<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ArcheoBlog &#187; Età Moderna</title>
	<atom:link href="http://archeoblog.net/category/eta-moderna/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://archeoblog.net</link>
	<description>News di Archeologia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 06:31:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Comunicare la Scienza attraverso la Storia: &#8220;Galileo. Immagini dell&#8217;Universo dall&#8217;Antichità al telescopio</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/comunicare-la-scienza-attraverso-la-storia-galileo-immagini-delluniverso-dallantichita-al-telescopio/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2009/comunicare-la-scienza-attraverso-la-storia-galileo-immagini-delluniverso-dallantichita-al-telescopio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 09:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Età Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Visite]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[galileo]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://archeoblog.net/?p=1498</guid>
		<description><![CDATA[Comunicare la scienza attraverso la storia. Potrebbe essere questo lo slogan della mostra &#8220;Galileo. Immagini dell&#8217;Universo dall&#8217;Antichità al telescopio&#8221; Palazzo Strozzi, Firenze, fino al 30 agosto 2009. Nell&#8217;anno dell&#8217;Astronomia, celebrato perché giusto 400 anni fa Galileo inventava il canocchiale, Firenze dedica allo scienziato toscano una mostra sull&#8217;astronomia, dalle origini ai giorni nostri, prendendo le mosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Comunicare la scienza attraverso la storia.</strong></p>
<p>Potrebbe essere questo lo slogan della mostra <strong> </strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>&#8220;Galileo. Immagini dell&#8217;Universo dall&#8217;Antichità al telescopio&#8221;</strong></h3>
<address style="text-align: center;">Palazzo Strozzi, Firenze, fino al 30 agosto 2009.</address>
<p>Nell&#8217;anno dell&#8217;Astronomia, celebrato perché giusto 400 anni fa Galileo inventava il canocchiale, Firenze dedica allo scienziato toscano una <strong>mostra sull&#8217;astronomia, dalle origini ai giorni nostri,</strong> prendendo le mosse dalle culle delle civiltà, Mesopotamia ed Egitto, per salire a Roma, all&#8217;Islam, al Medioevo, al Seicento della Rivoluzione Scientifica e all&#8217;eredità di Galileo fino a noi.</p>
<p>Il percorso, storico e scientifico allo stesso tempo, è illustrato perciò da testimonianze delle concezioni astronomiche dei popoli antichi.</p>
<p>In<strong> Mesopotamia</strong> per primi si accorsero dell&#8217;importanza e della necessità di scandire il tempo, di misurarlo, e al tempo stesso di interrogare gli astri per organizzare il lavoro sulla terra in funzione del cielo. Si fondono e si confondono scienza e religione: il sole diventa un dio cui il re deve rendere conto (una tavoletta in calcare proveniente dall&#8217;Iraq e datata al IX secolo a.C. mostra proprio un re al cospetto del dio Sole in trono); in <strong>Egitto</strong> la dea Nut (rappresentata frontale nel coperchio di un sarcofago del 740-700 a.C) è la dea del cielo, collegata al Sole e al suo coclo quotidiano di alba e tramonto. D&#8217;altronde sono proprio gli Egizi che inventano l&#8217;anno, così come racconta Erodoto.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1504" title="Galileo. Immagini dell'Universo dall'Antichità al telescopio " src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/galileo-mostra.jpg" alt="Galileo. Immagini dell'Universo dall'Antichità al telescopio " width="500" height="317" /></p>
<p>Con i <strong>Greci</strong> facciamo un passo in avanti. Se da un lato abbiamo gli dei, il carro del Sole e della Luna e i miti che cercano di spiegare il perché e il percome del Cosmo, dall&#8217;altro abbiamo i filosofi (i pitagorici, ad esempio) che disegnano un cosmo perfettamente organizzato e ordinato secondo precisi rapporti numerici. Ai Greci si deve l&#8217;intuizione della Terra rotonda e i calcoli di misurazione di essa.  In mostra è esposta la ricostruzione di uno degli oggetti più discussi e controversi che sia mai stato rinvenuto: il <strong>meccanismo di Antikythera</strong>, un complesso strumento di misurazione che doveva essere in grado di calcolare equinozi, eclissi, fasi lunari, la posizione del sole e dei pianeti. L&#8217;originale fu rinvenuto a bordo del relitto di Antikythera, naufragato intorno al 70 a.C. famoso per aver restituito anche la famosa statua bronzea dell&#8217;Efebo di Antikythera, esposto al Museo Archeologico Nazionale di Atene.</p>
