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	<title>ArcheoBlog &#187; Generale</title>
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	<description>News di Archeologia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Mar 2010 20:50:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>ARCHEOMED II Workshop internazionale di archeologia subacquea: Le nuove tecnologie &#8211; Il Mediterraneo incontra l&#8217;Oriente</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 18:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Guerrieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove Tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[metodologie archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia subacquea]]></category>
		<category><![CDATA[Workshop]]></category>

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		<description><![CDATA[Evento patrocinato da 
UNESCO-MIBAC-MIUR-REGIONE CAMPANIA-PROVINCIA DI NAPOLI-COMUNE DI CASTELLAMMARE DI STABIA


PREMESSA
L’archeologia subacquea rappresenta da sempre un filone di ricerca importantissimo all’interno degli studi sulle civiltà mediterranee, dato che il mare custodisce gran parte delle testimonianze della grandezza di tali civiltà. L’ubicazione e il raggiungimento delle bellezze sottomarine ha sempre rappresentato un vincolo alla fruizione da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Evento patrocinato da </em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>UNESCO-MIBAC-MIUR-REGIONE CAMPANIA-PROVINCIA DI NAPOLI-COMUNE DI CASTELLAMMARE DI STABIA</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/02/archeomed.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1908" title="archeomed" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/02/archeomed.jpg" alt="" width="371" height="98" /></a><br />
</em></strong></p>
<p><strong>PREMESSA</strong></p>
<p>L’<strong>archeologia subacquea</strong> rappresenta da sempre un filone di ricerca importantissimo all’interno degli studi sulle <strong>civiltà mediterranee</strong>, dato che il mare custodisce gran parte delle testimonianze della grandezza di tali civiltà. L’ubicazione e il <strong>raggiungimento delle bellezze sottomarine</strong> ha sempre rappresentato un <strong>vincolo alla fruizione</strong> da parte delle persone non avvezze alle pratiche di immersione. Per lungo tempo quindi, il godimento dei beni sommersi era appannaggio dei pochi “esperti” subacquei.</p>
<p>L’<strong>avvento delle nuove tecnologie</strong> ha permesso al grande pubblico di conoscere e apprezzare la vastità e l’importanza del patrimonio sommerso, grazie a nuove soluzioni volte a consentire al grande pubblico il godimento di questi tesori nascosti, dando vita a numerose iniziative culturali ed educative. In particolare, il mar Mediterraneo, con la sua elevata complessità geologica, offre certamente un’occasione di<strong> grande sviluppo economico atteso</strong> se si saprà coniugare correttamente il patrimonio archeologico con quello geo-ambientale, attraverso una completa fruizione turistica<em>.</em></p>
<p>La <strong>prima edizione del workshop int.le  Archeomed</strong> si è conclusa con la firma di un Protocollo di Intesa tra tutte le Nazioni partecipanti ( USA, Italia, Grecia, Spagna, Egitto, Malta, G. Bretagna, Australia, Romania, Bulgaria, Slovenia) che ha contribuito, a seguito, alla <strong>ratifica del trattato internazionale </strong>sulla protezione del patrimonio storico e culturale subacqueo mondiale <strong>dell’UNESCO</strong>, da parte di alcune nazioni partecipanti.</p>
<p>Attraverso questo importante strumento si regola giuridicamente una materia finora confusamente trattata e  si colma un vuoto normativo che ha permesso gli indiscriminati saccheggi degli ultimi anni. Pertanto l<strong>’accordo per la ricerca archeologica nel canale di Sicilia tra Italia e Tunisia</strong> è certamente più vicino e potrà offrire a questi due paesi l’opportunità di operare con rigoroso metodo scientifico in quello spazio di mare al fine di recuperare le importantissime testimonianze storiche ed archeologiche necessarie alla definizione sempre più dettagliata della storia di questa parte fondamentale del Mediterraneo e scongiurare il rischio di depredazione purtroppo già avvenute in passato.</p>
<p><strong> OBIETTIVI</strong></p>
<p>L’insieme delle metodologie di studio che si intendono proporre possono concorrere ad individuare un<strong> Protocollo di indagini</strong> utile all’identificazione e poi allo scavo di beni archeologici sommersi (reperti, relitti, insediamenti abitativi, ecc).</p>
<p>La ricerca in alto fondale apre nuovi orizzonti  nella ricerca archeologica subacquea, essendo tali scoperte importantissime sia dal punto di vista strettamente archeologico (le più basse temperature delle acque permettono una migliore conservazione dei beni) e sia per quanto concerne l’aspetto storico relativa all’individuazione delle antiche vie dei commerci.</p>
<p>L’obiettivo finale è quello di<strong> rendere quanto più fruibile possibile il sistema archeologico </strong>nel suo complesso, anche turistico e, nel contempo, senza trascurare l’obiettivo di conservarlo quale bene da trasmettere alle future generazioni. La novità e l’importanza di nuove scoperte attraverso la <strong>ricerca in alto fondale</strong>, costituiscono il valore aggiunto, in un mondo in cui si vuole affermare la cultura della conoscenza. Pertanto è  fondamentale l’acquisizione, attraverso la  metodologia scientifica di un sistema di informazioni in grado di offrire al turista, sempre più colto ed esigente, un’ immersione totale nel contesto territoriale in cui si colloca il sito archeologico, facendo uso delle più moderne tecnologie.</p>
<p>L’iniziativa toccherà anche l’importante tema degli sforzi congiunti finalizzati al <strong>rinvenimento, alla fruizione  ed al recupero dei beni sommersi</strong>, che, oltre a costituire un’attività di rilevante valore culturale e scientifico, rappresenta un prezioso momento di sviluppo turistico, nonchè di ricongiungimento e cooperazione tra i popoli del mediterraneo, che attraverso il recupero del patrimonio sommerso riscoprono le loro radici e tradizioni comuni.</p>
<p>La presenza di una <strong>delegazione Giapponese</strong> risulta momento di particolare interesse, non solo scientifico e culturale, ma anche quale primo passo verso una nuova cooperazione internazionale con l’Oriente nell’ambito di questa disciplina. In tali aree, infatti, si sta sviluppando una forte attenzione verso l’archeologia subacquea e a tale scopo risulta necessario il know-how dell’esperienza mediterranea maturata nel suddetto settore.</p>
<p><strong> TARGET</strong></p>
<ul>
<li>Esperti del settore (studiosi e ricercatori)</li>
<li>Scuole di ogni ordine e grado</li>
