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	<title>ArcheoBlog &#187; Curiosità</title>
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	<description>News di Archeologia</description>
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		<title>Un privato cittadino dona al Museo di Colleferro un prezioso sigillo del Papa Innocenzo III</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 06:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Diamo spazio ad una notizia inviataci dal MUSEO ARCHEOLOGICO DEL TERRITORIO TOLERIENSE, Colleferro, nella speranza tali atti di onestà e senso civico siano sempre più frequenti. UN PRIVATO CITTADINO DONA AL MUSEO DI COLLEFERRO UN SIGILLO DEL PAPA INNOCENZO III Il progetto del Museo Archeologico del Territorio“Toleriense” di Colleferro, sin dalla sua nascita, è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diamo spazio ad una notizia inviataci dal MUSEO ARCHEOLOGICO DEL TERRITORIO TOLERIENSE, Colleferro, nella speranza tali atti di onestà e senso civico siano sempre più frequenti.</p>
<h3 style="text-align: center;">UN PRIVATO CITTADINO DONA AL MUSEO DI COLLEFERRO UN SIGILLO DEL PAPA INNOCENZO III</h3>
<p>Il progetto del <strong>Museo Archeologico del Territorio“Toleriense” di Colleferro</strong>, sin dalla sua nascita, è stato indirizzato verso una<strong> sensibilizzazione ed educazione dei giovani</strong>, cosi come della popolazione adulta al rispetto e valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico; ad una concezione del “bene culturale” come proprietà di tutti e non di persone e di classi.</p>
<p>Questa politica culturale del Museo <strong>ha dato nel tempo i suoi frutti</strong>, permettendo all’istituzione di attingere ad una importante risorsa quale la<strong> donazioni da parte di privati cittadini di oggetti</strong> che hanno, in alcuni casi, dato<strong> notevole impulso alle ricerche</strong> sul territorio, esposti e messi a disposizione di tutti.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/sigillo-Innocenzo_III.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1978" title="sigillo-Innocenzo_III" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/sigillo-Innocenzo_III.jpg" alt="" width="500" height="367" /></a></p>
<p>In quest’ottica che va inquadrata un’altra <strong>donazione fatta al Museo</strong> dal Sig. Silvano Tummolo, noto giornalista e pubblicista locale.<br />
Si tratta di un oggetto di notevole valore storico: “<strong>un sigillo del papa Innocenzo III</strong>”, figura di spicco del medioevo italiano e personaggio che ha un profondo legame con la nostra terra, se non altro per la sua nascita nel Castello di Gavignano e la discendenza dalla famiglia del Conti che caratterizzò in maniera sensibile la storia di questo territorio dal XII al XV secolo.</p>
<p>Il <strong>sigillo, <em>bulla</em></strong>, era un elemento metallico ma anche di altro materiale che veniva applicato a documento scritto. Il termine bolla è poi passato ad indicare l&#8217;intero documento. Il sigillo veniva applicato al documento o mediante cordicelle di canapa (nel caso si trattasse di lettere di giustizia ed esecutorie) oppure seta rossa e gialla (nel caso di lettere di grazia) annodate attraverso piccole aperture nel documento stesso.</p>
<p>Il <strong>sigillo papale, dall’anno 1099</strong>, rappresentava, sul lato anteriore, le<strong> teste degli apostoli Pietro e Paolo </strong>mentre il nome del papa che emanava la bolla veniva scritto nel retro. Fin dal tardo XVIII secolo il sigillo di piombo è stato sostituito da un timbro di inchiostro rosso dei Santi Pietro e Paolo con il nome del papa regnante circondante l’immagine.</p>
