“L’archeologia nella città contemporanea”, a Roma grande incontro su archeologia e centri storici
Che fare, quando Roma e Napoli vogliono una metropolitana e Firenze il tram? O se dalle viscere di piazza Sordello a Mantova spunta un’antica villa romana? Si deturpa una piazza trecentesca per mostrare l’unico resto della città di Virgilio? Si sceglie il medioevo o la romanità? E che fare di fronte alla scoperta delle antiche mura cittadine, greche a Siracusa o romane a Modena?
Domande attualissime, tornate agli onori della cronaca dopo la nomina del professor Andrea Carandini – noto come il nemico giurato dei “talebani della tutela” – a Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali.
Di questo si parlerà al convegno
Progettare la memoria: L’archeologia nella città contemporanea
Roma, Casa dell’Architettura- Acquario romano (piazza Manfredo Fanti 47) 16 giugno 2009
I luoghi non sono mai neutrali. Ogni luogo assorbe quel che vi accade e ne conserva memoria, così che strati su strati di storia si sovrappongono e s’intrecciano sopra e sotto terra. Le trasformazioni dei luoghi, i modi diversi in cui nel tempo si sono disegnati e gestiti gli spazi, sono dunque lo specchio delle società che le producono.
Per questo ogni scelta che riguarda la trasformazione di un paesaggio, rurale o urbano, non può essere lasciata al caso o alla fiducia del “senso estetico” di chicchessia, ma deve essere il frutto di scelte ponderate e partecipate da parte della collettività, di un dibattito pubblico a cui ogni cittadino si deve sentire in dovere di contribuire.
Soprattutto in un paese come l’Italia così denso di luoghi “parlanti”, e d’insediamenti urbani che si sovrappongono a strati su strati di storia precedente, spesso insondati ma comunque parte integrante di quel bene culturale che chiamiamo “centro storico”. Lì, ogniqualvolta scaviamo per costruire il nuovo sveliamo inevitabilmente l’antico. Sveliamo la storia passata. E spesso, tra molti strati di storia, dobbiamo scegliere cosa costruire o conservare, e cosa distruggere. E’ una scelta di valore complessa e dolorosa, che forse non vorremmo mai fare ma vi siamo costretti.
Quali principi seguire, dunque, nell’operare tale scelta? È possibile stabilire delle linee guida che consentano di salvare ricordi di ogni epoca passata, di rendere palpabile il fluire cronologico del tempo, nonostante le necessarie scelte urbanistiche?

Si tratta di una riflessione sempre più necessaria e impellente, quanto più si moltiplicano le aggressioni irresponsabili al nostro paesaggio e alla nostra storia. Per questo Italia Nostra ha promosso il convegno “Progettare la memoria”. Per sollecitare i professionisti impegnati nella conoscenza, la tutela e la trasformazione dei nostri paesaggi – archeologi, architetti, urbanisti, antropologi, geografi – a promuovere una cultura della progettazione che sia vera sintesi tra le prospettive e le competenze di tutti.
Ma soprattutto per far uscire tale dibattito dalle aule specialistiche e affidarlo a tutti i cittadini. Stimolare la collettività a interrogarsi sull’uso pubblico della storia e progettare in prima persona il proprio paesaggio quotidiano. Perché storia e paesaggio sono bene comune.
PROGRAMMA:
ore 10 Introduzione
Le ragioni del convegno
Giovanni Losavio, presidente Italia Nostra
Rovine e cittadinanza
Stefano De Caro, direttore generale per l’Archeologia del MiBAC
ore 10.30 Prima sessione
L’antico in città e la progettazione urbanistica: archeologia-evento o bene comune?
coordina Cinzia Dal Maso
intervengono Bruno D’Agostino, Michel Gras, Piero Guzzo, Giovanni Losavio, Daniele Manacorda, Jacopo Ortalli, Elisabetta Pallottino, Francesco Scoppola
ore 12 Seconda sessione
I Fori di Roma. Quale antico e per chi?
coordina Fabio Isman
intervengono Dora Galani, Italo Insolera, Adriano La Regina, Giuseppe Strappa
ore 15 Terza sessione
Treni, metro, parcheggi. Archeologia e grandi opere
coordina Maria Pia Guermandi
intervengono Stefano De Caro, Vezio De Lucia, Elio Garzillo, Mario Torelli, Maria Rosa Vittadini
ore 16.15 Quarta sessione
L’anima della città storica tra antico e moderno
coordina Francesco Erbani
intervengono Paolo Berdini, Francesco Cellini, Sergio Conti, Marxiano Melotti, Edoardo Salzano
ore 17.30 Conclusioni
Salvatore Settis
PER INFO ED ISCRIZIONI:
http://www.italianostra.org/eventi/nostri_eventi/progettare_memoria.html
FONTE:
http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=27974&IDCategoria=204
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elisa | Conferenze, Eventi, Scavi |
Argomenti: archeologia urbana - carandini - centri storici - roma - settis.