<p>In <strong>Roma</strong> accanto alla ricerca astronomica si diffonde con crescente importanza lo zodiaco,  usato anche come strumento di propaganda imperiale.</p>
<p>La mostra prosegue poi con la spiegazione della concezione astronomica dell&#8217;<strong>Islam</strong>, un&#8217;astronomia matematica, basata su osservazioni sistematiche, calcoli e previsioni, quindi con l&#8217;Astronomia nel <strong>Medioevo</strong>, dove accanto agli strumenti di misurazione si diffondono iconografie e simbologie che tendono in qualche modo a cristianizzare il Cosmo. Esemplare è un arazzo da Toledo, in cui sono personificate le scienze, tra le quali l&#8217;Astronomia ha un ruolo non secondario, mentre nel centro campeggia un&#8217;immagine del cosmo secondo le concezioni medievali.</p>
<p>E&#8217; con il Seicento, con <strong>Galileo</strong>, che avviene una vera rivoluzione nel campo dell&#8217;astronomia. Costretto ad abiurare le scoperte fatte col suo canocchiale, Galileo non riceverà in vita i giusti onori per le sue intuizioni. Ma l&#8217;eredità da lui lasciata ha gettato le basi dell&#8217;astronomia moderna, dal canocchiale si è passati al telescopio, dalla comprensione del funzionamento del sistema solare, oggi si cercano nuovi sistemi solari a zonzo nell&#8217;infinità dell&#8217;Universo.</p>
<p>Il percorso espositivo è concepito in chiave storica. Paradossalmente a Galileo, fulcro dell&#8217;esposizione, è riservata una sola sala di tutta l&#8217;intera mostra. L&#8217;astronomia ci viene spiegata attraverso i passaggi graduali che gli astronomi di ogni tempo hanno fatto, ogni piccola cosa che ci viene mostrata costituisce una grande conquista che a loro tempo questi uomini fecero. Con l&#8217;aiuto anche di installazioni multimediali ci viene spiegato il contesto culturale in cui tali scoperte furono fatte, in cui tali concezioni si svilupparono.</p>
<p>Una mostra accessibile a tutti (come per tutte le mostre di Palazzo Strozzi è studiato un percorso appositamente per i bambini) e con la possibilità di una visita in notturna: il giovedì sera l&#8217;esposizione tiene aperti i battenti fino alle 23.</p>
<p>Per info su orari e biglietto v. <a href="http://www.galileofirenze.it/index.jsp" target="_blank">http://www.galileofirenze.it/index.jsp</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://archeoblog.net/2009/comunicare-la-scienza-attraverso-la-storia-galileo-immagini-delluniverso-dallantichita-al-telescopio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Terzo Festival Internazionale della Maiolica ligure</title>
		<link>http://archeoblog.net/2008/terzo-festival-internazionale-della-maiolica-ligure/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2008/terzo-festival-internazionale-della-maiolica-ligure/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 12:22:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Età Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Liguria]]></category>
		<category><![CDATA[Maiolica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://archeoblog.net/2008/terzo-festival-internazionale-della-maiolica-ligure/</guid>
		<description><![CDATA[Si celebra in Liguria, a partire dal 19 aprile 2008, la maiolica ligure, la ceramica bianco-blu che caratterizzò le produzioni di vasellame dei secoli XVII-XVIII tanto che è tuttora ritenuta un ottimo indicatore archeologico, fossile-guida sugli scavi post-medievali. Il Festival si articola in una serie di manifestazioni e di mostre che si svilupperanno tra Genova, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si celebra in Liguria, a partire dal 19 aprile 2008, la maiolica ligure, la ceramica bianco-blu che caratterizzò le produzioni di vasellame  dei secoli XVII-XVIII tanto che è tuttora ritenuta un ottimo indicatore archeologico, fossile-guida sugli scavi post-medievali.</p>
