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	<title>ArcheoBlog &#187; Etruschi</title>
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	<description>News di Archeologia</description>
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		<title>II campo internazionale di ricerca archeologica a Marsiliana d&#8217;Albegna</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 11:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Etruschi]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi]]></category>
		<category><![CDATA[campo scavo]]></category>
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		<category><![CDATA[scavo]]></category>

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		<description><![CDATA[PROGETTO MARSILIANA D’ALBEGNA (GROSSETO, TOSCANA) II CAMPO INTERNAZIONALE DI RICERCA ARCHEOLOGICA 30 agosto &#8211; 30 ottobre 2010 La campagna di ricerca prevede le seguenti attività: 1. Scavo nella necropoli di Macchiabuia, un nucleo funerario caratterizzato dalla presenza di tombe a fossa con circolo di pietre databili tra la fine dell’VIII e gli inizi del VII [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">PROGETTO MARSILIANA D’ALBEGNA (GROSSETO, TOSCANA)<br />
II CAMPO INTERNAZIONALE DI RICERCA ARCHEOLOGICA</h3>
<address style="text-align: center;">30 agosto  &#8211; 30 ottobre 2010</address>
<p>La campagna di ricerca prevede le seguenti attività:<br />
1. <strong>Scavo nella necropoli di Macchiabuia</strong>, un nucleo funerario caratterizzato dalla presenza di tombe a fossa con circolo di pietre databili tra la fine dell’VIII e gli inizi del VII secolo a.C.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/05/scavo1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2059" title="scavo marsiliana" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/05/scavo1.jpg" alt="" width="357" height="234" /></a></p>
<p>2. <strong>Scavo nella “Casa delle Anfore”</strong>, una residenza periferica con atrio centrale, datata tra l’ultimo quarto del VI e la fine del V secolo a.C. L’edificio, situato all’interno della Tenuta Corsini, ha un’estensione di 400 mq e si articola in almeno sei ambienti.</p>
<p>3. <strong>Ricerca di superficie all’interno della Tenuta Corsini</strong>: si procederà alla ripulitura e al rilievo di alcune tombe ancora non indagate e all’identificazione di nuovi siti per una più precisa definizione del tessuto abitativo e funerario di età etrusca.</p>
<p><strong> Quote di partecipazione:</strong><br />
1 settimana* &#8211; 160 Euro<br />
2 settimane* &#8211; 300 Euro<br />
3 settimane* &#8211; 450 Euro<br />
* Le iscrizioni saranno aperte fino a completamento dei posti disponibili e<br />
comunque non oltre il 31 luglio 2010.</p>
<p>Tessera associativa annuale (obbligatoria):<br />
25 Euro (socio ordinario)</p>
<p><strong>Servizi compresi:</strong><br />
• Alloggio presso l’Agriturismo “La Speranza” di Marsiliana d’Albegna (www.agriturismolasperanza.it), in appartamenti da 4/5 posti letto con<br />
biancheria ed asciugamani, cucina e bagno con doccia. Possibilità di stanza singola con supplemento. Piscina a disposizione dei partecipanti. Lo scavo sul sito della “Casa delle Anfore”. Lo scavo della tomba 2 nella necropoli di Macchiabuia.</p>
<p>•  Vitto con colazione e cena in appartamento e pranzo al sacco preparati autonomamente dai partecipanti con generi alimentari freschi e in scatola, forniti dall’organizzazione.</p>
<p>•  Trasferimenti in auto/minibus da e per i luoghi di attività, le escursioni e in orari prefissati per la stazione ferroviaria di Albinia (Orbetello).</p>
<p>•  Copertura assicurativa contro gli infortuni durante le attività, fornita con l’iscrizione all’Associazione Etruria Nova.</p>
<p>•  Attestato finale di partecipazione.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/05/scavo2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2060" title="scavo marsiliana" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/05/scavo2.jpg" alt="" width="357" height="234" /></a></p>