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Nulla ho contro l'archeologia e con chi pazientemente lavora ma per i vertici di tali Enti avrei qualche perplessità.
Leggo che si propone di far uscire il dibattito dalle aule specialistiche e affidarlo a tutti i cittadini..
Mi propongo come “CITTADINO“
, nei secoli, si è evoluta, stratificata. , avrebbe pensato di “TUTELARSI”?
Sempre, ha teso a “MIGLIORARSI”!
San Pietro è stato costruito smontando IL COLOSSEO, nel Tempio di Adriano è stata realizzata la Borsa oggi Camera di Commercio, nel Teatro di Marcello è stato edificato un sontuoso palazzo rinascimentale e non perché gli Orsini fossero dei palazzinari, nel Pantheon venne aperta una basilica, nei Fori un delizioso quartiere Medievale, Michelangelo costruì una enorme chiesa dentro le esedre delle Terme di Diocleziano!
Se le DISPREZZABILI E DEPRECABILI ASSOCIAZIONI DI TUTELA FOSSERO SEMPRE ESISTITE, ORA NON SAREBBE CHE UN VILLAGGIO NEOLITICO!
Perché se questi talebani della tutela che oggi inneggiano a Valadier fossero esistiti 200 anni fa, avebbero manifestato contro Valadier che modificava l’austero aspetto silvestre del Colle Pincio.
Manifestano contro la TAV; ma noi la vogliamo la TAV. Gitotondeggiano contro il tram di Firenze; ma noi vogliamo il tram di Firenze. Si strappano le vesti contro le stazioni centrali della Metro C”; ma noi TUTTI reputiamo FOLLE una Metro C” senza stazioni centrali!
Ecco chi “CI” ritroviamo a !
Intervista a Carla Di Francesco – Armando Stella
29 dicembre 2007, il Corriere della Sera :
Pure il suo ruolo di controllo e garanzia è stato messo sotto accusa.
«Il mio era un ruolo di coordinamento, sono le Soprintendenze ad autorizzare i progetti…».
Ma ora può dare un giudizio
“Questa è una città che vuole crescere in altezza, che non vuole restaurare ma sostituire. Non ha un concetto di conservazione di sé e soprattutto è rivolta verso un futuro di forme non italiane».
Qui si lavora male?
«Diciamo che manca la “giusta collaborazione”.
Chi guida la città considera il ministero non un interlocutore, ma un “IMPACCIO” ».
Indicativo è anche quanto leggo su “ la nazione” , 09-08-2008 ( Carla Di Francesco) :
“…Sorveglierei il territorio palmo a palmo. Toglierei il potere agli enti locali sul paesaggio e darei alle soprintendenze il triplo del personale. Eliminerei antenne e ponti radio…”
Questo invece l’articolo che parla della Di Francesco e che credo sia la giusta risposta a simili infelici asserzioni:
Milano. La sovrintendente che non amava la città del futuro
Matteo Legnani Libero Milano 31/12/2007
Per sette anni e mezzo ha considerato Milano come un gigantesco parco archeologico. Ora Carla Di Francesco, direttrice regionale ai Beni culturali, lascia l'incarico. Andrà a , promossa DIRETTORE GENERALE del ministero alla Qualità e tutela del paesaggio per l'architettura e l'arte contemporanea.
L'intervista che ha rilasciato qualche giorno fa a un quotidiano è una sorta di outing: la sovrintendente se la prende con i grattacieli di Citylife in Fiera, con il progetto di Garibaldi-Repubblica, coi parcheggi, in particolare quelli progettati (e ancora fermi) in Darsena e a Sant'Ambrogio. Insomma, se la prende con tutto ciò che di nuovo verrà in questa città.
Per forza, direte voi, è un'archeologa… Già, un'archeologa che in questo ultimo anno e mezzo ha “sguazzato” coi suoi uomini nei cantieri di mezza città, approfittando proprio dei tanti progetti messi in pista dall'amministrazione comunale e dagli investitori privati. Bastava un muro di mattoni, qualche sasso e la frittata era fatta; cantiere bloccato per mesi e buonanotte al rispetto dei tempi di realizzazione.Un esempio?
