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Dai concerti sull’antica strada della Tridentum romana ai laboratori per tutta la famiglia al Museo Retico di Sanzeno, dall’archeologia sperimentale all’area di Acqua Fredda al Passo del Redebus alla caccia al tesoro per i più piccoli presso il sito delle palafitte di Fiavè, sono numerose le iniziative curate nel corso dell’estate dal Settore archeologia della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento. Tutti gli appuntamenti sono ora raccolti nella pubblicazione “ArcheoLogos – parole sull’antico”.
Grazie al supporto e alla collaborazione di Comuni, Aziende per il Turismo, Enti e Associazioni che operano sul territorio, le iniziative costituiscono un’opportunità per approfondire, divertendosi, la conoscenza del ricco e variegato patrimonio archeologico del Trentino. Ecco allora che le tracce del passato si intrecciano con il presente e diventano luoghi di incontro e svago che in un’ambientazione di particolare fascino accolgono mostre, attività didattiche, concerti, spettacoli teatrali, conferenze.
TRIDENTUM
Di grande atmosfera per il contesto che li ospita e per la bravura degli esecutori sono i tradizionali concerti di musica classica in programma al S.A.S.S. il 10 e il 18 luglio nell’ambito dell’8° Festival Risonanze Armoniche.
Tridentum farà anche da sfondo alla trasposizione teatrale della vita di Federico Halbherr che il 25 settembre sarà protagonista di “Kyrios Frederikos. Un archeologo trentino nei labirinti di Creta”, letture itineranti con il gruppo Emit Flesti al S.A.S.S. e all’area archeologica di Palazzo Lodron.
Nel corso dell’autunno verrà inoltre riproposto, in collaborazione con il Museo Diocesano Tridentino, “Alla scoperta di Tridentum. La città sotterranea”, l’itinerario archeologico nel centro di Trento, dal S.A.S.S. a Porta Veronensis e alla Basilica Paleocristiana.
MUSEO RETICO
Il Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non, a Sanzeno, oltre all’interessante percorso espositivo che si snoda nel “pozzo del tempo” e alle visite guidate tematiche, offre interessanti laboratori per famiglie.
Il 28, 29 e 30 luglio “Piccoli e grandi archeologi al lavoro” vedrà i partecipanti impegnati nella lavorazione della ceramica con il tornio, del ferro e del vetro sotto la guida dell’archeotecnico Pino Pulitani, mentre il laboratorio di tessitura del 22 agosto “Storia di trame. Pratiche tessili nell’età del Ferro” sarà tenuto da Tiziana Aste.
Prendono invece spunto dalle favole di Esopo “Animali da favola. “Se un capretto, un lupo e un leone…” divertenti spettacoli teatrali per bambini e ragazzi con il gruppo Emit Flesti in scena al museo il 25 luglio e il 4 settembre.
Per gli appassionati di musica l’appuntamento è il 4 agosto con “Suonatori Erranti” melodie mediterranee, balcaniche, yiddish eseguite dal Gruppo Caronte con jazz voice, violino, clarinetto, arpa, tastiera. Serata archeologica il 19 agosto con “Squilli di guerra: il karnyx celtico di Sanzeno” a cura di Paolo Bellintani e Rosa Roncador che presenteranno una rara scoperta avvenuta proprio a Sanzeno.
15° MEETING DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI ARCHEOLOGI
E sempre a Riva del Garda si terrà, dal 15 al 20 settembre, il 15° Meeting annuale dell’EAA (European Association of Archaeologists), l’Associazione Europea degli Archeologi. Il prestigioso convegno, che porterà in Trentino alcune centinaia di archeologi (sono già quasi 500 gli iscritti) provenienti da numerosi paesi europei, ma anche da oltreoceano, è organizzato in collaborazione con il Comune di Riva del Garda, attraverso il Museo di Riva.
Si tratta di un evento di eccezione che offre una opportunità unica di incontro per lo scambio di idee e opinioni sulla pratica e la teoria della disciplina archeologica. Maggiori informazioni sul sito www.eaaitaly2009.com
ACQUA FREDDA
Spostandoci in un’altra zona del Trentino, tra l’Altopiano di Pinè e la Valle dei Mocheni, al Passo del Redebus, si trova il sito di Acqua Fredda, una delle aree archeologiche musealizzate più alte d’Europa. Gli archeologi hanno riportato alla luce una delle più importanti fonderie preistoriche della tarda età del Bronzo (XIII-XI sec.a.C.) dell’intero arco alpino.
Nel corso dell’estate, proprio nel luogo dove i minerali di rame erano lavorati fin dai tempi più remoti, si potranno conoscere i segreti della lavorazione dei metalli e vedere gli archeotecnici realizzare dal vivo uno strumento in metallo (il 31 luglio, 21 e 23 agosto, 27 settembre).
E ancora cimentarsi in prima persona nei laboratori a cura dei Servizi Educativi della Soprintendenza (3 luglio e 11 settembre), partecipare all’ archeotrekking sulle tracce della metallurgia preistorica (il 18 luglio e il 22 agosto) e assistere a “Incontro con il mito. Piè zoppi, man’ di fata. Le meraviglie di Vulcano”, un originale spettacolo teatrale interattivo dedicato al mito di Vulcano (il 17 luglio, 7 agosto e 4 settembre).
