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Svolta normativa per l’archeologia preventiva, al via anche la costituzione di un elenco degli archeologi

Sta per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il regolamento che completa la disciplina in materia di archeologia preventiva.

Il ministro Bondi afferma che ”Le nuove disposizioni costituiscono un fondamentale strumento operativo, improntato a criteri di oggettivita’ e trasparenza, attraverso cui, da un lato, si rende maggiormente efficace l’azione del Ministero diretta alla tutela del patrimonio archeologico del Paese e, dall’altro, da’ certezza ai tempi di esecuzione delle opere pubbliche.”

Il testo prevede la costituzione di un elenco degli archeologi, cui possono essere iscritti soggetti privati, dipartimenti o istituti archeologici universitari, in possesso della necessaria qualificazione per operare la verifica preventiva dell’interesse archeologico in sede di progetto preliminare.

Fonte:

http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=3.0.3343993962

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Guide turistiche – Tegola per i laureati triennali

Segnaliamo un articolo recentemente apparso sul portale www.rivistaonline.com che cerca di fare chiarezza sulla nuova legge 40/07 (già decreto Bersani) in merito alla professione di guida turistica.

In pratica, si esclude la possibilità di accedere alla professione alle lauree triennali cioè ad un buon numero di laureati che hanno spesso studiato esplicitamente per questa professione: esemplare il caso di Scienze del turismo. Quando, c’è da notarlo, in precedenza per accedere al concorso per l’esercizio della professione bastava un diploma qualsiasi di scuola media superiore!

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A questo punto, a tutti i laureati triennali come Valentina, non resta che attendere nuovi pronunciamenti del Comitato Universitario Nazionale e sperare …

“Nostoi. Capolavori ritrovati” o, per meglio dire, restituiti

Diamo spazio ad un approfondito articolo di Adnkronos sulle recenti restituzioni di reperti archeologici da parte dei musei americani. Già ad inizio agosto ci eravamo interessati alla questione nell’articolo “Getty: accordo per la restituzione di 40 opere“:

Roma, 17 dic. – (Adnkronos Cultura) – Come i compagni greci di Ulisse cantati da Omero nell’Odissea tornarono in Patria dopo la distruzione di Troia, così, 67 capolavori archeologici che, trafugati dall’Italia, avevano trovato “casa” in prestigiosi musei esteri sono tornati nel loro Paese d’origine. Le preziose testimonianze del nostro patrimonio culturale fanno ritorno in Italia e dal 21 dicembre 2007 al 2 marzo 2008 saranno visitabili a Roma nelle sale della Galleria di Papa Alessandro VII al Quirinale sotto il titolo “Nostoi. Capolavori ritrovati” .

“E’ una giornata meravigliosa – ha dichiarato Francesco Rutelli, ministro per i Beni e le Attività Culturali -. Si conclude qui un’odissea di beni scavati di notte, ridotti a bellezza senz’anima e senza storia e portati all’estero”. Alle 67 opere in mostra si aggiungono anche un bronzo del II sec. a.C. restituito nelle ultime ore da un collezionista privato grazie alla mediazione della Svizzera ed una “Kore“, statua in marmo del 530 a.C. esposta al Paul Ghetty Museum di Malibu e concessa in prestito dal ministero della Cultura della Grecia che, in collaborazione con le forze dell’ordine italiane, ha ottenuto la restituzione dell’opera. Per il 20 gennaio 2008 è previsto, inoltre, l’arrivo in Italia del “Cratere” del pittore Eufronio, vaso attico a figure rosse già al Metropolitan di New York; mentre la cosiddetta “Venere di Morgantina“, rientrerà nel 2010, come da accordi siglati, per tornare in Sicilia, da dove è stata sottratta. “L’Italia è capofila della battaglia contro il traffico criminale delle opere d’arte e ha guidato un cammino – ha aggiunto il ministro Rutelli – che sta prosciugando l’acqua attorno ai trafficanti, a quelli che mandano i tombaroli a scavare le nostre meravigliose aree archeologiche e, portate all’estero attravreso tortuosi cammini, verso musei che oggi non le accettano più perchè, grazie alla battaglia che stiamo facendo, il nostro Paese le ottiene indietro contribuendo a bloccare il traffico dell’archeologia”.

