Conferenze

Il 22 e 23 ottobre 2009 a Lucca “Lu.Be.C. 2009″, tra beni culturali, tecnologia e turismo

Lu.Be.C. 2009

Beni culturali, tecnologia e turismo tra diffusione della conoscenza e sviluppo economico.

Lucca, Real Collegio, 22 e 23 ottobre 2009

Beni culturali e indotto turistico, ma non solo: la valorizzazione del patrimonio culturale è volano per lo sviluppo, fattore di attrattività e crescita per le aziende dell’ICT, agente fondamentale per la qualità della vita.

Lubec 2009

Governare e rendere compatibili fra di loro questi processi è compito degli amministratori, dei funzionari del settore, dei professionisti e delle imprese.
Per tutti Lu.Be.C. si conferma luogo di incontro, di dibattito, di confronto e di nuove proposte.

In linea con l’internazionalizzazione dell’iniziativa da quest’anno, in accordo con MISE e MAE, Lu.Be.C ospiterà tra i relatori e tra gli espositori, un paese straniero ospite, identificato con la Cina. In particolare, grazie al programma di scambio della Regione Toscana Italia – Cina, sarà la florida Provincia dello Zhen Jian, a presentare il suo punto di vista sul nostro Paese ed avrà contemporaneamente modo di conoscere il mondo delle PMI che ruotano intorno alla filiera analizzata.

LE SESSIONI PLENARIE

I temi affrontati nelle sessioni plenarie ruoteranno intorno al tema della ricaduta economica e culturale sull’indotto, a seguito dell’investimento nei beni culturali.
• Il patrimonio culturale tra investimenti e ricaduta economica sull’indotto: quali i modelli gestionali ed i benefici sulla comunità.
• La valorizzazione del patrimonio culturale come fondamento per il benessere dei cittadini e l’implementazione dell’indotto turistico.
Multiculturalità e valorizzazione del patrimonio culturale: opportunità e criticità.
• La valorizzazione dei beni culturali tra conservazione dell’identità dei luoghi, promozione della qualità dei servizi, investimenti e rilancio del made in Italy.

Tecnologie made in Italy e valorizzazione dei beni culturali: una strategia da promuovere per lo sviluppo del Paese.

I DIBATTITI POMERIDIANI
I 5 workshop pomeridiani proporranno, attraverso la presentazione di casi di successo, approfondimenti tematici rispetto alle linee trattate nelle mattine:

1. L‘investimento nei beni culturali tra sostenibilità gestionale e effetti sull’indotto: programmazione e best practices.
2. Cantieri aperti. Una via italiana al museo?
3. Il volontariato dei beni culturali: lo stato dell’arte in Toscana.
4. Comunicazione digitale: strategie e casi di successo per la promozione turistica del patrimonio culturale.
5. La valorizzazione dei grandi complessi monumentali tra eventi, programmazione e didattica.

Sito ufficiale:
http://www.lubec.it/

Il 29 e 30 ottobre a CNR di Roma si terrà il VII Congresso Nazionale di Topografia Antica

VII Congresso Nazionale di Topografia Antica

“Ricerche di topografia antica – Bilanci e prospettive”

Roma, C.N.R. – Sala Marconi
29-30 Ottobre 2009

È un’esigenza profondamente sentita in ogni disciplina quella di un periodico incontro tra gli studiosi che lavorano attorno agli stessi temi, per acquisire un aggiornamento e promuovere una riflessione critica sulle diverse problematiche. E questo è particolarmente vero per la Topografìa Antica, che ha conosciuto negli ultimi tempi arricchimento di dati, ampliamento d’orizzonti e innovazioni sostanziali in diversi settori.

I congressi di Topografìa Antica rimangono un appuntamento inderogabile, non solo per il nostro settore specifico di ricerca, ma anche per promuovere la salvaguardia in un paese che dissipa sempre più rapidamente il proprio patrimonio culturale.

Da sedici anni questi congressi hanno permesso di riunirci con periodicità triennale, grazie all’ospitalità offerta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, che ci è gradito ringraziare, insieme all’Ateneo di Roma la Sapienza e in particolare al Dipartimento di Scienze dell’Antichità. Gli Atti di tutti i precedenti congressi sono stati già pubblicati nel “Journal of Ancient Topography“, in vari volumi dal IV al XVIII.

Il VII Congresso di Topografia Antica intende ora proporre dei bilanci di alcuni aspetti della ricerca topografica quale è stata concretamente affrontata nell’ultimo decennio negli Atenei italiani, chiamando a discuterne docenti delle varie università italiane, riprendendo così il dibattito avviato in parte nel primo congresso, in parte nei successivi, sull’urbanistica antica, sulle strutture e le tecnologie di età romana, sull’indagine topografica nel territorio, sugli assetti agrari antichi e sull’archeologia subacquea.

Il dibattito metterà così in evidenza l’evoluzione della disciplina e le tendenze in atto nella ricerca topografica, quali si sono venute delineando nell’ultimo ventennio.

Programma preliminare

Giovedì 29 ottobre, ore 9,30 Giovanni Uggeri, Università di Roma I “La Sapienza”, Apertura dei lavori

Urbanistica

Luisa Migliorati, Università di Roma I “La Sapienza”, Urbanistica antica: linee di ricerca

Maria Pia Muzzioli, Università di Roma II, Fonti per la topografia di Roma antica

Paolo Liverani, Università di Firenze, Roma nel panorama delle città tardoantiche

Strutture

Cairoli F. Giuliani, Università di Roma I “La Sapienza”, Tecnica e tecnologia nell’edilizia romana

Francesco Tomasello, Università di Catania, La vexata quaestio del proporzionamento degli edifici antichi

Lorenzo Quilici, Università di Bologna, Strutture e tecniche stradali romane

Piero A. Gianfrotta, Università della Tuscia, Questioni di pilae e di pulvis Puteolanus

Territorio

Pier Luigi Dall’Aglio, Università di Bologna, Geomorfologia e topografia antica

Oscar Belvedere, Università di Palermo, La ricognizione di superficie: bilancio e prospettive

Marcello Guaitoli, Università di Lecce, I sistemi informatici per la storia del territorio

Maria Fenelli, Università di Roma I “La Sapienza”, La ricognizione topografia nel tempo

Assetto agrario

Stefanella Gigli Quilici, II Università di Napoli, Gli sviluppi delle ricerche sul paesaggio agrario antico

Guido Rosada, Università di Padova, La centuriazione: un bilancio

Archeologia subacquea

Edoardo Tortorici, Università di Catania, La ricerca subacquea oggi

Giovanni Uggeri Conclusioni

Interverranno inoltre al congresso i professori Nicola Bonacasa, Attilio Mastino, Cesare Marangio, Paolo Sommella.

