Comunicati stampa

Archeologos 2009: l’autunno trentino ricco di musica, teatro, mostre, escursioni comprende anche il prestigioso Meeting Annuale degli Archeologi Europei

L’ARCHEOLOGIA PER TUTTI

Musica e teatro, laboratori didattici, mostre e convegni specialistici per ‘estate-autunno 2009

ArcheoLogos 2009

Dai concerti sull’antica strada della Tridentum romana ai laboratori per tutta la famiglia al Museo Retico di Sanzeno, dall’archeologia sperimentale all’area di Acqua Fredda al Passo del Redebus alla caccia al tesoro per i più piccoli presso il sito delle palafitte di Fiavè, sono numerose le iniziative curate nel corso dell’estate dal Settore archeologia della Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici della Provincia autonoma di Trento. Tutti gli appuntamenti sono ora raccolti nella pubblicazione “ArcheoLogos – parole sull’antico”.

Grazie al supporto e alla collaborazione di Comuni, Aziende per il Turismo, Enti e Associazioni che operano sul territorio, le iniziative costituiscono un’opportunità per approfondire, divertendosi, la conoscenza del ricco e variegato patrimonio archeologico del Trentino. Ecco allora che le tracce del passato si intrecciano con il presente e diventano luoghi di incontro e svago che in un’ambientazione di particolare fascino accolgono mostre, attività didattiche, concerti, spettacoli teatrali, conferenze.

TRIDENTUM

Di grande atmosfera per il contesto che li ospita e per la bravura degli esecutori sono i tradizionali concerti di musica classica in programma al S.A.S.S. il 10 e il 18 luglio nell’ambito dell’8° Festival Risonanze Armoniche.

Tridentum farà anche da sfondo alla trasposizione teatrale della vita di Federico Halbherr che il 25 settembre sarà protagonista di “Kyrios Frederikos. Un archeologo trentino nei labirinti di Creta”, letture itineranti con il gruppo Emit Flesti al S.A.S.S. e all’area archeologica di Palazzo Lodron.

Nel corso dell’autunno verrà inoltre riproposto, in collaborazione con il Museo Diocesano Tridentino, “Alla scoperta di Tridentum. La città sotterranea”, l’itinerario archeologico nel centro di Trento, dal S.A.S.S. a Porta Veronensis e alla Basilica Paleocristiana.

MUSEO RETICO

Il Museo Retico – Centro per l’archeologia e la storia antica della Val di Non, a Sanzeno, oltre all’interessante percorso espositivo che si snoda nel “pozzo del tempo” e alle visite guidate tematiche, offre interessanti laboratori per famiglie.

Il 28, 29 e 30 luglio “Piccoli e grandi archeologi al lavoro” vedrà i partecipanti impegnati nella lavorazione della ceramica con il tornio, del ferro e del vetro sotto la guida dell’archeotecnico Pino Pulitani, mentre il laboratorio di tessitura del 22 agosto “Storia di trame. Pratiche tessili nell’età del Ferro” sarà tenuto da Tiziana Aste.
Prendono invece spunto dalle favole di Esopo “Animali da favola. “Se un capretto, un lupo e un leone…” divertenti spettacoli teatrali per bambini e ragazzi con il gruppo Emit Flesti in scena al museo il 25 luglio e il 4 settembre.

Per gli appassionati di musica l’appuntamento è il 4 agosto con “Suonatori Erranti” melodie mediterranee, balcaniche, yiddish eseguite dal Gruppo Caronte con jazz voice, violino, clarinetto, arpa, tastiera. Serata archeologica il 19 agosto con “Squilli di guerra: il karnyx celtico di Sanzeno” a cura di Paolo Bellintani e Rosa Roncador che presenteranno una rara scoperta avvenuta proprio a Sanzeno.

15° MEETING DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI ARCHEOLOGI

E sempre a Riva del Garda si terrà, dal 15 al 20 settembre, il 15° Meeting annuale dell’EAA (European Association of Archaeologists), l’Associazione Europea degli Archeologi. Il prestigioso convegno, che porterà in Trentino alcune centinaia di archeologi (sono già quasi 500 gli iscritti) provenienti da numerosi paesi europei, ma anche da oltreoceano, è organizzato in collaborazione con il Comune di Riva del Garda, attraverso il Museo di Riva.

Si tratta di un evento di eccezione che offre una opportunità unica di incontro per lo scambio di idee e opinioni sulla pratica e la teoria della disciplina archeologica. Maggiori informazioni sul sito www.eaaitaly2009.com

ACQUA FREDDA

Spostandoci in un’altra zona del Trentino, tra l’Altopiano di Pinè e la Valle dei Mocheni, al Passo del Redebus, si trova il sito di Acqua Fredda, una delle aree archeologiche musealizzate più alte d’Europa. Gli archeologi hanno riportato alla luce una delle più importanti fonderie preistoriche della tarda età del Bronzo (XIII-XI sec.a.C.) dell’intero arco alpino.

Nel corso dell’estate, proprio nel luogo dove i minerali di rame erano lavorati fin dai tempi più remoti, si potranno conoscere i segreti della lavorazione dei metalli e vedere gli archeotecnici realizzare dal vivo uno strumento in metallo (il 31 luglio, 21 e 23 agosto, 27 settembre).

