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Il Comune di Palestrina e il Comitato “Villa di Adriano” sono lieti di presentare il primo appuntamento del ciclo di conferenze “ Palestrina. Mirabilia Urbis. Dissertazioni di archeologia, arte, architettura e letteratura”, evento patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Consiglio della Regione Lazio, dalla Provincia di Roma e dalla XI Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini.
L’iniziativa prevede 11 incontri che si svolgeranno di sabato mattina, da Febbraio a Giugno, in diverse sedi, a sottolineare la grande ricchezza culturale di Palestrina, segnando così una novità nella offerta culturale della città.
I temi affrontati avranno come comune denominatore Palestrina e spazieranno dall’archeologia alla storia dell’arte, dall’architettura alla letteratura. Illustri i relatori che interverranno. Siamo particolarmente onorati di poter ospitare grandi studiosi e accademici dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” e “Sapienza” tra cui la prof. arch. Nicoletta Marconi, il prof. Eugenio La Rocca, il dott. Pietro Zander e la dott.ssa Simona Turriziani studiosi operanti nella Fabbrica di San Pietro in Vaticano; la prof.ssa Arabella Cifani e il prof. Franco Monetti della Fondazione Accorsi di Torino.
La conferenza di apertura del ciclo si è tenuta sabato 27 febbraio alle ore 10.00 nella chiesa di Santa Maria in Villa, alla presenza del Sindaco di Palestrina Rodolfo Lena, con relatore il prof. Carlo Stefano Salerno, che ha illustrato gli studi fin’ora condotti sul prezioso affresco quattrocentesco della Madonna in Trono con Bambino, prestando attenzione particolare alle condizioni di degrado in cui versa.
Gli appuntamenti successivi vedranno gli interventi sabato 13 Marzo dell’arch. Raffaella Strati, funzionario della Soprintendenza ai Beni Architettonici del Lazio; sabato 27 Marzo della dott.ssa Alessandra Faini della Ales Arte; sabato 10 Aprile l’arch. Marina Magnani funzionario della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e l’ing. Emiliana Ciciotti Università “Tor Vergata”; il 17 aprile il prof. Marco Fabbri dell’università “Tor Vergata”.
Ringraziamo S.E. Mons. Domenico Sigalini per aver concesso di essere ospitati, per alcuni appuntamenti di “Palestrina. Mirabilia Urbis”, all’interno della chiesa di Sant’Egidio, parte del Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra.
Giunge alla quarta edizione “L’orizzonte sonoro del mondo antico: incontri di archeologia musicale”, iniziativa promossa dalla Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Conservatorio “F.A. Bonporti” e l’Archeoclub d’Italia–Sede di Trento. Coordinatore scientifico è Roberto Melini, docente di Archeologia musicale presso l’Università di Trento.
Gli incontri si tengono a Trento presso il S.A.S.S., lo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, sito simbolo della Tridentum romana che racchiude duemila anni di storia della città in una ambientazione di particolare fascino.
“L’orizzonte sonoro del mondo antico”, nato dal felice connubio tra archeologia e musica, è una sorta di viaggio alla scoperta delle radici della musica che si propone di illuminare aspetti inediti delle culture antiche e allo stesso tempo di comprendere meglio gli orizzonti artistici di oggi. Si tratta di un’iniziativa culturale che è andata sviluppandosi nel corso degli anni suscitando un interesse crescente. Numerosi gli studiosi coinvolti nelle scorse edizioni (nomi autorevoli, come quelli di Restani, Rocconi, Hagel, Castaldo, Bellia, Simini, Ciarlantini, Cassio oltre allo stesso Melini) e numeroso anche il pubblico dei non addetti ai lavori e degli appassionati che ha affollato le conferenze.
L’edizione 2010 si apre mercoledì 3 febbraio alle ore 17.30 e vede la partecipazione di Emiliano Li Castro, consulente musicale di Radio3 RAI, che affronterà il tema “Da Oriente a Occidente: rotte musicali e strumenti migranti”. Le affascinanti testimonianze archeologiche rinvenute in Puglia nell’VIII sec. a.C., in Etruria e in Magna Grecia tra il VII ed il III sec. a.C., saranno il filo conduttore di una indagine archeo-musicologica lungo complessi e antichi itinerari.
