Egizi
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Al Museo di Castel Sant’Angelo (Roma) è in corso la mostra La Lupa e la Sfinge dove, con oltre 50 sculture, testi e pitture, si cerca di approfondire il tema del rapporto tra Roma e l’Egitto. Un’influenza, quella egizia, riscontrabile in ogni luogo della Città Eterna; sul Campidoglio il “Tevere” e il “Nilo” uniscono nel mito le due lontane sponde, come nei versi di un poeta dell’Arcadia, e i leoni egizi accolgono i visitatori alla base della lunga scalinata, mentre nel rione Campo Marzio, dove ora sorgono i palazzi del Governo, il sottosuolo è disseminato di reperti del tempio di Iside e poco più in là, verso le pendici del Quirinale, si trova il Serapeo.
Come ha scritto Sergio Frau su La Repubblica:
Strana, ma gran bella coppia: “La Lupa e la Sfinge …” I due esseri più mitici del Mediterraneo tornano per dare il titolo alla mostra in Castel Sant’Angelo (fino al 9 novembre). Rievoca - con più di 50 sculture, e modellini, e testi d´epoca, e dipinti - il lungo rapporto di fascinazione con cui la Terra delle Piramidi ammaliò Roma, Caput Mundi. Prima i Romani antichi (in massa a pregare Iside: con i loro imperatori ormai soggiogati dai culti esotici); poi, dal Cinquecento, i Pontefici di Roma (comunque grati alla figlia di un faraone per l´adozione del piccolo Mosè).
Sempre sul sito de La Repubblica si trova un gallery fotografica della mostra: http://roma.repubblica.it/multimedia/home/2521454
Il sito web di Castel Sant’Angelo non riporta ancora informazioni sull’evento (http://www.castelsantangelo.com/).
Data Fine: 09/11/2008
Costo del biglietto: 8,50 euro (biglietto integrato mostre e museo)
Prenotazione: Facoltativa
Orario: Dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle 19.00; la biglietteria chiude alle 18.30
Chiuso il lunedì.
Organizza facilmente via internet il tuo viaggio alla mostra “La Lupa e la Sfinge”
Preferisci viaggiare in: treno, automobile o aereo.
Prenota l’hotel per la tua permanenza a Roma.
Nei giorni scorsi, un gruppo di archeologi egiziani ha trovato, a Saqqara, i resti dell’estensione del “Viale di Sfingi” che dovrebbe condurre al tempio di Anubis.
http://www.sis.gov.eg/En/Egyp …
Inoltre sempre in zona, sono ripresi gli scavi di una piramide, inizialmente scoperta da Lepsius, che hanno portato alla luce l’ingresso della struttura, le mura, la camera sepolcrale dove sono stato trovati trovati i vasi canopi, un pezzo di sarcofago in granito e il suo coperchio.
La piramide è stata attribuita al re Menkhauhor, V dinastia.
http://www.egiptologia.com/content/view/2659/74/
http://www.egiptologia.com/content/view/2660/74/
http://www.egiptologia.com/content/view/2665/74/
http://translate.google.com/translat …
S.
Dopo numerose discussioni sull’autenticità o meno del Papiro di Artemidoro, su cui il Prof. Canfora ha scritto un libro presentato qualche giorno fa a Torino: http://www.archaeogate.org/pa … ciano-canfora-s.html
http://www.archaeogate.org/storage/335_article_860_2.pdf
Arriva da Berlino la conferma che il papiro non è di Artemidoro ma risale ad un’epoca successiva: http://www.adnkronos.com/IGN/Cultura/?id=1.0.1974665524
S.
Continuano le notizie di nuove scoperte dall’Egitto:
Il Cairo, 2 mar. - (Adnkronos) - E’ stata ritrovata la tomba del leggendario guerriero dei faroni Iqer, il cui nome significa ”L’eccellente”. La scoperta è stata fatta da una missione archeologica spagnola, guidata dal dottor Jose’ Galan, nella necropoli di Luxor (Egitto), nel cortile del grande sepolcro di Djehuty, alto dignitario della corte di Hatshepsut, una delle poche donne che esercitò le funzioni di faraone, intorno al 1.500 avanti Cristo. Gli archeologi spagnoli hanno portato alla luce una sepoltura intatta, corredata da un sarcofago in legno dipinto, dove all’interno erano conservati tre vasi, un arco e sei frecce.