Quello proprio della Darsena, dove in mesi di indagini sono saltati fuori un muretto preso persino di mira da un graffitaro e un pezzo di piattaforma lignea del Quattrocento.
Un altro? Quello di piazza Meda, in pieno centro, dove le lungaggini delle ispezioni archeologiche suscitarono polemiche e anche un'indagine da parte di Palazzo Marino.
«Milano, rispetto ad altre città, è quella che ha meno coscienza e rispetto del suo grande passato urbano e monumentale» dice la Di Francesco. La verità è che a Milano ci sono troppe persone che, come lei, non vogliono che questa diventi una città più moderna, funzionale e meno stressante per chi ci vive e lavora.
Come non potreste essere di ”IMPACCIO” io mi chiedo?
Siete la 5’ essenza del NO! SEMPRE! COMUNQUE! A MENO CHE NON SI PAGHI?
Nuova Sardegna 3/12/2004. Ci sono 9 persone indagate (nessun sardo), tra le quali anche l'ex Soprintendente ai Beni architettonici delle province di Sassari e Nuoro, Marilena Dander.
Ma ben più recente:
Il Giornale di Napoli (18/1/2008) Napoli. Appalti truccati, indagato sovrintendente.
Nel mirino le gare per i lavori di restauro dell'Albergo dei poveri e del Castello di Baia, affidati alla società “Lucci” di Pozzuoli.
Associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta e alla corruzione. È pesante l'accusa formulata dal pm di Napoli, Filippo Beatrice, nei confronti del sovrintendente dei Beni architettonici di Napoli e Caserta, Enrico Guglielmo, e dèi suo predecessore, oggi dirigente del Ministero dei beni culturali, Stefano De Caro. Secondo la procura sarebbero state commesse irregolarità in ordine alla gestione di alcuni appalti pubblici
Oltre a Guglielmo e De Caro sono indagati: gli imprenditori Luigi Lucci (di Bacoli} e Antonio Pompa, i funzionali della Sovrintendenza Cosimo Tari, Costanza Gialanella, Paola Minierò, il dipendente della Sovrintendenza Emanuele Notangelo, i titolari di uno studio professionale privato, Antonio e Giuseppe Taccogna, ed inoltre Mauro Fusco e Carolina Gallo.
IL MATTINO (18/01/2008) CAMPANIA - Tra i dodici indagati Enrico Guglielmo e Stefano De Caro
Servono le antenne, i ripetitori radio, vanno eliminati i ridicoli vincoli per eolico e solare!
Servono indispensabili SANI e RAGIONEVOLI indirizzi e aiuti per migliorare l’impatto estetico delle forme! Per rendere queste tecnologie sempre più competitive! Più produttive!
E se muore un passero sulle pale eoliche, non ne moriranno dieci di inquinamento!
Siamo sconfinati nel ridicolo! :
15/09/06 PASSA LA MORATORIA ANTI EOLICO IN BASILICATA soddisfatte le associazioni ambientaliste lucane che hanno portato avanti la battaglia
Invece in Puglia La sentenza (n.364 del 25 ottobre 2006) LA CORTE COSTITUZIONALE ANNULLA LA MORATORIA CONTRO L'EOLICO ?
“ITALIA NOSTRA” impegnata nella crociata lanciata dal suo Presidente Di Meana contro l'energia eolica in Italia : ''Subito la moratoria nazionale di sei mesi sull'eolico selvaggio che scandalosamente dilaga in tutta la penisola e nelle isole” ha tuonato Di Meana , sostenendo che i generatori eolici danneggiano i cittadini per il crollo del valore immobiliare delle abitazioni,
per il “ rumore delle pale” e
Per “ L’EFFETTO IPNOTICO” rappresentato dalla rotazione delle gigantesche eliche
“ Le torri devastano le aree sopravvissute alle colate di cemento”
''torbido scenario speculativo che avvolge e sostiene l' assalto dell'eolico selvaggio in Italia''
Ma si preoccupa veramente Di Meana del crollo del “valore” immobiliare?
L’effetto “IPNOTICO” ?
IL RUMORE DELLE PALE?
Ma altre associazioni chiedono di togliere quelle già istallate perché ci sbattono sopra i passeriformi e anche i RAPACI!