Curata da Louis Godard, Consigliere del Presidente della Repubblica per la Conservazione del Patrimonio Artistico, la mostra celebra l’azione che da anni il ministero per i Beni e le Attività Culturali porta avanti con forza per recuperare le numerose testimonianze storico-artistiche che fanno del Bel Paese la nazione al mondo con il maggior patrimonio culturale. Esposte per anni presso il Getty Museum di Malibu, il Metropolitan di New York, il Museo d’Arte di Princeton, il Museum of Fine Arts di Boston, le opere sono rientrate in Italia negli ultimi due anni dopo lunghe trattative e accordi diplomatici il cui culmine è stato l’intesa siglata con il Getty. Lunghe trattative e una “grande fatica – ha aggiunto il ministro Rutelli – perchè c’è stata un’impunità diffusa per molti anni. Una dura bataglia, invece, ha permesso che si comprendesse che la restituzione fosse necessaria. Abbiamo dovuto dire, dopo parecchi mesi in cui la situazione era bloccata, che o queste opere tornavano o finiva la collaborazione tra questi musei e l’Italia. Qualche volta un pò di cattiveria aiuta”. Previsto anche un incentivo alla restituzione di opere d’arte italiane trafugate rivolto ai musei internazionali. “Aiuteremo – ha sottolineato Rutelli – tutti i musei che ci hanno restituito e che ci restituiranno le opere, prestandogli altre opere che poi torneranno in Italia ma che permetteranno intanto di vedere al pubblico in quelle vetrine dove prima c’erano opere rubate dall’Italia, invece, opere prestate dall’Italia e che permeteranno lo scambio culturale. Anche se è stata dura, entro tre anni tornerà anche la Venere di Morgantina come da accordo firmato”.

Come in una sorta di abbraccio tra civiltà greca, etrusca e romana, “Nostoi. Capolavori ritrovati” esporrà reperti di qualità strabiliante: statue, porzioni di affreschi pompeiani, suggestivi vasi attici in ceramica a figure nere dipinte su fondo rossastro o a figure rosse se su fondo nero, bronzetti etruschi. Tra i pezzi “unici” in mostra una tavola cerimoniale in marmo policromo con due grifoni che divorano una cerva del IV secolo a.C, già al Getty Museum; una statua in marmo di Apollo con grifone del I-II secolo d.C, proveniente sempre dall’istituto californiano; un’anfora etrusca con serpente dipinto, riconsegnata dal Fine Arts di Boston; una raffinata e piccola “vittoria alata” etrusca rubata nel 1975 alla soprintendenza archeologica di Ercolano e restituita dal gallerista newyorkese Jerome Eisenberg.

Ancora in fase di valutazione quella che sarà la collocazione ultima delle opere. Tra le ipotesi anche quella di una esposizione semi-permanente all’interno di una sede da stabilire eccezion fatta per la “Vibia Sabina” che tornerà a Villa Adriana a Tivoli che la ospitava. “Alcuni Paesi asiatici nonché europei sono quelli con i quali stiamo collaborando per futuri ed ulteriori restituzioni di opere trafugate dall’Italia”, ha sottolineato il ministro Rutelli. Una mostra resa possibile grazie alla passione per il loro lavoro dimostrata dal ministro Rutelli, dai carbinieri, dalla magistratura, dall’avvocatura dello Stato e che ci permette di ripercorrere il passato greco, etrusco e romano del nostro Mediterraneo”, ha aggiunto il curatore Louis Godard.

Guide Turistiche – Riflessioni sulla situazione attuale in Campania

Alessandra Manca e Stefania Staiano, su Capitoloprimo.it, ci aggiornano sulla situazione delle guide turistiche in Campania con due interessanti articoli:

  1. Come si diventa guida turistica. L’affaire “liberalizzazioni” e la Regione Campania
  2. Essere guida turistica oggi: un’impresa!

… non sempre possedere il patentino vuol dire essere una buona guida turistica … sarebbe il caso di fare un po’ di spazio ai giovani laureati, che hanno studiato tanto, che spesso continuano a farlo, e che soprattutto hanno tanta voglia di mettersi in gioco!

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Accordo tra costruttori e soprintendenza: i reperti recuperati saranno detraibili dalle tasse

Il Sig. Franco Prada ci segnala una interessante notizia:

Firmato un accordo tra costruttori edili e soprintendenze archeologiche per le antichità nel sottosuolo.

