Epoca Romana

La lupa e la sfinge - Mostra a Castel Sant’Angelo

Al Museo di Castel Sant’Angelo (Roma) è in corso la mostra La Lupa e la Sfinge dove, con oltre 50 sculture, testi e pitture, si cerca di approfondire il tema del rapporto tra Roma e l’Egitto. Un’influenza, quella egizia, riscontrabile in ogni luogo della Città Eterna; sul Campidoglio il “Tevere” e il “Nilo” uniscono nel mito le due lontane sponde, come nei versi di un poeta dell’Arcadia, e i leoni egizi accolgono i visitatori alla base della lunga scalinata, mentre nel rione Campo Marzio, dove ora sorgono i palazzi del Governo, il sottosuolo è disseminato di reperti del tempio di Iside e poco più in là, verso le pendici del Quirinale, si trova il Serapeo.

Come ha scritto Sergio Frau su La Repubblica:

Strana, ma gran bella coppia: “La Lupa e la Sfinge …” I due esseri più mitici del Mediterraneo tornano per dare il titolo alla mostra in Castel Sant’Angelo (fino al 9 novembre). Rievoca - con più di 50 sculture, e modellini, e testi d´epoca, e dipinti - il lungo rapporto di fascinazione con cui la Terra delle Piramidi ammaliò Roma, Caput Mundi. Prima i Romani antichi (in massa a pregare Iside: con i loro imperatori ormai soggiogati dai culti esotici); poi, dal Cinquecento, i Pontefici di Roma (comunque grati alla figlia di un faraone per l´adozione del piccolo Mosè).

Sempre sul sito de La Repubblica si trova un gallery fotografica della mostra: http://roma.repubblica.it/multimedia/home/2521454

Il sito web di Castel Sant’Angelo non riporta ancora informazioni sull’evento (http://www.castelsantangelo.com/).

Data Fine: 09/11/2008
Costo del biglietto: 8,50 euro (biglietto integrato mostre e museo)
Prenotazione: Facoltativa
Orario: Dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle 19.00; la biglietteria chiude alle 18.30
Chiuso il lunedì.

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In onda su Linea blu il recupero di una statua romana

E’ andato in onda nella puntata di Linea Blu (Raiuno) il recupero di una statua romana in marmo rinvenuta nel mare dell’isola di Ventotene. Il ritrovamento, per la precisione, è stato fatto sui fondali di una peschiera di età romana, relativa ad una proprietà imperiale (a Ventotene andò in esilio Giulia, la figlia di Augusto): tale peschiera ha dimostrato di essere una struttura complessa e articolata, con una fitta rete di cunicoli che collegano tra loro vasche di varie dimensioni e il mare aperto.

I lavori, diretti dalla Dott.sa Zarattina della Soprintendenza Archeologica hanno riportato in superficie una statua romana rappresentante un personaggio maschile a grandezza naturale, togato, con un braccio sul petto e privo di testa.

La statua, che ora dovrà essere sottoposta a restauro, verrà confrontata con una testa di Tiberio rinvenuta nelle acque dell’isola e priva di un corpo di riferimento: poiché la nostra statua è acefala non perché la testa è rotta, ma perché semplicemente vi doveva essere applicata sopra, si potrebbe pensare che siamo davanti al corpo di cui la testa di Tiberio dovrebbe costituire il completamento.

Questa però a tutt’oggi è solo un’ipotesi di lavoro che gli archeologi nell’immediato futuro dovranno confermare o confutare, non appena il restauro sarà completato.

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L’aquila sul Danubio - Primo Festival Romano Europeo

Dal 27 al 29 giugno 2008 si svolgerà a Svishtov, l’antica Novae, il primo Festival Romano Europeo, organizzato dalla Legio I Italica, di stanza a Villadose (RO), in collaborazione con la Municipalità di Svishtov, il Council of Tourism, il Business Center e l’Università di Svishtov, con il sostegno e patrocinio di vari partners, tra cui Archeologia Viva e che vedrà la partecipazione di gruppi di ricostruzione storica romana dall’Italia e da varie nazioni europee.

