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	<title>ArcheoBlog &#187; Italici</title>
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	<description>News di Archeologia</description>
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		<title>Trento, 1 maggio 2010: &#8220;Antichi popoli delle Alpi&#8221; convegno internazionale</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 06:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 1 maggio a Sanzeno (Trento) una giornata di studi internazionale ANTICHI POPOLI DELLE ALPI Le Alpi, nonostante le notevoli altitudini raggiunte dalle vette che le caratterizzano, non hanno mai costituito una barriera per gli spostamenti dell’uomo. Lo testimoniano le numerose evidenze archeologiche che risalgono già alle epoche preistoriche più antiche. E’ questo, assieme ad alt﻿ri inediti aspetti, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Sabato 1 maggio a Sanzeno (Trento)  una giornata di studi internazionale<br />
ANTICHI POPOLI DELLE ALPI</h3>
<p>Le <strong>Alpi</strong>, nonostante le notevoli altitudini raggiunte dalle vette che le caratterizzano, non hanno mai costituito una barriera per gli spostamenti dell’uomo. Lo testimoniano le<strong> numerose evidenze archeologiche</strong> che risalgono già alle epoche preistoriche più antiche.</p>
<p>E’ questo, assieme ad alt﻿ri inediti aspetti, il filo conduttore della giornata internazionale di studi “<strong><em>Antichi popoli delle Alpi. Sviluppi culturali durante l’età del Ferro nei territori alpini centro-orientali</em></strong>.”, che si terrà il <strong>1 maggio a Sanzeno (Trento)</strong>, presso Casa de Gentili. L’iniziativa, che rientra nelle attività del Museo Retico &#8211; Centro per l&#8217;archeologia e la storia antica della Val di Non, è curata dalla Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento con il patrocinio di Bibracte &#8211; Centre archéologique européen du Mont Beuvray, delle Università di Bologna e di Trento, dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e con il contributo del Comune di Sanzeno e dell’Azienda per il Turismo della Val di Non.</p>
<p>Il convegno si svolge nell’ambito dell’<strong>incontro annuale dei ricercatori associati di Bibracte (Borgogna)</strong> uno dei siti archeologici dell’età del Ferro più importanti di Francia. I 35 ricercatori provenienti da diversi paesi europei (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Francia, Inghilterra, Germania, Ungheria, Italia e Polonia) saranno dal 29 aprile al 3 maggio in Val di Non. La scelta è stata determinata dall’interesse per il Museo Retico e per le testimonianze archeologiche che esso contiene, in particolare le evidenze del popolo dei Reti, note nel panorama archeologico internazionale e particolarmente significative per la storia<br />
dell’archeologia alpina.</p>
<p>La giornata di studi del 1 maggio vedrà la presenza di alcuni fra i<strong> maggiori esperti europei dell’età del Ferro (IX &#8211; I sec. a.C.) </strong>che avranno così modo di illustrare lo stato delle ultime ricerche archeologiche nelle Alpi centro-orientali relative al periodo precedente la romanizzazione.</p>
<p>L’<strong>arco alpino centro-orientale</strong>, infatti, grazie alla sua particolare conformazione geo-morfologica articolata in ampie vallate, costituisce fin dall’antichità un passaggio naturale che collega il <strong>mondo mediterraneo all’Europa transalpina.</strong> Durante l’età del Ferro le popolazioni che occuparono questa zona delle Alpi condivisero <strong>saperi, mode e credenze religiose</strong> percepibili nei reperti rinvenuti e nei siti archeologici indagati. Questo territorio fu dunque in questo periodo sede di scambi commerciali a media e lunga distanza, luogo di condivisione di aspetti<br />
della vita quotidiana e religiosa e percorso per singole persone o gruppi di genti. Gli studi e le ricerche recenti evidenziano sempre più la grande mobilità delle popolazioni locali e l’esistenza di intensi contatti culturali che esse instaurarono con i popoli stanziati nei territori limitrofi. Ne deriva così un <strong>quadro dinamico ed estremamente variegato</strong> che risulta essere al contempo in continua evoluzione grazie a nuove ed entusiasmanti scoperte archeologiche.</p>
<p>PROGRAMMA &#8220;ANTICHI POPOLI DELLE ALPI&#8221;</p>
<p><strong>Sviluppi culturali durante l’età del Ferro nei territori alpini<br />
centro-orientali</strong></p>
<p>1 maggio 2010<br />
Sanzeno (Trento), Casa de Gentili</p>
<p>ore 8.30 Registrazione partecipanti</p>
<p>ore 9.15 Saluto delle Autorità</p>
<p>ore 9.30 &#8211; 9.50<br />
<strong> Dall&#8217;Italia centrale al Tirolo: merci e uomini<br />
</strong> Alessandro Naso, Institut für Archäologien, Leopold-Franzens-Universität,<br />
Innsbruck</p>
<p>ore 9.50 &#8211; 10.10<strong><br />
Late Hallstatt- and Early La Tène Contacts of Eastern Alpine Peoples and their possible economic background</strong><br />
Thomas Stöllner, Institut für Archäologische Wissenschaften, Ur- und<br />
Frühgeschichte, Ruhr Universität, Bochum; Deutsches Bergbau-Museum, Bochum</p>
<p>ore 10.10 &#8211; 10.30<br />
<strong> Strutture abitative nel Tirolo settentrionale<br />
</strong> Gerhard Tomedi, Institut für Archäologien, Leopold-Franzens-Universität,<br />
Innsbruck</p>
<p>ore 10.30 &#8211; 10.50<strong><br />