IO INVECE CREDO FERMAMENTE CHE QUESTI passeriformi SI VOGLIONO SUICIDARE!
Anche io se rinasco “passeriforme” piuttosto che sentire questi ragionamenti mi suiciderei!
Ma Carlo Ripa di Meana nato nel 1929 ( Ora siamo nel 2009 ) addirittura lo ritroviamo nel 1953 dove dirige a Praga World Student News, per conto del PCI. Passa alla sinistra del PSI
dopo l'espulsione dal PCI.
SOTTOLINEO tra i firmatari del documento pubblicato sul settimanale L'espresso contro il Commissario Luigi Calabresi del cui omicidio risponderanno : Ovidio Bompressi, Leonardo Marino, Giorgio Pietrostefani e Adriano Sofri, esponenti di Lotta continua.
Carlo Ripa di Meana che il 13/05/2009 intervistato, ammette candidamente la sua responsabilità morale riguardo l’omicidio del Commissario Calabresi.
Carlo Ripa di Meana Ministro dell’Ambiente nel primo governo Amato
Fino al 1996 è leader dei Verdi
Dal giugno 2005 al 2007, è stato presidente dell’associazione ambientalista Italia Nostra
INFATTI ecco cosa trovo:
“Lazio/abusi edilizi e concessioni, 12 rischiano arresto”: “..nella vicenda risulta coinvolto FRANCO RIPA DI MEANA per la ristrutturazione di un immobile in via del Boschetto..”
E’ del 1997 invece il volume Sorci Verdi, polemico nei confronti degli esponenti dei Verdi.
Italia Nostra sempre comunque critica nei confronti dell´eolico, arrivando a uno scontro aperto con la Legambiente, più ATTENTA allo sviluppo delle rinnovabili.
LEGAMBIENTE ATTENTISSIMA!
I motivi comprendeteli leggendo:
Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani e coordinatore del Comitato Nazionale del Paesaggio in Lucania, si è preso la briga di pubblicare una lettera in cui il presidente regionale e consigliere nazionale di Legambiente, Gianfranco Di Leo, chiedeva all’amministratore delegato della Fri-el S.p.a. (industria che realizza centrali eoliche) 5 7 . 0 0 0 e u r o! (più Iva OVVIAMENTE)
«per la promozione, gestione e realizzazione sia del Piano di comunicazione integrata che delle attività di accompagnamento e facilitazione delle iniziative imprenditoriali sul territorio».
E CHE TUTTI SAPPIANO ALLORA IL “VOSTRO IMPEGNO” PER IL PIANO DI COMUNICAZIONE INTEGRATA! SIETE CONTENTI? Chissà quante adesioni e offerte riceverete anche per merito mio, che DIFFONDO quanto semplicemente leggo!
Ricordo una memorabile citazione della stessa Maraini che su Paese sera, il 7 maggio 1969, scriveva: “Gli INTELLETTUALI, guarda caso sempre di SINISTRA, sono gli unici, assieme ai POLITICI guarda caso sempre di sinistra, che dicono la verità”.
SENECA avrebbe da dire: “imago animi est sermo”
Il parlare rispecchia l'animo di chi parla!
Ora OVVIAMENTE la MARAINI non avrebbe detto “SINISTRA”!
NO DI CERTO! ORA SAREBBE FUORI MODA?
AVREBBE DETTO “DEMOCRATICI”, ESCLUDENDO “DI sinistra”!
Paradossalmente a causa di motivazioni ambientaliste l’eolico è ostacolato?
Apparentemente, SOLO SE NON SI RIMEDIANO SOLDI! Come avete già letto!
Servono fondi, per la ricerca, per non restare indietro, per non cadere nel baratro dell’abbandono e delle larvate figure ARCHETIPICHE che ci propone Paladino.
Altrimenti ci meritiamo i CREATIVI FRAMMENTI, i vivai per le specie autoctone? Gli ECOALBERGHI, al parco dell'Appia Antica, gli studi di fitobalneoterapia, e 122’000EURO DI BIOMETEOROLIGIA con gli sfasci nei parchi!
HAPPENING DOMENICALI da 516’000euro, le ciclopiste fuoristrada da 5 milioni di euroa Veio!
Le boe da 666'000euro all’Arcipelago toscano Presidente Tozzi che per la campagna pubblicitaria “insieme facciamo la differenza” insieme a Marrazzo ci costa 900'000 euro ?