<p>Il Festival si articola in una serie di manifestazioni e di mostre che si svilupperanno tra Genova, Albisola e Savona, ovvero i tre principali centri produttori di maiolica bianco-blu, fino alla fine dell&#8217;estate. Tra le manifestazioni principali si segnala la mostra allestita presso il Museo di Sant&#8217;Agostino a Genova e a Savona presso la Pinacoteca Civica &#8220;Azulejos = Laggioni, ceramica per l&#8217;architettura in Liguria da XIV al XVI secolo&#8221; (fino al 2 settembre), e il convegno dal titolo &#8220;Il servizio da tavola: fonti archivistiche e cultura materiale&#8221;, che si terrà a Savona presso il Museo Archeologico &#8211; fortezza del Priamar &#8211; il 23 aprile. Inoltre sarà possibile percorrere alcuni &#8220;itinerari&#8221; della maiolica ligure, attraverso la visita alle collezioni del Museo Archeologico di Savona (presso il complesso monumentale del Priamar) e dei Musei di Strada Nuova a Genova (Via Garibaldi).</p>
<p>La maiolica ligure si afferma  nel XVI secolo quando, grazie all’ottima qualità degli impasti, alla brillantezza degli smalti e alla finezza dei decori, diviene oggetto di una vastissima diffusione che comprende non solo i paesi europei, ma anche il Nuovo Mondo. Dalle manifatture di Albisola, di Savona e di Genova escono i grandi servizi da tavola per le corti e per le famiglie aristocratiche d’Europa, i monumentali vasi da farmacia e gli oggetti d’arredo per le dimore nobiliari. Questa produzione, sempre di elevato livello, prosegue nel Settecento con sempre nuove varietà e decori. Innumerevoli sono le tracce di questa grande produzione artistica in campo ceramico, rappresentate da collezioni pubbliche e private, rivestimenti parietali e pavimentali di edifici storici, opere in parchi, ville, giardini e passeggiate, arredi urbani, studi e case d’artista, e dalla presenza di strumentazioni di lavoro di rilevante interesse per la storia della tecnica e per la scienza, veri e propri reperti di archeologia industriale.</p>
<p>Info: <a href="http://www.festivaldellamaiolica.it/festival.html" title="Link Esterno" target="_blank">http://www.festivaldellamaiolica.it/festival.html</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://archeoblog.net/2008/terzo-festival-internazionale-della-maiolica-ligure/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un &#8220;giallo&#8221; lungo due secoli: è questa la soluzione definitiva?</title>
		<link>http://archeoblog.net/2008/un-giallo-lungo-due-secoli-e-questa-la-soluzione-definitiva/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2008/un-giallo-lungo-due-secoli-e-questa-la-soluzione-definitiva/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 12:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Età Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[avvelenamento]]></category>
		<category><![CDATA[Napoleone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://archeoblog.net/2008/un-giallo-lungo-due-secoli-e-questa-la-soluzione-definitiva/</guid>
		<description><![CDATA[Il più grande stratega della storia, a quanto pare, non fu avvelenato a Sant&#8217;Elena: di chi stiamo parlando? Senz&#8217;altro di Napoleone Bonaparte. E&#8217; questa la soluzione (definitiva?) di uno dei più appassionanti «gialli» della storia. A quanto pare, dopo il meticoloso esame condotto dalle sezioni dell&#8217;Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) di Milano-Bicocca e Pavia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il più grande stratega della storia, a quanto pare, non fu avvelenato a Sant&#8217;Elena: di chi stiamo parlando? Senz&#8217;altro di Napoleone Bonaparte. E&#8217; questa la soluzione (definitiva?) di uno dei più appassionanti «gialli» della storia.</p>
<p>A quanto pare, dopo il meticoloso esame condotto dalle sezioni dell&#8217;Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) di <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2008/02/Pavia-Napoleone-non-avvelenato.shtml?uuid=43853a56-d8b3-11dc-bf0d-00000e251029&amp;DocRulesView=Libero#" target="_blank">Milano-Bicocca e Pavia</a>, in collaborazione con le rispettive università, gli analisti hanno utilizzato il piccolo reattore nucleare dedicato esclusivamente alla ricerca dell&#8217;ateneo di Pavia, mettendo in campo tecniche messe a punto per un esperimento in preparazione ai Laboratori nazionali del Gran Sasso.</p>