La &#8220;casa delle botti&#8221; di Rosslauf (Bressanone): Studi archeologici e tecnologici su un edificio del V sec. a.C.</strong><br />
Umberto Tecchiati, Gianni Rizzi, Ufficio Beni Archeologici della<br />
Soprintendenza per i Beni Culturali Provincia Autonoma di Bolzano</p>
<p>Pausa caffè</p>
<p>ore 11.10 &#8211; 11.30<strong><br />
Laives Reif: approccio multidisciplinare allo studio di un abitato della seconda età del Ferro in Val d&#8217;Adige</strong><br />
Lorenzo Dal Ri, Bernadette Leitner, Umberto Tecchiati, Ufficio Beni<br />
Archeologici della Soprintendenza per i Beni Culturali Provincia Autonoma<br />
di Bolzano</p>
<p>ore 11.30 &#8211; 11.50<br />
<strong> Novità sul celtismo sul Magdalensberg (Carinzia)<br />
</strong> Paul Gleirscher, Landesmuseum Kärnten</p>
<p>ore 11.50 &#8211; 12.10<br />
<strong> Il karnyx di Sanzeno: progetto di ricerca e considerazioni preliminari<br />
</strong> Rosa Roncador, Paolo Bellintani, Soprintendenza per i Beni librari<br />
archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento; Roberto<br />
Melini, Università di Trento; Paolo Piccardo, Università di Genova;<br />
Alessandro Ervas, Artistica Ferro</p>
<p>ore 12.10 &#8211; 12.30<strong><br />
Una stele funeraria paleoveneta di tipo patavino da Levico Terme (Valsugana)</strong><br />
Gianni Ciurletti, già dirigente della Soprintendenza per i Beni<br />
archeologici della Provincia autonoma di Trento</p>
<p>ore 12.30 &#8211; 13.00 Discussione</p>
<p>Pausa pranzo</p>
<p>ore 14.30 &#8211; 14.50<br />
<strong> L’età del Ferro nell’area centroalpina. Aspetti e problemi<br />
</strong> Franco Marzatico, Museo Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni<br />
provinciali</p>
<p>ore 14.50 &#8211; 15.10<br />
<strong> Aggiornamenti sulla protostoria dell&#8217;area alpina lombarda<br />
</strong> Raffaella Poggiani Keller, Direttore Soprintendenza per i Beni Archeologici<br />
Regione Lombardia</p>
<p>ore 15.10 &#8211; 15.30<br />
<strong> Contatti di lingue e di scritture in area veneto-alpina<br />
</strong> Anna Marinetti, Università Cà Foscari, Venezia</p>
<p>ore 15.30 &#8211; 15.50<br />
<strong> La necropoli tardo-lateniana di Povegliano veronese<br />
</strong> Nicola Bianca Fàbry, Daniele Vitali, Università di Bologna; Daniel Szabò,<br />
Miklos Szabò, ELTE &#8211; Régészettudományi Intézet</p>
<p>ore 15.50 &#8211; 16.10<br />
<strong> Gli uomini della necropoli di Povegliano veronese<br />
</strong> Wolf-Rüdiger Teegen, Institut für Vor- und Frühgeschichtliche Archäologie<br />
und Provinzialrömische Archäologie, Ludwig-Maximilians-Universität München</p>
<p>Pausa caffè</p>
<p>ore 16.30 &#8211; 16.50<br />
<strong> Novità sulle necropoli celtiche della città di Verona e del suo territorio<br />
</strong> Giuliana Cavalieri Manasse, Luciano Salzani, Soprintendenza per i Beni<br />
Archeologici per il Veneto, Nucleo operativo di Verona</p>
<p>ore 16.50 &#8211; 17.10<br />
<strong> L’area alpina friulana nell’età del Ferro: lo stato delle conoscenze<br />
</strong> Serena Vitri, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia<br />
Giulia; Susi Corazza, Università degli Studi di Udine; Giuliano Righi, già<br />
Musei Civici di Storia ed Arte, Trieste</p>
<p>ore 17.10 &#8211; 17.30<strong><br />
The Posočje type Late La Tène fibulae reconsidered. Typology, chronology<br />
and production</strong><br />
Dragan Božič, Znanstvenoraziskovalni center SAZU, Inštitut za arheologijo,<br />
Ljubljana</p>
<p>ore 17.30 &#8211; 17.50<br />
<strong> I bronzi di Sanzeno nella koinè alpina orientale dell’età del Ferro<br />
</strong> Alessandra Giumlia-Maier, AGM Archeoanalisi, Merano</p>
<p>ore 17.50 &#8211; 18.30<br />
Discussione</p>
<p><strong>Seguirà visita guidata al Museo Retico</strong></p>
<p>Segreteria del convegno:<br />
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e<br />
archeologici della Provincia autonoma di Trento, Via Aosta 1, 381220<br />
Trento – Monica Dorigatti tel. 0461 492182 &#8211; 0461 492161, fax 0461 492160,<br />
monica.dorigatti@provincia.tn.it, www.trentinocultura.net/archeologia.asp</p>
<p><em>Con il patrocinio di:</em><br />
BIBRACTE &#8211; Centre archéologique européen du Mont Beuvray, Università degli<br />
Studi di Bologna, Università degli Studi di Trento, Istituto Italiano di<br />
Preistoria e Protostoria</p>
<p>Con il contributo di:<br />
Comune di Sanzeno, Azienda per il Turismo Val di Non</p>
<p><em>Informazioni</em><br />
Provincia Autonoma di Trento<br />
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici<br />
Via Aosta, 1 &#8211; 38100 Trento<br />
Tel. 0461 492161 Fax 0461 492160<br />
E-mail: <a href="mailto:sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it">sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it</a><br />
<a href="http://www.trentinocultura.net/archeologia.asp" target="_blank"> www.trentinocultura.net/archeologia.asp</a></p>
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		<title>Archeologos 2009: l&#8217;autunno trentino ricco di musica, teatro, mostre, escursioni comprende anche il prestigioso Meeting Annuale degli Archeologi Europei</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 06:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ARCHEOLOGIA PER TUTTI Musica e teatro, laboratori didattici, mostre e convegni specialistici per &#8216;estate-autunno 2009 Dai concerti sull’antica strada della Tridentum romana ai laboratori per tutta la famiglia al Museo Retico di Sanzeno, dall’archeologia sperimentale all’area di Acqua Fredda al Passo del Redebus alla caccia al tesoro per i più piccoli presso il sito delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">L&#8217;ARCHEOLOGIA PER TUTTI</h3>