La tomba risale al periodo del Medio Regno, intorno a circa 4.000 anni fa, e custodiva la mummia integra; nel rivestimento ligneo interno si legge l’iscrizione del defunto, Iqer, che significa ”l’eccellente” in scrittura geroglifica: un soprannome che gli fu tributato per essere stato il miglior arciere della corte del faraone.
L’archeologo Jose’ Galan ha sottolineato l’importanza della scoperta: ”Si tratta di un sarcofago intatto unico e sorprendente, perché ha conservato non solo la mummia dell’arciere ma anche il suo arco e le sue frecce. Inoltre si tratta di una sepoltura della XI dinastia, cioè di un periodo della storia dell’antico Egitto di cui si conosce ben poco”.
Fonte:
testo - adnkronos
immagini - Guardian’s Egypt
In un momento così favorevole per l’archeologia egiziana (è di qualche giorno fa l’annuncio della scoperta della tomba di Imhotep), siamo lieti di dare spazio al comunicato stampa con cui l’Associazione di promozione turistica Pro Loco di Palestrina annuncia una conferenza di Zahi Hawass presso il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina.
CONFERENZA
“Alla ricerca della mummia della regina Hatshepsut e della regina Nefertiti e alla scoperta dei misteri delle piramidi”
con ZAHI HAWASS
Museo Archeologico Nazionale di PalestrinaVenerdì 14 Marzo 2008 ore 18.00
L’Associazione di promozione turistica Pro Loco di Palestrina è lieta di annunciarvi che in data 14 Marzo 2008 ha organizzato, con la collaborazione dell’Accademia d’Egitto, una conferenza dal titolo “Alla ricerca della mummia della regina Hatshepsut e della regina Nefertiti e alla scoperta dei misteri delle piramidi“.
Essa si terrà presso il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina (sala delle mostre temporanee). La conferenza sarà tenuta dall’archeologo Zahi Hawass, personaggio celebre in tutto il mondo per le sue importanti scoperte archeologiche, tra cui, di recente la piramide satellite di Cheope e la piramide della regina Khuit a Saqqara.
Il professor Hawass è attualmente Segretario Generale del Consiglio Superiore per le Antichità Egizie e rappresenta quindi anche una autorità istituzionale di rilevante importanza per tutto il panorama dell’archeologia, non solo egiziana, ma mondiale.
La scelta di organizzare una conferenza in collaborazione con l’Accademia d’Egitto nasce dalle molteplici affinità storiche e archeologiche che accomunano Palestrina e l’Egitto, testimoniate dal celeberrimo mosaico nilotico che corredava l’antico tempio della dea Fortuna Primigenia.
La somiglianza architettonica tra il tempio di Palestrina e il tempio di Hatshepsut rappresenta un ulteriore motivo di confronto tra le radici della nostra civiltà e quella egizia.
Per Informazioni
Ufficio Pro-Loco
Tel. 06 957 31 76
Il Cairo - È stata ritrovata la tomba del gran sacerdote di Heliopolis, Imhotep, vissuto intorno al 2800-2600 a.c., famoso per aver progettato e costruito la piramide a gradoni di Saqqara, in Egitto a 30 km a sud della città moderna del Cairo, dove si trova una vasta necropoli. Piramide eretta come sepolura del faraone Djoser, della terza dinastia.
La missione del Saqqara Geophysical Survey Project, guidata dall’archeologo inglese Ian Mathieson, ha ritrovato due tombe di vaste proporzioni nei pressi della piramide a gradoni di Djoser, il faraone della III dinastia. Una di queste tombe, secondo gli archeologi britannici, sarebbe proprio la sepoltura del leggendario Imhotep, l’architetto di Djoser, venerato come dio delle scienze e della medicina ed assimilato ad Ascletio in epoca greca.
Le due tombe scoperte sono lunghe circa 90 metri e larghe circa 50 metri. «Presentano una struttura interna complicata con un cortile che molto probabilmente introduceva ad un tempio», ha dichiarato Ian Mathieson. «Noi riteniamo che una delle due tombe abbia ospitato la mummia di Imhotep. Si tratta infatti di una sepoltura di grande importanza, dove risulta costruita una specie di scala che ricorda proprio la piramide a gradoni fatta costruire dal gran visir di Eliopoli», ha aggiunto Mathieson. «A nostro parere la scoperta della tomba di Imhotep rappresenta il più grande ritrovamento dopo quello della tomba di Tutankhamun», ha concluso il direttore della missione archeologica inglese, che opera a Saqqara dal 1990.