Infine due appuntamenti serali per chi desidera approfondire: il 4 agosto a Palù del Fersina, presso l’Istituto Culturale Mocheno, Franco Marzatico terrà un incontro dal titolo “Dal minatore al metallurgo: i forni preistorici al passo del Redebus”, mentre il 20 agosto al Centro Congressi Pinè, Paolo Bellintani presenterà “Le vie dei metalli nella preistoria”.
PALAFITTE DI FIAVE’
Bambini e famiglie saranno protagonisti anche a Fiavè, dove presso il famoso sito delle palafitte torna “Ma come facevano a fare? Cerca e Ricerca, Trova e Sperimenta”. Tre gli appuntamenti, il 14 luglio, 4 agosto e 1 settembre, per conoscere, partecipando ad un’avvincente caccia al tesoro sulle tracce degli antichi palafitticoli di Fiavè, come vivevano, come si procacciavano il cibo e quali attività svolgevano i nostri antenati nella preistoria.
DOSS CASTEL
Dedicato alle famiglie è anche il percorso della “Scuola del Bosco” a Fai della Paganella. Grazie alla collaborazione degli alunni della scuola primaria di Fai, il sentiero che dalla località Ori porta al sito archeologico sulla sommità del Doss Castel è stato corredato da originali e colorati pannelli. Pannello dopo pannello, la passeggiata si trasforma in racconto per vivere un’insolita avventura, conoscere i segreti del bosco e scoprire chi erano e come vivevano i Reti, gli antichi e “misteriosi” abitanti di Doss Castel.
MOSTRE
Non mancano suggerimenti per saperne di più sulla storia più antica del territorio trentino con le visite al Centro Documentazione di Luserna dove la Soprintendenza ha curato gli aspetti archeologici della mostra “Il cacciatore delle Alpi – Da predatore a gestore” e al Museo di Riva del Garda dove è in corso la mostra “Sulle antiche sponde. Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda”.
MONTE SAN MARTINO
Riprendono nel mese di luglio le indagini archeologiche sul monte di san Martino a Lundo, sulle creste che separano l’Altogarda dalle Giudicarie e il Lomaso, dove si celano i ruderi di un antico castello, predisposto al tramonto dell’impero romano e dimenticato dalla storia.
L’attività di ricerca, sostenuta e coordinata della Soprintendenza e dal Comune di Lomaso, è riuscita a riportarne alla luce i tratti più significativi, voci di un tempo lontano e segni di passati poteri, civili e religiosi.
INFORMAZIONI:
Provincia Autonoma di Trento
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici
Settore Beni archeologici
Via Aosta, 1 – 38100 Trento
Tel. 0461 492161 Fax 0461 492160
e-mail sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it
www.trentinocultura.net/archeologia.asp
0 comments elisa | Comunicati stampa, Conferenze, Epoca Romana, Generale, Italici, Mostre, Musei, Preistoria, Protostoria, Visite, eventi
Che fare, quando Roma e Napoli vogliono una metropolitana e Firenze il tram? O se dalle viscere di piazza Sordello a Mantova spunta un’antica villa romana? Si deturpa una piazza trecentesca per mostrare l’unico resto della città di Virgilio? Si sceglie il medioevo o la romanità? E che fare di fronte alla scoperta delle antiche mura cittadine, greche a Siracusa o romane a Modena?
Domande attualissime, tornate agli onori della cronaca dopo la nomina del professor Andrea Carandini – noto come il nemico giurato dei “talebani della tutela” – a Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali.
Di questo si parlerà al convegno

I luoghi non sono mai neutrali. Ogni luogo assorbe quel che vi accade e ne conserva memoria, così che strati su strati di storia si sovrappongono e s’intrecciano sopra e sotto terra. Le trasformazioni dei luoghi, i modi diversi in cui nel tempo si sono disegnati e gestiti gli spazi, sono dunque lo specchio delle società che le producono.
Per questo ogni scelta che riguarda la trasformazione di un paesaggio, rurale o urbano, non può essere lasciata al caso o alla fiducia del “senso estetico” di chicchessia, ma deve essere il frutto di scelte ponderate e partecipate da parte della collettività, di un dibattito pubblico a cui ogni cittadino si deve sentire in dovere di contribuire.
Soprattutto in un paese come l’Italia così denso di luoghi “parlanti”, e d’insediamenti urbani che si sovrappongono a strati su strati di storia precedente, spesso insondati ma comunque parte integrante di quel bene culturale che chiamiamo “centro storico”. Lì, ogniqualvolta scaviamo per costruire il nuovo sveliamo inevitabilmente l’antico. Sveliamo la storia passata. E spesso, tra molti strati di storia, dobbiamo scegliere cosa costruire o conservare, e cosa distruggere. E’ una scelta di valore complessa e dolorosa, che forse non vorremmo mai fare ma vi siamo costretti.
Quali principi seguire, dunque, nell’operare tale scelta? È possibile stabilire delle linee guida che consentano di salvare ricordi di ogni epoca passata, di rendere palpabile il fluire cronologico del tempo, nonostante le necessarie scelte urbanistiche?