<p>La ricerca è stata compiuta su diversi tipi di capelli, a cominciare da quelli prelevati da Bonaparte fanciullo in Corsica, durante il suo esilio nell&#8217;Isola d&#8217;Elba, nell&#8217;isola di Sant&#8217;Elena il giorno della sua morte (5 maggio 1821) e in quello successivo. Assieme a questi, sono stati utilizzati capelli prelevati dal Re di Roma (il figlio di Napoleone) negli anni 1812, 1816, 1821, 1826 e altri prelevati all&#8217;Imperatrice Josephine alla sua morte nel 1814. Assieme a questi capelli «storici», si sono esaminati, per comparazione, anche dieci capelli di persone attualmente viventi. I capelli sono stati inseriti in capsule e quindi inseriti nel reattore nucleare di Pavia. La tecnica usata è quella della «attivazione neutronica» che ha due enormi vantaggi: da un lato non è distruttiva e dall&#8217;altro permette di ottenere risultati di grandissima precisione anche su campioni di piccolissima massa. La presenza di arsenico è stata in effetti riscontrata in tutti i capelli esaminati: ma i test hanno riservato alcune sorprese.La prima, è che il livello di arsenico presente in tutti i capelli di due secoli fa supera di ben due ordini di grandezza (cioè cento volte) il valore medio riscontrato nei capelli odierni. I capelli dell&#8217;Imperatore, infatti, presentavano un valore medio di presenza dell&#8217;arsenico attorno a dieci parti per milione, mentre i capelli dei nostri contemporanei raggiungevano un valore attorno al decimo di parte per milione.In altre parole, l&#8217;ambiente nel quale erano immerse le persone agli inizi dell&#8217;Ottocento portava evidentemente alla ingestione di quantità di arsenico che oggi riterremmo pericolose. La seconda sorpresa riguarda la differenza della concentrazione di arsenico tra il Napoleone ragazzo e i suoi ultimi giorni a Sant&#8217;Elena. Per i tossicologi è evidente che non si può parlare in questo caso di avvelenamento, ma di un costante assorbimento dell&#8217;arsenico. La risoluzione di un giallo: sarà definitiva?</p>
<p><em>azor </em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://archeoblog.net/2008/un-giallo-lungo-due-secoli-e-questa-la-soluzione-definitiva/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Luci dell&#8217;Arte &#8211; La Roma Imperiale illuminata dagli artisti moderni</title>
		<link>http://archeoblog.net/2007/luci-dellarte-la-roma-imperiale-illuminata-dagli-artisti-moderni/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2007/luci-dellarte-la-roma-imperiale-illuminata-dagli-artisti-moderni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2007 14:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arjuna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Epoca Romana]]></category>
		<category><![CDATA[Età Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Visite]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://archeoblog.net/2007/luci-dellarte-la-roma-imperiale-illuminata-dagli-artisti-moderni/</guid>
		<description><![CDATA[Sette artisti italiani illumineranno la Roma sotterranea. Dal 24 novembre torna nella Capitale &#8221;Luci dell&#8217;Arte&#8221;. Quindici appuntamenti, fino al 16 marzo prossimo, tra i luoghi piu&#8217; segreti della Citta&#8217; Eterna illuminati dai video di artisti italiani delle ultime generazioni. Promosso dall&#8217;assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma, il progetto permette all&#8217;archeologia e all&#8217;arte contemporanea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em><span class="testopiccolo">Sette artisti italiani illumineranno la Roma sotterranea.<br />
Dal 24 novembre torna nella Capitale &#8221;<strong>Luci dell&#8217;Arte</strong>&#8221;. </span></em><br />
<span class="testopiccolo"></span></p>
<p><span class="testopiccolo"> <strong><br />
Quindici appuntamenti</strong>, fino al 16 marzo prossimo, tra i luoghi piu&#8217; segreti della Citta&#8217; Eterna illuminati dai video di artisti italiani delle ultime generazioni. Promosso dall&#8217;<em>assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma</em>, il progetto permette <em>all&#8217;archeologia e all&#8217;arte contemporanea di incontrarsi in ambienti carichi di storia</em>: <strong>stadi, caserme, dimore popolari e residenze patrizie</strong>, per raccontare i diversi aspetti della vita quotidiana nella Roma Imperiale e, allo stesso tempo, per dare vita ad un originale dialogo tra tradizione e modernita&#8217;.</span></p>
<p>Gli artisti protagonisti dalla manifestazione saranno <em>Stefano Cagol, Paolo Chiasera, Marzia Migliora, Diego Perrone, Riccardo Previdi, Nico Vascellari e Zimmerfrei</em>. I primi appuntamenti sono in calendario per questo fine settimana: <strong>sabato 24 novembre Paolo Chiasera illuminera&#8217; San Crisogono</strong>, mentre il <strong>25 <a href="http://www.museodellemuraroma.it/mostre_ed_eventi/eventi/le_luci_dell_arte" title="Link Esterno" target="_blank">ZimmerFrei sara&#8217; al Museo delle Mura</a></strong>. Le visite guidate, su prenotazione, avranno luogo dalle 10 alle 12, ogni mezz&#8217;ora per gruppi di 20 persone. Per informazioni e prenotazioni: <strong>06 45491290, 339   7430267</strong> (dal lunedi&#8217; al venerdi&#8217;, dalle 10 alle 13). Per il   calendario degli appuntamenti: <a href="http://www.zetema.it/mostre_ed_eventi/eventi" title="Link Esterno" target="_blank">www.zetema.it</a>.</p>
