Lavoro

Borsa di studio di 1.200€ per ricerca sul sito archeologico di Ercolano

Ercolano. Una borsa di studio per una ricerca sul sito archeologico di Ercolano. L’iniziativa è del Centro Internazionale per gli Studi di Herculaneum con il sostegno della Friends of Herculaneum Society. L’importo è di 1000 sterline (circa 1270 euro) e servirà a coprire le spese di viaggio e alloggio per il tempo trascorso agli scavi di Ercolano dai partecipanti ed è aperta a studenti di programmi universitari post-laurea che dovranno produrre una ricerca inerente al sito archeologico nell’ambito del proprio percorso di studi.

Stando alle richieste dei promotori, i campi di ricerca potranno includere archeologia, storia antica, storia dell’arte e dell’architettura, conservazione, gestione del patrimonio culturale, public archaeology, storia della disciplina archeologica, papirologia ed altri temi strettamente legati allo studio di Ercolano. I candidati con competenza nella lingua italiana avranno delle preferenze.

Il vincitore della borsa dovrà svolgere la propria ricerca al sito archeologico di Ercolano durante il 2008 e consegnare un rapporto scritto, sui risultati raggiunti durante il periodo trascorso ad Ercolano, entro un mese dalla data di chiusura della ricerca. Al ricercatore, inoltre, sarà chiesto di consegnare una copia della propria tesi finale al «Centro Internazionale per gli studi di Herculaneum».

Le richieste dovranno pervenire entro il 15 aprile secondo le modalità descritte nella domanda di partecipazione, disponibile anche sul sito www.comune.ercolano.na.it. Nell’ambito della stessa istanza va inserita una breve descrizione del proprio progetto di ricerca e di come il tempo trascorso ad Ercolano potrà contribuire a migliorare la propria ricerca e una lettera di referenza di un supervisore accademico del candidato.

Entro il 15 maggio saranno resi noti i risultati. Il Centro Studi Herculaneum, che avrà sede in villa Maiuri al termine dei lavori di restauro, è promosso nell’ambito del programma Urban dalla Soprintendenza archeologica di Pompei, dal Comune di Ercolano e dalla British School at Rome.

Per ogni altra informazione si prega di contattare Il Manager del Centro Studi, Christian Biggi:
c.biggi@herculaneum.org.

Fonte:
http://www.ilmattino.it/matti … &file=10H1X2C.xml

Michele Tosto sul lavoro dell’archeologo: “Archeologia: mestiere o diletto?”

“Chi almeno una volta nella sua vita non ha sognato di fare l’archeologo?”. Incomincia così, con un sogno comune a tanti bambini, il “pezzo” di Michele Tosto pubblicato ieri (06/02/08) su rivistaonline.com. Molti lo abbandonano crescendo, per altri il sogno lascia spazio alla speranza. Speranza di poter trasformare la passione in professione. Leggendo l’articolo si scopre come, purtroppo, questo capiti molto raramente.

Il panorama lavorativo che ci viene presentato è dei peggiori. “Archeologia d’emergenza è l’ambito nel quale moltissimi giovani laureati in discipline archeologiche esercitano la professione per i primi anni, spesso fino a quando non decidono, stremati, di abbandonare ogni speranza e rivolgersi altrove. [...] Per i giovani laureati la strada è spesso lunga e in salita e le loro possibilità di riuscita talmente vaghe che viene lo sconforto solamente a pensarlo. I giovani archeologi – spesso laureati e altamente specializzati – divengono facilissima preda di certe cooperative archeologiche (società a scopo di lucro alle quali le sovrintendenze affidano spesso la direzione dei lavori sul territorio dei municipi a rischio archeologico) che senza pietà e stima di alcuna dignità scientifica li sfruttano e condannano ad un lavoro poco qualificante e massacrante.”

In un paese come il nostro dove caposcavo diventa l’ingegnere o l’architetto, il cassiere di supermercato con il solo diploma si “inventa” archeologo professionista e dove, per trovare lavoro, è necessario conoscere l’amico dell’amico, concordo in pieno con l’autore e vedrei positivamente l’istituzione di un albo professionale. Qualcuno, come la provincia di Lecce (si veda l’articolo “Elenco degli archeologi di fiducia della provincia di Lecce“), si è mosso in questa direzione anche se oggettivamente servirebbe uno sforzo a livello nazionale per regolamentare un mercato del lavoro più selvaggio di quello dei lavavetri al semaforo.

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Fonte:
L’articolo completo si trova su http://www.rivistaonline.com/Rivi … no.aspx?id=4607

Guide turistiche – Tegola per i laureati triennali

Segnaliamo un articolo recentemente apparso sul portale www.rivistaonline.com che cerca di fare chiarezza sulla nuova legge 40/07 (già decreto Bersani) in merito alla professione di guida turistica.

