Mostre

“Memorie dell’antico nell’arte del Novecento” in mostra a Palazzo Pitti

Il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti ospiterà ancora per pochi giorni la mostra “Memorie dell’Antico nell’arte del Novecento“. Con essa, attraverso l’esposizione di opere significative dell’arte del secolo appena concluso, si è voluto porre l’accento sull’antico quale forma d’arte comunque riconosciuta anche dalle correnti più innovative e astratte del XX secolo.

Memorie dell'Antico nell'arte del Novecento

Tutta la mostra è giocata sul continuo confronto/rimando tra opere d’arte contemporanea e le opere antiche da cui potenzialmente esse hanno tratto ispirazione. E’ così che accanto ad una corniola di Dioskourides, di età augustea, raffigurante Apollo e Marsia, viene posto il celebre “La nascita dei desideri liquidi” di Salvador Dalì, dipinto nel 1931-32, in cui viene inserito, a mo’ di citazione, un piccolo cammeo di età augustea.

Al busto-ritratto dell’Imperatore Traiano, di II secolo d.C., viene avvicinato “L’uomo antico” di Adolfo Widt, scultura marmorea del 1913, in cui palesemente si legge il ricordo dell’originale antico cui si ispira. De Chirico nel suo “Paesaggio Romano” del 1922 orna le sommità dei palazzi che raffigura, di capolavori della statuaria romana, e in “Composizione metafisica” mette in primo piano una testa marmorea di Apollo cui restuisce il colore rosso delle labbra.

Ritroviamo in mostra una testa di Apollo romana, per rendere più facile il riconoscimento, e accanto ad essa un’altra testa di Apollo del 1822, di piena fase ancora neoclassica, quando si copiava coscientemente l’antico, ad opera di Ottaviano Giovannozzi. Alla Chimera di Arezzo, ben noto capolavoro della bronzistica etrusca, si confronta la Chimera di Arturo Martini, 1933-1935, il quale reinterpreta a suo modo anche la Lupa, realizzando in terracotta ”La lupa ferita”, 1931, in figura di donna resa però carponi.

Il “Pianto di Adamo” di Francesco Messina, 1929, in bronzo, è una citazione della celebre Cacciata dal Paradiso Terrestre dipinta da Masaccio: anche l’arte medievale è letta come fonte di ispirazione per l’opera d’arte contemporanea. Anche il tema della kourotrophos, la dea/madre seduta con bambino in fasce in grembo, tipica dell’arte votiva italica e magnogreca, viene reinterpretata con una discreta fortuna presso i moderni.

Anche le arti applicate traggono ispirazione dall’antico e dal Rinascimento: è il caso della produzione vetraria, dei gioielli (un bracciale-orologio a forma di serpente di Bulgari ben esemplifica l’ispirazione a modelli antichi).

Nel 1982, sulla scia dell’entusiasmo per l’importante ritrovamento dei Bronzi di Riace, Mario Cereli realizza il “Ritratto di un mio amico greco (Guerriero di Riace)”, busto più grande del vero realizzato mediante assemblaggio in legno, in cui è perfettamente riconoscibile uno dei due Bronzi. Anche la scoperta della Cista di Palestrina, capolavoro in bronzo di fine IV-III secolo a.C. ispira Giò Ponti il quale realizza, in ceramica Richard Ginori, una cista in cui è grande l’attenzione e la citazione dell’antico, e che non a caso egli battezza “La conversazione classica” nel 1924.

Infine chiude (o apre) il percorso un Sileno con Dioniso bambino, calco di XIX secolo da un’originale statua marmorea di età romana imperiale, in cui il Sileno regge amorevolmente un bambino beato tra le sue braccia, cui è affiancato il Gruppo bronzeo “Stazzema”, del 2008, con un adulto con il viso defomato dal dolore, che tiene in braccio il corpo senza vita di un bambino, in ricordo dell’eccidio di S.Anna di Stazzema, del 1944.

Interessante il tentativo della mostra di avvicinare i visitatori all’antico volendo far vedere come in realtà esso non sia qualcosa di totalmente distaccato da noi, lontano nel tempo e materiale prendipolvere da museo, ma sia invece qualcosa di ben vivo e ben radicato nella nostra cultura, tanto da andare ad influenzare correnti artistiche che apparentemente si distaccano totalmente da quell’aderenza al vero e al realismo che è propria dell’arte antica.

Ben fatto il catalogo, edito dalla Giunti, nel quale si rintracciano le schede particolareggiate di tutte le opere esposte in mostra, sia moderne che antiche.

Info: Memorie dell’Antico nell’arte del Novecento,

http://www.unannoadarte.it/artedelnovecento/

fino al 12 luglio

Archeologos 2009: l’autunno trentino ricco di musica, teatro, mostre, escursioni comprende anche il prestigioso Meeting Annuale degli Archeologi Europei

L’ARCHEOLOGIA PER TUTTI

Musica e teatro, laboratori didattici, mostre e convegni specialistici per ‘estate-autunno 2009

ArcheoLogos 2009

Dai concerti sull’antica strada della Tridentum romana ai laboratori per tutta la famiglia al Museo Retico di Sanzeno, dall’archeologia sperimentale all’area di Acqua Fredda al Passo del Redebus alla caccia al tesoro per i più piccoli presso il sito delle palafitte di Fiavè, sono numerose le iniziative curate nel corso dell’estate dal Settore archeologia della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento. Tutti gli appuntamenti sono ora raccolti nella pubblicazione “ArcheoLogos – parole sull’antico”.

Grazie al supporto e alla collaborazione di Comuni, Aziende per il Turismo, Enti e Associazioni che operano sul territorio, le iniziative costituiscono un’opportunità per approfondire, divertendosi, la conoscenza del ricco e variegato patrimonio archeologico del Trentino. Ecco allora che le tracce del passato si intrecciano con il presente e diventano luoghi di incontro e svago che in un’ambientazione di particolare fascino accolgono mostre, attività didattiche, concerti, spettacoli teatrali, conferenze.

TRIDENTUM

Di grande atmosfera per il contesto che li ospita e per la bravura degli esecutori sono i tradizionali concerti di musica classica in programma al S.A.S.S. il 10 e il 18 luglio nell’ambito dell’8° Festival Risonanze Armoniche.