Novae era una città romana della provincia della Moesia Inferiore, nel nord della Bulgaria. Situata sul Danubio, fu scelta dall’imperatore Vespasiano quale sede legionaria, in particolare dellaLegio I Italica, legione fondata nel 67 d.C. da Nerone. Novae è menzionata nelle  fonti antiche, da Claudio Tolomeo (ca. 100-178) alla Notitia Dignitatum (IV/V secolo) e alla Notitia Episcopatuum (IX e X secolo). È probabilmente scolpita sulla Colonna Traiana, che commemora le vittorie di Traiano sui Daci. È inoltre indicata sulla più antica mappa conservata dell’Impero Romano, la Tabula Peutingeriana.

Il programma previsto per la tre-giorni è il seguente:

Giovedì, 26 giugno

ore 15: Businnes Center Svishtov: inizio Conferenza
ore 19: Businnes Center Svishtov: termine Conferenza

ore 20: Novae arrivo via fiume del Fuoco di Vesta
ore 20,30: Accensione Fuoco di Vesta nel Foro
ore 20,35: Spettacolo Pirotecnico di Apertura

ore 20,45: Convivio dei filosofi Ristorante “Svishtov”

Venerdì, 27 Giugno

Orari da definire:
nr 1 - Partecipazione della Legio alla Manifestazione presso il Parco sul Danubio in occasione
della Festa della liberazione
nr 2 - Lustratio Exercito: rito di purificazione z.arch. Novae. Ricostruzione dell’imbarco della Legione per la Guerra in Dacia
nr 3 - Apertura del Mercato, dei Castra Legionari e degli accampamenti barbari - dalle ore 10,30
nr 4 - Mercato degli Schiavi - zona Foro ore 16 - Primo combattimento fra legionari e barbari per la
liberazione degli schiavi
nr 5 - Combattimento gladiatorio , presso Arena ore 17,30
nr 6 - Apertura della Ricostruzione VILLA EXTRA MUROS - Museo ore 15,00
nr 7 - Grande corteo dei Legionari, barbari e popolo che attraversa Novae fino al Foro ore 19,00
nr 8 - Spettacolo di danze romane - presso l’Arena
nr 9 - Coena nelle taberne del Vicus con Animazione dalle 19,30
nr 10 - Coena Libera Gladiatoria presso rist. “Svishtov”

Sabato, 28 Giugno

Orari da definire:
nr 1 - Apertura dei castra e accamp. Barbarici dalle ore 11,00 - Esercitazioni e dimostrazioni
nr 2 - Apertura VILLA EXTRA MUROS con acconciat. cosmesi e assaggio di dolci e piatti romani
nr 3 - Apertura del Mercato Antico ore 11,00
nr 4 - Rito della Danza dei Salis zona Foro ore 12,00
nr 5 - Spettacolo di danze Romane, Elezione della DEA ROMA - presso Foro/Arena
nr 6 - Combattimenti gladiatori ore 16,30 Arena
nr 7 - Combattimento fra Legioni e Barbari Assedio al Castrum Campo di Marte ore 18
nr 8 - Rito del Funerale Legionario ore 18,45
nr 9 - Grande corteo dei personaggi in costume ore 19,00
nr 10 - Coena nelle taberne del Vicus con animazione dalle 19,30
nr 11 - Convivium per optimati Rist. Svishtov
nr 12 - Rito di Mitra in notturna area Foro ore 22,00

Domenica, 29 Giugno

Orari da definire:
nr 1 - Apertura Casta e accamp. Ore 11,00 - Esercitazioni e dimostrazioni
nr 2 - Apertura VILLA EXTRA MUROS con acconciat. cosmesi e assaggio di dolci e piatti romani
nr 3 - Apertura del Mercato Antico ore 11,00
nr 4 - Spettacolo di danze Romane - presso Foro/Arena
nr 5 - Combattimenti gladiatori ore 16,30 Arena
nr 6 - Rito del Matrimonio Legionario ore 15,30 presso Foro
nr 7 - Cerimonia di inaugur. Stele Votiva Prima Legio a Novae ore 11,30
nr 8 - Ludi Mesici: 4 zone città (o 4 gruppi) caratterizzate dai 4 col. Del circo si affrontano in gare
(Corsa Bighe O collegarsi ai Combattimenti Gladiatori)
nr 10 - Grande Battaglia nel campo marte ore 18,00
nr 11 - Grande corteo trionfalis dei personaggi in costume alla luce delle torce ore 21,00
nr 12 - Spegnimento Fuoco di Vesta e Spettacolo pirotecnico di chiusura

