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	<title>ArcheoBlog &#187; Curiosità</title>
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	<description>News di Archeologia</description>
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		<title>Un privato cittadino dona al Museo di Colleferro un prezioso sigillo del Papa Innocenzo III</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 06:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
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		<description><![CDATA[Diamo spazio ad una notizia inviataci dal MUSEO ARCHEOLOGICO DEL TERRITORIO TOLERIENSE, Colleferro, nella speranza tali atti di onestà e senso civico siano sempre più frequenti.
UN PRIVATO CITTADINO DONA AL MUSEO DI COLLEFERRO UN SIGILLO DEL PAPA INNOCENZO III
Il progetto del Museo Archeologico del Territorio“Toleriense” di Colleferro, sin dalla sua nascita, è stato indirizzato verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diamo spazio ad una notizia inviataci dal MUSEO ARCHEOLOGICO DEL TERRITORIO TOLERIENSE, Colleferro, nella speranza tali atti di onestà e senso civico siano sempre più frequenti.</p>
<h3 style="text-align: center;">UN PRIVATO CITTADINO DONA AL MUSEO DI COLLEFERRO UN SIGILLO DEL PAPA INNOCENZO III</h3>
<p>Il progetto del <strong>Museo Archeologico del Territorio“Toleriense” di Colleferro</strong>, sin dalla sua nascita, è stato indirizzato verso una<strong> sensibilizzazione ed educazione dei giovani</strong>, cosi come della popolazione adulta al rispetto e valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico; ad una concezione del “bene culturale” come proprietà di tutti e non di persone e di classi.</p>
<p>Questa politica culturale del Museo <strong>ha dato nel tempo i suoi frutti</strong>, permettendo all’istituzione di attingere ad una importante risorsa quale la<strong> donazioni da parte di privati cittadini di oggetti</strong> che hanno, in alcuni casi, dato<strong> notevole impulso alle ricerche</strong> sul territorio, esposti e messi a disposizione di tutti.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/sigillo-Innocenzo_III.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1978" title="sigillo-Innocenzo_III" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/03/sigillo-Innocenzo_III.jpg" alt="" width="500" height="367" /></a></p>
<p>In quest’ottica che va inquadrata un’altra <strong>donazione fatta al Museo</strong> dal Sig. Silvano Tummolo, noto giornalista e pubblicista locale.<br />
Si tratta di un oggetto di notevole valore storico: “<strong>un sigillo del papa Innocenzo III</strong>”, figura di spicco del medioevo italiano e personaggio che ha un profondo legame con la nostra terra, se non altro per la sua nascita nel Castello di Gavignano e la discendenza dalla famiglia del Conti che caratterizzò in maniera sensibile la storia di questo territorio dal XII al XV secolo.</p>
<p>Il <strong>sigillo, <em>bulla</em></strong>, era un elemento metallico ma anche di altro materiale che veniva applicato a documento scritto. Il termine bolla è poi passato ad indicare l&#8217;intero documento. Il sigillo veniva applicato al documento o mediante cordicelle di canapa (nel caso si trattasse di lettere di giustizia ed esecutorie) oppure seta rossa e gialla (nel caso di lettere di grazia) annodate attraverso piccole aperture nel documento stesso.</p>
<p>Il <strong>sigillo papale, dall’anno 1099</strong>, rappresentava, sul lato anteriore, le<strong> teste degli apostoli Pietro e Paolo </strong>mentre il nome del papa che emanava la bolla veniva scritto nel retro. Fin dal tardo XVIII secolo il sigillo di piombo è stato sostituito da un timbro di inchiostro rosso dei Santi Pietro e Paolo con il nome del papa regnante circondante l’immagine.</p>
<p>Il nostro sigillo, di <strong>forma circolare, di 3,5 centimetri di diametro</strong>,  è in cera mescolata ad argilla che gli conferisce un colore bruno in superficie. Sul dritto compaiono le teste degli apostoli Pietro e Paolo, il primo a destra ed il secondo a sinistra, nel rispetto di uno schema canonico, identificate dalle lettere SPA e SPE abbreviazioni di Sanctus PAulus e Sanctus PEtrus. Paolo ha la barba lunga ed è calvo, Pietro barba e capelli ricciuti resi con delle perline a rilievo, le stesse perline circondano sia le facce che l’intero campo. Tra i due volti vi è una croce. Sul rovescio, circondata da perline la scritta INNOCENTIUS PP III. Nella parte superiore del sigillo rimane ancora la cordicella di attacco.</p>
<p>Mancando il documento di riferimento è<strong> impossibile dare una datazione precisa</strong> alla bulla, che però si inquadra sicuramente entro il pontificato di Innocenzo III (1198-1216).<br />
Il <strong>pezzo si trova già esposto</strong> all’interno del percorso espositivo con tutte le spiegazioni pertinenti in modo da consentire agli utenti la sua più precisa e comprensibile fruizione.</p>
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		<title>Forse scoperto cenotafio di Aiace sull&#8217;Isola di Salamina</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/forse-scoperto-cenotafio-di-aiace-sullisola-di-salamina/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 18:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Periodo Greco]]></category>
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		<category><![CDATA[archeologia greca]]></category>
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		<description><![CDATA[Trovato da archeologi greci sull&#8216;isola di Salamina un monumento funebre dedicato a Aiace.