<h4 style="text-align: center;">Musica  e teatro, laboratori didattici, mostre e convegni specialistici per &#8216;estate-autunno 2009</h4>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1525 aligncenter" title="ArcheoLogos 2009" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/07/ArcheoLogos-2009.jpg" alt="ArcheoLogos 2009" width="225" height="300" /></p>
<p>Dai <strong> concerti  sull’antica  strada della Tridentum romana</strong> ai laboratori per tutta la famiglia al <strong>Museo Retico di Sanzeno</strong>, dall’archeologia sperimentale all’area  di  Acqua Fredda al Passo del Redebus alla caccia al tesoro per i più  piccoli  presso  il  sito  delle  palafitte di Fiavè, sono <strong>numerose le iniziative</strong> curate  nel  corso  dell’estate  dal  Settore archeologia della Soprintendenza  per  i  Beni  librari  archivistici  e  archeologici  della Provincia  autonoma  di  Trento.  Tutti  gli appuntamenti sono ora raccolti nella pubblicazione “<em><strong>ArcheoLogos – parole sull’antico</strong></em>”.</p>
<p>Grazie al supporto e alla collaborazione di Comuni, Aziende per il Turismo, Enti e Associazioni che operano sul territorio, le iniziative costituiscono un’opportunità  per  <strong>approfondire</strong>,  divertendosi, la <strong>conoscenza del ricco e variegato  patrimonio  archeologico del Trentino</strong>. Ecco allora che le tracce del passato si intrecciano con il presente e diventano luoghi di incontro e svago  che  in  un’ambientazione  di  particolare fascino accolgono mostre, attività didattiche, concerti, spettacoli teatrali, conferenze.</p>
<p><em><strong>TRIDENTUM</strong></em></p>
<p>Di  grande  atmosfera  per il contesto che li ospita e per la bravura degli esecutori  sono  i <strong>tradizionali concerti di musica classica</strong> in programma al S.A.S.S.  il  10  e  il  18  luglio  nell’ambito dell’<em><strong>8° Festival Risonanze Armoniche</strong></em>.</p>
<p>Tridentum farà anche da sfondo alla <strong>trasposizione teatrale della vita  di Federico Halbherr</strong> che il 25 settembre sarà protagonista di “<em><strong>Kyrios Frederikos.  Un  archeologo  trentino  nei  labirinti  di  Creta</strong></em>”,  letture itineranti con il gruppo Emit Flesti al S.A.S.S. e all’area archeologica di Palazzo  Lodron.</p>
<p>Nel  corso  dell’autunno  verrà  inoltre  riproposto, in collaborazione  con  il  Museo  Diocesano  Tridentino,  “<em><strong>Alla  scoperta  di Tridentum.  La  città sotterranea</strong></em>”, l’itinerario archeologico nel centro di Trento, dal S.A.S.S.  a Porta Veronensis e alla Basilica Paleocristiana.</p>
<p><em><strong>MUSEO RETICO</strong></em></p>
<p>Il  <strong>Museo Retico &#8211; Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non</strong>, a Sanzeno, oltre all’interessante percorso espositivo che si snoda nel “<em>pozzo  del  temp</em>o”  e  alle  visite  guidate tematiche, offre interessanti laboratori  per  famiglie.</p>
<p>Il  28,  29  e  30  luglio  “<em><strong>Piccoli  e grandi archeologi  al  lavoro</strong></em>”  vedrà  i  partecipanti impegnati nella lavorazione della  ceramica  con  il  tornio,  del  ferro  e  del  vetro sotto la guida dell’archeotecnico Pino Pulitani, mentre il laboratorio di tessitura del 22 agosto  “<em><strong>Storia  di trame. Pratiche tessili nell&#8217;età del Ferro</strong></em>” sarà tenuto da Tiziana Aste.<br />
Prendono  invece  spunto  dalle  favole di Esopo “<em><strong>Animali da favola</strong></em>. “Se un capretto, un lupo e un leone…” divertenti spettacoli teatrali per bambini e ragazzi  con  il  gruppo Emit Flesti in scena al  museo il 25 luglio e il 4 settembre.</p>
<p>Per gli appassionati di musica l’appuntamento è il 4 agosto con “<em><strong>Suonatori  Erranti</strong></em>” melodie mediterranee, balcaniche, yiddish eseguite dal Gruppo  Caronte con jazz voice, violino, clarinetto, arpa, tastiera. Serata archeologica  il  19  agosto  con  “<em><strong>Squilli di guerra: il karnyx celtico di Sanzeno</strong></em>”  a  cura di Paolo Bellintani e Rosa Roncador che presenteranno una rara scoperta avvenuta proprio a Sanzeno.</p>
<p><em><strong>15° MEETING DELL&#8217;ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI ARCHEOLOGI</strong></em></p>
<p>E  sempre a Riva del Garda si terrà,<strong> dal 15 al 20 settembre</strong>, il 15° Meeting annuale  dell’<a href="http://www.e-a-a.org/" target="_blank"><strong>EAA  (European Association of Archaeologists)</strong></a>, l’Associazione Europea  degli Archeologi. Il prestigioso convegno, che porterà in Trentino alcune<strong> centinaia   di  archeologi</strong> (sono già quasi 500 gli iscritti) provenienti da numerosi paesi europei, ma anche da oltreoceano, è organizzato in collaborazione con il Comune di Riva del Garda, attraverso il Museo di Riva.</p>
<p>Si tratta di un evento di eccezione che offre una opportunità unica di incontro per lo scambio di idee e opinioni sulla pratica e la teoria della disciplina archeologica. Maggiori informazioni sul sito <a href="http://www.eaaitaly2009.com/" target="_blank">www.eaaitaly2009.com</a></p>