Si tratta di una riflessione sempre più necessaria e impellente, quanto più si moltiplicano le aggressioni irresponsabili al nostro paesaggio e alla nostra storia. Per questo Italia Nostra ha promosso il convegno “Progettare la memoria”. Per sollecitare i professionisti impegnati nella conoscenza, la tutela e la trasformazione dei nostri paesaggi – archeologi, architetti, urbanisti, antropologi, geografi – a promuovere una cultura della progettazione che sia vera sintesi tra le prospettive e le competenze di tutti.
Ma soprattutto per far uscire tale dibattito dalle aule specialistiche e affidarlo a tutti i cittadini. Stimolare la collettività a interrogarsi sull’uso pubblico della storia e progettare in prima persona il proprio paesaggio quotidiano. Perché storia e paesaggio sono bene comune.
PROGRAMMA:
ore 10 Introduzione
Le ragioni del convegno
Giovanni Losavio, presidente Italia Nostra
Rovine e cittadinanza
Stefano De Caro, direttore generale per l’Archeologia del MiBAC
ore 10.30 Prima sessione
L’antico in città e la progettazione urbanistica: archeologia-evento o bene comune?
coordina Cinzia Dal Maso
intervengono Bruno D’Agostino, Michel Gras, Piero Guzzo, Giovanni Losavio, Daniele Manacorda, Jacopo Ortalli, Elisabetta Pallottino, Francesco Scoppola
ore 12 Seconda sessione
I Fori di Roma. Quale antico e per chi?
coordina Fabio Isman
intervengono Dora Galani, Italo Insolera, Adriano La Regina, Giuseppe Strappa
ore 15 Terza sessione
Treni, metro, parcheggi. Archeologia e grandi opere
coordina Maria Pia Guermandi
intervengono Stefano De Caro, Vezio De Lucia, Elio Garzillo, Mario Torelli, Maria Rosa Vittadini
ore 16.15 Quarta sessione
L’anima della città storica tra antico e moderno
coordina Francesco Erbani
intervengono Paolo Berdini, Francesco Cellini, Sergio Conti, Marxiano Melotti, Edoardo Salzano
ore 17.30 Conclusioni
Salvatore Settis
PER INFO ED ISCRIZIONI:
http://www.italianostra.org/eventi/nostri_eventi/progettare_memoria.html
FONTE:
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=27974&IDCategoria=204
Rimini, 18, 19, 20, 21 giugno 2009

Antico/Presente, la rassegna che dal 2005 si è trasformata in Festival del Mondo Antico, giunto alla sua undicesima edizione, tornerà a Rimini e località limitrofe dal 18 al 21 giugno, offrendo al pubblico nuove e più ricche opportunità di riscoprire Rimini antica e il suo territorio, ma anche di trovare occasioni di incontro ed approfondimento.
Si tratta, ancora una volta, di un viaggio nel mondo dei Greci e dei Romani, nel vicino e lontano Oriente, alle origini dei riti e dei miti del tempo presente, in compagnia di protagonisti della cultura contemporanea.
Le quattro giornate del festival riguarderanno i temi più diversi, modalità comunicative molto articolate, pubblici differenti, compresi i più piccoli: temi letterari, filosofici, storici, archeologici, antropologici, religiosi, giuridici, economici, scientifici saranno trattati in presentazioni di novità editoriali, commenti magistrali, happening poetico musicali, giochi, laboratori, ricostruzioni, rapporti, seminari, proiezioni cinematografiche, iniziative gastronomiche, etc.
Anche per l’edizione 2009 si preparano, oltre ai consueti, nuovi o rinnovati scenari, anche in relazione a collaborazioni suscitate dal Festival: a Rimini oltre al Museo, alla Domus del chirurgo, all’Anfiteatro romano, alla Piazza, alla Biblioteca, al Museo degli Sguardi, si aggiungerà quest’anno la nuova Darsena dove, grazie alla collaborazione con il Museo del mare di Cesenatico, arriveranno e saranno ormeggiate alcune imbarcazioni tradizionali, gli antichi trabaccoli, che saranno teatro di esperienze, ricostruzioni e ricognizioni (anche dal vivo) dei modi arcaici della navigazione curati
dall’archeologo navale Stefano Medas in collaborazione con Rossana Valenti dell’Università di Napoli.
Scenari interessanti saranno poi Verucchio, con il suo splendido museo e la sua necropoli etrusco villanoviana e poi Santarcangelo, Cattolica, con i loro musei e forse anche altre località interessate, come Cesenatico e il suo Museo galleggiante.
Il festival si aprirà, come nelle edizioni trascorse, con una giornata di studi: il tema sarà La guerra degli antichi (e dei moderni) per la cura di Giovanni Brizzi e con la partecipazione di autorevoli studiosi, italiani e stranieri, come Yann Le Bohec, Mario Gallina, Walter Barberis, Giorgio Rochat e con la partecipazione di Sergio Valzania, direttore dei programmi radiofonici di Radio 2 e Radio 3, nonché esperto di storia militare.
