<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>ArcheoBlog &#187; Estero</title>
	<atom:link href="http://archeoblog.net/category/estero/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://archeoblog.net</link>
	<description>News di Archeologia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Sep 2010 06:31:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Scoperto un sito precolombiano nella Guyana Francese</title>
		<link>http://archeoblog.net/2010/scoperto-un-sito-precolombiano-nella-guyana-francese/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2010/scoperto-un-sito-precolombiano-nella-guyana-francese/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 22:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://archeoblog.net/?p=2010</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; stata resa nota da pochi giorni sul sito web dell&#8217;INRAP, l&#8216;Institut National des Recherches Arqueologiques Preventives, la scoperta di un abitato precolombiano lungo la costa della Guyana Francese, nel Sudamerica. L&#8217;INRAP ha infatti identificato negli anni vestigia attribuibili a popolazioni precolombiane amerindie che avrebbero vissuto tra il XIII e il XVI secolo. La scoperta era attesa: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata resa nota da pochi giorni sul sito web dell&#8217;<a href="http://www.inrap.fr/archeologie-preventive/p-7-Accueil.htm" target="_blank">INRAP</a>, l<em>&#8216;Institut National des Recherches Arqueologiques Preventives</em>, la scoperta di un <strong>abitato precolombiano lungo la costa della Guyana Francese</strong>, nel Sudamerica. L&#8217;INRAP ha infatti identificato negli anni vestigia attribuibili a <strong>popolazioni precolombiane amerindie che avrebbero vissuto tra il XIII e il XVI secolo</strong>. La scoperta era attesa: fin dal 1988 infatti gli archeologi avevano individuato nell&#8217;area un altro importante sito precolombiano. Si sono così susseguite le normali indagini di archeologia &#8220;leggera&#8221; le ultime delle quali, nel 2009, hanno aperto la via ad uno scavo archeologico.</p>
<div id="attachment_2013" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><img class="size-full wp-image-2013" title="sito_precolombiano_inrap" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/sito_precolombiano_inrap.jpg" alt="Immagine dello scavo - Fonte INRAP" width="420" height="279" /><p class="wp-caption-text">Immagine dello scavo - Fonte INRAP</p></div>
<p>La costa della Guyana francese è un susseguirsi di collinette sabbiose che, lunghe parecchi km, indicano lo spostamento della linea di costa nel tempo. L&#8217;ambiente costiero era piuttosto acquitrinoso, per cui le popolazioni precolombiane prime e coloniali poi privilegiarono queste alture per stabilirvi i loro abitati. Il sito appena scoperto di Sainte-Agathe sorge proprio su una di queste collinette.</p>
<p>Obiettivo dello scavo archeologico è stato quello di individuare le aree di attività dello spazio abitato, obiettivo che però è stato raggiunto solo in parte, a causa di recenti lavori condotti nella zona con mezzi meccanici che hanno in parte compromesso la stratificazione: le strutture archeologiche sono infatti molto mal conservate. Uniche tracce comprensibili sono quelle lasciate dalle concentrazioni di materiale ceramico, sparso su tutta la sommità della collinetta. Proprio in base alla distribuzione spaziale, sperano gli archeologi, sarà possibile dedurre le differenti aree di attività analizzando i reperti.</p>
<p>Le prime datazioni radiometriche effettuate parrebbero indicare un&#8217;occupazione del sito tutto sommato recente, dagli inizi del XIV secolo della nostra era fino al XVIII secolo. Queste datazioni, unitamente ai dati forniti dalla ceramica, sono in accordo con altre datazioni per altri siti della regione.</p>
<p>Il rinvenimento di questo sito, e il prosieguo nel futuro degli scavi archeologici, permetteranno di meglio comprendere le dinamiche del popolamento del litorale della Cayenna francese in epoca precolombiana, sul quale si hanno ancora poche conoscenze.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://archeoblog.net/2010/scoperto-un-sito-precolombiano-nella-guyana-francese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Iscrizioni aperte fino al 15 maggio per il programma 2010 dell&#8217;Irish Archaeological Field School</title>