<li>Università italiane e straniere</li>
<li>Appassionati del settore</li>
<li>Accreditati (giornalisti di settore, opinion makers)</li>
<li>Operatori turistici</li>
</ul>
<p><strong>SOGGETTO PROPONENTE </strong></p>
<p>FONDAZIONE RESTORING ANCIENT STABIAE</p>
<p>O.N.L.U.S.</p>
<p>Dipartimento Mare ed Archeologia Subacquea</p>
<p><strong>L’EVENTO</strong></p>
<p>L’attività di ricerca che il Programma intende sviluppare è stata individuata al fine di rendere omogenee le varie tematiche scientifiche che possono essere affrontate nello studio di realtà territoriali complesse così come quelle in cui insiste l’area del Mediterraneo. Pertanto il presente programma teso a formulare, con ricerche coordinate, le linee guida di un protocollo comune per l’esecuzione degli scavi archeologici a mare, non può prescindere da una fase preliminare di analisi territoriale integrata.</p>
<p>Un’idea programmatica di tale rilevanza per gran parte dell’intero territorio mediterraneo necessita, dunque, di una grande attenzione da parte della comunità scientifica internazionale nonché dagli Enti preposti allo sviluppo sostenibile per aree così complesse e ricche di storia archeologica.</p>
<p>L&#8217;evento sarà completato da una mostra che attraverso immagini e testimonianze pregne di emozioni creerà una giusta atmosfera tale da trasportare il visitatore verso la storia dei popoli e dell&#8217;uomo.</p>
<p><strong>LOCATION E DATE</strong></p>
<p>Vesuvian Institute</p>
<p>Date: 26-27/02/2010</p>
<p><a href="http://www.vesuvianinstitute.org" target="_blank">www.vesuvianinstitute.org</a></p>
<p>Aula magna</p>
<p><strong>LE INIZIATIVE</strong></p>
<p><strong>Workshop:<br />
<span style="font-weight: normal;">ricerca, protezione e gestione del patrimonio culturale subacqueo</span></strong></p>
<p>I&amp;CT applicate alla ricerca archeologica subacquea<br />
I nuovi metodi di  fruizione e musealizzazione dell’archeologia subacquea quale mezzo per favorire lo sviluppo turistico</p>
<p><strong>Le Mostre:</strong><br />
<strong> “La storia della subacquea attraverso la testimonianza delle attrezzature”<br />
</strong> La mostra è stata gentilmente concessa da Claudio Ripa</p>
<p><strong>“Il relitto sommerso della Baia di Scauri a Pantelleria”</strong></p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p>Venerdì 26 febbraio</p>
<p>LA RICERCA ARCHEOLOGICA SUBACQUEA E LE NUOVE TECNOLOGIE<br />
Prima sessione<br />
Moderatore:     Sebastiano Tusa (Soprintendente Mare Regione Sicilia)</p>
<p>Ore 09:00            saluti<br />
O. Forlenza (Assessore ai Beni Culturali – Regione Campania)<br />
F. Spagnuolo (Consigliere Delegato Fondazione RAS)</p>
<p>Ore 09:30            T. Gambin (Università di Malta, Msida – Fondazione Aurora Trust)</p>
<p>Ore 09:50            S. Hermon (Cyprus Institute)</p>
<p>Ore 10:10            S. Mazzola (Dir. I.A.M.C. CNR)</p>
<p>Ore 10:30            P. Mauriello (Università del Molise)</p>
<p>Ore 10:50            V. Morra (Università Federico II, Napoli)</p>
<p>Ore 11:10            Coffee break</p>
<p>Ore 11:30            G. Conte (Università Ancona)</p>
<p>Ore 11:50            F. Giordano (Università Parthenope, Napoli)</p>
<p>Ore 12:10            V. Saggiomo (Stazione zoologica A. Dohrn)</p>
<p>Ore 12:30            G. Russo (Università Parthenope, Napoli)</p>
<p>Ore 12:50            Discussione</p>
<p>Ore 13:10            Conclusioni  &#8211; L.Ubertini (Università Sapienza Roma – Presidente IHP UNESCO)</p>
<p>Ore 13:30            Pausa Colazione Lavoro</p>
<p>PRESENTE E FUTURO DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA SUBACQUEA</p>
<p>Seconda sessione</p>
<p>Moderatore:     Piero Pruneti (Dir. Archeologia Viva)</p>
<p>Ore 15:30            S. Tusa (Soprintendente Mare Regione Sicilia)</p>
<p>Ore 15:50            P. Caputo (Resp. Archeologia Sub. &#8211; S. S. B. A.  Napoli e Pompei)</p>
<p>Ore 16:10            M. Marazzi (Università Suor Orsola Benincasa, Napoli)</p>
<p>Ore 16:30            C. Mocchegiani Carpano (Università Suor Orsola Benincasa, Napoli)</p>
<p>Ore 16:50            Coffee Break</p>
<p>Ore 17:10            R. Auriemma (Università del Salento)</p>
<p>Ore 17:30            M. Mazzoli (Pres. A.S.S.O.)</p>
<p>Ore 17:50            F. Enei (Dir. Museo S. Severa)</p>
<p>Ore 18:10            F. Giordano (Università Parthenope, Napoli) – A. Carola (Centro Studi Subacquei, Napoli)</p>
<p>Ore 18:30            Discussione</p>
<p>Ore 19:00            Proiezione documentari di Archeologia Subacquea:</p>
<p>-          Progetto Liburna (Massimo D’Alessandro &#8211; Studio Blu Production)</p>
<p>-          Storia dell’archeologia subacquea campana (Claudio Ripa)</p>
<p>Sabato 27 febbraio</p>
<p>Aula magna</p>
<p>PRESENTE E FUTURO DELLA RICERCA ARCHEOLOGICA SUBACQUEA</p>
<p>Terza sessione</p>
<p>Moderatore:     Sebastiano Tusa (Soprintendente Mare Regione Sicilia)</p>
<p>Ore 09:00            P. Gambogi (S.S.B.A. Toscana &#8211; presente nel Prog. Venus con Vs. servizio)</p>
<p>Ore 09:20            A. Zarattini (S.S.B.A. Lazio – presenta 5 nuovi relitti profondi in Ventotene)</p>
<p>Ore 09:40            C. Mullen (Dir. Aurora Trust Foundation U.S.A.)</p>
<p>Ore 10:00            S. Zangara (Sopr. Mare Sicilia)</p>
<p>Ore 10:20            A. Laronde (Università Sorbona, Parigi – scavi sottomarini della missione francese in Libia)</p>
<p>Ore 10:40            H. Ozdas (Università di Izmir)</p>
<p>Ore 11:00            Coffee break</p>
<p>Ore 11:20            C. Marabea (University of Ioannina, Greece)</p>
<p>Ore 11:40            Y. Lolos (Hellenic Institute of Marine Archeology, Grecia)</p>
<p>Ore 12:00            D. Petrella  (Archeologiattiva – Dir. A.N.A.)</p>
<p>Ore 12:20            K. Hayashida- A.R.I.U.A. (Pres. Asian Research Institute for Underwater Archaeology)</p>
<p>Ore 12:40            G. Cataldi (ProRettore Università “L’Orientale”, Napoli)</p>
<p>Ore 13:00            Discussione</p>
<p>Ore 13:15            Conclusioni &#8211; B.Banedetti (Scuola Normale Superiore di Pisa)</p>
<p>Ore 13:30            Pausa colazione lavoro</p>
<p>I NUOVI METODI DI FRUIZIONE E MUSEALIZZAZIONE DELL’ARCHEOLOGIA SUBACQUEA</p>
<p>QUALE MEZZO PER FAVORIRE LO SVILUPPO TURISTICO</p>
<p>Tavola rotonda</p>
<p>Quarta sessione</p>
<p>Moderatore: Valeria Li Vigni (Dir. Museo Pal. D’Aumale – Terrasini)</p>
<p>Ore 15:30            Introduzione &#8211; V. Casizzone (Assessore al turismo, Provincia di Napoli)</p>
<p>Partecipano:</p>
<p>M. Gamboz (Dir. Museo del Mare “Serjei Masera” di Piran, Slovenia)</p>
<p>C. Chera (Dir. Museo di Costanza, Romania)</p>
<p>X. Nieto (Dir. Director del Centre d&#8217;Arqueologia Subaquàtica de Catalunya &#8211; Museu d&#8217;Arqueologia de Catalunya, Catalogna, Catalogna)</p>
<p>H. O. Tsukahara (Dir. Ojika Board of Education &#8211; History and Folk Museum)</p>
<p>A. Mussari (Dir. Museo del Mare, Napoli)</p>