La seconda conferenza, a cura dell’etruscologo Maurizio Martinelli, si svolgerà mercoledì 17 marzo e avrà per titolo “La musica degli Etruschi, dallo strumento verso il suono“. Attraverso lo studio e l’analisi dell’iconografia, degli strumenti rinvenuti nel corso di scavi archeologici in Etruria e delle fonti letterarie antiche, emergono aspetti interessanti che permettono di rilevare come la musica -oltre che in contesti sacri- fosse utilizzata in ambiti profani, accompagnando spesso la quotidianità degli Etruschi.
La rassegna si chiude mercoledì 14 aprile con l’intervento di Umberto Pappalardo, professore all’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli che parlerà di “Archeologia dello spettacolo: i teatri dei Greci e dei Romani”. I teatri dell’antichità costituivano non solo una sorta di “salotto” della città, ma anche dei centri per la diffusione delle ideologie politiche. Quindi non solo espressione dell’architettura antica, ma anche della cultura letteraria. La storia del loro sviluppo architettonico va di pari passo con l’evoluzione della letteratura teatrale greca e romana (da Eschilo a Seneca), e con l’evoluzione dell’abbigliamento e delle maschere degli attori, senza dimenticare l’influsso della produzione letteraria sull’artigianato dell’epoca. Come sostengono i moderni drammaturghi, non vi è sentimento umano che non sia già stato elaborato ed inscenato dalla tragedia e dalla commedia greca, pertanto la cultura teatrale antica costituisce una preziosa introduzione alla cultura umanistica dell’Occidente.
La partecipazione agli incontri è libera e gratuita.
PROGRAMMA:
mercoledì 3 febbraio 2010, ore 17.30
DA ORIENTE A OCCIDENTE: ROTTE MUSICALI E STRUMENTI MIGRANTI
Emiliano Li Castro, consulente musicale di Radio3 RAI
mercoledì 17 marzo 2010, ore 17.30
LA MUSICA DEGLI ETRUSCHI, DALLO STRUMENTO VERSO IL SUONO
Maurizio Martinelli, Area Cultura Regione Toscana.
mercoledì 14 aprile 2010, ore 17.30
ARCHEOLOGIA DELLO SPETTACOLO: I TEATRI DEI GRECI E DEI ROMANI
Umberto Pappalardo, docente di Archeologia Greca e Romana presso
l’Università “Suor Orsola Benincasa”, Napoli.
Coordinatore scientifico Roberto Melini
INFORMAZIONI:
Provincia Autonoma di Trento
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici
Via Aosta, 1 – 38100 Trento
Tel. 0461 492161
Fax 0461 492160
E-mail: sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it
www.trentinocultura.net/archeologia.asp
Dopo l’apertura non-stop sotto Natale da lunedì al Museo torna l’orario ordinario.
In sole tre settimane di esposizione gli acroliti di Demetra e Kore (vedi articolo precedente)– i reperti del VI secolo a.C. restituiti dagli Usa alla Sicilia dopo 30 anni e per questo nuovo allestimento “vestiti” dalla stilista Marella Ferrera – hanno moltiplicato di oltre il 200 per cento l’afflusso di visitatori al Museo Regionale di Aidone, in provincia di Enna.
“Oltre 2 mila e 200 visitatori – spiega Beatrice Basile, Soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Enna, commentando i dati registrati dallo sbigliettamento – in appena tre settimane, e con le scuole chiuse per le vacanze di Natale, aggiungerei, a fronte di una media di un centinaio di presenze in analoghi periodi degli anni passati. Un risultato che sicuramente rallegrerà tutti coloro, in particolare le istituzioni regionali e gli amministratori locali, che hanno creduto in questa operazione del Ritorno delle Dee e che segna una netta inversione di tendenza rispetto al passato.
Mentre per la provincia di Enna, storicamente trascurata dai grandi flussi turistici nella stagione invernale, i numeri di questo Natale 2009 rappresentano un dato inequivocabile in termini di prospettive di rilancio occupazionale e dunque economico per tutto il territorio: abbiamo già numerose prenotazioni – aggiunge la Basile – di tour operator qualificati, fra questi il Touring Club, associazioni culturali e scolaresche che hanno pianificato visite guidate per i prossimi mesi primaverili. E molto ci attendiamo da un’adeguata promozione dell’offerta culturale della provincia di Enna nei luoghi deputati come le fiere internazionali del turismo. Il dato di queste prime settimane – conclude la Basile – ci appare infine tanto più significativo se teniamo conto della difficile situazione della viabilità interna della provincia ennese: una criticità che da sempre la penalizza in rapporto alle sue straordinarie potenzialità turistiche e che attende ancora un efficace intervento di risoluzione da parte delle autorità competenti”.
