Epoca Romana
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Il Comune di Palestrina e il Comitato “Villa di Adriano” sono lieti di presentare il primo appuntamento del ciclo di conferenze “ Palestrina. Mirabilia Urbis. Dissertazioni di archeologia, arte, architettura e letteratura”, evento patrocinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Consiglio della Regione Lazio, dalla Provincia di Roma e dalla XI Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini.
L’iniziativa prevede 11 incontri che si svolgeranno di sabato mattina, da Febbraio a Giugno, in diverse sedi, a sottolineare la grande ricchezza culturale di Palestrina, segnando così una novità nella offerta culturale della città.
I temi affrontati avranno come comune denominatore Palestrina e spazieranno dall’archeologia alla storia dell’arte, dall’architettura alla letteratura. Illustri i relatori che interverranno. Siamo particolarmente onorati di poter ospitare grandi studiosi e accademici dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” e “Sapienza” tra cui la prof. arch. Nicoletta Marconi, il prof. Eugenio La Rocca, il dott. Pietro Zander e la dott.ssa Simona Turriziani studiosi operanti nella Fabbrica di San Pietro in Vaticano; la prof.ssa Arabella Cifani e il prof. Franco Monetti della Fondazione Accorsi di Torino.
La conferenza di apertura del ciclo si è tenuta sabato 27 febbraio alle ore 10.00 nella chiesa di Santa Maria in Villa, alla presenza del Sindaco di Palestrina Rodolfo Lena, con relatore il prof. Carlo Stefano Salerno, che ha illustrato gli studi fin’ora condotti sul prezioso affresco quattrocentesco della Madonna in Trono con Bambino, prestando attenzione particolare alle condizioni di degrado in cui versa.
Gli appuntamenti successivi vedranno gli interventi sabato 13 Marzo dell’arch. Raffaella Strati, funzionario della Soprintendenza ai Beni Architettonici del Lazio; sabato 27 Marzo della dott.ssa Alessandra Faini della Ales Arte; sabato 10 Aprile l’arch. Marina Magnani funzionario della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e l’ing. Emiliana Ciciotti Università “Tor Vergata”; il 17 aprile il prof. Marco Fabbri dell’università “Tor Vergata”.
Ringraziamo S.E. Mons. Domenico Sigalini per aver concesso di essere ospitati, per alcuni appuntamenti di “Palestrina. Mirabilia Urbis”, all’interno della chiesa di Sant’Egidio, parte del Museo Diocesano Prenestino di Arte Sacra.
Si sta svolgendo questa settimana, concludendosi il 28 febbraio 2010, la mostra descrittiva con foto e disegni “Firenze Romana“: 33 pannelli illustrano, con dovizia di particolari, la topografia della città antica com’è conosciuta dagli scavi di archeologia urbana che da fine Ottocento si sono susseguiti nel centro storico della città, che ricalca, di fatto, la città antica. Inoltre, ampio spazio è dedicato alle scoperte recenti, avvenute in concomitanza con i lavori per la tramvia: scoperte che altrimenti sarebbero ignote ai più, per lo scarso risalto che l’archeologia urbana ha sui media locali.
Gli abitanti di Firenze, invece, sono interessati, ed è per rispondere alla loro richiesta di sapere qualcosa di più sul loro passato che nasce questa mostra. La mostra è infatti dedicata principalmente ai Fiorentini: si svolge alla sede del Quartiere 5, in via Lambruschini, fuori dai circuiti turistici.
I 33 pannelli che costituiscono la mostra illustrano la storia della scoperta della città antica, la topografia dell’antica Florentia, attraverso la presentazione dei principali monumenti rinvenuti nel corso dei lavori pubblici e di edilizia che si sono susseguiti da fine Ottocento, con la realizzazione di Piazza della Repubblica che mise in luce il Foro e il capitolium, al grande cantiere di Piazza della Signoria dei primi anni Ottanta del Novecento, che portò in luce un grosso impianto termale e una fullonica, agli scavi ancora in corso al di sotto di Palazzo Vecchio, dove si cela il teatro della città romana.