<p><em><strong>ACQUA FREDDA</strong></em></p>
<p>Spostandoci  in  un’altra  zona  del Trentino, tra l’Altopiano di Pinè e la Valle  dei Mocheni, al Passo del Redebus, si trova il sito di<strong> Acqua Fredda, una delle aree archeologiche musealizzate più alte d’Europa.</strong> Gli archeologi hanno  riportato  alla  luce una delle più <strong>importanti fonderie preistoriche della  tarda età del Bronzo</strong> (XIII-XI sec.a.C.) dell’intero arco alpino.</p>
<p>Nel corso dell’estate, proprio nel luogo dove i minerali di rame erano lavorati fin dai tempi più remoti, si potranno conoscere i <strong>segreti della lavorazione dei  metalli </strong> e vedere gli  archeotecnici<strong> realizzare dal vivo uno strumento in  metallo</strong> (il  31  luglio,  21  e  23  agosto,  27  settembre).</p>
<p>E ancora cimentarsi  in  prima  persona  nei laboratori a cura dei Servizi Educativi della   Soprintendenza   (3   luglio  e  11  settembre),  partecipare  all’ <strong>archeotrekking</strong> sulle  tracce della metallurgia preistorica (il 18 luglio e il 22 agosto) e assistere a “<em><strong>Incontro con il mito. Piè zoppi, man’ di fata. Le  meraviglie  di  Vulcano</strong></em>”,  un originale spettacolo teatrale interattivo dedicato  al mito di Vulcano (il 17 luglio, 7 agosto e 4 settembre).</p>
<p>Infine due  appuntamenti serali per chi desidera approfondire: il 4 agosto a  Palù del  Fersina,  presso l’Istituto Culturale Mocheno, Franco Marzatico  terrà un  incontro dal titolo “<em><strong>Dal minatore al metallurgo: i forni preistorici al passo  del  Redebus</strong></em>”,  mentre  il 20 agosto al Centro Congressi Pinè, Paolo Bellintani presenterà “<em><strong>Le vie dei metalli nella preistoria</strong></em>”.</p>
<p><em><strong>PALAFITTE DI FIAVE&#8217;</strong></em></p>
<p>Bambini  e  famiglie  saranno  protagonisti  anche  a Fiavè, dove presso il famoso  sito  delle  palafitte  torna  “<em><strong>Ma  come  facevano  a fare? Cerca e Ricerca,  Trova e Sperimenta</strong></em>”. Tre gli appuntamenti, il 14 luglio, 4 agosto e  1  settembre,  per  conoscere,  partecipando  ad un&#8217;avvincente caccia al tesoro  sulle  tracce  degli antichi palafitticoli di Fiavè, come vivevano, come si procacciavano il cibo e quali attività svolgevano i nostri antenati nella preistoria.</p>
<p><em><strong>DOSS CASTEL</strong></em><br />
Dedicato  alle  famiglie è anche il percorso della “<em><strong>Scuola del Bosco</strong></em>” a Fai della  Paganella.  Grazie  alla  collaborazione  degli  alunni della scuola primaria  di  Fai,  il  sentiero  che  dalla  località  Ori  porta  al sito archeologico sulla sommità del Doss Castel è stato corredato da originali e colorati  pannelli.  Pannello dopo pannello, la passeggiata si trasforma in racconto  per vivere un’insolita avventura, conoscere i segreti del bosco e scoprire  chi  erano  e  come  vivevano  i Reti, gli antichi e “misteriosi” abitanti di Doss Castel.</p>
<p><em><strong>MOSTRE</strong></em><br />
Non  mancano  suggerimenti  per  saperne di più sulla storia più antica del territorio  trentino con le visite al<strong> Centro Documentazione di Luserna</strong> dove la  Soprintendenza  ha  curato  gli  aspetti  archeologici della mostra “<em><strong>Il cacciatore  delle  Alpi  &#8211;  Da  predatore a gestore</strong></em>” e al <strong>Museo di Riva del Garda</strong> dove è in corso la mostra “<em><strong>Sulle antiche sponde. Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda</strong></em>”.</p>
<p><em><strong>MONTE SAN MARTINO</strong></em></p>
<p>Riprendono  nel  mese  di luglio le <strong>indagini archeologiche sul monte di san Martino</strong> a  Lundo, sulle creste che separano l’Altogarda dalle Giudicarie e il  Lomaso,  dove  si celano i <strong>ruderi di un antico castello</strong>, predisposto al tramonto  dell’impero  romano  e  dimenticato  dalla  storia.</p>
<p>L’attività di ricerca,  sostenuta  e  coordinata  della  Soprintendenza  e  dal Comune di Lomaso,  è riuscita a riportarne alla luce i tratti più significativi, voci di  un  tempo  lontano  e  segni  di passati poteri, civili e religiosi.</p>
<p><em><strong>INFORMAZIONI:</strong></em><br />
Provincia Autonoma di Trento<br />
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici<br />
Settore Beni archeologici<br />
Via Aosta, 1 &#8211; 38100 Trento<br />
Tel. 0461 492161   Fax 0461 492160<br />
e-mail  sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it<br />
<a href="www.trentinocultura.net/archeologia.asp">www.trentinocultura.net/archeologia.asp</a></p>
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		<title>Principi ed Eroi della Basilicata Antica. Grande mostra sulle élite lucane al Museo Archeologico di Potenza</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 11:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si inaugura giovedì 18 giugno al Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu di Potenza Principi ed Eroi della Basilicata Antica. Immagini e segni del potere tra VII e V secolo a.C. Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu via Serao, 11 &#8211; 85100 Potenza La mostra scaturisce da alcuni recentissimi rinvenimenti archeologici di eccezionale rilievo effettuati a Torre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si inaugura giovedì 18 giugno al <a href="http://www.archeobasi.it/index.php?id=47" target="_blank">Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu </a>di Potenza</p>