		<link>http://archeoblog.net/2010/iscrizioni-aperte-fino-al-15-maggio-per-il-programma-2010-dellirish-archaeological-field-school/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2010/iscrizioni-aperte-fino-al-15-maggio-per-il-programma-2010-dellirish-archaeological-field-school/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 12:49:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi]]></category>
		<category><![CDATA[metodologie archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[ireland]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://archeoblog.net/?p=1961</guid>
		<description><![CDATA[IRISH ARCHAEOLOGICAL FIELD SCHOOL apre le iscrizioni al programma di ricerca 2010. PROGRAMMA 2010 L&#8217;obiettivo della scuola è quello di fornire a studenti, ma anche a chiunque sia interessato all&#8217;archeologia ed all&#8217;antropologia, un&#8217;esperienza pratica sul campo all&#8217;interno di un progetto di ricerca. Lo scavo e la ricerca sono condotti da un gruppo di archeologi altamente qualificati usando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IRISH ARCHAEOLOGICAL FIELD SCHOOL</strong> apre le iscrizioni al programma di ricerca 2010.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/iafs.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-1964" title="iafs" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/iafs.gif" alt="" width="500" height="69" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROGRAMMA 2010</strong></p>
<p>L&#8217;obiettivo della scuola è quello di <strong>fornire a studenti</strong>, ma anche a chiunque sia interessato all&#8217;archeologia ed all&#8217;antropologia, un&#8217;<strong>esperienza pratica sul campo</strong> all&#8217;interno di un progetto di ricerca.</p>
<p>Lo scavo e la ricerca sono condotti da un <strong>gruppo di archeologi altamente qualificati</strong> usando le più moderne e sofisticate tecnologie e tecniche, tra le quali <strong>GPS, rilievo topografico, indagini geofisiche, rilievo fotogrammetrico</strong> e molto altro.</p>
<p>Oltre allo scavo archeologico offriamo ai partecipanti un intenso programma di attività, tra cui <strong>tour di siti storici</strong>, ma anche folcklore, ricostruzioni, <strong>rievocazioni storiche, corsi di lingua, musica</strong>, gastronomia e molto altro ancora.<br />
Offriamo inoltre un modulo di una giornata per studenti di lingua non inglese come introduzione al progetto di scavo della IAFS e alla <strong>terminologia tecnica</strong> inglese usata in archeologia.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/IAFS-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1965" title="IAFS scavo" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/IAFS-1.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p><strong><em> Dove:</em></strong><br />
Il programma di ricerca per la Irish Archaeological Field School 2010 ha come obiettivo lo scavo archeologico di <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hill_of_Tara" target="_blank">Rath Maeve sulla Hill of Tara</a></strong>, dell’ abbazia <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bective_Abbey" target="_blank">di </a><strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bective_Abbey" target="_blank">Bective</a></strong>, di <strong>Rossnaree</strong> e di <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Newgrange" target="_blank">Newgrange</a></strong> nella contea di Meath.</p>
<p><strong><em> Quando:</em></strong><br />
Il programma si svolgerà per 12 settimane dal <strong>7 giugno al 27 agosto 2010.</strong></p>
<p><strong><em> Responsabili del progetto:</em></strong><br />
• Dr Matthew Stout, Lecturer in the Department of History, St. Patrick’s College, Dublin.<br />
• Dr Geraldine Stout, Archaeologist with the Archaeological Survey of Ireland and recognised authority on the Brú na Bóinne UNESCO World Heritage Site.<br />
• Dr Conor Brady MIAI, Lecturer in the Department of Humanities, Dundalk Institute of Technology, Louth and member of the Royal Irish Academy Committee for Archaeology<br />
• Finola O’Carroll MA MIAI, Senior Partner with CRDS Ltd Archaeological &amp; Historical Consultants and Chairperson of the Institute of Archaeologists of Ireland<br />
• Matthew Seaver BSc MA MIAI, Senior Archaeologist and Management Director of CRDS<br />