La mostra, che replicherà in città a marzo, è organizzata dal Gruppo Archeologico Fiorentino, una realtà attiva fin dal 1972 in città al fianco delle Istituzioni, prima fra tutte la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, nella sua attività di tutela, di ricerca, di valorizzazione dei Beni Archeologici della città. Tra le attività per cui si è distinto, infatti, non va dimenticata la redazione della Carta Archeologica di Fiesole, utile strumento di conoscenza, e quindi di tutela, del Patrimonio.
INFO:
Firenze romana
22-28 febbraio 2010
sala consiliare Quartiere 5, via Lambruschini, 33, Firenze
orario: 9.30-12.00 e 15.30-19.00
ingresso libero
La scoperta recente (2005) di resti interessanti di una villa romana in località S.Anna a Spello può essere uno dei motivi per interessare il grande pubblico alla storia romana dell’Umbria ed alle antiche strade che la percorravano (in particolare della Flaminia e del suo diverticolo).
L’ Hispellum romana, in particolare, era molto più estesa della città medievale che attualmente i turisti visitano. In epoca augustea, fra l’altro, questa colonia romana aveva competenza in alcune zone prossime alle Fonti del Clitumno già ben celebrate nell’antichità.
Ovviamente la decadenza dell’impero romana, le incursioni dei barbari, la lunga permanenza dei longobardi (Spello era aggregata al Ducato di Spoleto) e tutti gli eventi successivi hanno grandemente modificato il contesto. Tuttavia, a parte i noti affreschi del Pinturicchio ed altre opere d’arte rinascimentale che restano ovviamente di grande richiamo, a Spello è ben possibile un itinerario archeologico di grande interesse. E dalle antiche porte ai mosaici della citata villa è proprio un bel giro.
Approfondimenti: Spello, il contesto romano e quello tardo medievale
Si intitola “Antinoo dopo e oltre. Dall’Egitto Copto alle Opere di Paola Crema” la mostra, allestita nel Salone del Nicchio del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, che trasporta i visitatori nella città di Antinoe, fondata in Egitto subito la morte di Antinoo, dalla sua fondazione al suo abbandono, e oltre, attraverso le suggestive opere scultoree di Paola Crema, artista contemporanea, e con un doveroso omaggio a Marguerite Yourcenar, autrice delle “Memorie di Adriano”.

La città di Antinoe fu fondata nel Medio Egitto per volontà dell’imperatore Adriano che volle commemorare Antinoo, il suo amante giovane e bellissimo, divinizzato dopo la morte. Un oracolo aveva predetto, durante il soggiorno di Adriano e Antinoo in Egitto, che uno dei due sarebbe dovuto morire. Il giovane amante si annegò nel Nilo, salvando così la vita all’imperatore. Da questo evento nefasto nacque una splendida città, che andò acquistando col tempo notevole prestigio e divenne un centro fiorente, soprattutto in età copta (convenzionalmente dal 313 d.C al 640 d.C., quando giunsero gli Arabi), mentre fu abbandonata tra l’VIII e il IX secolo d.C.
Di quella splendida città oggi non resta praticamente più nulla, ma dal 1935 l’Istituto di Papirologia Fiorentina “G. Vitelli” conduce scavi archeologici nell’area, scavi che hanno arricchito negli anni le collezioni del Museo Egizio di Firenze.
Dai reperti recuperati in questi scavi nasce la mostra. Si tratta di materiale databile al periodo copto, collocabile cronologicamente tra il IV e il VII secolo a.C.: vasellame in sigillata africana e la sua imitazione locale, la cosiddetta Egyptian Red Slip Ware A e B, oltre all’anfora vinaria, prodotta proprio ad Antinoe, Late Roman 7; è presente in mostra anche una particolare produzione di ceramica con decorazione dipinta copta e lucerne che portano sul disco la particolare croce ansata: una croce che deriva il suo modello dal segno dell’Ank egizio, che significa “vita”, e che probabilmente è alla base del monogramma di Cristo. Numerosi sono gli oggetti in materiale deperibile straordinariamente conservatisi grazie alle particolari condizioni ambientali dell’Egitto: icone dipinte su legno ma soprattutto i cosiddetti “tessuti copti”, una produzione tessile egiziana sviluppatasi tra III e VII secolo d.C.