<h3 style="text-align: center;">Principi ed Eroi della Basilicata Antica. Immagini e segni del potere tra VII e V secolo a.C.</h3>
<p style="text-align: center;">
<address style="text-align: center;"> Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu via Serao, 11 &#8211; 85100 Potenza</address>
<p>La mostra scaturisce da alcuni <strong>recentissimi rinvenimenti archeologici</strong> di eccezionale rilievo effettuati a <a href="http://www.aptbasilicata.it/Sito-di-Torre-di-Satriano.472.0.html" target="_blank"><strong>Torre di Satriano (PZ)</strong></a> nell’ambito di una ricerca programmata e condotta dalla stessa Scuola di Specializzazione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1474" title="Principi ed eroi della Basilicata antica - locandina" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/principe-eroi.jpg" alt="Principi ed eroi della Basilicata antica - locandina" width="550" height="190" /></p>
<p>L’esposizione, prendendo spunto dalla straordinaria scoperta di una <strong>residenza monumentale del VI secolo a.C.</strong>, rarissima nel panorama della Magna Grecia, vuole portare l’attenzione sulle<strong> manifestazioni del potere e i rituali</strong> che caratterizzano le élites locali in un’epoca di grandi trasformazioni nell’entroterra indigeno dell’Italia meridionale, segnata dalla fondazione di colonie greche e dal complesso sistema di relazioni, anche culturali, con le comunità indigene.</p>
<p>Di particolare rilievo è la <strong>complessa decorazione architettonica</strong>, contraddistinta da un fregio figurato che sintetizza in modo emblematico il mondo ideale delle élites insediate nell’Appennino lucano.  Gli <strong>straordinari corredi funerari</strong> pressoché coevi, rinvenuti nei centri dello stesso comparto territoriale (in particolare Serra di Vaglio, Baragiano e Ruvo del Monte) e caratterizzati da <strong>armature da parata tipiche degli opliti</strong> greci, definiscono un quadro d’insieme unitario sotto il profilo ideologico.</p>
<p>Tema centrale dell’esposizione è l’<strong>ideologia del potere delle aristocrazie italiche della Basilicata antica tra VII e VI secolo a.C</strong>. In particolare, per la prima volta sono in esposizione preziosi oggetti di straordinaria valenza evocativa provenienti dalle antiche “metropoli” delle genti nord-lucane (Vaglio, Baragiano, Torre di Satriano). Si tratta di simboli che rimandano alla<strong> forza e alle virtù guerriere</strong> e all’importanza della <strong>competizione tra guerrieri armati</strong> alla maniera degli eroi celebrati nei poemi omerici: una spada con l’immanicatura in avorio, un elmo con alto cimiero, un<strong> emblema di scudo con la Chimera</strong>, essere mostruoso a tre teste, di leone, capro e serpente, per spaventare il nemico in battaglia. Eroi del mito greco quali<strong> Eracle e Teseo</strong> sono rappresentati anche su splendidi vasi a figure nere da Baragiano, ad evocare un mondo leggendario che diventa un riferimento ideale.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1475" title="Principi ed eroi della basilicata antica - corredo" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/principe-eroi-2.jpg" alt="Principi ed eroi della basilicata antica - corredo" width="160" height="160" /></p>
<p>Segni del <strong>cerimoniale e del lusso femminile</strong> sono un <strong>eccezionale fuso in ambra</strong>, vari pendenti in ambra raffiguranti figure del corteggio dionisiaco (satiro e menade), una parure in ambra e oro e uno splendido diadema in oro: elementi di vesti cerimoniali, indossate per accompagnare rituali, come il matrimonio, che scandiscono il ciclo esistenziale della donna. <strong>Pesi da telaio </strong>con decorazioni rituali rimandano all’attività femminile per eccellenza, la tessitura, cui si dedicava Penelope in attesa del ritorno di Ulisse.</p>
<p>Le sezioni successive approfondiscono il tema del processo di s<strong>trutturazione degli insediamenti e delle élites italiche</strong>, con l’elaborazione di tratti culturali ben riconoscibili che identificano l’area nord-lucana. I centri più importanti, nel corso del <strong>VI secolo a.C., sono Serra di Vaglio, Torre di Satriano, Baragiano, Ruvo del Monte, Ripacandida in Basilicata, Buccino ed Atena Lucana</strong> in territorio campano posti su alture a controllo delle vallate fluviali.</p>
<p>Accanto al <strong>rito funebre, caratterizzato dal rannichiamento,</strong> un tratto culturale che definisce queste popolazioni è la <strong>produzione di ceramica a decorazione geometrica</strong> di VII-VI secolo a.C., definita Ruvo-Satriano Class dai due maggiori centri produttori.</p>