In pratica, si esclude la possibilità di accedere alla professione alle lauree triennali cioè ad un buon numero di laureati che hanno spesso studiato esplicitamente per questa professione: esemplare il caso di Scienze del turismo. Quando, c’è da notarlo, in precedenza per accedere al concorso per l’esercizio della professione bastava un diploma qualsiasi di scuola media superiore!

Leggi tutto l’articolo

A questo punto, a tutti i laureati triennali come Valentina, non resta che attendere nuovi pronunciamenti del Comitato Universitario Nazionale e sperare …

Borsa di studio per giovani archeologi di 4.200€

Segnaliamo l’uscita del nuovo bando per la Borsa di Studio Daniela Fusaro:

La Borsa di Studio Daniela Fusaro è rivolta a promuovere la formazione di giovani archeologi che intendano svolgere ricerche d’avanguardia e sul campo in topografia, statigrafia, tipologia e rilievo archeologico dell’età classica (VIII sec. a.C. – VI sec. d.C.) con un contributo di 4.200 euro.

Essa è destinata esclusivamente a cittadini italiani di età non superiore ai 33 anni, laureati in archeologia classica presso un’università italiana.

La domanda d’ammissione dovrà pervenire alla Segreteria Borsa di Studio Daniela Fusaro c/o Avv. A. Fusaro, Viale A. Oriani n. 42/2 – 40137 Bologna, entro e non oltre la data del 30 Aprile 2008. Ogni domanda dovrà essere accompagnata da:

a) curriculum vitae, contenente indirizzo e numero telefonico;

b) certificato di laurea, copia su cd della tesi di laurea e copia di eventuali altri lavori;

c) relazione che indichi: 1) il programma di ricerca; 2) i tempi necessari per portarla a compimento; 3) i luoghi dove la ricerca dovrebbe svolgersi, i materiali e le fonti da utilizzare;

d) lettera di presentazione di un professore ordinario;

e) dichiarazione di autorizzazione al trattamento dei dati personali, secondo l’informativa resa, a norma dell’art. 13 DLgs. n. 196/2003 (reperibile sul sito web).

Per maggiorni informazioni e per scaricare la documentazione completa visitate il sito web http://www.danielafusaro.altervista.org/

Guide Turistiche – Riflessioni sulla situazione attuale in Campania

Alessandra Manca e Stefania Staiano, su Capitoloprimo.it, ci aggiornano sulla situazione delle guide turistiche in Campania con due interessanti articoli:

  1. Come si diventa guida turistica. L’affaire “liberalizzazioni” e la Regione Campania
  2. Essere guida turistica oggi: un’impresa!

… non sempre possedere il patentino vuol dire essere una buona guida turistica … sarebbe il caso di fare un po’ di spazio ai giovani laureati, che hanno studiato tanto, che spesso continuano a farlo, e che soprattutto hanno tanta voglia di mettersi in gioco!

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Cina, stanziati 900 milioni di euro per il restauro dei beni culturali

Cina – Il forte e dinamico sviluppo dei centri urbani sta consumando i monumenti e degradando le condizioni di vita dei cittadini cinesi. La classe dirigente sente sempre di più l’esigenza di proteggere l’immenso giacimento di beni storico-artistici presente sul proprio territorio. Lo testimonia l’elenco – presentato nel 2006 in occasione della Giornata del patrimonio culturale – di 1.080 nuovi monumenti storici e siti archeologici da preservare, che si aggiungono ai 2.351 già noti. Ne fanno parte tra gli altri la pagoda Longhua di Shanghai, il quartiere delle villette imperiali Zhongnanhai vicino alla Città proibita di Pechino ma anche molti templi buddisti tibetani.

Un impegno, quello del Governo cinese, sostenuto dal varo di 30 nuove leggi e dallo stanziamento di 900 milioni di euro (dato 2006). In parallelo il governo ha avviato una mobilitazione altrettanto imponente di risorse per dotare la Cina di nuovi musei: ne saranno costruiti 1000 entro i prossimi 10 anni, di cui 20 da inaugurare a Pechino entro le Olimpiadi del 2008.

Fonte:
http://www.primapagina.regione.toscana.it/ 

Corso di aggiornamento: “La movimentazione dei beni culturali: metodi, tecniche, materiali, normative, esperienze”

La Fondazione Musei Senesi, in collaborazione con Opificio delle Pietre Dure e Polo Museale Fiorentino organizza il corso di aggiornamento “La movimentazione dei beni culturali: metodi, tecniche, materiali, normative, esperienze”. Il corso, che si terrà presso il Centro di Restauro della Fondazione Musei Senesi a Chianciano Terme, prenderà il via il prossimo 12 novembre, per terminare a fine mese. La Direzione scientifica è affidata a Cristina Acidini e Maurizio Michelacci.