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Trento: aperta al pubblico la Tridentum Sotterranea di epoca romana e medioevale

Nell’ambito del progetto “Tridentum. La città sotterranea”
APRE AL PUBBLICO
L’AREA ARCHEOLOGICA DI PALAZZO LODRON

NEL CENTRO STORICO DI TRENTO

Dopo il S.A.S.S. (Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas) in piazza Cesare Battisti, Porta Veronensis sotto la Torre civica e la Basilica paleocristiana del Duomo, la Tridentum romana si arricchisce di un nuovo importante tassello. Nell’ambito del progetto “Tridentum. La città sotterranea” sono stati infatti ultimati dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Provincia autonoma di Trento i lavori di allestimento dell’area archeologica di Palazzo Lodron, nell’omonima piazza nel centro cittadino.

Dal mese di giugno il sito, situato negli spazi interrati della sede trentina della Banca Popolare Volksbank, è aperto al pubblico grazie anche al sostegno dell’istituto di credito che ha contribuito finanziariamente
alle ricerche e all’allestimento.

Le indagini, avviate nel 2000 in concomitanza dei restauri di Palazzo Lodron hanno richiesto 8.000 ore di ricerca archeologica su una superficie di circa 500 mq. Sono state condotte da Cristina Bassi, archeologa della Soprintendenza, mentre l’allestimento è stato curato dall’architetto Andrea Bonazza, direttore dei lavori di restauro del palazzo. Le ricerche hanno permesso l’individuazione di una porzione del quartiere sudorientale di Tridentum, con una sequenza cronologica che si articola dalla metà del I secolo a.C. fino al periodo tardo-romano, alto medievale (VI/VII sec. d. C.). I resti murari pertinenti agli edifici sono conservati per un’altezza che varia dai 30 cm a circa 2 metri, hanno uno sviluppo chiaro ed articolato.

Straordinario è risultato lo stato di conservazione della prima cinta muraria cittadina (I sec. a.C.) di cui è visibile complessivamente un tratto di circa 9 metri mentre, sul fronte esterno dell’interrato del palazzo, non visitabile per ragioni di sicurezza, è riconoscibile il lato verso la campagna della seconda e più tarda cinta (III sec. d.C.), addossata alla quale si è rinvenuto un cimitero databile fra VI e VII sec., con una tomba di donna gota con un ricco corredo funebre.

Accanto alla cinta urbica, che comprende una torre/porta, si trovano una significativa porzione di strada lastricata, completa di marciapiede in blocchi di pietra e terra battuta e resti di edifici privati. Fra questi spicca una caupona, bottega per la vendita di vino, con la presenza di grandi fosse circolari adatte a contenere tini o botti. Il tutto riveste notevole importanza perché costituisce un ulteriore tassello per la ricostruzione dell’impianto urbano e nel contempo ci permette di individuare ulteriori attività che si svolgevano all’interno della città.

Fondata dai Romani verso la metà del I sec. a.C. e definita splendidum municipium dall’imperatore Claudio nel 46 d.C., Tridentum è stata inglobata nel corso dei secoli nella Trento medievale e moderna.

Uno spazio per i più piccoli
E’ rivolto ai visitatori più piccoli, ma riserva curiosità e spunti interessanti anche per gli adulti, lo spazio bimbi realizzato nel vano di accesso al sito. Arredato in maniera giocosa e colorata, lo spazio mette a disposizione racconti, libri e pubblicazioni ricchi di immagini dalla preistoria all’età romana e al medioevo. Un angolo per leggere, guardare e imparare a conoscere in modo quasi naturale il mondo dell’archeologia per poi, se si desidera, visitare lo spazio archeologico sottostante. Le pubblicazioni sono particolarmente adatte ai ragazzi in età scolare, ma anche i bimbi più piccoli che assieme alle loro mamme frequentano lo spazio giochi di piazza Lodron possono entrare e soffermarsi a guardare immagini e farsi leggere racconti adatti a loro ambientati nella romana Tridentum. Tanti i temi trattati, con informazioni sulla città antica, sulle case, sulle tecniche costruttive, sulla vita quotidiana, sull’abbigliamento, l’alimentazione, la scrittura…. e tante altre curiosità per viaggiare nella storia.