L’esposizione dei reperti archeologici è immersa nelle opere scultoree dell’artista contemporanea Paola Crema, fortemente ispirate dall’antico, e si conclude con un omaggio a Marguerite Yourcenar che seppe mirabilmente descrivere, compiendo un accurato lavoro di studio sulle memorie lasciate da Adriano, la vita e le opere dell’imperatore, ma soprattutto, con grande intensità, l’amore per il giovane Antinoo.
Info: Antinoo dopo e oltre
Fino al 10 gennaio 2010
Firenze, Museo Archeologico Nazionale, Piazza SS. Annunziata, 9
Biglietto: compreso nel biglietto d’ingresso al Museo
Immagine: http://www.archeologiaviva.it/index.php/news/87/ANTINOO,_DOPO_E_OLTRE.html
0 comments marina lo blundo | Epoca Romana, Generale, Mostre
Un gruppo di archeologi e tecnici italiani della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, guidati da Sebastiano Tusa, hanno effettuato un’entusiasmante scoperta che oltre alla spettacolarità insita nei suoi contorni ambientali, manifesta interesse scientifico di primaria importanza, nel corso del progetto ArCoLibia (Archeologia Costiera della Libia) iniziato alcuni anni fa e che ha già portato ad alcune scoperte eccezionali come quella della nave veneziana Tigre naufragata presso il capo Ras al-Hilal.

Agli occhi degli archeologi italiani che effettuavano immersioni di ricognizione nelle acque di Capo di Ras Etteen alla ricerca di relitti e strutture portuali, sul fianco occidentale del Golfo di Bomba, sono comparsi muri, strade, edifici e tombe, ci si è accorti di essere in presenza di una porzione estesa oltre un ettaro di una grande città che alcuni studiosi avevano appena indiziato grazie ad alcuni resti di strutture murarie nascosti tra le dune sabbiose che contornano le spiagge del capo.
Le vestigia individuate al fondo del mare sono pertinenti una città vissuta in epoca romana imperiale (intorno al II secolo dopo Cristo).
La città si trovava in una zona di grande interesse strategico in quanto situata nei pressi del golfo di Bomba, che ha da sempre costituito un ottimo ricovero per flotte ed una zona di approdo sicuro lungo l’infida costa cirenaica.
Grandi edifici a pianta rettangolare con scansioni interne in vani regolari si estendono sui fondali marini in prossimità del capo. Alcuni sono collegati tra loro, altri sono apparentemente isolati. Poderosi muri in pietra ne definiscono l’andamento lasciando talvolta il passo a poderose strutture costruite sapientemente con i tipici mattoni laterizi romani segnati da diagonali incise.

Vistosi sono i segnali di un evento distruttivo che ha scardinato alcuni tra i muri più superficiali che appaiono spostati di peso dando l’idea della probabile azione di un forte tsunami da collocare forse in prossimità del terremoto del 365 d.C. che sconvolse la costa cirenaica.
Ma l’interesse della scoperta è accentuato dal fatto che siamo di fronte ad una grande città che, per almeno un periodo della sua vita, basò il suo sviluppo economico e la sua fortuna sulla lavorazione della porpora. Immense quantità di tritumi di gusci di murex (il mollusco marino da cui si estraeva la preziosa sostanza colorante scoperta dai Fenici alcuni secoli prima) sono accumulate in alcuni spazi della città sia a terra che in mare.