Comitato scientifico e informazioni:

Prof. Giovanni Uggeri (giovanni.uggeri@gmail.com),

Prof. Cesare Marangio ( cesaremarangio@virgilio.it),

Prof.Annapaola Mosca (annapamo@tin.it),

Dott. Michele Fasolo ( michele.fasolo@gmail.com).

SITO UFFICIALE

www.archeotop.eu

Presentato in anteprima il “Tesoro di Serrapetrona”

C’era una volta un insospettabile e distinto signore che viveva a Serrapetrona, piccolo paesino nella provincia di Macerata. Un giorno il distinto signore, che mai aveva permesso ad alcuno di entrare in casa propria, molto geloso delle sue cose, morì senza che nessuno lo sapesse. Quando finalmente, allarmati, i vicini fecero intervenire i carabinieri per scoprire cosa fosse successo, le Forze dell’Ordine, entrate in casa del distinto signore, trasecolarono alla vista di ciò che si presentò loro davanti: un vero e proprio museo di antichità, anzi, un cabinet des merveilles, data l’eterogeneità e la grande quantità di oggetti sistemati in apposite vetrine all’interno dell’abitazione.

E così Giorgio Recchi, anonimo e insospettabile cittadino di Serrapetrona ha rivelato, da morto, il suo segreto: una collezione di splendidi oggetti archeologici e paleontologici, raccolta per anni con gusto e fervore collezionistico, formata acquistando chiaramente sul mercato antiquario clandestino splendide vestigia del passato che ogni museo sognerebbe di avere. Giorgio Recchi collezionava per sé e per sé soltanto. Non permetteva ad alcuno di entrare in casa proprio per evitare delazioni – è illegale acquistare oggetti archeologici sul mercato antiquario se non sono accompagnati da un certificato che ne attesti la possibilità di essere venduti – e per evitare quindi che la sua collezione venisse acquisita in toto dallo Stato – come la legge, di fatto, prevede. Ma, ironia della sorte, il nostro collezionista muore e la sua collezione passa proprio in mano allo Stato. Le Istituzioni, Soprintendenza archeologica delle Marche innanzitutto, e il Comune di Serrapetrona, scorgono in questo insperato “tesoro” un’opportunità di sviluppo e di crescita culturale per il piccolo centro marchigiano.

Questo è ciò che è stato presentato sabato 26 settembre 2009 a Serrapetrona. Sono intervenuti a presentare al pubblico l’insperata scoperta e le prospettive future l’ispettore di Soprintendenza Mara Silvestrini, il paleontologo Umberto Nicosia e Nicoletta Frapiccini. Hanno celebrato il “tesoro” come un’opportunità unica per il paesino, mentre hanno solo vagamente accennato al fatto che si tratta del frutto di un’azione illecita perpetrata per anni ai danni del Patrimonio Culturale italiano e non solo. Troppo indulgenti, quando a proposito di Recchi dicono che era un collezionista amante del bello…

La Silvestrini ha insistito sul progetto di dotare Serrapetrona di un museo didattico a partire da questa collezione, che ammonta a ben 2500 pezzi divisibili in una sezione archeologica, una paleontologica e una numismatica.

La Frapiccini per parte sua espone solo alcuni tra i pezzi più significativi della collezione archeologica. Una collezione, che non è difficile dedurre, si è formata grazie a quella piaga sociale che è il mercato antiquario in cui affluiscono le ruberie degli scavi clandestini – quando addirittura non si tratta di furti su commissione. Tra i pezzi vengono presentati buccheri di VII-VI secolo a.C., anfore tetransate con motivi geometrici e pesci sovradipinti in rosso dell’Etruria Meridionale (VII secolo), un’olpe protocorinzia di officina greca forse addirittura attribuibile al pittore Vaticano 63 (630-610 a.C.), oltre a manufatti egizi in faïence e in bronzo raffiguranti Horus e Osiride. Non mancano gli specchi etruschi, uno splendido rhyton terminante a testa di cane, un piatto da pesce e alcuni vasi nello stile di Gnatia provenienti dall’Italia Meridionale. La collezione numismatica conta invece le emissioni di età imperiale: solo pochi imperatori mancano all’appello.

Si tratta di materiale stupendo, ben conservato e scelto, ma tuttavia fuori contesto, per cui manca ogni collegamento col territorio di provenienza ed è ormai irrimediabilmente perduta una parte importante di informazioni sul luogo di rinvenimento, sul proprietario in antico, sull’officina che l’aveva prodotto.

Umberto Nicosia, per parte sua, ha presentato invece la sezione paleontologica. Non si tratta di semplici resti fossili presi a caso, ma rispondenti, invece, ad un preciso progetto che mirava a riunire insieme tutta la storia dell’evoluzione, dai primi invertebrati fino ai piccoli dinosauri, ai primi uccelli e mammiferi. Un vero e proprio “Paese dei Balocchi” lo definisce Nicosia, proprio perché è la collezione ideale per chi vuole insegnare, e conoscere, la biodiversità. L’importanza didattica, e la sua unicità, viene più volte sottolineata. Alcuni tra i più fragili esemplari della collezione sono già stati sottoposti ad un intervento di restauro.
Quello di Recchi, viene infine ribadito, è un enorme patrimonio culturale recuperato alla fruizione pubblica.