E ancora cimentarsi in prima persona nei laboratori a cura dei Servizi Educativi della Soprintendenza (3 luglio e 11 settembre), partecipare all’ archeotrekking sulle tracce della metallurgia preistorica (il 18 luglio e il 22 agosto) e assistere a “Incontro con il mito. Piè zoppi, man’ di fata. Le meraviglie di Vulcano”, un originale spettacolo teatrale interattivo dedicato al mito di Vulcano (il 17 luglio, 7 agosto e 4 settembre).

Infine due appuntamenti serali per chi desidera approfondire: il 4 agosto a Palù del Fersina, presso l’Istituto Culturale Mocheno, Franco Marzatico terrà un incontro dal titolo “Dal minatore al metallurgo: i forni preistorici al passo del Redebus”, mentre il 20 agosto al Centro Congressi Pinè, Paolo Bellintani presenterà “Le vie dei metalli nella preistoria”.

PALAFITTE DI FIAVE’

Bambini e famiglie saranno protagonisti anche a Fiavè, dove presso il famoso sito delle palafitte torna “Ma come facevano a fare? Cerca e Ricerca, Trova e Sperimenta”. Tre gli appuntamenti, il 14 luglio, 4 agosto e 1 settembre, per conoscere, partecipando ad un’avvincente caccia al tesoro sulle tracce degli antichi palafitticoli di Fiavè, come vivevano, come si procacciavano il cibo e quali attività svolgevano i nostri antenati nella preistoria.

DOSS CASTEL
Dedicato alle famiglie è anche il percorso della “Scuola del Bosco” a Fai della Paganella. Grazie alla collaborazione degli alunni della scuola primaria di Fai, il sentiero che dalla località Ori porta al sito archeologico sulla sommità del Doss Castel è stato corredato da originali e colorati pannelli. Pannello dopo pannello, la passeggiata si trasforma in racconto per vivere un’insolita avventura, conoscere i segreti del bosco e scoprire chi erano e come vivevano i Reti, gli antichi e “misteriosi” abitanti di Doss Castel.

MOSTRE
Non mancano suggerimenti per saperne di più sulla storia più antica del territorio trentino con le visite al Centro Documentazione di Luserna dove la Soprintendenza ha curato gli aspetti archeologici della mostra “Il cacciatore delle Alpi – Da predatore a gestore” e al Museo di Riva del Garda dove è in corso la mostra “Sulle antiche sponde. Un abitato neolitico della Cultura dei vasi a bocca quadrata in via Brione a Riva del Garda”.

MONTE SAN MARTINO

Riprendono nel mese di luglio le indagini archeologiche sul monte di san Martino a Lundo, sulle creste che separano l’Altogarda dalle Giudicarie e il Lomaso, dove si celano i ruderi di un antico castello, predisposto al tramonto dell’impero romano e dimenticato dalla storia.

L’attività di ricerca, sostenuta e coordinata della Soprintendenza e dal Comune di Lomaso, è riuscita a riportarne alla luce i tratti più significativi, voci di un tempo lontano e segni di passati poteri, civili e religiosi.

INFORMAZIONI:
Provincia Autonoma di Trento
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici
Settore Beni archeologici
Via Aosta, 1 – 38100 Trento
Tel. 0461 492161 Fax 0461 492160
e-mail sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it
www.trentinocultura.net/archeologia.asp

Aperte le iscrizioni all’VIII Campagna di Scavo organizzata dal SIMA a Ventimiglia

Dal 6 al 24 luglio 2009 si svolgerà a Ventimiglia (IM), presso l’area delle mura settentrionali della città romana di Albintimilium, l’8a campagna di scavo archeologico.

Le indagini, iniziate alla fine degli anni ’80 del secolo scorso e riprese in modo continuativo solamente a partire dal 2002, hanno riportato in vista una consistente parte della cinta muraria. In aderenza al lato settentrionale delle mura, ad occidente dell’area di scavo, si è individuata una piccola necropoli con tombe di diversa tipologia, che presentavano ciascuna i resti di almeno due deposizioni. A sud della cinta muraria, sul lato orientale dell’area di scavo, è stata riscoperta la parte terminale di un cardine della città romana, settore caratterizzato dalla presenza di una serie di buche di scarico riempite con materiali di diversa tipologia (ceramica, vetro, bronzo ecc.). Nel corso della campagna di scavo del 2003 è stata inoltre individuata anche una piccola porta urbica, la cui presenza è da mettere in relazione al vicino castellum aquae ed ai probabili collegamenti con la retrostante Val Nervia, sede di funda agricoli e di agglomerati suburbani.

Lo scavo è inserito nell’ambito del Modulo 4 della Scuola Interdisciplinare delle Metodologie Archeologiche, Metodi e pratica dello scavo archeologico.

Per informazioni e iscrizioni:

Tel. 0184.263601

Sito: www.iisl.it

E-mail. corsisima@istitutostudi.191.it

XI Festival Del Mondo Antico – Rimini dal 18 al 21 giugno 2009

Antico/Presente XI 2009

FESTIVAL DEL MONDO ANTICO

Rimini, 18, 19, 20, 21 giugno 2009
Festival del Mondo Antico 2009

Antico/Presente, la rassegna che dal 2005 si è trasformata in Festival del Mondo Antico, giunto alla sua undicesima edizione, tornerà a Rimini e località limitrofe dal 18 al 21 giugno, offrendo al pubblico nuove e più ricche opportunità di riscoprire Rimini antica e il suo territorio, ma anche di trovare occasioni di incontro ed approfondimento.

Si tratta, ancora una volta, di un viaggio nel mondo dei Greci e dei Romani, nel vicino e lontano Oriente, alle origini dei riti e dei miti del tempo presente, in compagnia di protagonisti della cultura contemporanea.