I moduli di insegnamento prevedono 90 ore di lezione e sono riservati ad un numero massimo di 30 partecipanti, laureati in discipline afferenti l’ambito dei beni culturali (storia dell’arte, archeologia, scienze dei beni culturali, tecnologie per i beni culturali, architettura, etc.) o restauratori-conservatori ai sensi delle normative vigenti.

Per gli iscritti sono previste modalità di soggiorno agevolato presso strutture convenzionate. I moduli di iscrizione possono essere scaricati a questo indirizzo www.museisenesi.org/fileadmin/ user_upload/docs/chianciano_web_01.pdf (con ulteriori informazioni) e dovranno essere inviati entro il 20 ottobre 2007 alla Fondazione Musei Senesi – Segreteria del Corso di aggiornamento su “La movimentazione dei Beni Culturali”, Pian dei Mantellini, 7 – 53100 Siena.

Fonte:
http://www.intoscana.it/intoscana … =127226&language=it 

Corso gratuito per “Tecnico per la conservazione dei beni culturali” a Acqui Terme

Per l’anno formativo 2007/2008 Enaip Acqui Terme ha deciso di riproporre un corso gratuito di specializzazione per diplomati, che negli anni precedenti ha riscosso molto successo. Si tratta del “Tecnico per la conservazione dei beni culturali”, percorso della durata di 800 ore, di cui 320 di stage, che rilascia un attestato di Specializzazione provinciale. Tre le aree fondamentali idi intervento: beni architettonici, opere pittoriche e opere lignee.

La figura in oggetto realizza interventi diretti sui materiali costitutivi di un bene culturale e opera nel rispetto dei principi della conservazione, della collocazione storica e temporale dell’opera, dei valori tecnici e creativi espressi all’artista. Propedeutiche all’intervento sono le analisi sullo stato di conservazione dell’opera e sulle condizioni ambientali, materiali e tecniche del reperto e la compilazione di una scheda tecnica di intervento. A questa prima ricognizione fa seguito l’intervento, teso a eliminare o arrestare il danno rilevato, che si concretizza nell’individuazione di mezzi e procedimenti più opportuni al fine dell’esaltazione delle specificità del reperto, la sua pulitura, la reintegrazione delle parti colpite e l’applicazione di materiali protettivi.

Il tecnico può trovare lavoro presso i laboratori di restauro delle Sovrintendenze per i beni artistici e storici, per i beni librari e archivistici, per i beni archeologici. Sono inoltre possibili impieghi all’interno dei musei civici e nelle gallerie d’arte. Un’altra opportunità di lavoro è offerta dalle botteghe artigiane di restauro, cui la Pubblica amministrazione affida in appalto interventi di recupero.

La discrezionalità nello svolgimento di un intervento di recupero o conservazione è ampia, soprattutto dal punto di vista operativo, ma può richiedere il supporto di altre professionalità (architetto, storico dell’arte, archeologo). Oltre a queste figure professionali, il Tecnico può avere rapporti con archivisti, bibliotecari e quanti sono incaricati della conservazione e tutela dei beni culturali; anche chimici, biologi e fisici, a seconda dell’intervento da realizzare.

Per informazioni e iscrizioni:

Via Principato di Seborga 6, tel. 0144/313413, da lunedì a venerdì, 8-13 e 14-18, il sabato dalle 8 alle 13, csf-acquiterme@enaip.piemonte.it

Fonte:

http://www.enaip.piemonte.it/index.php?mod=news&act=dettaglionotizia&id=1815

Regione Lazio: delibera sulle liberalizzazioni alla professione di guida turistica

La Confederazione Italiana Archeologi ha seguito con grande attenzione il decreto Bersani sulle liberalizzazioni fin dall’inizio del suo iter legislativo, dapprima chiedendo con una lettera al ministro Bersani di includere la professione di guida turistica nel pacchetto di liberalizzazioni che si apprestava a presentare in consiglio dei ministri; in seguito, durante il lungo iter parlamentare, segnalando ai cittadini e alla stampa i numerosi emendamenti che hanno rischiato di stravolgerne lo spirito; infine, facendo pressione sugli enti locali perchè adeguassero tempestivamente le proprie normative allo spirito e ai principi della legge.