<p><strong> Servizi non compresi:</strong><br />
• Biglietti d’ingresso ai musei e alle aree archeologiche visitate in escursione.<br />
• Servizi extra in Agriturismo (campi da calcetto e tennis, sauna, L’Agriturismo “La Speranza” a Marsiliana d’Albegna.          Escursione al Museo Archeologico Nazionale di Vulci. lavanderia ed aria condizionata negli appartamenti).<br />
• Attività extra e comunque quanto non espressamente dichiarato nei ﻿﻿servizi compresi.</p>
<p><strong>Contatti per info ed iscrizioni: </strong></p>
<p>Associazione ETRURIA NOVA no profit &#8211; via A. Meucci, 63 &#8211; 50055 Lastra a Signa (FI)<br />
tel. +39 (0) 577 600917 &#8211; cell. +39 349 3613406</p>
<p>e-mail: etrurianova@gmail.com</p>
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		<title>Archeologia metropolitana a Genova</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etruschi]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Preistoria]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia metropolitana]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora pochi giorni per poter visitare la mostra &#8220;Archeologia Metropolitana&#8221; a Genova. Fino al 14 febbraio 2010, infatti, sarà allestita presso il Museo di Archeologia Ligure di Genova Pegli una piccola mostra dedicata ai risultati delle recenti indagini di archeologia urbana svoltesi a Genova in concomitanza con i lavori per le nuove stazioni della Metropolitana, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora pochi giorni per poter visitare la mostra &#8220;<strong>Archeologia Metropolitana</strong>&#8221; a Genova. Fino al <strong>14 febbraio 2010</strong>, infatti, sarà allestita presso il <strong>Museo di Archeologia Ligure di Genova Pegli</strong> una piccola mostra dedicata ai risultati delle recenti indagini di archeologia urbana svoltesi a Genova in concomitanza con i lavori per le nuove stazioni della Metropolitana, Brignole e Acquasola, sotto la direzione di Piera Melli e di Angiolo Del Lucchese della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria.</p>
<p>Già la realizzazione delle altre stazioni della metropolitana genovese erano state occasione, negli scorsi anni, di importanti scoperte archeologiche relative a tutte le epoche storiche della città, dalla Preistoria e dalla presenza Ligure nel territorio fino al tardo Medioevo. E già negli anni passati alcune delle scoperte più importanti erano state rese pubbliche: si ricorda ad esempio l&#8217;allestimento permanente, dal nome eloquente di ArcheoMetro, all&#8217;interno di una delle stazioni, quella di Darsena.</p>
<p>La mostra, nonostante sia di modeste dimensioni, ha però avuto l&#8217;opportuno risalto che merita grazie ad una recensione apparsa sul numero di gennaio 2010 della rivista Archeo: le scoperte effettuate sono infatti da ritenersi decisamente importanti, e gettano nuova luce sulla storia della frequentazione più antica della città, ma anche sulla sua storia un bel po&#8217; più recente, in età postmedievale.</p>
<p>Partendo dalla Preistoria, e in particolare dal <strong>Neolitico</strong>, importanti sono le <strong>indagini paleobotaniche</strong> condotte dagli esperti della Soprintendenza su rametti di frassino che hanno rivelato tracce di &#8220;<strong>scalvatura</strong>&#8220;, un&#8217;antica pratica che serviva per procurare foraggio agli ovini e ai caprini, gli animali maggiormente allevati in Liguria. Il rinvenimento di un muro di argine in pietre a secco, datato sulla base del contesto all&#8217;età del <strong>Bronzo Antico</strong> (un calco del quale è esposto in mostra) nella zona di Brignole testimonia, insieme ad altri reperti rinvenuti nell&#8217;area, la presenza di un insediamento a protezione del quale il muro stesso era posto. Quanto all&#8217;<strong>età del Ferro</strong>, epoca in cui Genova diviene un emporio commerciale (ancora si dibatte se si tratti di un emporio ligure oppure etrusco), è notevole, e importantissimo, il rinvenimento, nella zona dell&#8217;Acquasola, di un <strong>tumulo sepolcrale datato al VII-VI secolo a.C.</strong> La tomba, che non ha niente a che fare con i costumi sepolcrali dei Liguri, è da ritenersi l&#8217;estrema dimora di una fanciulla di probabile origine etrusca.</p>