Orario di apertura
L’area archeologica è aperta al pubblico, con accesso gratuito, nei giorni di mercoledì, giovedì e venerdì (non festivi) con orario 10.00-12.00 / 14.30-16.30.

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Anticipazioni: (Roma) Giulio Cesare in mostra al Chiostro del Bramante

Dal 24 ottobre 2008 al 05 aprile 2009, al Chiostro del Bramante, è in programma, per la prima volta in Italia, una mostra dedicata alla figura del primo protagonista assoluto dell’antica Roma “Giulio Cesare. L’uomo, le imprese, il mito”.

La mostra intende partire dal personaggio Cesare e dal suo più stretto contorno politico e culturale, toccando i momenti forti della sua ascesa al potere: gli alleati-avversari come Crasso, Pompeo, Cicerone, le campagne militari che gli diedero gloria e ricchezza, l’avventura egiziana e l’incontro con Cleopatra, regina d’Egitto, l’ambiente culturale e artistico romano di quegli anni; fino alla morte avvenuta alle idi di marzo del 44 a.C, alla successione al potere nelle mani del giovane figlio adottivo Ottaviano e l’apoteosi.

La memoria e il “culto” di tale eccezionale figura non si persero mai, neppure nei secoli di decadenza dell’Impero e negli anni oscuri successivi alle invasioni barbariche in Italia. Fu però in età medievale, e particolarmente con l’avverarsi del Sacro Romano Impero (inizi IX secolo), che il mito del fondatore dell’impero riprese, tanto da additarsi nella sfera sovrastante l’obelisco vaticano l’urna cineraria del grande condottiero. Si trattò per lo più di una ripresa del mito in senso ideologico-politico, tesa a riaffermare i valori unificanti del nuovo impero carolingio. All’arte spettò il compito di illustrare tale recupero.

Specialmente a partire dal Duecento e poi dal Trecento, il recupero dell’antico si afferma anche attraverso le immagini dei grandi protagonisti della storia romana, e Cesare è ovviamente tra questi. In pieno Rinascimento i celebrati cicli ad affresco del Mantegna o di Andrea del Sarto, dedicati al dittatore romano, sono conforto e paragone per il nuovo principe e il suo imperium. Letteratura e musica celebrano i fasti di Roma come quelli di Cesare, e basterà citare a mo’ di esempio il Jilius Caesar di William Shakespeare.

La mostra riunisce documenti archeologici di grande bellezza e importanza, provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri, insieme plastici ricostruttivi appositamente realizzati a ricostruire la Roma di Cesare. All’arte figurativa (circa 100 opere) è affidata la documentazione del mito di Cesare e del cesarismo dall’età medievale al Rinascimento, da qui al Neoclassicismo e oltre; fino ai primissimi decenni del Novecento, quando il cinema, attraverso filmati d’epoca, costumi di scena e scenografie, racconta il mito più recente di Cesare.

Per prenotazioni:
Chiostro del Bramante:    06.68809035
Email: direzione@chiostrodelbramante.it ; info@chiostrodelbramante.it

GIULIO CESARE. L’uomo, le imprese, il mito. Roma , Chiostro del Bramante, 24 ottobre 2008 – 05 aprile 2009.
Orario: tutti i giorni 10 – 20, sabato e domenica 10 – 21; lunedì chiuso. La biglietteria chiude un’ora prima.
Ingresso: intero € 10,00; ridotto (over 65 - ragazzi fino a 24 anni) € 9,00; ridottissimo (martedì per tutti) € 7,00; scuole € 4,50; gruppi (min. 15, max 25 nella settimana) € 7,00.

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Pompei la notte, aperture straordinarie tutti i fine settimana

Per tutti i fine settimana d’estate fino a novembre, si entra nella città vecchia e si passeggia nelle strade della Pompei notturna: settanta minuti alla scoperta di una città fotografata nelle ore che precedono l’eruzione del 79 d.C., sito archeologico tra i più visitati, conservato intatto per secoli sotto sei metri di cenere e lapilli.