<p>P. Caputo (Resp. Archeologia Sub. &#8211; S. S. B. A.  Napoli e Pompei)</p>
<p>W. Kovacic (Museo Parenzo, Croazia)</p>
<p>Ore 17:30            Coffee Break</p>
<p>Ore 18:00            Conclusioni  L.A. Savoia (Commissione Nazionale Italiana UNESCO)</p>
<p><strong>CONTATTI</strong></p>
<p>DR PASQUALE GUERRIERI</p>
<p>TEL 081 871 71 14</p>
<p>FAX 081 871 52 60</p>
<p>CELL 3331633751</p>
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		</item>
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		<title>&#8220;SYMPOSION&#8221;, il vino dalle origini sino a noi, in mostra a Firenze</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 14:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’ambito del Progetto Symposion, promosso dal Centro UniCeSV (Osservatorio Cultura e Territorio) e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, è allestita fino al 10 gennaio 2010 la mostra “Symposion”. Il vino è una risorsa del territorio toscano, ma non è solo un prodotto economico, è piuttosto un’identità territoriale nella quale si identifica un’intera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito del Progetto Symposion, promosso dal Centro UniCeSV (Osservatorio Cultura e Territorio) e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, è allestita fino al 10 gennaio 2010 la mostra “<strong>Symposion</strong>”. Il vino è una risorsa del territorio toscano, ma non è solo un prodotto economico, è piuttosto un’identità territoriale nella quale si identifica un’intera regione e una cultura che ha radici molto antiche. Il progetto Symposion mira a cercare queste radici e a inserire la cultura del vino in una dimensione “storica” in cui si dimostri l’importanza del vino in tutte le società del passato.</p>
<p>La mostra, molto didattica nelle spiegazioni dell’origine del vino, della sua produzione in Grecia, in Etruria e a Roma, del suo consumo e del suo commercio, è l’occasione da un lato per esporre alcuni splendidi oggetti, come il corredo da simposio dalla Tomba 1 della Necropoli di San Cerbone a Populonia, dall’altro per proporre un itinerario che si sviluppa all’interno del percorso canonico del museo, dove sono segnalati i molti reperti che hanno a che fare con il consumo del vino, tra cui il celebre Vaso François.</p>
<p>La mostra vera e propria parte dalle origini, dalle prime testimonianze archeologiche di una produzione di vino: dal sito neolitico di Hajji Firuz Tepe nei Monti Zagros settentrionali, in Iran, da contesti di VI millennio a.C. provengono tracce di acido tartarico, componente del vino contenuto negli acini d’uva, e di resina vegetale. E’ questa la più antica traccia/testimonianza della produzione di vino: si potrebbe dire che si beve vino da quando è stata “inventata” l’agricoltura!</p>
<p>I reperti in mostra spaziano dal mondo greco (<em>kylikes</em>, ovvero coppe su basso piede; <em>oinochoai</em>, cioè brocche che già nel nome indicano la loro funzione di versare il vino – <em>oinos</em>; <em>kantharoi</em>, ovvero coppe su alto piede e alti manici). Essi sono legati al vino sia per la loro funzione specifica che per la loro decorazione: si tratta infatti di vasi dipinti con scene tratte dal mondo del simposio, ovvero del momento conviviale in cui la mescita del vino era momento fondamentale, e dal mondo dionisiaco; fu Dioniso infatti a importare il vino e la coltivazione della vite in Grecia, secondo il mito, e infatti sui vasi vediamo sempre il dio insieme ai suoi cortei di satiri e menadi che raccolgono l’uva e preparano il vino.</p>
<p>In Etruria viene recepito il dio Dioniso, qui chiamato Fufluns, e l’usanza del simposio. Le tombe etrusche restituiscono spesso splendidi e ricchissimi corredi di vasi, in bucchero fine o pesante, in ceramica etrusca sovradipinta, destinati al simposio, insieme a vasellame in metallo, come i <em>simpula</em> per attingere il vino dai grandi crateri dipinti. La tomba 1 della Necropoli di San Cerbone a Populonia esemplifica lo svolgimento del banchetto in Etruria. Del resto, l’uso di riportare il simposio nelle tombe è ben testimoniato anche dalle tombe dipinte, in cui spesso si trovano rappresentati banchetti cui partecipano, indistintamente, uomini e donne.</p>
<p>Il mondo romano recepisce l’uso del vino e del banchetto, anche se in forme un po’ diverse. Dal mondo romano è esposta in mostra una lastra “campana”, ovvero una lastra fittile di rivestimento parietale, nella quale sono rappresentati satiri vendemmianti, motivo, questo, molto popolare su questa tipologia di oggetti. Si presenta poi la ricostruzione di un impianto di produzione del vino, come probabilmente doveva essere in una villa romana del tipo “rustico”, come molte se ne trovavano nell’Italia centrale (un esempio tra tutti la Villa di Settefinestre). La rassegna dedicata al vino si conclude con una sezione dedicata al commercio e al trasporto, e quindi con una selezione di anfore vinarie di età romana, di varia provenienza, forma ed epoca, rinvenute tutte nel recente scavo delle Navi di Pisa.</p>
<p>All’interno del percorso espositivo museale, al II piano del museo, molti sono i reperti attinenti alla sfera del vino, segno di quanto esso fosse importante nelle società greca, etrusca e romana. Sono segnalati all’attenzione del visitatore vasi in bucchero sia sottile che pesante, <em>oinochoai</em> e vasi dipinti con scene di simposio. Tra i vasi, degno di nota è il Vaso François, un enorme cratere rinvenuto in una tomba di Vulci. Il cratere era il vaso da cui si attingeva il vino per versarlo nelle singole <em>kylikes</em>. Su di esso sono rappresentati i miti principali del repertorio greco legati alle ideologie aristocratiche che gli Etruschi fecero proprie. Tra queste, ovviamente, rientra il simposio. Infine, in età romana si pone la statua bronzea dell’idolino di Pesaro, un Efebo lampadoforo che reggeva in mano, quali reggi-lampada, dei tralci di vite. Quando fu rinvenuto a Pesaro, in età rinascimentale, quei tralci di vite furono interpretati come attributi di Dioniso, per cui l’Idolino fu posto sopra una base scolpita apposta per l’occasione con foglie di vite a rilievo, scene bacchiche e un’iscrizione inneggiante a Dioniso.</p>
<p><em>Info: Symposion</em></p>
<p><em>30 ottobre 2009 – 10 gennaio 2010</em></p>
<p><em>Firenze, Museo Archeologico Nazionale, Piazza SS. Annunziata, 9</em></p>
<p><em>Biglietto: compreso nel biglietto d’ingresso al Museo</em></p>
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		<item>
		<title>“ANTINOO DOPO E OLTRE” in mostra al Museo Archeologico Nazionale di Firenze</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/antinoo-dopo-e-oltre-in-mostra-al-museo-archeologico-nazionale-di-firenze/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 15:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epoca Romana]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Adriano]]></category>
