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	<title>ArcheoBlog &#187; Generale</title>
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	<description>News di Archeologia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 06:31:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>&#8220;L’ingegno umano nella Magna Graecia&#8221; a Cirò per la settimana della cultura 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 06:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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		<category><![CDATA[Periodo Greco]]></category>
		<category><![CDATA[Visite]]></category>
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		<category><![CDATA[Settimana della Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Mostra “L’ingegno umano nella Magna Graecia: la lingua, la medicina, la filosofia, il cielo”. Cirò. Palazzo dei Musei: 17 aprile- 16 maggio 2009. In occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla nascita di Luigi Lilio la Biblioteca Nazionale di Cosenza propone una riflessione sul Rinascimento italiano attraverso la nascita e l’evoluzione del “genus” magno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Mostra “L’ingegno umano nella Magna Graecia: la lingua, la medicina, la filosofia, il cielo”.</h3>
<address style="text-align: center;">Cirò. Palazzo dei Musei: 17 aprile- 16 maggio 2009.</address>
<p>In occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla nascita di <strong>Luigi Lilio</strong> la <strong>Biblioteca Nazionale di Cosenza</strong> propone una riflessione sul Rinascimento italiano attraverso la<strong> nascita e l’evoluzione del “genus” magno greco</strong>, plasma inequivocabile dell’uomo occidentale.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/04/ingegno-magnagrecia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2040" title="ingegno-magnagrecia" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/04/ingegno-magnagrecia.jpg" alt="" width="272" height="400" /></a></p>
<p>La mostra bibliografica e documentaria prenderà l’avvio nell’ambito della<strong><a href="http://archeoblog.net/2010/xii-settimana-della-cultura-16-25-aprile-2010/" target="_blank"> XII Settimana della Cultura 2010</a></strong><a href="http://archeoblog.net/2010/xii-settimana-della-cultura-16-25-aprile-2010/" target="_blank"> promossa dal Ministero per i Beni e le attività Culturali</a>, e si terrà presso il Palazzo dei Musei a Cirò (KR) dal <strong>17 aprile al 16 maggio 2010.</strong></p>
<p><strong></strong>Saranno esposti documenti originali sulle <strong>prime campagne di scavo nella Sibaritide.</strong> Una mostra fotografica sui più significativi siti archeologici calabresi illustrerà la nascita dell’arte “plastica” e la fantastica progettualità degli artisti del tempo.</p>
<p>Inoltre la lettura di<strong> laminette orfiche</strong> accompagnerà il visitatore alla riscoperta della storia e dell’evoluzione della scuola medica pitagorica, ispirata ai misteri eleusini. Frammenti di Stesicoro, Ibico e Nosside faranno da filo conduttore tra le tante correnti poetiche che hanno segnato, nei secoli, la storia letteraria europea. Dall’intrinseco rapporto tra l’uomo, la natura e il cielo nacquero infatti le arti salutari ed astrologiche: ambedue indirizzate al benessere dell’uomo e al suo inarrestabile progresso.</p>
<p>Con il medico Alcmeone di Crotone, sarà possibile apprendere inedite osservazioni sulla nascita dell’<strong>indagine autoptica in medicina legale</strong>, finalizzata alla conoscenza scientifica del corpo umano. E se dalle viscere di giovani animali si vaticinava il futuro, la volta celeste rappresentava il nucleo del mondo, la postazione preferita per la lettura dei destini dell’umanità.</p>
<p>Da questa scuola presero l’avvio gli studi di <strong>Luigi Lilio (Aloysius Lilius) astronomo, medico, filosofo, redattore del calendario gregoriano</strong>, le cui celebrazioni nazionali per il cinquecentenario dalla nascita ricorrono quest’anno.</p>
<p>La mostra dà l’avvio alle importanti<strong> iniziative che nel corso del 2010</strong> vedranno a Cirò ed in tutta Italia la realizzazione di n<strong>umerosi eventi</strong> condotti da autorevoli scienziati di fama mondiale , tra cui il Prof. Antonino Zichichi.</p>