<p>Dall&#8217;età preistorica e preromana il visitatore  deve fare un brusco salto temporale: al <strong>XVI secolo</strong> risale il Convento delle Brignoline, venuto alla luce nel corso degli scavi per la Stazione di Brignole, insieme a numerosi reperti in ceramica medievale e postmedievale, esposti in mostra. Lo scavo all&#8217;Acquasola è stato invece l&#8217;occasione per confermare l&#8217;origine del quartiere in età moderna, conosciuta finora solo attraverso le fonti archivistiche.</p>
<p><em>Info:</em></p>
<p><em><strong>Archeologia Metropolitana</strong></em></p>
<p><em>fino al 14 febbraio 2010</em></p>
<p><em>Museo di Archeologia Ligure, Genova Pegli</em></p>
<p><a href="http://www.archeologico.museidigenova.it"><em>www.archeologico.museidigenova.it</em></a><em> </em></p>
<p><em>orario: martedì-venerdì 9.00 &#8211; 19.00</em></p>
<p><em>sabato-domenica 10.00 -19.00</em></p>
<p><em>biglietto compreso nell&#8217;ingresso al Museo.</em></p>
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		<title>&#8220;Un Re, un Guerriero, un Eroe. La tomba 36 della necropoli sabina di Eretum&#8221; in mostra dal 7 novembre 2009</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/un-re-un-guerriero-un-eroe-la-tomba-36-della-necropoli-sabina-di-eretum-in-mostra-dal-7-novembre-2009/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 06:44:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etruschi]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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		<category><![CDATA[Scavi]]></category>
		<category><![CDATA[tomba 36 eretum]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Re, un Guerriero, un Eroe &#124; La tomba 36 della necropoli sabina di Eretum Fara in Sabina, Sala Monte Frumentario dal 7 novembre 2009 al 14 febbraio 2010 Sullo scorcio del VI secolo a.C., quando la cacciata dei re da Roma provocò gravi sconvolgimenti politici che portarono al crollo della supremazia della città, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Un Re, un Guerriero, un Eroe | La tomba 36 della necropoli sabina di Eretum</h3>
<address style="text-align: center;">Fara in Sabina, Sala Monte Frumentario<br />
<strong> dal 7 novembre 2009 al 14 febbraio 2010</strong></address>
<p style="text-align: left;">Sullo scorcio del <strong>VI secolo a.C.</strong>, quando la<strong> cacciata dei re da Roma</strong> provocò gravi sconvolgimenti politici che portarono al crollo della supremazia della città, per i centri della Sabina tiberina si aprirono nuove prospettive. Ad <strong>Eretum</strong>, stretta da secoli fra la spinta espansionistica romana e la potente città sabina di Cures, <strong>salì al potere un personaggio eccezionale</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1785" title="corredo tomba 36 eretum" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/11/corredo_g_02.jpg" alt="corredo tomba 36 eretum" width="392" height="510" /></p>
<p style="text-align: left;">La sua <strong>tomba</strong>, <strong>scoperta nel 2005</strong>, va contro tutte le tradizioni delle aristocrazie sabine: le<strong> dimensioni colossali</strong> – quattro vani per una sola persona -, i<strong> calderoni di bronzo</strong> allineati come in un santuario, l’uso di simboli regali arcaici e desueti come il<strong> carro da guerra e il trono</strong> a schienale ricurvo, la cremazione dei resti del defunto, sono tutti segni di un <strong>culto eroico</strong> a lui tributato al momento della morte.</p>