Tridentum farà anche da sfondo alla trasposizione teatrale della vita di Federico Halbherr che il 25 settembre sarà protagonista di “Kyrios Frederikos. Un archeologo trentino nei labirinti di Creta”, letture itineranti con il gruppo Emit Flesti al S.A.S.S. e all’area archeologica di Palazzo Lodron.

Nel corso dell’autunno verrà inoltre riproposto, in collaborazione con il Museo Diocesano Tridentino, “Alla scoperta di Tridentum. La città sotterranea”, l’itinerario archeologico nel centro di Trento, dal S.A.S.S. a Porta Veronensis e alla Basilica Paleocristiana.

MUSEO RETICO

Il Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non, a Sanzeno, oltre all’interessante percorso espositivo che si snoda nel “pozzo del tempo” e alle visite guidate tematiche, offre interessanti laboratori per famiglie.

Il 28, 29 e 30 luglio “Piccoli e grandi archeologi al lavoro” vedrà i partecipanti impegnati nella lavorazione della ceramica con il tornio, del ferro e del vetro sotto la guida dell’archeotecnico Pino Pulitani, mentre il laboratorio di tessitura del 22 agosto “Storia di trame. Pratiche tessili nell’età del Ferro” sarà tenuto da Tiziana Aste.
Prendono invece spunto dalle favole di Esopo “Animali da favola. “Se un capretto, un lupo e un leone…” divertenti spettacoli teatrali per bambini e ragazzi con il gruppo Emit Flesti in scena al museo il 25 luglio e il 4 settembre.

Per gli appassionati di musica l’appuntamento è il 4 agosto con “Suonatori Erranti” melodie mediterranee, balcaniche, yiddish eseguite dal Gruppo Caronte con jazz voice, violino, clarinetto, arpa, tastiera. Serata archeologica il 19 agosto con “Squilli di guerra: il karnyx celtico di Sanzeno” a cura di Paolo Bellintani e Rosa Roncador che presenteranno una rara scoperta avvenuta proprio a Sanzeno.

15° MEETING DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI ARCHEOLOGI

E sempre a Riva del Garda si terrà, dal 15 al 20 settembre, il 15° Meeting annuale dell’EAA (European Association of Archaeologists), l’Associazione Europea degli Archeologi. Il prestigioso convegno, che porterà in Trentino alcune centinaia di archeologi (sono già quasi 500 gli iscritti) provenienti da numerosi paesi europei, ma anche da oltreoceano, è organizzato in collaborazione con il Comune di Riva del Garda, attraverso il Museo di Riva.

Si tratta di un evento di eccezione che offre una opportunità unica di incontro per lo scambio di idee e opinioni sulla pratica e la teoria della disciplina archeologica. Maggiori informazioni sul sito www.eaaitaly2009.com

ACQUA FREDDA

Spostandoci in un’altra zona del Trentino, tra l’Altopiano di Pinè e la Valle dei Mocheni, al Passo del Redebus, si trova il sito di Acqua Fredda, una delle aree archeologiche musealizzate più alte d’Europa. Gli archeologi hanno riportato alla luce una delle più importanti fonderie preistoriche della tarda età del Bronzo (XIII-XI sec.a.C.) dell’intero arco alpino.

Nel corso dell’estate, proprio nel luogo dove i minerali di rame erano lavorati fin dai tempi più remoti, si potranno conoscere i segreti della lavorazione dei metalli e vedere gli archeotecnici realizzare dal vivo uno strumento in metallo (il 31 luglio, 21 e 23 agosto, 27 settembre).

E ancora cimentarsi in prima persona nei laboratori a cura dei Servizi Educativi della Soprintendenza (3 luglio e 11 settembre), partecipare all’ archeotrekking sulle tracce della metallurgia preistorica (il 18 luglio e il 22 agosto) e assistere a “Incontro con il mito. Piè zoppi, man’ di fata. Le meraviglie di Vulcano”, un originale spettacolo teatrale interattivo dedicato al mito di Vulcano (il 17 luglio, 7 agosto e 4 settembre).

Infine due appuntamenti serali per chi desidera approfondire: il 4 agosto a Palù del Fersina, presso l’Istituto Culturale Mocheno, Franco Marzatico terrà un incontro dal titolo “Dal minatore al metallurgo: i forni preistorici al passo del Redebus”, mentre il 20 agosto al Centro Congressi Pinè, Paolo Bellintani presenterà “Le vie dei metalli nella preistoria”.

PALAFITTE DI FIAVE’

Bambini e famiglie saranno protagonisti anche a Fiavè, dove presso il famoso sito delle palafitte torna “Ma come facevano a fare? Cerca e Ricerca, Trova e Sperimenta”. Tre gli appuntamenti, il 14 luglio, 4 agosto e 1 settembre, per conoscere, partecipando ad un’avvincente caccia al tesoro sulle tracce degli antichi palafitticoli di Fiavè, come vivevano, come si procacciavano il cibo e quali attività svolgevano i nostri antenati nella preistoria.

DOSS CASTEL
Dedicato alle famiglie è anche il percorso della “Scuola del Bosco” a Fai della Paganella. Grazie alla collaborazione degli alunni della scuola primaria di Fai, il sentiero che dalla località Ori porta al sito archeologico sulla sommità del Doss Castel è stato corredato da originali e colorati pannelli. Pannello dopo pannello, la passeggiata si trasforma in racconto per vivere un’insolita avventura, conoscere i segreti del bosco e scoprire chi erano e come vivevano i Reti, gli antichi e “misteriosi” abitanti di Doss Castel.

MOSTRE
Non mancano suggerimenti per saperne di più sulla storia più antica del territorio trentino con le visite al Centro Documentazione di Luserna dove la Soprintendenza ha curato gli aspetti archeologici della mostra “Il cacciatore delle Alpi – Da predatore a gestore” e al Museo di Riva del Garda dove è in corso la mostra “Sulle antiche sponde. Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda”.

MONTE SAN MARTINO

Riprendono nel mese di luglio le indagini archeologiche sul monte di san Martino a Lundo, sulle creste che separano l’Altogarda dalle Giudicarie e il Lomaso, dove si celano i ruderi di un antico castello, predisposto al tramonto dell’impero romano e dimenticato dalla storia.