• Dr Stephen Mandal MIAI EurGeol PGeo, Managing Director of CRDS and Vice-chair of the Royal Irish Academy Committee for Archaeology</p>
<p><strong><em>Moduli del programma IAFS 2010:</em></strong><br />
• Introduzione all’<strong>archeologia irlandese</strong><br />
• Elementi di <strong>disegno e rilievo</strong> archeologico<br />
• Metodologia e tecniche dello <strong>scavo archeologico</strong>, documentazione, fotografia e<br />
campionatura delle untita’ startigrafiche<br />
• <strong>Documentazione degli artefatti </strong>attraverso l’identificazione tipologica, il disegno e il data entry nel database online.<br />
E’ inoltre disponibile un ampi<strong>a gamma di moduli specialistici </strong>dedicati a survey GPS, survey topografico, fotogrammetria, survey archeo-geofisico, survey architettonico, survey geologico, archeologia subacquea, osteoarcheologia, informatica applicata all’archeologia, GIS (Geographical Information), modellazione 3-D e ricostruzioni CGI (Computer Generated Image), terminologia tecnica inglese.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/iafs-2.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1966" title="iafs scavo" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/iafs-2.gif" alt="" width="235" height="179" /></a></p>
<p><em><strong> Crediti:</strong></em><br />
Crediti universitari verranno forniti da <strong><a href="http://www.spd.dcu.ie/main/academic/history/Index.shtml" target="_blank">St. Patrick’s College</a></strong> e da<strong> <a href="http://www.dcu.ie/" target="_blank">Dublin City University</a></strong>.Gli studenti/partecipanti possono guadagnare dai<strong> 3 ai 6 crediti</strong> universitari (3 crediti per un minimo di 2 settimane di partecipazione o 6 crediti per 4 settimane). Il trasferimento dei crediti verso altre istituzioni come il Diritto all Studio (casa dello studente) deve essere concordato tra lo studente e l’istituzione in oggetto. Tutte le attivita’, inclusi gruppi di studio e escursioni archeologiche, sono aperte a tutti i partecipanti nel caso essi decidano di accumulare ulteriori crediti.</p>
<p><em><strong> Costo:</strong></em><br />
Quote di iscrizione, pagabili in Euro (€) alla IAFS:<br />
<strong>Periodo:</strong><br />
1 settimana                       €550<br />
2 settimane                      €1000<br />
4 settimane                      €1900<br />
Settimane extra                   €450<br />
Costi settimanali per l’alloggio (pagabili in Euro (€) direttamente al gestore<br />
(http://www.meathselfcatering.com/) – per ulteriori informazioni/prenotazioni contattare mmlydon@eircom.net .</p>
<p><strong> Alloggio:</strong><br />
Self catering                     €150<br />
Pensione completa                 €300</p>
<p>Per prenotare e’ necessario inviare un deposito di €500 al fine di garantirsi un posto alla IAFS.</p>
<p>La prenotazione sara’ confermata solo a seguito del ricevimento del suddetto deposito e della relative domanda di partecipazione.</p>
<p><strong>Costi non inclusi</strong> nella quota di partecipazione alla IAFS:<br />
• Trasporto da e per l’Irlanda<br />
• Costi per <a href="http://www.dfa.ie/home/index.aspx?id=8777" target="_blank">passaporto o qualunque tipo di visto</a> necessario per entrare in Irlanda<br />
• Spese per shopping vario</p>
<p><em><strong> Aiuti finanziari:</strong></em><br />
Nel caso tu voglia fare domanda per sostegni finanziari a istituzioni Italiane o a The Gilman International Scholarship (la domanda per il programma di studio all’estero 2010 sara’ disoponibile on line a <a href="http://www.iie.org/gilman" target="_blank">www.iie.org/gilman</a> entro Febbraio 2010 con scadenza entro il 6 Aprile 2010). I partecipanti interessaati ad altri sostegni economici possono inoltre consultare il sito web della IAFS (<a href="http://www.iafs.ie" target="_blank">www.iafs.ie</a>)</p>
<p><em><strong> Per fare domanda:</strong></em><br />
• Puoi contattarci attraverso il nostro sitoweb (<a href="http://www/iafs.ie/contact us/" target="_blank">www/iafs.ie/contact us/</a>) o mandarci una mail a<a href="mailto:info@iafs.ie">﻿﻿ info@iafs.ie</a> ﻿﻿.<br />
• Termine ultimo per le prenotazioni e’ <strong>venerdi 15 Maggio 2010</strong>.<br />