Se fosse vero,confermebbe la storicita&#8217; della Guerra di Troia cantata da Omero. Per ora e&#8217; solo un&#8217;ipotesi di lavoro degli archeologi greci, ma se al termine degli scavi venisse riconosciuto come cenotafio di Aiace, cio&#8217; avra&#8217; conseguenze enormi.
Il fatto che gli abitanti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovato da archeologi greci sull<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salamina" target="_blank">&#8216;isola di Salamina</a> un monumento funebre dedicato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aiace_Telamonio" target="_blank">Aiace</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1614" title="Aiace - scavi di Salamina" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/07/aiace-salamina.jpg" alt="Aiace - scavi di Salamina" width="256" height="194" /></p>
<p>Se fosse vero,confermebbe la<strong> storicita&#8217; della Guerra di Troia</strong> cantata da Omero. Per ora e&#8217; solo un&#8217;ipotesi di lavoro degli archeologi greci, ma se al termine degli scavi venisse riconosciuto come cenotafio di Aiace, cio&#8217; avra&#8217; conseguenze enormi.</p>
<p>Il fatto che gli abitanti di Salamina gli avessero dedicato un<strong> monumento funebre vuoto </strong>dimostrerebbe che quanto tramandato nell&#8217;Iliade e&#8217; vero: Aiace lotto&#8217; e mori&#8217; a Troia, dove fu sepolto.</p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2009-07-24_124365913.html" target="_blank">http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cultura/news/2009-07-24_124365913.html</a></p>
<span class="sfforumlink"><a href="http://archeoblog.net/forum/archeoblog-news/forse-scoperto-cenotafio-di-aiace-sullisola-di-salamina/"><p><img src="http://archeoblog.net/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/default/bloglink.png" alt="" /> Commenta la notizia e partecipa alla discussione</p>
</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>A Stabiae 800 visitatori in meno nel solo mese di giugno. Aperto il dibattito sui possibili motivi della flessione</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/a-stabiae-800-visitatori-in-meno-nel-solo-mese-di-giugno-aperto-il-dibattito-sui-possibili-motivi-della-flessione/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Visite]]></category>
		<category><![CDATA[crollo visitatori]]></category>
		<category><![CDATA[stabiae]]></category>

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		<description><![CDATA[In linea con i dati nazionali, visite in calo anche per gli scavi archeologici dell&#8217;antica Stabiae.
Dopo la buona affluenza registrata nel mese di maggio, con circa 400 visitatori in più rispetto al 2008, a giugno il sito ubicato in via Passeggiata Archeologica è stato visitato solamente da 1618 persone, circa 800 in meno rispetto allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In linea con i <a href="http://archeoblog.net/2009/crollo-dei-visitatori-nei-musei-1-6-milioni-in-meno-per-il-2008-e-la-crisi-continua/" target="_blank">dati nazionali</a>, <strong>visite in calo</strong> anche per gli <strong>scavi archeologici dell&#8217;antica Stabiae</strong>.</p>
<p>Dopo la buona affluenza registrata nel mese di maggio, con circa 400 visitatori in più rispetto al 2008, <strong>a giugno</strong> il sito ubicato in via Passeggiata Archeologica è stato visitato solamente da 1618 persone, circa <strong>800 in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno</strong>.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1597" title="Stabiae" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/07/ScaviStabiae1.jpg" alt="Stabiae" width="200" height="160" /></p>
<p>In questi giorni si sta<strong> cercando di capire i motivi di questa nuova flessione</strong>, partendo anche dal presupposto che i reperti archeologici stabiesi stanno spopolando in Italia e nel mondo, tramite le mostre organizzata dalla Fondazione Ras. Visite record anche per la <a href="http://archeoblog.net/2009/tappa-italiana-di-otium-ludens-dal-14-marzo-a-ravenna/" target="_blank">tappa di &#8220;Otium Ludens&#8221; di Ravenna</a>, l&#8217;unica italiana, che durerà sino al prossimo 4 ottobre.</p>
<p>E proprio questi fattori creano <strong>ulteriori polemiche nella cittadinanza,</strong> in quanto all&#8217;organizzazione della mostra partecipa anche la Regione Campania. Allestimenti impeccabili e grandiosi e l&#8217;attenzione calamitata sulla mostra, con campagne di comunicazione che all&#8217;ombra del Vesuvio, così come del resto i reperti, non si sono mai viste/i.</p>
<p>A voler essere buoni per il calo delle visite c&#8217;è da prendere in considerazione il <strong>cattivo tempo</strong>, ma a vedere bene ci sono ancora segnalazioni dei cittadini, con testimonianze video di <strong>lastre di amianto</strong> lasciate a poche decine di metri dall&#8217;entrata al sito archeologico.</p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=8882" target="_blank">http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=8882</a></p>
