Roma e i Barbari – Mostra a Palazzo Grassi (Venezia) – Le prime impressioni

Ritorniamo con questo post sulla mostra “Roma e i Barbari” in corso di svolgimento a Palazzo Grassi a Venezia, inaugurata il 26 gennaio e aperta fino al 20 luglio prossimo, di cui avevamo già dato nota in questo articolo, per segnalare un bellissimo articolo pubblicato sulla Gazzetta di Sondrio con le prime impressioni sull’esposizione

I beni esposti sono considerati dei tesori nazionali; è il caso per esempio del tesoro di Beja in Portogallo, del reliquiario esagonale di Conques, o del tesoro di Childerico, conservato alla Biblioteca Nazionale Francese a Parigi, dell’evangeliario di Notger in Belgio, del ritratto presunto di Amalasunta custodito al Museo del Bargello a Firenze. Tanti sono gli oggetti presentati, che per la prima volta , lasciano i loro musei, per Palazzo Grassi.

Inoltre, il piede monumentale in bronzo di Clermont-Ferrand o il tesoro della tomba della dama di Grez-Doiceau di Namur, o ancora la lancia da parata di Cutry (Moselle, Francia), sono reperti recenti. Pregevole è anche la presenza degli Scettri del Palatino (Roma), ultimamente ritrovati. Sono esposti anche rarissimi documenti manoscritti tra i quali il Book of Mulling, gli evangeliari di Saint-Vaast e di Marmoutier, nonché il manoscritto di un Vangelo secondo San Giovanni in miniatura copiato in Italia tra il V ed il VI secolo.

Da parte degli organizzatori c’è voluta una determinazione incredibile per mostrare, sebbene in alcuni punti non perfettamente riusciti, mille anni della storia europea con l’avvicendarsi di tanti popoli così diversi tra loro per cultura, religione che pur combattendosi, sono riusciti ad amalgamarsi, ad accogliersi, a convivere, innestando i loro saperi in modo più sopportabile e civile di quanto non si faccia oggi con i tanti “migranti” visti ancora più di allora, come “nemici”.

“Roma e i Barbari” si concentra sui fenomeni che toccano più direttamente i territori dell’Europa occidentale, senza tralasciare i processi che, partendo dall’Oriente, hanno interessato anche l’Occidente. Non va sottovalutato il ruolo svolto dal Mediterraneo, fino all’avvento del mondo arabo musulmano, di ‘bacino’ naturale per un continuo scambio di uomini, merci e idee da Est a Ovest. [...]

Ci si può stupire nel vedere che c’è in mostra tutto ciò che diede vita alle moderne nazioni europee, la “nascita di un nuovo mondo” come dice il titolo. Con “scopo precipuo” di “mettere in evidenza l’ibridazione tra le radici greco-romane e le radici germaniche da cui ha origine la cultura europea” afferma il curatore Jean-Jacques Aillagon, il curatore di questo straordinario insieme che affascinerà non solamente i piccoli. Ben lontano dall’idea radicata di popoli “barbari”, solo invasori, predoni, distruttori (“vandali”). Per Roma (e prima per la Grecia) “barbari” sono coloro di cui non si comprendeva la lingua e che non avevano sistemi urbani stabili. [...]

La Mostra in cifre:

  • 182 giorni di apertura della mostra (quasi sette mesi).
  • Circa 2000 pezzi esposti provenienti da 23 paesi , prestati da circa 200 musei ed istituzioni.
  • 3000mq di esposizione.
  • Circa 40 tesori completi esposti.
  • 1.590g.di oro22 carati.
  • 14 raffigurazioni storiche , principalmente del XIX secolo, illustrano le conquiste romane e le invasioni barbariche.
  • 7097 Km percorsi dal quadro di Jan Paul Laurens , raffigurante Onorio, prestato dal Crysler Museum of Art di Norfolk.
  • Circa due Km è la distanza tra palazzo Grassi e il Museo archeologico di Venezia, l’ente più vicino tra quelli che hanno prestato opere a Roma e i Barbari.
  • 248x66x97 cm sono le dimensioni del sarcofago Ludovisi, il reperto più grande della mostra, proveniente dalle collezioni di palazzo Altemps a Roma.
  • 1,6×1,1cm sono le dimensioni dei preziosi bottoni rinvenuti nella tomba di Childerico e prestati dalla Bibliotheque Nationale de France.
  • 126 autori, sotto la direzione di Jean – Jacques Allaigon, curatore della Mostra, hanno contribuito al catalogo che pesa ben 4 Kg ed ha oltre 720 pagine.
  • 1,8 tonnellate per l’Autel de la Victoire proveniente da Augsburg.
  • 10,150kg d’argento per il Missorium o Piatto d’Achille, proveniente dalla Bibliotheque Nazionale de France, Paris.

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(Leggi l’articolo completo sulla Gazzetta di Sondrio)




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