<p>La <strong>tomba 36 della necropoli di Colle del Forno</strong>, già al momento della sua individuazione tramite prospezioni geofisiche, è apparsa come una struttura eccezionale, in primo luogo per le sue dimensioni. In un panorama dominato da tombe di apparato modesto, con una sola piccola camera provvista di loculi sulle pareti, spesso reimpiegati più volte in modo da protrarne l’uso per diverse generazioni, l’immenso complesso formato da un <strong>enorme atrio scoperto</strong>, <strong>tre camere</strong>, e un <strong>corridoio d’accesso lungo più di 26 metri</strong>, rappresenta una anomalia che fu chiaramente cercata già fin dalla sua costruzione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1786" title="trono tomba 36 eretum" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/11/trono.jpg" alt="trono tomba 36 eretum" width="417" height="500" /></p>
<p>Lo scavo ha confermato pienamente la particolarità di questa tomba colossale, che fu concepita per <strong>ospitare le spoglie di una sola persona</strong>. Nella camera di fondo si apriva un solo loculo, che conteneva le ceneri del defunto, raccolte in una cassetta di legno, entro un <strong>panno ricamato d’oro</strong>; ai suoi lati, due calici già molto antichi al momento della morte del personaggio, evidentemente reliquie venerate di qualche antenato.</p>
<p>La grande camera conteneva solo il <strong>trono in terracotta e le armi del defunto</strong>; ai piedi del trono, un piccolo vaso votivo resta a testimonianza delle cerimonie svolte al momento della sepoltura. La camera sinistra conteneva un<strong> carro da guerra</strong>; i <strong>cavalli</strong> che lo avevano trainato furono sacrificati nell’atrio, e i loro corpi travolsero le cinque anfore in ceramica lì deposte: vasi apparentemente modesti, ma che in realtà dovevano avere un valore per il loro contenuto e per la provenienza di tre di queste da lontane terre del Mediterraneo orientale. Nella camera destra, una fila di grandi <strong>recipienti di bronzo</strong> conteneva ulteriori offerte alimentari al defunto. Un secondo trono in terracotta, sopra il tetto della tomba, ne segnalava la presenza ai posteri.</p>
<p>La tomba fu<strong> riaperta per un secondo defunto, una donna</strong>, deposta su un letto di legno lungo la parete destra della camera di fondo; questo intervento provocò il <strong>crollo del soffitto e di una parete della camera</strong>, che furono rappezzati in modo sommario. Nel corso dei lavori, gli oggetti contenuti nella camera di fondo e nell’atrio furono infranti e in parte dispersi.</p>
<p>Tutti gli aspetti della deposizione originaria costituiscono una deviazione esplicita dalle<strong> tradizioni funerarie delle aristocrazie sabine </strong>dell’epoca: la tomba individuale, l’incinerazione, la presenza di materiali di corredo, tra i quali oggetti ormai desueti, come il carro e il trono, quest’ultimo di un tipo riservato da generazioni solo a<strong> divinità, eroi e altri personaggi sovraumani</strong>.</p>
<p>Sono segnali degli <strong>onori inconsueti tributati al defunto</strong>, riconoscimento del ruolo che aveva ricoperto in vita: si tratta senz’altro di<strong> un sovrano</strong>, vissuto in un’epoca, la fine del VI secolo a.C., nella quale il crollo del sistema di alleanze su cui aveva poggiato la supremazia di Roma nella regione provocò un vuoto di potere propizio alla ricerca di nuovi assetti politici e istituzionali, talora sotto il segno di figure emergenti, che spesso paludano la novità del loro potere sotto il mantello di un recupero di tradizioni ancestrali. Quando questo<strong> re di Eretum</strong> venne a mancare, nessuno poteva ancora sapere che il suo successo sarebbe stato effimero, e la sua sepoltura assunse i toni di un rituale di culto eroico.</p>
<p><em>Enrico Benelli</em></p>