L’attività di ricerca, sostenuta e coordinata della Soprintendenza e dal Comune di Lomaso, è riuscita a riportarne alla luce i tratti più significativi, voci di un tempo lontano e segni di passati poteri, civili e religiosi.

INFORMAZIONI:
Provincia Autonoma di Trento
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici
Settore Beni archeologici
Via Aosta, 1 – 38100 Trento
Tel. 0461 492161 Fax 0461 492160
e-mail sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it
www.trentinocultura.net/archeologia.asp

“Nubai- Viaggio attraverso l’archeologia del Sudan”, due culture a confronto al Castello di Torre (PN)

Il ministro dell’Ambiente e delle Antichita’ dello Stato di Khartoum, Abu Obieda Abdelrahim, e il direttore del National Corporation for Antiquities and Museums del Sudan, Hassan Hussein Idriss, sono intervenuti alla cerimonia di apertura della mostra ‘Nubai- Viaggio attraverso l’archeologia del Sudan‘, allestita al Castello di Torre, sede del Museo Archeologico di Pordenone visitabile dal 27 giugno al 27 settembre 2009.

Nubai - viaggio attraverso l'archeologia del Sudan

Il ministro ha rimarcato l’importanza della mostra che mette in relazione i manufatti e i reperti di due culture cosi’ lontane, ma che tuttavia appaiono simili, ha ringraziato la citta’ per l’ospitalita’ e la spedizione archeologica italiana per il forte impulso che da’ alla ricerca nel proprio paese.

Il direttore dei Musei sudanesi dello Stato di Khartoum che lo accompagnava, ricordando l’apporto di archeologici di altri paesi europei, ha annunciato che la mostra, dopo Pordenone, sara’ trasferita prima in altre citta’ italiane e poi sara’ ospitata anche in Sudan. A far gli onori di casa il sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello che ha ribadito che ancora una volta il Comune, con questa iniziativa, si apre al confronto con le altre civilta’, mentre l’assessore alla cultura Gianantonio Collaoni ringraziando gli ospiti per la loro presenza, ha introdotto la mostra lasciando poi la parola alla curatrice Donatella Usai che, con Sandro Salvatori, e’ da tempo impegnata in campagne di scavo in Sudan effettuate per conto dall’Isiao (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente di Roma).

I due studiosi in collaborazione con la direzione del Museo Archeologico hanno ideato un percorso espositivo che riproduce una sorta di ‘dialogo’ tra gli oggetti e le culture del nostro passato e quelli dell’antica Nubia, oggi Sudan. Oltre ai numerosi pannelli illustrativi che trattano dell’archeologia del paese africano dalle origini dell’umanita’ all’epoca cristiana, sono presenti una serie di oggetti archeologici costituita da vasi e monili provenienti direttamente dal Sudan. Recenti studi e ricerche pare dimostrino che la storia dell’uomo e delle societa’ possano aver avuto origine in l’Africa e piu’ precisamente in una porzione di territorio attraversata dal Nilo.

Fonte:

http://www.agi.it/trieste/notizie/…mostre_a_pordenone_viaggio_attraverso_archeologia_del_sudan

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Comunicare la Scienza attraverso la Storia: “Galileo. Immagini dell’Universo dall’Antichità al telescopio

Comunicare la scienza attraverso la storia.

Potrebbe essere questo lo slogan della mostra

“Galileo. Immagini dell’Universo dall’Antichità al telescopio”

Palazzo Strozzi, Firenze, fino al 30 agosto 2009.

Nell’anno dell’Astronomia, celebrato perché giusto 400 anni fa Galileo inventava il canocchiale, Firenze dedica allo scienziato toscano una mostra sull’astronomia, dalle origini ai giorni nostri, prendendo le mosse dalle culle delle civiltà, Mesopotamia ed Egitto, per salire a Roma, all’Islam, al Medioevo, al Seicento della Rivoluzione Scientifica e all’eredità di Galileo fino a noi.

Il percorso, storico e scientifico allo stesso tempo, è illustrato perciò da testimonianze delle concezioni astronomiche dei popoli antichi.

In Mesopotamia per primi si accorsero dell’importanza e della necessità di scandire il tempo, di misurarlo, e al tempo stesso di interrogare gli astri per organizzare il lavoro sulla terra in funzione del cielo. Si fondono e si confondono scienza e religione: il sole diventa un dio cui il re deve rendere conto (una tavoletta in calcare proveniente dall’Iraq e datata al IX secolo a.C. mostra proprio un re al cospetto del dio Sole in trono); in Egitto la dea Nut (rappresentata frontale nel coperchio di un sarcofago del 740-700 a.C) è la dea del cielo, collegata al Sole e al suo coclo quotidiano di alba e tramonto. D’altronde sono proprio gli Egizi che inventano l’anno, così come racconta Erodoto.

Galileo. Immagini dell'Universo dall'Antichità al telescopio

Con i Greci facciamo un passo in avanti. Se da un lato abbiamo gli dei, il carro del Sole e della Luna e i miti che cercano di spiegare il perché e il percome del Cosmo, dall’altro abbiamo i filosofi (i pitagorici, ad esempio) che disegnano un cosmo perfettamente organizzato e ordinato secondo precisi rapporti numerici. Ai Greci si deve l’intuizione della Terra rotonda e i calcoli di misurazione di essa.  In mostra è esposta la ricostruzione di uno degli oggetti più discussi e controversi che sia mai stato rinvenuto: il meccanismo di Antikythera, un complesso strumento di misurazione che doveva essere in grado di calcolare equinozi, eclissi, fasi lunari, la posizione del sole e dei pianeti. L’originale fu rinvenuto a bordo del relitto di Antikythera, naufragato intorno al 70 a.C. famoso per aver restituito anche la famosa statua bronzea dell’Efebo di Antikythera, esposto al Museo Archeologico Nazionale di Atene.

In Roma accanto alla ricerca astronomica si diffonde con crescente importanza lo zodiaco,  usato anche come strumento di propaganda imperiale.

