e non solo - Mostre - Nuove aperture - Presentazioni di pubblicazioni - Proiezioni cinematografiche - Spettacoli di danza - Teatro di prosa - Visite guidate - Visite libere - Altro

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