MI PIACCIONO LE BOE! NE VOGLIO MILIARDI DI BOE!
E propongo boe, costruite solo da ditte certificate, con operai “vegetariani”, “BOE VEGETARIANE” perché se l’operaio mangia la bistecca, la mucca per crescere ha fatto flatulenze e mi si buca l’ozono!
Mi sembra un “ragionamento” in sintonia col momento! E con le attuali “scientifiche”, tendenze.
Finalmente a FAVORE di “ITALIA NOSTRA” trovo:“In Bici sulle Vecchie Ferrovie”
Augurandomi che passi un treno merci!
E trovo anche : DEVOLVI IL TUO CINQUE PER MILLE A “ITALIA NOSTRA ONLUS”
Fortunatamente trovo anche Carandini contro questi «Talebani della conservazione» che lui ~ individua in funzionari statali formati in «madrasse della tutela» i quali «a tutto della vita si oppongono, in sterile e costosa resistenza, e che hanno l`unico scopo di vincolare l`intero Paese, come se separare dalla vita implicasse anche conservare». «associazioni benemerite e vecchiotte» (come non pensare a un identikit di «Italia Nostra»)
Posso devolvere il mio cinque per mille a Carandini?
La “CONOSCENZA”.
“Dio impose all'uomo: “Di ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà. Ma in quanto all'albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai morirai”.
La conoscenza è l’arma più potente che esista, tanto è che tutti i regimi, di tutte le epoche e la stessa “SANTA CHIESA”, come appena avete visto, la teme profondamente più di qualsiasi altra cosa.
DALL’”ALBERO DELLA CONOSCENZA” DISCENDE addirittura IL “PECCATO ORIGINALE”
Multa milionaria per Adriano La Regina È colpevole DI INTRALCIO all'Ara Pacis (Stampa10/7/2003)
E' chiamato a pagare, insieme con altre quattro persone fra cui il sovrintendente comunale Eugenio La Rocca e l'ex assessore all'Urbanistica Domenico Cecchini, circa un miliardo e 700 milioni e gli viene comunicato che dovrà comparire davanti alla Sezione Giurisdizionale il 22 novembre 2004, «e neanche per andare a difendermi, ma per sentirmi dire a quanto sono stato condannato!» commenta, stupefatto.
Vorrei sottolineare una interrogazione del Sen.Vallone.
Poche, ma interessanti righe: Soprintendenza Archeologica di Roma, protocollo n. 31074, il Soprintendente—
Adriano La Regina
richiedeva ai signori Streccioni – proprietari della villa – entro il termine perentorio del 26 ottobre 2002 il rilascio: “…dell'immobile in oggetto per poter iniziare le opere di protezione delle strutture archeologiche esistenti”, nonché informava che durante il lasso di tempo intercorrente tra il 10 ed il 26 ottobre 2002: “…saranno effettuati sopralluoghi da parte dei tecnici della Soprintendenza CHE ACCOMPAGNERANNO LE DITTE INVITATE ALLA GARA D’APPALTO PER I LAVORI DI CUI SOPRA”;
In una seconda missiva della stessa Soprintendenza di Roma sempre datata 10 ottobre 2002, protocollo n. 31085, la responsabile del procedimento,
–Rita Paris, scriveva:
“A SEGUITO DELLA STIPULA DEL CONTRATTO CON L’IMPRESA “ISARM” E DI QUANTO COMUNICATO CON LA NOTA PROT 31074 DEL 10.10.02 SI COMUNICA CHE IL 14.10.02 avverrà la consegna dei lavori sul posto per interventi urgenti presso la dependance della proprietà. A partire da tale data l'Impresa lavorerà secondo l'orario di cantiere 7.30 – 16.00 ”
Leggo quindi che si accompagneranno ditte per una gara d’appalto, solo dopo pochi n”di protocollo
LA GARA è STATA AGGIUDICATA?
Strano
S T R A N I S S I M O !
Ma in linea perfetta con quanto accade successivamente:
“Troppi incarichi a Zètema, la società dei musei” Corriere della sera del 6/4/ 2006
………pasticci di cui si son resi responsabili Walter Veltroni e Adriano La Regina”
……affidamento in house in maniera a dir poco avventurosa..”
… “TRAMITE AFFIDAMENTO DIRETTO DEI LAVORI E APPALTI”.