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		<title>Crollo dei visitatori nei musei: 1.6 milioni in meno per il 2008 e la crisi continua</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/crollo-dei-visitatori-nei-musei-1-6-milioni-in-meno-per-il-2008-e-la-crisi-continua/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 12:48:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Visite]]></category>
		<category><![CDATA[affluenze]]></category>

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		<description><![CDATA[I 30 musei italiani più visitati hanno accolto nel 2008 circa 23 milioni di visitatori, quasi un quarto di tutto il pubblico dei siti culturali della Penisola (circa 3.800 musei e 1.800 aree archeologiche). I Musei Vaticani, gli Scavi di Pompei e gli Uffizi sono stati i 3 luoghi d&#8217;arte più visitati, raccogliendo complessivamente 8,2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>30 musei italiani più visitati </strong>hanno accolto nel 2008 circa <strong>23 milioni di visitatori</strong>, quasi un quarto di tutto il pubblico dei siti culturali della Penisola (circa 3.800 musei e 1.800 aree archeologiche). I <strong>Musei Vaticani, gli Scavi di Pompei e gli Uffizi</strong> sono stati i 3 luoghi d&#8217;arte più visitati, raccogliendo complessivamente 8,2 milioni di visitatori.</p>
<p>Ma si manifesta un <strong>trend negativo</strong>, che vede <strong>solo  6 su 30 musei con numeri in crescita</strong>, mentre per gli altri si riscontra una generale contrazione degli accessi quantificabile in circa <strong>1,6 milioni di visitatori in meno rispetto al 2007</strong>.</p>
<p>Il trend negativo dei musei italiani sembra indicare non tanto una crisi delle singole strutture, quanto un<strong> calo generalizzato &#8216;di settore&#8217;</strong>, iniziato nel 2007 e acuitosi nel 2008, mentre  <strong>per il 2009</strong> i dati dell&#8217;affluenza confermano un<strong> ulteriore calo nelle visite</strong> anche se inferiore a quello del 2008.</p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://www.ttgitalia.com/pagine/news_Meno_visitatori_nei_musei_nel_2008;_stabile_il_trend_2009.aspx?id_news=250026&amp;idx=0&amp;L=IT">http://www.ttgitalia.com/pagine/news_Meno_visitatori_nei_musei_nel_2008;_stabile_il_trend_2009 &#8230; IT</a></p>
<span class="sfforumlink"><a href="http://archeoblog.net/forum/archeoblog-news/crollo-dei-visitatori-nei-musei-16-milioni-in-meno-per-il-2008-e-la-crisi-continua/"><p><img src="http://archeoblog.net/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/default/bloglink.png" alt="" /> Commenta la notizia e partecipa alla discussione</p>
</a></span>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>&#8220;Echi dall’età del Ferro&#8221; Il 13 giugno a Castelletto Sopra Ticino la riscoperta dell&#8217;arpa celtica nel rapporto con la tradizione e l&#8217;archeologia cisalpina</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/echi-eta-del-ferro-il-13-giugno-a-castelletto-sopra-ticino-la-riscoperta-dellarpa-celtica-nel-rapporto-con-la-tradizione-e-archeologia-cisalpina/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 07:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Protostoria]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
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		<category><![CDATA[cisalpina]]></category>
		<category><![CDATA[età del ferro]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito delle manifestazioni collegate alla mostra archeologica L’alba della città (www.albadellacitta.it), il Comune di Castelletto Sopra Ticino – Assessorato alla Cultura e il Gruppo Storico Archeologico Castellettese organizzano, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità  Egizie, una serata dal titolo:
Echi dall’età  del Ferro: i ritmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito delle manifestazioni collegate alla mostra archeologica <a title="Archeoblog" href="http://archeoblog.net/2009/lalba-della-citta-in-mostra-a-castelletto-ticino-nuovi-reperti-dalle-necropoli-golasecchiane/" target="_blank"><strong>L’alba della città</strong></a> (<a href="http://www.albadellacitta.it">www.albadellacitta.it</a>), il Comune di <strong>Castelletto Sopra Ticino</strong> – Assessorato alla Cultura e il Gruppo Storico Archeologico Castellettese organizzano, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del <strong>Museo Antichità  Egizie,</strong> una serata dal titolo:</p>
<h3 style="text-align: center;">Echi dall’età  del Ferro: i ritmi del banchetto e della festa<br />
La riscoperta dell&#8217;arpa celtica nel rapporto con la tradizione e l&#8217;archeologia cisalpina</h3>
<address style="text-align: center;">Sabato 13 giugno 2009 &#8211; ore 21</address>
<address style="text-align: center;">Sala Polivalente “Albino Calletti”,Parco Comunale “Giovanni Sibilia”</address>
<address style="text-align: center;">Castelletto Sopra Ticino (NO)</address>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1440" title="Arpa Celtica" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/06/arpa-celtica.jpg" alt="Arpa Celtica" width="282" height="400" /></p>