La mostra prosegue poi con la spiegazione della concezione astronomica dell’Islam, un’astronomia matematica, basata su osservazioni sistematiche, calcoli e previsioni, quindi con l’Astronomia nel Medioevo, dove accanto agli strumenti di misurazione si diffondono iconografie e simbologie che tendono in qualche modo a cristianizzare il Cosmo. Esemplare è un arazzo da Toledo, in cui sono personificate le scienze, tra le quali l’Astronomia ha un ruolo non secondario, mentre nel centro campeggia un’immagine del cosmo secondo le concezioni medievali.

E’ con il Seicento, con Galileo, che avviene una vera rivoluzione nel campo dell’astronomia. Costretto ad abiurare le scoperte fatte col suo canocchiale, Galileo non riceverà in vita i giusti onori per le sue intuizioni. Ma l’eredità da lui lasciata ha gettato le basi dell’astronomia moderna, dal canocchiale si è passati al telescopio, dalla comprensione del funzionamento del sistema solare, oggi si cercano nuovi sistemi solari a zonzo nell’infinità dell’Universo.

Il percorso espositivo è concepito in chiave storica. Paradossalmente a Galileo, fulcro dell’esposizione, è riservata una sola sala di tutta l’intera mostra. L’astronomia ci viene spiegata attraverso i passaggi graduali che gli astronomi di ogni tempo hanno fatto, ogni piccola cosa che ci viene mostrata costituisce una grande conquista che a loro tempo questi uomini fecero. Con l’aiuto anche di installazioni multimediali ci viene spiegato il contesto culturale in cui tali scoperte furono fatte, in cui tali concezioni si svilupparono.

Una mostra accessibile a tutti (come per tutte le mostre di Palazzo Strozzi è studiato un percorso appositamente per i bambini) e con la possibilità di una visita in notturna: il giovedì sera l’esposizione tiene aperti i battenti fino alle 23.

Per info su orari e biglietto v. http://www.galileofirenze.it/index.jsp

“Le notti dell’Archeologia 2009″ dal 3 al 26 luglio oltre duecento eventi nei luoghi dell’archeologia toscana

Le notti dell’Archeologia

Dal 3 al 26 luglio 2009

Accanto a noi è una Toscana, spesso poco conosciuta, che può ancora sorprenderci per la storia che narra e le emozioni che è in grado di dare. Ruderi, resti di case, di terme e di teatri, antichi tracciati stradali, tombe monumentali, percorsi sotterranei, grotte di insediamenti preistorici, centinaia di musei con oggetti preziosi e frammenti di materiali della vita quotidiana.

Le notti dell'archeologia 2009

Le Notti dell’Archeologia vogliono dar voce a questo patrimonio. Lo fanno, quasi sempre, con un incontro con gli archeologi che con scienza, ma anche con arte, cercano ogni giorno di ricostruire il passato.

Quella proposta dalle Notti dell’Archeologia è una storia del nostro passato più antico ma anche della nostra conoscenza, dell’idea che abbiamo elaborato di chi ci ha preceduto su questa terra determinando, in alcuni casi, lo sviluppo stesso del territorio in cui viviamo.

Nel programma una premura particolare è riservata ai bambini e alle bambine con attività che privilegiano il fare. Coloro che vogliono approfondire un argomento possono farlo con gli appuntamenti della sezione tematica dedicata quest’anno al rapporto tra potere religioso e potere civile. Chi vuol guardare oltre la Toscana per conoscere popoli diversi da quelli che hanno avuto insediamenti nella regione può seguire il programma della rassegna cinematografica.

Infine, le escursioni e le passeggiate offrono la possibilità di seguire itinerari in cui si fondono natura e cultura.

Tutti gli appuntamenti sono sostenuti dalla competenza e dalla passione di archeologi impegnati ogni giorno nella Soprintendenza per i Beni Archeologici, nei musei, nelle università, dei soci dell’Associazione Musei Archeologici della Toscana e dei volontari dei gruppi archeologici.

PER IL PROGRAMMA COMPLETO DELLE INIZIATIVE:

http://musei.planetweb.it/musei/eventi/section_result.php?ID_SECTION=68

FONTE:

http://www.regione.toscana.it/nottidellarcheologia

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Principi ed Eroi della Basilicata Antica. Grande mostra sulle élite lucane al Museo Archeologico di Potenza

Si inaugura giovedì 18 giugno al Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu di Potenza

Principi ed Eroi della Basilicata Antica. Immagini e segni del potere tra VII e V secolo a.C.

Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu via Serao, 11 – 85100 Potenza

La mostra scaturisce da alcuni recentissimi rinvenimenti archeologici di eccezionale rilievo effettuati a Torre di Satriano (PZ) nell’ambito di una ricerca programmata e condotta dalla stessa Scuola di Specializzazione.

Principi ed eroi della Basilicata antica - locandina

L’esposizione, prendendo spunto dalla straordinaria scoperta di una residenza monumentale del VI secolo a.C., rarissima nel panorama della Magna Grecia, vuole portare l’attenzione sulle manifestazioni del potere e i rituali che caratterizzano le élites locali in un’epoca di grandi trasformazioni nell’entroterra indigeno dell’Italia meridionale, segnata dalla fondazione di colonie greche e dal complesso sistema di relazioni, anche culturali, con le comunità indigene.

Di particolare rilievo è la complessa decorazione architettonica, contraddistinta da un fregio figurato che sintetizza in modo emblematico il mondo ideale delle élites insediate nell’Appennino lucano.  Gli straordinari corredi funerari pressoché coevi, rinvenuti nei centri dello stesso comparto territoriale (in particolare Serra di Vaglio, Baragiano e Ruvo del Monte) e caratterizzati da armature da parata tipiche degli opliti greci, definiscono un quadro d’insieme unitario sotto il profilo ideologico.

Tema centrale dell’esposizione è l’ideologia del potere delle aristocrazie italiche della Basilicata antica tra VII e VI secolo a.C. In particolare, per la prima volta sono in esposizione preziosi oggetti di straordinaria valenza evocativa provenienti dalle antiche “metropoli” delle genti nord-lucane (Vaglio, Baragiano, Torre di Satriano). Si tratta di simboli che rimandano alla forza e alle virtù guerriere e all’importanza della competizione tra guerrieri armati alla maniera degli eroi celebrati nei poemi omerici: una spada con l’immanicatura in avorio, un elmo con alto cimiero, un emblema di scudo con la Chimera, essere mostruoso a tre teste, di leone, capro e serpente, per spaventare il nemico in battaglia. Eroi del mito greco quali Eracle e Teseo sono rappresentati anche su splendidi vasi a figure nere da Baragiano, ad evocare un mondo leggendario che diventa un riferimento ideale.