Riguardo l’interrogazione del Sen. Vallone, vorrei chiarire che riguardava l’appalto per dei lavori nella villa “Capo di Bove” recentemente inaugurata dove trova collocazione l’archivio Cederna
Archivio che viene descritto cosi nel sito della Soprintendenza:
..”La consistenza dell'archivio, per quanto riguarda la documentazione cartacea, è di 1450 unità archivistiche, per un totale di 20 metri lineari;..”
Leggendo le interrogazioni scopro che, in data 19 aprile 2002 il Ministero per i beni e le attività culturali, autorizzava al pagamento di euro 1.549.370,70 a favore del signor Streccioni; pedissequamente a quanto sopra, la Soprintendenza Archeologica di Roma cominciava – con esemplare solerzia! – i sopralluoghi relativi ai lavori di ripristino stimati in oltre 516.000 euro (pari a un miliardo di vecchie lire) indirizzati non ai ruderi, come stabiliscono gli articoli 59 e seguenti del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, bensì al mero restauro dei locali abitativi della villa
(ripristino delle travi a vista nei soffitti della dependance, creazione di un bagno panoramico al terzo piano, sostituzione dei pavimenti nei piani superiori, creazione di una fontana o un parcheggio ove ora sorge la piscina, eccetera)… se il Ministro in indirizzo
sia in grado di fugare, infine, i legittimi dubbi dell’interrogante circa l’esistenza di un disegno volto, a spese dei contribuenti,
ad acquisire al Demanio dello Stato comprensori e/o tenute che andrebbero a costituire il futuro capitale immobiliare di Patrimonio S.p.A., e
che poi finirebbero per diventare «locali uso ufficio» degli amici dei Ministri più fortunati.
Bene il Domenica 09 Novembre 2008 dal Sole 24ore leggo che il 12, si inaugura l’Archivio Cederna . E a Cederna si dedicano queste parole:
Antonio Cederna il “reporter dello scempio”, fondatore di Italia Nostra, il don Chisciotte con la spada sguainata contro la speculazione edilizia nel Belpaese.
Dunque 20 metri lineari di archivio 4000 milioni di lire?
Ma ben più cariche di significato sono queste poche ma chiare parole nell’articolo di Costa Andrea. “L'urbanista che sapeva guardare nel buio”
Data di pubblicazione: 20.12.2008 : si celebra la vittoria del pubblico sulle private esigenze. Quelle della Roma mattonara con la passione dell’antiquariato che in questa villa, una mattina d’agosto del 2002 prese le valige e sparì.
Sembrano parole scritte dallo stesso Cederna, quasi ad aggiungere altre sue infelici, a mio avviso, dichiarazioni: : da una parte l'interesse di tutta la città, dall'altra quello di poche persone RAPPRESENTATE, in CAMPIDOGLIO, DA liberali e FASCISTI. . PER UNA BUONA PARTE DEL PARCO DELL’APPIA ANTICA SI IMPONE O V V I A M E N T E L ' E S P R O P R I O !
UN ALTRO ARTICOLO RECITA: ” Ai proprietari e I N C I V I L I abitanti che assomigliano ai SELVAGGI che coi vetrini colorati e i pezzi di specchio ORNANO le loro BARACCHE di fango e di STERCO. . “.
Ma da Cederna deputato indipendente del Pci non posso che accettarlo, e comprenderlo.
E peraltro descrive bene il personaggio.
Ma all’inaugurazione del archivio “Cederna” era presente ovviamente La Regina, Rita Paris, delle cui gare di appalto avevamo già accennato e era presente anche Stefano De Caro.
Accumunato con La Regina e con Rita Paris dall’articolo che fedelmente riporto.
IL MATTINO (18/01/2008) CAMPANIA – Tra i dodici indagati Enrico Guglielmo e Stefano De Caro. Nel mirino dei pm i restauri di Albergo dei Poveri e Castello di Baia. Imprese edili cui i lavori sarebbero stati affidati «in via d’urgenza» ma che poi, in seguito, avrebbero vinto le gare d’appalto.
Ecco in sintesi l’archivio Cederna di 20 metri lineari, di almeno 4000 milioni, inaugurato da “somme autorità” dagli appalti non proprio limpidi, visti i titoli dei giornali.
F E D E R P A R C H I L A Z I O!
Mercoledì 17 dicembre, 2008 presso la sede del Parco regionale dell'Appia Antica, l'assemblea costitutiva del coordinamento laziale dell'associazione!
CHI CI TROVIAMO?
IL PRESIDENTE della Federparchi MATTEO FUSILLI!