Le quattro giornate del festival riguarderanno i temi più diversi, modalità comunicative molto articolate, pubblici differenti, compresi i più piccoli: temi letterari, filosofici, storici, archeologici, antropologici, religiosi, giuridici, economici, scientifici saranno trattati in presentazioni di novità editoriali, commenti magistrali, happening poetico musicali, giochi, laboratori, ricostruzioni, rapporti, seminari, proiezioni cinematografiche, iniziative gastronomiche, etc.

Anche per l’edizione 2009 si preparano, oltre ai consueti, nuovi o rinnovati scenari, anche in relazione a collaborazioni suscitate dal Festival: a Rimini oltre al Museo, alla Domus del chirurgo, all’Anfiteatro romano, alla Piazza, alla Biblioteca, al Museo degli Sguardi, si aggiungerà quest’anno la nuova Darsena dove, grazie alla collaborazione con il Museo del mare di Cesenatico, arriveranno e saranno ormeggiate alcune imbarcazioni tradizionali, gli antichi trabaccoli, che saranno teatro di esperienze, ricostruzioni e ricognizioni (anche dal vivo) dei modi arcaici della navigazione curati
dall’archeologo navale Stefano Medas in collaborazione con Rossana Valenti dell’Università di Napoli.

Scenari interessanti saranno poi Verucchio, con il suo splendido museo e la sua necropoli etrusco villanoviana e poi Santarcangelo, Cattolica, con i loro musei e forse anche altre località interessate, come Cesenatico e il suo Museo galleggiante.

Il festival si aprirà, come nelle edizioni trascorse, con una giornata di studi: il tema sarà La guerra degli antichi (e dei moderni) per la cura di Giovanni Brizzi e con la partecipazione di autorevoli studiosi, italiani e stranieri, come Yann Le Bohec, Mario Gallina, Walter Barberis, Giorgio Rochat e con la partecipazione di Sergio Valzania, direttore dei programmi radiofonici di Radio 2 e Radio 3, nonché esperto di storia militare.

Un posto di rilievo sarà occupato come al solito da commenti, presentazioni editoriali, introduzioni a testi, letterari, filosofici, o anche cinematografici, con interventi di Alberto Angela, Edoardo Boncinelli, Maurizio Bettini, Luciano Canfora, Massimo Cacciari, Gabriella Caramore, Ivano Dionigi, Luigi Magni, Laurent Pernot, Giuseppe Pucci, Silvia Ronchey, Tzvetan Todorov, Paul Zanker, etc.

Dialoghi a più voci riguarderanno temi per così dire invariabili, che registrano di recente l’uscita di nuovi libri: ad es. su Edipo convergeranno i punti di vista di Guido Avezzù, Federico Condello, Giulio Guidorizzi, Guido Paduano, Andrea Rodighiero.
Tra i momenti notevoli è prevista la simulazione di un altro processo penale romano, sulla scia di quelli tanto apprezzati dal pubblico nelle precedenti edizioni, sempre ideati da Giuseppe Giliberti e Gianluca Sposito della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Urbino: Il caso della Venere di Urbino è il titolo di questo processo che riguarda il caso di un furto, con omicidio, di un’opera d’arte che si concluderà con una discussione alla quale parteciperanno personalità di rilievo nel campo della tutela del patrimonio storico artistico.

Il caso della venere di urbino- festival mondo antico 2009

Lo spazio teatrale vedrà una originale riproposizione dell’Asino d’oro di Apuleio, messo in scena da Francesco Lagi e Francesco Colella e la prima di un nuovo spettacolo curato da Luigi Spina con il gruppo Kalokagathoi, Sottoterra, dialoghi ispirati all’Antologia di Spoon River e alle iscrizioni funerarie greche e latine rappresentato all’interno del grande scavo musealizzato della Domus del chirurgo di Rimini. Ci saranno anche gli interventi di “animazione poetica” messi in atto
nell’ambito del progetto europeo Multipoetry ed altre forme di suggestione spettacolare.

Il festival sarà anche il luogo in cui si daranno appuntamento i rappresentanti delle istituzioni museali europee coinvolte, come quelle di Rimini, in programmi che hanno per oggetto l’arte, la cultura, il dialogo interculturale come Euromuse e Map for Id (Museums for intercultural dialogue).

Accanto alla cultura “immateriale” il festival propone anche molti itinerari di visita a monumenti e siti di interesse archeologico, come ad esempio la possibilità di visitare il Ponte di Tiberio passandovi sotto a bordo di piccole imbarcazioni; per i buongustai, poi, ricette romane in diverse trattorie e, soprattutto, l’apertura della nuova taverna, lo spazio di ristoro enogastronomico del Museo della Città.

Non mancheranno inoltre, rinnovate nei contenuti, le rubriche che hanno fin qui contraddistinto la manifestazione: “Biblia”, ossia le letture bibliche realizzate in collaborazione con l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Rimini, che quest’anno avranno come tema il Qohelet, “Archeologi in missione”, una scelta di esperienze di scavo in siti lontani (in Africa settentrionale, nel vicino Oriente) presentate dall’archeologo Mario Luni, cui si aggiungerà la testimonianza di Giuseppe Orefici, reduce dalle ultime scoperte in Perù.