Un posto di rilievo sarà occupato come al solito da commenti, presentazioni editoriali, introduzioni a testi, letterari, filosofici, o anche cinematografici, con interventi di Alberto Angela, Edoardo Boncinelli, Maurizio Bettini, Luciano Canfora, Massimo Cacciari, Gabriella Caramore, Ivano Dionigi, Luigi Magni, Laurent Pernot, Giuseppe Pucci, Silvia Ronchey, Tzvetan Todorov, Paul Zanker, etc.
Dialoghi a più voci riguarderanno temi per così dire invariabili, che registrano di recente l’uscita di nuovi libri: ad es. su Edipo convergeranno i punti di vista di Guido Avezzù, Federico Condello, Giulio Guidorizzi, Guido Paduano, Andrea Rodighiero.
Tra i momenti notevoli è prevista la simulazione di un altro processo penale romano, sulla scia di quelli tanto apprezzati dal pubblico nelle precedenti edizioni, sempre ideati da Giuseppe Giliberti e Gianluca Sposito della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Urbino: Il caso della Venere di Urbino è il titolo di questo processo che riguarda il caso di un furto, con omicidio, di un’opera d’arte che si concluderà con una discussione alla quale parteciperanno personalità di rilievo nel campo della tutela del patrimonio storico artistico.

Lo spazio teatrale vedrà una originale riproposizione dell’Asino d’oro di Apuleio, messo in scena da Francesco Lagi e Francesco Colella e la prima di un nuovo spettacolo curato da Luigi Spina con il gruppo Kalokagathoi, Sottoterra, dialoghi ispirati all’Antologia di Spoon River e alle iscrizioni funerarie greche e latine rappresentato all’interno del grande scavo musealizzato della Domus del chirurgo di Rimini. Ci saranno anche gli interventi di “animazione poetica” messi in atto
nell’ambito del progetto europeo Multipoetry ed altre forme di suggestione spettacolare.
Il festival sarà anche il luogo in cui si daranno appuntamento i rappresentanti delle istituzioni museali europee coinvolte, come quelle di Rimini, in programmi che hanno per oggetto l’arte, la cultura, il dialogo interculturale come Euromuse e Map for Id (Museums for intercultural dialogue).
Accanto alla cultura “immateriale” il festival propone anche molti itinerari di visita a monumenti e siti di interesse archeologico, come ad esempio la possibilità di visitare il Ponte di Tiberio passandovi sotto a bordo di piccole imbarcazioni; per i buongustai, poi, ricette romane in diverse trattorie e, soprattutto, l’apertura della nuova taverna, lo spazio di ristoro enogastronomico del Museo della Città.
Non mancheranno inoltre, rinnovate nei contenuti, le rubriche che hanno fin qui contraddistinto la manifestazione: “Biblia”, ossia le letture bibliche realizzate in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Rimini, che quest’anno avranno come tema il Qohelet, “Archeologi in missione”, una scelta di esperienze di scavo in siti lontani (in Africa settentrionale, nel vicino Oriente) presentate dall’archeologo Mario Luni, cui si aggiungerà la testimonianza di Giuseppe Orefici, reduce dalle ultime scoperte in Perù.
Ritornano le lezioni sulla vita quotidiana dei Romani tenute da Maria Grazia Maioli, il mini corso letterario di Marinella De Luca (quest’anno dedicato ad Aristofane e alla comicità dei Greci), cui si aggiungerà il seminario di Patrizia Paradisi sull’onomastica dei Latini, la rassegna di rarità e curiosità cinematografiche con la partecipazione di Giuseppe Pucci e Roberto Maria Danese, le visite alla “Domus del chirurgo” condotte da Jacopo Ortalli, il responsabile scientifico di questo scavo musealizzato ormai noto internazionalmente.
Una parte significativa sarà assegnata, come è nella tradizione, alle iniziative per bambini e ragazzi, come “la paletta dell’archeologo”, il “banchetto dei Romani”, i vari giochi all’aperto e anche da tavolo con le nuove “carte mitologiche” ideate da Donatella Puliga.
Per programma completo:
http://antico.comune.rimini.it/programma/
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Secondo appuntamento, dopo quello di sabato scorso a Ustica, per le iniziative organizzate per celebrare la figura di Vincenzo Tusa, pioniere dell’archeologia mediterranea e dello studio delle civiltà elima e punica in Sicilia.

Venerdì 12 e sabato 13 al Baglio Florio del Parco Archeologico di Selinunte (Trapani), alle 9,30, si discuterà sul tema “Selinunte ed il Mediterraneo nelle nostre vite. Il ruolo di Vincenzo Tusa nella scoperta delle popolazioni della Sicilia antica”. Due giornate di studi per mettere in evidenza la peculiarità di Tusa come studioso delle tre civiltà della Sicilia antica (punica, greca ed elima), ma anche come operatore culturale attivo nella tutela del patrimonio culturale della Sicilia occidentale che ebbe come effetto, fra l’altro, la creazione del Parco archeologico di Selinunte.
L’iniziativa sarà aperta da Giuseppe Gini, soprintendente ai Beni culturali di Trapani, Girolamo Turano, presidente della Provincia di Trapani, Gianni Pompeo, sindaco di Castelvetrano e Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare. Dopo di loro interverranno numerosi studiosi e docenti, tra i più importanti esperti nazionali e internazionali di archeologia mediterranea.