Gli oltre 2200 visitatori accorsi ad Aidone e censiti dalla biglietteria del museo e dell’area archeologica di Morgantina (il biglietto è unico) sono per lo più paganti: il biglietto costa 3 euro e gli ingressi gratuiti sono riservati a scolaresche, anziani, studiosi e bambini.
La restituzione di degli acròliti di Demetra e Kore è il primo passo di una serie di rientri che, nell’ambito del progetto “Morgantina 2009-2011. Il Ritorno delle Dee” vedranno in prossima battuta gli argenti di Eupolemo e la dea del Getty conosciuta come Venere di Morgantina.
INFO
Museo Archeologico di Aidone (En), Largo Trupia, tel. 0935-87.307
Orario: da martedì a sabato 9.00 – 18.00; 9-14 domenica
Biglietto: 3 euro, comprende anche l’ingresso al Parco Archeologico di Morgantina
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Un convegno in onore di Aldo Magris e Maurizio Pagano, per una riflessione sulle identità culturali d’oriente ed occidente
L’11 e 12 gennaio 2010 si terrà, a Trieste, un convegno di filosofia dal titolo “Il Sé – tra Oriente e Occidente”, organizzato dall’Università di Trieste.
L’evento intende festeggiare i 60 anni di due docenti che tanto hanno dato all’Ateneo triestino: Aldo Magris e Maurizio Pagano. Per l’occasione saranno invitati, in qualità di relatori, colleghi e amici provenienti da varie università italiane, tra cui Ugo Perone (Univ. Torino, Assessore alla Cultura, Provincia di Torino), Giuseppe Riconda e Claudio Ciancio (Univ. Torino e Univ. del Piemonte Orientale, rispettivamente, Presidente e Direttore del Centro studi filosofico-religioni “L. Pareyson”), Massimo Raveri (Univ. Venezia, Conseil Scientifique du Pôle Asie, Francia), Pier Aldo Rovatti (Univ. Trieste).
Questo incontro vuole offrire, da un lato, un momento di riflessione condivisa sui nodi centrali del dialogo filosofico che i due festeggiati intrattengono da più di un decennio, mettendo a confronto i temi di studio peculiari dell’uno e dell’altro (antichità classica, origini del cristianesimo e gnosticismo per Aldo Magris, filosofia tedesca, globalizzazione e inter-culture per Maurizio Pagano), dall’altro, intende portare all’attenzione del dibattito filosofico contemporaneo una panoramica d’ampio respiro sulle differenti prospettive che le principali culture d’Oriente e d’Occidente hanno sviluppato attorno alle tematiche del sé, dell’identità, dell’appartenenza: un tema oggi più che mai di costante attualità.
Senza una sicura conoscenza delle proprie radici culturali, della propria identità storica e filosofica, infatti, fallisce ogni tentativo di avvicinare in modo autentico e maturo l’“altro da sé”, l’erede di una storia e di una filosofia diverse ma parallele alle nostre, dando luogo ad atteggiamenti di contrapposizione piuttosto che di scambio dialettico, di esclusione piuttosto che di integrazione, di conflitto piuttosto che di dialogo. La comprensione dell’altro passa necessariamente dalla previa consapevolezza di sé. Solo in questa consapevolezza e comprensione, differenti prospettive apparentemente inconciliabili potranno invece intrecciarsi costruttivamente.
Tutte le informazioni relative al convegno si possono trovare ai siti:
http://ilsetraorienteeoccidente.wordpress.com/
http://www.divulgando.org/units2009/didatticodivulgative/dati/formazione/10.html
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Gli acroliti di Demetra e Kore, risalenti al V secolo a.C. e provenienti da scavi clandestini a Morgantina e finiti negli Usa, torneranno dopo 30 anni in Sicilia per essere esposti dal prossimo 13 dicembre nel Museo Archeologico di Aidone (Enna). Per l’occasione saranno “vestiti” dalla stilista Marella Ferrera.
Gli acroliti di Demetra e Kore sono ritenuti gli esemplari più antichi finora conosciuti di statue eseguite nella tecnica acrolitica, cioé con le estremità in marmo ed il corpo in terracotta o legno.
L’esposizione dei reperti – due teste di marmo di grandezza naturale, con occhi a mandorla privi di pupille – rientra nell’ambito di “Morgantina 2009-2011. Il ritorno delle dee”, un progetto coordinato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Enna su iniziativa dell’assessorato regionale per i Beni Culturali e Ambientali, che prevede la restituzione al museo da qui al 2011 di una serie di preziosi reperti provenienti da scavi clandestini nell’antica città di Morgantina e finiti nelle aste internazionali d’antiquariato, fra cui la Venere di Morgantina, tutt’ora esposta nel Paul Getty Museum, in California.