Ritornano le lezioni sulla vita quotidiana dei Romani tenute da Maria Grazia Maioli, il mini corso letterario di Marinella De Luca (quest’anno dedicato ad Aristofane e alla comicità dei Greci), cui si aggiungerà il seminario di Patrizia Paradisi sull’onomastica dei Latini, la rassegna di rarità e curiosità cinematografiche con la partecipazione di Giuseppe Pucci e Roberto Maria Danese, le visite alla “Domus del chirurgo” condotte da Jacopo Ortalli, il responsabile scientifico di questo scavo musealizzato ormai noto internazionalmente.

Una parte significativa sarà assegnata, come è nella tradizione, alle iniziative per bambini e ragazzi, come “la paletta dell’archeologo”, il “banchetto dei Romani”, i vari giochi all’aperto e anche da tavolo con le nuove “carte mitologiche” ideate da Donatella Puliga.

Per programma completo:

http://antico.comune.rimini.it/programma/

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Selinunte ed il Mediterraneo nelle nostre vite. Il ruolo di Vincenzo Tusa nella scoperta delle popolazioni della Sicilia antica. Incontri a Selinunte

Selinunte, si celebra la figura di Vincenzo Tusa
con due giornate di studio e performance artistiche

Venerdì 12 e sabato 13
Baglio Florio del Parco Archeologico di Selinunte (Trapani)

Secondo appuntamento, dopo quello di sabato scorso a Ustica, per le iniziative organizzate per celebrare la figura di Vincenzo Tusa, pioniere dell’archeologia mediterranea e dello studio delle civiltà elima e punica in Sicilia.

Vincenzo Tusa

Venerdì 12 e sabato 13 al Baglio Florio del Parco Archeologico di Selinunte (Trapani), alle 9,30, si discuterà sul tema “Selinunte ed il Mediterraneo nelle nostre vite. Il ruolo di Vincenzo Tusa nella scoperta delle popolazioni della Sicilia antica”. Due giornate di studi per mettere in evidenza la peculiarità di Tusa come studioso delle tre civiltà della Sicilia antica (punica, greca ed elima), ma anche come operatore culturale attivo nella tutela del patrimonio culturale della Sicilia occidentale che ebbe come effetto, fra l’altro, la creazione del Parco archeologico di Selinunte.

L’iniziativa sarà aperta da Giuseppe Gini, soprintendente ai Beni culturali di Trapani, Girolamo Turano, presidente della Provincia di Trapani, Gianni Pompeo, sindaco di Castelvetrano e Sebastiano Tusa, soprintendente del Mare. Dopo di loro interverranno numerosi studiosi e docenti, tra i più importanti esperti nazionali e internazionali di archeologia mediterranea.

Oltre alle relazioni è prevista una serata di gala venerdì che ospiterà alle 22 anche la videoinstallazioneseLInuNTe XYz>rGb”, opera per immagini e suoni Salvo Cuccia, musiche di “Curva minore piccolo ensemble” con Lelio Giannetto (contrabbasso), Alessandro Librio (violino) featuringMiriam Palma (voce), ideazione e progetto Eleonora Cordaro, concept suono Benni Atria, direttore della fotografia Vincenzo Marinese.

Le giornate selinuntine, finanziati con uno stanziamento speciale a completamento dei fondi del Por Sicilia 2000-2006, sono organizzate dalla Soprintendenza del mare di Palermo, dalla Soprintendenza dei beni culturali di Trapani, dal Servizio per i beni archeologici della stessa Soprintendenza, dal Comune di Castelvetrano e dalla fondazione Kepha.

Vincenzo Tusa, scomparso lo scorso 5 marzo, diede un grande imprinting alla ricerca scientifica applicata all’archeologia, dagli anni Sessanta in poi. Il suo lavoro ebbe importanti conseguenze come l’avvio della ricerca sui Fenici, Punici ed Elimi in Sicilia, popolazioni e culture prima di allora sconosciute, ma anche nell’ambito dell’archeologia subacquea e per l’innovazione di un metodo d’indagine archeologica che spostò l’attenzione dello studioso dalla sola analisi dei reperti come esempi di arte antica alla ricerca sulla cultura materiale che quei reperti rappresentavano, senza perdere di vista l’uomo che li produsse.

Fu Tusa, fra l’altro, a realizzare una sezione archeologica subacquea nel Museo Nazionale di Palermo, la prima in Sicilia insieme con il museo di Lipari. Fu lui ad intraprendere campagne di scavo sistematiche nei siti di Mozia, Segesta e Selinunte alla scoperta delle popolazioni indigene, fenicio-puniche ed elime della Sicilia. Fu lui ad impiantare una serie cospicua di collaborazioni nazionali ed internazionali per la ricerca archeologica nella Sicilia occidentale. Infine, fu lui a lottare duramente contro la mafia per la salvaguardia dei siti archeologici della Sicilia occidentale realizzando il primo parco archeologico d’Italia a Selinunte.

I Bronzi per Riace… Parole e paroloni !

La proloco “I Bronzi per Riace”, presieduta dalla Dott.ssa Anna Maria Bombardieri, ha organizzato una giornata studio dedicata ai Bronzi di Riace il 16 maggio 2009 a Riace Marina presso l’hotel Federica, in collaborazione con l’Università della Calabria e con il patrocinio del Ministero dei Beni culturali e della Regione Calabria.

Ho chiesto al Prof. Giuseppe Braghò di commentarci quanto emerso in questa prestigiosa sede, dopo la pubblicazione della sua ricerca-inchiesta con sui ha evidenziato e documentato molte criticità circa il possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace, per i quali gli ultimi Ministri per i Beni Culturali Rutelli e Bondi hanno enunciato l’impegno a verificare il da farsi per ridare integrità a questi beni culturali che sono anche patrimonio dell’umanità.