<p>Introduce il dott. <strong>Filippo Maria Gambar</strong>i, con un intervento intitolato: <em>Protostoria dell&#8217;arpa celtica: le musiche da banchetto nell&#8217;età  del Ferro in Cisalpina ed in Gallia</em>.</p>
<p>A seguire, <em>Concerto di arpe celtiche</em>, con<strong> Agnese Picco e Claudia Brosio</strong>, che eseguiranno arrangiamenti per arpa celtica di musica tradizionale irlandese, bretone e piemontese.</p>
<p>L’<strong>arpa celtica</strong> è, sul piano tecnico e morfologico, all’origine delle arpe da concerto attualmente in uso nella musica da camera e nell’orchestra. L’improvvisa “esplosione” dell’arpa celtica dall’Irlanda e dalla Scozia durante il Medioevo ne ha finora messo in ombra le più<strong> lontane origini. </strong></p>
<p>Non sono frequenti le <strong>raffigurazioni di arpa nell’età del Ferro in Gallia </strong>Cisalpina e Transalpina, anche se alcuni esempi sulle <strong>incisioni rupestri della Valcamonica</strong>, sulle situle di produzione bolognese e nelle statue in pietra dell’<strong>età  di La Tène </strong>in Gallia permettono di ipotizzare l’evoluzione di uno <strong>strumento introdotto in età  orientalizzante nei centri dell’Etruria Padana</strong> a partire da Bologna e da qui <strong>trasmesso alle popolazioni celtiche</strong>, che ne cureranno i successivi sviluppi.</p>
<p>Per comprendere tale linea evolutiva bisogna rapportarsi con il progressivo <strong>prevalere di cetra e lira nella musica greco-romana</strong>, in cui l’arpa tende occupare un ruolo di secondo piano. Le melodie tradizionali europee rese per arpa mostrano alcuni elementi di base comuni, dal Piemonte alle Isole Britanniche, e riecheggiano reminiscenze di un passato lontano.</p>
<p>In occasione della serata sarà  possibile visitare la mostra archeologica L’alba della città  – Le prime necropoli del centro protourbano di Castelletto Ticino, che rimarrà  aperta fino al 29 novembre 2009 con i seguenti orari:</p>
<p>Mercoledì e domenica ore  15.00 – 18.00</p>
<p>Sabato ore  10.00 – 12.00 e  15.00 – 18.00</p>
<p>Aperture straordinarie su richiesta</p>
<p>L&#8217;evento di sabato 13 giugno a Castelletto Sopra Ticino anticipa la “<strong>Festa Europea della Musica</strong>” del 21 giugno, in occasione della quale Agnese Picco e Claudia Brosio presenteranno un programma analogo presso Museo di Antichità  di Torino.</p>
<p><em>Per maggiori informazioni:</em></p>
<p>Anna Maria Locarno</p>
<p>ODT &amp; Associati</p>
<p>Tel: 335.7603449</p>
<p>Email: info@odt-associati.it</p>
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		<title>I Bronzi per Riace… Parole e paroloni !</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/i-bronzi-per-riace%e2%80%a6-parole-e-paroloni/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 18:11:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucapagni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Epoca Romana]]></category>
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		<description><![CDATA[La proloco &#8220;I Bronzi per Riace&#8221;, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace il 16 maggio 2009 a Riace Marina presso l&#8217;hotel Federica, in collaborazione con l&#8217;Università della Calabria  e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e della Regione Calabria.
Ho chiesto al Prof. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>proloco &#8220;I Bronzi per Riace&#8221;</strong>, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una<strong> giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace il 16 maggio 2009 </strong>a Riace Marina presso l&#8217;hotel Federica, in collaborazione con l&#8217;Università della Calabria  e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e della Regione Calabria.</p>
<p>Ho chiesto al <strong>Prof. Giuseppe Braghò</strong> di commentarci quanto emerso in questa prestigiosa sede, dopo la pubblicazione della sua ricerca-inchiesta con sui ha evidenziato e documentato molte criticità circa il possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace, per i quali gli ultimi Ministri per i Beni Culturali Rutelli e Bondi hanno enunciato l’impegno a verificare il da farsi per ridare integrità a questi beni culturali che sono anche patrimonio dell’umanità.</p>
<p>Caro Pagni, ho letto &#8211; tra il &#8220;materiale&#8221; partorito dal convegno di Riace &#8211; un esilarante articolo (Gazzetta del Sud) in cui tale Prof. Giuseppe Roma (o qualcosa di simile) ha pubblicamente dichiarato che i Bronzi sicuramente rappresentano Castore e Polluce e che gli stessi, ancora sicuramente, nella mano destra reggevano originariamente delle redini,  alle quali erano attaccati due cavalli.</p>