Principi ed eroi della basilicata antica - corredo

Segni del cerimoniale e del lusso femminile sono un eccezionale fuso in ambra, vari pendenti in ambra raffiguranti figure del corteggio dionisiaco (satiro e menade), una parure in ambra e oro e uno splendido diadema in oro: elementi di vesti cerimoniali, indossate per accompagnare rituali, come il matrimonio, che scandiscono il ciclo esistenziale della donna. Pesi da telaio con decorazioni rituali rimandano all’attività femminile per eccellenza, la tessitura, cui si dedicava Penelope in attesa del ritorno di Ulisse.

Le sezioni successive approfondiscono il tema del processo di strutturazione degli insediamenti e delle élites italiche, con l’elaborazione di tratti culturali ben riconoscibili che identificano l’area nord-lucana. I centri più importanti, nel corso del VI secolo a.C., sono Serra di Vaglio, Torre di Satriano, Baragiano, Ruvo del Monte, Ripacandida in Basilicata, Buccino ed Atena Lucana in territorio campano posti su alture a controllo delle vallate fluviali.

Accanto al rito funebre, caratterizzato dal rannichiamento, un tratto culturale che definisce queste popolazioni è la produzione di ceramica a decorazione geometrica di VII-VI secolo a.C., definita Ruvo-Satriano Class dai due maggiori centri produttori.

Gli insediamenti dell’area nord-lucana sono organizzati per nuclei sparsi di capanne, affiancati dalle relative sepolture e da spazi coltivati. Un altro importante rinvenimento effettuato sempre a Torre di Satriano è rappresentato da una grande dimora absidata di VII secolo a.C. che non doveva essere molto diversa dalle regiae degli eroi omerici. L’ingresso principale era caratterizzato da un cortile che immetteva in un’ampia sala ove si svolgevano le attività quotidiane. In prossimità di un ingresso laterale era collocato un soppalco ligneo destinato alle attività femminili della filatura e la tessitura della lana. In posizione centrale era il grande focolare, ove dovevano svolgersi banchetti con l’uso di bevande, tra cui senza dubbio il vino greco. Lo spazio più remoto della casa fungeva da magazzino per le derrate alimentari e per la conservazione di beni preziosi quali le eleganti ceramiche, sia greche che locali a decorazione geometrica utilizzate durante i banchetti.

Principi ed eroi della basilicata antica - ceramica

Il nucleo principale dell’esposizione è dedicato al “palazzo” di Torre di Satriano costruito intorno alla metà del VI secolo a.C. da artigiani greci provenienti dalla costa ionica, che hanno lasciato sulle terracotte architettoniche la traccia della loro attività artigianale, apponendo iscrizioni in dialetto laconico, funzionali alla messa in opera del tetto.

La straordinaria decorazione architettonica che ornava la monumentale dimora doveva renderla simile ad un tempio greco: sime, gocciolatoi a tubo (sostituiti in una seconda fase da gocciolatoi a protome leonina), una rarissima statua acroteriale rappresentante una sfinge e soprattutto una serie di lastre figurate in terracotta originariamente dipinta dovevano impressionare chiunque si avvicinasse alla residenza, segnalando la potenza della famiglia che lì risiedeva.

Fonte:

http://www.mileneventi.com/articolo.php?id=494

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“Echi dall’età del Ferro” Il 13 giugno a Castelletto Sopra Ticino la riscoperta dell’arpa celtica nel rapporto con la tradizione e l’archeologia cisalpina

Nell’ambito delle manifestazioni collegate alla mostra archeologica L’alba della città (www.albadellacitta.it), il Comune di Castelletto Sopra Ticino – Assessorato alla Cultura e il Gruppo Storico Archeologico Castellettese organizzano, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie, una serata dal titolo:

Echi dall’età del Ferro: i ritmi del banchetto e della festa
La riscoperta dell’arpa celtica nel rapporto con la tradizione e l’archeologia cisalpina

Sabato 13 giugno 2009 – ore 21
Sala Polivalente “Albino Calletti”,Parco Comunale “Giovanni Sibilia”
Castelletto Sopra Ticino (NO)

Arpa Celtica

Introduce il dott. Filippo Maria Gambari, con un intervento intitolato: Protostoria dell’arpa celtica: le musiche da banchetto nell’età del Ferro in Cisalpina ed in Gallia.

A seguire, Concerto di arpe celtiche, con Agnese Picco e Claudia Brosio, che eseguiranno arrangiamenti per arpa celtica di musica tradizionale irlandese, bretone e piemontese.

L’arpa celtica è, sul piano tecnico e morfologico, all’origine delle arpe da concerto attualmente in uso nella musica da camera e nell’orchestra. L’improvvisa “esplosione” dell’arpa celtica dall’Irlanda e dalla Scozia durante il Medioevo ne ha finora messo in ombra le più lontane origini.

Non sono frequenti le raffigurazioni di arpa nell’età del Ferro in Gallia Cisalpina e Transalpina, anche se alcuni esempi sulle incisioni rupestri della Valcamonica, sulle situle di produzione bolognese e nelle statue in pietra dell’età di La Tène in Gallia permettono di ipotizzare l’evoluzione di uno strumento introdotto in età orientalizzante nei centri dell’Etruria Padana a partire da Bologna e da qui trasmesso alle popolazioni celtiche, che ne cureranno i successivi sviluppi.

Per comprendere tale linea evolutiva bisogna rapportarsi con il progressivo prevalere di cetra e lira nella musica greco-romana, in cui l’arpa tende occupare un ruolo di secondo piano. Le melodie tradizionali europee rese per arpa mostrano alcuni elementi di base comuni, dal Piemonte alle Isole Britanniche, e riecheggiano reminiscenze di un passato lontano.