<p>Il nostro sigillo, di <strong>forma circolare, di 3,5 centimetri di diametro</strong>,  è in cera mescolata ad argilla che gli conferisce un colore bruno in superficie. Sul dritto compaiono le teste degli apostoli Pietro e Paolo, il primo a destra ed il secondo a sinistra, nel rispetto di uno schema canonico, identificate dalle lettere SPA e SPE abbreviazioni di Sanctus PAulus e Sanctus PEtrus. Paolo ha la barba lunga ed è calvo, Pietro barba e capelli ricciuti resi con delle perline a rilievo, le stesse perline circondano sia le facce che l’intero campo. Tra i due volti vi è una croce. Sul rovescio, circondata da perline la scritta INNOCENTIUS PP III. Nella parte superiore del sigillo rimane ancora la cordicella di attacco.</p>
<p>Mancando il documento di riferimento è<strong> impossibile dare una datazione precisa</strong> alla bulla, che però si inquadra sicuramente entro il pontificato di Innocenzo III (1198-1216).<br />
Il <strong>pezzo si trova già esposto</strong> all’interno del percorso espositivo con tutte le spiegazioni pertinenti in modo da consentire agli utenti la sua più precisa e comprensibile fruizione.</p>
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		<title>Forse scoperto cenotafio di Aiace sull&#8217;Isola di Salamina</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/forse-scoperto-cenotafio-di-aiace-sullisola-di-salamina/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 18:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trovato da archeologi greci sull&#8216;isola di Salamina un monumento funebre dedicato a Aiace. Se fosse vero,confermebbe la storicita&#8217; della Guerra di Troia cantata da Omero. Per ora e&#8217; solo un&#8217;ipotesi di lavoro degli archeologi greci, ma se al termine degli scavi venisse riconosciuto come cenotafio di Aiace, cio&#8217; avra&#8217; conseguenze enormi. Il fatto che gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovato da archeologi greci sull<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salamina" target="_blank">&#8216;isola di Salamina</a> un monumento funebre dedicato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aiace_Telamonio" target="_blank">Aiace</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1614" title="Aiace - scavi di Salamina" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/07/aiace-salamina.jpg" alt="Aiace - scavi di Salamina" width="256" height="194" /></p>
<p>Se fosse vero,confermebbe la<strong> storicita&#8217; della Guerra di Troia</strong> cantata da Omero. Per ora e&#8217; solo un&#8217;ipotesi di lavoro degli archeologi greci, ma se al termine degli scavi venisse riconosciuto come cenotafio di Aiace, cio&#8217; avra&#8217; conseguenze enormi.</p>
<p>Il fatto che gli abitanti di Salamina gli avessero dedicato un<strong> monumento funebre vuoto </strong>dimostrerebbe che quanto tramandato nell&#8217;Iliade e&#8217; vero: Aiace lotto&#8217; e mori&#8217; a Troia, dove fu sepolto.</p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2009-07-24_124365913.html" target="_blank">http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2009-07-24_124365913.html</a></p>
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		<title>A Stabiae 800 visitatori in meno nel solo mese di giugno. Aperto il dibattito sui possibili motivi della flessione</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/a-stabiae-800-visitatori-in-meno-nel-solo-mese-di-giugno-aperto-il-dibattito-sui-possibili-motivi-della-flessione/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[In linea con i dati nazionali, visite in calo anche per gli scavi archeologici dell&#8217;antica Stabiae. Dopo la buona affluenza registrata nel mese di maggio, con circa 400 visitatori in più rispetto al 2008, a giugno il sito ubicato in via Passeggiata Archeologica è stato visitato solamente da 1618 persone, circa 800 in meno rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In linea con i <a href="http://archeoblog.net/2009/crollo-dei-visitatori-nei-musei-1-6-milioni-in-meno-per-il-2008-e-la-crisi-continua/" target="_blank">dati nazionali</a>, <strong>visite in calo</strong> anche per gli <strong>scavi archeologici dell&#8217;antica Stabiae</strong>.</p>