<p>Non intendo soffermarmi sulla bizzarria della seconda affermazione: al contrario, lancio un invito agli studenti (che frequentano il corso del docente UNICAL) di cambiarlo, se possibile.  Prendano loro &#8211; in seconda ipotesi &#8211; delle redini in mano: soltanto per trascinare altrove un asino come il saccente Prof.  Basterà d&#8217;altronde scorrere la pomposità del Curriculum Vitae dell&#8217;esimio relatore (specialmente soffermandosi sulla voce &#8220;Pubblicazioni&#8221;, le quali altre non sono che articoli ed articoletti ospitati su riviste e rivistine più o meno orfane di stima accreditata) per raccoglierne grandeur e preparazione specifica.</p>
<p>Si conosce, nel regesto ufficiale intorno alle due Statue, un solo altro esempio di pedanteria ilare, vezzosamente propinatoci dalla Brunilde Sismondo Ridgway, secondo la quale le magnifiche espressioni del periodo severo greco sono, nella squallida realtà, delle opere romane (!). L&#8217;archeologa nunziante, da allora, è universalmente riconosciuta come fantasiosa, e la gentilezza del termine è unicamente dovuta alla galanteria degli altri seri ricercatori. In tanti, e soltanto dopo la mia documentale inchiesta, si occupano ora dei Bronzi: ciò è positivo. Negativa è la maniera con la quale si disquisisce intorno ad essi.</p>
<p>Su Calabria Ora di ieri, domenica 24 maggio, si potrà leggere altra disquisizione di tale Danilo Franco, firmatosi senza qualifica professionale: potrebbe dunque essere fabbro, rigattiere, farmacista, botanico forse. Sono portato a ritenere il soggetto molto vicino all&#8217;ultima figura citata, trattando l&#8217;accaduto con ironia, che non fa male anche quando si toccano argomentazioni serie. Lo immagino dunque botanico poiché il noioso articolo può avelo scritto chi, con gramigne e carciofi, possiede familiarità.</p>
<p>La ricerca storiografica non è argomento da chiosco domenicale. Nessuno dei timorati convegnisti &#8211; oltre che il Danilo Franco &#8211; sostiene la via più consona per sciogliere i dubbi su origine e provenienza degli sventurati A e B: l&#8217;indagine della Magistratura e un futuro, approfondito scavo nell&#8217;area ri Agranci-Riace, misure da me più volte chieste al MIBAC. Spiego perché. Mariottini dice di aver visto per primo le statue. Crediamogli. Ancora, afferma che si trattava di &#8220;un gruppo&#8221;. Crediamogli. Continua, il sub capitolino, a narrare che al braccio sinistro di una di esse ha visto uno scudo. Crediamogli. Scrive nella denuncia, il fortunato pescatore, che le stesse sono differenti (e vistosamente) per postura, mostrandosi (una delle due)  con braccia aperte e gamba sopravanzante,espressione contrastante con la realtà espositiva presente presso il Museo di Reggio Calabria,mentre la seconda corrisponde alla descrizione. Crediamogli.</p>
<p>A questo punto, il passo che Magistratura e Carabinieri della Tutela dovrebbero fare è banale soltanto: costringere il &#8220;papà dei Bronzi&#8221; a dire la verità. Lo stesso, in note interviste, afferma di voler parlare &#8220;soltanto col Giudice o con i Carabinieri&#8221;. Evidentemente, sussisterà qualcosa di riservato, da non svelare ai giornalisti e al popolo, sovrano (sulla carta).</p>
<p>Cos&#8217;ha fatto il Magistrato inquirente di Locri? A quali risultati sono pervenuti i Carabinieri? Tre anni dopo la personale, meritoria (parole di Ministro peri Beni Culturali, e non di botanico o convegnista griffato) inchiesta giornalistica, evolutasi nel volume &#8220;Facce di Bronzo&#8221;, nulla è dato sapere. Troppo facile. Strano e improprio, inoltre, che i convegnisti di Riace o il Danilo Franco ignorino di supportare la necessità primaria di stringere la morsa attorno a un falso eroe, per sapere. Probabilmente non amano o non vogliono, farlo.</p>
<p>Mariottini, se fosse quell&#8217;onesto &#8220;volontario servitore del bene pubblico&#8221; che dice di essere, dovrebbe toglierli, i drappi oscuri della menzogna. Certo, svelare le infamie di chi lo ha protetto fino ad oggi è pesante, e tanto. Meno pesante, tuttavia, dell&#8217;ombra che il cittadino Giuseppe Braghò, con &#8220;carte alla mano&#8221;, ha per sempre proiettato su Stefano &amp; Co., lì dove Stefano sta per Mariottini e Co. sta per i noti personaggi istituzionali coinvolti nell&#8217;affaire Bronzi di Riace. Leggere, per credere. Dopo, e soltanto dopo, scrivere. O contestare, se possibile. Povera, poverissima Italia!</p>
<p>Cordialmente.</p>
<p>Prof. Giuseppe Braghò</p>
<p>P.S.: Ne autorizzo pubblicazione e divulgazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cantiere-Evento 2009: dal 13 al 20 giugno visitabile lo scavo dell&#8217;area megalita di Aosta</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 10:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi]]></category>
		<category><![CDATA[Visite]]></category>
		<category><![CDATA[aosta]]></category>
		<category><![CDATA[cantiere evento]]></category>
		<category><![CDATA[megalitica]]></category>
		<category><![CDATA[santuario]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;obiettivo è trasformarla in un parco archeologico che diventi Centro di riferimento europeo per il megalitismo. L&#8217;area megalitica di Aosta, una delle più importanti per lo studio della preistoria continentale, dal 13 al 20 giugno sarà aperta al pubblico.