• Gli studenti che fanno domanda per crediti universitari devono essere in buone condizioni accademiche          e disciplinari nei confronti delle istituzioni universitarie dalle quali provengono e devono inoltre avere l’approvazione del direttore del programma di facolta’.</p>
<p><em><strong> Cancellazione prenotazione:</strong></em><br />
La IAFS provvedera’ al rimborso della somma depositata nel caso la richiesta di cancellazione della prenotazione arrivi tramite lettera scritta non oltre 6 settimane precedenti la data di arrivo in Irlanda.</p>
<p><strong> Responsabilita</strong>’ – La Irish Archaeological Field School / CRDS, i suoi dipendenti e I suoi operatori, agiscono solo come agenti per la raelizzazione del programma e non sono imputabili di alcuna perdita, offese, danni a persone o cose che derivino da fattori esterni al controllo degli agenti stessi. Gli operatori si riservano il diritto di cambiare il programma della IAFS a loro discrezione e senza preavviso ai partecipanti. I direttori del programma si riservano il diritto di rifiutare partecipanti al progetto (in tal caso non e’ previsto il rimborso). Nessun rimborso e’ possible per servizi di cui il partecipante non abbia usufruito durante il progetto. Ulteriori spese dovute a malattia, incidenti, disastri naturali, guerre, scioperi, rivolte, azioni del Governo, problemi di passaporto, visti, o documentazione necessaria per il viaggio, o qualsiasi altra motivazione estranea al controllo della compagnia, sono a carico del singolo partecipante. Le compagnie aeree non sono tenute responsabili di ogni azione, omissione, o eventi verificatisi al di fuori del periodo di volo. Il contratto dei passeggeri in uso dale compagnie aeree al momento del volo costituisce l’unico contratto tra la compagnia aerea e i passeggeri stessi.</p>
<p><strong><em>INFO:</em></strong></p>
<p>Unit 4A Dundrum Business Park, Dundrum, Dublin 14, Ireland<br />
Tel: +353 1 2968190;<br />
Fax: +353 1 2968195;<br />
email: <a href="mailto:info@iafs.ie">info@iafs.ie</a>;<br />
web: <a href="http://www.iafs.ie" target="_blank">www.iafs.ie</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://archeoblog.net/2010/iscrizioni-aperte-fino-al-15-maggio-per-il-programma-2010-dellirish-archaeological-field-school/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Libia &#8211; scoperta una città sommersa di epoca romana</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/libia-scoperta-una-citta-sommersa-di-epoca-romana/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2009/libia-scoperta-una-citta-sommersa-di-epoca-romana/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 06:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Epoca Romana]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia subacquea]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[soprintendenza del Mare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://archeoblog.net/?p=1836</guid>
		<description><![CDATA[Libia &#8211; Eccezionale scoperta archeologica nelle acque della Cirenaica: una città sommersa Un gruppo di archeologi e tecnici italiani della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, guidati da Sebastiano Tusa, hanno effettuato un’entusiasmante scoperta che oltre alla spettacolarità insita nei suoi contorni ambientali, manifesta interesse scientifico di primaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Libia &#8211; Eccezionale scoperta archeologica nelle acque della Cirenaica: una città sommersa</h3>
<p>Un gruppo di archeologi e tecnici italiani della <strong>Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana</strong> e dell’<strong>Università Suor Orsola Benincasa di Napoli</strong>, guidati da <strong>Sebastiano Tusa</strong>, hanno effettuato un’entusiasmante scoperta che oltre alla spettacolarità insita nei suoi contorni ambientali, manifesta interesse scientifico di primaria importanza, nel corso del <strong>progetto ArCoLibia</strong> (Archeologia Costiera della Libia) iniziato alcuni anni fa e che ha già portato ad alcune scoperte eccezionali come quella della nave veneziana Tigre naufragata presso il capo Ras al-Hilal.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1837" title="libia tomba_01" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/12/libia-tomba_01.jpg" alt="libia tomba_01" width="373" height="500" /></p>