		<category><![CDATA[antinoo]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[museo archeologico firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Si intitola “Antinoo dopo e oltre. Dall’Egitto Copto alle Opere di Paola Crema” la mostra, allestita nel Salone del Nicchio del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, che trasporta i visitatori nella città di Antinoe, fondata in Egitto subito la morte di Antinoo, dalla sua fondazione al suo abbandono, e oltre, attraverso le suggestive opere scultoree [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si intitola “<strong>Antinoo dopo e oltre. Dall’Egitto Copto alle Opere di Paola Crema</strong>” la mostra, allestita nel Salone del Nicchio del <strong>Museo Archeologico Nazionale di Firenze</strong>, che trasporta i visitatori nella città di <strong>Antinoe</strong>, fondata in Egitto subito la morte di Antinoo, dalla sua fondazione al suo abbandono, e oltre, attraverso le suggestive opere scultoree di Paola Crema, artista contemporanea, e con un doveroso omaggio a Marguerite Yourcenar, autrice delle “Memorie di Adriano”.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1844" title="antinoo" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/12/antinoo.jpg" alt="antinoo" width="376" height="400" /></p>
<p>La città di Antinoe fu fondata nel Medio Egitto per volontà dell’imperatore Adriano che volle commemorare <strong>Antinoo</strong>, il suo amante giovane e bellissimo, divinizzato dopo la morte. Un oracolo aveva predetto, durante il soggiorno di Adriano e Antinoo in Egitto, che uno dei due sarebbe dovuto morire. Il giovane amante si annegò nel Nilo, salvando così la vita all’imperatore. Da questo evento nefasto nacque una splendida città, che andò acquistando col tempo notevole prestigio e divenne un centro fiorente, soprattutto in età copta (convenzionalmente dal 313 d.C al 640 d.C., quando giunsero gli Arabi), mentre fu abbandonata tra l’VIII e il IX secolo d.C.</p>
<p>Di quella splendida città oggi non resta praticamente più nulla, ma dal 1935 l’Istituto di Papirologia Fiorentina “G. Vitelli” conduce scavi archeologici nell’area, scavi che hanno arricchito negli anni le collezioni del <strong>Museo Egizio di Firenze</strong>.</p>
<p>Dai reperti recuperati in questi scavi nasce la mostra. Si tratta di materiale databile al <strong>periodo copto</strong>, collocabile cronologicamente<strong> tra il IV e il VII secolo a.C.</strong>: vasellame in sigillata africana e la sua imitazione locale, la cosiddetta <em>Egyptian Red Slip Ware</em> A e B, oltre all’anfora vinaria, prodotta proprio ad Antinoe, <em>Late Roman 7</em>; è presente in mostra anche una particolare produzione di ceramica con decorazione dipinta copta e lucerne che portano sul disco la particolare croce ansata: una croce che deriva il suo modello dal segno dell’<em>Ank</em> egizio, che significa “vita”, e che probabilmente è alla base del monogramma di Cristo. Numerosi sono gli oggetti in materiale deperibile straordinariamente conservatisi grazie alle particolari condizioni ambientali dell’Egitto: icone dipinte su legno ma soprattutto i cosiddetti “tessuti copti”, una produzione tessile egiziana sviluppatasi tra III e VII secolo d.C.</p>
<p>L’esposizione dei reperti archeologici è immersa nelle opere scultoree dell’artista contemporanea Paola Crema, fortemente ispirate dall’antico, e si conclude con un omaggio a Marguerite Yourcenar che seppe mirabilmente descrivere, compiendo un accurato lavoro di studio sulle memorie lasciate da Adriano, la vita e le opere dell’imperatore, ma soprattutto, con grande intensità, l’amore per il giovane Antinoo.</p>
<p><em>Info: Antinoo dopo e oltre</em></p>
<p><em>Fino al 10 gennaio 2010</em></p>
<p><em>Firenze, Museo Archeologico Nazionale, Piazza SS. Annunziata, 9</em></p>
<p><em>Biglietto: compreso nel biglietto d’ingresso al Museo </em></p>
<p><em>Immagine: </em><em><a href="http://www.archeologiaviva.it/index.php/news/87/ANTINOO,_DOPO_E_OLTRE.html" target="_blank">http://www.archeologiaviva.it/index.php/news/87/ANTINOO,_DOPO_E_OLTRE.html</a></em></p>
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		<title>Nasce ARCHEOLOGIAVIVA.TV</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 11:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;annuncio in anteprima era già stato dato al pubblico del VII Incontro Nazionale di Archeologia Viva lo scorso 1 marzo 2009. Ora Archeologiaviva.tv, il primo canale web interamente dedicato all&#8217;archeologia apre i battenti.
La rivista Archeologia viva ha fatto il salto, andando ad aggiudicarsi un posto importante nel panorama dei media: internet.
La nuova TV-on line inaugurerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;annuncio in anteprima era già stato dato al pubblico del VII Incontro Nazionale di Archeologia Viva lo scorso 1 marzo 2009. Ora Archeologiaviva.tv, il <strong>primo canale web interamente dedicato all&#8217;archeologia</strong> apre i battenti.</p>
<p>La rivista <strong>Archeologia viva </strong>ha fatto il salto, andando ad aggiudicarsi un posto importante nel panorama dei media: internet.</p>
<p>La nuova <strong>TV-on line </strong>inaugurerà il<strong> 20 ottobre 2009 </strong>alle ore 11.30 presso GIUNTI Editore (Firenze, via Bolognese 165): per la prima volta il passato dell’uomo, dalla preistoria al medioevo, potrà essere rivissuto “in diretta” in casa propria grazie ai migliori documentari, ai servizi sulle ultime scoperte, a news su mostre e convegni, e ad interviste a tema.</p>
<p><strong>Archeologiaviva.tv</strong> è una realizzazione di Archeologia Viva (Giunti Editore) e Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico (Museo Civico di Rovereto).</p>
<p>All&#8217;evento interverranno:<br />
Sergio Giunti &#8211; editore<br />
Guglielmo Valduga &#8211; sindaco di Rovereto<br />
Piero Pruneti &#8211; direttore Archeologia Viva<br />
Franco Finotti &#8211; direttore Museo Civico Rovereto<br />
Dario Di Blasi &#8211; direttore Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico.</p>
<p>Archeologiaviva.tv è già on line: <a href="http://www.archeologiaviva.tv/">http://www.archeologiaviva.tv/</a></p>
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		<title>&#8220;Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys&#8221;: in mostra gli scambi commerciali in terra catalana di 6000 anni fa</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 17:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi dovesse recarsi a Sabadell, in Catalunya, fino al 15 novembre può visitare la mostra &#8220;Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys&#8221; che tradotto significa: &#8220;Reti: i primi scambi commerciali 6000 anni fa&#8221;.