Presentato oggi agli organi di informazione, il cantiere-evento rientra nell&#8217;ambito del progetto &#8216;Sites ouverts&#8217;, realizzato dall&#8217;assessorato regionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiettivo è trasformarla in un <strong>parco archeologico </strong>che diventi <strong>Centro di riferimento europeo per il megalitismo</strong>. L&#8217;<strong>area megalitica di Aosta</strong>, una delle più importanti per lo studio della preistoria continentale,<strong> dal 13 al 20 giugno sarà aperta al pubblico.</strong></p>
<p><strong></strong>Presentato oggi agli organi di informazione, il <strong>cantiere-evento </strong>rientra nell&#8217;ambito del progetto &#8216;<em>Sites ouverts&#8217;,</em> realizzato dall&#8217;assessorato regionale alla cultura.</p>
<p>L&#8217;area megalitica di Aosta è costituita da un <strong>santuario all&#8217;aperto</strong> le cui prime tracce risalgono al<strong> quarto millennio a.C</strong>. e che è contrassegnato da allineamenti di <strong>statue-stele istoriate e da imponenti monumenti funerari </strong>costruiti con grandi pietre (megaliti).</p>
<p>&#8220;Il cantiere evento dell&#8217;area megalitica &#8211; ha spiegato l&#8217;assessore Laurent Vierin &#8211; è l&#8217;appuntamento più importante del calendario culturale della stagione estiva. Vogliamo così far conoscere lo <strong>stato dei lavori, i ritrovamenti archeologici, </strong>le prospettive di utilizzo dell&#8217;area, oltre a far percepire le potenzialità di sviluppo. Intorno all&#8217;area megalitica ci sono tante attese e curiosità che intendiamo soddisfare&#8221;.</p>
<p>Il cantiere evento prevede, oltre alle<strong> visite guidate</strong> (dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 18, il sabato e la domenica dalle 10 alle 18; necessario prenotare), anche <strong>due conferenze:</strong> il 13 giugno alle 18.30 sui risultati delle ricerche archeologiche e il 17 giugno alle 18.30 sul progetto del parco archeologico.</p>
<p>Fonte:</p>
<p><a href="http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=66712" target="_blank">http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=66712</a></p>
<span class="sfforumlink"><a href="http://archeoblog.net/forum/archeoblog-news/cantiere-evento-2009-dal-13-al-20-giugno-visitabile-lo-scavo-dellarea-megalita-di-aosta/"><p><img src="http://archeoblog.net/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/default/bloglink.png" alt="" /> Commenta la notizia e partecipa alla discussione</p>
</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Presentata a New York &#8220;Ida&#8221;, per alcuni l&#8217;anello mancante dell&#8217;evoluzione umana</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 15:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Preistoria]]></category>
		<category><![CDATA[antropoide]]></category>
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		<category><![CDATA[ida]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quasi completo e ben conservato scheletro presentato ieri nella sede del Museo di Storia Naturale di New York, appartiene ad una giovane femmina di primate vissuta 47 milioni di anni fa, di non più di 10 mesi al momento della morte e da alcuni considerata l&#8217;anello mancante dell&#8217;evoluzione umana.
Trovato in Germania a meno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il quasi completo e ben conservato scheletro presentato ieri nella sede del Museo di Storia Naturale di New York, appartiene ad una <strong>giovane femmina di primate vissuta 47 milioni di anni fa, </strong>di non più di <strong>10 mesi al momento della morte</strong> e da alcuni considerata l&#8217;anello mancante dell&#8217;evoluzione umana.<strong><img class="aligncenter size-full wp-image-1389" title="Ida - Antico primate" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/05/ida1.jpg" alt="Ida - Antico primate" width="500" height="276" /></strong></p>
<p>Trovato in Germania a meno di 25 miglia a <strong>sud d</strong><strong>i Francoforte</strong> è stato presentato martedì dagli scienziati che lo hano studiato, i quali sono convinti che aiuterà ad illuminare la<strong> linea evolutiva di scimmie ed uomini.</strong></p>
<p><strong></strong>Il fossile è stato chiamato famigliarmente <strong>Ida</strong>, dal nome della figlia di uno degli scienziati, ma il suo nome scientifico è<strong><em> Darwinius masillae,</em></strong> in onore a Charles Darwin ed all&#8217;area in cui è stato ritrovato.</p>
<p>Il fossile ha il <strong>migliore stato di conservazione</strong> tra tutti quelli ritrovati finora, anche della tipologia dei primati, spiega Jorn Hurum, della University of Oslo Natural History Museum, uno degli scienziati che hanno presentato l&#8217;esemplare. E&#8217; <strong>completo al 95%</strong>, conserva anche le <strong>punta delle dita con le unghie</strong>, è mancante solo di una parte di una gamba. E&#8217; stato ritrovato anche il <strong>contenuto dello stomaco</strong>, che ha rivelato un&#8217;alimentazione a base di foglie e frutti.</p>
<p>I ricercatori hanno annunciato in una conferenza stampa di non affermare che Ida sia il diretto antenato di scimmie e umani, ma che questa scoperta possa dare buone indicazioni su come i nostri antenati dovevano apparire.</p>
<p>Esperti non legati alla scoperta riconoscono l&#8217;e<strong>ccezionalità dell&#8217;esemplare per l&#8217;alto livello di conservazione dei resti,</strong> ma affermano che siamo lontani dalla scoperta dell&#8217;anello mancante che chiarirà la linea più antica dell&#8217;evoluzione umana.</p>
<p>K. Christopher Beard del Carnegie Museum of Natural History di Pittsburgh afferma inoltre che gli scienziati posseggono già un <strong>fossile, proveniente dalla Cina</strong>, risalente alla stessa epoca e già accettato dalla comunità scientifica come <strong>esemplare dell&#8217;antica linea evolutiva di scimmie e umani,</strong> ma è molto più piccolo del nuovo esemplare tedesco e aveva una dieta differente. &#8220;Sono animali radicalmente differenti&#8221; afferma Beard. Allo stesso modo John Fleagle della State University of New York afferma che l&#8217;analisi scientifica dell&#8217;esemplare fornisce solo un<strong> &#8220;debole legame&#8221; tra la creatura ritrovata e gli antropoidi,</strong> che comprendono gli antenati di scimmie ed esseri umani.</p>
<p>Ida è stata presentata a <strong>New York, al Museo nazionale di storia naturale,</strong> dove verrà conservata per farne una copia per una nuova esibizione sui mammiferi.</p>
<p><em>Articolo completo:</em></p>
<p><a href="http://www.nytimes.com/aponline/2009/05/19/science/AP-Ancient-Primate.html?_r=1&amp;em" target="_blank">http://www.nytimes.com/aponline/2009/05/19/science/AP-Ancient-Primate.html?_r=1&amp;em</a></p>
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		<title>Spedizione Nur, nel 2010 una nave nuragica solcherà il Mediterraneo</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/spedizione-nur-nel-2010-una-nave-nuragica-solchera-il-mediterraneo/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 14:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia sperimentale]]></category>
		<category><![CDATA[nave]]></category>
		<category><![CDATA[nuragico]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il successo vichingo del Sea Stallion, sta ora per nascere una nave nuragica. Non ha ancora un nome ma è destinata a una missione da favola. Sulla scia del Kon Tiki. Sarà un’imbarcazione di 11 metri. Fatta come solo gli antichi abitatori dell’isola avrebbero potuto costruirla.