<p>Agli occhi degli archeologi italiani che effettuavano immersioni di ricognizione nelle acque di <strong>Capo di Ras Etteen</strong> alla ricerca di relitti e strutture portuali, sul fianco occidentale del Golfo di Bomba, sono comparsi <strong>muri, strade, edifici e tombe</strong>, ci si è accorti di essere in presenza di una porzione estesa oltre un <strong>ettaro di una grande città</strong> che alcuni studiosi avevano appena indiziato grazie ad alcuni resti di strutture murarie nascosti tra le dune sabbiose che contornano le spiagge del capo.</p>
<p>Le vestigia individuate al fondo del mare sono pertinenti una <strong>città vissuta in epoca romana imperiale </strong>(intorno al II secolo dopo Cristo).</p>
<p>La città si trovava in una <strong>zona di grande interesse strategico</strong> in quanto situata nei pressi del golfo di Bomba, che ha da sempre costituito un ottimo<strong> ricovero per flotte</strong> ed una<strong> zona di approdo sicuro </strong>lungo l’infida costa cirenaica.</p>
<p>Grandi <strong>edifici a pianta rettangolare</strong> con scansioni interne in vani regolari si estendono sui fondali marini in prossimità del capo. Alcuni sono collegati tra loro, altri sono apparentemente isolati. <strong>Poderosi muri in pietra </strong>ne definiscono l’andamento lasciando talvolta il passo a poderose strutture costruite sapientemente con i tipici mattoni laterizi romani segnati da diagonali incise.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1838" title="libia tomba_02" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/12/libia-tomba_02.jpg" alt="libia tomba_02" width="377" height="500" /></p>
<p>Vistosi sono i segnali di un <strong>evento distruttivo</strong> che ha scardinato alcuni tra i muri più superficiali che appaiono spostati di peso dando l’idea della <strong>probabile azione di un forte tsunami</strong> da collocare forse in <strong>prossimità del terremoto del 365 d.C.</strong> che sconvolse la costa cirenaica.</p>
<p>Ma l’interesse della scoperta è accentuato dal fatto che siamo di fronte ad una grande città che, per almeno un periodo della sua vita, basò il suo sviluppo economico e la sua fortuna sulla <strong>lavorazione della porpora</strong>. Immense quantità di <strong>tritumi di gusci di murex</strong> (il mollusco marino da cui si estraeva la preziosa sostanza colorante scoperta dai Fenici alcuni secoli prima) sono accumulate in alcuni spazi della città sia a terra che in mare.</p>
<p>Iniziando la ricognizione delle strutture sommerse mediante scavo e rimozione dei detriti siamo venuti a contatto di un <strong>edificio</strong> certamente <strong>adibito alla produzione della preziosa tintura</strong>. Rimuovendo detriti e pietre di crollo sono comparse piccole vasche accuratamente rivestite di coccio pesto colme di sedimenti ancora da analizzare e quantità cospicue di tritumi di murex. La situazione di rinvenimento da l’impressione che il <strong>lavoro si sia interrotto improvvisamente</strong> quando ancora i molluschi erano in macerazione insieme a sostanze che ne agevolavano l’estrazione del colorante.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://archeoblog.net/2009/libia-scoperta-una-citta-sommersa-di-epoca-romana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys&#8221;: in mostra gli scambi commerciali in terra catalana di 6000 anni fa</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/xarses-els-primers-intercanvis-fa-6000-anys-in-mostra-gli-scambi-commerciali-in-terra-catalana-di-6000-anni-fa/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2009/xarses-els-primers-intercanvis-fa-6000-anys-in-mostra-gli-scambi-commerciali-in-terra-catalana-di-6000-anni-fa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 17:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Preistoria]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[neolitico]]></category>
		<category><![CDATA[reti commerciali]]></category>
		<category><![CDATA[scambi]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://archeoblog.net/?p=1735</guid>
		<description><![CDATA[Per chi dovesse recarsi a Sabadell, in Catalunya, fino al 15 novembre può visitare la mostra &#8220;Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys&#8221; che tradotto significa: &#8220;Reti: i primi scambi commerciali 6000 anni fa&#8221;. Raccogliendo reperti da una ventina di musei catalani, la mostra riunisce per la prima volta un insieme importante di materiali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi dovesse recarsi a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabadell" target="_blank">Sabadell, in Catalunya</a>, fino al <strong>15 novembre</strong> può visitare la mostra &#8220;<em><strong>Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys</strong></em>&#8221; che tradotto significa: &#8220;Reti: i primi scambi commerciali 6000 anni fa&#8221;.</p>