Lo stesso MATTEO FUSILLI di cui La procura ha chiesto il rinvio a giudizio, ha predisposto un sequestro di beni da 200.000 euro nei suoi confronti, e la sospensione dai pubblici uffici.
Insieme a La Regina, Rita Paris, De Caro, ecco Fusilli.
“Pares cum paribus facillime congregantur”: I simili si accompagnano molto più facilmente con i loro simili.(Cicerone)
La Regina Presidente del “CARROZZONE” DEL PARCO?
Lui stesso prima alla Soprintendenza lo definiva “CARROZZONE”?
Leggo da un art. sul CORRIERE DELLA SERA. Del: 9 luglio 2003
Del sempre a lui fedele Paolo Brogi : “Appia Antica, mancano i fondi per il restauro”
«Siamo allo stesso punto di sempre e forse peggio – ha protestato il sovrintendente Adriano La Regina -. Per proteggere un terzo delle zone archeologiche dell' Appia sono occorsi 25 anni. Di questo passo ci vorranno altri 50 anni. Non si stanno facendo passi avanti, si annunciano come novità solo inutili CARROZZONI COME L’ENTE PARCO». Più tardi Giancarlo Paoletti dell' Ente Parco gli ha ribattuto: «Dal 1970, quando erano loro l' unico organo di tutela, sono venuti su due milioni di metri cubi abusivi. Con noi invece, che abbiamo organi di polizia giudiziaria, gli abusi cominciano ad essere repressi».
Sempre La Regina dichiara nello stesso articolo: «Il mio pessimismo nasce dal fatto che tutto ristagna. E che invece di fare passi avanti si annuncia un Parco che non ha fatto nulla. La finalità di un parco come quello sull' Appia dovrebbe essere archeologica. Invece è ambientale e naturalistica. Di modo che poi il parco chiede l' assegnazione di competenze che siano nostre. Questa è una contraddizione che non porta da nessuna parte. In più quell' ente ha inserito tra i suoi criteri punti di vista aziendalistici, di produttività. Insomma, che cosa ha a che vedere tutto ciò con l' Appia Antica?»
Ora invece è sempre Adriano La Regina che vuol fare gli “eco alberghi”?
Nel parco dell'Appia Antica? MA CHE STRANO! NON DISPREZZAVA LA PRODUTTIVITA’?
Giancarlo Paoletti attualmente relegato a Dirigente “Settore tecnico urbanistico ambientale” dell'Ente Parco regionale dell'Appia.
Ben più prestigioso il suo incarico era nel 2001, come Direttore al Parco Appia, e commissario
( Per appena 40mila euro ) al Parco di Bracciano dove ha rischiato di divenire Presidente. Al Parco dell’Appia invece era Presidente Gaetano Benedetto, grazie a Pecoraro Scanio, di cui era Vice-capogabinetto ora a mio avviso affossa l’economia al Parco del Circeo.
Gaetano Benedetto,recentemente Tacciato di “inerzia” per non aver dato il richiesto nulla-osta al progetto di elettrificazione del lungomare di Sabaudia? Con incarichi ovviamente anche alla “LIPU”, Gaetano Benedetto, anche Segretario Aggiunto WWF che ormai vuole dare pareri ovviamente comunque sempre negativi per attività neanche all’interno del parco ma solo confinanti? Proponendo capanni per il BIRDWATCHING e campi da golf?
Eliminando ovviamente un “aeroclub” che da decenni contrastano.
Tornando a La Regina. Definisce il Parco un “carrozzone”?
Passano appena due anni dalla sua stessa definizione di “CARROZZONI” e finalmente La Regina ne diventa Presidente?
Proverbio popolare ma appropriato: “Non sputare in cielo, che in faccia ti viene”.
Da La Repubblica del 18-AGO-2005 Un tris di esperti per i parchi. Accordo tra Comune e Regione sulle nuove presidenze delle più prestigiose aree verdi della Capitale. La ratifica a settembre. La Regina all'Appia Antica, (fino all' anno scorso soprintendente ai Beni archeologici della Capitale) Emiliani a Vejo, Tozzi a Roma Natura «Con queste proposte – spiega l'assessore regionale Bonelli – vogliamo far volare alto la gestione dei parchi. Sono nomi di indiscutibile valore che arrivano dopo la lottizzazione della giunta Storace e che creano una evidente discontinuità con il passato governo». Dario Esposito – a dimostrazione della sintonia tra Comune e Regione – usa parole molto simili: «Con i nomi proposti si sceglie la strada del rilancio per i parchi, ben diversamente da quanto aveva fatto la giunta Storace…”
E ALLORA “VIVA” LA REGINA ALLA GUIDA DEL “CARROZZONE!”