<p>La mostra è a cura della Biblioteca Nazionale di Cosenza.</p>
<p><em>Da un’idea di:</em><br />
Elvira Graziani- Maria Concetta Cassata- Gabriella Cetorelli Schivo<br />
Ministero per i Beni e le Attività Culturali<br />
in collaborazione con il Comune di Cirò.</p>
<p><em>Info:</em></p>
<p>Comune di Cirò<br />
Corso Luigi Lilio &#8211; 88813 &#8211; Cirò (KR) –<br />
Tel. 0962/32023 &#8211; Fax 0962/32948</p>
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		<title>ARCHEOMED II Workshop internazionale di archeologia subacquea: Le nuove tecnologie &#8211; Il Mediterraneo incontra l&#8217;Oriente</title>
		<link>http://archeoblog.net/2010/archeomed-ii-workshop-internazionale-di-archeologia-subacquea-le-nuove-teconologie-il-mediterraneo-incontra-loriente/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 18:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Guerrieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[metodologie archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia subacquea]]></category>
		<category><![CDATA[Workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Evento patrocinato da UNESCO-MIBAC-MIUR-REGIONE CAMPANIA-PROVINCIA DI NAPOLI-COMUNE DI CASTELLAMMARE DI STABIA PREMESSA L’archeologia subacquea rappresenta da sempre un filone di ricerca importantissimo all’interno degli studi sulle civiltà mediterranee, dato che il mare custodisce gran parte delle testimonianze della grandezza di tali civiltà. L’ubicazione e il raggiungimento delle bellezze sottomarine ha sempre rappresentato un vincolo alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Evento patrocinato da </em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>UNESCO-MIBAC-MIUR-REGIONE CAMPANIA-PROVINCIA DI NAPOLI-COMUNE DI CASTELLAMMARE DI STABIA</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/02/archeomed.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1908" title="archeomed" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/02/archeomed.jpg" alt="" width="371" height="98" /></a><br />
</em></strong></p>
<p><strong>PREMESSA</strong></p>
<p>L’<strong>archeologia subacquea</strong> rappresenta da sempre un filone di ricerca importantissimo all’interno degli studi sulle <strong>civiltà mediterranee</strong>, dato che il mare custodisce gran parte delle testimonianze della grandezza di tali civiltà. L’ubicazione e il <strong>raggiungimento delle bellezze sottomarine</strong> ha sempre rappresentato un <strong>vincolo alla fruizione</strong> da parte delle persone non avvezze alle pratiche di immersione. Per lungo tempo quindi, il godimento dei beni sommersi era appannaggio dei pochi “esperti” subacquei.</p>
<p>L’<strong>avvento delle nuove tecnologie</strong> ha permesso al grande pubblico di conoscere e apprezzare la vastità e l’importanza del patrimonio sommerso, grazie a nuove soluzioni volte a consentire al grande pubblico il godimento di questi tesori nascosti, dando vita a numerose iniziative culturali ed educative. In particolare, il mar Mediterraneo, con la sua elevata complessità geologica, offre certamente un’occasione di<strong> grande sviluppo economico atteso</strong> se si saprà coniugare correttamente il patrimonio archeologico con quello geo-ambientale, attraverso una completa fruizione turistica<em>.</em></p>
<p>La <strong>prima edizione del workshop int.le  Archeomed</strong> si è conclusa con la firma di un Protocollo di Intesa tra tutte le Nazioni partecipanti ( USA, Italia, Grecia, Spagna, Egitto, Malta, G. Bretagna, Australia, Romania, Bulgaria, Slovenia) che ha contribuito, a seguito, alla <strong>ratifica del trattato internazionale </strong>sulla protezione del patrimonio storico e culturale subacqueo mondiale <strong>dell’UNESCO</strong>, da parte di alcune nazioni partecipanti.</p>
<p>Attraverso questo importante strumento si regola giuridicamente una materia finora confusamente trattata e  si colma un vuoto normativo che ha permesso gli indiscriminati saccheggi degli ultimi anni. Pertanto l<strong>’accordo per la ricerca archeologica nel canale di Sicilia tra Italia e Tunisia</strong> è certamente più vicino e potrà offrire a questi due paesi l’opportunità di operare con rigoroso metodo scientifico in quello spazio di mare al fine di recuperare le importantissime testimonianze storiche ed archeologiche necessarie alla definizione sempre più dettagliata della storia di questa parte fondamentale del Mediterraneo e scongiurare il rischio di depredazione purtroppo già avvenute in passato.</p>