Ascoltando le voci degli abitanti, i rumori e i suoni delle interminabili ore prima della fine del mondo che si abbattè su Pompei la sera del 25 agosto di duemila anni fa.

Un impianto multimediale riprodurrà tutto questo, seguendo passo dopo passo le fasi del percorso guidato. Il progetto, nato dall’idea di Francesco Capotorto, è realizzato dalla Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo di Pompei, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e finanziato dalla Regione Campania.

Orario obbligato, un’ora dopo il tramonto, perché si possa godere dello spettacolo alla luce dei bracieri accesi.

Ad accompagnare i visitatori durante la visita notturna agli Scavi, uno spettacolo itinerante che riprodurrà le abitudini di vita quotidiana dei cittadini, assieme ad un cast di attori condotti dalla voce narrante di Luca Ward, uno dei più famosi doppiatori italiani e attore di fiction televisive.

“Sognopompei” accompagnerà i visitatori dall’ingresso a porta Marina fino alla Basilica, passando per le botteghe e il Tempio di Apollo, il santuario più antico di Pompei allungandosi verso il Foro dove si trova il Tempio di Vespasiano, luogo di culto imperiale, gli edifici pubblici e il Macellum, grande mercato coperto dei commestibili del II secolo a.C.

Una visita insolita negli scavi di Pompei, città un tempo gloriosa che ospitava residenze di imperatori e patrizi e che ancora conserva case con affreschi che non hanno precedenti.

Fonte:
http://www.ecostiera.it/

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Lipari: dalle acque riemerge edificio romano, si ipotizza faccia parte dell’antico porto (oggi scomparso)

Un’importante scoperta archeologica è stata portata a termine dagli archeologi della Soprintendenza del Mare, supportati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, durante una delle numerose attività congiunte di monitoraggio e tutela del patrimonio sommerso.

Sulla base delle ricerche passate si pensava che il porto della Lipari antica si trovava presso le due insenature che si trovano ai bordi del Castello, e precisamente a Marina Lunga (detta anche Sottomonastero) ed a Marina Corta. Quest’ultimo sembrava più idoneo in quanto riparato dal maestrale e dallo scirocco, i due venti dominati; mentre Marina Lunga rimaneva un approdo meno sicuro per il maestrale, benché ben ridossato per lo scirocco.
In entrambi i casi le ricerche e le ipotesi avanzate proponevano l’assenza di vere e proprie strutture portuali in favore di insenature con spiagge adibite all’alaggio delle imbarcazioni e, pertanto, prive di moli o simili strutture.

La scoperta odierna cambia radicalmente questa immagine imponendo la presenza di una possente struttura certamente connessa con il porto.

Sulla base dei dati raccolti nel corso delle indagini preliminari condotte dai tecnici della Soprintendenza del Mare è ipotizzabile la presenza di una struttura dotata di grande portico costituito da colonne del diametro di ca m 1,20 di cui abbiamo trovato tre plinti di base in situ su altezze diverse, ed altri tre sono stati strappati dalla benna prima della sospensione dei lavori di dragaggio. Tali colonne, in basalto locale, poggiano su un basamento che appare essere di marmo bianco. Forse questo edificio corrisponde con una fase di ricostruzione intensa della città nel corso del II sec a.C, attestato da 7 strade ritrovate a terra nella città bassa, con uno o due strade principali.

La natura dell’edificio è ancora difficile da definire. Potrebbe trattarsi di un portico posizionato su un molo portuale o di un edificio pubblico o sacro in zona portuale.

La grande quantità di ceramica raccolta sul posto (acroma a pareti sottili, incisa, a vernice nera campana, frammenti di anfore con manico bifido del tipo Dressel 2/4 e rodio, grandi contenitori con orlo decorato caratteristici dell’ambiente portuale per la conservazione delle derrate del tipo dolia) è databile tra il II ed il I sec.a.C. in accordo a quanto proposto per la datazione del manufatto. Tuttavia sarà possibile (ed è un caso rarissimo in archeologia subacquea) datare la struttura adottando la tecnica dello scavo stratigrafico poiché il monumento appare coperto da una possente stratigrafia intatta dello spessore di oltre 2 metri.
Solo lo scavo archeologico stratigrafico del sito potrà fornire alcune risposte. Ma sarà essenziale, anche al fine di delimitare l’area interessata dalle emergenze archeologiche, effettuare indagini preventive con sub-bottom profiler.