In occasione della serata sarà possibile visitare la mostra archeologica L’alba della città – Le prime necropoli del centro protourbano di Castelletto Ticino, che rimarrà aperta fino al 29 novembre 2009 con i seguenti orari:

Mercoledì e domenica ore 15.00 – 18.00

Sabato ore 10.00 – 12.00 e 15.00 – 18.00

Aperture straordinarie su richiesta

L’evento di sabato 13 giugno a Castelletto Sopra Ticino anticipa la “Festa Europea della Musica” del 21 giugno, in occasione della quale Agnese Picco e Claudia Brosio presenteranno un programma analogo presso Museo di Antichità di Torino.

Per maggiori informazioni:

Anna Maria Locarno

ODT & Associati

Tel: 335.7603449

Email: info@odt-associati.it

“L’occhio dell’archeologo. Ranuccio Bianchi Bandinelli nella Siena del primo ‘900″: Siena dedica una mostra ad un suo illustre cittadino

Siena dedica una mostra a Ranuccio Bianchi Bandinelli, uno dei padri dell’archeologia italiana. Gli addetti ai lavori, archeologi e storici dell’arte, gli studenti di archeologia, ma anche i semplici appassionati sicuramente conoscono l’opera di quest’archeologo e posseggono qualche suo fondamentale volume nella propria libreria (come Introduzione all’archeologia, oppure L’arte romana nel centro del potere). Per tutti gli altri la lacuna può essere colmata dalla mostra “L’occhio dell’archeologo. Ranuccio Bianchi Bandinelli nella Siena del primo ‘900”, allestita nel Complesso Museale Santa Maria della Scala fino al 5 luglio 2009. Essa ha infatti sicuramente il merito di far conoscere al grande pubblico questa figura di insigne archeologo, di farla uscire dall’ambito accademico e di renderla perciò più popolare.

La mostra, curata da Marcello Barbanera, che su Bianchi Bandinelli ha realizzato più di una pubblicazione (ad esempio Ranuccio Bianchi Bandinelli. Biografia ed epistolario di un grande archeologo, 2003), vuole mettere in luce in particolare il rapporto del grande studioso con la sua città, Siena appunto. Si tratta di un’immagine di vita privata dell’archeologo – l’ “occhio” è quello con cui Bianchi Bandinelli guardava alla Siena del suo tempo – ma anche di una pagina di storia dell’archeologia, in quanto si pone l’accento sulle prime ricerche archeologiche da lui compiute in terra senese nel campo dell’etruscologia e sul suo impegno per la realizzazione di un museo archeologico della città.

Studioso “moderno” rispetto alla tendenza del suo tempo, già negli anni ’20 vedeva nella figura dell’archeologo la necessità di essere un “trasmettitore di cultura” nei confronti del pubblico e quanto alla ricerca scientifica, poneva l’accento sull’importanza non del singolo oggetto, ma dell’oggetto in riferimento al contesto di rinvenimento. Un concetto, questo, che se ormai è dato per scontato nella moderna ricerca archeologica, agli inizi del Novecento non era per nulla chiaro alla mente di molti studiosi.

La tesi di laurea di Bianchi Bandinelli si pone come momento fondamentale non solo della vita dell’archeologo – grazie ad essa egli si impone all’attenzione della comunità scientifica del tempo – ma pone le basi di un nuovo modo di affrontare gli studi etruscologici, ovvero su base topografica, stilando una sorta di Carta Archeologica del territorio di Chiusi. Le sue ricerche sono non a caso considerate pionieristiche, ed hanno contribuito a stabilire dei punti fermi nella topografia etrusca e nella comprensione dei fenomeni storici e artistici dell’antico territorio, dando al contempo dei risultati straordinari. Non è da sottovalutare il supporto datogli dall’appassionato e collezionista Emilio Bonci Casuccini, un uomo che, a detta dello stesso Bianchi Bandinelli “voleva piantare vitigni laddove sperava ci fossero tombe”.

Ad illustrare il percorso, una serie di urne cinerarie da Chiusi e altri reperti (buccheri, una testa di canopo, la testa del cd. PseudoSeneca) rinvenuti nel corso delle ricerche fatte da Bianchi Bandinelli.

Con la visita alla mostra, non si perda l’occasione di visitare il Museo Archeologico di Siena, allestito nei sotterranei del Complesso Museale Santa Maria della Scala: in un’atmosfera davvero suggestiva, data dai cunicoli scavati nel tufo in cui si sviluppa l’allestimento, sono esposti i reperti archeologici più significativi della lunga storia di questa parte della Toscana, dall’età Villanoviana alla tarda romanità, e inoltre sono ospitate le donazioni dei principali collezionisti senesi, come lo stesso Emilio Bonci Casuccini, amico di Ranuccio Bianchi Bandinelli.

Marina Lo Blundo

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“Roma nascosta” dal 25 al 31 maggio 2009, aperture straordinarie e visite guidate alla scoperta della Roma sotterranea

Case romane, mitrei, sotterranei di antichi palazzi e di chiese, necropoli, catacombe: più di 30 siti archeologici sotterranei vengono aperti al pubblico, alcuni per la prima volta, per l’iniziativa “Roma nascosta – percorsi di archeologia sotterranea“.

Roma nascosta - archeologia sotterranea 2009

Un calendario ricco di oltre 150 appuntamenti tra visite guidate, conferenze e video sui tesori archeologici di Roma, dal 25 al 31 maggio 2009, alla scoperta dei tesori nascosti della città.

Oltre alle visite guidate, l’offerta di Roma nascosta si arricchisce del ciclo di conferenze a cura del sovrintendente ai Beni Culturali Umberto Broccoli e del professor Andrea Carandini, sul tema dell’archeologia sotterranea. Le conferenze, precedute dalla proiezione di video che introducono l’incontro, realizzati e messi a disposizione da History Channel, si tengono da lunedì 25 a venerdì 29 maggio ogni giorno alle 18 all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis.