Tutto è bene quel che finisce bene, insomma. Un insospettabile collezionista regala, suo malgrado, una collezione meravigliosa alle pubbliche Istituzioni, com’è giusto che sia, dato che fortunatamente in Italia la legge prevede che oggetti ritenuti di interesse culturale vengano acquisiti dallo Stato. Lo Stato riesce a recuperare una collezione privata e a trasformarla (almeno questo è il progetto) in un polo museale didattico che farà la fortuna di Serrapetrona, finora nota ai più principalmente per la sua vernaccia. Un’occasione per fare cultura, per insegnare ai ragazzi delle scuole, cui sicuramente la collezione paleontologica ispirerà non poca curiosità.

Marina Lo Blundo

L’Istituto Internazionale di Studi Liguri organizza il corso “La ceramica e i materiali di età romana”

Si svolgerà a Bordighera, presso la sede centrale dell‘Istituto Internazionale di Studi Liguri, Centro Nino Lamboglia, via Romana 39, il Modulo n. 4 della SIMA, Scuola Interdisciplinare delle Metodologie Archeologiche, avente per oggetto “La Ceramica e i materiali di età romana“.

In particolare il Modulo su “La ceramica e i materiali di età romana” prosegue la tradizione dei Corsi di Studi Liguri, giunti quest’anno alla 56a edizione, ideati nel 1947 da Nino Lamboglia, fondatore dell’Istituto, per permettere ai giovani studiosi di approfondire con lezioni teoriche e pratiche la conoscenza delle principali classi ceramiche di età romana.

Fu infatti lo stesso Lamboglia per primo ad intuire l’importanza della ceramica in archeologia come fossile guida del singolo strato che di volta in volta viene scavato dall’archeologo. Ciò che per la moderna pratica archeologica è un fatto ovvio, cioè il raccogliere ogni singolo frammento ceramico al fine di ricavarne dati sulla produzione, la provenienza, la forma e quindi la datazione, per avere una più completa comprensione dello scavo, ancora negli anni ‘50 del Novecento non era stato capito. Lamboglia per primo invece, sugli scavi di Ventimiglia, ebbe quest’intuizione che rivoluzionò il modo di fare archeologia, non solo in Italia.

Il corso, che si svolgerà a Bordighera dal 1 al 9 ottobre 2009 sotto la coordinazione della Dott.ssa Daniela Gandolfi, vedrà avvicendarsi in cattedra i principali esperti della materia che tratteranno i seguenti argomenti:  storia degli studi, aspetti tipologici e tecnici sulle produzioni ceramiche, problematiche relative alla conservazione dei reperti, alle quantificazioni degli stessi e alla gestione dei residui, disegno e norme di redazione delle schede di catalogo secondo l’ICCD.

Di ogni classe ceramica verrà quindi illustrata, attraverso dettagliate lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, la storia degli studi, la tipologia, la cronologia, le principali referenze bibliografiche: ceramiche a vernice nera, sigillate orientali, italiche e galliche, sigillate e ceramiche africane, sigillate narbonesi tarde, vasi a pareti sottili, lucerne, vetri, ceramica comune, anfore, vasi in pietra ollare, ceramiche invetriate tardo-romane, laterizi, metalli.

Dalle scorse edizioni del corso “La ceramica e i materiali di età romana”, ha visto la luce l’omonimo volume, edito dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri, a cura di D. Gandolfi, che si pone come manuale di avvicinamento alle singole classi ceramiche per permettere un approccio più facile a chi si scontra per la prima volta di ceramica romana. Volume didattico ma al tempo stesso non semplicistico, si rivolge sia agli studenti che agli archeologi professionisti come un utile vademecum da consultare durante leprime  fasi di studio dei materiali emersi in corso di scavo.

Info:

SIMA – Scuola Interdisciplinare delle Metodologie Archeologiche

Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, Centro Nino Lamboglia, via Romana, 39

www.iisl.it

corsisima@istitutostudi.191.it (resp. Dott. L. Ansaldo)

XV Meeting dell’Associazione Europea degli Archeologi a Riva del Garda dal 15 al 20 settembre 2009

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
SOPRINTENDENZA PER I BENI LIBRARI ARCHIVISTICI ARCHEOLOGICI
SETTORE BENI ARCHEOLOGICI
MUSEO DI RIVA DEL GARDA
PROGETTO MAG: DIPARTIMENTO STORICO-ARCHEOLOGICO

15° MEETING DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI ARCHEOLOGI

Riva del Garda dal 15 al 20 settembre 2009

A tre mesi dallo svolgimento sono già quasi 500 gli iscritti al 15° Meeting annuale dell’EAA (European Association of Archaeologists), l’Associazione Europea degli Archeologi che quest’anno, dal 15 al 20 settembre, ha scelto Riva del Garda (Trento) per il tradizionale incontro annuale.

L’evento è organizzato dal Settore Beni archeologici della Soprintendenza per Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento e dal Comune di Riva del Garda, attraverso il Museo che ospita un’importante collezione archeologica.

Il Meeting supera i confini europei, infatti sono ben 40 le nazioni rappresentate tra le quali anche Stati Uniti, Russia, Serbia, Israele, Canada, Macedonia, Australia, Cipro, Egitto, Giappone, Taiwan, Turchia.

Particolarmente intenso il programma dei lavori suddivisi in 52 sessioni, con lo svolgimento di 11 sessioni giornaliere in contemporanea. Presso il Palazzo dei Congressi che ospita l’evento sarà allestita inoltre un’area dedicata ad espositori del settore con la presenza di prestigiose case editrici, tra le quali, Cambridge University Press, Routledge/Taylor and Francis, All’Insegna del Giglio, Carocci Editore, Oxbow Books, Archaeolingua Foundation, Edizioni Saecula – Weirstudio, Maney Publishing,
Wiley Blackwell, oltre all’Institute for archaeologists.

Sono inoltre previste iniziative presso il Museo di Riva del Garda oltre a escursioni, visite guidate, attività culturali volte alla conoscenza del territorio ospitante.