Oltre alle relazioni è prevista una serata di gala venerdì che ospiterà alle 22 anche la videoinstallazione “seLInuNTe XYz>rGb”, opera per immagini e suoni Salvo Cuccia, musiche di “Curva minore piccolo ensemble” con Lelio Giannetto (contrabbasso), Alessandro Librio (violino) featuringMiriam Palma (voce), ideazione e progetto Eleonora Cordaro, concept suono Benni Atria, direttore della fotografia Vincenzo Marinese.
Le giornate selinuntine, finanziati con uno stanziamento speciale a completamento dei fondi del Por Sicilia 2000-2006, sono organizzate dalla Soprintendenza del mare di Palermo, dalla Soprintendenza dei beni culturali di Trapani, dal Servizio per i beni archeologici della stessa Soprintendenza, dal Comune di Castelvetrano e dalla fondazione Kepha.
Vincenzo Tusa, scomparso lo scorso 5 marzo, diede un grande imprinting alla ricerca scientifica applicata all’archeologia, dagli anni Sessanta in poi. Il suo lavoro ebbe importanti conseguenze come l’avvio della ricerca sui Fenici, Punici ed Elimi in Sicilia, popolazioni e culture prima di allora sconosciute, ma anche nell’ambito dell’archeologia subacquea e per l’innovazione di un metodo d’indagine archeologica che spostò l’attenzione dello studioso dalla sola analisi dei reperti come esempi di arte antica alla ricerca sulla cultura materiale che quei reperti rappresentavano, senza perdere di vista l’uomo che li produsse.
Fu Tusa, fra l’altro, a realizzare una sezione archeologica subacquea nel Museo Nazionale di Palermo, la prima in Sicilia insieme con il museo di Lipari. Fu lui ad intraprendere campagne di scavo sistematiche nei siti di Mozia, Segesta e Selinunte alla scoperta delle popolazioni indigene, fenicio-puniche ed elime della Sicilia. Fu lui ad impiantare una serie cospicua di collaborazioni nazionali ed internazionali per la ricerca archeologica nella Sicilia occidentale. Infine, fu lui a lottare duramente contro la mafia per la salvaguardia dei siti archeologici della Sicilia occidentale realizzando il primo parco archeologico d’Italia a Selinunte.
L’antico tesoro di Gela torna al centro dell’attenzione degli studiosi internazionali di archeologia. L’occasione sarà il convegno “Traffici, commerci e vie di distribuzione nel Mediterraneo tra protostoria e V secolo a.C“, che dal 27 al 29 maggio – presso l’Aula Magna dell’Istituto magistrale “Dante Alighieri” di viale Europa – farà da sfondo a un importante dibattito, rappresentando un altro passo avanti per la promozione e la rivalutazione delle risorse culturali e ambientali della città.
Nel corso delle tre giornate di studio, verranno inaugurate le opere di valorizzazione dei due siti di Capo Soprano e dell’emporio greco, a Bosco Littorio, recentemente restituiti alla friuizione pubblica.
Il convegno è realizzato grazie anche alla collaborazione della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania e il Corsorzio Asi di Gela.
PROGRAMMA DEL CONVEGNO:
Mercoledì 27 maggio
Ore 9.00 Saluti delle autorità
Ore 10.20 Carmine Ampolo – Scuola Normale Superiore di Pisa, Ripensando gli empori mediterranei: documentazione e studi recenti
Ore 10.40 Juliette De La Geniére – Academié des Inscriptions et Belles-Lettres, Paris Poseidonia e il vallo di Diano: un esempio di commercio acquisitivo,
Ore 11.30 Costanza Gialanella – Soprintendenza Archeologica di Ischia, La realtà pithecusana a vent’anni dalle prime scoperte
ore 16.00 Giovanna Greco – Università degli Studi “Federico II” di Napoli, Pithecusa e Cuma: dinamiche commerciali tra il VII e VI secolo a. C.
ore 16.30 Rosalba Panvini – Soprintendente dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta ,Dall’emporio di Gela all’entroterra: committenza e materiali di importazione tra il VII e il V secolo a. C.