Caro Pagni, ho letto – tra il “materiale” partorito dal convegno di Riace – un esilarante articolo (Gazzetta del Sud) in cui tale Prof. Giuseppe Roma (o qualcosa di simile) ha pubblicamente dichiarato che i Bronzi sicuramente rappresentano Castore e Polluce e che gli stessi, ancora sicuramente, nella mano destra reggevano originariamente delle redini, alle quali erano attaccati due cavalli.

Non intendo soffermarmi sulla bizzarria della seconda affermazione: al contrario, lancio un invito agli studenti (che frequentano il corso del docente UNICAL) di cambiarlo, se possibile. Prendano loro – in seconda ipotesi – delle redini in mano: soltanto per trascinare altrove un asino come il saccente Prof. Basterà d’altronde scorrere la pomposità del Curriculum Vitae dell’esimio relatore (specialmente soffermandosi sulla voce “Pubblicazioni”, le quali altre non sono che articoli ed articoletti ospitati su riviste e rivistine più o meno orfane di stima accreditata) per raccoglierne grandeur e preparazione specifica.

Si conosce, nel regesto ufficiale intorno alle due Statue, un solo altro esempio di pedanteria ilare, vezzosamente propinatoci dalla Brunilde Sismondo Ridgway, secondo la quale le magnifiche espressioni del periodo severo greco sono, nella squallida realtà, delle opere romane (!). L’archeologa nunziante, da allora, è universalmente riconosciuta come fantasiosa, e la gentilezza del termine è unicamente dovuta alla galanteria degli altri seri ricercatori. In tanti, e soltanto dopo la mia documentale inchiesta, si occupano ora dei Bronzi: ciò è positivo. Negativa è la maniera con la quale si disquisisce intorno ad essi.

Su Calabria Ora di ieri, domenica 24 maggio, si potrà leggere altra disquisizione di tale Danilo Franco, firmatosi senza qualifica professionale: potrebbe dunque essere fabbro, rigattiere, farmacista, botanico forse. Sono portato a ritenere il soggetto molto vicino all’ultima figura citata, trattando l’accaduto con ironia, che non fa male anche quando si toccano argomentazioni serie. Lo immagino dunque botanico poiché il noioso articolo può avelo scritto chi, con gramigne e carciofi, possiede familiarità.

La ricerca storiografica non è argomento da chiosco domenicale. Nessuno dei timorati convegnisti – oltre che il Danilo Franco – sostiene la via più consona per sciogliere i dubbi su origine e provenienza degli sventurati A e B: l’indagine della Magistratura e un futuro, approfondito scavo nell’area ri Agranci-Riace, misure da me più volte chieste al MIBAC. Spiego perché. Mariottini dice di aver visto per primo le statue. Crediamogli. Ancora, afferma che si trattava di “un gruppo”. Crediamogli. Continua, il sub capitolino, a narrare che al braccio sinistro di una di esse ha visto uno scudo. Crediamogli. Scrive nella denuncia, il fortunato pescatore, che le stesse sono differenti (e vistosamente) per postura, mostrandosi (una delle due) con braccia aperte e gamba sopravanzante,espressione contrastante con la realtà espositiva presente presso il Museo di Reggio Calabria,mentre la seconda corrisponde alla descrizione. Crediamogli.

A questo punto, il passo che Magistratura e Carabinieri della Tutela dovrebbero fare è banale soltanto: costringere il “papà dei Bronzi” a dire la verità. Lo stesso, in note interviste, afferma di voler parlare “soltanto col Giudice o con i Carabinieri”. Evidentemente, sussisterà qualcosa di riservato, da non svelare ai giornalisti e al popolo, sovrano (sulla carta).

Cos’ha fatto il Magistrato inquirente di Locri? A quali risultati sono pervenuti i Carabinieri? Tre anni dopo la personale, meritoria (parole di Ministro peri Beni Culturali, e non di botanico o convegnista griffato) inchiesta giornalistica, evolutasi nel volume “Facce di Bronzo”, nulla è dato sapere. Troppo facile. Strano e improprio, inoltre, che i convegnisti di Riace o il Danilo Franco ignorino di supportare la necessità primaria di stringere la morsa attorno a un falso eroe, per sapere. Probabilmente non amano o non vogliono, farlo.

Mariottini, se fosse quell’onesto “volontario servitore del bene pubblico” che dice di essere, dovrebbe toglierli, i drappi oscuri della menzogna. Certo, svelare le infamie di chi lo ha protetto fino ad oggi è pesante, e tanto. Meno pesante, tuttavia, dell’ombra che il cittadino Giuseppe Braghò, con “carte alla mano”, ha per sempre proiettato su Stefano & Co., lì dove Stefano sta per Mariottini e Co. sta per i noti personaggi istituzionali coinvolti nell’affaire Bronzi di Riace. Leggere, per credere. Dopo, e soltanto dopo, scrivere. O contestare, se possibile. Povera, poverissima Italia!

Cordialmente.

Prof. Giuseppe Braghò

P.S.: Ne autorizzo pubblicazione e divulgazione.