<p>Gli insediamenti dell’area nord-lucana sono organizzati per <strong>nuclei sparsi di capanne</strong>, affiancati dalle relative sepolture e da spazi coltivati. Un altro importante rinvenimento effettuato sempre a <strong>Torre di Satriano</strong> è rappresentato da una <strong>grande dimora absidata di VII secolo a.C. </strong>che non doveva essere molto diversa dalle regiae degli eroi omerici. L’ingresso principale era caratterizzato da un cortile che immetteva in un’ampia sala ove si svolgevano le attività quotidiane. In prossimità di un ingresso laterale era collocato un<strong> soppalco ligneo destinato alle attività femminili</strong> della filatura e la tessitura della lana. In posizione centrale era il <strong>grande focolare</strong>, ove dovevano svolgersi banchetti con l’uso di bevande, tra cui senza dubbio il vino greco. Lo spazio più remoto della casa fungeva da magazzino per le derrate alimentari e per la conservazione di beni preziosi quali le eleganti ceramiche, sia greche che locali a decorazione geometrica utilizzate durante i banchetti.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1476" title="Principi ed eroi della basilicata antica - ceramica" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/principi-eroi-1.jpg" alt="Principi ed eroi della basilicata antica - ceramica" width="160" height="160" /></p>
<p>Il <strong>nucleo principale</strong> dell’esposizione è dedicato al <strong>“palazzo” di Torre di Satriano</strong> costruito intorno alla metà del VI secolo a.C. da artigiani greci provenienti dalla costa ionica, che hanno lasciato sulle terracotte architettoniche la traccia della loro attività artigianale, apponendo iscrizioni in dialetto laconico, funzionali alla messa in opera del tetto.</p>
<p>La <strong>straordinaria decorazione architettonica</strong> che ornava la monumentale dimora doveva renderla <strong>simile ad un tempio greco</strong>: sime, gocciolatoi a tubo (sostituiti in una seconda fase da gocciolatoi a protome leonina), una rarissima statua acroteriale rappresentante una sfinge e soprattutto una serie di lastre figurate in terracotta originariamente dipinta dovevano impressionare chiunque si avvicinasse alla residenza, segnalando la potenza della famiglia che lì risiedeva.</p>
<p>Fonte:</p>
<p><a href="http://www.mileneventi.com/articolo.php?id=494" target="_blank">http://www.mileneventi.com/articolo.php?id=494</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Bronzi per Riace… Parole e paroloni !</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 18:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucapagni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La proloco &#8220;I Bronzi per Riace&#8221;, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace il 16 maggio 2009 a Riace Marina presso l&#8217;hotel Federica, in collaborazione con l&#8217;Università della Calabria e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e della Regione Calabria. Ho chiesto al Prof. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>proloco &#8220;I Bronzi per Riace&#8221;</strong>, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una<strong> giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace il 16 maggio 2009 </strong>a Riace Marina presso l&#8217;hotel Federica, in collaborazione con l&#8217;Università della Calabria  e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e della Regione Calabria.</p>
<p>Ho chiesto al <strong>Prof. Giuseppe Braghò</strong> di commentarci quanto emerso in questa prestigiosa sede, dopo la pubblicazione della sua ricerca-inchiesta con sui ha evidenziato e documentato molte criticità circa il possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace, per i quali gli ultimi Ministri per i Beni Culturali Rutelli e Bondi hanno enunciato l’impegno a verificare il da farsi per ridare integrità a questi beni culturali che sono anche patrimonio dell’umanità.</p>
<p>Caro Pagni, ho letto &#8211; tra il &#8220;materiale&#8221; partorito dal convegno di Riace &#8211; un esilarante articolo (Gazzetta del Sud) in cui tale Prof. Giuseppe Roma (o qualcosa di simile) ha pubblicamente dichiarato che i Bronzi sicuramente rappresentano Castore e Polluce e che gli stessi, ancora sicuramente, nella mano destra reggevano originariamente delle redini,  alle quali erano attaccati due cavalli.</p>
<p>Non intendo soffermarmi sulla bizzarria della seconda affermazione: al contrario, lancio un invito agli studenti (che frequentano il corso del docente UNICAL) di cambiarlo, se possibile.  Prendano loro &#8211; in seconda ipotesi &#8211; delle redini in mano: soltanto per trascinare altrove un asino come il saccente Prof.  Basterà d&#8217;altronde scorrere la pomposità del Curriculum Vitae dell&#8217;esimio relatore (specialmente soffermandosi sulla voce &#8220;Pubblicazioni&#8221;, le quali altre non sono che articoli ed articoletti ospitati su riviste e rivistine più o meno orfane di stima accreditata) per raccoglierne grandeur e preparazione specifica.</p>
<p>Si conosce, nel regesto ufficiale intorno alle due Statue, un solo altro esempio di pedanteria ilare, vezzosamente propinatoci dalla Brunilde Sismondo Ridgway, secondo la quale le magnifiche espressioni del periodo severo greco sono, nella squallida realtà, delle opere romane (!). L&#8217;archeologa nunziante, da allora, è universalmente riconosciuta come fantasiosa, e la gentilezza del termine è unicamente dovuta alla galanteria degli altri seri ricercatori. In tanti, e soltanto dopo la mia documentale inchiesta, si occupano ora dei Bronzi: ciò è positivo. Negativa è la maniera con la quale si disquisisce intorno ad essi.</p>