Ha tutta l’aria di essere un accordo epocale. Soprintendenza e costruttori uniti e non nemici, pronti a stabilire assieme regole di collaborazione. Per dire fine, una volta per tutte, all’incubo (per il costruttore) del “signor no” archeologo che blocca i lavori e impone gli scavi, e (per l’archeologo) al rischio di danni irreparabili ai nostri beni ancora nascosti. E’ accaduto il 7 aprile scorso nelle Marche, ad Ancona. Il soprintendente per i beni archeologici Giuliano De Marinis e il presidente della consulta regionale delle costruzioni Alfredo Mancinelli, si sono impegnati a promuovere assieme una proposta di legge che prevede sgravi fiscali e procedure più snelle per il costruttore che deve sostenere la spesa dello scavo archeologico. Un piccolo passo ma concreto. In un mare di anarchia, un vero far west.

Perché si sa, nel nostro Paese chi scava trova sempre un tesoro, non solo nei centri urbani ma un po’ ovunque nel “paesaggio storico” italico. Soprattutto da quando (qualche decennio) la moderna archeologia ha imparato a individuare anche le tracce più labili del nostro passato. Ha persino coniato dei termini ad hoc: “scavo di emergenza” se la scoperta archeologica avviene casualmente durante uno scavo del sottosuolo per fini edilizi, “scavo preventivo” se si eseguono indagini archeologiche preliminari alla costruzione. Quest’ultima sarebbe in realtà la procedura più corretta, che consente di programmare gli interventi ed evitare pericolosi blocchi a lavori edilizi già avviati. E, a dire il vero, il Codice Urbani la contempla, ma solo per i lavori pubblici. Per tutto il resto la legge italiana è ancora ferma al 1939: le scoperte archeologiche avvengono solo per scavi programmati di ricerca o casualmente, tertium non datur. Così, nei tanti piccoli interventi edilizi d’Italia, ognuno si arrangia come può. Spesso le soprintendenze usano l’arma del vincolo per imporre scavi preventivi. E anche quando i lavori edili cominciano senza indagine archeologica, oramai i costruttori sanno di dover prevedere tra i “rischi” la spesa di un eventuale scavo archeologico con conseguente dilatazione dei tempi di lavoro e a volte persino blocco definitivo. Ma non tutti sanno o possono affrontare tali spese a cuor leggero, e non è difficile immaginare che spesso i costruttori tacciono di ritrovamenti per non generare intoppi al loro lavoro. E chi esegue tali lavori? Le imprese di archeologia ormai pullulano, vista la grande richiesta, ma l’archeologia come libera professione non è riconosciuta né regolamentata in nessun dove.

La proposta di legge di matrice marchigiana vuole, in primis, ovviare ai problemi finanziari dei costruttori con lo strumento dello sgravio fiscale. Certamente un atto di correttezza. Stabilisce poi che gli scavi archeologici possono essere realizzati anche dall’impresa edile stessa, se si serve di personale specializzato (e comunque sotto l’imprescindibile direzione scientifica della soprintendenza). Per accelerare i lavori, ma chiarendo al contempo l’urgenza di un inquadramento della professione di archeologo. Pone dunque pochi paletti ma chiari. A prima vista persino troppo pochi, come commenta il soprintendente archeologo per l’Emilia Romagna Luigi Malnati, invitando a non perdere di vista il vero obiettivo dell’obbligo dell’indagine preventiva per tutti. “Tuttavia è un passo importante con buone prospettive di riuscita perché concepito nell’interesse reciproco”, osserva De Marinis. E comunque i due firmatari si sono impegnati a promuovere riflessioni e dibattiti sulla proposta ovunque nello stivale. Chiunque abbia a cuore il patrimonio culturale della penisola è invitato a pronunciarsi.

Autore: Cinzia Dal Maso
Il Sole – 24 Ore

Fonte:
http://www.mecenate.info/stampa.asp?id=327

Regione Lazio: delibera sulle liberalizzazioni alla professione di guida turistica

La Confederazione Italiana Archeologi ha seguito con grande attenzione il decreto Bersani sulle liberalizzazioni fin dall’inizio del suo iter legislativo, dapprima chiedendo con una lettera al ministro Bersani di includere la professione di guida turistica nel pacchetto di liberalizzazioni che si apprestava a presentare in consiglio dei ministri; in seguito, durante il lungo iter parlamentare, segnalando ai cittadini e alla stampa i numerosi emendamenti che hanno rischiato di stravolgerne lo spirito; infine, facendo pressione sugli enti locali perchè adeguassero tempestivamente le proprie normative allo spirito e ai principi della legge.