<p>Dopo la buona affluenza registrata nel mese di maggio, con circa 400 visitatori in più rispetto al 2008, <strong>a giugno</strong> il sito ubicato in via Passeggiata Archeologica è stato visitato solamente da 1618 persone, circa <strong>800 in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno</strong>.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1597" title="Stabiae" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/07/ScaviStabiae1.jpg" alt="Stabiae" width="200" height="160" /></p>
<p>In questi giorni si sta<strong> cercando di capire i motivi di questa nuova flessione</strong>, partendo anche dal presupposto che i reperti archeologici stabiesi stanno spopolando in Italia e nel mondo, tramite le mostre organizzata dalla Fondazione Ras. Visite record anche per la <a href="http://archeoblog.net/2009/tappa-italiana-di-otium-ludens-dal-14-marzo-a-ravenna/" target="_blank">tappa di &#8220;Otium Ludens&#8221; di Ravenna</a>, l&#8217;unica italiana, che durerà sino al prossimo 4 ottobre.</p>
<p>E proprio questi fattori creano <strong>ulteriori polemiche nella cittadinanza,</strong> in quanto all&#8217;organizzazione della mostra partecipa anche la Regione Campania. Allestimenti impeccabili e grandiosi e l&#8217;attenzione calamitata sulla mostra, con campagne di comunicazione che all&#8217;ombra del Vesuvio, così come del resto i reperti, non si sono mai viste/i.</p>
<p>A voler essere buoni per il calo delle visite c&#8217;è da prendere in considerazione il <strong>cattivo tempo</strong>, ma a vedere bene ci sono ancora segnalazioni dei cittadini, con testimonianze video di <strong>lastre di amianto</strong> lasciate a poche decine di metri dall&#8217;entrata al sito archeologico.</p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=8882" target="_blank">http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=8882</a></p>
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		<title>Crollo dei visitatori nei musei: 1.6 milioni in meno per il 2008 e la crisi continua</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 12:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Visite]]></category>
		<category><![CDATA[affluenze]]></category>

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		<description><![CDATA[I 30 musei italiani più visitati hanno accolto nel 2008 circa 23 milioni di visitatori, quasi un quarto di tutto il pubblico dei siti culturali della Penisola (circa 3.800 musei e 1.800 aree archeologiche). I Musei Vaticani, gli Scavi di Pompei e gli Uffizi sono stati i 3 luoghi d&#8217;arte più visitati, raccogliendo complessivamente 8,2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>30 musei italiani più visitati </strong>hanno accolto nel 2008 circa <strong>23 milioni di visitatori</strong>, quasi un quarto di tutto il pubblico dei siti culturali della Penisola (circa 3.800 musei e 1.800 aree archeologiche). I <strong>Musei Vaticani, gli Scavi di Pompei e gli Uffizi</strong> sono stati i 3 luoghi d&#8217;arte più visitati, raccogliendo complessivamente 8,2 milioni di visitatori.</p>
<p>Ma si manifesta un <strong>trend negativo</strong>, che vede <strong>solo  6 su 30 musei con numeri in crescita</strong>, mentre per gli altri si riscontra una generale contrazione degli accessi quantificabile in circa <strong>1,6 milioni di visitatori in meno rispetto al 2007</strong>.</p>
<p>Il trend negativo dei musei italiani sembra indicare non tanto una crisi delle singole strutture, quanto un<strong> calo generalizzato &#8216;di settore&#8217;</strong>, iniziato nel 2007 e acuitosi nel 2008, mentre  <strong>per il 2009</strong> i dati dell&#8217;affluenza confermano un<strong> ulteriore calo nelle visite</strong> anche se inferiore a quello del 2008.</p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.ttgitalia.com/pagine/news_Meno_visitatori_nei_musei_nel_2008;_stabile_il_trend_2009.aspx?id_news=250026&amp;idx=0&amp;L=IT">http://www.ttgitalia.com/pagine/news_Meno_visitatori_nei_musei_nel_2008;_stabile_il_trend_2009 &#8230; IT</a></p>