Raccogliendo reperti da una ventina di musei catalani, la mostra riunisce per la prima volta un insieme importante di materiali di epoca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi dovesse recarsi a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabadell" target="_blank">Sabadell, in Catalunya</a>, fino al <strong>15 novembre</strong> può visitare la mostra &#8220;<em><strong>Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys</strong></em>&#8221; che tradotto significa: &#8220;Reti: i primi scambi commerciali 6000 anni fa&#8221;.</p>
<p>Raccogliendo reperti da una ventina di musei catalani, la mostra riunisce per la prima volta un insieme importante di <strong>materiali di epoca neolitica</strong> selezionati nell&#8217;<strong>ottica degli scambi commerciali</strong>.</p>
<p>Materie prime provenienti dalla Provenza, ornamenti realizzati con <strong>conchiglie e coralli</strong>, l&#8217;<strong>ossidiana</strong> delle isole del Mediterraneo centrale, certi linguaggi formali della ceramica si vanno a diffondere, grazie agli scambi, su estesi territori. Seguire la circolazioni di <strong>prodotti e tecnologie</strong>, dai loro luoghi di origine fino ai siti dove si sono rinvenuti o identificati, offre un quadro approssimativo delle<strong> relazioni sociali</strong> stabilitesi <strong>tra le differenti comunità neolitiche</strong>.</p>
<p>Come completamento a questa visione del passato, la mostra si chiude con una riflessione su come sono e come si articolano <strong>le &#8220;reti&#8221; nella nostra società</strong>.</p>
<p>La mostra &#8220;<em>Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys</em>&#8221; è un&#8217;esposizione temporanea promossa dal Museo di Gavà, dal Museo d&#8217;Història di Sabadell e dall&#8217;Area de Cultura della Diputaciò de Barcelona, con il supporto della Generalitat de Catalunya. Con la combinazione di rigore scientifico e carattere divulgativo, la mostra vuole fare arrivare al pubblico i <strong>risultati delle ricerche</strong> portate avanti negli anni dagli archeologi, illustrata con un&#8217;<strong>accurata selezione dei materiali </strong>forniti dai principali siti archeologici del Paese.</p>
<p><em>Info:</em><br />
<strong>Museu d&#8217;Història de Sabadell</strong><br />
Carrer de Sant Antoni, 13<br />
<a href="http://www.sabadell.cat/Home/" target="_blank">www.sabadell.cat</a></p>
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		<title>Archeologia e crisi economica. La fine dell&#8217;età dell&#8217;oro irlandese</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 10:33:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[Questo articolo è stato recentemente pubblicato su Report On Line]
Con l&#8217;avvento del nuovo millennio, in Irlanda, grazie ad una politica di drastiche riduzioni fiscali per tutte le aziende del territorio irlandese, arrivò anche l&#8217;età dell&#8217;oro. La cosiddetta &#8220;Tigre Celtica&#8221; era nata, le multinazionali americane di qualsiasi settore (informatico, finanziario, turistico, etc.) facevano a gara per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Questo articolo è stato recentemente pubblicato su<a href="http://www.reportonline.it/2009072018804/economia/archeologia-e-crisi-economica-la-fine-dell-eta-dell-oro-irlandese.html" target="_blank"> Report On Line</a>]</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1675" title="Ireland - tigre celtica" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/09/Tigre-Celtica.jpg" alt="Ireland - tigre celtica" width="118" height="94" />Con l&#8217;avvento del nuovo millennio, in Irlanda, grazie ad una politica di drastiche riduzioni fiscali per tutte le aziende del territorio irlandese, arrivò anche l&#8217;età dell&#8217;oro. La cosiddetta <strong>&#8220;Tigre Celtica</strong>&#8221; era nata, le multinazionali americane di qualsiasi settore (informatico, finanziario, turistico, etc.) facevano a gara per accapparrarsi uno stabile dove trasferire i propri uffici ed i lavoratori stranieri neo-assunti facevano la fila con curriculum in mano per riuscire ad affittare una stanza dove vivere (a prezzi vertiginosi e spesso in pessime condizioni).</p>
<p><strong>Dublino</strong> ha visto in pochi anni raddoppiare il numero di condomini, uffici, businness point, agenzie di lavoro, tram, mense e bar. Nacque in quel periodo la leggenda della città dove chiunque, ma proprio chiunque, avrebbe potuto trovare lavoro nel giro di poche ore, dalla mattina alla sera.</p>
<p>In tutto questo sconvolgimento, anche <strong>l&#8217;archeologia</strong> &#8211; cosa più unica che rara &#8211; ha subito una crescita esponenziale, di fondi e di scavi. Le aziende private di servizi archeologici aumentavano ogni anno, e queste, non riuscendo a far fronte agli scavi assumendo archeologi locali, si ritrovavano a dover<strong> </strong>reclutare lavoratori più o meno qualificati nei siti internet e forum di altre nazioni europee.</p>
<p>Per dare qualche cifra, alla fine di<strong> marzo 2002</strong>, il numero di archeologi formalmente occupati in tutta l&#8217;isola irlandese (compreso quindi anche il Nord Irlanda &#8211; formalmente parte del Regno Unito) era di circa <strong>650 persone</strong>. Un secondo sondaggio effettuato a metà del <strong>2007</strong>, rivelava che il numero di <strong>archeologi occupati </strong>nella sola Repubblica d&#8217;Irlanda<strong> era salito a 1709.</strong></p>
<p>Questa ascesa vertiginosa del settore archeologico era dovuta alla crescita del settore edilizio e quindi alla necessità di scavi di recupero.</p>
<p>E ora? Con la<strong> crisi economica</strong> il settore più colpito in Irlanda è proprio quello delle costruzioni, i proprietari hanno visto calare in pochi mesi il valore delle loro proprietà del 40%, le imprese di costruzioni più grosse sono sull&#8217;orlo del fallimento e, non riuscendo nemmeno a piazzare gli stabili già costruiti hanno congelato tutti i progetti per gli stabili in costruzione.</p>
<p>Nuovi dati statistici, pubblicati nello scorso giugno dall&#8217;IAI, l&#8217;Institute of Archaeologists of Ireland, mostrano come dai 1709 archeologi occupati nell&#8217;estate 2007 si sia <strong>scesi drasticamente a 516</strong> nel giugno 2008. Il calo prosegue ancora del 31% nel successivo semestre, arrivando ad un totale di <strong>248 archeologi occupati a gennaio 2009.</strong></p>
<p>Di tutti gli archeologi che lavoravano nella Repubblica d&#8217;Irlanda nel 2007, solo<strong> il 27%</strong> (ca. 500 su 1700) ha poi <strong>mantenuto il suo lavoro </strong>nel 2008. La perdita del lavoro ha colpito sia gli archeologi a contratto temporaneo (l&#8217;82% in meno rispetto al 2007) sia quelli a contratto permanente, anche grazie al sistema dell&#8217;autolicenziamento volontario.</p>
<p>Purtroppo le previsioni per il prossimo futuro sono ancora pessime, con il tracollo delle imprese costruttive non c&#8217;è più spazio e denaro per l&#8217;archeologia; non ci sono più opere in cantiere e questo, sempre secondo l&#8217;Institute of Archaeologists, porterà ad un<strong> ulteriore crisi del settore archeologico</strong> per tutto il corso del 2009.</p>