Per gli appassionati di ceramica romana, sono ora aperte le iscrizioni alla II Summer School di Grumento Nova

II SUMMER SCHOOL
“Metodologie di Indagine della Ceramica Romana”

27 luglio al 1 agosto 2009
Salone del Castello di San Severino, Grumento Nova (Pz)
II summer school ceramica romana - 2009

La ceramica romana costituisce una delle classi di materiali più diffuse nella documentazione archeologica dell’antichità. Essa rappresenta un elemento indispensabile per la datazione, per la caratterizzazione culturale ed economica di un sito o di una sua fase, oltre che un patrimonio della storia dell’arte antica.

Il corso intende fornire le basi per l’identificazione e la classificazione di alcune importanti classi della ceramica romana. I docenti del corso hanno alle spalle una vasta esperienza lavorativa, soprattutto in Italia centro-meridionale, e si serviranno della documentazione presente al Museo archeologico dell’alta Val d’Agri per fornire un supporto didattico diretto, sia analizzando reperti integri, sia attraverso i frammenti.

II summer school ceramica 2009Attualmente la catalogazione dei beni culturali italiani tende ad essere progressivamente trasferita agli enti locali e il corso permette di apprendere le norme che si stanno affermando nell’acquisizione del patrimonio archeologico per quanto riguarda la ceramica romana e le sue iscrizioni.

Anche in in campo tecnologico lo studio della ceramica si sta evolvendo rapidamente e in tale ambito si intende presentare alcune metodologie utili per conoscere quelli che erano i materiali contenuti nella ceramica, le vernici e gli impasti argillosi usati. Solo conoscendo le potenzialità documentarie l’archeologo può decidere se e come procedere alla pulizia dei reperti oppure alla loro analisi preliminare.

Nell’ambito della rappresentazione l’uso del laserscanner si sta rivelando prezioso, sia per la sua precisione, sia per la resa tridimensionale dei reperti. Ai fini della completezza e dell’affidabilità della documentazione le nuove tecnologie lentamente stanno affiancandosi o sostituendosi al lavoro manuale, permettendo una veloce e non ingombrante documentazione di elevatissima qualità.

PROGRAMMA DELLA SCUOLA:

27 Luglio
08,30-10,30 Massimo Osanna: Linee per lo studio della ceramica romana
10,30-12,30 Helga Di Giuseppe: Metodologie nello studio della ceramica romana
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-16,00 Helga Di Giuseppe: La ceramica romana a vernice nera
16,00-18,00 Barbara Lepri: La ceramica a pareti sottili

28 Luglio
08,30-10,30 Elisa Tomasella: La ceramica africana
10,30-12,30 Teresa Perretti: La terra sigillata italica: tipologia e bolli
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-18,00 Esercitazione pratica al Museo
29 Luglio
08,30-10,30 Helga Di Giuseppe e Ilaria De Luca: La ceramica tardo antica
10,30-12,30 Antonio Capano: La ceramica medievale
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-18,00 Esercitazione pratica al Museo

30 Luglio
08,30-10,30 Elisa Tomasella: Le anfore romane
10,30-12,30 Giorgio Trojsi: Archeometria applicata alla ceramica
13,00-14,00 Pausa Pranzo
14,00-15,30 Giorgio Trojsi: Archeometria applicata alla ceramica
16,00-18,00 Visita alla Chiesa Rupestre di Santa Maria La Preta (VIII sec. d.C.)
e al Ponte Romano di Sarconi

31 Luglio
08,30-10,30 Alfredo Buonopane: Le iscrizioni su ceramica: dalla schedatura alla
pubblicazione

10,30-12,30 Rappresentazione della ceramica: norme e tecniche
12,30-14,00 Pausa Pranzo
14,00-18,00 Visita all’area Archeologica di Grumentum
01 Agosto
08,30-13,00 Francesco Guerra, Micol Pillon e Mariangela Tocci: Disegno e immagini 3D da laserscanner

L’attività è rivolta a: laureandi, laureati, dottorandi di ricerca, specializzandi in archeologia, studiosi nel campo dei Beni Culturali e in particolare dei Beni Archeologici.

Alla Scuola verranno ammessi 30 allievi, scelti sulla base della valutazione del curriculum vitae et studiorum, da presentare assieme alla domanda di partecipazione entro e non oltre il 15 giugno 2009.

La domanda, da inviare unitamente al curriculum all’indirizzo di posta elettronica grumentumschool@gmail.com, è scaricabile dal sito:
http://profs.lettere.univr.it/progettogrumentum/summerschool09/index.html

Gli ammessi riceveranno comunicazione tramite e-mail entro il 22 giugno 2009.

Il costo del corso è di 250 euro comprensivi di assicurazione, materiale
didattico, esercitazioni, visite esterne e alloggio presso una struttura messa a disposizione dal Comune di Grumento Nova. Sono escluse le spese di viaggio e di vitto.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione da parte dell’Università degli studi di Verona per un totale di 50 ore (pari a 2 crediti formativi universitari).


Coordinatore della summer school:
Prof. Attilio Mastrocinque

PER INFORMAZIONI:
Arch. Micol Pillon, Dott.ssa Federica Candelato
grumentumschool@gmail.com

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Presentata a New York “Ida”, per alcuni l’anello mancante dell’evoluzione umana

Il quasi completo e ben conservato scheletro presentato ieri nella sede del Museo di Storia Naturale di New York, appartiene ad una giovane femmina di primate vissuta 47 milioni di anni fa, di non più di 10 mesi al momento della morte e da alcuni considerata l’anello mancante dell’evoluzione umana.Ida - Antico primate

Trovato in Germania a meno di 25 miglia a sud di Francoforte è stato presentato martedì dagli scienziati che lo hano studiato, i quali sono convinti che aiuterà ad illuminare la linea evolutiva di scimmie ed uomini.