<p><em><a href="http://www.sabinideltevere.it/ita/2009/11/07/un-re-un-guerriero-un-eroe-la-tomba-36-della-necropoli-sabina-di-eretum/" target="_blank">http://www.sabinideltevere.it/ita/2009/11/07/un-re-un-guerriero-un-eroe-la-tomba-36-della-necropoli-sabina-di-eretum/</a></em></p>
<p><em>Info:</em><br />
<strong>Museo Archeologico di Fara Sabina</strong><br />
<a href="http://www.sabinideltevere.it" target="_blank">www.sabinideltevere.it</a></p>
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		<title>&#8220;L&#8217;occhio dell&#8217;archeologo. Ranuccio Bianchi Bandinelli nella Siena del primo &#8217;900&#8243;: Siena dedica una mostra ad un suo illustre cittadino</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/occhio-archeologo-ranuccio-bianchi-bandinelli-nella-siena-del-primo-900-siena-dedica-una-mostra-ad-un-suo-illustre-cittadino/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2009/occhio-archeologo-ranuccio-bianchi-bandinelli-nella-siena-del-primo-900-siena-dedica-una-mostra-ad-un-suo-illustre-cittadino/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 18:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Etruschi]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>

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		<description><![CDATA[Siena dedica una mostra a Ranuccio Bianchi Bandinelli, uno dei padri dell’archeologia italiana. Gli addetti ai lavori, archeologi e storici dell’arte, gli studenti di archeologia, ma anche i semplici appassionati sicuramente conoscono l’opera di quest’archeologo e posseggono qualche suo fondamentale volume nella propria libreria (come Introduzione all’archeologia, oppure L’arte romana nel centro del potere). Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siena dedica una mostra a Ranuccio Bianchi Bandinelli, uno dei padri dell’archeologia italiana. Gli addetti ai lavori, archeologi e storici dell’arte, gli studenti di archeologia, ma anche i semplici appassionati sicuramente conoscono l’opera di quest’archeologo e posseggono qualche suo fondamentale volume nella propria libreria (come <em>Introduzione all’archeologia</em>, oppure <em>L’arte romana nel centro del potere</em>). Per tutti gli altri la lacuna può essere colmata dalla mostra “<strong>L’occhio dell’archeologo. Ranuccio Bianchi Bandinelli nella Siena del primo ‘900</strong>”, allestita nel <strong>Complesso Museale Santa Maria della Scala</strong> fino al 5 luglio 2009. Essa ha infatti sicuramente il merito di far conoscere al grande pubblico questa figura di insigne archeologo, di farla uscire dall’ambito accademico e di renderla perciò più popolare.</p>
<p>La mostra, curata da <strong>Marcello Barbanera</strong>, che su Bianchi Bandinelli ha realizzato più di una pubblicazione (ad esempio <em>Ranuccio Bianchi Bandinelli. Biografia ed epistolario di un grande archeologo</em>, 2003), vuole mettere in luce in particolare il rapporto del grande studioso con la sua città, Siena appunto. Si tratta di un’immagine di vita privata dell’archeologo – l’ “occhio” è quello con cui Bianchi Bandinelli guardava alla Siena del suo tempo – ma anche di una pagina di storia dell’archeologia, in quanto si pone l’accento sulle prime ricerche archeologiche da lui compiute in terra senese nel campo dell’etruscologia e sul suo impegno per la realizzazione di un museo archeologico della città.</p>
<p>Studioso “moderno” rispetto alla tendenza del suo tempo, già negli anni ’20 vedeva nella figura dell’archeologo la necessità di essere un “<em>trasmettitore di cultura</em>” nei confronti del pubblico e quanto alla ricerca scientifica, poneva l’accento sull’importanza non del singolo oggetto, ma dell’oggetto in riferimento al contesto di rinvenimento. Un concetto, questo, che se ormai è dato per scontato nella moderna ricerca archeologica, agli inizi del Novecento non era per nulla chiaro alla mente di molti studiosi.</p>