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		<title>Archeologos 2009: l&#8217;autunno trentino ricco di musica, teatro, mostre, escursioni comprende anche il prestigioso Meeting Annuale degli Archeologi Europei</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/archeologos-2009-autunno-trentino-ricco-di-musica-teatro-mostre-escursioni-comprende-anche-il-prestigioso-meeting-annuale-degli-archeologi-europei/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 06:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ARCHEOLOGIA PER TUTTI
Musica  e teatro, laboratori didattici, mostre e convegni specialistici per &#8216;estate-autunno 2009

Dai  concerti  sull’antica  strada della Tridentum romana ai laboratori per tutta la famiglia al Museo Retico di Sanzeno, dall’archeologia sperimentale all’area  di  Acqua Fredda al Passo del Redebus alla caccia al tesoro per i più  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">L&#8217;ARCHEOLOGIA PER TUTTI</h3>
<h4 style="text-align: center;">Musica  e teatro, laboratori didattici, mostre e convegni specialistici per &#8216;estate-autunno 2009</h4>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1525 aligncenter" title="ArcheoLogos 2009" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/07/ArcheoLogos-2009.jpg" alt="ArcheoLogos 2009" width="225" height="300" /></p>
<p>Dai <strong> concerti  sull’antica  strada della Tridentum romana</strong> ai laboratori per tutta la famiglia al <strong>Museo Retico di Sanzeno</strong>, dall’archeologia sperimentale all’area  di  Acqua Fredda al Passo del Redebus alla caccia al tesoro per i più  piccoli  presso  il  sito  delle  palafitte di Fiavè, sono <strong>numerose le iniziative</strong> curate  nel  corso  dell’estate  dal  Settore archeologia della Soprintendenza  per  i  Beni  librari  archivistici  e  archeologici  della Provincia  autonoma  di  Trento.  Tutti  gli appuntamenti sono ora raccolti nella pubblicazione “<em><strong>ArcheoLogos – parole sull’antico</strong></em>”.</p>
<p>Grazie al supporto e alla collaborazione di Comuni, Aziende per il Turismo, Enti e Associazioni che operano sul territorio, le iniziative costituiscono un’opportunità  per  <strong>approfondire</strong>,  divertendosi, la <strong>conoscenza del ricco e variegato  patrimonio  archeologico del Trentino</strong>. Ecco allora che le tracce del passato si intrecciano con il presente e diventano luoghi di incontro e svago  che  in  un’ambientazione  di  particolare fascino accolgono mostre, attività didattiche, concerti, spettacoli teatrali, conferenze.</p>
<p><em><strong>TRIDENTUM</strong></em></p>
<p>Di  grande  atmosfera  per il contesto che li ospita e per la bravura degli esecutori  sono  i <strong>tradizionali concerti di musica classica</strong> in programma al S.A.S.S.  il  10  e  il  18  luglio  nell’ambito dell’<em><strong>8° Festival Risonanze Armoniche</strong></em>.</p>
<p>Tridentum farà anche da sfondo alla <strong>trasposizione teatrale della vita  di Federico Halbherr</strong> che il 25 settembre sarà protagonista di “<em><strong>Kyrios Frederikos.  Un  archeologo  trentino  nei  labirinti  di  Creta</strong></em>”,  letture itineranti con il gruppo Emit Flesti al S.A.S.S. e all’area archeologica di Palazzo  Lodron.</p>
<p>Nel  corso  dell’autunno  verrà  inoltre  riproposto, in collaborazione  con  il  Museo  Diocesano  Tridentino,  “<em><strong>Alla  scoperta  di Tridentum.  La  città sotterranea</strong></em>”, l’itinerario archeologico nel centro di Trento, dal S.A.S.S.  a Porta Veronensis e alla Basilica Paleocristiana.</p>
<p><em><strong>MUSEO RETICO</strong></em></p>
<p>Il  <strong>Museo Retico &#8211; Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non</strong>, a Sanzeno, oltre all’interessante percorso espositivo che si snoda nel “<em>pozzo  del  temp</em>o”  e  alle  visite  guidate tematiche, offre interessanti laboratori  per  famiglie.</p>
<p>Il  28,  29  e  30  luglio  “<em><strong>Piccoli  e grandi archeologi  al  lavoro</strong></em>”  vedrà  i  partecipanti impegnati nella lavorazione della  ceramica  con  il  tornio,  del  ferro  e  del  vetro sotto la guida dell’archeotecnico Pino Pulitani, mentre il laboratorio di tessitura del 22 agosto  “<em><strong>Storia  di trame. Pratiche tessili nell&#8217;età del Ferro</strong></em>” sarà tenuto da Tiziana Aste.<br />
Prendono  invece  spunto  dalle  favole di Esopo “<em><strong>Animali da favola</strong></em>. “Se un capretto, un lupo e un leone…” divertenti spettacoli teatrali per bambini e ragazzi  con  il  gruppo Emit Flesti in scena al  museo il 25 luglio e il 4 settembre.</p>
<p>Per gli appassionati di musica l’appuntamento è il 4 agosto con “<em><strong>Suonatori  Erranti</strong></em>” melodie mediterranee, balcaniche, yiddish eseguite dal Gruppo  Caronte con jazz voice, violino, clarinetto, arpa, tastiera. Serata archeologica  il  19  agosto  con  “<em><strong>Squilli di guerra: il karnyx celtico di Sanzeno</strong></em>”  a  cura di Paolo Bellintani e Rosa Roncador che presenteranno una rara scoperta avvenuta proprio a Sanzeno.</p>
<p><em><strong>15° MEETING DELL&#8217;ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI ARCHEOLOGI</strong></em></p>
<p>E  sempre a Riva del Garda si terrà,<strong> dal 15 al 20 settembre</strong>, il 15° Meeting annuale  dell’<a href="http://www.e-a-a.org/" target="_blank"><strong>EAA  (European Association of Archaeologists)</strong></a>, l’Associazione Europea  degli Archeologi. Il prestigioso convegno, che porterà in Trentino alcune<strong> centinaia   di  archeologi</strong> (sono già quasi 500 gli iscritti) provenienti da numerosi paesi europei, ma anche da oltreoceano, è organizzato in collaborazione con il Comune di Riva del Garda, attraverso il Museo di Riva.</p>
<p>Si tratta di un evento di eccezione che offre una opportunità unica di incontro per lo scambio di idee e opinioni sulla pratica e la teoria della disciplina archeologica. Maggiori informazioni sul sito <a href="http://www.eaaitaly2009.com/" target="_blank">www.eaaitaly2009.com</a></p>
<p><em><strong>ACQUA FREDDA</strong></em></p>
<p>Spostandoci  in  un’altra  zona  del Trentino, tra l’Altopiano di Pinè e la Valle  dei Mocheni, al Passo del Redebus, si trova il sito di<strong> Acqua Fredda, una delle aree archeologiche musealizzate più alte d’Europa.</strong> Gli archeologi hanno  riportato  alla  luce una delle più <strong>importanti fonderie preistoriche della  tarda età del Bronzo</strong> (XIII-XI sec.a.C.) dell’intero arco alpino.</p>
<p>Nel corso dell’estate, proprio nel luogo dove i minerali di rame erano lavorati fin dai tempi più remoti, si potranno conoscere i <strong>segreti della lavorazione dei  metalli </strong> e vedere gli  archeotecnici<strong> realizzare dal vivo uno strumento in  metallo</strong> (il  31  luglio,  21  e  23  agosto,  27  settembre).</p>
<p>E ancora cimentarsi  in  prima  persona  nei laboratori a cura dei Servizi Educativi della   Soprintendenza   (3   luglio  e  11  settembre),  partecipare  all’ <strong>archeotrekking</strong> sulle  tracce della metallurgia preistorica (il 18 luglio e il 22 agosto) e assistere a “<em><strong>Incontro con il mito. Piè zoppi, man’ di fata. Le  meraviglie  di  Vulcano</strong></em>”,  un originale spettacolo teatrale interattivo dedicato  al mito di Vulcano (il 17 luglio, 7 agosto e 4 settembre).</p>
<p>Infine due  appuntamenti serali per chi desidera approfondire: il 4 agosto a  Palù del  Fersina,  presso l’Istituto Culturale Mocheno, Franco Marzatico  terrà un  incontro dal titolo “<em><strong>Dal minatore al metallurgo: i forni preistorici al passo  del  Redebus</strong></em>”,  mentre  il 20 agosto al Centro Congressi Pinè, Paolo Bellintani presenterà “<em><strong>Le vie dei metalli nella preistoria</strong></em>”.</p>