Il fossile è stato chiamato famigliarmente Ida, dal nome della figlia di uno degli scienziati, ma il suo nome scientifico è Darwinius masillae, in onore a Charles Darwin ed all’area in cui è stato ritrovato.

Il fossile ha il migliore stato di conservazione tra tutti quelli ritrovati finora, anche della tipologia dei primati, spiega Jorn Hurum, della University of Oslo Natural History Museum, uno degli scienziati che hanno presentato l’esemplare. E’ completo al 95%, conserva anche le punta delle dita con le unghie, è mancante solo di una parte di una gamba. E’ stato ritrovato anche il contenuto dello stomaco, che ha rivelato un’alimentazione a base di foglie e frutti.

I ricercatori hanno annunciato in una conferenza stampa di non affermare che Ida sia il diretto antenato di scimmie e umani, ma che questa scoperta possa dare buone indicazioni su come i nostri antenati dovevano apparire.

Esperti non legati alla scoperta riconoscono l’eccezionalità dell’esemplare per l’alto livello di conservazione dei resti, ma affermano che siamo lontani dalla scoperta dell’anello mancante che chiarirà la linea più antica dell’evoluzione umana.

K. Christopher Beard del Carnegie Museum of Natural History di Pittsburgh afferma inoltre che gli scienziati posseggono già un fossile, proveniente dalla Cina, risalente alla stessa epoca e già accettato dalla comunità scientifica come esemplare dell’antica linea evolutiva di scimmie e umani, ma è molto più piccolo del nuovo esemplare tedesco e aveva una dieta differente. “Sono animali radicalmente differenti” afferma Beard. Allo stesso modo John Fleagle della State University of New York afferma che l’analisi scientifica dell’esemplare fornisce solo un “debole legame” tra la creatura ritrovata e gli antropoidi, che comprendono gli antenati di scimmie ed esseri umani.

Ida è stata presentata a New York, al Museo nazionale di storia naturale, dove verrà conservata per farne una copia per una nuova esibizione sui mammiferi.

Articolo completo:

http://www.nytimes.com/aponline/2009/05/19/science/AP-Ancient-Primate.html?_r=1&em

Aperte le iscrizioni per partecipare alla VII Campagna di Scavo nel sito etrusco di Marsiliana d’Albegna

Su segnalazione del dott. Carmine Sanchirico dell’Università degli Studi di Siena, informiamo che sono aperte le iscrizioni alla campagna di scavo di Marsiliana d’Albegna:

Progetto Marsiliana d’Albegna: Settima Campagna di Ricerca

(31/08/2009-30/10/2009)
Marsiliana d'Albegna

Dal 31/08 al 30/10/2009 riprendono le attività di ricerca archeologica nel centro etrusco di Marsiliana d’Albegna (Manciano, GR), con la direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, in collaborazione con il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università degli Studi di Siena (Insegnamento e Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche, diretto da Andrea Zifferero) ed Etruria Nova, associazione no profit.

Avviato nel 2002, il Progetto Marsiliana d’Albegna ha contribuito alla riscoperta dell’importante centro protostorico ed etrusco, già noto per le ricche ed estese necropoli orientalizzanti scavate dal principe Tommaso Corsini agli inizi del Novecento.

La Campagna di Ricerca 2009 prevede le seguenti attività:

1. scavo di un sito produttivo etrusco (fornace?) localizzato presso il fiume Albegna. Si tratta di un consistente affioramento di anfore da trasporto di età arcaica e da scarti di produzione, contiguo ad un edificio che ha restituito bucchero, ceramica d’impasto e ceramica etrusco-corinzia;

2. prosecuzione dello scavo nella “Casa delle Anfore”, una residenza periferica con atrio centrale, datata tra l’ultimo quarto del VI e la fine del V secolo a.C. L’edificio, situato all’interno della Tenuta Corsini, ha un’estensione di 400 mq e si articola in almeno sei ambienti, dei quali soltanto due esplorati finora;

3. prosecuzione della ricerca di superficie all’interno della Tenuta Corsini: si procederà alla ripulitura e al rilievo di alcune tombe ancora non indagate e all’identificazione di nuovi siti per una più precisa definizione del tessuto abitativo e funerario di età etrusca.

CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE:

Le attività sul campo e in laboratorio comportano un impegno settimanale di 40 ore, certificate da un attestato valido per il rilascio dei crediti formativi (universitari e per Istituti scolastici superiori). Sono previsti, inoltre, laboratori pomeridiani sullo studio dell’epigrafia e della ceramica etrusca, sull’elaborazione informatica dei dati, sulla metodologia di scavo; nel fine settimana sono previste escursioni ai principali siti e musei dell’Etruria meridionale.

Tutti gli aspetti organizzativi e logistici sono a cura di Etruria Nova no profit: ai partecipanti è richiesta la certificazione della vaccinazione antitetanica e la quota di iscrizione annuale all’associazione, comprensiva di assicurazione. La quota di partecipazione è di 185 Euro 80 Euro per una settimana, 350 Euro 150 Euro per due settimane, 515 Euro 200 Euro per tre settimane. La quota comprende vitto e alloggio completo, trasferimenti in auto, attività di laboratorio ed escursioni.I partecipanti sono alloggiati nell’agriturismo La Speranza di Marsiliana d’Albegna, in appartamenti da 4 e 5 posti letto, con cucina e bagno indipendenti, aria condizionata e riscaldamento e avranno a disposizione piscina e campo da calcetto.