ore 16.50 Filippo Giudice – Elvia Giudice – Giada Giudice – Università degli Studi di Catania, Il relitto arcaico di Gela e la rotta di distribuzione della ceramica attica dalla madrepatria alla colonia
ore 17.10 Edoardo Tortorici - Università degli Studi di Catania; Alessandra Benini – archeologa, I relitti di Gela: considerazioni ed ipotesi
Giovedì 28 maggio
Ore 9.00 Adolfo Domìnguez Monedero – Universidad Autonáma de Madrid, Emporia: mecanismos de distribución comercial en el Mediterráneo
ore 9.30 Xavier Nieto – Centre d’Arquelogia Subaquatica de Catalunya; Marta Santos Retolaza – Museo d’Arquelogia de Catalunya – Empúries (Spagna), El barco griego de Cala Sant Vicenç: un testimonio del comercio foceo arcaico
Ore 9.50 Marta Santos Retolaza – Museo d’Arquelogia de Catalunya – Empúries (Spagna), Emporion y el comercio foceo en el lìmite occidental del Mediterráneo
ore 10.10 Flavio Enei – Museo del mare e della navigazione antica, Santa Severa (Roma), Pyrgi sommersa: il porto dell’antica Caere e le sue origini alla luce delle ultime scoperte
ore 10.50 Elisa Pellegrini – Università degli studi di Perugia, La ricezione di ceramiche antiche a Volsinii
ore 11.10 Luca Peyronel – Università IULM – Milano, Il commercio marittimo nel Mediterraneo orientale: procedure di scambio tra evidenze archeologiche e modelli di rappresentazione
ore 16.00 Giovanni Di Stefano – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Ragusa, Camarina. Scali, emporìa e la rotta meridionale
ore 16.30 Massimo Cultraro – CNR-IBAM, Catania, Prima di Cartagine. Forme di contatto tra Sicilia, Nord Africa e Mediterraneo orientale nella protostoria recente
ore 16.50 Enrico Procelli – Università degli Studi di Catania, Considerazioni su contatti trans marini nel Mediterraneo durante la protostoria
ore 17.10 Silvana Verga – Soprintendenza per i Beni culturali e Ambientali di Palermo, Rotte, traffici e commerci tra l’Egitto e la Grecia nel Mediterraneo dalla protostoria all’età arcaica
ore 17.30 Dario Palermo – Presidente Corso di Laurea in Formazione Operatori Turistici; Eleonora Pappalardo – archeologa, Creta e il nare: il ruolo di Creta nel Mediterraneo tra il X e VIII secolo a. C.
ore 17.50 Nicholas Stampolidis – Museum of Cycladis Art Athens (Grecia), Sea routes in the Early Iron Age: from Eastern to Western Mediterranean
Venerdì 29 maggio
Ore 9.00 Rosa Maria Albanese Procelli – Università degli studi di Catania, La metallurgia del bronzo nella Sicilia protostorica e arcaica: circolazione di tecniche, modelli e prodotti
ore 9.30 Lavinia Sole – archeologa, La via dei metalli in Sicilia: un contributo dai ripostigli per lo studio delle fonti di approvvigionamento
ore 9.50 Antonella Pautasso – CNR- IBAM – Catania; Marina Albertocchi – Università degli studi di Milano, Nothing to do with the trade? Vasi configurati, statuette e merci dimenticate tra Oriente e Occidente
ore 10.30 Rosario P.A. Patanè – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Enna, Μετά δε τάύτά, διελτων τό λεοντιον πεδιον,… Storia di incontri tra Greci e Siculi
ore 10.50 Fabrizio Nicoletti – archeologo, Mursia. Un emporio nel canale di Sicilia alle soglie della protostoria
ore 11.10 Stefano Vassallo – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Palermo, La colonia di Himera lungo le rotte dei commerci mediterranei. Il contributo delle anfore da trasporto
ore 16.00 Marina Congiu – archeologa, Ipotesi ricostruttive dei percorsi viari tra Gela e l’entroterra. Analisi territoriale
ore 16.30 Elena Flavia Castagnino Berlinghieri – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa; Carmelo Monaco – Università degli Studi di Catania, Gli spazi marittimi di Catania aracica: trasformazioni geologiche e processi urbani
ore 16.50 Nicolò Bruno – Soprintendenza del Mare, Indagini strumentali nel litorale gelese
ore 17.10 Maria Teresa di Blasi – Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, Traffici, commerci e vie di distribuzione nel Mediterraneo tra protostoria ed età arcaica nel territorio siracusano e ragusano: prospettive per una definizione dell’approccio didattico
Ore 17.30 CONCLUSIONI: Piera Anello – Dario Palermo
Fonte:
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La Provincia di Bologna e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna propongono la seconda edizione delle ArcheoloGITE Bolognesi che si terranno dalla metà di aprile a giugno 2009.
Visto che nel 2009 si festeggia l’Anno Internazionale dell’Astronomia, il tema scelto per questa seconda edizione delle nostre “gite archeologiche” è il cielo degli antichi nei suoi molteplici aspetti, gli astri, il tempo, lo spazio.
Nell’anno dell’astronomia ArcheoloGITE 2009 propone dunque vari itinerari attraverso i musei e le aree archeologiche del territorio bolognese, che consentano un approccio leggero ma meditato alle diverse problematiche legate alla lettura del cielo degli antichi, supportate dalle importanti conferenze introduttive, presso il Dipartimento di Archeologia e il Museo Civico di Bologna, sulle specifiche tematiche dell’astronomia, del mondo etrusco e romano.
L’iniziativa di Marzabotto chiuderà, nella suggestiva notte del solstizio d’estate, l’avventura attraverso i cieli di ArcheoloGITE 2009.