A pochi giorni dalla comunicazione nella quale esprimevamo tutte le nostre perplessità e le nostre critiche sulle modalità con cui la provincia di Roma stava gestendo l’applicazione e il recepimento della legge Bersani, siamo lieti di informarvi che una recente delibera della Regione Lazio promossa dal neoassessore allo sviluppo economico, ricerca, innovazione e turismo, Claudio Mancini, ha fatto finalmente chiarezza sulle modalità con cui le province laziali dovranno applicare la legge Bersani. E lo fa nel rispetto dei principi di modernità, concorrenza e professionalità che la legge promuove. Secondo quanto stabilito dalla delibera, infatti, per concedere l’abilitazione ai laureati in Archeologia o in Storia dell’arte, le province potranno svolgere le previste verifiche sulla conoscenza del territorio di riferimento attraverso una commissione che si riunirà ogni sei mesi e che valuterà il curriculum professionale dei candidati, mentre le competenze linguistiche saranno valutate attraverso un elaborato scritto redatto nella lingua straniera prescelta. Con la valutazione su base curricolare per laureati in Archeologia e in Storia dell’arte, vengono finalmente riconosciuti il titolo di studio e il curriculum professionale degli archeologi e degli storici dell’arte, e viene accolto il principio che abbiamo tante volte rivendicato secondo cui la conoscenza specifica del territorio è l’essenza stessa della nostra professione e della laurea che abbiamo conseguito in anni di studio, e che tali competenze sono verificate più accuratamente da decine di esami universitari che da un test a risposta multipla.

La delibera regionale, inoltre, dà tempi rapidi e certi per il rilascio delle abilitazioni: la commissione permanente effettuerà le verifiche a cadenza semestrale entro maggio e novembre di ogni anno. Se nelle date stabilite la Provincia non avrà espletato le procedure, la Regione ricorrerà ai poteri sostitutivi. Siamo certi che che questo provvedimento, primo in Italia, potrà costituire un importante precedente per la piena e coerente applicazione della legge Bersani anche da parte delle altre regioni d’Italia. A questo obiettivo lavoreremo nelle prossime settimane attraverso le nostre sedi regionali, mentre continueremo a tenervi informati su ogni aspetto della questione.

Fonte:

http://www.archeologi-italiani.it/

UD – Fondazione Aquileja e scavi universitari: il punto della situazione

Aquileia (UD) – Riassumiamo le vicende della “Fondazione Aquileja” e i nuovi ritrovamenti:

  • (25-08-2006) Legge regionale n° 18 del 25-08-2006 (Regione Friuli – Venezia Giulia)

    ARTICOLO 1
    (Finalita’ e ambito di intervento)
    1. La Regione riconosce nella citta’ di Aquileia un patrimonio culturale fondamentale per l’identita’ del Friuli Venezia Giulia e una risorsa determinante per lo sviluppo economico del piu’ vasto ambito territoriale di cui essa e’ parte e ne promuove la valorizzazione, sulla base di un’intesa programmatica con i competenti organi dello Stato, sostenendo l’iniziativa coordinata delle amministrazioni pubbliche di livello statale, regionale e locale per la realizzazione di un parco archeologico vivo integrato nel tessuto sociale e urbanistico aquileiese e inserito nel circuito dei musei e dei siti di interesse storico archeologico di rilievo nazionale.
    2. Per i fini di cui al comma 1, la Regione assume l’iniziativa della costituzione di una fondazione avente a oggetto la gestione degli interventi per la valorizzazione di Aquileia, aperta alla partecipazione delle istituzioni pubbliche competenti e delle istituzioni private che attivamente concorrano alla realizzazione degli obiettivi della presente legge.

  • (15-01-2007) Firmato protocollo d’intesa per la valorizzazione di Aquileia

    Finalmente dopo anni di incomprensioni, il 15 gennaio è stato firmato il protocollo d’intesa tra la Regione Friuli Venezia Giulia ed il Ministero per i Beni Culturali riguardante la valorizzazione turistica di Aquileia e la fondazione di un parco archeologico.