L’inaugurazione della mostra degli acroliti, su iniziativa dell’Assessorato Regionale per i Beni Culturali e Ambientali, sarà preceduta sabato 12 dicembre da un convegno di studi a carattere internazionale organizzato dalla Soprintendenza di Enna in collaborazione con la Provincia e l’Università Kore di Enna e con i Comuni di Aidone e Piazza Armerina. Interverranno, fra gli altri, gli archeologi Malcom Bell e Carla Antonaccio che dirigono a Morgantina gli scavi della missione statunitense, Clemente Marconi, professore della Columbia University, che per primo si è occupato dello studio degli acroliti, e Claudio Parisi Presicce, esperto di cultura greca.
Fonte:
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0 comments elisa | Comunicati stampa, Conferenze, Eventi, Mostre
L’Egitto porta bene, anzi benissimo. Se ne ha conferma al Buonconsiglio dove la mostra “Egitto mai visto. Collezioni inedite dal Museo Egizio di Torino e dal Castello del Buonconsiglio di Trento” ha già superato i 123 mila visitatori, “stracciando” il precedente record detenuto con 113mila presenze dalla splendida esposizione “Ori delle Alpi” allestita nel lontano 1997.

“Egitto mai visto” è dunque la mostra più visitata di tutti i tempi recenti al Castello del Buonconsiglio.Questo successo, davvero clamoroso, ha spinto Franco Marzatico, Direttore dei Castelli Provinciali, a proporre una proroga della mostra sino al 10 gennaio 2010. La proposta è stata accolta dall’Assessore Provinciale alla cultura Franco Panizza e dalla Soprintendenza peri beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie (da cui proviene gran parte dei prestiti).
Potremo così, afferma il direttore Marzatico, dare una risposta positiva ai gruppi e alle scolaresche in lista di attesa e consentire anche ai ritardatari di ammirare reperti affascinanti che restituiscono quel gusto per l’egittomania imperante nei salotti europei ottocenteschi.
Mentre si festeggia l’indubbio successo di questa mostra, Marzatico e la sua equipe sono già al lavoro per i due prossimi eventi: l’apertura il 17 aprile 2010 di Castel Thun, rarissimo esempio nell’arco alpino di castello ad aver conservato gli arredi originali, e la grande mostra “L’avventura del vetro” che racconterà, con pezzi sorprendenti provenienti da Venezia, dall’Africa, dall’America e naturalmente dai castelli del Trentino, la storia di questo meraviglioso materiale dal Rinascimento ad oggi, una storia che trova in Venezia il suo epicentro riconosciuto e nel Trentino una delle principali vie di transito e diffusione. I curatori sono, proprio in questi giorni, a caccia di un relitto, o meglio dei suoi tesori di vetro. Se sarà effettivamente assicurato alla mostra, si tratterà di una emozione imperdibile.
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La Sardegna protagonista del prossimo convegno dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria

Gli studi più recenti sul patrimonio delle antichità nell’isola, i dati emersi dagli ultimi scavi archeologici, le riflessioni sulle conoscenze già note alla luce delle più evolute tecniche di analisi partendo dal Paleolitico per arrivare fino all’età del Ferro: grande attesa per la prossima riunione scientifica dell’IIPP, l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, che quest’anno sarà ospitata tra Cagliari, Barumini e Sassari e avrà come tema la Sardegna.
La Riunione Scientifica, giunta alla sua 44°edizione, è promossa annualmente dall’IIPP, il più autorevole organo di studi sulla preistoria e sulla protostoria italiana con sede a Firenze.

Sei le giornate di studio, da lunedì 23 fino a sabato 28 novembre, ospitate a Cagliari, nella Cittadella dei Musei, con una trasferta a Barumini e una a Sassari. A organizzare la riunione sarà il CIPPM dell’Università di Cagliari (Centro Interdipartimentale per la Preistoria e Protostoria del Mediterraneo), diretto dalla prof. Giuseppa Tanda.
Tutte le attività saranno seguite da un comitato d’onore, costituito dagli studiosi Giovanni Lilliu, Ercole Contu, Enrico Atzeni e Raffaele De Marinis, oltre al comitato scientifico (Paola Basoli, Anna Depalmas, Maria Ausilia Fadda, Giovanni Floris, Fulvia Lo Schiavo, Carlo Luglié, Maria Grazia Melis, Alberto Moravetti, Vincenzo Santoni, Giuseppa Tanda, Giovanni Ugas).