<p>Raccogliendo reperti da una ventina di musei catalani, la mostra riunisce per la prima volta un insieme importante di <strong>materiali di epoca neolitica</strong> selezionati nell&#8217;<strong>ottica degli scambi commerciali</strong>.</p>
<p>Materie prime provenienti dalla Provenza, ornamenti realizzati con <strong>conchiglie e coralli</strong>, l&#8217;<strong>ossidiana</strong> delle isole del Mediterraneo centrale, certi linguaggi formali della ceramica si vanno a diffondere, grazie agli scambi, su estesi territori. Seguire la circolazioni di <strong>prodotti e tecnologie</strong>, dai loro luoghi di origine fino ai siti dove si sono rinvenuti o identificati, offre un quadro approssimativo delle<strong> relazioni sociali</strong> stabilitesi <strong>tra le differenti comunità neolitiche</strong>.</p>
<p>Come completamento a questa visione del passato, la mostra si chiude con una riflessione su come sono e come si articolano <strong>le &#8220;reti&#8221; nella nostra società</strong>.</p>
<p>La mostra &#8220;<em>Xarses. Els primers intercanvis fa 6000 anys</em>&#8221; è un&#8217;esposizione temporanea promossa dal Museo di Gavà, dal Museo d&#8217;Història di Sabadell e dall&#8217;Area de Cultura della Diputaciò de Barcelona, con il supporto della Generalitat de Catalunya. Con la combinazione di rigore scientifico e carattere divulgativo, la mostra vuole fare arrivare al pubblico i <strong>risultati delle ricerche</strong> portate avanti negli anni dagli archeologi, illustrata con un&#8217;<strong>accurata selezione dei materiali </strong>forniti dai principali siti archeologici del Paese.</p>
<p><em>Info:</em><br />
<strong>Museu d&#8217;Història de Sabadell</strong><br />
Carrer de Sant Antoni, 13<br />
<a href="http://www.sabadell.cat/Home/" target="_blank">www.sabadell.cat</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://archeoblog.net/2009/xarses-els-primers-intercanvis-fa-6000-anys-in-mostra-gli-scambi-commerciali-in-terra-catalana-di-6000-anni-fa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;A l&#8217;aube des écritures&#8221;: incisioni e pitture rupestri al Musée des Merveilles di Tende (Francia)</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/a-laube-des-ecritures-incisioni-e-pitture-rupestri-al-musee-des-merveilles-di-tende-francia/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2009/a-laube-des-ecritures-incisioni-e-pitture-rupestri-al-musee-des-merveilles-di-tende-francia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 12:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Preistoria]]></category>
		<category><![CDATA[incisioni rupestri]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://archeoblog.net/?p=1733</guid>
		<description><![CDATA[Il &#8220;Musée des merveilles&#8221; è un&#8217;istituzione museale che ospita, raccoglie ed espone le famose incisioni rupestri del monte Bego nella Valle delle Meraviglie, un territorio sul confine tra Francia e Italia nelle Alpi Marittime. Il museo ospita fino al 31 marzo 2010 la mostra &#8220;A l&#8217;aube des écritures&#8220;, incentrata sulle incisioni e sulle pitture rupestri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il &#8220;<strong>Musée des merveilles</strong>&#8221; è un&#8217;istituzione museale che ospita, raccoglie ed espone le famose incisioni rupestri del monte Bego nella Valle delle Meraviglie, un territorio sul confine tra Francia e Italia nelle Alpi Marittime. Il museo ospita fino al 31 marzo 2010 la mostra &#8220;<strong>A l&#8217;aube des écritures</strong>&#8220;, incentrata sulle <strong>incisioni</strong> e sulle <strong>pitture rupestri </strong>dell&#8217;età del Rame e del Bronzo in Eurasia.</p>