<p><strong> OBIETTIVI</strong></p>
<p>L’insieme delle metodologie di studio che si intendono proporre possono concorrere ad individuare un<strong> Protocollo di indagini</strong> utile all’identificazione e poi allo scavo di beni archeologici sommersi (reperti, relitti, insediamenti abitativi, ecc).</p>
<p>La ricerca in alto fondale apre nuovi orizzonti  nella ricerca archeologica subacquea, essendo tali scoperte importantissime sia dal punto di vista strettamente archeologico (le più basse temperature delle acque permettono una migliore conservazione dei beni) e sia per quanto concerne l’aspetto storico relativa all’individuazione delle antiche vie dei commerci.</p>
<p>L’obiettivo finale è quello di<strong> rendere quanto più fruibile possibile il sistema archeologico </strong>nel suo complesso, anche turistico e, nel contempo, senza trascurare l’obiettivo di conservarlo quale bene da trasmettere alle future generazioni. La novità e l’importanza di nuove scoperte attraverso la <strong>ricerca in alto fondale</strong>, costituiscono il valore aggiunto, in un mondo in cui si vuole affermare la cultura della conoscenza. Pertanto è  fondamentale l’acquisizione, attraverso la  metodologia scientifica di un sistema di informazioni in grado di offrire al turista, sempre più colto ed esigente, un’ immersione totale nel contesto territoriale in cui si colloca il sito archeologico, facendo uso delle più moderne tecnologie.</p>
<p>L’iniziativa toccherà anche l’importante tema degli sforzi congiunti finalizzati al <strong>rinvenimento, alla fruizione  ed al recupero dei beni sommersi</strong>, che, oltre a costituire un’attività di rilevante valore culturale e scientifico, rappresenta un prezioso momento di sviluppo turistico, nonchè di ricongiungimento e cooperazione tra i popoli del mediterraneo, che attraverso il recupero del patrimonio sommerso riscoprono le loro radici e tradizioni comuni.</p>
<p>La presenza di una <strong>delegazione Giapponese</strong> risulta momento di particolare interesse, non solo scientifico e culturale, ma anche quale primo passo verso una nuova cooperazione internazionale con l’Oriente nell’ambito di questa disciplina. In tali aree, infatti, si sta sviluppando una forte attenzione verso l’archeologia subacquea e a tale scopo risulta necessario il know-how dell’esperienza mediterranea maturata nel suddetto settore.</p>
<p><strong> TARGET</strong></p>
<ul>
<li>Esperti del settore (studiosi e ricercatori)</li>
<li>Scuole di ogni ordine e grado</li>
<li>Università italiane e straniere</li>
<li>Appassionati del settore</li>
<li>Accreditati (giornalisti di settore, opinion makers)</li>
<li>Operatori turistici</li>
</ul>
<p><strong>SOGGETTO PROPONENTE </strong></p>
<p>FONDAZIONE RESTORING ANCIENT STABIAE</p>
<p>O.N.L.U.S.</p>
<p>Dipartimento Mare ed Archeologia Subacquea</p>
<p><strong>L’EVENTO</strong></p>
<p>L’attività di ricerca che il Programma intende sviluppare è stata individuata al fine di rendere omogenee le varie tematiche scientifiche che possono essere affrontate nello studio di realtà territoriali complesse così come quelle in cui insiste l’area del Mediterraneo. Pertanto il presente programma teso a formulare, con ricerche coordinate, le linee guida di un protocollo comune per l’esecuzione degli scavi archeologici a mare, non può prescindere da una fase preliminare di analisi territoriale integrata.</p>
<p>Un’idea programmatica di tale rilevanza per gran parte dell’intero territorio mediterraneo necessita, dunque, di una grande attenzione da parte della comunità scientifica internazionale nonché dagli Enti preposti allo sviluppo sostenibile per aree così complesse e ricche di storia archeologica.</p>
<p>L&#8217;evento sarà completato da una mostra che attraverso immagini e testimonianze pregne di emozioni creerà una giusta atmosfera tale da trasportare il visitatore verso la storia dei popoli e dell&#8217;uomo.</p>
<p><strong>LOCATION E DATE</strong></p>
<p>Vesuvian Institute</p>
<p>Date: 26-27/02/2010</p>