Dieci le sessioni nel programma della Riunione: Paleolitico, Mesolitico e Neolitico, Eneolitico, Età del Bronzo, Età del Ferro, Arte, Uomo e Ambiente, Tecnologie e Risorse, Contatti e Scambi, Metodologie, con interventi a cura di studiosi sardi e in arrivo da Italia, Francia, Spagna, Inghilterra.

Gli interventi saranno pubblicati nel volume “Atti delle Riunioni Scientifiche”, la pubblicazione annuale dell’IIPP.
Spazio anche agli studiosi più giovani: il CIPPM selezionerà alcuni studenti universitari di Atenei italiani ed europei, a cui saranno destinate delle borse di studio per partecipare al convegno.
Info:
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0 comments elisa | Conferenze, Eventi, Preistoria, Protostoria
L’annuncio in anteprima era già stato dato al pubblico del VII Incontro Nazionale di Archeologia Viva lo scorso 1 marzo 2009. Ora Archeologiaviva.tv, il primo canale web interamente dedicato all’archeologia apre i battenti.
La rivista Archeologia viva ha fatto il salto, andando ad aggiudicarsi un posto importante nel panorama dei media: internet.
La nuova TV-on line inaugurerà il 20 ottobre 2009 alle ore 11.30 presso GIUNTI Editore (Firenze, via Bolognese 165): per la prima volta il passato dell’uomo, dalla preistoria al medioevo, potrà essere rivissuto “in diretta” in casa propria grazie ai migliori documentari, ai servizi sulle ultime scoperte, a news su mostre e convegni, e ad interviste a tema.
Archeologiaviva.tv è una realizzazione di Archeologia Viva (Giunti Editore) e Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico (Museo Civico di Rovereto).
All’evento interverranno:
Sergio Giunti – editore
Guglielmo Valduga – sindaco di Rovereto
Piero Pruneti – direttore Archeologia Viva
Franco Finotti – direttore Museo Civico Rovereto
Dario Di Blasi – direttore Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico.
Archeologiaviva.tv è già on line: http://www.archeologiaviva.tv/
0 comments marina lo blundo | Comunicati stampa, Eventi, Generale, Nuove Tecnologie
L’apertura del Complesso Monumentale “Villa di Adriano” ha riscosso un successo di pubblico veramente straordinario.
Sono state oltre quattrocento le persone che nelle prime tre giornate hanno visitato le cisterne, le imponenti sostruzioni e la chiesa di Santa Maria in villa con il suo affresco quattrocentesco.
Il sito ha suscitato la curiosità non solo fra le persone del posto, la maggioranza delle quali non immaginava lontanamente quale fosse la consistenza delle vestigia imperiali, ma anche dei numerosi turisti venuti da tutta Italia, oltre a numerose presenze straniere.
Nel ricordarvi le prossime aperture del sito, di sabato 17 dalle ore 19.00 alle ore 21.00 e delle domeniche del 18 e 25 ottobre dalle ore 9.00 alle 13.00, visto l’interesse suscitato si è deciso di prorogare la manifestazione anche nelle intere giornate di sabato 31 e domenica 1 novembre dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 14.30 alle 20.00.
0 comments Comitato Villa di Adriano | Comunicati stampa, Epoca Romana, Eventi, Visite
C’era una volta un insospettabile e distinto signore che viveva a Serrapetrona, piccolo paesino nella provincia di Macerata. Un giorno il distinto signore, che mai aveva permesso ad alcuno di entrare in casa propria, molto geloso delle sue cose, morì senza che nessuno lo sapesse. Quando finalmente, allarmati, i vicini fecero intervenire i carabinieri per scoprire cosa fosse successo, le Forze dell’Ordine, entrate in casa del distinto signore, trasecolarono alla vista di ciò che si presentò loro davanti: un vero e proprio museo di antichità, anzi, un cabinet des merveilles, data l’eterogeneità e la grande quantità di oggetti sistemati in apposite vetrine all’interno dell’abitazione.