Iniziando la ricognizione delle strutture sommerse mediante scavo e rimozione dei detriti siamo venuti a contatto di un edificio certamente adibito alla produzione della preziosa tintura. Rimuovendo detriti e pietre di crollo sono comparse piccole vasche accuratamente rivestite di coccio pesto colme di sedimenti ancora da analizzare e quantità cospicue di tritumi di murex. La situazione di rinvenimento da l’impressione che il lavoro si sia interrotto improvvisamente quando ancora i molluschi erano in macerazione insieme a sostanze che ne agevolavano l’estrazione del colorante.
0 comments elisa | Comunicati stampa, Epoca Romana, Estero, Nuovi Ritrovamenti
Ricreare una Domus romana, per scoprire, attraverso un’esperienza ‘multisensoriale’, l’arte, l’architettura ma anche le atmosfere e la vita quotidiana degli antichi romani che vivevano ad Aquileia, ai tempi dell’Impero autentica metropoli nel Nordest d’Italia: e’ l’obiettivo del concorso di idee che la Fondazione Aquileia lancera’ con un bando europeo.

Il bando sara’ pubblicato tra la fine dell’anno e l’inizio di gennaio, riguardera’ l’area del Fondo Cossar di Aquileia e servira’ a scegliere la proposta che potra’ rendere piu’ attraenti e fruibili gli scavi, integrandoli con il percorso archeologico gia’ esistente, con la basilica, il battistero e il museo archeologico.
A partire dagli straordinari reperti riportati alla luce nel Fondo Cossar e nella Stalla Violin, il bando chiedera’ di immaginare un percorso che tenga conto della viabilita’ antica e che sia in grado di creare soluzioni (come coperture innovative o trasparenti) che richiamino le atmosfere, la vita, gli andamenti e le volumetrie degli ambienti originari.
Sito ufficiale:
http://valorizzazionefondiexcossar.fondazioneaquileia.it
Fonte:
È un’esigenza profondamente sentita in ogni disciplina quella di un periodico incontro tra gli studiosi che lavorano attorno agli stessi temi, per acquisire un aggiornamento e promuovere una riflessione critica sulle diverse problematiche. E questo è particolarmente vero per la Topografìa Antica, che ha conosciuto negli ultimi tempi arricchimento di dati, ampliamento d’orizzonti e innovazioni sostanziali in diversi settori.
I congressi di Topografìa Antica rimangono un appuntamento inderogabile, non solo per il nostro settore specifico di ricerca, ma anche per promuovere la salvaguardia in un paese che dissipa sempre più rapidamente il proprio patrimonio culturale.
Da sedici anni questi congressi hanno permesso di riunirci con periodicità triennale, grazie all’ospitalità offerta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ci è gradito ringraziare, insieme all’Ateneo di Roma la Sapienza e in particolare al Dipartimento di Scienze dell’Antichità. Gli Atti di tutti i precedenti congressi sono stati già pubblicati nel “Journal of Ancient Topography“, in vari volumi dal IV al XVIII.
Il VII Congresso di Topografia Antica intende ora proporre dei bilanci di alcuni aspetti della ricerca topografica quale è stata concretamente affrontata nell’ultimo decennio negli Atenei italiani, chiamando a discuterne docenti delle varie università italiane, riprendendo così il dibattito avviato in parte nel primo congresso, in parte nei successivi, sull’urbanistica antica, sulle strutture e le tecnologie di età romana, sull’indagine topografica nel territorio, sugli assetti agrari antichi e sull’archeologia subacquea.
Il dibattito metterà così in evidenza l’evoluzione della disciplina e le tendenze in atto nella ricerca topografica, quali si sono venute delineando nell’ultimo ventennio.