<p><em>Fonte:<br />
<a href="http://www.ansa.it/turismolazio/" title="Link Esterno" target="_blank">http://www.ansa.it/turismolazio/</a></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://archeoblog.net/2007/luci-dellarte-la-roma-imperiale-illuminata-dagli-artisti-moderni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Chiozzino di Ferrara. Scavo di un’area ai margini della città.</title>
		<link>http://archeoblog.net/2007/il-chiozzino-di-ferrara-scavo-di-un%e2%80%99area-ai-margini-della-citta/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2007/il-chiozzino-di-ferrara-scavo-di-un%e2%80%99area-ai-margini-della-citta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 11:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arjuna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Età Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://archeoblog.net/2007/02/16/il-chiozzino-di-ferrara-scavo-di-un%e2%80%99area-ai-margini-della-citta/</guid>
		<description><![CDATA[[Ferrara] &#8211; Archeologia in Residence. La singolare esposizione presenta, sul luogo stesso del rinvenimento, una selezione dei materiali recuperati nel corso dello scavo archeologico preliminare alla costruzione del Residence &#8220;Il Chiozzino&#8221;. Le indagini archeologiche hanno portato in luce un imponente scarico di ceramiche e di scarti di lavorazione riferibili ad un’officina attiva attorno al XVII [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2007/02/chiozzino.gif" title="Chiozzino Ferrara" alt="Chiozzino Ferrara" align="right" />[Ferrara] &#8211; <strong>Archeologia in Residence</strong>. La singolare esposizione presenta, sul luogo stesso del rinvenimento, una selezione dei materiali recuperati nel corso dello scavo archeologico preliminare alla costruzione del Residence &#8220;Il Chiozzino&#8221;. Le indagini archeologiche hanno portato in luce un imponente scarico di ceramiche e di scarti di lavorazione riferibili ad un’officina attiva attorno al XVII secolo. <span id="more-50"></span>Accanto a questa testimonianza sono stati rinvenuti altri indizi che indicano la presenza di ulteriori attività, come la lavorazione dei metalli, testimoniata dalla presenza di numerosi crogioli, e di bottoni in osso, documentati da parti di ossa animali da cui venivano ritagliati. L’esistenza di un congegno in vetro che faceva parte di un telaio ci indica come nell’area fosse probabilmente presente un filatoio. Di notevole interesse risulta inoltre il rinvenimento di un gettone o tessera mercantile utilizzata come lasciapassare.</p>
<p><a href="http://www.residence.ferrara.it/scavi/index_ita.htm" title="Link Esterno" target="_blank">Sito web del residence</a><br />
<a href="http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/chiozzino_fe/chiozzino_97.htm" title="Link Esterno" target="_blank">Pagina Ufficiale</a><br />
<strong>Data Fine:</strong>  31/12/2010<br />
<strong>Costo del biglietto:</strong>   gratuito<br />
<strong>Prenotazione:</strong>  Nessuna prenotazione<br />
<strong>Città:</strong> Ferrara<br />
<strong>Luogo:</strong> Residence “Il Chiozzino”<br />
<strong>Indirizzo:</strong> Via Piangipane n. 14<br />
<strong>Provincia:</strong> Ferrara<br />
<strong>Regione:</strong> Emilia Romagna<br />
<strong>Orario:</strong> dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19 – sabato dalle 9 alle 13<br />
<strong>Telefono:</strong> 0532.977601<br />
<strong>Fax:</strong> 0532.977641<br />
<strong>E-mail:   </strong> <a href="mailto:info@sintecoresidenze.it">info@sintecoresidenze.it</a><br />
<strong>Sito Web:   </strong> <a href="http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/chiozzino_fe/chiozzino_97.htm" title="link esterno">http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/chiozzino_fe/chiozzino_97.htm</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://archeoblog.net/2007/il-chiozzino-di-ferrara-scavo-di-un%e2%80%99area-ai-margini-della-citta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