Fonte:
http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/archeologiasottomarina/index.htm

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Gavignano - Recuperato architrave in calcare con iscrizione romana

Il giorno 28 maggio 2008 con una brillante operazione, gli uomini del Comando di Tenenza della Guardia di Finanza di Colleferro, agli ordini del Ten. Giancarlo Urciuoli, hanno recuperato in località Rossilli nel Comune di Gavignano un’architrave in calcare, appartenente quasi sicuramente ad un edificio funerario in cui è riportata l’iscrizione latina su due righe

PAVLAE HORDEONIAE L F
NASONIS

(Alla piccola Ordonia figlia di Lucio Nasone)

iscrizione

Il blocco misura m. 1,40 x 0,45 x 0,45 e l’iscrizione dovrebbe datarsi tra la fine del II ed il I sec. a.C., momento in cui la famiglia degli Hordeonii (di probabile origine campana) è proprietaria del fondo. Questa famiglia è documentata da altre due iscrizioni rinvenute a Segni. Nella prima compare un Publio Hordeonio che insieme ad altri personaggi è indicato come Quattuorviro Municipale in relazione al rifacimento di un tempio dedicato ad Ercole esistente nella città. Nella seconda vi è un M. Hordeonius anch’egli Quattuorviro Iure Dicundo della città.

L’iscrizione era posizionata nel cortile dell’importante complesso di Rossilli dove dal 1994 al 2002 i Gruppi Archeologici Milanese e Toleriense, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica del Lazio ed il Comune di Gavignano ed il Museo Archeologico del Territorio Toleriense di Colleferro hanno condotto esplorazioni archeologiche, volte ad una più puntuale definizione del complesso.
Le campagne di scavo sul sito di Rossilli hanno indubbiamente contribuito a chiarire ed in alcuni casi a svelare aspetti inediti dell’intero complesso.

Innanzitutto appare oramai inequivocabile la destinazione in età romana, probabilmente già nel corso del primi secoli dell’impero, ad assumere il ruolo di stazione di sosta, al XXV miglio della Via Latina conservato almeno fino al secolo XIX.

Rispetto a questo presupposto rimane da chiarire perché le fonti antiche tacquero su Rossilli. Nessuna indicazione sulla Tabula Peutingeriana e, tantomeno, sull’Itinerarium Antonini e sulle altre fonti scritte.
Eppure qui in antico doveva trovarsi un luogo di estrema importanza considerato che si pensò ad un tragitto della Via Latina verso sud che intenzionalmente raggiungesse Rossilli; come dimostra il netto cambiamento del tracciato viario prima di raggiungere il Compitum Anagninum.

Il sito in epoca romana era interessato da una struttura articolata dotata anche di un impianto termale e di un ninfeo. Sulle strutture romane successivamente si insediò un’abbazia benedettina, con tutti i suoi annessi strutturali che è ancora oggi in ottimo stato di conservazione con elementi artistici di pregio.
I materiali venuti finora alla luce stanno trovando, per motivi di studio, adeguata collocazione presso Il Museo Archeologico del Territorio Toleriense di Colleferro.

Il reperto è stato affidato alla Custodia del Museo Archeologico del Territorio Toleriense. Il Direttore, Dr. Angelo Luttazzi, oltre a ringraziare nuovamente la Guardia di Finanza ha sottolineato l’importanza del reperto, testimonianza della presenza nel territorio di strutture appartenute alla famiglia degli Hordeonii, quattuorviri della città di Segni, aggiungendo che l’iscrizione oramai giaceva da anni all’aperto esposta alle intemperie e il blocco monolitico di calcare su cui era stata incisa, oramai evidenziava vari cenni di cedimento, quindi il nuovo posizionamento in un luogo protetto è stata quanto mai opportuna.