Programma preliminare
Giovedì 29 ottobre, ore 9,30 Giovanni Uggeri, Università di Roma I “La Sapienza”, Apertura dei lavori
Urbanistica
Luisa Migliorati, Università di Roma I “La Sapienza”, Urbanistica antica: linee di ricerca
Maria Pia Muzzioli, Università di Roma II, Fonti per la topografia di Roma antica
Paolo Liverani, Università di Firenze, Roma nel panorama delle città tardoantiche
Strutture
Cairoli F. Giuliani, Università di Roma I “La Sapienza”, Tecnica e tecnologia nell’edilizia romana
Francesco Tomasello, Università di Catania, La vexata quaestio del proporzionamento degli edifici antichi
Lorenzo Quilici, Università di Bologna, Strutture e tecniche stradali romane
Piero A. Gianfrotta, Università della Tuscia, Questioni di pilae e di pulvis Puteolanus
Territorio
Pier Luigi Dall’Aglio, Università di Bologna, Geomorfologia e topografia antica
Oscar Belvedere, Università di Palermo, La ricognizione di superficie: bilancio e prospettive
Marcello Guaitoli, Università di Lecce, I sistemi informatici per la storia del territorio
Maria Fenelli, Università di Roma I “La Sapienza”, La ricognizione topografia nel tempo
Assetto agrario
Stefanella Gigli Quilici, II Università di Napoli, Gli sviluppi delle ricerche sul paesaggio agrario antico
Guido Rosada, Università di Padova, La centuriazione: un bilancio
Archeologia subacquea
Edoardo Tortorici, Università di Catania, La ricerca subacquea oggi
Giovanni Uggeri Conclusioni
Interverranno inoltre al congresso i professori Nicola Bonacasa, Attilio Mastino, Cesare Marangio, Paolo Sommella.
Comitato scientifico e informazioni:
Prof. Giovanni Uggeri (giovanni.uggeri@gmail.com),
Prof. Cesare Marangio ( cesaremarangio@virgilio.it),
Prof.Annapaola Mosca (annapamo@tin.it),
Dott. Michele Fasolo ( michele.fasolo@gmail.com).
SITO UFFICIALE
0 comments elisa | Comunicati stampa, Conferenze, Epoca Romana
L’apertura del Complesso Monumentale “Villa di Adriano” ha riscosso un successo di pubblico veramente straordinario.
Sono state oltre quattrocento le persone che nelle prime tre giornate hanno visitato le cisterne, le imponenti sostruzioni e la chiesa di Santa Maria in villa con il suo affresco quattrocentesco.
Il sito ha suscitato la curiosità non solo fra le persone del posto, la maggioranza delle quali non immaginava lontanamente quale fosse la consistenza delle vestigia imperiali, ma anche dei numerosi turisti venuti da tutta Italia, oltre a numerose presenze straniere.
Nel ricordarvi le prossime aperture del sito, di sabato 17 dalle ore 19.00 alle ore 21.00 e delle domeniche del 18 e 25 ottobre dalle ore 9.00 alle 13.00, visto l’interesse suscitato si è deciso di prorogare la manifestazione anche nelle intere giornate di sabato 31 e domenica 1 novembre dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 14.30 alle 20.00.
0 comments Comitato Villa di Adriano | Comunicati stampa, Epoca Romana, Eventi, Visite
Il Comitato “Villa di Adriano” ha il piacere di comunicare, al termine della prima fase dei lavori di riqualificazione, l’apertura straordinaria del Complesso Monumentale “Villa di Adriano”. La manifestazione ha il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio, del Comune di Palestrina e della Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini.

E’ prevista l’apertura straordinaria del Complesso nelle giornate di domenica 4- 11-18 e 25 ottobre 2009 dalle ore 9.00 alle ore 13.00. Inoltre nelle giornate di sabato 10 e 17 ci sarà l’apertura notturna del sito dalle ore 19.00 alle ore 21.00.
Sarà possibile per la prima volta visitare le imponenti cisterne romane del piano inferiore della Villa attribuita all’imperatore Adriano – dove nel 1793 fu rinvenuta la famosa statua dell’Antinoo Braschi, oggi conservata nei Musei Vaticani – e ammirare le ultime scoperte riguardanti la Chiesa medievale di Santa Maria e del suo prezioso affresco quattrocentesco.
