Ori antichi della Romania ai Mercati di Traiano – Roma

Traiano è l’imperatore che nel 106 d.C. sottomise la Dacia, la regione a nord del Danubio corrispondente all’attuale Romania, immortalando l’impresa nella Colonna di Traiano. Quale sfondo migliore, allora, dei Mercati di Traiano per ospitare una mostra dedicata agli ori antichi della Romania, prima e dopo la conquista romana. La mostra, non particolarmente grande, si articola nelle sale del primo piano del Museo dei Fori Imperiali ai Mercati di Traiano e sarà visitabile fino al 3 aprile. Tra le imponenti decorazioni architettoniche e i colossali frammenti di statue del foro di Augusto si collocano le vetrine della mostra, dove finalmente – perché non è così scontato – troviamo una pannellistica efficace, chiara e concisa, che introduce le varie epoche storiche cui si riferiscono i preziosi oggetti esposti.

L’alba della metallurgia in Romania si colloca piuttosto indietro nel tempo: ornamenti in oro si trovano fin dalla fne dell’Eneolitico. E’ con la fine dell’età del Bronzo – prima età del Ferro, però, che la metallurgia dell’oro si sviluppa in modo considerevole. Vasi d’oro come quelli del tesoro di Rodeni e armi come quelle del tesoro di Persinari, di cui è in mostra una spada, sono veri status symbol della suprema autorità politica e militare fin dal XVII secolo a.C. Nella seconda età del Ferro, dall’VIII fino al II secolo a.C. si sviluppa la civiltà dei Geti. Se per i vivi essi costruiscono centri fortificati, per i morti essi apprestano corredi molto ricchi. Così le tombe principesche restituiscono oggetti spettacolari come l’elmo di Cotofenesti di IV secolo a.C. o il tesoro di Peretu, che contiene vasellame e oggetti in oro e argento tra cui un vaso per profumi conformato a testa umana.

Tra il II e il I secolo a.C. le tribù dei Geti vengono unificate sotto un’unica autorità. Nasce la nazione dacica, che pone la propria capitale a Samizegetusa Regia. Da qui proviene la più importante scoperta archeologica degli ultimi 170 anni in Romania: il rinvenimento di 5 tesori contenenti alcuni bracciali a spirale in oro, di grandi dimensioni e pesanti circa 1 kg ciascuno, probabili offerte rituali agli dei per ringraziare delle vittorie o per altri felici eventi. Il regno dacico perdura fino al 106 d.C., quando il re Decebalo è sconfitto dall’imperatore Traiano e la Dacia viene divisa nelle due province di Dacia e Mesia Felix. Le fonti riportano che fu proprio la ricchezza di quella terra ad attirare i Romani, tanto che si tramanda che Traiano portò a Roma 500 volte centomila libbre d’oro, una quantità esorbitante di metallo prezioso.

Con un salto temporale ci ritroviamo tra il IV e il VI secolo a.C., quando la regione è ormai fuori dall’Impero romano. Il Danubio è ora percepito come confine politico e luogo di incontro tra Impero e i Barbari. La Romania diviene terra di migrazioni: prima i Goti, poi gli Unni, quindi gi Ostrogoti e gli Avari…ma nonostante ciò, il V secoo è momento di grande ricchezza, che vede la deposizione nelle tombe principesche di oggetti preziosi ad altissimo valore simbolico. E’ l’epoca delle grandi spille e delle grandi fibbie, ed è l’epoca in cui si diffonde la tecnica del cloisonné, sapiente lavorazione in oro e smalti che caratterizza le oreficerie barbariche nel passaggio dalla Tarda Antichità all’Alto Medioevo.

Info:

Mostra “Ori antichi della Romania prima e dopo Traiano” presso i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Roma

Orario

Martedì – domenica ore 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Chiuso lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio
Aperto 24 e 31 dicembre ore 9.00-14.00

La mostra è compresa nel prezzo del biglietto

Informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9.00-21.00)



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