Si tratta di un evento di eccezione che offre una opportunità unica di incontro per lo scambio di idee e opinioni sulla pratica e la teoria della disciplina archeologica, con lo scopo di contribuire ad una continua discussione sulle numerose identità e sui contesti dell’archeologia europea e di promuovere la cooperazione con altre organizzazioni che hanno finalità simili.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito del convegno:
www.eaaitaly2009.com

Archeologos 2009: l’autunno trentino ricco di musica, teatro, mostre, escursioni comprende anche il prestigioso Meeting Annuale degli Archeologi Europei

L’ARCHEOLOGIA PER TUTTI

Musica e teatro, laboratori didattici, mostre e convegni specialistici per ‘estate-autunno 2009

ArcheoLogos 2009

Dai concerti sull’antica strada della Tridentum romana ai laboratori per tutta la famiglia al Museo Retico di Sanzeno, dall’archeologia sperimentale all’area di Acqua Fredda al Passo del Redebus alla caccia al tesoro per i più piccoli presso il sito delle palafitte di Fiavè, sono numerose le iniziative curate nel corso dell’estate dal Settore archeologia della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento. Tutti gli appuntamenti sono ora raccolti nella pubblicazione “ArcheoLogos – parole sull’antico”.

Grazie al supporto e alla collaborazione di Comuni, Aziende per il Turismo, Enti e Associazioni che operano sul territorio, le iniziative costituiscono un’opportunità per approfondire, divertendosi, la conoscenza del ricco e variegato patrimonio archeologico del Trentino. Ecco allora che le tracce del passato si intrecciano con il presente e diventano luoghi di incontro e svago che in un’ambientazione di particolare fascino accolgono mostre, attività didattiche, concerti, spettacoli teatrali, conferenze.

TRIDENTUM

Di grande atmosfera per il contesto che li ospita e per la bravura degli esecutori sono i tradizionali concerti di musica classica in programma al S.A.S.S. il 10 e il 18 luglio nell’ambito dell’8° Festival Risonanze Armoniche.

Tridentum farà anche da sfondo alla trasposizione teatrale della vita di Federico Halbherr che il 25 settembre sarà protagonista di “Kyrios Frederikos. Un archeologo trentino nei labirinti di Creta”, letture itineranti con il gruppo Emit Flesti al S.A.S.S. e all’area archeologica di Palazzo Lodron.

Nel corso dell’autunno verrà inoltre riproposto, in collaborazione con il Museo Diocesano Tridentino, “Alla scoperta di Tridentum. La città sotterranea”, l’itinerario archeologico nel centro di Trento, dal S.A.S.S. a Porta Veronensis e alla Basilica Paleocristiana.

MUSEO RETICO

Il Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non, a Sanzeno, oltre all’interessante percorso espositivo che si snoda nel “pozzo del tempo” e alle visite guidate tematiche, offre interessanti laboratori per famiglie.

Il 28, 29 e 30 luglio “Piccoli e grandi archeologi al lavoro” vedrà i partecipanti impegnati nella lavorazione della ceramica con il tornio, del ferro e del vetro sotto la guida dell’archeotecnico Pino Pulitani, mentre il laboratorio di tessitura del 22 agosto “Storia di trame. Pratiche tessili nell’età del Ferro” sarà tenuto da Tiziana Aste.
Prendono invece spunto dalle favole di Esopo “Animali da favola. “Se un capretto, un lupo e un leone…” divertenti spettacoli teatrali per bambini e ragazzi con il gruppo Emit Flesti in scena al museo il 25 luglio e il 4 settembre.

Per gli appassionati di musica l’appuntamento è il 4 agosto con “Suonatori Erranti” melodie mediterranee, balcaniche, yiddish eseguite dal Gruppo Caronte con jazz voice, violino, clarinetto, arpa, tastiera. Serata archeologica il 19 agosto con “Squilli di guerra: il karnyx celtico di Sanzeno” a cura di Paolo Bellintani e Rosa Roncador che presenteranno una rara scoperta avvenuta proprio a Sanzeno.

15° MEETING DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI ARCHEOLOGI

E sempre a Riva del Garda si terrà, dal 15 al 20 settembre, il 15° Meeting annuale dell’EAA (European Association of Archaeologists), l’Associazione Europea degli Archeologi. Il prestigioso convegno, che porterà in Trentino alcune centinaia di archeologi (sono già quasi 500 gli iscritti) provenienti da numerosi paesi europei, ma anche da oltreoceano, è organizzato in collaborazione con il Comune di Riva del Garda, attraverso il Museo di Riva.

Si tratta di un evento di eccezione che offre una opportunità unica di incontro per lo scambio di idee e opinioni sulla pratica e la teoria della disciplina archeologica. Maggiori informazioni sul sito www.eaaitaly2009.com

ACQUA FREDDA

Spostandoci in un’altra zona del Trentino, tra l’Altopiano di Pinè e la Valle dei Mocheni, al Passo del Redebus, si trova il sito di Acqua Fredda, una delle aree archeologiche musealizzate più alte d’Europa. Gli archeologi hanno riportato alla luce una delle più importanti fonderie preistoriche della tarda età del Bronzo (XIII-XI sec.a.C.) dell’intero arco alpino.

Nel corso dell’estate, proprio nel luogo dove i minerali di rame erano lavorati fin dai tempi più remoti, si potranno conoscere i segreti della lavorazione dei metalli e vedere gli archeotecnici realizzare dal vivo uno strumento in metallo (il 31 luglio, 21 e 23 agosto, 27 settembre).

E ancora cimentarsi in prima persona nei laboratori a cura dei Servizi Educativi della Soprintendenza (3 luglio e 11 settembre), partecipare all’ archeotrekking sulle tracce della metallurgia preistorica (il 18 luglio e il 22 agosto) e assistere a “Incontro con il mito. Piè zoppi, man’ di fata. Le meraviglie di Vulcano”, un originale spettacolo teatrale interattivo dedicato al mito di Vulcano (il 17 luglio, 7 agosto e 4 settembre).

Infine due appuntamenti serali per chi desidera approfondire: il 4 agosto a Palù del Fersina, presso l’Istituto Culturale Mocheno, Franco Marzatico terrà un incontro dal titolo “Dal minatore al metallurgo: i forni preistorici al passo del Redebus”, mentre il 20 agosto al Centro Congressi Pinè, Paolo Bellintani presenterà “Le vie dei metalli nella preistoria”.