L’importanza dell’iscrizione sta anche nel fatto che essa apre uno spiraglio nell’indagini sulle proprietà terriere dell’Ager Signinus in epoca repubblicana e sulle famiglie originarie portate a Segni nel momento della deduzione della prima colonia.

Il recupero ha visto protagonisti oltre agli uomini del Tenente Urcioli, la Dr.ssa De Spagnolis, ispettrice di zona della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, il Dr. Angelo Luttazzi, Direttore del Museo Archeologico del Territorio Toleriense di Colleferro, gli operai del servizio manutenzione del Comune di Colleferro.

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Apertura straordinaria Catacombe SS. Marcellino e Pietro a Giugno 2008

Dopo il grande interesse suscitato dalla segnalazione dell’apertura delle Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro lo scorso 13 ottobre 2007, riportiamo con piacere la notizia delle nuove aperture primaverili in programma dal 5 all’8 giugno:

Nei luoghi dove è avvenuta l’esplorazione in video di Alberto Angela su RAI 1 - Superquark, riaprono al pubblico le straordinarie Catacombe dei Santi Marcellino e PietroAd duas Lauros”, le terze per estensione in Roma. Note come un percorso unico al mondo per la ricchezza di pitture policrome, definito dagli archeologi “pinacoteca sotterranea” dell’arte romana e paleo-cristiana, sono anche insigne meta del pellegrinaggio che si riconosce nell’essenza spirituale del cristianesimo.

Situate in Via Casilina, 641, nel complesso archeologico prospiciente il Mausoleo di S. Elena che include l’omonima chiesa settecentesca, vicino al parco di Villa De Sanctis, saranno nuovamente aperte dal 5 all’8 giugno 2008 per gruppi limitati di visitatori condotti da una qualificata guida.

Catacombe SS. Marcellino e Pietro - Cristo tra gli Apostoli
Catacombe dei SS. Marcellino e Pietro - Cristo tra gli Apostoli

Calendario e orari delle visite:

Giovedì 5 giugno: ore 17
Venerdì 6 giugno: ore 16 e 17
Sabato 7 giugno: ore 15, 16 e 17
Domenica 8 giugno: ore 9 e 10

E’ indispensabile la prenotazione rivolgendosi a PARROCCHIA SANTI MARCELLINO E PIETRO AD DUAS LAUROS, Via Casilina 641 - ROMA - tel. e fax 06-24.19.446 - Parroco: P. Ottavio Chinello

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Cremona - 12.000 euro per lo scavo di Bedriacum

(Adnkronos) - Ammonta a 12 mila euro lo stanziamento della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Massimo Zanello, a favore dell’Università Statale di Milano, per la realizzazione del progetto “Ricerche a Calvatone, Cremona, archeologia e nuove tecnologie“. Il progetto interessa il “vicus” (villaggio) romano di Bedriacum situato a due chilometri da Calvatone, in provincia di Cremona, posto in posizione chiave nella Pianura Padana alla convergenza tra la via Postumia, che univa Genova ad Aquileia, e il fiume Oglio, ove l’Università opera da 20 anni (a questo proposito è disponibile il volume “Cremona e Bedriacum in età romana. Vent’anni di tesi universitarie“). Proseguirà la sperimentazione di nuove tecnologie di ricerca avviate nel 2007 e nate dalla collaborazione tra Università e Regione Lombardia.

Gli scavi di Calvatone saranno presentati e pubblicati integralmente utilizzando un supporto multimediale (cd/dvd) in modo da offrire al pubblico e agli studiosi una completa disamina del lavoro svolto con ampio supporto di disegni e fotografie. Si intende poi applicare tale metodologia anche alla ricerche svolte a Palmira, citta’ carovaniera della Siria.

“Abbiamo accettato la richiesta di finanziamento presentata dall’Università di Milano - ha dichiarato l’assessore Zanello - per proseguire gli studi archeologici in quanto Bedriacum è un antico centro della Gallia Cisalpina romana che ha restituito nel corso di questi anni resti di strutture abitative e reperti archeologici di grande importanza scientifica che lo rendono uno tra i più importanti in Lombardia”.

Approfondimenti:
http://users.unimi.it/calvbedr/

Fonte:
adnkronos.com

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