Ma Adriano La Regina, abita ancora al Palatino?
Mi diletto a leggermi simpatiche quisquiglie:
“La Regina e la sua reggia”
“Casa da Regina per l'ex soprintendente”
“Il caso Al professore abitazione di lusso sul Colle Palatino”
“Al professore abitazione di lusso sul Colle Palatino sede del museo Palatino”.
Si «sussurrano» 500 euro al mese. Alberto Di Majo IL TEMPO Del 15/04/2009
«Ecco, per tapparmi la bocca, non si rinuncia alle offese… », ha replicato La Regina.
Aggiungendo: «Certo che me ne vado. E, se ce la faccio, prima della scadenza del contratto a fine anno. Alla mia nuova casa a Porta Latina, che ho ristrutturato con lavori in ECONOMIA, mancano solo alcune opere di falegnameria…».
Che tristezza, l’ex Soprintendente ai Beni Archeologici di Roma Adriano La Regina.
Professore ordinario di Etruscologia e Antichità Italiche nell’Università “La Sapienza”,
Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte.
Esperto dei Sanniti, nonché ai non troppo vecchi fasti Presidente di Zetema nel 2005.
“Accademia dei Lincei”Presidente del Comitato Nazionale per gli Studi sul Sannio
Attualmente, Presidente del Parco dell’Appia Antica.
Lui costretto a : LAVORI IN ECONOMIA?
Mancano solo alcune opere di FALEGNAMERIA?
“Non intendo certo restare più del necessario, ma neanche affrontare ulteriori disagi, per cui renderò disponibile l'alloggio appena possibile, e comunque non oltre la scadenza contrattuale,essendomi nel frattempo impegnato nell'adeguamento dell'appartamento in cui andrò ad abitare”.
Be questa sua precisazione riguardo al fatto che non resterà oltre la scadenza contrattuale gli fa onore!
Costretto anche a pagare “si sussurra” ben 500 euro per appena 130 metri quadrati.
Costretto ora come leggo: “Abbandonare l'abitazione sul Colle del Palatino, a lui destinata quando ricopriva l'incarico di Soprintendente ai beni culturali, ruolo che non esercita più addirittura dal 2005, circostanza che avrebbe dovuto indurlo già quattro anni fa a lasciare quel prestigiosissimo domicilio, senza attendere la scadenza del contratto a fine anno 2009».
Chissà, queste cattiverie, offensive accuse dove le avrà trovate il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro.
E ora Giro dichiara:”La Regina farebbe bene a lasciare subito l'appartamento perché credo che ormai si stia delineando il profilo del danno erariale del quale qualcuno dovrà pure rispondere”.
A tal proposito vorrei sottolineare che La Regina, sono 4 anni che non alcun ruolo nell'ambito della amministrazione dei beni culturali.
E ripetutamente è stato invitato a traslocare anche dalla stessa amministrazione Rutelli.
Come precisato da Giro.
“appalti, bufera a Napoli” Romeo e Roma, 11 anni a servizio delle giunte Rutelli-Veltroni:
Il fatto che Global service «nasca e muoia» nel capoluogo partenopeo, non deve far dimenticare che il «re del tombino», come è stato ribattezzato, ha un rapporto «storico», per non dire privilegiato, con la Capitale e il Campidoglio in particolare.
Un appalto faraonico: 576 milioni, quasi 15 volte in più di una città come Bologna.
Il Tempo.it 18/12/2008
Genchi dichiara: “..probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell'inchiesta Why not…Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato… Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati… chiariremo tutto! Dalla prima all'ultima cosa…”
Il resto è “musica”, sulla quale io canto.
E la canzone è lunga! Queste sono solo le prime strofe.
ADRIANO LA REGINA ABITA ANCORA dove “NON” ha titolo da 4 anni pagando 500 euro per 130 metri AL MUSEO PALATINO?
Posso aiutare al trasloco con il mio personale furgone?
Sempre nell’ “INTERESSE PUBBLICO, PER QUANTO DI COMPETENZA” Tanto caro al Professore Adriano La Regina.
SONO FINITI questi lunghi LAVORI DI “FALEGNAMERIA” FATTI IN “ECONOMIA”?
PIERO IANNELLI
pierorm64@libero.it