A pochi giorni dalla comunicazione nella quale esprimevamo tutte le nostre perplessità e le nostre critiche sulle modalità con cui la provincia di Roma stava gestendo l’applicazione e il recepimento della legge Bersani, siamo lieti di informarvi che una recente delibera della Regione Lazio promossa dal neoassessore allo sviluppo economico, ricerca, innovazione e turismo, Claudio Mancini, ha fatto finalmente chiarezza sulle modalità con cui le province laziali dovranno applicare la legge Bersani. E lo fa nel rispetto dei principi di modernità, concorrenza e professionalità che la legge promuove. Secondo quanto stabilito dalla delibera, infatti, per concedere l’abilitazione ai laureati in Archeologia o in Storia dell’arte, le province potranno svolgere le previste verifiche sulla conoscenza del territorio di riferimento attraverso una commissione che si riunirà ogni sei mesi e che valuterà il curriculum professionale dei candidati, mentre le competenze linguistiche saranno valutate attraverso un elaborato scritto redatto nella lingua straniera prescelta. Con la valutazione su base curricolare per laureati in Archeologia e in Storia dell’arte, vengono finalmente riconosciuti il titolo di studio e il curriculum professionale degli archeologi e degli storici dell’arte, e viene accolto il principio che abbiamo tante volte rivendicato secondo cui la conoscenza specifica del territorio è l’essenza stessa della nostra professione e della laurea che abbiamo conseguito in anni di studio, e che tali competenze sono verificate più accuratamente da decine di esami universitari che da un test a risposta multipla.

La delibera regionale, inoltre, dà tempi rapidi e certi per il rilascio delle abilitazioni: la commissione permanente effettuerà le verifiche a cadenza semestrale entro maggio e novembre di ogni anno. Se nelle date stabilite la Provincia non avrà espletato le procedure, la Regione ricorrerà ai poteri sostitutivi. Siamo certi che che questo provvedimento, primo in Italia, potrà costituire un importante precedente per la piena e coerente applicazione della legge Bersani anche da parte delle altre regioni d’Italia. A questo obiettivo lavoreremo nelle prossime settimane attraverso le nostre sedi regionali, mentre continueremo a tenervi informati su ogni aspetto della questione.

Fonte:

http://www.archeologi-italiani.it/

Terni – Bando del GAL per il recupero “beni minori”

Terni – Il 28 settembre scadrà il nuovo bando per il recupero dei Beni culturali minori, pubblicato dal Gal Ternano (il materiale relativo può essere scaricato dal sito: www.galternano.it alla voce “Bandi”), che si pone come obiettivo quello di recuperare, tutelare o valorizzare – al fine di incentivare la fruizione sostenibile – beni culturali minori, musei ed archeologia rurale.

“Finalità di questo bando, come del primo – spiega Albano Agabiti, presidente del Gal Ternano – è ottimizzare il ricchissimo patrimonio rurale dell’area e recuperare molti siti, spesso in disuso o non adeguatamente valorizzati e restaurare beni culturali minori, da utilizzare a fini turistico – promozionali. Il presupposto è appunto la grande presenza di siti di archeologia rurale, industriale ed artigianale e beni culturali minori che – continua Agabiti – potranno rappresentare un’inesauribile fonte di ricchezza se il loro riadattamento e riuso avviene nell’ambito di un programma generale (PSL), in cui trovano adeguato spazio le necessarie misure di promozione e comunicazione. A fronte degli aspetti legati alla valorizzazione del patrimonio di archeologia rurale, e quindi recupero di una ricchezza in via di deperimento e miglioramento della qualità del paesaggio e del territorio nel suo complesso, occorre evidenziare i fattori legati al mercato. Le sue esigenze, i mutevoli modelli di comportamento e stili di vita, fanno intravedere, infatti, ampi margini di potenziale sviluppo per iniziative imprenditoriali il cui punto di forza è rappresentato dal fattore memoria e legame con il passato. Il patrimonio rurale ed artistico, pertanto, può funzionare da catalizzatore di un’utenza turistica qualificata”.

I beneficiari del bando – che rientra nel Nuovo Piano di Sviluppo Rurale, iniziativa comunitaria Leader + – potranno essere soggetti privati, pubblici e associati.
”Il nostro obiettivo – conclude Agabiti – è riportare le nostre aree rurali allo splendore che meritano, cosicché la nostra provincia possa riacquistare la sua memoria storica, che trova le sue radici nella tradizione agricola”.

Fonte:
http://www.orvietosi.it/notizia.php?id=11857

Update
Sono già state attuate 3 edizioni del presento Bando a partire dal 2003.
Sono stati finanziati nelle precedenti edizioni 32 progetti, presentati sia da enti pubblici che da soggetti privati.

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