<p><a href="http://www.vesuvianinstitute.org" target="_blank">www.vesuvianinstitute.org</a></p>
<p>Aula magna</p>
<p><strong>LE INIZIATIVE</strong></p>
<p><strong>Workshop:<br />
<span style="font-weight: normal;">ricerca, protezione e gestione del patrimonio culturale subacqueo</span></strong></p>
<p>I&amp;CT applicate alla ricerca archeologica subacquea<br />
I nuovi metodi di  fruizione e musealizzazione dell’archeologia subacquea quale mezzo per favorire lo sviluppo turistico</p>
<p><strong>Le Mostre:</strong><br />
<strong> “La storia della subacquea attraverso la testimonianza delle attrezzature”<br />
</strong> La mostra è stata gentilmente concessa da Claudio Ripa</p>
<p><strong>“Il relitto sommerso della Baia di Scauri a Pantelleria”</strong></p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>Venerdì 26 febbraio</p>
<p>LA RICERCA ARCHEOLOGICA SUBACQUEA E LE NUOVE TECNOLOGIE<br />
Prima sessione<br />
Moderatore:     Sebastiano Tusa (Soprintendente Mare Regione Sicilia)</p>
<p>Ore 09:00            saluti<br />
O. Forlenza (Assessore ai Beni Culturali – Regione Campania)<br />
F. Spagnuolo (Consigliere Delegato Fondazione RAS)</p>
<p>Ore 09:30            T. Gambin (Università di Malta, Msida – Fondazione Aurora Trust)</p>
<p>Ore 09:50            S. Hermon (Cyprus Institute)</p>
<p>Ore 10:10            S. Mazzola (Dir. I.A.M.C. CNR)</p>
<p>Ore 10:30            P. Mauriello (Università del Molise)</p>
<p>Ore 10:50            V. Morra (Università Federico II, Napoli)</p>
<p>Ore 11:10            Coffee break</p>
<p>Ore 11:30            G. Conte (Università Ancona)</p>
<p>Ore 11:50            F. Giordano (Università Parthenope, Napoli)</p>
<p>Ore 12:10            V. Saggiomo (Stazione zoologica A. Dohrn)</p>
<p>Ore 12:30            G. Russo (Università Parthenope, Napoli)</p>
<p>Ore 12:50            Discussione</p>
<p>Ore 13:10            Conclusioni  &#8211; L.Ubertini (Università Sapienza Roma – Presidente IHP UNESCO)</p>
<p>Ore 13:30            Pausa Colazione Lavoro</p>
<p>PRESENTE E FUTURO DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA SUBACQUEA</p>
<p>Seconda sessione</p>
<p>Moderatore:     Piero Pruneti (Dir. Archeologia Viva)</p>
<p>Ore 15:30            S. Tusa (Soprintendente Mare Regione Sicilia)</p>
<p>Ore 15:50            P. Caputo (Resp. Archeologia Sub. &#8211; S. S. B. A.  Napoli e Pompei)</p>
<p>Ore 16:10            M. Marazzi (Università Suor Orsola Benincasa, Napoli)</p>
<p>Ore 16:30            C. Mocchegiani Carpano (Università Suor Orsola Benincasa, Napoli)</p>
<p>Ore 16:50            Coffee Break</p>
<p>Ore 17:10            R. Auriemma (Università del Salento)</p>
<p>Ore 17:30            M. Mazzoli (Pres. A.S.S.O.)</p>
<p>Ore 17:50            F. Enei (Dir. Museo S. Severa)</p>
<p>Ore 18:10            F. Giordano (Università Parthenope, Napoli) – A. Carola (Centro Studi Subacquei, Napoli)</p>
<p>Ore 18:30            Discussione</p>
<p>Ore 19:00            Proiezione documentari di Archeologia Subacquea:</p>
<p>-          Progetto Liburna (Massimo D’Alessandro &#8211; Studio Blu Production)</p>
<p>-          Storia dell’archeologia subacquea campana (Claudio Ripa)</p>
<p>Sabato 27 febbraio</p>
<p>Aula magna</p>
<p>PRESENTE E FUTURO DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA SUBACQUEA</p>
<p>Terza sessione</p>
<p>Moderatore:     Sebastiano Tusa (Soprintendente Mare Regione Sicilia)</p>
<p>Ore 09:00            P. Gambogi (S.S.B.A. Toscana &#8211; presente nel Prog. Venus con Vs. servizio)</p>
<p>Ore 09:20            A. Zarattini (S.S.B.A. Lazio – presenta 5 nuovi relitti profondi in Ventotene)</p>
<p>Ore 09:40            C. Mullen (Dir. Aurora Trust Foundation U.S.A.)</p>
<p>Ore 10:00            S. Zangara (Sopr. Mare Sicilia)</p>
<p>Ore 10:20            A. Laronde (Università Sorbona, Parigi – scavi sottomarini della missione francese in Libia)</p>
<p>Ore 10:40            H. Ozdas (Università di Izmir)</p>
<p>Ore 11:00            Coffee break</p>
<p>Ore 11:20            C. Marabea (University of Ioannina, Greece)</p>
<p>Ore 11:40            Y. Lolos (Hellenic Institute of Marine Archeology, Grecia)</p>
<p>Ore 12:00            D. Petrella  (Archeologiattiva – Dir. A.N.A.)</p>
<p>Ore 12:20            K. Hayashida- A.R.I.U.A. (Pres. Asian Research Institute for Underwater Archaeology)</p>