PALAFITTE DI FIAVE’

Bambini e famiglie saranno protagonisti anche a Fiavè, dove presso il famoso sito delle palafitte torna “Ma come facevano a fare? Cerca e Ricerca, Trova e Sperimenta”. Tre gli appuntamenti, il 14 luglio, 4 agosto e 1 settembre, per conoscere, partecipando ad un’avvincente caccia al tesoro sulle tracce degli antichi palafitticoli di Fiavè, come vivevano, come si procacciavano il cibo e quali attività svolgevano i nostri antenati nella preistoria.

DOSS CASTEL
Dedicato alle famiglie è anche il percorso della “Scuola del Bosco” a Fai della Paganella. Grazie alla collaborazione degli alunni della scuola primaria di Fai, il sentiero che dalla località Ori porta al sito archeologico sulla sommità del Doss Castel è stato corredato da originali e colorati pannelli. Pannello dopo pannello, la passeggiata si trasforma in racconto per vivere un’insolita avventura, conoscere i segreti del bosco e scoprire chi erano e come vivevano i Reti, gli antichi e “misteriosi” abitanti di Doss Castel.

MOSTRE
Non mancano suggerimenti per saperne di più sulla storia più antica del territorio trentino con le visite al Centro Documentazione di Luserna dove la Soprintendenza ha curato gli aspetti archeologici della mostra “Il cacciatore delle Alpi – Da predatore a gestore” e al Museo di Riva del Garda dove è in corso la mostra “Sulle antiche sponde. Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda”.

MONTE SAN MARTINO

Riprendono nel mese di luglio le indagini archeologiche sul monte di san Martino a Lundo, sulle creste che separano l’Altogarda dalle Giudicarie e il Lomaso, dove si celano i ruderi di un antico castello, predisposto al tramonto dell’impero romano e dimenticato dalla storia.

L’attività di ricerca, sostenuta e coordinata della Soprintendenza e dal Comune di Lomaso, è riuscita a riportarne alla luce i tratti più significativi, voci di un tempo lontano e segni di passati poteri, civili e religiosi.

INFORMAZIONI:
Provincia Autonoma di Trento
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici
Settore Beni archeologici
Via Aosta, 1 – 38100 Trento
Tel. 0461 492161 Fax 0461 492160
e-mail sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it
www.trentinocultura.net/archeologia.asp

“L’archeologia nella città contemporanea”, a Roma grande incontro su archeologia e centri storici

Che fare, quando Roma e Napoli vogliono una metropolitana e Firenze il tram? O se dalle viscere di piazza Sordello a Mantova spunta un’antica villa romana? Si deturpa una piazza trecentesca per mostrare l’unico resto della città di Virgilio? Si sceglie il medioevo o la romanità? E che fare di fronte alla scoperta delle antiche mura cittadine, greche a Siracusa o romane a Modena?

Domande attualissime, tornate agli onori della cronaca dopo la nomina del professor Andrea Carandini – noto come il nemico giurato dei “talebani della tutela” – a Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali.

Di questo si parlerà al convegno

Progettare la memoria: L’archeologia nella città contemporanea

Roma, Casa dell’Architettura- Acquario romano (piazza Manfredo Fanti 47)
16 giugno 2009
progettare la memoria

I luoghi non sono mai neutrali. Ogni luogo assorbe quel che vi accade e ne conserva memoria, così che strati su strati di storia si sovrappongono e s’intrecciano sopra e sotto terra. Le trasformazioni dei luoghi, i modi diversi in cui nel tempo si sono disegnati e gestiti gli spazi, sono dunque lo specchio delle società che le producono.

Per questo ogni scelta che riguarda la trasformazione di un paesaggio, rurale o urbano, non può essere lasciata al caso o alla fiducia del “senso estetico” di chicchessia, ma deve essere il frutto di scelte ponderate e partecipate da parte della collettività, di un dibattito pubblico a cui ogni cittadino si deve sentire in dovere di contribuire.

Soprattutto in un paese come l’Italia così denso di luoghi “parlanti”, e d’insediamenti urbani che si sovrappongono a strati su strati di storia precedente, spesso insondati ma comunque parte integrante di quel bene culturale che chiamiamo “centro storico”. Lì, ogniqualvolta scaviamo per costruire il nuovo sveliamo inevitabilmente l’antico. Sveliamo la storia passata. E spesso, tra molti strati di storia, dobbiamo scegliere cosa costruire o conservare, e cosa distruggere. E’ una scelta di valore complessa e dolorosa, che forse non vorremmo mai fare ma vi siamo costretti.

Quali principi seguire, dunque, nell’operare tale scelta? È possibile stabilire delle linee guida che consentano di salvare ricordi di ogni epoca passata, di rendere palpabile il fluire cronologico del tempo, nonostante le necessarie scelte urbanistiche?

progettare la memoria - convegno

Si tratta di una riflessione sempre più necessaria e impellente, quanto più si moltiplicano le aggressioni irresponsabili al nostro paesaggio e alla nostra storia. Per questo Italia Nostra ha promosso il convegno “Progettare la memoria”. Per sollecitare i professionisti impegnati nella conoscenza, la tutela e la trasformazione dei nostri paesaggi – archeologi, architetti, urbanisti, antropologi, geografi – a promuovere una cultura della progettazione che sia vera sintesi tra le prospettive e le competenze di tutti.

Ma soprattutto per far uscire tale dibattito dalle aule specialistiche e affidarlo a tutti i cittadini. Stimolare la collettività a interrogarsi sull’uso pubblico della storia e progettare in prima persona il proprio paesaggio quotidiano. Perché storia e paesaggio sono bene comune.