<p>Su Calabria Ora di ieri, domenica 24 maggio, si potrà leggere altra disquisizione di tale Danilo Franco, firmatosi senza qualifica professionale: potrebbe dunque essere fabbro, rigattiere, farmacista, botanico forse. Sono portato a ritenere il soggetto molto vicino all&#8217;ultima figura citata, trattando l&#8217;accaduto con ironia, che non fa male anche quando si toccano argomentazioni serie. Lo immagino dunque botanico poiché il noioso articolo può avelo scritto chi, con gramigne e carciofi, possiede familiarità.</p>
<p>La ricerca storiografica non è argomento da chiosco domenicale. Nessuno dei timorati convegnisti &#8211; oltre che il Danilo Franco &#8211; sostiene la via più consona per sciogliere i dubbi su origine e provenienza degli sventurati A e B: l&#8217;indagine della Magistratura e un futuro, approfondito scavo nell&#8217;area ri Agranci-Riace, misure da me più volte chieste al MIBAC. Spiego perché. Mariottini dice di aver visto per primo le statue. Crediamogli. Ancora, afferma che si trattava di &#8220;un gruppo&#8221;. Crediamogli. Continua, il sub capitolino, a narrare che al braccio sinistro di una di esse ha visto uno scudo. Crediamogli. Scrive nella denuncia, il fortunato pescatore, che le stesse sono differenti (e vistosamente) per postura, mostrandosi (una delle due)  con braccia aperte e gamba sopravanzante,espressione contrastante con la realtà espositiva presente presso il Museo di Reggio Calabria,mentre la seconda corrisponde alla descrizione. Crediamogli.</p>
<p>A questo punto, il passo che Magistratura e Carabinieri della Tutela dovrebbero fare è banale soltanto: costringere il &#8220;papà dei Bronzi&#8221; a dire la verità. Lo stesso, in note interviste, afferma di voler parlare &#8220;soltanto col Giudice o con i Carabinieri&#8221;. Evidentemente, sussisterà qualcosa di riservato, da non svelare ai giornalisti e al popolo, sovrano (sulla carta).</p>
<p>Cos&#8217;ha fatto il Magistrato inquirente di Locri? A quali risultati sono pervenuti i Carabinieri? Tre anni dopo la personale, meritoria (parole di Ministro peri Beni Culturali, e non di botanico o convegnista griffato) inchiesta giornalistica, evolutasi nel volume &#8220;Facce di Bronzo&#8221;, nulla è dato sapere. Troppo facile. Strano e improprio, inoltre, che i convegnisti di Riace o il Danilo Franco ignorino di supportare la necessità primaria di stringere la morsa attorno a un falso eroe, per sapere. Probabilmente non amano o non vogliono, farlo.</p>
<p>Mariottini, se fosse quell&#8217;onesto &#8220;volontario servitore del bene pubblico&#8221; che dice di essere, dovrebbe toglierli, i drappi oscuri della menzogna. Certo, svelare le infamie di chi lo ha protetto fino ad oggi è pesante, e tanto. Meno pesante, tuttavia, dell&#8217;ombra che il cittadino Giuseppe Braghò, con &#8220;carte alla mano&#8221;, ha per sempre proiettato su Stefano &amp; Co., lì dove Stefano sta per Mariottini e Co. sta per i noti personaggi istituzionali coinvolti nell&#8217;affaire Bronzi di Riace. Leggere, per credere. Dopo, e soltanto dopo, scrivere. O contestare, se possibile. Povera, poverissima Italia!</p>
<p>Cordialmente.</p>
<p>Prof. Giuseppe Braghò</p>
<p>P.S.: Ne autorizzo pubblicazione e divulgazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fino al 26 aprile al Vittoriano &#8220;I Sabini popolo d&#8217;Italia. Dalla storia al mito&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 16:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il &#8216;Ratto delle Sabine&#8217; diventa il fulcro della mostra &#8220;I Sabini popolo d&#8217;Italia, dalla storia al mito&#8221; ospitata al Vittoriano di Roma dal 20 marzo fino al 26 aprile con ingresso gratuito. Oltre 120 opere esposte tra reperti archeologici, antiche carte geografiche, codici, manoscritti, miniature, disegni, oli su tela e sculture che indagano per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8216;Ratto delle Sabine&#8217; diventa il fulcro della mostra &#8220;<strong><em>I Sabini popolo d&#8217;Italia, dalla storia al mito</em></strong>&#8221; ospitata al <strong>Vittoriano di Roma dal 20 marzo fino al 26 aprile</strong> con <strong>ingresso gratuito</strong>.</p>
<p>Oltre 120 opere esposte tra r<strong>eperti archeologici</strong>, antiche carte geografiche, codici, manoscritti, miniature, disegni, oli su tela e sculture che indagano per la prima volta il celeberrimo <strong>episodio del ratto delle Sabine nell&#8217;arte</strong>, dall&#8217;epoca dei Romani, attraverso il Medioevo, il Rinascimento, il Barocco, il Neoclassicismo fino alle testimonianze dell&#8217;arte contemporanea.</p>
<p>Una grande mostra di carattere storico, artistico e archeologico che vuole raccontare le vicende dell’antico popolo dei Sabini e la fortuna del loro mito attraverso i secoli.</p>
<p>La mostra, è articolata in <strong>quattro sezioni distinte</strong> tra loro, tanto da essere ognuna una mostra indipendente.</p>
<p>Parte dalla narrazione del popolo dei Sabini e <strong>l&#8217;incontro con i Romani</strong> e il ruolo nella fondazione della città di Roma.</p>
<p>La seconda sezione è dedicata all&#8217;<strong>archeologia sabina</strong>, reperti rinvenuti nei principali siti archeologici della provincia di Rieti.</p>
<p>La successiva sezione è invece dedicata alla <strong>pittura dedicata al celebre episodio del rapimento delle Sabine</strong>. Tra le opere esposte quelle di Sodoma, Giambologna, <strong>Poussin</strong>, Luca Giordano, <strong>Tiepolo</strong> fino agli artisti più recenti come Arturo Martini, Primo Conti e Franco Gentilini.</p>