  • (14-06-2007) Nasce la fondazione per Aquileia

    Il Mibac ha messo a disposizione un milione e mezzo di euro, che si vanno ad aggiungere ai tre milioni della regione Friuli Venezia Giulia, per iniziare la nuova campagna di scavi su progetto della sovrintendenza archeologica, in collaborazione con le università di Trieste, Udine e Padova. La fondazione, alla quale partecipano Mibac, comune di Aquileia, regione Friuli Venezia Giulia e provincia di Udine, si avvarrà di un comitato scientifico e un comitato di vigilanza

  • (30-07-2007) Fondazione Aquileia: il consiglio superiore non ha dato alcun parere

    Il Consiglio superiore dei Beni culturali ha dato parere favorevole al Piano strategico della Fondazione per Aquileia che avrà il compito di valorizzare il sito archeologico presente in Friuli Venezia Giulia

  • (09-08-2007) Ritrovata la “strada” di Aquileia

    Le nuove ed importanti scoperte hanno portato ad aprire due interi e distinti settori. Il primo di questi comprende una domus tardo-antica, risalente al IV secolo d.C., e va ad ampliare le scoperte effettuate e pubblicizzate dalla stessa équipe nel 2005. Due anni fa, infatti, furono portati alla luce due mosaici di straordinaria importanza, riferibili entrambi allo stesso periodo e facenti parte della stessa domus. Il primo, in bianco e nero, è di tipo geometrico, mentre il secondo è policromo con ghirlande che racchiudono putti danzanti.

  • (10-08-2007) Aquileia. La città-gioiello, simbolo delle radici cristiane riscopre il suo ruolo grazie a una Fondazione (La Padania)

Approfondimenti:
Siti archeologici ad aquileia

Getty: accordo per la restituzione di 40 opere

ROMA – Accordo fatto con il Getty. L’annuncio arriva con una nota congiunta del ministro dei beni culturali Francesco Rutelli e del direttore del museo di Los Angeles Michael Brand. Nell’accordo si stabilisce che il Getty renderà all’Italia 40 pezzi, tra cui la Venere di Morgantina. Ma per l’altro oggetto del contendere, l’atleta in bronzo attribuito a Lisippo, si è deciso di “rinviare ulteriori discussioni alle risultanze del procedimento legale in corso a Pesaro”. Intanto la procura di Pesaro ha chiesto al gip la confisca della statua dell’atleta per i reati di contrabbando ed esportazione clandestina del bene. Una sanzione accessoria – sulla quale il gip deve ancora pronunciarsi – che si accompagna alla richiesta di archiviazione di tutti i reati contestati agli indagati per il contrabbando e l’esportazione illecita del bronzo, in gran parte nel frattempo deceduti. La confisca (una misura diversa dal sequestro cautelativo, improponibile nel caso di reati caduti in prescrizione) è esigibile anche se il reato è prescritto, ed è questa la conclusione cui sono giunte le indagini del pm pesarese Silvia Cecchi, condotte dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona.

Questi i punti salienti dell’accordo presentati nella nota congiunta diffusa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal J. Paul Getty Trust.

- Il Getty trasferirà 40 oggetti all’Italia, inclusa la Statua di culto di una Dea. Tecnici dall’Italia e dal Getty Museum definiranno un calendario per il trasferimento degli oggetti entro i prossimi mesi, con l’eccezione della Statua di culto di una Dea che rimarrà esposta al Getty fino al 2010;

- Le parti concordano di rinviare ulteriori discussioni sulla Statua di un giovane atleta vittorioso alle risultanze del procedimento legale in corso a Pesaro;

- L’Italia e il Getty concordano su un ampia collaborazione culturale che includerà prestiti di opere d’arte significative, mostre congiunte, ricerca e progetti di conservazione e restauro. Entrambe le parti, conclude la nota, si dicono “soddisfatte che, dopo un lungo e complesso negoziato, si sia raggiunto un accordo e ora procedono verso un rinnovato rapporto di collaborazione”.

Fonte:

http://www.ansa.it/ope … 3957.html

Il Palatino crolla: Rutelli corre ai ripari

Dopo solo 2 anni dal momento in cui il sovrintendende romano aveva fatto notare che il Palatino sta cedendo in più punti, il governo ha deciso di metterci mano. Sono stati stanziati infatti 7 milioni di euro per la sua ristrutturazione, senza chiusura al pubblico.

Nello stesso intervento Rutelli ha pure ammiccato alla riapertura delle case di Augusto e Livia, chiuse da così tanti anni che di loro si stava perdendo pure la memoria…

ciò che non fanno 2 millenni di storia possono fare 30 anni di governo italiano..

Firmato protocollo d’intesa per la valorizzazione di Aquileia

Finalmente dopo anni di incomprensioni, il 15 gennaio è stato firmato il protocollo d’intesa tra la Regione Friuli Venezia Giulia ed il Ministero per i Beni Culturali riguardante la valorizzazione turistica di Aquileia e la fondazione di un parco archeologico…

Speriamo che la legge in breve tempo venga attuata, portando i resti archeologici di Aquileia alla dignità che meritano e che attualmente non hanno.