PROSSIMI APPUNTAMENTI:
giovedì 21 maggio, ore 16,30
BOLOGNA, Museo Civico Archeologico, Sala del Risorgimento
IL CIELO DEGLI ETRUSCHI
Conferenza di Luigi Malnati
giovedì 28 maggio, ore 17
BOLOGNA, Museo Civico Archeologico, Sala del Risorgimento
MISURAZIONE E RAPPRESENTAZIONE DI SPAZIO E TEMPO NEL MONDO ROMANO
Conferenza di Emanuela Ercolani Cocchi
sabato 30 maggio, ore 20
OZZANO DELL’EMILIA (BO), Area archeologica di Claterna, in località Maggio, presso la cosiddetta “Casa Gialla”
CLATERNA TRA LE STELLE
Visione guidata del cielo mediante puntatore laser
martedì 2 giugno, dalle ore 10,30
LOIANO e MONTERENZIO (BO), Palazzo Loup e Museo Archeologico “L. Fantini”
OSSERVAZIONI ASTRONOMICHE E INSEDIAMENTI ARCHEOLOGICI: GLI ETRUSCHI E I CELTI DI MONTE BIBELE
Conferenze di Antonio Gottarelli e Daniele Vitali e visita guidata a Monte Bibele
martedì 16 giugno, ore 21
VILLANOVA DI CASTENASO, MUV – Museo della civiltà Villanoviana
L’UOMO E IL COSMO
Conferenza di Fabrizio Bònoli
sabato 20 giugno, dalle ore 16,30
MARZABOTTO (BO), Museo Nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e area archeologica di Marzabotto
LE STELLE SULLA CITTA’ ANTICA. VIAGGIO TRA TERRA E CIELO
Rappresentazione in costume, visita guidata e osservazione della volta celeste
INFO E PROGRAMMA UFFICIALE:
http://www.archeobologna.beniculturali.it/mostre/archeologite_bolognesi_09.htm
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Il MAR, Museo Civico Archeologico Girolamo Rossi di Ventimiglia (IM) organizza per maggio/giugno 2009 il XV Ciclo di conferenze “Ventimiglia e il suo territorio dalle origini ai giorni nostri” volto a far conoscere sempre meglio al pubblico il passato storico e archeologico di una terra di confine quale è quella ventimigliese, da sempre interessata dalla presenza umana: si pensi innanzitutto alle Grotte dei Balzi Rossi, frequentate fin dal Paleolitico, poi alla città romana di Albintimilium, della quale si conservano il teatro e le terme e che è tuttora oggetto di scavi archeologici, e quindi al borgo medievale di Ventimiglia Alta, nel quale spiccano la cattedrale romanica, il battistero e la chiesa di San Michele.
Le conferenze di questo XV Ciclo si concentreranno invece su un aspetto particolare della storia di Ventimiglia e dintorni, ovvero sulle fortificazioni di età medievale e postmedievale.
Il programma degli incontri, che si svolgeranno presso il MAR, Forte dell’Annunziata, Sala e. Azaretti, è infatti il seguente:
Sabato 16 maggio, ore 16:
Davide Bagnaschino (storico delle fortificazioni), Storia, confini e fortificazioni dell’Estremo Ponente Ligure
Sabato 23 maggio, ore 16:
Egle Micheletto (Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie), Archeologia dei castelli nel Piemonte Meridionale: dallo scavo alla valorizzazione
Sabato 6 giugno, ore 16:
Istituto Internazionale di Studi Liguri, Comune di Ventimiglia, Il forte dell’Annunziata. Da fortificazione sabauda a spazio aperto.
Il MAR, Museo Archeologico Girolamo Rossi, ha sede nel Forte dell’Annunziata, uno splendido complesso proiettato sul mare appena fuori dalle mura di Ventimiglia Alta. Ospita principalmente le collezioni archeologiche di Girolamo Rossi, che nella seconda metà dell’Ottocento ebbe la direzione degli scavi archeologici della città romana di Albintimilium. Il museo si propone quindi di raccogliere ed esporre al pubblico i materiali provenienti dall’antica Albintimilium, dal suo immediato suburbio e dalle collezioni archeologiche formatesi attorno agli scavi tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.
Per info:
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La proloco “I Bronzi per Riace”, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace che si terrà il prossimo 16 maggio 2009 a Riace Marina presso l’hotel Federica in collaborazione con l’Università della Calabria e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali, della Regione Calabria, della Provincia di Reggio Calabria.
L’evento, fortemente voluto dalla proloco per fare in modo che Riace possa finalmente avere qualcosa dalle superbe opere bronzee ritrovate nelle acque del suo mare nell’agosto del 1972 vedrà la presenza di prestigiosi relatori ed esponenti istituzionali.
Giovanni La Torre, Magnifico Rettore – UNICAL;
R. Perrelli, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia – UNICAL;
C. Greco, Soprintendente per i Beni Archeologici della Calabria;
G. Roma, Prof. Ordinario di Archeologia Cristiana e Medievale – Direttore del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti – UNICAL;
M. Torelli, Prof. Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana – Università di Perugia;
M. Paoletti, Prof. Associato di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Roma – UNICAL;
P. Carafa, Prof. Associato di Archeologia della Magna Grecia – UNICAL;
M. Caltabiano, Prof. Ordinario di Numismatica – Università di Messina;
D. Marino, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Crotone – Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria;
D. Bartoli, Direttore per l’Italia delle attività di ricerca archeologica subacquea. Fondazione ProMare (USA).
Parteciperanno, tra gli altri, gli assessori regionali Naccari Carlizzi, Guagliardi e Cersosimo e l’assessore provinciale Tucci.