<p>Ore 12:40            G. Cataldi (ProRettore Università “L’Orientale”, Napoli)</p>
<p>Ore 13:00            Discussione</p>
<p>Ore 13:15            Conclusioni &#8211; B.Banedetti (Scuola Normale Superiore di Pisa)</p>
<p>Ore 13:30            Pausa colazione lavoro</p>
<p>I NUOVI METODI DI FRUIZIONE E MUSEALIZZAZIONE DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA</p>
<p>QUALE MEZZO PER FAVORIRE LO SVILUPPO TURISTICO</p>
<p>Tavola rotonda</p>
<p>Quarta sessione</p>
<p>Moderatore: Valeria Li Vigni (Dir. Museo Pal. D’Aumale – Terrasini)</p>
<p>Ore 15:30            Introduzione &#8211; V. Casizzone (Assessore al turismo, Provincia di Napoli)</p>
<p>Partecipano:</p>
<p>M. Gamboz (Dir. Museo del Mare “Serjei Masera” di Piran, Slovenia)</p>
<p>C. Chera (Dir. Museo di Costanza, Romania)</p>
<p>X. Nieto (Dir. Director del Centre d&#8217;Arqueologia Subaquàtica de Catalunya &#8211; Museu d&#8217;Arqueologia de Catalunya, Catalogna, Catalogna)</p>
<p>H. O. Tsukahara (Dir. Ojika Board of Education &#8211; History and Folk Museum)</p>
<p>A. Mussari (Dir. Museo del Mare, Napoli)</p>
<p>P. Caputo (Resp. Archeologia Sub. &#8211; S. S. B. A.  Napoli e Pompei)</p>
<p>W. Kovacic (Museo Parenzo, Croazia)</p>
<p>Ore 17:30            Coffee Break</p>
<p>Ore 18:00            Conclusioni  L.A. Savoia (Commissione Nazionale Italiana UNESCO)</p>
<p><strong>CONTATTI</strong></p>
<p>DR PASQUALE GUERRIERI</p>
<p>TEL 081 871 71 14</p>
<p>FAX 081 871 52 60</p>
<p>CELL 3331633751</p>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;SYMPOSION&#8221;, il vino dalle origini sino a noi, in mostra a Firenze</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 14:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ambito del Progetto Symposion, promosso dal Centro UniCeSV (Osservatorio Cultura e Territorio) e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, è allestita fino al 10 gennaio 2010 la mostra “Symposion”. Il vino è una risorsa del territorio toscano, ma non è solo un prodotto economico, è piuttosto un’identità territoriale nella quale si identifica un’intera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito del Progetto Symposion, promosso dal Centro UniCeSV (Osservatorio Cultura e Territorio) e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, è allestita fino al 10 gennaio 2010 la mostra “<strong>Symposion</strong>”. Il vino è una risorsa del territorio toscano, ma non è solo un prodotto economico, è piuttosto un’identità territoriale nella quale si identifica un’intera regione e una cultura che ha radici molto antiche. Il progetto Symposion mira a cercare queste radici e a inserire la cultura del vino in una dimensione “storica” in cui si dimostri l’importanza del vino in tutte le società del passato.</p>
<p>La mostra, molto didattica nelle spiegazioni dell’origine del vino, della sua produzione in Grecia, in Etruria e a Roma, del suo consumo e del suo commercio, è l’occasione da un lato per esporre alcuni splendidi oggetti, come il corredo da simposio dalla Tomba 1 della Necropoli di San Cerbone a Populonia, dall’altro per proporre un itinerario che si sviluppa all’interno del percorso canonico del museo, dove sono segnalati i molti reperti che hanno a che fare con il consumo del vino, tra cui il celebre Vaso François.</p>
<p>La mostra vera e propria parte dalle origini, dalle prime testimonianze archeologiche di una produzione di vino: dal sito neolitico di Hajji Firuz Tepe nei Monti Zagros settentrionali, in Iran, da contesti di VI millennio a.C. provengono tracce di acido tartarico, componente del vino contenuto negli acini d’uva, e di resina vegetale. E’ questa la più antica traccia/testimonianza della produzione di vino: si potrebbe dire che si beve vino da quando è stata “inventata” l’agricoltura!</p>
<p>I reperti in mostra spaziano dal mondo greco (<em>kylikes</em>, ovvero coppe su basso piede; <em>oinochoai</em>, cioè brocche che già nel nome indicano la loro funzione di versare il vino – <em>oinos</em>; <em>kantharoi</em>, ovvero coppe su alto piede e alti manici). Essi sono legati al vino sia per la loro funzione specifica che per la loro decorazione: si tratta infatti di vasi dipinti con scene tratte dal mondo del simposio, ovvero del momento conviviale in cui la mescita del vino era momento fondamentale, e dal mondo dionisiaco; fu Dioniso infatti a importare il vino e la coltivazione della vite in Grecia, secondo il mito, e infatti sui vasi vediamo sempre il dio insieme ai suoi cortei di satiri e menadi che raccolgono l’uva e preparano il vino.</p>