La sua missione? Solcare il Mediterraneo. Dal Nord Sardegna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il successo vichingo del <a href="http://archeoblog.net/2007/nave-vichinga-in-viaggio-dalla-danimarca-allirlanda/" target="_blank">Sea Stallion</a>, sta ora per nascere una <strong>nave nuragica</strong>. Non ha ancora un nome ma è destinata a una missione da favola. Sulla scia del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kon-Tiki" target="_blank">Kon Tiki</a>. Sarà un<strong>’imbarcazione di 11 metri</strong>. Fatta come solo gli antichi abitatori dell’isola avrebbero potuto costruirla.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1367" title="Navicella nuragica" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/05/nave-nuragica.jpg" alt="Navicella nuragica" width="400" height="232" />La sua missione? <strong>Solcare il Mediterraneo</strong>. Dal Nord Sardegna verso l’Oriente. Prima, rotta su <strong>Creta</strong>. Poi, barra dritta verso le coste più a Levante. Tutto per <strong>emulare l’impresa di Thor Heyerdahl</strong>, l’antropologo norvegese che, a bordo della zattera chiamata come il Figlio del Sole, dimostrò la possibilità per le popolazioni incaiche di raggiungere la Polinesia partendo dalle spiagge del Sudamerica.</p>
<p>Ora il sogno è simile, l’avventura diversa. Stavolta un assortito gruppo di <strong>professionisti sardi </strong>intende trovare elementi indiretti di riscontro su uno dei temi più controversi degli ultimi anni. I nostri progenitori si dedicavano solo ai commerci con gli stranieri lungo i litorali e al <strong>piccolo cabotaggio vicino all’isola?</strong> Oppure erano capaci di <strong>compiere spedizioni molto più a est, sino alle coste dell’odierna Turchia?</strong> Gli animatori del progetto vogliono dimostrare la consistenza concreta di questa seconda ipotesi. Smentendo nello stesso tempo un abusato luogo comune: e cioè che perfino i sardi più antichi, prima delle invasioni, avessero un sacro quanto inspiegabile <strong>terrore del mare</strong>.</p>
<p>Il referente del programma è l’<strong>algherese Roberto Barbieri</strong>. Documentarista e skipper, contitolare di una scuola nautica, fa parte dell’Istituto subacqueo italiano «Oltre alla nave nuragica, vogliamo realizzare un <strong>video sul viaggio, che avrà inizio nel maggio 2010 </strong>e durerà più di tre mesi».<br />
All’idea hanno aderito il <strong>docente-archeologo dell’università turritana Giampiero Pianu</strong> e il <strong>sub dell’antiquarium di Porto Torres Eugenio Muroni</strong>, che ha scoperto un nuraghe e importanti collegamenti legati ad antiche rotte a <strong>Cala del vino</strong>, l’insenatura vicina ad Alghero da cui partirà l’avventura. E, ancora, Maria Melis e Anna Depalmas, anche loro dell’ateneo di Sassari, oltre a tanti altri esperti, appassionati, scrittori, studiosi.</p>
<p>La <strong>nave, costruita a Sassari</strong> in un capannone della Comunità Primavera, nelle campagne di San Francesco, <strong>sarà pronta nella prossima primavera.</strong> «Si chiamerà <em><strong>Spedizione Nur</strong></em> &#8211; incalza Barbieri &#8211; Al di là degli aspetti legati a quella che possiamo definire una missione di archeologia semi-sperimentale, vogliamo esportare l’immagine della Sardegna rappresentando un <strong>ponte ideale di amicizia con gli altri popoli del Mediterraneo</strong>. Non a caso il suo simbolo sarà il bronzetto del capotribù con la mano alzata in segno di pace».</p>
<p>In <strong>assenza di reperti d’imbarcazioni nuragiche</strong>, sinora mai ritrovati, i promotori dell’iniziativa come modello di riferimento, si baseranno sulle <strong>navicelle ex voto</strong>, con i limiti oggettivi che tutto ciò comporta.<br />
Il <strong>legname</strong> che sarà usato è da sempre presente in Sardegna: deriva da lecci, ginepri, pini. Le <strong>modalità costruttive </strong>non differiranno da quelle descritte da Omero nell’Odissea. La<strong> nave sarà un monoalbero, con timoni laterali.</strong> «Viaggeremo verso Creta, le isole del mar Egeo, le coste del Peloponneso e forse raggiungeremo Cipro e la costa siro-palestinese &#8211; chiarisce ancora Barbieri &#8211; Lungo la via del ritorno seguiremo i litorali greci. Per poi toccare la Puglia, la Calabria, lo stretto di Sicilia, le isole Eolie. Sino a raggiungere, alla fine, la Sardegna».</p>
<p>Fonte:</p>
<p><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/%C2%ABi-nuragici-marinai-provetti-ricostruiremo-una-loro-nave%C2%BB/2082878" target="_blank">http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/%C2%ABi-nuragici-marinai-provetti-ricostruiremo-una-loro-nave%C2%BB/2082878</a></p>