<p>La tesi di laurea di Bianchi Bandinelli si pone come momento fondamentale non solo della vita dell’archeologo – grazie ad essa egli si impone all’attenzione della comunità scientifica del tempo – ma pone le basi di un nuovo modo di affrontare gli studi etruscologici, ovvero su base topografica, stilando una sorta di Carta Archeologica del territorio di Chiusi. Le sue ricerche sono non a caso considerate pionieristiche, ed hanno contribuito a stabilire dei punti fermi nella topografia etrusca e nella comprensione dei fenomeni storici e artistici dell’antico territorio, dando al contempo dei risultati straordinari. Non è da sottovalutare il supporto datogli dall’appassionato e collezionista Emilio Bonci Casuccini, un uomo che, a detta dello stesso Bianchi Bandinelli “<em>voleva piantare vitigni laddove sperava ci fossero tombe</em>”. </p>
<p>Ad illustrare il percorso, una serie di urne cinerarie da Chiusi e altri reperti (buccheri, una testa di canopo, la testa del cd. PseudoSeneca) rinvenuti nel corso delle ricerche fatte da Bianchi Bandinelli.</p>
<p>Con la visita alla mostra, non si perda l’occasione di visitare il <strong>Museo Archeologico di Siena</strong>, allestito nei sotterranei del Complesso Museale Santa Maria della Scala: in un’atmosfera davvero suggestiva, data dai cunicoli scavati nel tufo in cui si sviluppa l’allestimento, sono esposti i reperti archeologici più significativi della lunga storia di questa parte della Toscana, dall’età Villanoviana alla tarda romanità, e inoltre sono ospitate le donazioni dei principali collezionisti senesi, come lo stesso Emilio Bonci Casuccini, amico di Ranuccio Bianchi Bandinelli.</p>
<p>Marina Lo Blundo</p>
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		<title>Aperte le iscrizioni per partecipare alla VII Campagna di Scavo nel sito etrusco di Marsiliana d&#8217;Albegna</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/aperte-le-iscrizioni-per-partecipare-alla-vii-campagna-di-scavo-nel-sito-etrusco-di-marsiliana-dalbegna/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 11:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Scavi]]></category>
		<category><![CDATA[campo scavo]]></category>
		<category><![CDATA[università siena]]></category>

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		<description><![CDATA[Su segnalazione del dott. Carmine Sanchirico dell&#8217;Università degli Studi di Siena, informiamo che sono aperte le iscrizioni alla campagna di scavo di Marsiliana d&#8217;Albegna: Progetto Marsiliana d’Albegna: Settima Campagna di Ricerca (31/08/2009-30/10/2009) Dal 31/08 al 30/10/2009 riprendono le attività di ricerca archeologica nel centro etrusco di Marsiliana d’Albegna (Manciano, GR), con la direzione della Soprintendenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su segnalazione del dott. Carmine Sanchirico dell&#8217;Università degli Studi di Siena, informiamo che sono aperte le iscrizioni alla campagna di scavo di Marsiliana d&#8217;Albegna:</p>
<h3 style="text-align: center;">Progetto Marsiliana d’Albegna: Settima Campagna di Ricerca</h3>
<address style="text-align: center;"> (31/08/2009-30/10/2009)</address>
<address style="text-align: center;"> </address>
<address style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1378" title="Marsiliana d'Albegna" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/05/marsiliana.jpg" alt="Marsiliana d'Albegna" width="464" height="310" /></address>
<p>Dal <strong>31/08 al 30/10/2009</strong> riprendono le attività di ricerca archeologica nel <strong>centro etrusco di <a href="http://www.archeo.unisi.it/ricerchearcheo/ricerche13.html" target="_blank">Marsiliana d’Albegna </a>(Manciano, GR)</strong>, con la direzione della <strong>Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana</strong>, in collaborazione con il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’<strong>Università degli Studi di Siena </strong>(Insegnamento e Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche, diretto da Andrea Zifferero) ed<strong> Etruria Nova</strong>, associazione no profit.</p>