<p>In Etruria viene recepito il dio Dioniso, qui chiamato Fufluns, e l’usanza del simposio. Le tombe etrusche restituiscono spesso splendidi e ricchissimi corredi di vasi, in bucchero fine o pesante, in ceramica etrusca sovradipinta, destinati al simposio, insieme a vasellame in metallo, come i <em>simpula</em> per attingere il vino dai grandi crateri dipinti. La tomba 1 della Necropoli di San Cerbone a Populonia esemplifica lo svolgimento del banchetto in Etruria. Del resto, l’uso di riportare il simposio nelle tombe è ben testimoniato anche dalle tombe dipinte, in cui spesso si trovano rappresentati banchetti cui partecipano, indistintamente, uomini e donne.</p>
<p>Il mondo romano recepisce l’uso del vino e del banchetto, anche se in forme un po’ diverse. Dal mondo romano è esposta in mostra una lastra “campana”, ovvero una lastra fittile di rivestimento parietale, nella quale sono rappresentati satiri vendemmianti, motivo, questo, molto popolare su questa tipologia di oggetti. Si presenta poi la ricostruzione di un impianto di produzione del vino, come probabilmente doveva essere in una villa romana del tipo “rustico”, come molte se ne trovavano nell’Italia centrale (un esempio tra tutti la Villa di Settefinestre). La rassegna dedicata al vino si conclude con una sezione dedicata al commercio e al trasporto, e quindi con una selezione di anfore vinarie di età romana, di varia provenienza, forma ed epoca, rinvenute tutte nel recente scavo delle Navi di Pisa.</p>
<p>All’interno del percorso espositivo museale, al II piano del museo, molti sono i reperti attinenti alla sfera del vino, segno di quanto esso fosse importante nelle società greca, etrusca e romana. Sono segnalati all’attenzione del visitatore vasi in bucchero sia sottile che pesante, <em>oinochoai</em> e vasi dipinti con scene di simposio. Tra i vasi, degno di nota è il Vaso François, un enorme cratere rinvenuto in una tomba di Vulci. Il cratere era il vaso da cui si attingeva il vino per versarlo nelle singole <em>kylikes</em>. Su di esso sono rappresentati i miti principali del repertorio greco legati alle ideologie aristocratiche che gli Etruschi fecero proprie. Tra queste, ovviamente, rientra il simposio. Infine, in età romana si pone la statua bronzea dell’idolino di Pesaro, un Efebo lampadoforo che reggeva in mano, quali reggi-lampada, dei tralci di vite. Quando fu rinvenuto a Pesaro, in età rinascimentale, quei tralci di vite furono interpretati come attributi di Dioniso, per cui l’Idolino fu posto sopra una base scolpita apposta per l’occasione con foglie di vite a rilievo, scene bacchiche e un’iscrizione inneggiante a Dioniso.</p>
<p><em>Info: Symposion</em></p>
<p><em>30 ottobre 2009 – 10 gennaio 2010</em></p>
<p><em>Firenze, Museo Archeologico Nazionale, Piazza SS. Annunziata, 9</em></p>
<p><em>Biglietto: compreso nel biglietto d’ingresso al Museo</em></p>
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		<title>“ANTINOO DOPO E OLTRE” in mostra al Museo Archeologico Nazionale di Firenze</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 15:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epoca Romana]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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		<description><![CDATA[Si intitola “Antinoo dopo e oltre. Dall’Egitto Copto alle Opere di Paola Crema” la mostra, allestita nel Salone del Nicchio del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, che trasporta i visitatori nella città di Antinoe, fondata in Egitto subito la morte di Antinoo, dalla sua fondazione al suo abbandono, e oltre, attraverso le suggestive opere scultoree [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si intitola “<strong>Antinoo dopo e oltre. Dall’Egitto Copto alle Opere di Paola Crema</strong>” la mostra, allestita nel Salone del Nicchio del <strong>Museo Archeologico Nazionale di Firenze</strong>, che trasporta i visitatori nella città di <strong>Antinoe</strong>, fondata in Egitto subito la morte di Antinoo, dalla sua fondazione al suo abbandono, e oltre, attraverso le suggestive opere scultoree di Paola Crema, artista contemporanea, e con un doveroso omaggio a Marguerite Yourcenar, autrice delle “Memorie di Adriano”.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1844" title="antinoo" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/12/antinoo.jpg" alt="antinoo" width="376" height="400" /></p>