PROGRAMMA:

ore 10 Introduzione
Le ragioni del convegno
Giovanni Losavio, presidente Italia Nostra

Rovine e cittadinanza
Stefano De Caro, direttore generale per l’Archeologia del MiBAC

ore 10.30 Prima sessione
L’antico in città e la progettazione urbanistica: archeologia-evento o bene comune?
coordina Cinzia Dal Maso
intervengono Bruno D’Agostino, Michel Gras, Piero Guzzo, Giovanni Losavio, Daniele Manacorda, Jacopo Ortalli, Elisabetta Pallottino, Francesco Scoppola

ore 12 Seconda sessione
I Fori di Roma. Quale antico e per chi?
coordina Fabio Isman
intervengono Dora Galani, Italo Insolera, Adriano La Regina, Giuseppe Strappa

ore 15 Terza sessione
Treni, metro, parcheggi. Archeologia e grandi opere
coordina Maria Pia Guermandi
intervengono Stefano De Caro, Vezio De Lucia, Elio Garzillo, Mario Torelli, Maria Rosa Vittadini

ore 16.15 Quarta sessione
L’anima della città storica tra antico e moderno
coordina Francesco Erbani
intervengono Paolo Berdini, Francesco Cellini, Sergio Conti, Marxiano Melotti, Edoardo Salzano

ore 17.30 Conclusioni
Salvatore Settis

PER INFO ED ISCRIZIONI:

http://www.italianostra.org/eventi/nostri_eventi/progettare_memoria.html

FONTE:

http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=27974&IDCategoria=204

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XI Festival Del Mondo Antico – Rimini dal 18 al 21 giugno 2009

Antico/Presente XI 2009

FESTIVAL DEL MONDO ANTICO

Rimini, 18, 19, 20, 21 giugno 2009
Festival del Mondo Antico 2009

Antico/Presente, la rassegna che dal 2005 si è trasformata in Festival del Mondo Antico, giunto alla sua undicesima edizione, tornerà a Rimini e località limitrofe dal 18 al 21 giugno, offrendo al pubblico nuove e più ricche opportunità di riscoprire Rimini antica e il suo territorio, ma anche di trovare occasioni di incontro ed approfondimento.

Si tratta, ancora una volta, di un viaggio nel mondo dei Greci e dei Romani, nel vicino e lontano Oriente, alle origini dei riti e dei miti del tempo presente, in compagnia di protagonisti della cultura contemporanea.

Le quattro giornate del festival riguarderanno i temi più diversi, modalità comunicative molto articolate, pubblici differenti, compresi i più piccoli: temi letterari, filosofici, storici, archeologici, antropologici, religiosi, giuridici, economici, scientifici saranno trattati in presentazioni di novità editoriali, commenti magistrali, happening poetico musicali, giochi, laboratori, ricostruzioni, rapporti, seminari, proiezioni cinematografiche, iniziative gastronomiche, etc.

Anche per l’edizione 2009 si preparano, oltre ai consueti, nuovi o rinnovati scenari, anche in relazione a collaborazioni suscitate dal Festival: a Rimini oltre al Museo, alla Domus del chirurgo, all’Anfiteatro romano, alla Piazza, alla Biblioteca, al Museo degli Sguardi, si aggiungerà quest’anno la nuova Darsena dove, grazie alla collaborazione con il Museo del mare di Cesenatico, arriveranno e saranno ormeggiate alcune imbarcazioni tradizionali, gli antichi trabaccoli, che saranno teatro di esperienze, ricostruzioni e ricognizioni (anche dal vivo) dei modi arcaici della navigazione curati
dall’archeologo navale Stefano Medas in collaborazione con Rossana Valenti dell’Università di Napoli.

Scenari interessanti saranno poi Verucchio, con il suo splendido museo e la sua necropoli etrusco villanoviana e poi Santarcangelo, Cattolica, con i loro musei e forse anche altre località interessate, come Cesenatico e il suo Museo galleggiante.

Il festival si aprirà, come nelle edizioni trascorse, con una giornata di studi: il tema sarà La guerra degli antichi (e dei moderni) per la cura di Giovanni Brizzi e con la partecipazione di autorevoli studiosi, italiani e stranieri, come Yann Le Bohec, Mario Gallina, Walter Barberis, Giorgio Rochat e con la partecipazione di Sergio Valzania, direttore dei programmi radiofonici di Radio 2 e Radio 3, nonché esperto di storia militare.

Un posto di rilievo sarà occupato come al solito da commenti, presentazioni editoriali, introduzioni a testi, letterari, filosofici, o anche cinematografici, con interventi di Alberto Angela, Edoardo Boncinelli, Maurizio Bettini, Luciano Canfora, Massimo Cacciari, Gabriella Caramore, Ivano Dionigi, Luigi Magni, Laurent Pernot, Giuseppe Pucci, Silvia Ronchey, Tzvetan Todorov, Paul Zanker, etc.

Dialoghi a più voci riguarderanno temi per così dire invariabili, che registrano di recente l’uscita di nuovi libri: ad es. su Edipo convergeranno i punti di vista di Guido Avezzù, Federico Condello, Giulio Guidorizzi, Guido Paduano, Andrea Rodighiero.
Tra i momenti notevoli è prevista la simulazione di un altro processo penale romano, sulla scia di quelli tanto apprezzati dal pubblico nelle precedenti edizioni, sempre ideati da Giuseppe Giliberti e Gianluca Sposito della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Urbino: Il caso della Venere di Urbino è il titolo di questo processo che riguarda il caso di un furto, con omicidio, di un’opera d’arte che si concluderà con una discussione alla quale parteciperanno personalità di rilievo nel campo della tutela del patrimonio storico artistico.

Il caso della venere di urbino- festival mondo antico 2009

Lo spazio teatrale vedrà una originale riproposizione dell’Asino d’oro di Apuleio, messo in scena da Francesco Lagi e Francesco Colella e la prima di un nuovo spettacolo curato da Luigi Spina con il gruppo Kalokagathoi, Sottoterra, dialoghi ispirati all’Antologia di Spoon River e alle iscrizioni funerarie greche e latine rappresentato all’interno del grande scavo musealizzato della Domus del chirurgo di Rimini. Ci saranno anche gli interventi di “animazione poetica” messi in atto
nell’ambito del progetto europeo Multipoetry ed altre forme di suggestione spettacolare.

Il festival sarà anche il luogo in cui si daranno appuntamento i rappresentanti delle istituzioni museali europee coinvolte, come quelle di Rimini, in programmi che hanno per oggetto l’arte, la cultura, il dialogo interculturale come Euromuse e Map for Id (Museums for intercultural dialogue).

Accanto alla cultura “immateriale” il festival propone anche molti itinerari di visita a monumenti e siti di interesse archeologico, come ad esempio la possibilità di visitare il Ponte di Tiberio passandovi sotto a bordo di piccole imbarcazioni; per i buongustai, poi, ricette romane in diverse trattorie e, soprattutto, l’apertura della nuova taverna, lo spazio di ristoro enogastronomico del Museo della Città.