<p><em><strong>PALAFITTE DI FIAVE&#8217;</strong></em></p>
<p>Bambini  e  famiglie  saranno  protagonisti  anche  a Fiavè, dove presso il famoso  sito  delle  palafitte  torna  “<em><strong>Ma  come  facevano  a fare? Cerca e Ricerca,  Trova e Sperimenta</strong></em>”. Tre gli appuntamenti, il 14 luglio, 4 agosto e  1  settembre,  per  conoscere,  partecipando  ad un&#8217;avvincente caccia al tesoro  sulle  tracce  degli antichi palafitticoli di Fiavè, come vivevano, come si procacciavano il cibo e quali attività svolgevano i nostri antenati nella preistoria.</p>
<p><em><strong>DOSS CASTEL</strong></em><br />
Dedicato  alle  famiglie è anche il percorso della “<em><strong>Scuola del Bosco</strong></em>” a Fai della  Paganella.  Grazie  alla  collaborazione  degli  alunni della scuola primaria  di  Fai,  il  sentiero  che  dalla  località  Ori  porta  al sito archeologico sulla sommità del Doss Castel è stato corredato da originali e colorati  pannelli.  Pannello dopo pannello, la passeggiata si trasforma in racconto  per vivere un’insolita avventura, conoscere i segreti del bosco e scoprire  chi  erano  e  come  vivevano  i Reti, gli antichi e “misteriosi” abitanti di Doss Castel.</p>
<p><em><strong>MOSTRE</strong></em><br />
Non  mancano  suggerimenti  per  saperne di più sulla storia più antica del territorio  trentino con le visite al<strong> Centro Documentazione di Luserna</strong> dove la  Soprintendenza  ha  curato  gli  aspetti  archeologici della mostra “<em><strong>Il cacciatore  delle  Alpi  &#8211;  Da  predatore a gestore</strong></em>” e al <strong>Museo di Riva del Garda</strong> dove è in corso la mostra “<em><strong>Sulle antiche sponde. Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda</strong></em>”.</p>
<p><em><strong>MONTE SAN MARTINO</strong></em></p>
<p>Riprendono  nel  mese  di luglio le <strong>indagini archeologiche sul monte di san Martino</strong> a  Lundo, sulle creste che separano l’Altogarda dalle Giudicarie e il  Lomaso,  dove  si celano i <strong>ruderi di un antico castello</strong>, predisposto al tramonto  dell’impero  romano  e  dimenticato  dalla  storia.</p>
<p>L’attività di ricerca,  sostenuta  e  coordinata  della  Soprintendenza  e  dal Comune di Lomaso,  è riuscita a riportarne alla luce i tratti più significativi, voci di  un  tempo  lontano  e  segni  di passati poteri, civili e religiosi.</p>
<p><em><strong>INFORMAZIONI:</strong></em><br />
Provincia Autonoma di Trento<br />
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici<br />
Settore Beni archeologici<br />
Via Aosta, 1 &#8211; 38100 Trento<br />
Tel. 0461 492161   Fax 0461 492160<br />
e-mail  sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it<br />
<a href="www.trentinocultura.net/archeologia.asp">www.trentinocultura.net/archeologia.asp</a></p>
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		<title>La Luna sul Colosseo: vedere l&#8217;archeologia sotto una luce diversa</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 16:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Visite]]></category>
		<category><![CDATA[divus vespasianus]]></category>
		<category><![CDATA[estate archeologica]]></category>
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		<description><![CDATA[Una mongolfiera inonda di luce come la luna piena l&#8217;arena dell&#8217;anfiteatro più famoso del mondo. &#8220;La luna sul Colosseo &#8211; Notti Flavie&#8221; è solo una delle iniziative promosse dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma per promuovere il patrimonio archeologico della Capitale in questa estate 2009.

Il calendario è denso di eventi: dal 19 giugno al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una mongolfiera inonda di luce come la luna piena l&#8217;arena dell&#8217;anfiteatro più famoso del mondo. &#8220;<em><strong>La luna sul Colosseo &#8211; Notti Flavie</strong></em>&#8221; è solo una delle iniziative promosse dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma per promuovere il patrimonio archeologico della Capitale in questa estate 2009.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1501" title="La luna sul Colosseo" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/luna-colosseo.jpeg" alt="La luna sul Colosseo" width="200" height="165" /></p>
<p>Il calendario è denso di eventi: dal <strong>19 giugno al 30 settembre </strong>sono previste l&#8217;apertura straordinaria di aree finora chiuse del Foro, visite guidate notturne alla mostra<em> &#8220;Divus Vespasianus&#8221;</em>, che si sviluppa tra Colosseo e Fori, spettacoli serali ad ingresso gratuito nelle quattro sedi del Museo Nazionale Romano: Palazzo Altemps, Palazzo Massimo alle Terme, Terme di Diocleziano, Crypta Balbi.</p>
<p>In particolare &#8220;La luna sul Colosseo &#8211; notti flavie&#8221; consente di visitare l&#8217;anfiteatro e la mostra &#8220;Divus Vespasianus&#8221; allestita al suo interno in orario notturno, godendo quindi della suggestiva atmosfera che solo gli antichi monumenti possono ispirare.</p>
<p>La prenotazione è ovviamente obbligatoria, con biglietto a pagamento (15 euro adulti, 12 euro ridotto, gratis bambini sotto i 6 anni)</p>
<p>La manifestazione avrà luogo nei seguenti giorni:</p>
<p>- martedì 23, giovedì 25 e martedì 30 <strong>giugno</strong>;</p>
<p>- giovedì 2, martedì 7, giovedì 9, martedì 14, giovedì 16, martedì 21,giovedì 23, martedì 28 e giovedì 30 <strong>luglio</strong>;</p>
<p>- martedì 22, giovedì 24 e martedì 29 <strong>settembre</strong></p>
<ul></ul>
<p>Le visite guidate avranno il seguente orario:</p>
<p>- ore 20.45</p>
<p>- ore 21.00</p>
<p>- ore 21.15</p>
<p>- ore 21.30 (in inglese)</p>
<p>- ore 21.45</p>
<p>- ore 22.00</p>
<p>- ore 22.15</p>
<p>- ore 22.30 (in inglese)</p>
<p>- ore 22.45</p>
<p>- ore 23.00</p>
<ul></ul>
<p>&#8220;La Luna sul Colosseo -notti flavie&#8221; insieme alle altre manifestazioni dell&#8217;estate romana costituiscono senz&#8217;altro un&#8217;occasione di <strong>valorizzazione e promozione del nostro patrimonio archeologico nazionale</strong>, una risposta a quanti da più parti sostengono che il nostro Patrimonio sia mal gestito e mal valorizzato. Questa &#8220;estate archeologica&#8221; ha sicuramente il merito di avvicinare molti, turisti ma anche e soprattutto cittadini, alle meraviglie archeologiche della capitale e sicuramente riusciranno a trasmettere un po&#8217; di amore per le vestigia del nostro passato, necessario per poter continuare a conservarlo, a valorizzarlo e a promuoverlo.</p>
<p><em>Per il calendario completo di tutti gli eventi di &#8220;Archeologia d&#8217;estate&#8221; v.</em> <a href="http://archeoroma.beniculturali.it/it/mostre/archeologia_estate" target="_blank">http://archeoroma.beniculturali.it/it/mostre/archeologia_estate</a></p>
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		<title>Aperte le iscrizioni all&#8217;VIII Campagna di Scavo organizzata dal SIMA a Ventimiglia</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 12:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Epoca Romana]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 6 al 24 luglio 2009 si svolgerà a Ventimiglia (IM), presso l&#8217;area delle mura settentrionali della città romana di Albintimilium,  l&#8217;8a campagna di scavo archeologico.
