Spedizione Nur, nel 2010 una nave nuragica solcherà il Mediterraneo

Dopo il successo vichingo del Sea Stallion, sta ora per nascere una nave nuragica. Non ha ancora un nome ma è destinata a una missione da favola. Sulla scia del Kon Tiki. Sarà un’imbarcazione di 11 metri. Fatta come solo gli antichi abitatori dell’isola avrebbero potuto costruirla.

Navicella nuragicaLa sua missione? Solcare il Mediterraneo. Dal Nord Sardegna verso l’Oriente. Prima, rotta su Creta. Poi, barra dritta verso le coste più a Levante. Tutto per emulare l’impresa di Thor Heyerdahl, l’antropologo norvegese che, a bordo della zattera chiamata come il Figlio del Sole, dimostrò la possibilità per le popolazioni incaiche di raggiungere la Polinesia partendo dalle spiagge del Sudamerica.

Ora il sogno è simile, l’avventura diversa. Stavolta un assortito gruppo di professionisti sardi intende trovare elementi indiretti di riscontro su uno dei temi più controversi degli ultimi anni. I nostri progenitori si dedicavano solo ai commerci con gli stranieri lungo i litorali e al piccolo cabotaggio vicino all’isola? Oppure erano capaci di compiere spedizioni molto più a est, sino alle coste dell’odierna Turchia? Gli animatori del progetto vogliono dimostrare la consistenza concreta di questa seconda ipotesi. Smentendo nello stesso tempo un abusato luogo comune: e cioè che perfino i sardi più antichi, prima delle invasioni, avessero un sacro quanto inspiegabile terrore del mare.

Il referente del programma è l’algherese Roberto Barbieri. Documentarista e skipper, contitolare di una scuola nautica, fa parte dell’Istituto subacqueo italiano «Oltre alla nave nuragica, vogliamo realizzare un video sul viaggio, che avrà inizio nel maggio 2010 e durerà più di tre mesi».
All’idea hanno aderito il docente-archeologo dell’università turritana Giampiero Pianu e il sub dell’antiquarium di Porto Torres Eugenio Muroni, che ha scoperto un nuraghe e importanti collegamenti legati ad antiche rotte a Cala del vino, l’insenatura vicina ad Alghero da cui partirà l’avventura. E, ancora, Maria Melis e Anna Depalmas, anche loro dell’ateneo di Sassari, oltre a tanti altri esperti, appassionati, scrittori, studiosi.

La nave, costruita a Sassari in un capannone della Comunità Primavera, nelle campagne di San Francesco, sarà pronta nella prossima primavera. «Si chiamerà Spedizione Nur – incalza Barbieri – Al di là degli aspetti legati a quella che possiamo definire una missione di archeologia semi-sperimentale, vogliamo esportare l’immagine della Sardegna rappresentando un ponte ideale di amicizia con gli altri popoli del Mediterraneo. Non a caso il suo simbolo sarà il bronzetto del capotribù con la mano alzata in segno di pace».

In assenza di reperti d’imbarcazioni nuragiche, sinora mai ritrovati, i promotori dell’iniziativa come modello di riferimento, si baseranno sulle navicelle ex voto, con i limiti oggettivi che tutto ciò comporta.
Il legname che sarà usato è da sempre presente in Sardegna: deriva da lecci, ginepri, pini. Le modalità costruttive non differiranno da quelle descritte da Omero nell’Odissea. La nave sarà un monoalbero, con timoni laterali. «Viaggeremo verso Creta, le isole del mar Egeo, le coste del Peloponneso e forse raggiungeremo Cipro e la costa siro-palestinese – chiarisce ancora Barbieri – Lungo la via del ritorno seguiremo i litorali greci. Per poi toccare la Puglia, la Calabria, lo stretto di Sicilia, le isole Eolie. Sino a raggiungere, alla fine, la Sardegna».

Fonte:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/%C2%ABi-nuragici-marinai-provetti-ricostruiremo-una-loro-nave%C2%BB/2082878




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