PROGRAMMA DELLE VISITE:

Lunedì 25 maggio
Ore 20.00 Basilica Ulpia, Catacomba SS. Marcellino e Pietro, Mitreo di Palazzo Barberini, Mitreo di Santa Prisca
Ore 21.00 Basilica Ulpia, Case dei SS. Giovanni e Paolo, Insula di San Vincenzo, Mitreo di Palazzo Barberini, Mitreo di Santa Prisca

Martedì 26 maggio
Ore 14.45 Necropoli di Santa Rosa
Ore 16.00 Catacomba SS. Marcellino e Pietro, Sotterranei di Santa Maria Maggiore
Ore 16.45 Necropoli di Santa Rosa
Ore 17.00 Catacomba SS. Marcellino e Pietro, Acquedotto Vergine, Fori Imperiali, Olearie Papali, Sotterranei di Santa Maria Maggiore
Ore 18.00 Area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme, Fori Imperiali, Olearie Papali
Ore 19.00 Ipogeo di Via Livenza, Olearie Papali, Piramide Cestia
Ore 20.00 Auditorium di Mecenate, Ipogeo di Via Livenza
Ore 21.00 Auditorium di Mecenate, Insula di San Vincenzo, Ipogeo di Via Livenza, Stadio di Domiziano
Ore 22.00 Stadio di Domiziano

Mercoledì 27 maggioRoma nascosta
Ore 16.00 Basilica di Porta Maggiore, Ludus Magnus
Ore 16.45 Necropoli di Santa Rosa, Sotterranei di San Giovanni in Laterano
Ore 17.00 Basilica di Porta Maggiore, Catacomba di Vigna Chiaraviglio, Sotterranei di Santa Maria Maggiore, Tombe Latine
Ore 18.00 Basilica di Porta Maggiore, Catacomba di Vigna Chiaraviglio, Fori Imperiali, Tempio Rettangolare e Tempio Rotondo, Tombe Latine
Ore 19.00 Fori Imperiali, Monte Testaccio, Tempio Rettangolare e Tempio Rotondo, Tombe Latine
Ore 20.00 Basilica Ulpia, Case dei SS. Giovanni e Paolo, Excubitorium, Insula Romana sotto Palazzo Specchi, Insula di San Vincenzo, Ipogeo di Via Livenza, Mitreo di S. Stefano Rotondo
Ore 21.00 Basilica Ulpia, Excubitorium, Insula Romana sotto Palazzo Specchi, Insula di San Vincenzo, Ipogeo di Via Livenza, Mitreo di S. Stefano Rotondo
Ore 22.00 Excubitorium

Giovedì 28 maggio
Ore 16.00 Basilica di Porta Maggiore, Mausoleo di Monte del Grano, Sotterranei di Santa Maria Maggiore
Ore 16.45 Sotterranei di San Giovanni in Laterano
Ore 17.00 Acquedotto Vergine, Basilica di Porta Maggiore, Catacomba SS. Marcellino e Pietro, Fori Imperiali, Olearie Papali, Sepolcri Repubblicani, Sotterranei di Santa Maria Maggiore
Ore 18.00 Basilica di Porta Maggiore, Catacomba SS. Marcellino e Pietro, Fori Imperiali, Olearie Papali
Ore 19.00 Olearie Papali, Tempio Rettangolare e Tempio Rotondo
Ore 20.00 Auditorium di Mecenate CONFERENZA; Case di SS. Giovanni e Paolo, Insula Romana sotto Palazzo Specchi, Tempio Rettangolare e Tempio Rotondo
Ore 21.00 Insula Romana sotto Palazzo Specchi

Venerdì 29 maggio
Ore 14.45 Necropoli di Santa Rosa
Ore 16.00 Basilica di Porta Maggiore, Catacomba di Vigna Chiaraviglio
Ore 16.45 Necropoli di Santa Rosa
Ore 17.00 Acquedotto Vergine, Basilica di Porta Maggiore, Catacomba di Vigna Chiaraviglio, Monte Testaccio, Sotterranei di Santa Maria Maggiore
Ore 18.00 Basilica di Porta Maggiore, Fori Imperiali
Ore 19.00 Fori Imperiali, Ipogeo di Via Livenza
Ore 20.00 Basilica Ulpia, Case di SS. Giovanni e Paolo, Ipogeo di Via Livenza, Piramide Cestia
Ore 21.00 Basilica Ulpia, Ipogeo di Via Livenza, Stadio di Domiziano
Ore 22.00 Stadio di Domiziano

Sabato 30 maggio
Ore 10.45 Sotterranei di San Giovanni in Laterano
Ore 11.00 Insula Romana sotto Palazzo Specchi, Ludus Magnus, Mausoleo di Monte del Grano, Sepolcri Repubblicani, Sotterranei di Santa Maria Maggiore, Tempio Rettangolare e Tempio Rotondo
Ore 11.45 Necropoli di Santa Rosa
Ore 12.00 Insula romana sotto Palazzo Specchi, Sepolcri Repubblicani, Sotterranei di Santa Maria Maggiore, Tempio Rettangolare e Tempio Rotondo
Ore 14.45 Necropoli di Santa Rosa
Ore 15.00 Sotterranei di Santa Maria Maggiore
Ore 16.00 Catacomba SS. Marcellino e Pietro, Catacomba di Vigna Chiaraviglio, Sotterranei di Santa Maria Maggiore
Ore 16.45 Necropoli di Santa Rosa, Sotterranei di San Giovanni in Laterano
Ore 17.00 Basilica di Porta Maggiore, Catacomba SS. Marcellino e Pietro, Catacomba di Vigna Chiaraviglio, Fori Imperiali, Monte Testaccio, Tombe Latine
Ore 18.00 Area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme, Basilica di Porta Maggiore, Fori Imperiali, Mitreo di Palazzo Barberini, Monte Testaccio, Tombe Latine
Ore 19.00 Basilica di Porta Maggiore, Basilica Ulpia, Fori Imperiali, Ipogeo di Via Livenza, Mitreo di Santa Prisca, Piramide Cestia, Tombe Latine
Ore 20.00 Basilica Ulpia, Case dei SS. Giovanni e Paolo, Excubitorium, Insula di San Vincenzo, Ipogeo di Via Livenza, Mitreo di S. Stefano Rotondo
Ore 21.00 Basilica Ulpia, Excubitorium, Insula di San Vincenzo, Ipogeo di Via Livenza, Mitreo di S. Stefano Rotondo, Stadio di Domiziano
Ore 22.00 Excubitorium, Stadio di Domiziano