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		<title>&#8220;Echi dall’età del Ferro&#8221; Il 13 giugno a Castelletto Sopra Ticino la riscoperta dell&#8217;arpa celtica nel rapporto con la tradizione e l&#8217;archeologia cisalpina</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/echi-eta-del-ferro-il-13-giugno-a-castelletto-sopra-ticino-la-riscoperta-dellarpa-celtica-nel-rapporto-con-la-tradizione-e-archeologia-cisalpina/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 07:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Protostoria]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
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		<category><![CDATA[cisalpina]]></category>
		<category><![CDATA[età del ferro]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito delle manifestazioni collegate alla mostra archeologica L’alba della città (www.albadellacitta.it), il Comune di Castelletto Sopra Ticino – Assessorato alla Cultura e il Gruppo Storico Archeologico Castellettese organizzano, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie, una serata dal titolo: Echi dall’età del Ferro: i ritmi del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito delle manifestazioni collegate alla mostra archeologica <a title="Archeoblog" href="http://archeoblog.net/2009/lalba-della-citta-in-mostra-a-castelletto-ticino-nuovi-reperti-dalle-necropoli-golasecchiane/" target="_blank"><strong>L’alba della città</strong></a> (<a href="http://www.albadellacitta.it">www.albadellacitta.it</a>), il Comune di <strong>Castelletto Sopra Ticino</strong> – Assessorato alla Cultura e il Gruppo Storico Archeologico Castellettese organizzano, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del <strong>Museo Antichità  Egizie,</strong> una serata dal titolo:</p>
<h3 style="text-align: center;">Echi dall’età  del Ferro: i ritmi del banchetto e della festa<br />
La riscoperta dell&#8217;arpa celtica nel rapporto con la tradizione e l&#8217;archeologia cisalpina</h3>
<address style="text-align: center;">Sabato 13 giugno 2009 &#8211; ore 21</address>
<address style="text-align: center;">Sala Polivalente “Albino Calletti”,Parco Comunale “Giovanni Sibilia”</address>
<address style="text-align: center;">Castelletto Sopra Ticino (NO)</address>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1440" title="Arpa Celtica" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/arpa-celtica.jpg" alt="Arpa Celtica" width="282" height="400" /></p>
<p>Introduce il dott. <strong>Filippo Maria Gambar</strong>i, con un intervento intitolato: <em>Protostoria dell&#8217;arpa celtica: le musiche da banchetto nell&#8217;età  del Ferro in Cisalpina ed in Gallia</em>.</p>
<p>A seguire, <em>Concerto di arpe celtiche</em>, con<strong> Agnese Picco e Claudia Brosio</strong>, che eseguiranno arrangiamenti per arpa celtica di musica tradizionale irlandese, bretone e piemontese.</p>
<p>L’<strong>arpa celtica</strong> è, sul piano tecnico e morfologico, all’origine delle arpe da concerto attualmente in uso nella musica da camera e nell’orchestra. L’improvvisa “esplosione” dell’arpa celtica dall’Irlanda e dalla Scozia durante il Medioevo ne ha finora messo in ombra le più<strong> lontane origini. </strong></p>
<p>Non sono frequenti le <strong>raffigurazioni di arpa nell’età del Ferro in Gallia </strong>Cisalpina e Transalpina, anche se alcuni esempi sulle <strong>incisioni rupestri della Valcamonica</strong>, sulle situle di produzione bolognese e nelle statue in pietra dell’<strong>età  di La Tène </strong>in Gallia permettono di ipotizzare l’evoluzione di uno <strong>strumento introdotto in età  orientalizzante nei centri dell’Etruria Padana</strong> a partire da Bologna e da qui <strong>trasmesso alle popolazioni celtiche</strong>, che ne cureranno i successivi sviluppi.</p>