<p>Avviato nel 2002, il Progetto Marsiliana d’Albegna ha contribuito alla riscoperta dell’<strong>importante centro protostorico ed etrusco</strong>, già noto per le ricche ed estese <strong>necropoli orientalizzanti</strong> scavate dal principe Tommaso Corsini agli inizi del Novecento.</p>
<p>La <strong>Campagna di Ricerca 2009</strong> prevede le seguenti attività:</p>
<p>1. <strong>scavo di un sito produttivo etrusco (fornace?)</strong> localizzato presso il fiume Albegna.  Si tratta di un consistente <strong>affioramento di anfore da trasporto</strong> di età arcaica e da scarti di produzione,  contiguo ad un edificio che ha restituito bucchero, ceramica d’impasto e ceramica etrusco-corinzia;</p>
<p>2. <strong>prosecuzione dello scavo nella “Casa delle Anfore”</strong>, una residenza periferica con atrio centrale, datata tra l’<strong>ultimo quarto del VI e la fine del V secolo a.C</strong>. L’edificio, situato all’interno della Tenuta Corsini, ha un’estensione di 400 mq e si articola in almeno sei ambienti, dei quali soltanto due esplorati finora;</p>
<p>3.<strong> prosecuzione della ricerca di superficie</strong> all’interno della Tenuta Corsini: si procederà alla ripulitura e al rilievo di alcune <strong>tombe ancora non indagate </strong>e all’identificazione di nuovi siti per una più precisa definizione del tessuto abitativo e funerario di età etrusca.</p>
<p><em>CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE:</em></p>
<p>Le attività sul campo e in laboratorio comportano un impegno settimanale di <strong>40 ore</strong>, certificate da un attestato valido per il <strong>rilascio dei crediti formativi</strong> (universitari e per Istituti scolastici superiori). Sono previsti, inoltre, <strong>laboratori pomeridiani sullo studio dell’epigrafia e della ceramica etrusca</strong>, sull’elaborazione informatica dei dati, sulla <strong>metodologia di scavo;</strong> nel fine settimana sono previste <strong>escursioni ai principali siti</strong> e musei dell’Etruria meridionale.</p>
<p>Tutti gli aspetti organizzativi e logistici sono a cura di Etruria Nova no profit: ai partecipanti è richiesta la certificazione della vaccinazione antitetanica e la quota di iscrizione annuale all’associazione, comprensiva di assicurazione. La quota di partecipazione è di <strong><span style="text-decoration: line-through;">185 Euro </span>80 Euro per una settimana, <span style="text-decoration: line-through;">350 Euro</span> 150 Euro per due settimane, <span style="text-decoration: line-through;">515 Euro </span>200 Euro per tre settimane</strong>.   La quota comprende <strong>vitto e alloggio completo</strong>, trasferimenti in auto, attività di laboratorio ed escursioni.I partecipanti sono alloggiati nell’agriturismo La Speranza di Marsiliana d’Albegna, in appartamenti da 4 e 5 posti letto, con cucina e bagno indipendenti, aria condizionata e riscaldamento e avranno a disposizione piscina e campo da calcetto.</p>
<p>La partecipazione all’attività di ricerca è aperta a <strong>studenti di archeologia e a volontari,</strong> purché maggiorenni.<br />
<em><br />
AGGIORNAMENTO 11 GIUGNO:</em></p>
<p>Sono <strong>variate le quote per l&#8217;iscrizione</strong> alla prossima campagna di ricerca a Marsiliana. Grazie ad uno sponsor inaspettato sono state abbassare drasticamente le quote.</p>
<p><strong>1 settimana 80 euro</strong> + tessera associazione (20 euro)<br />
<strong>2 settimane 150 euro</strong> + tessera associazione (20 euro)<br />
<strong>3 settimane 200 euro </strong>+ tessera associazione (20 euro)</p>
<p><em>CONTATTI PER INFORMAZIONI</em>:</p>
<p>prof. Andrea Zifferero<br />
tel. 0577/233659 (diretto)<br />
E-mail:  marsiliana@unisi.it</p>