Domenica 31 maggio
Ore 11.00 Excubitorium, Ipogeo di Via Livenza, Ludus Magnus, Mitreo di Palazzo Barberini, Mausoleo di Monte del Grano, Porta Asinaria
Ore 12.00 Excubitorium, Ipogeo di Via Livenza, Mausoleo di Monte del Grano
Ore 15.00 Ipogeo di Via Livenza, Sepolcri Repubblicani, Sotterranei di Santa Maria Maggiore
Ore 16.00 Catacomba SS. Marcellino e Pietro, Catacomba di Vigna Chiaraviglio, Ipogeo di Via Livenza, Sepolcri Repubblicani, Sotterranei di Santa Maria Maggiore
Ore 17.00 Basilica di Porta Maggiore, Catacomba SS. Marcellino e Pietro, Catacomba di Vigna Chiaraviglio, Fori Imperiali, Monte Testaccio, Olearie Papali
Ore 18.00 Basilica di Porta Maggiore, Basilica Ulpia, Fori Imperiali, Monte Testaccio, Olearie Papali
Ore 19.00 Basilica di Porta Maggiore, Basilica Ulpia, Fori Imperiali, Insula di San Vincenzo, Olearie Papali
Ore 20.00 Auditorium di Mecenate, Case dei SS. Giovanni e Paolo, Insula Romana sotto Palazzo Specchi, Insula di San Vincenzo
Ore 21.00 Auditorium di Mecenate, Insula Romana sotto Palazzo Specchi, Stadio di Domiziano
Ore 22.00 Stadio di Domiziano

Programma completo su:

http://www.museiincomuneroma.it/mostre_ed_eventi/eventi/roma_nascosta

http://www.060608.it/it/content/itemEvent/area/eventi_e_spettacoli/itm/38671

“La notte dei musei”, il 16 maggio 2009 musei aperti anche di notte

Lasciare aperti i musei statali in orario notturno e gratuitamente permettendo quindi la fruizione dell’inestimabile patrimonio artistico italiano anche a chi non riesce a farlo nel normale orario di visita. E’ il senso dell’iniziativa “La Notte dei Musei”, prevista per il 16 maggio e giunta alla sua quarta edizione.

NOTTE DEI MUSEI 2009La manifestazione nasce nel 2005 su idea del Ministero della Cultura e della Comunicazione francese. L’Italia, attraverso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, svolge un ruolo di coordinamento nazionale dei propri istituti territoriali.

I musei che aderiscono all’iniziativa, oltre ad offrire l’entrata gratuita, con l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni, rimangono aperti fino alle 2.00 di notte (ultima entrata all’1.00).

In particolare si segnala la collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma che partecipa con i più importanti Musei della città, con lo slogan “Una Notte tutta da vivere”. Oltre 60 spazi espositivi della Capitale resteranno aperti gratuitamente fino a notte inoltrata offrendo un eccezionale cartellone di eventi artistici, mostre culturali e viste guidate; per l’occasione prolungheranno l’orario anche molte librerie e ristoranti del Centro Storico.

Tra gli oltre 100 eventi previsti sul territorio nazionale si segnalano:

Voci, colori e luci al Castello: una notte alla scoperta dei musei” nel Castello Sforzesco di Milano, che prevede due visite guidate alla Strada coperta della Ghirlanda. Sempre al Castello, presso la Pinacoteca, i visitatori saranno invitati ad individuare come i pittori delle diverse epoche hanno utilizzato i colori e quali tecniche hanno preferito, realizzando il proprio personale “catalogo” della Pinacoteca.

Il Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto (Treviso) propone una maratona letteraria con letture di brani sul pittore inframmezzate da esecuzioni musicali a tema proposte dai musicisti del Conservatorio locale.

A Bologna la Pinacoteca Nazionale propone una Visita guidata in Pinacoteca e la proiezione di una serie filmati d’arte preceduta da una presentazione di Andrea Emiliani (”Palazzo Milzetti”, “La Felsina Pittrice. La Pinacoteca Nazionale di Bologna”, “Amico Aspertini viaggiatore frescante” e “Canova. L’ideale classico tra pittura e scultura”).

A Firenze la Biblioteca delle Oblate presenta “La notte della poesia” che prevede letture da parte di attori, di testi classici, brevemente introdotti, seguite dalla recitazione di testi conosciuti e classici da parte di comuni lettori di poesie. La serata sarà conclusa con l’intervento di giovani poeti emergenti. Il tutto avverrà nella cornice di scorci panoramici di grande suggestione come la Cupola del Brunelleschi ed il Campanile di Giotto.

La Pinacoteca Civica “Bruno Molajoli” di Fabriano (Ancona) organizza “La Notte di Allegretto” con la presentazione della nuova Guida della Pinacoteca e una performance narrativo-visiva sulla vita e la produzione artistica di Allegretto Nuzi.

La Casa di Goethe a Roma propone due mostre notturne: ” Goethe in Italia” e “Da Kassel alla Campagna romana. Johan Martin von Rohden ( 1778 – 1868)“.

Sempre nella capitale saranno aperti in orario notturno, tra gli altri: la Galleria di Palazzo Barberini, il Museo di Villa Giulia, il Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, l’Area Archeologica delle terme di Caracalla e il Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano.

Suggestioni notturne a Villa Adriana” è il titolo del percorso illuminato nell’area archeologica di Tivoli (Roma) che promette emozioni sotto le stelle.

La Galleria Nazionale di Cosenza presso Palazzo Arnone propone una stimolante commistione di linguaggi artistici: giovani allievi del Conservatorio di Musica ’’Stanislao Giacomantonio’’ di Cosenza eseguono brani dal barocco al contemporaneo.
Lettura scenica dell’Iliade di Omero al Martà, Museo Archeologico Nazionale di Taranto. I personaggi omerici, interpretati dall’attore Libero De Rienzo, sono chiamati in scena a raccontare, con voce vicinissima alla nostra, la loro storia di passioni e di sangue, la loro grande guerra, la loro grande avventura.

ELENCO COMPLETO DELLE INIZIATIVE:

http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Menu-Utility/Ricerca-Eventi/Risultati-Notte-dei-Musei-2009/index.html

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