Non mancheranno inoltre, rinnovate nei contenuti, le rubriche che hanno fin qui contraddistinto la manifestazione: “Biblia”, ossia le letture bibliche realizzate in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Rimini, che quest’anno avranno come tema il Qohelet, “Archeologi in missione”, una scelta di esperienze di scavo in siti lontani (in Africa settentrionale, nel vicino Oriente) presentate dall’archeologo Mario Luni, cui si aggiungerà la testimonianza di Giuseppe Orefici, reduce dalle ultime scoperte in Perù.

Ritornano le lezioni sulla vita quotidiana dei Romani tenute da Maria Grazia Maioli, il mini corso letterario di Marinella De Luca (quest’anno dedicato ad Aristofane e alla comicità dei Greci), cui si aggiungerà il seminario di Patrizia Paradisi sull’onomastica dei Latini, la rassegna di rarità e curiosità cinematografiche con la partecipazione di Giuseppe Pucci e Roberto Maria Danese, le visite alla “Domus del chirurgo” condotte da Jacopo Ortalli, il responsabile scientifico di questo scavo musealizzato ormai noto internazionalmente.

Una parte significativa sarà assegnata, come è nella tradizione, alle iniziative per bambini e ragazzi, come “la paletta dell’archeologo”, il “banchetto dei Romani”, i vari giochi all’aperto e anche da tavolo con le nuove “carte mitologiche” ideate da Donatella Puliga.

Per programma completo:

http://antico.comune.rimini.it/programma/

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Selinunte ed il Mediterraneo nelle nostre vite. Il ruolo di Vincenzo Tusa nella scoperta delle popolazioni della Sicilia antica. Incontri a Selinunte

Selinunte, si celebra la figura di Vincenzo Tusa
con due giornate di studio e performance artistiche

Venerdì 12 e sabato 13
Baglio Florio del Parco Archeologico di Selinunte (Trapani)

Secondo appuntamento, dopo quello di sabato scorso a Ustica, per le iniziative organizzate per celebrare la figura di Vincenzo Tusa, pioniere dell’archeologia mediterranea e dello studio delle civiltà elima e punica in Sicilia.

Vincenzo Tusa

Venerdì 12 e sabato 13 al Baglio Florio del Parco Archeologico di Selinunte (Trapani), alle 9,30, si discuterà sul tema “Selinunte ed il Mediterraneo nelle nostre vite. Il ruolo di Vincenzo Tusa nella scoperta delle popolazioni della Sicilia antica”. Due giornate di studi per mettere in evidenza la peculiarità di Tusa come studioso delle tre civiltà della Sicilia antica (punica, greca ed elima), ma anche come operatore culturale attivo nella tutela del patrimonio culturale della Sicilia occidentale che ebbe come effetto, fra l’altro, la creazione del Parco archeologico di Selinunte.

L’iniziativa sarà aperta da Giuseppe Gini, soprintendente ai Beni culturali di Trapani, Girolamo Turano, presidente della Provincia di Trapani, Gianni Pompeo, sindaco di Castelvetrano e Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare. Dopo di loro interverranno numerosi studiosi e docenti, tra i più importanti esperti nazionali e internazionali di archeologia mediterranea.

Oltre alle relazioni è prevista una serata di gala venerdì che ospiterà alle 22 anche la videoinstallazioneseLInuNTe XYz>rGb”, opera per immagini e suoni Salvo Cuccia, musiche di “Curva minore piccolo ensemble” con Lelio Giannetto (contrabbasso), Alessandro Librio (violino) featuringMiriam Palma (voce), ideazione e progetto Eleonora Cordaro, concept suono Benni Atria, direttore della fotografia Vincenzo Marinese.

Le giornate selinuntine, finanziati con uno stanziamento speciale a completamento dei fondi del Por Sicilia 2000-2006, sono organizzate dalla Soprintendenza del mare di Palermo, dalla Soprintendenza dei beni culturali di Trapani, dal Servizio per i beni archeologici della stessa Soprintendenza, dal Comune di Castelvetrano e dalla fondazione Kepha.

Vincenzo Tusa, scomparso lo scorso 5 marzo, diede un grande imprinting alla ricerca scientifica applicata all’archeologia, dagli anni Sessanta in poi. Il suo lavoro ebbe importanti conseguenze come l’avvio della ricerca sui Fenici, Punici ed Elimi in Sicilia, popolazioni e culture prima di allora sconosciute, ma anche nell’ambito dell’archeologia subacquea e per l’innovazione di un metodo d’indagine archeologica che spostò l’attenzione dello studioso dalla sola analisi dei reperti come esempi di arte antica alla ricerca sulla cultura materiale che quei reperti rappresentavano, senza perdere di vista l’uomo che li produsse.

Fu Tusa, fra l’altro, a realizzare una sezione archeologica subacquea nel Museo Nazionale di Palermo, la prima in Sicilia insieme con il museo di Lipari. Fu lui ad intraprendere campagne di scavo sistematiche nei siti di Mozia, Segesta e Selinunte alla scoperta delle popolazioni indigene, fenicio-puniche ed elime della Sicilia. Fu lui ad impiantare una serie cospicua di collaborazioni nazionali ed internazionali per la ricerca archeologica nella Sicilia occidentale. Infine, fu lui a lottare duramente contro la mafia per la salvaguardia dei siti archeologici della Sicilia occidentale realizzando il primo parco archeologico d’Italia a Selinunte.

Traffici, commerci e vie di distribuzione nel Mediterraneo tra protostoria e V secolo a.C – Convegno internazionale a Gela dal 27 al 29 maggio 2009

L’antico tesoro di Gela torna al centro dell’attenzione degli studiosi internazionali di archeologia. L’occasione sarà il convegno “Traffici, commerci e vie di distribuzione nel Mediterraneo tra protostoria e V secolo a.C“, che dal 27 al 29 maggio – presso l’Aula Magna dell’Istituto magistrale “Dante Alighieri” di viale Europa – farà da sfondo a un importante dibattito, rappresentando un altro passo avanti per la promozione e la rivalutazione delle risorse culturali e ambientali della città.Traffici e commerci nel mediterraneo - convegno 2009

Nel corso delle tre giornate di studio, verranno inaugurate le opere di valorizzazione dei due siti di Capo Soprano e dell’emporio greco, a Bosco Littorio, recentemente restituiti alla friuizione pubblica.