<span class="sfforumlink"><a href="http://archeoblog.net/forum/archeoblog-news/spedizione-nur-nel-2010-una-nave-nuragica-solchera-il-mediterraneo/"><p><img src="http://archeoblog.net/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/default/bloglink.png" alt="" /> Commenta la notizia e partecipa alla discussione</p>
</a></span>]]></content:encoded>
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		<title>Scavata necropoli del I a.C. in Egitto. Hawass annuncia: potrebbe essere la tomba di Antonio e Cleopatra</title>
		<link>http://archeoblog.net/2009/scavata-necropoli-del-i-ac-in-egitto-hawass-annuncia-potrebbe-essere-la-tomba-di-antonio-e-cleopatra/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 11:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Egizi]]></category>
		<category><![CDATA[Epoca Romana]]></category>
		<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Ritrovamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Scavi]]></category>
		<category><![CDATA[cleopatra]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[necropoli]]></category>
		<category><![CDATA[Zahi Hawass]]></category>

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		<description><![CDATA[Fa scalpore, l’annuncio di un gruppo di archeologi, che avrebbe individuato nel sito dell&#8217;antica Taposiris Magna, ad Abusir, ovest di Alessandria. la sepoltura di due amanti.
Sotto le rovine di un tempio dedicato a Iside che si affaccia sul mediterraneo, alcuni studiosi di una spedizione della Repubblica Dominicana hanno scoperto, con l’aiuto di un radar, tre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fa scalpore, l’annuncio di un gruppo di archeologi, che avrebbe individuato nel sito dell&#8217;antica <strong>Taposiris Magna</strong>, ad Abusir, ovest di Alessandria. la <strong>sepoltura di due amanti</strong>.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1247" title="Testa in alabastro - Cleopatra" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2009/04/antonio-cleopatra.jpg" alt="Testa in alabastro - Cleopatra" width="301" height="246" />Sotto le rovine di un <strong>tempio dedicato a Iside</strong> che si affaccia sul mediterraneo, alcuni studiosi di una spedizione della Repubblica Dominicana hanno scoperto, con l’aiuto di un radar, <strong>tre camere alla profondità di 20 metri</strong> sotto le rocce. Secondo gli archeologi potrebbe essere <span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody">la tomba della coppia più famosa e tormentata dell’antichità: <strong>Marco Antonio e Cleopatra</strong>.</span></p>
<p><strong>Zahi Hawass</strong>, a capo degli archeologi, dirama un immediato comunicato stampa, in cui precisa che, dopo <strong>tre anni di scavo</strong> del sito sospettato di accogliere l&#8217;eterno riposo della coppia e dopo tre mesi di indagine sistematica con il georadar, ha identificato con i colleghi una <strong>vasta necropoli con più di 27 tombe</strong> (per un totale di 20 scheletri tutti <strong>del I sec. a.C</strong>.: quindi proprio il periodo di Cleopatra, nata nel 69 a. C. e deceduta nel 30 a. C.).</p>
<p>Ma <strong>si tratta di tombe ordinarie</strong>, destinate a gente comune: &#8220;<em>tuttavia è l&#8217;ambiente ideale, dove occultare personaggi importanti per sottrarli alla vendetta dell&#8217;occupante romano</em> – avverte Hawass -. <em>E proprio in questa zona sono stati identificati <strong>tre spazi vuoti, riempiti da crolli </strong>molto successivi: fanno pensare ad altrettanti <strong>ipogei monumentali</strong>, ambienti degni di cadaveri illustri</em>&#8220;.</p>
<p>Nel corso degli scavi scoperta una <strong>testa in alabastro</strong> di Cleopatra, <strong>22 monete in bronzo</strong> con il ritratto della regina e un <strong>frammento di una maschera</strong> forse di Marcantonio.</p>
<p>Fonte:</p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2009/04/antonio-cleopatra-tomba.shtml?uuid=867ebdda-2dd7-11de-bf43-2ea9a6202a14&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ &#8230; View=Libero</a></p>
<span class="sfforumlink"><a href="http://archeoblog.net/forum/domande-e-risposte/scavata-necropoli-del-i-ac-in-egitto-hawass-annuncia-potrebbe-essere-la-tomba-di-antonio-e-cleopatra/"><p><img src="http://archeoblog.net/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/default/bloglink.png" alt="" /> Commenta la notizia e partecipa alla discussione</p>
</a></span>]]></content:encoded>
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