<p>In tutta l&#8217;Eurasia, all&#8217;alba della metallurgia, avvengono grandi cambiamenti nell&#8217;organizzazione delle società e nei loro modi di espressione. Le comunità dell&#8217;età del Bronzo cominciano a modificare il loro sistema economico e sociale, da un lato strutturando le attività di produzione e gli scambi commerciali a grande distanza, dall&#8217;altro mettendo in atto una gerarchia basata sulla lavorazione del metallo. Parallelamente, nei gruppi umani sorgono idee, simboli che vengono espressi in modo omogeneo per mezzo di pitture, ma soprattutto di migliaia di incisioni su roccia poste in siti a cielo aperto.</p>
<p>Questo fenomeno non avviene negli stessi luoghi negli stessi tempi. Quali che siano le regioni, i siti di arte rupestre sembrano essere stati scelti sempre per la loro natura selvaggia e nascosta: rive di grandi laghi e di fiumi impetuosi, scoscesi e desertici pendii di montagne,foreste dense e quasi impenetrabili, che hanno certamente colpito l&#8217;immaginazione degli <strong>uomini della Preistoria in cerca del Sacro</strong>.</p>
<p>Per rendere immortale il loro messaggio, gli uomini hanno usato su tutto il continente, gli stessi utensili e la stessa tecnica: una pietra che percuote una parete rocciosa, intendendo lastre, blocchi isolati, affioramenti rocciosi in natura&#8230;<br />
Scene di vita quotidiana, ricchi bestiarii che variano a seconda del luogo, figure geometriche semplici o complesse costituiscono le associazioni di segni il cui significato, raramente narrativo, è altamente simbolico. In questi insiemi di incisioni le rappresentazioni di personaggi sono numerose: uomini o dei? Questa identica domanda si pone anche per le statue-stele scolpite, tracce monumentali e spettacolari di una cultura megalitica legata alla nozione di territorio.</p>
<p>La mostra &#8220;<strong>A l&#8217;aube des écritures</strong>&#8221; esplora, attraversando le regioni che vanno dall&#8217;Atlantico al Pacifico, l&#8217;espressione rupestre di popoli allo stesso stadio di sviluppo economico, sociale e culturale. Partendo proprio dal magnifico sito delle incisioni del <strong>Monte Bego</strong>, nel cuore dell&#8217;arco alpino, che raccoglie non meno di 40 mila incisioni rupestri, questo viaggio archeologico trasporta il visitatore dal Portogallo alla Corea e dalla Siberia all&#8217;India, alla scoperta di un patrimonio millenario ma fragile, che dev&#8217;essere protetto dal degrado.</p>
<p><em>A l&#8217;aube des écritures</em><br />
Musée des Merveilles<br />
Av. du 16 sptembre 1947 &#8211; 06430 Tende<br />
<a href="http://www.museedesmerveilles.com">www.museedesmerveilles.com</a><br />
entrata gratuita</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://archeoblog.net/2009/a-laube-des-ecritures-incisioni-e-pitture-rupestri-al-musee-des-merveilles-di-tende-francia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Si è conclusa la I Missione Archeologica Italiana in Giappone, presentati i risultati</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/si-e-conclusa-la-i-missione-archeologica-italiana-in-giappone-presentati-i-risultati/</link>
		<comments>http://archeoblog.net/2009/si-e-conclusa-la-i-missione-archeologica-italiana-in-giappone-presentati-i-risultati/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 13:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[kubilai khan]]></category>
		<category><![CDATA[soprintendenza del Mare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://archeoblog.net/?p=1684</guid>
		<description><![CDATA[Missione Archeologica Italiana in Giappone Si è svolta dal 20 al 26 agosto 2009 la prima campagna della Missione Archeologica Italiana in Giappone organizzata dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, dall’Università di Bologna e da Archeologiattiva s.c.a r.l., diretta da Daniele Petrella e Sebastiano Tusa in collaborazione con l’Asian Research Institute of Underwater Archaeology [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Missione Archeologica Italiana in Giappone</h3>
<p>Si è svolta dal<strong> 20 al 26 agosto 2009</strong> la prima campagna della <strong>Missione Archeologica Italiana in Giappon</strong>e organizzata dalla <strong>Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana</strong>, dall’<strong>Università di Bologna</strong> e da <strong>Archeologiattiva</strong> s.c.a r.l., diretta da Daniele Petrella e Sebastiano Tusa in collaborazione con l<strong>’Asian Research Institute of Underwater Archaeology</strong> sotto la direzione di Hayashida Kenzō.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1685" title="Ciotola cinese invetriata tipo seiji" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/09/Ciotola-cinese-invetriata-tipo-seiji.jpg" alt="Ciotola cinese invetriata tipo seiji" width="338" height="450" /></p>