Le indagini, iniziate alla fine degli anni ’80 del secolo scorso e riprese in modo continuativo solamente a partire dal 2002, hanno riportato in vista una consistente parte della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <strong>6 al 24 luglio 2009</strong> si svolgerà a <strong>Ventimiglia (IM)</strong>, presso l&#8217;area delle mura settentrionali della<strong> città romana di Albintimilium</strong>,  l&#8217;<strong>8a campagna di scavo archeologico</strong>.</p>
<p>Le indagini, iniziate alla fine degli anni ’80 del secolo scorso e riprese in modo continuativo solamente a partire dal 2002, hanno riportato in vista una <strong>consistente parte della cinta muraria.</strong> In aderenza al lato settentrionale delle mura, ad occidente dell’area di scavo, si è individuata una <strong>piccola necropoli </strong>con tombe di diversa tipologia, che presentavano ciascuna i resti di almeno due deposizioni. A sud della cinta muraria, sul lato orientale dell’area di scavo, è stata riscoperta la <strong>parte terminale di un cardine della città romana</strong>, settore caratterizzato dalla presenza di una serie di buche di scarico riempite con materiali di diversa tipologia (ceramica, vetro, bronzo ecc.). Nel corso della campagna di scavo del 2003 è stata inoltre individuata anche una <strong>piccola porta urbica</strong>, la cui presenza è da mettere in relazione al vicino castellum aquae ed ai probabili collegamenti con la retrostante Val Nervia, sede di funda agricoli e di agglomerati suburbani.</p>
<p>Lo scavo è inserito nell&#8217;ambito del Modulo 4 della <a href="http://www.iisl.it/sima/sima1.htm" target="_blank"><strong>Scuola Interdisciplinare delle Metodologie Archeologiche</strong></a>, Metodi e pratica dello scavo archeologico.</p>
<p><em>Per informazioni e iscrizioni: </em></p>
<p>Tel. 0184.263601</p>
<p>Sito: <a href="www.iisl.it " target="_blank">www.iisl.it </a></p>
<p>E-mail. corsisima@istitutostudi.191.it</p>
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		<title>I Bronzi per Riace… Parole e paroloni !</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 18:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucapagni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Epoca Romana]]></category>
		<category><![CDATA[FantArcheologia]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[I blog di Archeologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Mala Archeologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Bronzi]]></category>
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		<category><![CDATA[Ministero dei Beni culturali]]></category>
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		<category><![CDATA[Riace]]></category>

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		<description><![CDATA[La proloco &#8220;I Bronzi per Riace&#8221;, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace il 16 maggio 2009 a Riace Marina presso l&#8217;hotel Federica, in collaborazione con l&#8217;Università della Calabria  e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e della Regione Calabria.
Ho chiesto al Prof. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>proloco &#8220;I Bronzi per Riace&#8221;</strong>, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una<strong> giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace il 16 maggio 2009 </strong>a Riace Marina presso l&#8217;hotel Federica, in collaborazione con l&#8217;Università della Calabria  e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e della Regione Calabria.</p>
<p>Ho chiesto al <strong>Prof. Giuseppe Braghò</strong> di commentarci quanto emerso in questa prestigiosa sede, dopo la pubblicazione della sua ricerca-inchiesta con sui ha evidenziato e documentato molte criticità circa il possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace, per i quali gli ultimi Ministri per i Beni Culturali Rutelli e Bondi hanno enunciato l’impegno a verificare il da farsi per ridare integrità a questi beni culturali che sono anche patrimonio dell’umanità.</p>
<p>Caro Pagni, ho letto &#8211; tra il &#8220;materiale&#8221; partorito dal convegno di Riace &#8211; un esilarante articolo (Gazzetta del Sud) in cui tale Prof. Giuseppe Roma (o qualcosa di simile) ha pubblicamente dichiarato che i Bronzi sicuramente rappresentano Castore e Polluce e che gli stessi, ancora sicuramente, nella mano destra reggevano originariamente delle redini,  alle quali erano attaccati due cavalli.</p>
<p>Non intendo soffermarmi sulla bizzarria della seconda affermazione: al contrario, lancio un invito agli studenti (che frequentano il corso del docente UNICAL) di cambiarlo, se possibile.  Prendano loro &#8211; in seconda ipotesi &#8211; delle redini in mano: soltanto per trascinare altrove un asino come il saccente Prof.  Basterà d&#8217;altronde scorrere la pomposità del Curriculum Vitae dell&#8217;esimio relatore (specialmente soffermandosi sulla voce &#8220;Pubblicazioni&#8221;, le quali altre non sono che articoli ed articoletti ospitati su riviste e rivistine più o meno orfane di stima accreditata) per raccoglierne grandeur e preparazione specifica.</p>
<p>Si conosce, nel regesto ufficiale intorno alle due Statue, un solo altro esempio di pedanteria ilare, vezzosamente propinatoci dalla Brunilde Sismondo Ridgway, secondo la quale le magnifiche espressioni del periodo severo greco sono, nella squallida realtà, delle opere romane (!). L&#8217;archeologa nunziante, da allora, è universalmente riconosciuta come fantasiosa, e la gentilezza del termine è unicamente dovuta alla galanteria degli altri seri ricercatori. In tanti, e soltanto dopo la mia documentale inchiesta, si occupano ora dei Bronzi: ciò è positivo. Negativa è la maniera con la quale si disquisisce intorno ad essi.</p>
<p>Su Calabria Ora di ieri, domenica 24 maggio, si potrà leggere altra disquisizione di tale Danilo Franco, firmatosi senza qualifica professionale: potrebbe dunque essere fabbro, rigattiere, farmacista, botanico forse. Sono portato a ritenere il soggetto molto vicino all&#8217;ultima figura citata, trattando l&#8217;accaduto con ironia, che non fa male anche quando si toccano argomentazioni serie. Lo immagino dunque botanico poiché il noioso articolo può avelo scritto chi, con gramigne e carciofi, possiede familiarità.</p>
<p>La ricerca storiografica non è argomento da chiosco domenicale. Nessuno dei timorati convegnisti &#8211; oltre che il Danilo Franco &#8211; sostiene la via più consona per sciogliere i dubbi su origine e provenienza degli sventurati A e B: l&#8217;indagine della Magistratura e un futuro, approfondito scavo nell&#8217;area ri Agranci-Riace, misure da me più volte chieste al MIBAC. Spiego perché. Mariottini dice di aver visto per primo le statue. Crediamogli. Ancora, afferma che si trattava di &#8220;un gruppo&#8221;. Crediamogli. Continua, il sub capitolino, a narrare che al braccio sinistro di una di esse ha visto uno scudo. Crediamogli. Scrive nella denuncia, il fortunato pescatore, che le stesse sono differenti (e vistosamente) per postura, mostrandosi (una delle due)  con braccia aperte e gamba sopravanzante,espressione contrastante con la realtà espositiva presente presso il Museo di Reggio Calabria,mentre la seconda corrisponde alla descrizione. Crediamogli.</p>
<p>A questo punto, il passo che Magistratura e Carabinieri della Tutela dovrebbero fare è banale soltanto: costringere il &#8220;papà dei Bronzi&#8221; a dire la verità. Lo stesso, in note interviste, afferma di voler parlare &#8220;soltanto col Giudice o con i Carabinieri&#8221;. Evidentemente, sussisterà qualcosa di riservato, da non svelare ai giornalisti e al popolo, sovrano (sulla carta).</p>
<p>Cos&#8217;ha fatto il Magistrato inquirente di Locri? A quali risultati sono pervenuti i Carabinieri? Tre anni dopo la personale, meritoria (parole di Ministro peri Beni Culturali, e non di botanico o convegnista griffato) inchiesta giornalistica, evolutasi nel volume &#8220;Facce di Bronzo&#8221;, nulla è dato sapere. Troppo facile. Strano e improprio, inoltre, che i convegnisti di Riace o il Danilo Franco ignorino di supportare la necessità primaria di stringere la morsa attorno a un falso eroe, per sapere. Probabilmente non amano o non vogliono, farlo.</p>
<p>Mariottini, se fosse quell&#8217;onesto &#8220;volontario servitore del bene pubblico&#8221; che dice di essere, dovrebbe toglierli, i drappi oscuri della menzogna. Certo, svelare le infamie di chi lo ha protetto fino ad oggi è pesante, e tanto. Meno pesante, tuttavia, dell&#8217;ombra che il cittadino Giuseppe Braghò, con &#8220;carte alla mano&#8221;, ha per sempre proiettato su Stefano &amp; Co., lì dove Stefano sta per Mariottini e Co. sta per i noti personaggi istituzionali coinvolti nell&#8217;affaire Bronzi di Riace. Leggere, per credere. Dopo, e soltanto dopo, scrivere. O contestare, se possibile. Povera, poverissima Italia!</p>
<p>Cordialmente.</p>
<p>Prof. Giuseppe Braghò</p>
<p>P.S.: Ne autorizzo pubblicazione e divulgazione.</p>
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