Saqqara ospita anche un grande numero di tombe mastaba. Essendo stato il complesso cimiteriale coperto dalla sabbia per quasi due millenni, fino al 1924, anno della sua riscoperta, molte tombe si sono preservate intatte sia nelle strutture esterne che nelle decorazioni interne.
Per lo studio della storia dell’Egitto è importante un dipinto, scoperto nel 1861, in una tomba risalente al Nuovo Regno, in cui sono elencati i cartigli di cinquantasette sovrani da cui afferma di discendere Ramesse II. Solo una cinquantina di nomi sono tuttora leggibili. Questo documento è spesso citato come Lista reale di Saqqara.
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A Saqqara, la missione guidata dal Dott. Ian Mathieson, ha trovato due grandi sepolture, una di esse potrebbe appartenere ad Imhotep, l’architetto ideatore della piramide a gradoni di Djoser.
http://www.huliq.com/51405/pyramid-architect039s-final-resting-place
S.
Mercoledì 5 marzo, alle ore 18, presso l’auditorium della Casa della Musica, di via Capitelli 3, a Trieste, sarà ospite la Dott.a Licia Serra, medico del Centro Sociale Oncologico di Trieste e specialista del mondo antico, che terrà una conferenza dal titolo: “La Medicina al tempo dei Faraoni. Magia, Mito o vera Scienza ?”
S.
Quando Jean-François Champollion, nel 1822, svelò i misteri della scrittura geroglifica, si aprì definitivamente agli studiosi il carattere d’avanguardia della cultura egizia, anche in un campo, quello della Medicina, dove fino ad allora il protagonista e creatore di tale scienza era ritenuto indiscutibilmente il leggendario Ippocrate.
Infatti, trenta secoli prima che “il padre della Medicina” gettasse le basi di un pensiero medico innovatore, esisteva già una Medicina egizia ampiamente teorizzata e organizzata, che influenzò in maniera incisiva il pensiero medico degli Assiri, Ittiti, Ebrei,Greci e Romani..
Solo alla fine del XIX secolo, l’interesse degli studiosi per la Medicina egizia esordiva con la scoperta e successiva traduzione dei papiri a contenuto medico o medico-magico. Purtroppo le prime traduzioni e descrizioni furono approssimative, diminuendo o alterando la portata scientifica di tali trattati, contribuendo purtroppo ad alimentare un lungo malinteso per cui la medicina egizia poteva essere riassunta in un conglomerato medico-magico privo di valore scientifico obiettivo.
Nel corso degli ultimi tre decenni si è assistito soprattutto a notevoli progressi nel campo della paleopatologia e dell’egittologia, con una migliore comprensione del linguaggio dei geroglifici e la scoperta di diversi testi capaci di rimettere in discussione le concezioni vigenti e di arricchire le nostre conoscenze nel campo dell’epidemiologia, della patologia e della terapia. E se dobbiamo credere ad un famoso antropologo, E.H. Ackerknecht che “la patologia di una società riflette le sue condizioni generali e il suo sviluppo e fornisce pertanto indici di valore per comprenderla nel suo insieme”, lo studio dei problemi di salute degli antichi egizi nell’ambito della loro quotidianità ci consente anche di studiare la civiltà faraonica sotto un’angolazione particolarmente originale.
Giorni fa, nei pressi di Luxor, un’equipe spagnola ha ritrovato la camera funebre inviolata di Iker, la sua mummia conservata nel sarcofago dipinto, due archi, tre bastoni e alcune frecce.
S.
http://www.laportadeltempo.com/Egitto/eg_150208.htm
http://www.guardians.net/hawass/discoveries/middle_kingdom_burial_is_found_i.htm
http://www.elmundo.es/elmundo/2008/02/18/cultura/1203342004.html
Dagli ultimi studi effettuati su alcuni scheletri ritovati ad Amarna, pare che la condizione di vita della popolazione non fosse buona e che probabilmente fu un’epidemia a porre fine alla dinastia del faraone Akhenaton.
http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/7209472.stm
S.