<p>I lavori di ricerca subacquea si sono svolti nelle <strong>acque della Baia di Maegata</strong>, non lontano dal Capo Kusukuri, sulla costa occidentale del<strong>’isola di Ojika</strong>, prefettura di Nagasaki  (Kyushū, Giappone meridionale). Già dal 2001 erano state condotte campagne di ricerca e scavo  che hanno permesso l’individuazione di <strong>importanti reperti</strong> (ceramiche, ceppi d’ancora. ecc.) databili tra il <strong>XII e XIV secolo</strong> in gran parte di provenienza cinese.</p>
<p>Tale situazione porterebbe a legare le evidenze archeologiche di questa baia con le vicende inerenti il <strong>disastro della flotta di Kubilai Khan</strong> distrutta nel <strong>1281</strong> da un tifone durante il tentativo di invasione dell’arcipelago giapponese. E’, infatti, probabile che la flotta sia affondata in vari punti lungo le coste occidentali del Giappone meridionale laddove l’isola di Ojika (come tutto l’arcipelago di Goto, di cui fa parte) occupa un posto strategicamente interessante.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1686" title="Daniele Petrella Hayashida Kenzo Sebastiano Tusa" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/09/Daniele-Petrella-Hayashida-Kenzo-Sebastiano-Tusa.jpg" alt="Daniele Petrella Hayashida Kenzo Sebastiano Tusa" width="450" height="338" /></p>
<p>Ma i rinvenimenti effettuati danno anche la possibilità di ipotizzare che nella baia vi siano i<strong> resti di uno o più relitti</strong> di navi che servivano al commercio tra le coste della Corea e della Cina ed il Giappone.</p>
<p>Nel corso della recente campagna 2009 i ricercatori ed i tecnici subacquei italiani e giapponesi hanno lavorato in perfetta sinergia distribuendosi tra lo scavo subacqueo mediante sorbona e la ricognizione dei fondali della baia. In entrambe le attività sono state<strong> rinvenute numerose ceramiche</strong>, tra cui principalmente <strong>ciotole cinesi invetriate </strong>verdi della classe “blue celadon” (giap.: seiji) e bianche insieme a vasi d’uso corrente di fabbricazione cinese e giapponese. Molto interessante il rinvenimento di ciotole provenienti dalle provincie cinesi di Long quan  e Zhe qian, nonché di ceramiche di fabbricazione giapponese inquadrabili nella classe Suribaji. Si segnala anche il rinvenimento di una ciotola cinese  recante all’interno un <strong>cartiglio con formula augurale</strong> costituita da quattro ideogrammi ( 金玉満堂; giap.: kin gyoku man dō; cin.:  jin yu man deng) la cui traduzione è: “<strong>che la vostra casa possa essere ricca di soldi e gioielli</strong>”.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1688" title="Ceramica epoca MedioJomon (V millennio a.C.)" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/09/Ceramica-epoca-MedioJomon-V-millennio-a.C..jpg" alt="Ceramica epoca MedioJomon (V millennio a.C.)" width="354" height="400" /></p>
<p>In questa prima missione la squadra di archeologi e tecnici italiani ha effettuato sia operazioni di scavo con l’ausilio di <strong>sorbona</strong> che, soprattutto, di ricognizione e <strong>posizionamento cartografico</strong> dei reperti.</p>
<p>E’ stata anche valutata insieme ai colleghi giapponesi ed alle autorità comunali di Ojika la possibilità di realizzare un <strong>museo archeologico subacqueo</strong> nella baia di Maegata rivelatasi così ricca di reperti archeologici.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1687" title="Ancora cinese pietra" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/09/Ancora-cinese-pietra.jpg" alt="Ancora cinese pietra" width="499" height="374" /></p>
<p>Ciò che ha contraddistinto maggiormente i lavori della missione archeologica è stata la fervida e fruttuosa <strong>collaborazione tra archeologi e tecnici giapponesi </strong>sviluppando una fortissima coesione e capacità di lavoro comune basata sugli intensi legami di amicizia che si sono creati grazie anche alla calorosa ospitalità giapponese.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://archeoblog.net/2009/si-e-conclusa-la-i-missione-archeologica-italiana-in-giappone-presentati-i-risultati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