La partecipazione all’attività di ricerca è aperta a studenti di archeologia e a volontari, purché maggiorenni.

AGGIORNAMENTO 11 GIUGNO:

Sono variate le quote per l’iscrizione alla prossima campagna di ricerca a Marsiliana. Grazie ad uno sponsor inaspettato sono state abbassare drasticamente le quote.

1 settimana 80 euro + tessera associazione (20 euro)
2 settimane 150 euro + tessera associazione (20 euro)
3 settimane 200 euro + tessera associazione (20 euro)

CONTATTI PER INFORMAZIONI:

prof. Andrea Zifferero
tel. 0577/233659 (diretto)
E-mail: marsiliana@unisi.it

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“Ventimiglia e il suo territorio dalle origini ai giorni nostri”: XV ciclo di conferenze a Ventimiglia (IM)

Il MAR, Museo Civico Archeologico Girolamo Rossi di Ventimiglia (IM) organizza per maggio/giugno 2009 il XV Ciclo di conferenze “Ventimiglia e il suo territorio dalle origini ai giorni nostri” volto a far conoscere sempre meglio al pubblico il passato storico e archeologico di una terra di confine quale è quella ventimigliese, da sempre interessata dalla presenza umana: si pensi innanzitutto alle Grotte dei Balzi Rossi, frequentate fin dal Paleolitico, poi alla città romana di Albintimilium, della quale si conservano il teatro e le terme e che è tuttora oggetto di scavi archeologici, e quindi al borgo medievale di Ventimiglia Alta, nel quale spiccano la cattedrale romanica, il battistero e la chiesa di San Michele.

Le conferenze di questo XV Ciclo si concentreranno invece su un aspetto particolare della storia di Ventimiglia e dintorni, ovvero sulle fortificazioni di età medievale e postmedievale.

Il programma degli incontri, che si svolgeranno presso il MAR, Forte dell’Annunziata, Sala e. Azaretti,  è infatti il seguente:

Sabato 16 maggio, ore 16:

Davide Bagnaschino (storico delle fortificazioni), Storia, confini e fortificazioni dell’Estremo Ponente Ligure

Sabato 23 maggio, ore 16:

Egle Micheletto (Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie), Archeologia dei castelli nel Piemonte Meridionale: dallo scavo alla valorizzazione

Sabato 6 giugno, ore 16:

Istituto Internazionale di Studi Liguri, Comune di Ventimiglia, Il forte dell’Annunziata. Da fortificazione sabauda a spazio aperto.

Il MAR, Museo Archeologico Girolamo Rossi, ha sede nel Forte dell’Annunziata,  uno splendido complesso proiettato sul mare appena fuori dalle mura di Ventimiglia Alta. Ospita principalmente le collezioni archeologiche di Girolamo Rossi, che nella seconda metà dell’Ottocento ebbe la direzione degli scavi archeologici della città romana di Albintimilium. Il museo si propone quindi di raccogliere ed esporre al pubblico i materiali provenienti dall’antica Albintimilium, dal suo immediato suburbio e dalle collezioni archeologiche formatesi attorno agli scavi tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

Per info:

http://www.fortedellannunziata.it/index.php

Settimo convegno di Toponomastica Locale – Branco di Tavagnacco (UD), 15-24 maggio 2009

La Società Friulana di Archeologia – Sezione Udine  presenta:

CONVEGNO DI TOPONOMASTICA LOCALE – VII edizione

Toponomastica e archeologia: dati e confronti”

Branco di Tavagnacco (Ud), Centro Sociale, 15-24 maggio 2009
Settimo convegno di toponomastica locale

PROGRAMMA:

Sabato 16 maggio, ore 15.15: Inizio dei lavori. Coordinatrice: Venusia Dominici.

- Valter Zucchiatti, “Indizi toponomastici sulla strada Concordia – Ad Silanos”;

- Benvenuto Castellarin, “Sopravvivenze longobarde nella toponomastica del Friuli”;

- Giovanni Filippo Rosset, “Le necropoli della cultura paleoslava di Kottlach in Friuli: alcune considerazioni tra archeologia e toponomastica”;

- Franco Finco, “Considerazioni su alcuni nomi di luogo del Friuli”;

- Paola Barbierato, “La toponomastica come fonte di conoscenza per le ricerche storiche e archeologiche”;

Martedì 19 maggio, ore 20.30: presentazione delle tabelle toponomastiche relative al centro storico di Colugna. “Per una ricerca archeologica del territorio: i rilevamenti 3D”. A cura di Ivano Sebastianutti (Comune di Tavagnacco).

Venerdì 22 maggio, ore 18.30: presentazione del primo volume dei “Quaderni di Tavagnacco”, di Massimo de Sabbata e Luca Marin. Introduzione di Javier Grossutti.

Sabato 23 maggio, ore 18.30: presentazione, a cura del prof. Giovanni Frau, del libro “Etnici e blasoni popolari” di Carla Marcato e Maurizio Puntin.

In contemporanea, venerdì 15 maggio alle ore 18.30 verrà inaugurata la mostra “‘La Panarie’ 1924-1931. Le cartoline di Giovanni Fiorini”, presentata da Gisella Fiorini, visitabile domenica 17 e 24 maggio, dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 15 alle 18.
Venerdì 15 maggio verrà presentato anche ilsito Internet “Fotografia e Territorio”, a cura di Franco Martelli Rossi.

Info:

http://archeofriuli.it/

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