Fonte:
La Società Friulana di Archeologia – Sezione Udine presenta:

PROGRAMMA:
Sabato 16 maggio, ore 15.15: Inizio dei lavori. Coordinatrice: Venusia Dominici.
- Valter Zucchiatti, “Indizi toponomastici sulla strada Concordia – Ad Silanos”;
- Benvenuto Castellarin, “Sopravvivenze longobarde nella toponomastica del Friuli”;
- Giovanni Filippo Rosset, “Le necropoli della cultura paleoslava di Kottlach in Friuli: alcune considerazioni tra archeologia e toponomastica”;
- Franco Finco, “Considerazioni su alcuni nomi di luogo del Friuli”;
- Paola Barbierato, “La toponomastica come fonte di conoscenza per le ricerche storiche e archeologiche”;
Martedì 19 maggio, ore 20.30: presentazione delle tabelle toponomastiche relative al centro storico di Colugna. “Per una ricerca archeologica del territorio: i rilevamenti 3D”. A cura di Ivano Sebastianutti (Comune di Tavagnacco).
Venerdì 22 maggio, ore 18.30: presentazione del primo volume dei “Quaderni di Tavagnacco”, di Massimo de Sabbata e Luca Marin. Introduzione di Javier Grossutti.
Sabato 23 maggio, ore 18.30: presentazione, a cura del prof. Giovanni Frau, del libro “Etnici e blasoni popolari” di Carla Marcato e Maurizio Puntin.
In contemporanea, venerdì 15 maggio alle ore 18.30 verrà inaugurata la mostra “‘La Panarie’ 1924-1931. Le cartoline di Giovanni Fiorini”, presentata da Gisella Fiorini, visitabile domenica 17 e 24 maggio, dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 15 alle 18.
Venerdì 15 maggio verrà presentato anche ilsito Internet “Fotografia e Territorio”, a cura di Franco Martelli Rossi.
Info:
La giornata di studi vuole rappresentare il primo di una serie di incontri aventi come tematica principale i beni culturali. Nel suo primo appuntamento riguardante i periodi più antichi della nostra storia, la necessità di sviluppare un forte senso civico ed una presa di coscienza dell’importanza del fare archeologia e pianificazione del territorio nel rispetto delle testimonianze archeologiche sepolte, rappresenta una materia su cui gli esperti di diversi settori sentono il bisogno di confrontarsi: da un lato l’urbanista o chi governa il territorio e dall’altro il mondo dell’archeologia.
Nel fare pianificazione territoriale è bene che l’urbanista sia a conoscenza di chi lavora in un area, conosca il patrimonio archeologico, le sue potenzialità anche in termini di valorizzazione e che le molteplici esperienze di chi lavora per il bene del territorio siano da stimolo per un dialogo.
Al tempo stesso chi fa archeologia, deve essere a conoscenza dei progetti e degli strumenti di gestione del territorio e fornire una chiave di lettura storica dell’evoluzione del paesaggio.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA:
9.45 – 10.15: Saluto delle autorità: Flavio Tosi, Sindaco di Verona
Giuseppe Pernigo, Presidente Civicittà
10.15 – 10.45: Umberto Trame (Università IUAV – Venezia), Il nuovo e l’antico nel fare contemporaneo;
10.45 – 11.15: Vito Giacino, (Assessore Urbanistica, Comune di Verona) e Paolo Boninsegna (Progettazione Urbanistica e Qualità Urbana, Comune di Verona), Verona tra conservazione e importanti piani di sviluppo (la caserma Passalacqua);
11.30 – 11.50: Alessandro Guidi (Università di Roma Tre), Archeologia e pianificazione tra ricerca, tutela e valorizzazione di contesti di età preistorica;
11.50 – 12.10: Federica Fontana, Marco Peresani (Università di Ferrara), Tra vulnerabilità e valorizzazione. Esperienze di ricerca attorno al Paleomesolitico delle Alpi sudorientali;
12.10 – 12.30: Giovanni Leonardi, Michele Cupitò (Università di Padova), Siti extraurbani e tutela: il caso di Fondo Paviani – Legnago;
12.30 – 12.50: Daniele Vitali (Università di Bologna), Ricerche e valorizzazioni territoriali sui celti: da Bibracte (Francia) a Monterenzio (Bologna);
14.30 – 14.50: Diana Neri (Settore Tutela e Gestione Beni Culturali e Paesaggistici, Comune di Castelfranco Emilia – Consulente Provincia di Modena), Roberto Vezzosi (Architetto Urbanista), Strumenti della pianificazione territoriale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale: il caso del PTCP e i progetti pilota della Provincia di Modena;
14.50 – 15.20: Valerio Fusi (Servizi Museali, Settore Cultura, Comune di Grosseto), Reti locali di cultura: integrazione e valorizzazione nel cluster culturale di Grosseto.
A seguire visita libera del complesso archeologico della Villa romana di Piazza Nogara (sotto la sede della Banca Popolare di Verona).