E così Giorgio Recchi, anonimo e insospettabile cittadino di Serrapetrona ha rivelato, da morto, il suo segreto: una collezione di splendidi oggetti archeologici e paleontologici, raccolta per anni con gusto e fervore collezionistico, formata acquistando chiaramente sul mercato antiquario clandestino splendide vestigia del passato che ogni museo sognerebbe di avere. Giorgio Recchi collezionava per sé e per sé soltanto. Non permetteva ad alcuno di entrare in casa proprio per evitare delazioni – è illegale acquistare oggetti archeologici sul mercato antiquario se non sono accompagnati da un certificato che ne attesti la possibilità di essere venduti – e per evitare quindi che la sua collezione venisse acquisita in toto dallo Stato – come la legge, di fatto, prevede. Ma, ironia della sorte, il nostro collezionista muore e la sua collezione passa proprio in mano allo Stato. Le Istituzioni, Soprintendenza archeologica delle Marche innanzitutto, e il Comune di Serrapetrona, scorgono in questo insperato “tesoro” un’opportunità di sviluppo e di crescita culturale per il piccolo centro marchigiano.
Questo è ciò che è stato presentato sabato 26 settembre 2009 a Serrapetrona. Sono intervenuti a presentare al pubblico l’insperata scoperta e le prospettive future l’ispettore di Soprintendenza Mara Silvestrini, il paleontologo Umberto Nicosia e Nicoletta Frapiccini. Hanno celebrato il “tesoro” come un’opportunità unica per il paesino, mentre hanno solo vagamente accennato al fatto che si tratta del frutto di un’azione illecita perpetrata per anni ai danni del Patrimonio Culturale italiano e non solo. Troppo indulgenti, quando a proposito di Recchi dicono che era un collezionista amante del bello…
La Silvestrini ha insistito sul progetto di dotare Serrapetrona di un museo didattico a partire da questa collezione, che ammonta a ben 2500 pezzi divisibili in una sezione archeologica, una paleontologica e una numismatica.
La Frapiccini per parte sua espone solo alcuni tra i pezzi più significativi della collezione archeologica. Una collezione, che non è difficile dedurre, si è formata grazie a quella piaga sociale che è il mercato antiquario in cui affluiscono le ruberie degli scavi clandestini – quando addirittura non si tratta di furti su commissione. Tra i pezzi vengono presentati buccheri di VII-VI secolo a.C., anfore tetransate con motivi geometrici e pesci sovradipinti in rosso dell’Etruria Meridionale (VII secolo), un’olpe protocorinzia di officina greca forse addirittura attribuibile al pittore Vaticano 63 (630-610 a.C.), oltre a manufatti egizi in faïence e in bronzo raffiguranti Horus e Osiride. Non mancano gli specchi etruschi, uno splendido rhyton terminante a testa di cane, un piatto da pesce e alcuni vasi nello stile di Gnatia provenienti dall’Italia Meridionale. La collezione numismatica conta invece le emissioni di età imperiale: solo pochi imperatori mancano all’appello.
Si tratta di materiale stupendo, ben conservato e scelto, ma tuttavia fuori contesto, per cui manca ogni collegamento col territorio di provenienza ed è ormai irrimediabilmente perduta una parte importante di informazioni sul luogo di rinvenimento, sul proprietario in antico, sull’officina che l’aveva prodotto.
Umberto Nicosia, per parte sua, ha presentato invece la sezione paleontologica. Non si tratta di semplici resti fossili presi a caso, ma rispondenti, invece, ad un preciso progetto che mirava a riunire insieme tutta la storia dell’evoluzione, dai primi invertebrati fino ai piccoli dinosauri, ai primi uccelli e mammiferi. Un vero e proprio “Paese dei Balocchi” lo definisce Nicosia, proprio perché è la collezione ideale per chi vuole insegnare, e conoscere, la biodiversità. L’importanza didattica, e la sua unicità, viene più volte sottolineata. Alcuni tra i più fragili esemplari della collezione sono già stati sottoposti ad un intervento di restauro.
Quello di Recchi, viene infine ribadito, è un enorme patrimonio culturale recuperato alla fruizione pubblica.
Tutto è bene quel che finisce bene, insomma. Un insospettabile collezionista regala, suo malgrado, una collezione meravigliosa alle pubbliche Istituzioni, com’è giusto che sia, dato che fortunatamente in Italia la legge prevede che oggetti ritenuti di interesse culturale vengano acquisiti dallo Stato. Lo Stato riesce a recuperare una collezione privata e a trasformarla (almeno questo è il progetto) in un polo museale didattico che farà la fortuna di Serrapetrona, finora nota ai più principalmente per la sua vernaccia. Un’occasione per fare cultura, per insegnare ai ragazzi delle scuole, cui sicuramente la collezione paleontologica ispirerà non poca curiosità.
Marina Lo Blundo
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