Il convegno è realizzato grazie anche alla collaborazione della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania e il Corsorzio Asi di Gela.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO:

Mercoledì 27 maggio

Ore 9.00 Saluti delle autorità

Ore 10.20 Carmine Ampolo – Scuola Normale Superiore di Pisa, Ripensando gli empori mediterranei: documentazione e studi recenti

Ore 10.40 Juliette De La Geniére – Academié des Inscriptions et Belles-Lettres, Paris Poseidonia e il vallo di Diano: un esempio di commercio acquisitivo,

Ore 11.30 Costanza Gialanella – Soprintendenza Archeologica di Ischia, La realtà pithecusana a vent’anni dalle prime scoperte

ore 16.00 Giovanna Greco – Università degli Studi “Federico II” di Napoli, Pithecusa e Cuma: dinamiche commerciali tra il VII e VI secolo a. C.

ore 16.30 Rosalba Panvini – Soprintendente dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta ,Dall’emporio di Gela all’entroterra: committenza e materiali di importazione tra il VII e il V secolo a. C.

ore 16.50 Filippo Giudice – Elvia Giudice – Giada Giudice – Università degli Studi di Catania, Il relitto arcaico di Gela e la rotta di distribuzione della ceramica attica dalla madrepatria alla colonia

ore 17.10 Edoardo Tortorici - Università degli Studi di Catania; Alessandra Benini – archeologa, I relitti di Gela: considerazioni ed ipotesi

Giovedì 28 maggio

Ore 9.00 Adolfo Domìnguez Monedero – Universidad Autonáma de Madrid, Emporia: mecanismos de distribución comercial en el Mediterráneo

ore 9.30 Xavier Nieto – Centre d’Arquelogia Subaquatica de Catalunya; Marta Santos Retolaza – Museo d’Arquelogia de Catalunya – Empúries (Spagna), El barco griego de Cala Sant Vicenç: un testimonio del comercio foceo arcaico

Ore 9.50 Marta Santos Retolaza – Museo d’Arquelogia de Catalunya – Empúries (Spagna), Emporion y el comercio foceo en el lìmite occidental del Mediterráneo

ore 10.10 Flavio Enei – Museo del mare e della navigazione antica, Santa Severa (Roma), Pyrgi sommersa: il porto dell’antica Caere e le sue origini alla luce delle ultime scoperte

ore 10.50 Elisa Pellegrini – Università degli studi di Perugia, La ricezione di ceramiche antiche a Volsinii

ore 11.10 Luca Peyronel – Università IULM – Milano, Il commercio marittimo nel Mediterraneo orientale: procedure di scambio tra evidenze archeologiche e modelli di rappresentazione

ore 16.00 Giovanni Di Stefano – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Ragusa, Camarina. Scali, emporìa e la rotta meridionale

ore 16.30 Massimo Cultraro – CNR-IBAM,  Catania, Prima di Cartagine. Forme di contatto tra Sicilia, Nord Africa e Mediterraneo orientale nella protostoria recente

ore 16.50 Enrico Procelli – Università degli Studi di Catania, Considerazioni su contatti trans marini nel Mediterraneo durante la protostoria

ore 17.10 Silvana Verga – Soprintendenza per i Beni culturali e Ambientali di Palermo, Rotte, traffici e commerci tra l’Egitto e la Grecia nel Mediterraneo dalla protostoria all’età arcaica

ore 17.30 Dario Palermo – Presidente Corso di Laurea in Formazione Operatori Turistici; Eleonora Pappalardo – archeologa, Creta e il nare: il ruolo di Creta nel Mediterraneo tra il X e VIII secolo a. C.

ore 17.50 Nicholas Stampolidis – Museum of Cycladis Art Athens (Grecia), Sea routes in the Early Iron Age: from Eastern to Western Mediterranean

Venerdì 29 maggio

Ore 9.00 Rosa Maria Albanese Procelli – Università degli studi di Catania, La metallurgia del bronzo nella Sicilia protostorica e arcaica: circolazione di tecniche, modelli e prodotti

ore 9.30 Lavinia Sole – archeologa, La via dei metalli in Sicilia: un contributo dai ripostigli per lo studio delle fonti di approvvigionamento

ore 9.50 Antonella Pautasso – CNR- IBAM – Catania; Marina Albertocchi – Università degli studi di Milano, Nothing to do with the trade? Vasi configurati, statuette e merci dimenticate tra Oriente e Occidente

ore 10.30 Rosario P.A. Patanè – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Enna, Μετά δε τάύτά, διελτων τό λεοντιον πεδιον,… Storia di incontri tra Greci e Siculi

ore 10.50 Fabrizio Nicoletti – archeologo, Mursia. Un emporio nel canale di Sicilia alle soglie della protostoria

ore 11.10 Stefano Vassallo – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, La colonia di Himera lungo le rotte dei commerci mediterranei. Il contributo delle anfore da trasporto

ore 16.00 Marina Congiu – archeologa, Ipotesi ricostruttive dei percorsi viari tra Gela e l’entroterra. Analisi territoriale

ore 16.30 Elena Flavia Castagnino Berlinghieri – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa; Carmelo Monaco – Università degli Studi di Catania, Gli spazi marittimi di Catania aracica: trasformazioni geologiche e processi urbani

ore 16.50 Nicolò Bruno – Soprintendenza del Mare, Indagini strumentali nel litorale gelese

ore 17.10 Maria Teresa di Blasi – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, Traffici, commerci e vie di distribuzione nel Mediterraneo tra protostoria ed età arcaica nel territorio siracusano e ragusano: prospettive per una definizione dell’approccio didattico

Ore 17.30 CONCLUSIONI: Piera Anello – Dario Palermo

Fonte:

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Ministero/UfficioStampa/News/visualizza_asset.html_1188029669.html

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