<p>La città di Antinoe fu fondata nel Medio Egitto per volontà dell’imperatore Adriano che volle commemorare <strong>Antinoo</strong>, il suo amante giovane e bellissimo, divinizzato dopo la morte. Un oracolo aveva predetto, durante il soggiorno di Adriano e Antinoo in Egitto, che uno dei due sarebbe dovuto morire. Il giovane amante si annegò nel Nilo, salvando così la vita all’imperatore. Da questo evento nefasto nacque una splendida città, che andò acquistando col tempo notevole prestigio e divenne un centro fiorente, soprattutto in età copta (convenzionalmente dal 313 d.C al 640 d.C., quando giunsero gli Arabi), mentre fu abbandonata tra l’VIII e il IX secolo d.C.</p>
<p>Di quella splendida città oggi non resta praticamente più nulla, ma dal 1935 l’Istituto di Papirologia Fiorentina “G. Vitelli” conduce scavi archeologici nell’area, scavi che hanno arricchito negli anni le collezioni del <strong>Museo Egizio di Firenze</strong>.</p>
<p>Dai reperti recuperati in questi scavi nasce la mostra. Si tratta di materiale databile al <strong>periodo copto</strong>, collocabile cronologicamente<strong> tra il IV e il VII secolo a.C.</strong>: vasellame in sigillata africana e la sua imitazione locale, la cosiddetta <em>Egyptian Red Slip Ware</em> A e B, oltre all’anfora vinaria, prodotta proprio ad Antinoe, <em>Late Roman 7</em>; è presente in mostra anche una particolare produzione di ceramica con decorazione dipinta copta e lucerne che portano sul disco la particolare croce ansata: una croce che deriva il suo modello dal segno dell’<em>Ank</em> egizio, che significa “vita”, e che probabilmente è alla base del monogramma di Cristo. Numerosi sono gli oggetti in materiale deperibile straordinariamente conservatisi grazie alle particolari condizioni ambientali dell’Egitto: icone dipinte su legno ma soprattutto i cosiddetti “tessuti copti”, una produzione tessile egiziana sviluppatasi tra III e VII secolo d.C.</p>
<p>L’esposizione dei reperti archeologici è immersa nelle opere scultoree dell’artista contemporanea Paola Crema, fortemente ispirate dall’antico, e si conclude con un omaggio a Marguerite Yourcenar che seppe mirabilmente descrivere, compiendo un accurato lavoro di studio sulle memorie lasciate da Adriano, la vita e le opere dell’imperatore, ma soprattutto, con grande intensità, l’amore per il giovane Antinoo.</p>
<p><em>Info: Antinoo dopo e oltre</em></p>
<p><em>Fino al 10 gennaio 2010</em></p>
<p><em>Firenze, Museo Archeologico Nazionale, Piazza SS. Annunziata, 9</em></p>
<p><em>Biglietto: compreso nel biglietto d’ingresso al Museo </em></p>
<p><em>Immagine: </em><em><a href="http://www.archeologiaviva.it/index.php/news/87/ANTINOO,_DOPO_E_OLTRE.html" target="_blank">http://www.archeologiaviva.it/index.php/news/87/ANTINOO,_DOPO_E_OLTRE.html</a></em></p>
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		<title>Nasce ARCHEOLOGIAVIVA.TV</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 11:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;annuncio in anteprima era già stato dato al pubblico del VII Incontro Nazionale di Archeologia Viva lo scorso 1 marzo 2009. Ora Archeologiaviva.tv, il primo canale web interamente dedicato all&#8217;archeologia apre i battenti. La rivista Archeologia viva ha fatto il salto, andando ad aggiudicarsi un posto importante nel panorama dei media: internet. La nuova TV-on [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;annuncio in anteprima era già stato dato al pubblico del VII Incontro Nazionale di Archeologia Viva lo scorso 1 marzo 2009. Ora Archeologiaviva.tv, il <strong>primo canale web interamente dedicato all&#8217;archeologia</strong> apre i battenti.</p>
<p>La rivista <strong>Archeologia viva </strong>ha fatto il salto, andando ad aggiudicarsi un posto importante nel panorama dei media: internet.</p>