<p>Per comprendere tale linea evolutiva bisogna rapportarsi con il progressivo <strong>prevalere di cetra e lira nella musica greco-romana</strong>, in cui l’arpa tende occupare un ruolo di secondo piano. Le melodie tradizionali europee rese per arpa mostrano alcuni elementi di base comuni, dal Piemonte alle Isole Britanniche, e riecheggiano reminiscenze di un passato lontano.</p>
<p>In occasione della serata sarà  possibile visitare la mostra archeologica L’alba della città  – Le prime necropoli del centro protourbano di Castelletto Ticino, che rimarrà  aperta fino al 29 novembre 2009 con i seguenti orari:</p>
<p>Mercoledì e domenica ore  15.00 – 18.00</p>
<p>Sabato ore  10.00 – 12.00 e  15.00 – 18.00</p>
<p>Aperture straordinarie su richiesta</p>
<p>L&#8217;evento di sabato 13 giugno a Castelletto Sopra Ticino anticipa la “<strong>Festa Europea della Musica</strong>” del 21 giugno, in occasione della quale Agnese Picco e Claudia Brosio presenteranno un programma analogo presso Museo di Antichità  di Torino.</p>
<p><em>Per maggiori informazioni:</em></p>
<p>Anna Maria Locarno</p>
<p>ODT &amp; Associati</p>
<p>Tel: 335.7603449</p>
<p>Email: info@odt-associati.it</p>
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		<title>I Bronzi per Riace… Parole e paroloni !</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/i-bronzi-per-riace%e2%80%a6-parole-e-paroloni/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 18:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucapagni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La proloco &#8220;I Bronzi per Riace&#8221;, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace il 16 maggio 2009 a Riace Marina presso l&#8217;hotel Federica, in collaborazione con l&#8217;Università della Calabria e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e della Regione Calabria. Ho chiesto al Prof. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>proloco &#8220;I Bronzi per Riace&#8221;</strong>, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una<strong> giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace il 16 maggio 2009 </strong>a Riace Marina presso l&#8217;hotel Federica, in collaborazione con l&#8217;Università della Calabria  e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e della Regione Calabria.</p>
<p>Ho chiesto al <strong>Prof. Giuseppe Braghò</strong> di commentarci quanto emerso in questa prestigiosa sede, dopo la pubblicazione della sua ricerca-inchiesta con sui ha evidenziato e documentato molte criticità circa il possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace, per i quali gli ultimi Ministri per i Beni Culturali Rutelli e Bondi hanno enunciato l’impegno a verificare il da farsi per ridare integrità a questi beni culturali che sono anche patrimonio dell’umanità.</p>
<p>Caro Pagni, ho letto &#8211; tra il &#8220;materiale&#8221; partorito dal convegno di Riace &#8211; un esilarante articolo (Gazzetta del Sud) in cui tale Prof. Giuseppe Roma (o qualcosa di simile) ha pubblicamente dichiarato che i Bronzi sicuramente rappresentano Castore e Polluce e che gli stessi, ancora sicuramente, nella mano destra reggevano originariamente delle redini,  alle quali erano attaccati due cavalli.</p>
<p>Non intendo soffermarmi sulla bizzarria della seconda affermazione: al contrario, lancio un invito agli studenti (che frequentano il corso del docente UNICAL) di cambiarlo, se possibile.  Prendano loro &#8211; in seconda ipotesi &#8211; delle redini in mano: soltanto per trascinare altrove un asino come il saccente Prof.  Basterà d&#8217;altronde scorrere la pomposità del Curriculum Vitae dell&#8217;esimio relatore (specialmente soffermandosi sulla voce &#8220;Pubblicazioni&#8221;, le quali altre non sono che articoli ed articoletti ospitati su riviste e rivistine più o meno orfane di stima accreditata) per raccoglierne grandeur e preparazione specifica.</p>