<p>La quarta e ultima sezione tiene conto della <strong>rappresentazione del mito</strong> del Ratto <strong>nel teatro, nella letteratura e nel cinema</strong>.</p>
<p>Alla mostra viene affiancato un catalogo edito da Gangemi Editore.</p>
<p><em>Fonte:</em><br />
<a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=3.0.3126211762" target="_blank"><em>http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=3.0.3126211762</em></a></p>
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		<title>Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona</title>
		<link>http://archeoblog.net/2008/museo-archeologico-nazionale-delle-marche-di-ancona/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 09:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Keltie</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Protostoria]]></category>
		<category><![CDATA["Museo Ancona"]]></category>
		<category><![CDATA["Museo Archeologico"]]></category>
		<category><![CDATA[Ancona]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>

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		<description><![CDATA[Il museo documentata la preistoria e la protostoria del territorio marchigiano, dal paleolitico alla fine dell'età del ferro. L'esposizione è un po' datata (1988) ed in parte NON fruibile, ma i reperti esposti Piceni e Gallici sono MOLTO interessanti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.argantia.it/articoli/museo_archeologico_ancona/museo_archeologico_ancona.gif" target="_blank"><img src="http://www.argantia.it/articoli/museo_archeologico_ancona/museo_archeologico_ancona_logo.gif" border="0" alt="Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona" hspace="3" width="164" height="240" align="left" /></a>Il <a title="Link Esterno" href="http://www.argantia.it/articoli/museo_archeologico_ancona/museo_archeologico_ancona.gif" target="_blank">percorso espositivo</a> allestito all&#8217;interno dello storico Palazzo Ferretti (XVI sec. d.C.), documenta la preistoria e la protostoria del territorio marchigiano, dal paleolitico alla fine dell&#8217;età del ferro.</p>
<p>L&#8217;attuale allestimento aggiornato a più riprese (1988, 1991, 1995, 1996) è davvero &#8220;datato&#8221; ed in parte NON fruibile, molti cartelli retroilluminati sono spenti e risultano illeggibili, le immagini a colori sono per lo più sbiadite ed anche le didascalie lasciano molto a desiderare, ma la qualità e la quantità dei reperti esposti è straordinaria!</p>
<p>La sezione preistorica documenta ampiamente le fasi paleolitica (sale 1, 2,3), neolitica (sale 4, 5, 6) ed eneolitica (sala 7),  i numerosi reperti esposti testimoniano l’attività venatoria, agricola, tessile, la carpenteria, la lavorazione di selce, legno, osso, corno e argilla.</p>
<p>All&#8217;età del bronzo sono dedicate le ampie sale 8 e 9, qui è possibile ammirare gli splendidi corredi Protovillanoviani.</p>
<p>Il cuore della mostra è rappresentato dalla sezione dedicata alla Civiltà Picena, si tratta dei reperti della mostra &#8221;<strong>Piceni Popolo d&#8217;Europa</strong>&#8220;, che dal 1999 al 2001 sono stati esposti a Francoforte, Ascoli Piceno e Roma.<br />
I cartelli (solo parzialmente funzionanti) e le vetrine, illustrano ampiamente tutte le fasi della Civiltà Picena ed i contatti con le civilità limitrofe, sono eposti reperti straordinari e corredi davvero ricchi provenienti dalle principali necropoli marchigiane.<br />
E&#8217; anche possibile ammirare la splendida testa di guerriero in pietra da Numana, che ha prestato la sua immagine alla copertina del catalogo della mostra.</p>
<p>Ai <strong>Galli Senoni</strong> sono dedicate le sale 27, 28, 29, 30 e 31, dove sono esposti magnifici corredi di guerrieri, caratterizzati da spade lateniane, punte di lancia e giavellotto e dai caratteristici elmi.<br />
Il corredo più straordinario è quello femminile della tomba 8 della necropoli gallica di Montefortino d&#8217;Arcevia (sala 31), davvero ricco e caratterizzato da tre splendide corone in foglia d&#8217;oro che lasciano senza fiato.</p>
<p>In una sala attualmente chiusa al pubblico è esposto il <strong>Fregio di Civitalba</strong>, che rapprersenta i Galli in fuga dopo il saccheggio di un tempio, chiedendo al gentilissimo personale di servizio è possibile farsi aprire la sala ed ammirare una delle più famose rappresentazioni dei Guerrieri Gallici del mondo classico.</p>
<p>L&#8217;ultima nota per il bookshop che presenta una nutrita raccolta di titoli per tutte le tasche e per tutti i tipi di pubblico, peccato che nel periodo estivo sia chiuso.</p>
<p><strong><a href="http://www.argantia.it/articoli/museo_archeologico_ancona/museo_archeologico_ancona.jpg" target="_blank"><img src="http://www.argantia.it/articoli/museo_archeologico_ancona/museo_archeologico_ancona.jpg" border="0" alt="Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona" hspace="3" width="167" height="252" align="left" /></a>INFO:<br />
</strong>Indirizzo: via Ferretti, 6 &#8211; Ancona 60100<br />
Orario: 8.30–19.30 Chiuso il Lunedì.<br />
Ingresso intero Euro 4,00 &#8211; ridotto Euro 2,00<br />
Telefono: 071/202.602 – 071/207.53.90<br />
Sito: <a href="http://www.archeomarche.it/musarch.htm">www.archeomarche.it/musarch.htm</a></p>
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