I visitatori saranno accompagnati lungo il percorso dai membri del Gruppo di Ricerca del Comitato che dal 2006 si occupa dello studio e della riqualificazione del sito.
Info:
Luogo Complesso Monumentale Villa di Adriano, Palestrina (RM), Via Santa Maria nei pressi dell’attuale Cimitero Comunale.
Data e orario di apertura domenica 4- 11-18 e 25 ottobre 2009 dalle ore 9.00 alle ore 13.00; sabato 10 e 17 dalle ore 19.00 alle ore 21.00.
Info www.villadiadriano.it – tel. 3280257550 – 3357663047.
Ingresso libero.
0 comments Comitato Villa di Adriano | Epoca Romana, Eventi, Visite
Si svolgerà a Bordighera, presso la sede centrale dell‘Istituto Internazionale di Studi Liguri, Centro Nino Lamboglia, via Romana 39, il Modulo n. 4 della SIMA, Scuola Interdisciplinare delle Metodologie Archeologiche, avente per oggetto “La Ceramica e i materiali di età romana“.
In particolare il Modulo su “La ceramica e i materiali di età romana” prosegue la tradizione dei Corsi di Studi Liguri, giunti quest’anno alla 56a edizione, ideati nel 1947 da Nino Lamboglia, fondatore dell’Istituto, per permettere ai giovani studiosi di approfondire con lezioni teoriche e pratiche la conoscenza delle principali classi ceramiche di età romana.
Fu infatti lo stesso Lamboglia per primo ad intuire l’importanza della ceramica in archeologia come fossile guida del singolo strato che di volta in volta viene scavato dall’archeologo. Ciò che per la moderna pratica archeologica è un fatto ovvio, cioè il raccogliere ogni singolo frammento ceramico al fine di ricavarne dati sulla produzione, la provenienza, la forma e quindi la datazione, per avere una più completa comprensione dello scavo, ancora negli anni ‘50 del Novecento non era stato capito. Lamboglia per primo invece, sugli scavi di Ventimiglia, ebbe quest’intuizione che rivoluzionò il modo di fare archeologia, non solo in Italia.
Il corso, che si svolgerà a Bordighera dal 1 al 9 ottobre 2009 sotto la coordinazione della Dott.ssa Daniela Gandolfi, vedrà avvicendarsi in cattedra i principali esperti della materia che tratteranno i seguenti argomenti: storia degli studi, aspetti tipologici e tecnici sulle produzioni ceramiche, problematiche relative alla conservazione dei reperti, alle quantificazioni degli stessi e alla gestione dei residui, disegno e norme di redazione delle schede di catalogo secondo l’ICCD.
Di ogni classe ceramica verrà quindi illustrata, attraverso dettagliate lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, la storia degli studi, la tipologia, la cronologia, le principali referenze bibliografiche: ceramiche a vernice nera, sigillate orientali, italiche e galliche, sigillate e ceramiche africane, sigillate narbonesi tarde, vasi a pareti sottili, lucerne, vetri, ceramica comune, anfore, vasi in pietra ollare, ceramiche invetriate tardo-romane, laterizi, metalli.
Dalle scorse edizioni del corso “La ceramica e i materiali di età romana”, ha visto la luce l’omonimo volume, edito dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri, a cura di D. Gandolfi, che si pone come manuale di avvicinamento alle singole classi ceramiche per permettere un approccio più facile a chi si scontra per la prima volta di ceramica romana. Volume didattico ma al tempo stesso non semplicistico, si rivolge sia agli studenti che agli archeologi professionisti come un utile vademecum da consultare durante leprime fasi di studio dei materiali emersi in corso di scavo.
Info:
SIMA – Scuola Interdisciplinare delle Metodologie Archeologiche
Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, Centro Nino Lamboglia, via Romana, 39
corsisima@istitutostudi.191.it (resp. Dott. L. Ansaldo)
0 comments marina lo blundo | Comunicati stampa, Conferenze, Epoca Romana, Pubblicazioni