<p>Si conosce, nel regesto ufficiale intorno alle due Statue, un solo altro esempio di pedanteria ilare, vezzosamente propinatoci dalla Brunilde Sismondo Ridgway, secondo la quale le magnifiche espressioni del periodo severo greco sono, nella squallida realtà, delle opere romane (!). L&#8217;archeologa nunziante, da allora, è universalmente riconosciuta come fantasiosa, e la gentilezza del termine è unicamente dovuta alla galanteria degli altri seri ricercatori. In tanti, e soltanto dopo la mia documentale inchiesta, si occupano ora dei Bronzi: ciò è positivo. Negativa è la maniera con la quale si disquisisce intorno ad essi.</p>
<p>Su Calabria Ora di ieri, domenica 24 maggio, si potrà leggere altra disquisizione di tale Danilo Franco, firmatosi senza qualifica professionale: potrebbe dunque essere fabbro, rigattiere, farmacista, botanico forse. Sono portato a ritenere il soggetto molto vicino all&#8217;ultima figura citata, trattando l&#8217;accaduto con ironia, che non fa male anche quando si toccano argomentazioni serie. Lo immagino dunque botanico poiché il noioso articolo può avelo scritto chi, con gramigne e carciofi, possiede familiarità.</p>
<p>La ricerca storiografica non è argomento da chiosco domenicale. Nessuno dei timorati convegnisti &#8211; oltre che il Danilo Franco &#8211; sostiene la via più consona per sciogliere i dubbi su origine e provenienza degli sventurati A e B: l&#8217;indagine della Magistratura e un futuro, approfondito scavo nell&#8217;area ri Agranci-Riace, misure da me più volte chieste al MIBAC. Spiego perché. Mariottini dice di aver visto per primo le statue. Crediamogli. Ancora, afferma che si trattava di &#8220;un gruppo&#8221;. Crediamogli. Continua, il sub capitolino, a narrare che al braccio sinistro di una di esse ha visto uno scudo. Crediamogli. Scrive nella denuncia, il fortunato pescatore, che le stesse sono differenti (e vistosamente) per postura, mostrandosi (una delle due)  con braccia aperte e gamba sopravanzante,espressione contrastante con la realtà espositiva presente presso il Museo di Reggio Calabria,mentre la seconda corrisponde alla descrizione. Crediamogli.</p>
<p>A questo punto, il passo che Magistratura e Carabinieri della Tutela dovrebbero fare è banale soltanto: costringere il &#8220;papà dei Bronzi&#8221; a dire la verità. Lo stesso, in note interviste, afferma di voler parlare &#8220;soltanto col Giudice o con i Carabinieri&#8221;. Evidentemente, sussisterà qualcosa di riservato, da non svelare ai giornalisti e al popolo, sovrano (sulla carta).</p>
<p>Cos&#8217;ha fatto il Magistrato inquirente di Locri? A quali risultati sono pervenuti i Carabinieri? Tre anni dopo la personale, meritoria (parole di Ministro peri Beni Culturali, e non di botanico o convegnista griffato) inchiesta giornalistica, evolutasi nel volume &#8220;Facce di Bronzo&#8221;, nulla è dato sapere. Troppo facile. Strano e improprio, inoltre, che i convegnisti di Riace o il Danilo Franco ignorino di supportare la necessità primaria di stringere la morsa attorno a un falso eroe, per sapere. Probabilmente non amano o non vogliono, farlo.</p>
<p>Mariottini, se fosse quell&#8217;onesto &#8220;volontario servitore del bene pubblico&#8221; che dice di essere, dovrebbe toglierli, i drappi oscuri della menzogna. Certo, svelare le infamie di chi lo ha protetto fino ad oggi è pesante, e tanto. Meno pesante, tuttavia, dell&#8217;ombra che il cittadino Giuseppe Braghò, con &#8220;carte alla mano&#8221;, ha per sempre proiettato su Stefano &amp; Co., lì dove Stefano sta per Mariottini e Co. sta per i noti personaggi istituzionali coinvolti nell&#8217;affaire Bronzi di Riace. Leggere, per credere. Dopo, e soltanto dopo, scrivere. O contestare, se possibile. Povera, poverissima Italia!</p>
<p>Cordialmente.</p>
<p>Prof. Giuseppe Braghò</p>
<p>P.S.: Ne autorizzo pubblicazione e divulgazione.</p>
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