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		<title>ArcheoloGITE Bolognesi 2009, fino al solstizio d&#8217;estate incontri sul &#8220;cielo degli antichi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 10:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Provincia di Bologna e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell&#8217;Emilia-Romagna propongono la seconda edizione delle ArcheoloGITE Bolognesi che si terranno dalla metà di aprile a giugno 2009. Visto che nel 2009 si festeggia l&#8217;Anno Internazionale dell&#8217;Astronomia, il tema scelto per questa seconda edizione delle nostre &#8220;gite archeologiche&#8221; è il cielo degli antichi nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Provincia di Bologna</strong> e la <strong>Soprintendenza per i Beni Archeologici dell&#8217;Emilia-Romagna</strong> propongono la seconda edizione delle <strong>ArcheoloGITE Bolognesi </strong>che si terranno dalla metà di aprile a giugno 2009.<br />
Visto che nel 2009 si festeggia l&#8217;<a href="http://www.astronomy2009.it/" target="_blank">Anno Internazionale dell&#8217;Astronomia</a>, il tema scelto per questa seconda edizione delle nostre &#8220;gite archeologiche&#8221; è <strong>il cielo degli antichi </strong>nei suoi molteplici aspetti, <strong>gli astri, il tempo, lo spazio</strong>.<img class="aligncenter size-full wp-image-1372" title="Disco di Nebra" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/05/disco.jpg" alt="Disco di Nebra" width="300" height="289" /><br />
Nell’anno dell’astronomia ArcheoloGITE 2009 propone dunque vari itinerari attraverso i <strong>musei e le aree archeologiche del territorio bolognese,</strong> che consentano un approccio leggero ma meditato alle diverse problematiche legate alla <strong>lettura del cielo degli antichi</strong>, supportate dalle importanti conferenze introduttive, presso il Dipartimento di Archeologia e il Museo Civico di Bologna, sulle specifiche tematiche dell’<strong>astronomia, del mondo etrusco e romano</strong>.<br />
L&#8217;iniziativa di Marzabotto chiuderà, nella suggestiva <strong>notte del solstizio d’estate</strong>, l’avventura attraverso i cieli di ArcheoloGITE 2009.</p>
<p><em>PROSSIMI APPUNTAMENTI:</em></p>
<p>giovedì 21 maggio, ore 16,30<br />
BOLOGNA, Museo Civico Archeologico, Sala del Risorgimento<br />
<strong>IL CIELO DEGLI ETRUSCHI<br />
Conferenza di Luigi Malnati</strong></p>
<p>giovedì 28 maggio, ore 17<br />
BOLOGNA, Museo Civico Archeologico, Sala del Risorgimento<br />
<strong>MISURAZIONE E RAPPRESENTAZIONE DI SPAZIO E TEMPO NEL MONDO ROMANO<br />
Conferenza di Emanuela Ercolani Cocchi</strong></p>
<p>sabato 30 maggio, ore 20<br />
OZZANO DELL&#8217;EMILIA (BO), Area archeologica di Claterna, in località Maggio, presso la cosiddetta &#8220;Casa Gialla&#8221;<br />
<strong> CLATERNA TRA LE STELLE</strong><br />
Visione guidata del cielo mediante puntatore laser</p>
<p>martedì 2 giugno, dalle ore 10,30<br />
LOIANO e MONTERENZIO (BO), Palazzo Loup e Museo Archeologico &#8220;L. Fantini&#8221;<br />
<strong>OSSERVAZIONI ASTRONOMICHE E INSEDIAMENTI ARCHEOLOGICI: GLI ETRUSCHI E I CELTI DI MONTE BIBELE<br />
Conferenze di Antonio Gottarelli e Daniele Vitali</strong> e visita guidata a Monte Bibele</p>
<p>martedì 16 giugno, ore 21<br />
VILLANOVA DI CASTENASO, MUV &#8211; Museo della civiltà Villanoviana<br />
<strong>L&#8217;UOMO E IL COSMO<br />
Conferenza di Fabrizio Bònoli</strong></p>
<p>sabato 20 giugno, dalle ore 16,30<br />
MARZABOTTO (BO), Museo Nazionale Etrusco &#8220;Pompeo Aria&#8221; e area archeologica di Marzabotto<br />
<strong>LE STELLE SULLA CITTA&#8217; ANTICA. VIAGGIO TRA TERRA E CIELO<br />
Rappresentazione in costume, visita guidata e osservazione della volta celeste</strong></p>
<p><em>INFO E PROGRAMMA UFFICIALE:</em></p>
<p><a href="http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/archeologite_bolognesi_09.htm" target="_blank">http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/archeologite_bolognesi_09.htm</a><strong><br />
</strong></p>
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