<p>La nuova <strong>TV-on line </strong>inaugurerà il<strong> 20 ottobre 2009 </strong>alle ore 11.30 presso GIUNTI Editore (Firenze, via Bolognese 165): per la prima volta il passato dell’uomo, dalla preistoria al medioevo, potrà essere rivissuto “in diretta” in casa propria grazie ai migliori documentari, ai servizi sulle ultime scoperte, a news su mostre e convegni, e ad interviste a tema.</p>
<p><strong>Archeologiaviva.tv</strong> è una realizzazione di Archeologia Viva (Giunti Editore) e Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico (Museo Civico di Rovereto).</p>
<p>All&#8217;evento interverranno:<br />
Sergio Giunti &#8211; editore<br />
Guglielmo Valduga &#8211; sindaco di Rovereto<br />
Piero Pruneti &#8211; direttore Archeologia Viva<br />
Franco Finotti &#8211; direttore Museo Civico Rovereto<br />
Dario Di Blasi &#8211; direttore Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico.</p>
<p>Archeologiaviva.tv è già on line: <a href="http://www.archeologiaviva.tv/">http://www.archeologiaviva.tv/</a></p>
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		<title>&#8220;Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys&#8221;: in mostra gli scambi commerciali in terra catalana di 6000 anni fa</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 17:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Preistoria]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[neolitico]]></category>
		<category><![CDATA[reti commerciali]]></category>
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		<description><![CDATA[Per chi dovesse recarsi a Sabadell, in Catalunya, fino al 15 novembre può visitare la mostra &#8220;Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys&#8221; che tradotto significa: &#8220;Reti: i primi scambi commerciali 6000 anni fa&#8221;. Raccogliendo reperti da una ventina di musei catalani, la mostra riunisce per la prima volta un insieme importante di materiali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi dovesse recarsi a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabadell" target="_blank">Sabadell, in Catalunya</a>, fino al <strong>15 novembre</strong> può visitare la mostra &#8220;<em><strong>Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys</strong></em>&#8221; che tradotto significa: &#8220;Reti: i primi scambi commerciali 6000 anni fa&#8221;.</p>
<p>Raccogliendo reperti da una ventina di musei catalani, la mostra riunisce per la prima volta un insieme importante di <strong>materiali di epoca neolitica</strong> selezionati nell&#8217;<strong>ottica degli scambi commerciali</strong>.</p>
<p>Materie prime provenienti dalla Provenza, ornamenti realizzati con <strong>conchiglie e coralli</strong>, l&#8217;<strong>ossidiana</strong> delle isole del Mediterraneo centrale, certi linguaggi formali della ceramica si vanno a diffondere, grazie agli scambi, su estesi territori. Seguire la circolazioni di <strong>prodotti e tecnologie</strong>, dai loro luoghi di origine fino ai siti dove si sono rinvenuti o identificati, offre un quadro approssimativo delle<strong> relazioni sociali</strong> stabilitesi <strong>tra le differenti comunità neolitiche</strong>.</p>
<p>Come completamento a questa visione del passato, la mostra si chiude con una riflessione su come sono e come si articolano <strong>le &#8220;reti&#8221; nella nostra società</strong>.</p>
<p>La mostra &#8220;<em>Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys</em>&#8221; è un&#8217;esposizione temporanea promossa dal Museo di Gavà, dal Museo d&#8217;Història di Sabadell e dall&#8217;Area de Cultura della Diputaciò de Barcelona, con il supporto della Generalitat de Catalunya. Con la combinazione di rigore scientifico e carattere divulgativo, la mostra vuole fare arrivare al pubblico i <strong>risultati delle ricerche</strong> portate avanti negli anni dagli archeologi, illustrata con un&#8217;<strong>accurata selezione dei materiali </strong>forniti dai principali siti archeologici del Paese.</p>
<p><em>Info:</em><br />
<strong>Museu d&#8217;Història de Sabadell</strong><br />
Carrer de Sant Antoni, 13<br />
<a href="http://www.sabadell.cat/Home/" target="_blank">www.sabadell.cat</a></p>
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